{"id":27758,"date":"2022-10-31T06:00:57","date_gmt":"2022-10-31T05:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=27758"},"modified":"2022-11-20T19:15:27","modified_gmt":"2022-11-20T18:15:27","slug":"rose-bianche-roses","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/rose-bianche-roses\/","title":{"rendered":"Rose bianche <br>(Roses)"},"content":{"rendered":"<p><em>Non \u00e8 davvero Halloween se non scrivo un nuovo racconto della mia serie preferita, la storia di Liam e Caitlyn. Sono giunta addirittura al settimo racconto di questa serie, nata praticamente per caso, ascoltando un vecchio album dei Seether, che continuano a ispirarmi nuove vicende per i miei protagonisti. Dove eravamo rimasti? Il povero Liam ha problemi di memoria dall&#8217;ultimo incidente, quando ha battuto la testa e rischiato di essere sepolto vivo, e non ricorda affatto di poter entrare nel regno dei morti ogni sera, dopo il crepuscolo. Soprattutto non si ricorda affatto di Caitlyn, che ogni sera lo raggiunge nella sua stanza, bellissima e spettrale nel suo lungo vestito bianco.<br \/>\nQuesta \u00e8 una puntata speciale, specialissima, perch\u00e9 se Liam non si ricorda affatto di Caitlyn, dovremo proprio affidarci ai pensieri di lei per scoprire come prosegue la loro storia&#8230; <\/em><br \/>\n<em>Se avete perso le puntate precedenti, le potere leggere qui nella nuova pagina a loro dedicata: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/la-storia-di-liam-e-caitlyn\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La storia di Liam e Caitlyn<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Il velo tra i vivi e i morti si assottiglia nella notte di Halloween. E tu non sai pi\u00f9 dove sei.<\/em><br \/>\n<em>Devi stare attento. Rischi di perderti in uno dei due mondi, per sempre.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finalmente dorme. Sono rimasta qui al suo fianco, sospesa ai suoi piedi nel letto, in attesa che Liam chiudesse gli occhi. Si addormenta sempre molto tardi, dopo aver passato invano tutti i programmi notturni alla televisione, aver sfogliato le riviste di auto e meccanica un&#8217;altra volta, aver tentato di leggere qualche pagina dell&#8217;ultimo thriller acquistato in libreria. Riesce a rilassarsi solo quando i farmaci fanno effetto e la testa smette di pulsargli freneticamente. Sono passate tre settimane e ancora non ha riacquistato la memoria. Ancora non si ricorda di me, della mia presenza.<br \/>\nVivo, se questa si pu\u00f2 chiamare vita, tra la luce dei vivi e l&#8217;ombra dei morti. E&#8217; piuttosto come scivolare nella nebbia, confondersi con l&#8217;umidit\u00e0 della notte, particelle di acqua e particelle di anima che fluttuano nell&#8217;aria. Ed \u00e8 colpa mia se la camera di Liam \u00e8 cos\u00ec gelida. E&#8217; il mio spirito congelato a raffreddare la temperatura dei luoghi che attraverso.<br \/>\nConcentro un po&#8217; della mia forza e spengo la lampada sul suo comodino, lasciandolo riposare al buio. Lo osservo ancora una volta dormire, i capelli arruffati sul cuscino, la barba leggera sulle guance, e poi inizio a vagare per la casa silenziosa, lasciando al termosifone il compito di scaldarlo.<br \/>\nIn questa dimensione spazio e tempo non esistono. Posso muovermi pi\u00f9 veloce del pensiero, in qualsiasi direzione, materiale e cronologica. Tranne una. Non posso tornare al momento della mia morte. E pensare di farla franca stavolta. Conservo solo qualche ricordo di quell&#8217;istante terribile.<br \/>\nPotrei perdermi in questo errare solitario, se non fosse per Liam. E&#8217; lui la mia ancora al presente.<br \/>\nOndeggio leggera, lasciandomi cullare dal suo respiro regolare. Mi guardo intorno, la sua camera \u00e8 un vero disastro, segno della confusione mentale di Liam in questo periodo. Prima dell&#8217;incidente, quando ha rischiato di morire sepolto vivo nel bosco, la teneva ordinata solo per me. Come se mi importasse poi. Non c&#8217;\u00e8 comunque traccia di me in questo posto. Nessuna foto mia, nessun oggetto che mi richiami, nessun altro che sappia di noi due. Esisto solo nella sua memoria. E ora nemmeno in quella.<br \/>\nCon un battito di ciglia, entro nel muro dietro la libreria, i cavi elettrici nell&#8217;intercapedine mi fanno il solletico, ne approfitto per risucchiare un po&#8217; della loro energia. Forse domattina Liam trover\u00e0 di nuovo in tilt l&#8217;orologio del lettore blu ray, uno scherzo che gli regalavo spesso prima, ma anche questo non servir\u00e0 a ricordargli il mio nome. La stanza accanto alla sua era quella dei suoi nonni e credo che poco sia stato toccato qui dentro. C&#8217;\u00e8 ancora il vecchio letto in legno massiccio, la toeletta antica in bronzo, con un bellissimo specchio ovale lavorato, un divano in stile barocco dal tessuto un po&#8217; consunto. Soprattutto avverto le reminiscenze di un amore profondo, le pareti sono intrise di una felicit\u00e0 potente, assoluta. Si sono amati molto i nonni di Liam, nonostante lei fosse morta prima del marito. Credo, anzi ne sono certa, che lo spirito della moglie sia sempre vissuto con lui, in attesa del momento opportuno per andarsene insieme.<br \/>\nUno scricchiolio di assi rompe il silenzio della notte e mi sposto nell&#8217;ombra a curiosare la sua provenienza. Ne sento un altro e poi un sospiro, viene dalla stanza della madre di Liam e del suo compagno. Mi affaccio appena attraverso le nodosit\u00e0 della quercia della porta. Un fascio di luce dalla strada irrompe dalla finestra e illumina appena il letto matrimoniale. Sono uno sopra dell&#8217;altro, li sento sussurrare qualcosa, si muovono ritmicamente. La vita continua, dopo tutto. Mi ritiro piccola piccola in un angolo del pianerottolo, lasciandoli alla loro intimit\u00e0.<br \/>\nLi invidio, profondamente. Non potr\u00f2 mai avere niente di tutto ci\u00f2, non in quel modo.<br \/>\nMi costa un certo sforzo apparire a Liam, ancora di pi\u00f9 a diventare solida al suo tocco, quando il sole tramonta all&#8217;orizzonte lasciando spazio alla notte. Funziona bene quando lui \u00e8 sintonizzato su di me e posso usare la sua energia vitale. Ma adesso non mi ricorda neppure. Sono terribilmente sola, in questa nebbia. Quel che \u00e8 peggio \u00e8 il rischio di svanire per sempre, dissolvermi nel nulla, se lui mi dimentica.<br \/>\nMi mancano le sue rose bianche. Le portava almeno una volta al mese. La mia tomba invece \u00e8 cos\u00ec vuota adesso. Mi mancano anche i suoi abbracci, il tepore della sua vicinanza, quando la sera all&#8217;imbrunire si ritirava in camera solo per chiacchierare con me. Di qualsiasi cosa, e di niente. L&#8217;importante era stare insieme, in un mondo o nell&#8217;altro, oppure nel mezzo.<br \/>\nNon so come aiutarlo a ricordare. Mi faccio vedere tutte le sere passeggiare davanti casa, cercando di farmi notare quando porta fuori la spazzatura, o \u00e8 seduto sotto al portico, ad ascoltare musica. Una volta mi ha fissato a lungo, incuriosito dalla mia figura. Io gli ho sorriso come un tempo, ma alla fine non ho scorto la scintilla della memoria nei suoi occhi.<br \/>\nScendo al pianterreno, direttamente in cucina, seguendo il tubo dell&#8217;acqua tra pavimento e soffitto. Un piccolo topolino si ritira spaventato al mio passaggio, scambiandomi per un refolo di aria fredda. Sul tavolo \u00e8 ancora aperto il giornale di ieri: qualche blackout sta creando problemi in periferia e una donna risulta scomparsa. Controllo sempre le notizie, il mio assassino \u00e8 fuggito e temo per la vita delle mie sorelle.<br \/>\nSento un rumore sopra di me, una flebile voce mi richiama in un istante al capezzale di Liam.<br \/>\nLo trovo aggrovigliato tra lenzuola e coperte, una gamba penzolante fuori dal materasso, un&#8217;altra sepolta nel letto. Nel suo viso una smorfia di dolore e sofferenza. I suoi sogni sono spesso tormentati. Qualche volta li racconta alla madre al mattino, ma temo nasconda proprio i dettagli importanti. Almeno, quelli importanti per me.<br \/>\nContinua a dimenarsi, inquieto nel sonno, attanagliato da un incubo.<br \/>\nBorbotta qualcosa con la faccia nel cuscino e poi si sposta verso di me. &#8220;Caitlyn&#8230;&#8221;<br \/>\nOh!<br \/>\nQualcosa si accende nel punto dove batteva il mio cuore. Mi chiama ancora e si gira da una parte all&#8217;altra, come cercando qualcosa.<br \/>\n&#8220;Non lasciarmi&#8230;&#8221; mormora con voce impastata.<br \/>\nAllora esisto. In un remoto angolo della sua mente, io esisto ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non gliel&#8217;ho mai detto, ma spesso sbircio Liam quando esce dalla doccia, prima di infilarsi l&#8217;accappatoio. I miei sentimenti sono ancora umani e vivissimi, almeno per quanto riguarda lui. Sono acquattata alle piastrelle del bagno, vicino alla porta, l&#8217;unico punto dove la parete si riempie di minuscole goccioline, perch\u00e9 il mio spirito freddo condensa l&#8217;umidit\u00e0.<br \/>\nOsservo la sua schiena perfetta, la muscolatura che guizza sotto la sua pelle. Le sue spalle larghe e le braccia tornite, dove vorrei rifugiarmi. Scendo ad ammirare le sue natiche sode e quando si volta per afferrare l&#8217;accappatoio indugio sulla sua virilit\u00e0.<br \/>\nAvrei tanto voluto che fosse stato lui il primo. Ero davvero innamorata di Liam, quand&#8217;ero viva. A scuola lo seguivo per i corridoi, anche se non mi ha mai notata, o almeno cos\u00ec mi sembrava. Era un po&#8217; imbranato, ma terribilmente carino, inconsapevole del suo fascino. Sempre gentile con tutti, persino con i professori pi\u00f9 perfidi, ma irremovibile nelle sue decisioni quand&#8217;era necessario. Attendevo con ansia il ballo di primavera, avrei trovato una scusa per ballare con lui quella sera. E poi chiss\u00e0 cosa ci sarebbe stato nel nostro futuro.<br \/>\nInvece ho solo trovato la morte tra le braccia del mio aguzzino. Era quella la mia prima volta. Una cosa bella trasformata in una lunga agonia.<br \/>\nAvvolto nella calda spugna, si tira il cappuccio sulla testa e resta l\u00ec qualche minuto, a capo chino, immerso nei suoi pensieri. Quando si risolleva, sta annusando l&#8217;aria con un piglio stupito.