{"id":27296,"date":"2022-07-14T16:45:22","date_gmt":"2022-07-14T14:45:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=27296"},"modified":"2022-07-14T16:42:44","modified_gmt":"2022-07-14T14:42:44","slug":"tutto-sara-perfetto-lorenzo-marone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tutto-sara-perfetto-lorenzo-marone\/","title":{"rendered":"Tutto sar\u00e0 perfetto <br> di Lorenzo Marone"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Ricorda: la vita \u00e8 un chiaroscuro perenne, ma ogni tanto attorno a noi arriva la luce giusta a illuminare le cose e a renderle perfette. Bisogna accorgersene. E&#8217; tutta qui la differenza fra chi campa davvero e chi spreca il suo tempo.<br \/>\nTutto sar\u00e0 perfetto, Lorenzo Marone<\/p><\/blockquote>\n<p>Ve ne avevo parlato proprio nel mio post precedente, quando mi chiedevo <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/come-si-scelgono-i-libri-estivi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>come si scelgono i libri estivi<\/em><\/a>, quelli da mettere nello zaino prima di partire per le ferie. E l&#8217;avevo inserito subito, praticamente appena consegnato dal corriere, tra i libri da leggere in vacanza per semplice e puro divertimento, senza troppi pensieri. Mi aveva colpito quell&#8217;immagine in copertina, quel piccolo obl\u00f2 di qualche nave che mostra il mare profondo l\u00e0 fuori, un gabbiano in volo e un&#8217;isola lontana, presagendo chiss\u00e0 quali avventure. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">A partire dallo stesso titolo, una promessa quasi solenne<\/span><\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Tutto-sar%C3%A0-perfetto-Lorenzo-Marone\/dp\/880789470X\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Tutto sar\u00e0 perfetto<\/em><\/a>\u00a0di Lorenzo Marone ha attirato il mio sguardo e non l&#8217;ha pi\u00f9 lasciato. E bench\u00e9 nello zaino ci fossero pure gli altri libri della mia lista estiva, appena sono arrivata a destinazione, disfate le valigie, ho afferrato questo cartaceo dallo zaino, mi sono sistemata comoda sul terrazzo con vista sul mare e ho attaccato a leggere, senza alcun dubbio di sorta.<\/p>\n<p>Lorenzo Marone, classe 1974 (quasi coetanei e nato il 12 dicembre, pensa un po&#8217;), mi \u00e8 stato nominato pi\u00f9 volte per il suo primo e ben riuscito romanzo <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/tentazione-essere-felici-Lorenzo-Marone\/dp\/8850252463\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La tentazione di essere felici<\/em><\/a>, con il quale ha vinto il Premio Stresa nel 2015. Mi \u00e8 stato consigliato durante <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/audiolibri-audible-jonathan-coe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>la mia esperienza con Audible<\/em><\/a>\u00a0da un lettore stanco, il classico &#8220;non ho tempo per leggere&#8221;, recuperato proprio grazie agli audiolibri. <em>La tentazione di essere felici<\/em> letto da Edoardo Siravo \u00e8 uno dei suoi preferiti, e in effetti l&#8217;anteprima di ascolto \u00e8 coinvolgente, ma io sono ancora qui indecisa se ascoltarlo o leggerlo da me. Perch\u00e9 sento sempre il bisogno di vedere le parole scritte.<br \/>\nAd oggi, Lorenzo Marone ha scritto una decina di romanzi, pubblicati da Longanesi, Feltrinelli e Einaudi, alcuni tradotti in ben 17 paesi. Scrive la rubrica domenicale &#8220;I Granelli&#8221; sul quotidiano La Repubblica di Napoli e collabora con il settimanale culturale &#8220;Tuttolibri&#8221; del giornale La Stampa. Dal 2018 \u00e8 anche direttore artistico della fiera del libro di Napoli &#8220;Ricomincio dai libri&#8221;. Da poco dirige la collana di letteratura italiana di <a href=\"https:\/\/marottaecafiero.it\/content\/10-la-casa-editrice\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Marotta&amp;Cafiero editori<\/em><\/a>, storica casa editrice indipendente del quartiere di Scampia a Napoli. Lorenzo Marone ha anche un suo sito ufficiale, <a href=\"http:\/\/www.lorenzomarone.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>lorenzomarone.net<\/em><\/a>, dove scrive anche le proprie personali riflessioni (in sostanza, il suo blog \ud83d\ude09 ).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ma soprattutto Lorenzo Marone scrive dannatamente bene.<\/span><\/strong><br \/>\nDire che questo romanzo me lo sono goduto fino in fondo \u00e8 riduttivo. E&#8217; stata una lettura sensoriale completa, perch\u00e9 nelle acque di Procida, l\u00ec dove si svolge la narrazione, nei suoi profumi dolci e salmastri, nei suoi colori accesi delle case abbarbicate sulla costa, nell&#8217;infrangersi ritmico delle onde sugli scogli la sera, io ci sono proprio stata. Non ero nell&#8217;isola no, e non l&#8217;ho nemmeno mai visitata in realt\u00e0, non guardavo nemmeno il Tirreno. Mi trovavo invece in Puglia, nella rigogliosa area del Gargano, lo sperone d&#8217;Italia che affaccia sull&#8217;Adriatico, dall&#8217;altra parte degli Appennini. Eppure il mare e le persone che vivono tutto l&#8217;anno con esso erano cos\u00ec simili da confondermi. Le piante di capperi, l&#8217;ibisco e le buganville contornavano anche le mie passeggiate. La fragranza dei limoni, gli alberi carichi di frutti, entrava dalla finestra ogni mattina. Le bitte, i gozzi, i parabordi abbandonati (o recuperati dalle tempeste), i rami contorti finemente levigati dalle acque mi accompagnavano in ogni caletta. La presenza rassicurante di migliaia di ulivi distesi al sole, alcuni dal fusto millenario, fiancheggiava il mio rientro serale.<br \/>\nUn&#8217;esperienza particolare, l&#8217;ambientazione perfetta per leggere il romanzo o il libro giusto per questa mia vacanza. <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/un-sassolino-da-dio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Un sassolino da dio<\/em><\/a>\u00a0perch\u00e9 \u00e8 stato davvero un caso fortuito questo acquisto, il titolo non era nemmeno nella mia lista di acquisti, non ne sapevo proprio nulla. Solo puro istinto quando la copertina mi \u00e8 comparsa davanti, in mezzo a tante altre.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Tutto sar\u00e0 perfetto&#8230; lo \u00e8 stato davvero?<\/span><\/strong><br \/>\nIl romanzo s\u00ec, ve lo dico subito. Mi ha trascinato dentro dalla prima pagina e non mi ha mollato pi\u00f9. Promosso con lode.<br \/>\nLa vacanza no, non \u00e8 stata del tutto perfetta. Ma a pensarci bene, non sono proprio i piccoli imprevisti a rendere uniche le nostre esperienze?<br \/>\nL&#8217;aver dimenticato a casa, sopra il letto, il sacchetto con tutti i calzini per le scarpe da ginnastica. Aver scoperto che le zanzare in ferie non ci vengono, ma ahim\u00e8 esistono i pappataci, silenziosi e invisibili, e quindi pericolosissimi, con tanto di reazione allergica da correre in farmacia. Le scarpette da scoglio poi non ti proteggono dalla ginocchiata improvvisa alla roccia che pochi secondi prima avevi pure salutato. La fotocamera professionale