<br \/>\n&#8220;Ancora quel profumo di fiori&#8230;&#8221; mormora.<br \/>\nLiam avverte la mia presenza, la scia di Iris che le mie particelle eteree lasciano come ricordo della mia vita. Era la mia fragranza preferita, me la spruzzavo addosso ogni mattina, prima di uscire di casa. Sono riuscita a conservarla con me, nel mio spirito. Inonda l&#8217;aria quando sono felice.<br \/>\nLo seguo mentre si veste, si pettina, si infila le scarpe da ginnastica e scende le scale per colazione. Mi accovaccio invisibile sulla poltrona del nonno e assisto muta al loro risveglio insieme, gelosa dei loro sorrisi e del loro reciproco affetto. Poi anticipo il suo percorso lungo la strada verso il lavoro, Liam in bicicletta, io una piccola nuvoletta iridescente di fronte a lui. Da dopo l&#8217;incidente, gli hanno ridotto l&#8217;orario per poter seguire le terapie di riabilitazione al pomeriggio. Lo lascio solo all&#8217;ingresso, quando lo affido mentalmente alle cure del signor Forrester.<br \/>\nAllora, in un sospiro, raggiungo la casa della mia famiglia.<br \/>\nCerco di sollevarmi sopra il bancone della cucina, fingendo di partecipare alla conversazione. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;aria pesante, carica di tristezza e malinconia, che mi trascina a fondo. E&#8217; sempre molto faticoso per me, avverto i macigni nei loro cuori affranti. Rischio di disgregarmi e disperdermi quando sono qui, l&#8217;unica che compensa il dolore \u00e8 la piccola Anne, il suo entusiasmo si diffonde veloce intorno a tutti noi quando compare sorridente alla porta. Ci siamo conosciute a malapena, era cos\u00ec piccolina quando me ne sono andata.<br \/>\nMentre nostro padre porta Anne a scuola con l&#8217;auto, sulla strada per il suo studio in centro, io accompagno la pi\u00f9 grande, mia sorella Lize, fino in classe. Fisicamente mi somiglia molto, i capelli leggermente pi\u00f9 scuri e gli occhi come due nubi grigie, intense. Provo un po&#8217; di invidia per lei, tutta la sua vita ancora davanti, un lungo futuro da riempire. Mentre cammina verso l&#8217;istituto, sta chattando al telefonino e non ho bisogno di sbirciare sullo schermo con chi si sta scrivendo, \u00e8 sicuramente Liam. Lo capisco dal suo sorriso raggiante mentre le sue dita scorrono frenetiche sul cellulare. Sta cercando di aiutarlo a ricordare il passato, ma il problema \u00e8 come ha deciso di soccorrerlo: fingendo di essere la sua ragazza, perch\u00e9 anche di questo non c&#8217;\u00e8 alcuna traccia. Una storia ancora segreta tra loro due perch\u00e9 appena sbocciata, cos\u00ec l&#8217;ha convinto. Invece \u00e8 solo una menzogna.<br \/>\nComprendo il bisogno di Lize, in qualche modo Liam ci tiene legate, ma non mi piace affatto questo suo inganno. Sono combattuta tra la gelosia per le attenzioni di Liam e l&#8217;affetto che provo per mia sorella, senza poter fare assolutamente nulla.<br \/>\nQuando varca la soglia della sua classe, torno indietro in un soffio verso casa, a sorvegliare mia madre. La trovo ancora seduta al tavolo della colazione, intenta a fissare il vuoto, le mani in grembo. Non \u00e8 necessario morire per diventare un fantasma. Completamente avvolta in un silenzio assordante, quel silenzio che il pi\u00f9 delle volte si riempie di pensieri negativi. Le mie particelle hanno un fremito, vorrei poterla scuotere da quel torpore che da anni le impedisce di andare oltre la mia assenza.<br \/>\n&#8220;Mamma, va tutto bene. Alzati, esci, vivi!&#8221; Glielo grido nell&#8217;orecchio, ma dubito possa sentire il mio sussurro, pi\u00f9 lieve di una goccia nel mare.<br \/>\nScorro per un momento il giornale che pap\u00e0 ha lasciato aperto davanti alla sua tazzina di caff\u00e8 vuota. In una colonna laterale leggo di un altro brutale stupro, un&#8217;altra ragazza bionda con gli occhi azzurri, ammazzata nello stesso modo cruento. E&#8217; lui, il mio assassino, ne sono certa. E&#8217; ancora lontano da qui, ma potrebbe avvicinarsi. Spero che Liam ritrovi la memoria in tempo per proteggere mia sorella Lize.<br \/>\nMamma si alza finalmente e comincia a ordinare la cucina. Di tanto in tanto sospira, so che mi sta pensando.<br \/>\nNon ci sono molte foto di me, nemmeno a casa mia. Dopo la mia morte, sono state tolte tutte dalle cornici e riposte negli album di famiglia, in fondo ai cassetti del mobile in salotto. Un consiglio del medico, per aiutare lei a superare la depressione. Anche perch\u00e9 gli amici continuavano a scambiare le mie immagini con quelle di Lize, e mia madre si sentiva ancora pi\u00f9 in colpa verso di me.<br \/>\nMio padre \u00e8 quello pi\u00f9 sereno in questa famiglia, la religione e una fede incrollabile lo sostengono. Anche se \u00e8 convinto che io mi trovi in un luogo bellissimo, pieno di luce, di prati e fiori. Invece sono quaggi\u00f9, pap\u00e0, incatenata alla nebbia. E il mio unico sole \u00e8 Liam.<br \/>\nSe solo si ricordasse di me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sto aleggiando al tiepido sole del pomeriggio, appena sopra le fronde di un piccolo faggio. Ascolto le risate dei bambini che stanno giocando a rincorrersi nel parco qui a fianco e i pettegolezzi sussurrati dalle madri che li attendono sedute insieme sulle panchine. Mi sento molto debole oggi, la mia energia fluida smarrita tra le pieghe dell&#8217;aldil\u00e0. La mia forza \u00e8 poco pi\u00f9 del formicolio che provavo un tempo quando mi si intorpidivano le gambe in una notte di sonno agitato.<br \/>\nCon passo stanco e la schiena curva, Liam esce dallo studio dello psicologo. E&#8217; pi\u00f9 cupo del solito, ma non posso sapere per quale motivo. Dopo che il neurologo ci ha tranquillizzati sulla mancanza di danni permanenti al cervello, lo hanno inviato qui in terapia, a parlare per ore dei propri ricordi e fare qualche gioco mnemonico. All&#8217;inizio lo seguivo e mi adagiavo in un cantuccio della stanza, ma poi ho compreso che la mia presenza rischiava di ostacolarlo, non so bene come. Quindi lo aspetto fuori, lasciandogli un po&#8217; di libert\u00e0. Esce comunque sempre sfinito da queste sedute, sudato come se avesse corso per la citt\u00e0, per\u00f2 il giorno dopo mi sembra di notare lievi progressi. Il ritorno della memoria \u00e8 solo una questione di tempo, solo che noi due non ne abbiamo cos\u00ec tanto.<br \/>\nLiam cammina lentamente e intuisco che stiamo andando al negozio di elettronica del suo amico Joen. Giunti l\u00ec, gli passo davanti ed entro attraverso la grande vetrata, dove c&#8217;\u00e8 un enorme televisore piatto collegato ad altri apparecchi e un computer illuminato. Lo investo con la mia essenza, mi d\u00e0 una scarica frizzante di euforia.<br \/>\n&#8220;Eccolo l\u00e0, di nuovo!&#8221; Joen si affretta nei pressi dello schermo diventato buio al mio passaggio.<br \/>\n&#8220;Che c&#8217;\u00e8?&#8221; chiede Liam ripreso dai suoi pensieri.<br \/>\n&#8220;Si \u00e8 spento. Stava funzionando benissimo da giorni e&#8230; &#8221; Joen controlla i cavi e gli spinotti. &#8220;Si \u00e8 smorzato di colpo. Eppure la corrente arriva. Non capisco.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ogni volta che entro qui quell&#8217;aggeggio non va. Non credo di averlo mai visto funzionare.&#8221;<br \/>\nJoen si volta verso l&#8217;amico e si gratta la testa. &#8220;Gi\u00e0. Succede quando tu entri qui e&#8230; naaah. Sar\u00e0 qualche contatto del cavolo.&#8221;<br \/>\nMi scappa una flebile risata silenziosa.<br \/>\n&#8220;Allora, come stai Liam? Di ritorno dallo strizzacervelli?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si. E non ne vedo la fine. Non c&#8217;\u00e8 ancora niente all&#8217;orizzonte.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non ci sono miglioramenti?&#8221; Joen torna dietro al bancone e da uno dei cassetti estrae una scatola colorata piena di ciambelle, offrendone all&#8217;amico.<br \/>\n&#8220;Si&#8230; no. Mi sembra che qualcosa mi sfugga, qualcosa di importante, qualcosa che dovrei proprio ricordare, un fondamentale&#8230; Tu che mi conosci bene, cosa credi possa essere?&#8221; Liam addenta una ciambella al cioccolato, riesco a sentirne la fragranza nell&#8217;aria.<br \/>\n&#8220;Non lo so. Non mi dicevi proprio tutto. Eri sempre molto incasinato, e ti capitavano cose strane. Sei stato accoltellato in un viottolo, poi ti hanno ritrovato sconquassato alla vecchia cava, mi hai portato persino al cimitero di notte, accidenti a te! Eppure eri felice. Non so cosa ti rendesse felice, ma negli ultimi tempi eri proprio contento. Forse ti vedevi con qualcuna, pensavo fosse Lize ma mi avevi giurato e giurato di no.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ero felice&#8230;&#8221; mormora Liam fissando un punto lontano a terra. Io sono l\u00ec, ai suoi piedi. Una briciola dell&#8217;amore che provo per lui.<br \/>\n&#8220;Continuavi sempre a portare i fiori alla tomba di Caitlyn, quello s\u00ec, ma eri sereno oramai. Per un anno intero sei stato malissimo, i tuoi temevano un gesto estremo, ma adesso sembravi aver fatto pace con quella situazione. Doveva esserci un legame speciale con lei.&#8221; Joen guarda indeciso la scatola e alla fine afferra una ciambella ricoperta di glassa bianca.<br \/>\n&#8220;Caitlyn? La sorella di Lize?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, Lize non te l&#8217;ha detto? Tu e Lize vi siete conosciuti proprio alla tomba di sua sorella. Pare che tu conoscessi bene Caitlyn, e anche quello me l&#8217;avevi nascosto. Non so perch\u00e8.&#8221; Joen scuote il capo assorto. Penso sarebbe un valido aiuto per Liam, se decidesse di affidargli il nostro segreto. Ammesso che ne avremo mai il tempo.<br \/>\n&#8220;Caitlyn. Questo nome ha un suono famigliare, ma non mi ricordo di lei&#8230; ho un vuoto totale.&#8221;<br \/>\nLe mie particelle\u00a0tremolano\u00a0a quest&#8217;ultima frase. Sposto l&#8217;aria imitando un sospiro, mentre crollo sul pavimento.<br \/>\n&#8220;I fantasmi sono la parte peggiore&#8221; continua Liam.<br \/>\n&#8220;Fantasmi? Quali fantasmi?&#8221; Joen solleva un sopracciglio curioso. Un barlume di speranza accende invece la mia anima persa.<br \/>\n&#8220;Si, vedo cose strane, persone che non esistono, anche orribili, mutilate, insanguinate. Il dottore mi aveva detto che i farmaci sono forti, ma non credevo cos\u00ec. Poi faccio sogni assurdi. Spesso c&#8217;\u00e8 uno scheletro con i capelli biondi e una lunga veste bianca che mi vuole abbracciare&#8230;&#8221; Liam viene scosso da un brivido. &#8220;Tienilo per te, non l&#8217;ho detto ai miei. E nemmeno a Lize, non voglio spaventarli.&#8221;<br \/>\n&#8220;Gi\u00e0. E su questo devo dirti io qualcosa.&#8221; Joen prende la scatola e la rimette sotto il bancone, dove afferra invece una lattina di Coca Cola per l&#8217;amico. &#8221; Lize non \u00e8 la tua ragazza. Che io sappia almeno, ma penso me l&#8217;avresti detto. Te l&#8217;avevo chiesto tante volte, negavi sempre. Quando eravate insieme, non ho visto nessun tuo atteggiamento particolare. Credo che lei ci provasse, ma tu avevi altro per la testa. E credo che lei adesso se ne stia approfittando un po&#8217; troppo, ecco.&#8221;<br \/>\nHo ascoltato tutto senza muovermi, le mie particelle in terribile attesa. Ora vorrei abbracciare Joen, se solo potessi.<br \/>\n&#8220;E chi \u00e8 l&#8217;altra ragazza? Quella dell&#8217;ospedale?&#8221; chiede Liam dopo aver aperto la lattina e preso un sorso.<br \/>\n&#8220;Non conosco altre ragazze che tu frequentassi&#8230; di chi parli?&#8221;<br \/>\n&#8220;Capelli lunghi biondi, occhi azzurri, vestiva di bianco. Era entrata nella mia stanza in ospedale, sembrava conoscermi bene, mi stava per baciare, ma se n&#8217;\u00e8 andata perch\u00e9 non l&#8217;ho riconosciuta. Credo di averla vista anche passeggiare nel mio quartiere, ma non sono sicuro sia proprio lei.&#8221;<br \/>\n&#8220;Quante cose mi hai nascosto?&#8221; sbotta ridendo Joen. &#8220;Non so chi sia&#8230; ma penso che si far\u00e0 rivedere, se \u00e8 importante per te.&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo spero, lo spero davvero&#8230;&#8221; mormora Liam.<br \/>\nSono qui! Sono qui, guardami! Io sono qui! Grido disperata, ma nessuno pu\u00f2 davvero sentirmi.<br \/>\nSono dietro di loro, l&#8217;ultimo raggio di sole appena morto nel tramonto. Vorrei comparire, farmi vedere, ma non posso. Non ne ho la forza.<br \/>\n&#8220;Hai sentito dei blackout?&#8221; Liam d\u00e0 un&#8217;occhiata veloce al quotidiano aperto di lato sul bancone.<br \/>\n&#8220;Si, purtroppo si. Alcuni clienti hanno avuto danni ingenti alle apparecchiature informatiche, sto ordinando ricambi con consegna urgente, ho finito quasi tutto quello che avevo in magazzino.&#8221; Joen digita veloce sulla tastiera del portatile l\u00ec in cassa.<br \/>\n&#8220;Qualcuno ha visto una strana luce azzurrognola poco prima delle scariche elettriche. Ne parlavano stamattina in laboratorio da Forrester.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah beh, un fornitore mi ha riferito di una figura umana luminescente, ma non lo vedo mai sobrio quando passa di qui.&#8221;<br \/>\nRintanata nell&#8217;angolo pi\u00f9 buio del negozio, vorrei ribattere che ci sono tante esistenze oltre la normale comprensione umana, ma Joen \u00e8 uno scettico, o forse la sua \u00e8 solo paura, istinto di sopravvivenza.<br \/>\n&#8220;Pare sia morta una donna, l&#8217;hanno trovata nei pressi di una cabina di distribuzione dell&#8217;energia.&#8221;<br \/>\n&#8220;Scariche laterali&#8230;&#8221; bofonchia Joen, assorto sul suo monitor.<br \/>\n&#8220;Non credo. Non era cos\u00ec vicina.&#8221; Il mio cuore spettrale esulta perch\u00e9 so che Liam cerca un collegamento oltre la ragione umana. Lo so.<br \/>\nE&#8217; in quel momento che mi sento risucchiare voracemente all&#8217;esterno. Una forza incredibile mi trascina fuori dal negozio, al mio passaggio faccio saltare tutte le apparecchiature di Joen. Un boato enorme investe la piazza antistante, i lampioni appena accesi all&#8217;imbrunire esplodono come fuochi d&#8217;artificio nella notte. Cerco di resistere all&#8217;energia che mi trascina altrove, devo proteggere Liam ad ogni costo, ma sono troppo debole.<br \/>\nRiesco solo a vedere una luce folgorante proveniente dal palo in cemento, i cavi elettrici lo avvolgono come le illuminazioni natalizie all&#8217;albero. Le mie particelle precipitano a terra, l\u00ec dove giace il corpo senza vita di una giovane donna. I suoi occhi aperti sono senza pupille, lo sguardo bianco rivolto alla morte, la bocca piegata in una smorfia orribile, i capelli bruni diventati bianchi sulle punte, le dita afferrano disperate le piastrelle del marciapiede, in un ultimo tentativo di salvezza.<br \/>\nLo spostamento d&#8217;aria dovuto all&#8217;esplosione energetica ha coinvolto anche la vicina fioreria cos\u00ec mi trovo a vagare nell&#8217;aria insieme a centinaia di petali colorati. Una piccola rosa bianca, candida come l&#8217;innocenza perduta, si posa sul corpo esanime di fronte a me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sera, mio malgrado, mi ritrovo a fluttuare nel salotto dei miei genitori. Liam ha un appuntamento con mia sorella Lize, dovrebbero uscire per una passeggiata insieme in centro, niente di particolare, ma Lize \u00e8 in casa da sola. Tremo all&#8217;idea di quello che potrebbe accadere ora.<br \/>\n&#8220;Mamma e pap\u00e0 hanno accompagnato Anne al cinema, era spaventata da quanto accaduto oggi. Sai, la scarica elettrica, l&#8217;esplosione, la donna fulminata. Pare che Anne fosse appena uscita dal doposcuola e attendeva nostro padre per tornare.&#8221;<br \/>\nScorgo la bugia nel suo sguardo, non ha il coraggio di fissare Liam mentre parla. Conosco bene Anne, viene a parlarmi alla mia tomba almeno ogni settimana. Tra le due sorelle \u00e8 quella che mi rassomiglia di pi\u00f9 come carattere, difficilmente qualcosa la terrorizza davvero. Sospetto invece che Lize l&#8217;abbia pagata per fingere di non stare bene, costringere i nostri genitori ad uscire e lasciarle il campo libero con Liam.<br \/>\nSono seduti vicini sul divano, di fronte alla televisione accesa, ma nessuno dei due sta realmente guardando lo schermo. Nonostante siano rilassati tra schienale e cuscini, avverto della tensione tra loro, ma non riesco a definirla.<br \/>\nLize si accosta ancora di pi\u00f9 al corpo di Liam, appoggia la sua gamba sulle ginocchia di lui e poi si volta verso il suo viso. Con una mano avvicina la sua guancia e lo bacia sulle labbra, con molto trasporto e convinzione. Liam risponde a quel contatto, per\u00f2 non mi sembra cos\u00ec preso&#8230; O forse sono solo uno spirito egoista. Se gli volessi davvero bene, dovrei smettere di importunarlo, cogliere questa occasione di lasciarlo andare definitivamente, lasciarlo vivere il suo futuro. Ma non ci riesco. Non voglio che mi dimentichi, non \u00e8 giusto.<br \/>\nLa mia morte non \u00e8 stata giusta, e in fondo io desidero solo quello che mi \u00e8 stato tolto.<br \/>\nLe loro lingue continuano a intrecciarsi e studiarsi a fondo, mentre io mi ritiro in un cantuccio sotto il tavolo da pranzo lontano. Non voglio assistere, ma non posso nemmeno andarmene. Lize prende una mano di Liam e se la posa sul suo seno, sopra la maglietta leggera che non nasconde proprio nulla. Liam prosegue l&#8217;esplorazione di quella curva perfetta sotto le sue dita. Si lasciano prendere dalla foga entrambi. Lize cede con un sorriso di soddisfazione alle sue insistenze e si stende sul divano sotto di lui, ancora avvinghiati. Il loro bacio diventa sempre pi\u00f9 ardito, le loro mani si muovono fameliche sotto i reciproci vestiti. Cerco di convincermi che questa \u00e8 una cosa buona, loro devono vivere, sono io quella defunta per sempre.<br \/>\nLiam le mordicchia l&#8217;orecchio, a lei scappa un gemito. Lui scende a baciarle il collo, la clavicola, il seno visibile attraverso l&#8217;ampia scollatura, e nella frenesia del momento chiama senza pensare un nome che non conosce.<br \/>\n&#8220;Cait&#8230;&#8221;<br \/>\nOh! La mia anima con un balzo si libra al soffitto, le mie particelle esplodono in ogni direzione, impazzite di gioia.<br \/>\nAll&#8217;istante Lize si irrigidisce. &#8220;Cosa?&#8221;<br \/>\nLiam ancora non si ferma, la sua lingua scende dal seno lungo il petto di Lize, gioca pi\u00f9 gi\u00f9 col suo ombelico, mordicchia l&#8217;elastico dei suoi slip.<br \/>\n&#8220;Che cosa hai detto?&#8221; chiede insistente lei, indecisa se proseguire. Le sue mani tra i capelli di Liam.<br \/>\n&#8220;Uhm&#8230; Cait&#8230;&#8221; mormora lui, completamente perso altrove. Sto volando rapida intorno al lampadario. Chiss\u00e0 se sente il profumo della mia felicit\u00e0.<br \/>\nCon un scatto feroce, Lize gli solleva la testa e lo fissa negli occhi. &#8220;Che cosa hai detto?!&#8221; gli urla addosso.<br \/>\nRiportato alla realt\u00e0, Liam cerca di ricordare le ultime parole. &#8220;Io&#8230; non lo so&#8230; mi spiace&#8230;&#8221;<br \/>\nCi ritroviamo entrambi sbattuti fuori di casa. Le scuse non sono servite a molto, mia sorella era furente, forse pi\u00f9 con me che con Liam stesso.<br \/>\nUn po&#8217; affranto e un po&#8217; scioccato per l&#8217;accaduto, Liam cammina senza fretta per rientrare. Vorrei conoscere i suoi pensieri in questo momento.<br \/>\nQuando siamo nei pressi del giardino, mi viene un&#8217;idea.<br \/>\nMi allontano dietro la siepe della vicina, raccolgo tutte le mie energie, concentrandomi in un solo punto. E poi torno indietro, nelle mie sembianze umane. Il buio della notte mi augura buona fortuna.<br \/>\n&#8220;Ciao!&#8221; La mia voce cristallina lo raggiunge, mentre cammino leggera verso di lui.<br \/>\n&#8220;Ehm&#8230; ciao!&#8221; Mi risponde con quel suo sorriso sghembo. Quando mi \u00e8 mancato.<br \/>\n&#8220;Scusami, per caso hai visto un&#8230; gatto? Grigio, pelo lungo, un po&#8217; ciccione.&#8221; Rido di felicit\u00e0 per questo momento. Quasi come il nostro primo incontro.<br \/>\nLiam si guarda intorno, ma non riesce a distogliere a lungo gli occhi dai miei. &#8220;No, niente gatti&#8230; Tu sei?&#8221;<br \/>\n&#8220;Cait&#8230; &#8221; Decido di troncare il mio nome. Solo Cait, per oggi.<br \/>\nNoto un fremito delle sue pupille. Si sta chiedendo se sono la stessa Cait che ha nominato su quel divano.<br \/>\n&#8220;Piacere io sono&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Liam, lo so. Ci siamo conosciuti. Molto tempo fa.&#8221; I nostri sguardi sono ancora incatenati.<br \/>\nNon sono solida. Se lui non ricorda, n\u00e9 di me n\u00e9 degli altri spettri, non pu\u00f2 entrare nel mio regno e toccarmi. Devo quindi stare attenta che non mi attraversi per errore, alzando una mano o accostandosi alla mia figura. Sarebbe la fine se si accorgesse, proprio adesso, che cosa sono esattamente, un&#8217;immagine proveniente da un altro mondo. Devo anche rimanere con i piedi ancorati al suolo, prestare attenzione di non sollevarmi a mezz&#8217;aria o di non sprofondare nel marciapiede. Ma non \u00e8 affatto semplice frenare il mio entusiasmo, in questo momento.<br \/>\nUno strano rumore colpisce la nostra attenzione, un crepitio annuncia una scintilla che corre veloce lungo i cavi elettrici, sospesi sopra le nostre teste lungo la via. Si sposta repentina lungo il quartiere, per poi esplodere in un boato lontano.<br \/>\nHo resistito fino all&#8217;ultima molecola di energia, e poi mi sono dissolta nell&#8217;invisibile, appena Liam si \u00e8 voltato per osservare la strada.<br \/>\nMa sono felice, sono troppo felice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il sabato, nel primo pomeriggio quando l&#8217;aria \u00e8 ancora tiepida, Liam va a correre all&#8217;aperto. Il medico gli ha raccomandato un po&#8217; di attivit\u00e0 sportiva, ma non gli piace rintanarsi in palestra con Joen, lo rende nervoso. A volte incrocia nei corridoi mia sorella Lize, mentre lui vuole stare da solo, senza alcuna pressione. Cos\u00ec si infila una tuta sgualcita, un giubbetto senza maniche, le fedeli Nike da basket e inizia a correre in direzione della periferia, verso la vecchia fabbrica di trasformatori, abbandonata da vent&#8217;anni. Se Anne non viene a trovarmi al cimitero, accompagno Liam lungo il percorso. Talvolta si mette a parlare da solo, e io fingo stia conversando con me anche se non pu\u00f2 vedermi, come facevamo prima dell&#8217;incidente.<br \/>\nLa strada \u00e8 oramai in disuso, contornata dalla vegetazione che vuole riprendersi il suo posto. L&#8217;asfalto \u00e8 rovinato, eroso dalle intemperie e dalle radici degli alberi che avanzano inesorabili. Ma la zona \u00e8 tranquilla, solitaria. Niente rumore, niente smog, solo pace.<br \/>\nLiam non arriva mai alla fine del rettilineo, svolta sempre in un viottolo laterale che lo riporta dritto in citt\u00e0, con una tappa al piccolo caff\u00e8 del signor Hobs, un luogo dove lo portava spesso suo nonno, a quel che mi disse. Questi particolari li ricorda ancora.<br \/>\nOggi \u00e8 piuttosto silenzioso, anche se la scorsa notte il suo sonno mi pareva finalmente sereno. Corre a velocit\u00e0 sostenuta, con pi\u00f9 forza del solito.<br \/>\nVorrei tanto potergli leggere nel pensiero ora, scoprire se c&#8217;\u00e8 il mio nome ancora nella sua mente.<br \/>\nSi ferma un momento davanti ai cancelli della vecchia fabbrica diroccata, per riprendere fiato. Prende la bottiglietta d&#8217;acqua dal marsupio e beve una lunga sorsata. Osserva la facciata di mattoni scuri, le finestre sbarrate con assi di legno o pannelli di compensato. Qualche vetro ancora integro lascia vedere solo l&#8217;oscurit\u00e0 all&#8217;interno. Ogni tanto ne leggo sul giornale, qualcuno propone di ricavarne un nuovo centro commerciale.<br \/>\n&#8220;Perfetto per un film horror&#8230;&#8221; mormora Liam. &#8220;Zombie, vampiri o spettri.&#8221;<br \/>\nAll&#8217;ultima parola le mie particelle sussultano, chiamate in causa.<br \/>\nStiamo per riprendere la nostra corsa, quando un rumore proveniente dall&#8217;edificio attira la nostra attenzione. E laggi\u00f9, vicino al grosso portone fatiscente della fabbrica, osservo un&#8217;altra me. La mia stessa immagine, quando riesco ad essere visibile, ci scruta da lontano. I miei capelli, il mio viso, il mio stesso vestito bianco. Non pu\u00f2 essere. Chi altri pu\u00f2 prendere le mie sembianze in questa maniera?<br \/>\n&#8220;Cait!&#8221; urla Liam preoccupato. &#8220;Cosa ci fai l\u00ec?!&#8221;<br \/>\nNon sono io Liam, non sono io! Son qui con te! Ascoltami! Grido con tutta la mia energia, quella che mi \u00e8 rimasta, ma non mi sente.<br \/>\nLa ragazza dall&#8217;altra parte solleva un braccio e lo invita a entrare. Sempre pi\u00f9 preoccupata, mi fiondo direttamente davanti a quella presenza, ma scompare prima che la possa raggiungere.<br \/>\nQuando mi volto per tornare da Liam, lo vedo far saltare il lucchetto della cancellata e attraversare il piazzale correndo nella mia direzione.<br \/>\nAccidenti, \u00e8 sempre stato troppo curioso. Vattene Liam! Continuo ad urlare con tutta la mia voce, senza sortire alcun effetto su di lui.<br \/>\nBatte sul portone di legno dell&#8217;ingresso, ma non si apre, \u00e8 inchiodato dall&#8217;interno. Si sposta dall&#8217;altro lato dell&#8217;edificio e trova una finestra con una tavola malconcia. Appena la tocca, cade ai suoi piedi in un tonfo. Con un balzo, entra nella vecchia fabbrica. Non mi resta che seguirlo e sperare.<br \/>\nIl buio avvolge l&#8217;interno, solo qualche flebile raggio di luce filtra dalle assi sconnesse alle vetrate superiori. Le mie particelle si mescolano con una pioggia di polvere grigia sospesa nell&#8217;aria gelida. Di tanto in tanto qualcosa scricchiola nella penombra. Alcune lampade si accendono e spengono all&#8217;improvviso, con un ronzio intermittente. Dell&#8217;altra me stessa non vi \u00e8 per\u00f2 alcuna traccia.<br \/>\nIl cuore di Liam batte furiosamente, molto pi\u00f9 di quanto facesse prima nella corsa. Fiutiamo un persistente odore di bruciato. Non di plastica e nemmeno di legno, piuttosto di peli bruciacchiati, di pollo in fiamme. O forse di carne umana rovente.<br \/>\nAvverto una presenza benigna alle mie spalle. Chi sei? Fatti vedere! Cosa vuoi da noi?<br \/>\nNon ottengo alcuna risposta, ma in un attimo qualcos&#8217;altro di pi\u00f9 terribile si illumina di fronte a noi, all&#8217;altro lato dell&#8217;edificio abbandonato. Mi sento trascinare da una forza brutale, un&#8217;energia esplosiva. Cerco di assorbirne un po&#8217;, ma in realt\u00e0 sembra essere lei a risucchiarmi nel vuoto.<br \/>\nMi attira verso una palla luminescente, un enorme fulmine blu, accartocciato su se stesso.<br \/>\nLiam indietreggia spaventato. L&#8217;elettricit\u00e0 statica ha reso i suoi capelli dritti come aculei.<br \/>\nLa palla cambia forma, strepitando furiosamente. I contorni disegnano una figura umana, si alza in piedi e rivolge le braccia al cielo, scaricando un lampo abbagliante per tutto il soffitto.<br \/>\nNascosta nell&#8217;ombra ho raccolto tutta la mia forza, concentrata nella mia voce.<br \/>\n&#8220;Vattene di qui! E&#8217; pericoloso Liam! Ti prego! Vattene! Io ti amo!&#8221;<br \/>\nUn barlume di ragione finalmente lo fa tornare indietro. Incespica mentre esce dalla finestra dov&#8217;era entrato. Scatta a perdifiato lungo tutto il piazzale, corre senza voltarsi mai indietro. Il mio spirito invece indugia nell&#8217;osservare la vecchia fabbrica, in cerca di spiegazioni.<br \/>\nLiam imbocca subito la stradina laterale che lo riporter\u00e0 dritto in citt\u00e0, ma nel frattempo afferra il cellulare dal marsupio per cercare aiuto.<br \/>\n&#8220;Dove sei Joen?&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Che succede amico? Hai l&#8217;aria sconvolta!&#8221; Joen ha accostato il furgoncino del negozio al marciapiede per far salire Liam al lato passeggero.<br \/>\nIl mio spirito, sempre pi\u00f9 debole, trova riparo vicino alla borsa degli attrezzi dietro il sedile.<br \/>\n&#8220;Mi sono stancato troppo, forse ho esagerato con la corsa.&#8221;<br \/>\nJoen scruta lo specchietto laterale, prima di immettersi nel traffico della statale. &#8220;Sto andando da un cliente, al nuovo polo tecnologico poco fuori citt\u00e0. Alcune apparecchiature sono saltate, mi hanno chiamato per andare a controllare. Impulsi elettromagnetici, in qualche modo associati ai blackout di questi giorni. Mi accompagni? Poi ti porto a casa, al ritorno. Non dovrebbe essere una cosa lunga.&#8221;<br \/>\n&#8220;Va bene, non ho particolari impegni&#8221; sento rispondere Liam un po&#8217; abbacchiato.<br \/>\n&#8220;Non esci con Lize questa sera?&#8221; Joen lo osserva di sottecchi, senza farsi notare.<br \/>\n&#8220;No.&#8221;<br \/>\nRestano in silenzio per qualche chilometro, poi Liam riprende la conversazione. &#8220;Ho rivisto quella ragazza.&#8221;<br \/>\n&#8220;Quella dell&#8217;ospedale?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si. Cio\u00e8, non lo so se \u00e8 la stessa dell&#8217;ospedale, magari quella era solo un&#8217;infermiera, chiss\u00e0 di cosa mi avevano imbottito&#8230; La sensazione per\u00f2 \u00e8 che fosse proprio lei. Passeggia talvolta la sera davanti a casa mia, ieri per\u00f2 si \u00e8 fermata con me, si chiama Cait. Te ne avevo mai parlato?&#8221;<br \/>\nUn fremito ricongiunge le mie molecole disperse.<br \/>\n&#8220;Cait&#8230; no, mai sentito questo nome, mi spiace. Una nuova vicina nel quartiere?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non credo. Ha detto che ci conosciamo da tempo. Ed \u00e8 lo stesso nome che l&#8217;altra sera mi \u00e8 scappato fuori cos\u00ec, dal niente, mentre baciavo Lize.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah. La cosa si fa interessante allora. Scommetto che il mistero sta per essere svelato.&#8221; Joen gli rivolge un sorriso divertito.<br \/>\nLiam non ricorda che spesso, nelle nostre lunghe chiacchierate dopo il tramonto, accorciava il mio nome in Cait. La sua mente conserva quel dettaglio, in qualche remoto anfratto della sua memoria sofferente.<br \/>\n&#8220;Poi per\u00f2 oggi mi era sembrato di vederla alla vecchia fabbrica di trasformatori, alla periferia est, dove vado a correre.&#8221;<br \/>\n&#8220;Postaccio quello. Non credo proprio che una ragazza ci andrebbe. Forse un&#8217;altra allucinazione? Lo stress della corsa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si, forse&#8230; l&#8217;ho vista solo per un attimo, poi \u00e8 sparita.&#8221; Liam fissa un punto nel vuoto fuori dal finestrino.<br \/>\n&#8220;Allora sono i farmaci. Dai amico, sono convinto che rivedrai quella giusta fuori da casa tua, e vi parlerete ancora.&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo spero. Non riesco proprio a smettere di pensarla.&#8221;<br \/>\nUna piccola scintilla di energia riaccende il mio cuore spento. Siamo fatti dell&#8217;amore che gli altri provano per noi.<br \/>\nLiam annusa l&#8217;aria all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo. &#8220;Senti questo profumo? Che cos&#8217;\u00e8?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non sento niente. Viene da fuori?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, io lo avverto qui. Qualcosa di fiorito, ma non so cosa sia. Forse mia madre ha cambiato l&#8217;ammorbidente, lo sento anche nella mia camera, me lo porter\u00f2 dietro oramai&#8230;&#8221;<br \/>\nE&#8217; il mio profumo Liam, la mia fragranza all&#8217;Iris, la traccia della mia felicit\u00e0.<br \/>\n&#8220;Accidenti, che succede qua?&#8221; esclama Joen, guardando fuori dal finestrino. Nel parcheggio dove ci siamo fermati, si trovano ambulanze e auto della polizia, nonch\u00e9 un camion dei pompieri e diversi altri furgoni bianchi. Joen ferma il veicolo in una via laterale, prende alcune borse dal retro, alcune le affida a Liam, poi ci dirigiamo tutti verso l&#8217;area transennata.<br \/>\n&#8220;Ehi Mick!&#8221; Joen chiama uno degli agenti di polizia sul posto. &#8220;Che casino c&#8217;\u00e8?&#8221;<br \/>\nL&#8217;uomo si avvicina, spostando uno dei nastri che delimitano la zona circoscritta. &#8220;Un altro blackout, un&#8217;altra donna morta. Se per\u00f2 devi entrare nell&#8217;edificio, ti lascio passare. Ci sono sicuramente danni lass\u00f9.&#8221;<br \/>\nAttraversiamo il piccolo spiazzo e per un attimo osserviamo la scena del crimine, dove gli operatori stanno completando i rilievi. Un&#8217;altra giovane ragazza riversa a terra, immobile in una posizione scomoda. Il viso ci guarda severo, gli occhi bianchi senza pupille.<br \/>\n&#8220;Comincia a diventare strana la faccenda. Tu ne sai niente?&#8221; Joen evita di fissare a lungo il cadavere e si dirige veloce all&#8217;ingresso.<br \/>\n&#8220;Io? Perch\u00e8? Che c&#8217;entro?&#8221; Liam lo segue davanti all&#8217;ascensore.<br \/>\n&#8220;Prima&#8230; accadevano tante cose assurde e tu, non so come, le capivi.&#8221;<br \/>\nLiam si volta indietro, senza realmente vedere al di l\u00e0 della vetrata. &#8220;Assomiglia all&#8217;altra donna, non ti pare? Altezza, fisico, colore dei capelli.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm, ora che ci penso, anche quella scomparsa, proprio in corrispondenza del primo blackout,&#8221; Joen schiaccia il tasto del quinto piano, &#8220;quella che ancora non hanno ritrovato&#8230; c&#8217;erano le sue foto sul giornale, aveva una fisionomia simile.&#8221;<br \/>\n&#8220;Tre blackout, tre donne. Gi\u00e0 questo \u00e8 sconcertante.&#8221;<br \/>\nL&#8217;ascensore si ferma con un piccolo campanellino. Liam esce per primo sul pianerottolo.<br \/>\n&#8220;Ma tre donne che si somigliano&#8230; sembra una caccia, non credi Joen?&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al ritorno a casa, Joen lascia il furgoncino nel vialetto ed entra un attimo per salutare i genitori di Liam. Laggi\u00f9 all&#8217;orizzonte, il sole si immerge nella notte e una nuova forza dal regno dei morti torna a ricompattare il mio spirito. Rinfrancata, ascolto le chiacchiere dei ragazzi dalla poltrona del nonno e poi li accompagno di nuovo fuori, quando Joen sta per andarsene.<br \/>\nSotto il portico, Liam si blocca sorpreso. La sua incredulit\u00e0 \u00e8 anche la mia, alla vista di un maestoso vascello ormeggiato gi\u00f9 nella via principale, immerso in un mare di nebbia fitta. Non riesco a trovare un significato alla sua presenza.<br \/>\n&#8220;Ma tu lo vedi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Cosa?&#8221; Joen segue lo sguardo fisso di Liam in un punto specifico.<br \/>\n&#8220;Quello&#8230; l\u00ec, enorme, sulla strada.&#8221;<br \/>\nJoen osserva la carreggiata da nord a sud, senza notare niente di particolare. Le solite auto dei residenti, i bidoni della spazzatura, le cassette della posta, le siepi ben tagliate, qualche calcinaccio nella casa di fronte in ristrutturazione. &#8220;Ma quello cosa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Io vedo&#8230; un veliero. Lo scafo prende dalla casa della signora Miller fino al garage degli Smithson. Tre alberi. Vele ammainate, non c&#8217;\u00e8 vento. Sembra abbandonato, non mi pare ci siano persone a bordo, lass\u00f9.&#8221;<br \/>\nLiam scende lungo il vialetto e poi si volta verso l&#8217;amico. &#8220;Ma lo vedi? Ti prego, dimmi che lo vedi!&#8221;<br \/>\nJoen voleva rassicurarlo ma no, non c&#8217;era nulla ovviamente. Era davvero preoccupato per Liam, forse i farmaci erano troppo pesanti.<br \/>\n&#8220;No, non lo vedo. Mi spiace.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sembra cos\u00ec reale&#8230;&#8221; Liam alza un braccio per toccare l&#8217;imponente scafo, pensando di afferrare solo l&#8217;aria. Invece percepisce sotto le dita la ruvidit\u00e0 del legno e l&#8217;umidit\u00e0 dell&#8217;acqua. Cammina lungo il marciapiede, lasciando scorrere la mano lungo la struttura. Ma poi ritrae la mano di scatto, spaventato dalla sua stessa follia.<br \/>\nJoen lo raggiunge, lo afferra gentilmente per una spalla, tirandolo verso casa.<br \/>\n&#8220;Vai a dormire Liam. Una bella nottata di sonno e magari domani andr\u00e0 meglio.&#8221;<br \/>\nLiam annuisce e lo saluta mesto. Lo lascio rientrare da solo, perch\u00e9 intendo scoprire cosa si cela dietro questo veliero fantasma.<br \/>\n&#8220;Esci fuori!&#8221; grido all&#8217;oscurit\u00e0 che ci avvolge. &#8220;Lo so che ci sei! Eri tu oggi, alla fabbrica? Che fingevi di essere me?&#8221;<br \/>\nUn&#8217;ombra scura esce dal mare di nebbia ai miei piedi.<br \/>\n&#8220;Si. Ero io. Ti chiedo scusa, ma era necessario.&#8221;<br \/>\n&#8220;Chi sei?&#8221;<br \/>\nL&#8217;ombra avanza verso il cono di luce del lampione. Un marinaio dall&#8217;abbigliamento. Capelli canuti e viso segnato dalla sofferenza.<br \/>\n&#8220;Sono il capitano della Marie Rose, questo antico vascello. Saliamo dal mare per recuperare le anime dei defunti rimaste bloccate fra il mondo dei vivi e quello dei morti, e accompagnarli finalmente verso la pace eterna. Ho bisogno del tuo amico, del suo collegamento tra i nostri mondi per rintracciare l&#8217;anima dispersa che sono venuto a prendere.&#8221;<br \/>\n&#8220;Un traghettatore di anime dunque. E chi stai cercando?&#8221;<br \/>\n&#8220;Mio figlio. Purtroppo si \u00e8 smarrito ed \u00e8 tutta colpa mia. Il problema principale dei ragazzi \u00e8 l&#8217;incapacit\u00e0 dei genitori che hanno. Ero troppo concentrato ad essere figlio, a rincorrere le attenzioni di mio padre, dimenticando di essere padre a mia volta. E questo \u00e8 il risultato, mio figlio si \u00e8 perso, inghiottito dalla rabbia che lo divora.&#8221;<br \/>\n&#8220;Era lui oggi, laggi\u00f9 alla fabbrica? Quella cosa&#8230; cos\u00ec carica di energia?&#8221;<br \/>\nIl capitano sospira, le spalle ricurve sotto il peso della tristezza. &#8220;S\u00ec. La rabbia \u00e8 un&#8217;energia molto potente. La rabbia covata per molto tempo pu\u00f2 trasformare le persone per sempre. La rabbia \u00e8 il varco del male nel cuore. E lui ne prova davvero tanta.&#8221;<br \/>\nPer un attimo avevo temuto che fosse venuto per prendere il mio spirito, in fondo anch&#8217;io sono bloccata qui.<br \/>\n&#8220;Non siamo anche noi in questo stato per la rabbia?&#8221; gli chiedo affranta. &#8220;Le nostre questioni in sospeso&#8230; non sono la rabbia per la fine tragica che ci \u00e8 toccata?&#8221; Cerco la risposta direttamente nei suoi occhi.<br \/>\n&#8220;No mia cara. Noi siamo qui per amore. Per l&#8217;affetto verso un figlio nel mio caso, Per l&#8217;amore profondo che provi per quel ragazzo, nel tuo.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno successivo Liam sta ribaltando completamente la propria camera da letto e io seguo preoccupata tutto questo svuotare di cassetti della scrivania, rovistare nell&#8217;armadio tra i maglioni e le coperte, tirare gi\u00f9 dagli scaffali e aprire scatole piene di cianfrusaglie, passare tutti i quaderni e i libri in cerca di qualcosa, ma ancora non ho capito esattamente che cosa. Un oggetto, un foglio o un indizio?<br \/>\nLiam bofonchia qualche parola ogni tanto, senza alcun significato apparente. Me ne resto tranquilla, sospesa al lampadario, in attesa.<br \/>\n&#8220;Liam&#8230; tutto bene?&#8221; Sua madre compare davanti alla porta, spaventata dalla vista del pavimento pieno di materiale vario, alla rinfusa.<br \/>\n&#8220;Sto cercando una cosa mamma, ma non ricordo dove l&#8217;ho messa&#8230;&#8221; E&#8217; in ginocchio di fronte all&#8217;ennesima scatola di cartone da svuotare.<br \/>\n&#8220;Vorrei aiutarti, ma questa camera la conosci solo tu. Vietato l&#8217;accesso, mi hai sempre detto.&#8221; Sua madre sorride divertita. Persino io ho memoria delle litigate furibonde tra loro due. Rischiava di piombare nella stanza mentre Liam stava parlando con una ragazza invisibile.<br \/>\n&#8220;Lo so mamma, questo lo so. Non preoccuparti. La trover\u00f2.&#8221;<br \/>\nUn pizzico di euforia scorre tra le mie particelle dissolte. E se stesse cercando me? La prova di un legame con quella Cait?<br \/>\nAdesso so cosa fare. Raccolgo le mie poche forze e mi muovo in uno scatto davanti alla piccola libreria a fianco della porta. Cerco tra i vari dorsi quel titolo, cos\u00ec importante per noi due. Eccolo, un romanzo consumato, un classico appartenuto a sua madre. Cime tempestose, una storia d&#8217;amore contrastata a causa delle convenzioni sociali, e una storia di spiriti affini che si ritrovano nella morte.<br \/>\nMi concentro in un unico punto e riesco ad estrarlo dalla massa di libri dove \u00e8 infilato. Poi richiamo tutta me stessa e lo lancio con quanta pi\u00f9 energia riesco contro il muro di fronte. Si schianta nella parete e cade con un tonfo.<br \/>\nLiam si blocca di colpo, per vedere cosa \u00e8 successo alle sue spalle. Non ha visto l&#8217;oggetto volare, sono stata attenta, ma adesso il romanzo \u00e8 aperto a tre metri di distanza almeno da dove si trovava prima. Colgo lo stupore e la curiosit\u00e0 nel suo sguardo.<br \/>\nSi alza da terra, percorre pochi passi e osserva il romanzo sgualcito sul pavimento. Leggiadra sopra la poltrona al suo fianco, mi sembra di trattenere il respiro, ma non ho bisogno dell&#8217;aria. Fremo d&#8217;impazienza e spero che funzioni stavolta. L\u00ec dentro Liam ha lasciato una prova del nostro amore, ne sono certa.<br \/>\nSi gira verso la libreria, per controllare il posto dove si trovava prima il libro. Si sfrega la mano al mento, pensieroso. Poi inizia a scorrere quelle pagine, qualche appunto segnato qua e l\u00e0, delle sottolineature a matita. E un foglio di carta ripiegato.<br \/>\nSul davanti, una scritta in pennarello nero. &#8220;Se mi dovesse succedere qualcosa, leggi questo.&#8221;<br \/>\nLo avevamo preparato insieme, ma finora avevo paura di farglielo ritrovare, che fosse prematuro scoprire la mia esistenza, senza avermi vista almeno una volta, senza il dubbio che quelle allucinazioni siano molto di pi\u00f9 che stupide immagini della mente.<br \/>\nLe mie molecole vibrano all&#8217;improvviso di gioia, il mio spirito sta rinascendo e ricompattando la sua energia. Liam sta leggendo di me.<br \/>\nLe sue pupille scorrono veloci le righe scritte dalla sua mano tempo fa. Si sta chiedendo se quella \u00e8 pazzia, o verit\u00e0.<br \/>\nMi sta pensando, sta cercando di ricordare. Sento la forza del suo richiamo, una nuova vitalit\u00e0 scorre fluida nella mia essenza.<br \/>\nSe solo volessi, potrebbe vedermi in questo momento. Fuori dalla finestra si vede la notte scendere come un manto dal cielo. Ma quale visione di me potrei offrirgli? Il mio candido vestito etereo o il mio corpo mutilato e insanguinato? Non tutto che sono dipende dalla mia volont\u00e0, ma anche dalla sua. Non voglio correre rischi, per ora rimango nell&#8217;ombra.<br \/>\nLiam sospira, mentre rimette il foglio al suo posto e ripone il romanzo in libreria. Scorgo mille domande attraversare il suo volto.<br \/>\nPrende poi un&#8217;altra grossa scatola colorata dal ripiano poco sopra quello dei libri, la apre per controllare il contenuto.<br \/>\n&#8220;Eccola! L&#8217;avevo messa qui, che stupido. In un momento di fretta, senza pensare. Infilata a caso proprio!&#8221;<br \/>\nDall&#8217;interno afferra una specie di maglia metallica ripiegata. Non so cosa sia e soprattutto cosa intenda farne Liam.<br \/>\nSuona il suo cellulare sulla scrivania, un nuovo messaggio. Risponde velocemente e poi afferra dall&#8217;attaccapanni il giubbotto per uscire.<br \/>\nSi ferma un momento davanti alla porta. La chiude e si volta verso l&#8217;interno della stanza.<br \/>\n&#8220;Se quello che ho scritto \u00e8 vero&#8230;&#8221; La sua voce \u00e8 chiara e sicura.<br \/>\n&#8220;Allora tu sei qui dentro, ma non ti posso vedere. Ancora non ti ricordo, Caitlyn. Ma lo desidero tanto.&#8221;<br \/>\nQuando esce di casa pochi minuti dopo, l&#8217;imponente veliero \u00e8 ancora l\u00ec, comodamente adagiato nel mare di nebbia.<br \/>\nMa stavolta Liam sorride.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo di nuovo davanti alla casa dei miei genitori, nella veranda laterale. Mia sorella Lize ha chiesto un incontro con Liam, per chiarire quanto successo qualche sera fa, sul divano del nostro salotto. E&#8217; lei ad aprirci la porta. Indossa uno dei miei maglioncini rosa, anche se mamma le aveva proibito di toccare le mie cose dopo la mia scomparsa. Ha un&#8217;aria mesta e sono davvero dispiaciuta per lei, nonostante tutto.<br \/>\n&#8220;Vuoi entrare?&#8221; chiede a voce bassa.<br \/>\n&#8220;No, preferisco di no. Anche perch\u00e9 non ho molto tempo, ho un altro impegno pi\u00f9 tardi.&#8221; Liam non \u00e8 arrabbiato, lo capisco dal suo tono, ma probabilmente non vuole alimentare altre speranze.<br \/>\nPer un attimo scorgo Lize smarrita a questa risposta. Poi per\u00f2 prende un lungo respiro e un po&#8217; della sua determinazione. &#8220;Volevo scusarmi per averti buttato fuori di casa l&#8217;altra volta&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Non c&#8217;\u00e8 problema. E&#8217; stata colpa mia.&#8221;<br \/>\n&#8220;No, io&#8230; Sono stanca di essere chiamata con un altro nome, come se tu non fossi davvero con me, mentre&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo so, mi spiace. Ti assicuro che non volevo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non era nemmeno la prima volta. Non te ne eri accorto, ma avevi gi\u00e0 usato quel nome, io avevo fatto finta di niente.&#8221;<br \/>\nLiam ci riflette un momento, probabilmente gli era sfuggito. Io per\u00f2 ero sempre presente, dispersa in mille particelle sofferenti.<br \/>\n&#8220;Mi spiace. Io non ricordo. Non ricordo noi due, tu ed io. Non ricordo nemmeno questa Cait, o Caitlyn, forse tua sorella, forse un&#8217;altra persona, forse solo la mia mente incasinata. Solo&#8230; io non ricordo.&#8221;<br \/>\nLize si avvicina per abbracciarlo, ma Liam si sposta appena per evitare il suo contatto.<br \/>\n&#8220;E in questo momento non me la sento di continuare. Mi spiace.&#8221; Le ultime parole sono poco pi\u00f9 che un sussurro.<br \/>\nGli occhi di lei diventano lucidi in pochi istanti, le mani iniziano a tremare, le infila in tasca per non farsi vedere.<br \/>\n&#8220;Mi spiace Lize. Ma \u00e8 solo per poco tempo. Solo finch\u00e9 non recuperer\u00f2 la memoria. Poi torner\u00e0 tutto a posto, lo so.&#8221;<br \/>\nMa quando ricorderai Liam, lei ti avr\u00e0 perso per sempre e tu correrai di nuovo tra le mie braccia, sospesi tra due mondi inconciliabili. Non sono certa di poter essere felice di tutto questo, per nessuno di noi tre. Per\u00f2 l&#8217;amore non si pu\u00f2 imporre, credo Lize l&#8217;abbia capito stavolta.<br \/>\n&#8220;Ok. Ciao.&#8221; Riesce a dire solo questo, la voce rotta dall&#8217;emozione. Poi Lize rientra in casa, piangendo oramai a dirotto.<br \/>\nLa seguo fin su per le scale, diretta in camera sua, dove sbatte la porta con un tonfo, poggiandovi la schiena. Non smette di singhiozzare e disperarsi, con l&#8217;impeto della sua adolescenza, cos\u00ec come capitava anche a me nelle giornate storte. Si lascia scivolare gi\u00f9 e si siede a terra, raccoglie le ginocchia e ci sprofonda il capo. Calde lacrime raggiungono il pavimento in moquette. Vorrei tanto abbracciarla, stringerla forte e farle capire che questo non \u00e8 niente, passer\u00e0, arriver\u00e0 altro, tante cose belle. Questo non \u00e8 niente, non \u00e8 la morte.<br \/>\n&#8220;Sono stanca&#8230;&#8221; mormora. &#8220;Sono stanca di essere scambiata per un ricordo di te, davvero. Non me lo merito. Non \u00e8 giusto.&#8221;<br \/>\nSinghiozza di nuovo, e tira su col naso. &#8220;Vorrei che tu fossi qui&#8230; sarebbe tutto diverso.&#8221;<br \/>\nPosso tenerla lontana dal mio assassino, ma non posso proteggerla dalle lacrime sulla mia tomba.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lascio mia sorella Lize addormentata sul suo letto, abbracciata al suo cuscino, sfinita dalle lacrime. Ma al sicuro, almeno per questa notte. In un sospiro, mi ritrovo vicino a Liam. Sta camminando al buio sulla strada deserta che porta alla vecchia fabbrica di trasformatori. Non pu\u00f2 proprio aspettare di cacciarsi nei guai? Le mie preghiere sono per\u00f2 esaudite quando in lontananza compaiono i fari del furgoncino di Joen.<br \/>\nSi ferma proprio davanti a noi.<br \/>\n&#8220;Ho provato a chiamarti ma il telefono \u00e8 spento&#8221; esordisce Joen scendendo dal veicolo.<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 spento, \u00e8 isolato. Nella maglia in ferro e magnetite regalatami dal nonno. Per proteggerlo dagli impulsi elettromagnetici, quelle che hanno rovinato l&#8217;elettronica dei tuoi clienti.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm, geniale. Il telefono sar\u00e0 salvo, ma tu?&#8221; Joen sorride, mentre si siede sul cofano del furgoncino a braccia conserte. &#8220;Lize mi ha chiamato piangendo, \u00e8 preoccupata per te.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sto bene.&#8221; Liam solleva le spalle incurante.<br \/>\n&#8220;Vi siete lasciati? Ammesso che siate mai stati insieme&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Gi\u00e0, avevi ragione tu amico. Non ero impegnato con Lize. Ma c&#8217;era un&#8217;altra ragazza.&#8221;<br \/>\n&#8220;Quella dell&#8217;ospedale?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si.&#8221; Il mio spirito gioca in circolo felice, tutto intorno a Liam.<br \/>\n&#8220;&#8230;che \u00e8 quella che ti passeggia davanti casa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Credo proprio di s\u00ec.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma hai recuperato la memoria?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, purtroppo no. Per\u00f2 ho lasciato qualcosa di scritto in giro, in caso di necessit\u00e0.&#8221; Liam sorride soddisfatto dell&#8217;idea.<br \/>\n&#8220;Chiss\u00e0 perch\u00e9 questo non mi stupisce affatto.&#8221; Joen si alza dal cofano e si dirige verso il retro del furgoncino. Apre le pesanti portiere e inizia a rovistare all&#8217;interno.<br \/>\n&#8220;Come hai fatto a trovarmi?&#8221; gli chiede Liam.<br \/>\n&#8220;Beh, ho i miei sistemi&#8230; Ma non era difficile. Potrei scommettere che hai visto qualcosa alla fabbrica e vuoi tornarci.&#8221; Joen si gira verso Liam con un ghigno furbetto. &#8220;Avrei preferito di giorno, ma ho capito che ti muovi solo di notte, come Batman. Vero?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, funziona solo di notte.&#8221;<br \/>\nJoen estrae dal furgoncino uno zaino da trekking e inizia a riempirlo di varie cose, prese da diverse scatole l\u00ec dietro.<br \/>\n&#8220;Ma dove stai andando?&#8221; Liam lo osserva allarmato.<br \/>\n&#8220;Tu hai uno zaino, io ho uno zaino. Vengo con te, ovvio. Ho ancora i giubbotti antiproiettile di mio zio, eccoli qua, me li ha lasciati.&#8221; Gli lancia uno dei giubbotti, per indossarlo. Sono talmente contenta di questa sua premura che vorrei abbracciarlo e ringraziarlo.<br \/>\n&#8220;Nessuno ci sparer\u00e0.&#8221; La sua voce \u00e8 ostile, ma si toglie il giubbotto sportivo e si infila lo stesso quello antiproiettile.<br \/>\n&#8220;Magari ci sparassero, sarebbe una cosa normale!&#8221; sbotta Joen. &#8220;Temo succeder\u00e0 di peggio, come l&#8217;ultima volta al cimitero.&#8221;<br \/>\nLasciamo il veicolo l\u00ec, a debita distanza dal pericolo, e camminiamo lungo la strada deserta. Non ci sono lampioni in quest&#8217;area abbandonata, solo la luna illumina debolmente la zona. Ma quando le nuvole la coprono, l&#8217;oscurit\u00e0 diventa impenetrabile.<br \/>\nJoen stringe ancora di pi\u00f9 la torcia tra le mani, l&#8217;unico raggio di luce ai loro piedi.<br \/>\nAttraversiamo la cancellata in ferro divelta e poi il parcheggio infestato dagli arbusti. Nella penombra chiunque potrebbe nascondersi dietro le loro fronde scure. Passiamo anche vicino al fossato che serpeggia intorno alla fabbrica, l&#8217;acqua nera e stagnante non restituisce alcun riflesso alla torcia. Quanto profondo e pericoloso pu\u00f2 essere, si stanno domandando entrambi.<br \/>\n&#8220;Cosa stiamo cercando? Ricordami perch\u00e9 accidenti sono qui&#8221; bofonchia Joen agitato.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 mi vuoi bene e mi caccio sempre nei guai.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 sufficiente&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 ieri ho visto un blocco di energia qui, non so nemmeno come definirlo. Si muoveva alla stessa velocit\u00e0 delle scintille lungo i cavi che creano tutti questi blackout. E questa \u00e8 una fabbrica di trasformatori, c&#8217;\u00e8 ancora del materiale all&#8217;interno. Forse una correlazione?&#8221;<br \/>\nLe lampade alogene fissate al muro di mattoni della fabbrica iniziano a ronzare tutto intorno. Una si accende e illumina qualcosa l\u00ec a terra.<br \/>\nIl cadavere di un&#8217;altra giovane donna, un&#8217;altra vittima di questa follia inspiegabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Entriamo nell&#8217;edificio dalla stessa finestra usata l&#8217;altra volta da Liam. Il mio spirito li precede per sicurezza, ma appena varco il perimetro della costruzione qualcosa cambia all&#8217;improvviso. Di nuovo quella forza oscura sta risucchiando tutte le mie energie, quelle poche che ho conservato per proteggere i miei due amici. Mi appiattisco al suolo, perch\u00e9 qui avverto meno l&#8217;effetto del vortice energetico che mi svuota.<br \/>\nAll&#8217;interno c&#8217;\u00e8 ancora quel terribile puzzo di bruciato e Joen solleva il collo della felpa fin sopra il naso. Persiste anche l&#8217;elettricit\u00e0 statica che rizza i capelli di Liam, mentre quelli di Joen sono troppo corti per notare la reazione.<br \/>\n&#8220;E quello che cos&#8217;\u00e8?&#8221; Joen indica un punto nel mezzo dell&#8217;ampio salone dove ci troviamo.<br \/>\n&#8220;Quello \u00e8 proprio ci\u00f2 che avevo visto&#8230; ma cosa sia, non lo so.&#8221;<br \/>\nLiam avanza lentamente verso la palla di scariche elettriche, alcune sfuggono alla sua forma e colpiscono le pareti, illuminando il salone di blu e violetto. Come allertata da presenze estranee, la palla reagisce intensificando la sua attivit\u00e0. Una delle scintille colpisce un vecchio trasformatore abbandonato, provocando una terribile esplosione di metallo ed energia.<br \/>\n&#8220;Liam, torna indietro!&#8221; gli sibila Joen, dando voce anche ai miei pensieri sconnessi.<br \/>\nSono sempre pi\u00f9 debole, incapace di qualsiasi movimento. Le mie particelle si stanno disperdendo, assorbite da una potenza sconosciuta. Se non trovo modo di oppormi, finir\u00e0 con l&#8217;annullarmi per sempre. Di me resteranno solo le ossa sepolte in cimitero.<br \/>\nLiam decide di aggirare l&#8217;ostacolo, gli gira intorno a distanza per capire se una visuale differente offre qualche altro elemento. Ma un&#8217;altra scintilla, molto pi\u00f9 intensa delle altre, lo colpisce in pieno petto.<br \/>\n&#8220;Liam!&#8221; urla Joen correndo verso di lui.<br \/>\nLa scarica per\u00f2 non ferma la sua corsa, come ci si aspetterebbe. Il flusso luminoso \u00e8 continuo dalla palla energetica, il lampo afferra il corpo di Liam e gli corre tutto intorno, quasi una mano invisibile lo tenesse in pugno. E io non posso fare nulla&#8230; sono allo stremo&#8230; poche particelle indistinte nell&#8217;aria&#8230; fatico anche a tenere insieme i miei pensieri&#8230;<br \/>\n&#8220;Caitlyyyyn!&#8221;<br \/>\nLiam urla il mio nome a perdifiato, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Ricorda, ora ricorda tutto. Mi sento invadere da un&#8217;energia impetuosa, le mie particelle si ricompongono velocemente nella mia essenza e riesco a staccarmi dal giogo che mi stava annientando. Sono subito al fianco di Liam e con un semplice movimento lo strappo dalla scarica elettrica, abbracciandolo stretto. Ora che sono forte, ora che siamo di nuovo insieme, niente e nessuno pu\u00f2 fermarmi.<br \/>\nQuasi volando, sposto con cautela Liam verso un riparo improvvisato, lo stesso muretto basso dove si \u00e8 nascosto Joen.<br \/>\n&#8220;Mi dispiace, mi dispiace Caitlyn&#8230; &#8221; Balbettando, alza un braccio per accarezzarmi la guancia. Sono pi\u00f9 solida che mai, e i suoi occhi non mollano i miei nemmeno per un istante.<br \/>\nMa sono ancora invisibile per il povero Joen, che osserva l&#8217;amico stranito, incapace di spiegare i suoi movimenti nell&#8217;aria.<br \/>\n&#8220;Ho rischiato di perderti vero?&#8221; Liam mi tocca i capelli, le labbra, le mani. &#8220;Mi dispiace, non succeder\u00e0 pi\u00f9, te lo giuro.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non importa, ora sono qui&#8221; riesco a rispondergli, ebbra di felicit\u00e0.<br \/>\nLa palla nel frattempo si \u00e8 innalzata al soffitto, rivelando nuovamente la figura di un uomo, avviluppato nella sua energia malefica.<br \/>\nLiam tenta di rialzarsi dalle mie ginocchia.<br \/>\n&#8220;Quella cosa&#8230; quel mostro, dobbiamo fermarlo. Tu sai chi \u00e8?&#8221; mi chiede a bassa voce.<br \/>\n&#8220;Un&#8217;anima smarrita, accecata dalla rabbia.&#8221;<br \/>\n&#8220;E come facciamo a bloccarlo?<br \/>\n&#8220;Non lo so Liam, davvero non lo so.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Questa \u00e8 un&#8217;idea stupida.&#8221; Accovacciato per terra, Joen continua a fissare il mostro elettrico dall&#8217;altra parte del salone.<br \/>\n&#8220;Affatto, questa \u00e8 la nostra unica salvezza!&#8221; Liam chiude dietro di noi un cancelletto metallico.<br \/>\n&#8220;Una gabbia?!&#8221; esclama Joen irritato.<br \/>\n&#8220;Una gabbia di Faraday. Non stavi mai attento alle lezioni del professor Murney?&#8221; Liam inizia a rovistare dentro lo zaino.<br \/>\n&#8220;Non lo sopportavo proprio quello.&#8221;<br \/>\nDopo aver strappato Liam dalla scarica elettrica, il mostro non ci ha dato molto tempo e con un&#8217;altra scarica ad alta intensit\u00e0 ha distrutto il muretto dietro il quale ci riparavamo. Abbiamo corso lungo il perimetro della fabbrica, fino a trovare delle strutture con barre di ferro.<br \/>\n&#8220;Se tenter\u00e0 di colpirci, il fulmine si fermer\u00e0 al metallo, conduttore di elettricit\u00e0, e poi finir\u00e0 al suolo, mentre noi qui dentro siamo protetti. Probabilmente le usavano nella vecchia fabbrica, per testare i trasformatori senza rischiare. L&#8217;importante \u00e8 non toccare il contenitore, perci\u00f2 tieni le mani lontano dalle traverse.&#8221;<br \/>\nJoen ritira veloce le dita che aveva proprio appoggiato alla struttura.<br \/>\nLiam chiude lo zaino con un sbuffo. &#8220;Non ho niente di utile e non mi viene in mente niente&#8230;&#8221;<br \/>\nMi rannicchio vicino a lui, quanto mi sono mancate le sue spalle e il suoi abbracci.<br \/>\n&#8220;Se \u00e8 un&#8217;anima persa \u00e8 qui per delle questioni in sospeso. Quali sono?&#8221; mi sussurra all&#8217;orecchio.<br \/>\n&#8220;E lo chiedi a me?&#8221; risponde Joen distratto.<br \/>\nSorrido del divertente malinteso. &#8220;Non lo so Liam. Dovrei cercare di connettermi al suo spirito, ma non ho poi cos\u00ec tanta forza.&#8221;<br \/>\nMi guarda preoccupato, mentre con la mano sposta i miei capelli. &#8220;Posso aiutarti in qualche modo?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si, facendomi uscire da questa gabbia&#8221; lo rimbrotta Joen.<br \/>\nScoppiamo a ridere entrambi. &#8220;Dovresti toccarmi Liam&#8230;&#8221; Sollevo la mia mano verso la sua e lui la afferra, portandosela alle labbra.<br \/>\nJoen lo fissa sbigottito. &#8220;Ma che cav&#8230;?!&#8221;<br \/>\nLascio che l&#8217;amore di Liam mi scorra all&#8217;interno, come un fluido benefico che ricompatta tutte le mie particelle, dandogli forma e significato. Al contempo mi concentro su quell&#8217;essere informe a pochi metri da noi, tentando di comunicare.<br \/>\n<em>Chi sei?<\/em><br \/>\n<em>Jonathan, Jonathan Wilson.<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 sei qui?<\/em><br \/>\n<em>Per vendicarmi.<\/em><br \/>\n<em>Di che cosa?<\/em><br \/>\n<em>Mia madre ha rovinato la mia vita. Mio padre ci ha abbandonato per colpa sua. E poi \u00e8 morta, lasciandomi solo.<\/em><br \/>\nIn quel preciso momento un boato interrompe la nostra conversazione. Dal muro pi\u00f9 in fondo dell&#8217;edificio entra piano, aderente alla pavimentazione, una nebbia grigia e densa. Si muove a ondate, fino a invadere tutta la fabbrica. Dietro di essa compare prima il pennone orizzontale, poi lo scafo di prua e la statua dorata di una donna, infine tutto il veliero con le vele spiegate al vento immaginario.<br \/>\n&#8220;Caspita! Questa s\u00ec \u00e8 un&#8217;entrata ad effetto!&#8221; esclama Liam divertito.<br \/>\nDalla nebbia risale anche il suo capitano della Marie Rose.<br \/>\n&#8220;Jonathan, finalmente ti ho trovato. Sono tuo padre.&#8221;<br \/>\nIl mostro concentra tutta la sua forza elettrica verso il nuovo arrivato, senza alcun risultato. Il capitano si avvicina alla sua massa fluorescente, come se nulla potesse fermarlo, e lo accoglie tra le sue braccia. Come d&#8217;incanto, l&#8217;energia si smorza e restiamo tutti al buio.<br \/>\n&#8220;Ma che succede? Perch\u00e9 si \u00e8&#8230; spento?&#8221; Joen non pu\u00f2 entrare nel regno dell&#8217;altrove.<br \/>\nResta solo lo spirito smarrito di Jonathan che finalmente si ricongiunge con suo padre e la serenit\u00e0.<br \/>\nSolo per un breve istante, si voltano verso di noi.<br \/>\n<em>Grazie, mi avete riportato da mio figlio. Ora verr\u00e0 con me, lo traghetter\u00f2 nella luce.<\/em><br \/>\n&#8220;Ma mi spiegate che succede?!&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Recuperato il cellulare di Liam, ancora funzionante dentro la maglia in magnetite del nonno, abbiamo chiamato i soccorsi. Stanno recuperando il cadavere della giovane donna nel parcheggio, oltre a indagare sulle cause della morte e mettere in sicurezza tutto l&#8217;edificio.<br \/>\nLiam \u00e8 seduto sul pianale dell&#8217;ambulanza, le portiere aperte dopo che il medico l&#8217;ha visitato. Lo sto abbracciando forte, ancora non ci credo di essere di nuovo insieme. Joen si libera dalle domande della polizia e torna da noi.<br \/>\n&#8220;Come stai?&#8221; Le occhiaie e l&#8217;aria sbattuta di Joen mostrano la preoccupazione delle ultime ore.<br \/>\n&#8220;Sto bene. Davvero.&#8221;<br \/>\n&#8220;Stavolta ti avevo davvero visto spacciato. Sembrava tu stessi andando a fuoco e poi quell&#8217;urlo disumano&#8230;&#8221;<br \/>\nLiam gli stringe l&#8217;avambraccio. &#8220;Lo so, mi spiace. Ma sto bene. Ora&#8230; ricordo, tanto per cominciare. Ricordo bene chi sono e cosa sono capace di fare.&#8221;<br \/>\nJoen annuisce, poco convinto. &#8220;Le allucinazioni? Ci sono ancora?&#8221;<br \/>\n&#8220;No. Cio\u00e8 s\u00ec, ma non sono proprio allucinazioni.&#8221;<br \/>\nLiam ha deciso alla fine di aver bisogno di un alleato e Joen \u00e8 l&#8217;unico di cui si possa fidare. Sono cresciuti insieme fin da bambini, \u00e8 pi\u00f9 di un fratello. Non gli piacciono le stranezze, ma comprender\u00e0 quella di Liam. Anch&#8217;io sono contenta di questa scelta. Abbiamo compreso che non posso essere sempre io a proteggere il nostro amore.<br \/>\n&#8220;Hai urlato il nome di Caitlyn. E poi ti muovevi e parlavi come se fosse stata l\u00ec presente&#8230; che significa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Secondo te? Le conosci anche tu le storie che ci raccontava mio nonno da piccoli.&#8221; Liam sorride mestamente.<br \/>\n&#8220;Mi stai dicendo&#8230; che vedi i fantasmi?!&#8221;<br \/>\n&#8220;Li vedo, li tocco. E li bacio anche.&#8221;<br \/>\nLa faccia sconcertata di Joen \u00e8 alquanto comica. Probabilmente ha in mente qualche film horror.<br \/>\n&#8220;Beh, solo quelli carini&#8221; prosegue Liam.<br \/>\nUna risata sommessa gli accarezza l&#8217;orecchio, prima di sentire le mie gelide labbra sul suo collo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(c) 2022 Barbara Businaro<\/p>\n<p><em>Note finali:<br \/>\nOgni anno rileggo l&#8217;ultimo episodio pubblicato e ogni anno non mi sento all&#8217;altezza di proseguire. Mi stupisco di quanto ho gi\u00e0 scritto, quasi non mi riconosco e comincio a buttare gi\u00f9 la nuova storia con un&#8217;ansia da prestazione incredibile. Quando arrivo alla fine del nuovo racconto, uscendo da una specie di trance ipnotica, mi guardo indietro e&#8230; davvero l&#8217;ho scritto io?!<br \/>\nL&#8217;idea di Liam che perde temporaneamente la memoria, rischiando di perdere anche Caitlyn, mi era venuta molto tempo fa, forse ancora intorno al racconto numero 3. Non ricordo se stavo guardando un film o leggendo qualcosa, ma c&#8217;era una frase che suonava circa cos\u00ec: &#8220;Noi siamo la nostra memoria, tutto ci\u00f2 che siamo e conosciamo \u00e8 nella nostra memoria.&#8221; Avendo perso una prozia per la demenza senile, conosco molto bene gli effetti tragici della perdita della memoria e della propria identit\u00e0. Che succede quindi se Liam dimentica di poter vedere e toccare gli spiriti dei morti, soprattutto il suo legame con Caitlyn? L&#8217;unica che conosce questo segreto \u00e8 Caitlyn stessa, nessun altro lo sa. Era poi un bel finale ad effetto, l\u00ec in ospedale, sentirlo chiedere: &#8220;Scusa, ci conosciamo?&#8221;<br \/>\nSapevo anche di voler scrivere un pezzo dal punto di vista del fantasma. Anche il primissimo racconto sono stata tentata di scriverlo con parti in prima persona di Caitlyn, ma ho resistito. E addirittura ho resistito fino all&#8217;episodio numero 7. Ma qui ho dovuto per forza di cose cedere alla tentazione: se Liam non ricorda niente, chi diamine la racconta questa storia?! <\/em>\ud83d\ude00<em><br \/>\nPoi ho cominciato a pensare alla sfida: non solo immedesimarmi in uno spettro, con tutto ci\u00f2 che comporta, anche se ho una fervidissima immaginazione a sostenermi, ma soprattutto&#8230; la crisi del settimo anno! Proprio al numero 7 dovevo decidermi di correre questo rischio?!<br \/>\nIn effetti si poneva il problema pi\u00f9 arduo: come accidenti gliela faccio recuperare la memoria adesso al povero Liam? Quale altro fantasma, spettro, animale, umano, non umano, mostro o &#8220;cosa&#8221; pu\u00f2 aiutarlo a recuperare i suoi ricordi? Un&#8217;altra botta in testa? Un&#8217;altra coltellata, un&#8217;altra pallottola, un altro osso rotto? Mi stavo arrovellando su questo dilemma una sera, durante un temporale, e tre fulmini hanno squarciato l&#8217;orizzonte. Elettricit\u00e0. Scariche elettriche. Blackout. Tesla. Impulsi elettromagnetici. <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gabbia_di_Faraday\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gabbia di Faraday<\/a>. Magnetite. Tutta quella roba l\u00ec, e qualche litigata con lo scienziato di casa (lui guarda estasiato i lampi dal terrazzo, contando i secondi al tuono, io vado a rifugiarmi come un gatto sotto il tavolo, lontano dalle finestre). Continuava a dirmi: &#8220;no, non funziona cos\u00ec, non ha senso, non puoi stravolgere la Fisica!&#8221; Mentre io rispondevo: &#8220;Siamo nel regno del fantasy, io sono l&#8217;autore e faccio quello stracavolo che voglio! Con un minimo di coerenza. Non quella della Fisica, ma la mia.&#8221; <\/em>\ud83d\ude00<em><br \/>\nCos\u00ec \u00e8 saltato fuori l&#8217;uomo-elettrico, il cattivo della storia. Ma le sue ragioni quali sono? Con chi \u00e8 arrabbiato? Perch\u00e9 uccide? Qual \u00e8 il suo scopo? &#8220;Il male non ha sempre uno scopo, talvolta \u00e8 fine a s\u00e9 stesso.&#8221; S\u00ec, vero, ma ho bisogno di qualcosa di pi\u00f9, nelle mie storie.<br \/>\nPoi durante la mia visita all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/amerigo-vespucci-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amerigo Vespucci<\/a> attraccata a Venezia, l&#8217;amica che mi accompagna mi racconta di averla vista, anni addietro, spuntare all&#8217;improvviso in mezzo alla nebbia mentre lei viaggiava in traghetto. Me la sono immaginata ma tre secondi dopo io l&#8217;ho vista ormeggiata davanti la casa di Liam. &#8220;No dai, non lo posso fare, \u00e8 un&#8217;assurdit\u00e0!&#8221;<br \/>\nQuando ho iniziato a scartabellare i vecchi appunti (perch\u00e9 ogni anno scrivo annotazioni anche per i racconti successivi) trovo un articolo che avevo salvato da parte, quello sulla <a href=\"https:\/\/www.genovatoday.it\/social\/caligo-leggenda-anime-morti-mare.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggenda del caligo<\/a>, la nebbia che accompagna le anime verso la pace. Perfetto, ho pensato, su quella nebbia io ci faccio navigare un veliero fantasma!<br \/>\nInfine ho letto un romanzo bellissimo in questi giorni: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/i-still-see-you-daniel-waters\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sei ancora qui. I still see you<\/a> di Daniel Waters. L&#8217;ho scoperto tramite un film straordinario in seconda serata, ma il libro \u00e8 decisamente di pi\u00f9. Ve ne racconter\u00f2 in un prossimo post sul blog, ma intanto posso dirvi che i suoi fantasmi, seppure diversi dai miei, mi hanno ispirato parecchio. &#8220;Non era necessario morire per diventare un fantasma.&#8221; riferito alla madre di Caitlyn \u00e8 preso dalla pagina 118 del romanzo. Anche la frase &#8220;I fantasmi sono la parte peggiore.&#8221; proviene da l\u00ec, a pagina 10. Mentre leggevo, quelle parole mi colpivano ed entravano nella mia storia.<br \/>\nUltima annotazione. Ho cominciato ad abbozzare il racconto mentalmente ai primi di ottobre. L&#8217;ultima settimana ho scritto 16.800 caratteri di sola &#8220;struttura&#8221;, le azioni nelle varie scene tracciate a grandi linee. Poi dal venerd\u00ec pomeriggio senza interruzione fino alla domenica sera (ho chiuso alle 19:20) ho scritto tutto il racconto fino al totale di 61.566 caratteri. E con questo settimo, la serie \u00e8 giunta al totalone di 324.822 caratteri. Un numero che mi fa paura persino dei fantasmi!<br \/>\nAh gi\u00e0, un&#8217;ultima cosa, per le malelingue che sempre me lo chiedono. Oh s\u00ec, questo racconto \u00e8 autobiografico. Le mie particelle in questo momento aleggiano sopra le vostre spalle. So cosa state facendo.<\/em> \ud83d\ude09<\/p>\n<p><em>Volete sapere come continua? Trovate l\u2019indice di tutta la serie qui: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/la-storia-di-liam-e-caitlyn\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La storia di Liam e Caitlyn<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Seether - Roses (Official Audio)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dMCOnc-oYo4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 davvero Halloween se non scrivo un nuovo racconto della mia serie preferita, la storia di Liam e Caitlyn. Sono giunta addirittura al settimo racconto di questa serie, nata praticamente per caso, ascoltando un vecchio album dei Seether, che continuano a ispirarmi nuove vicende per i miei protagonisti. Dove eravamo rimasti? 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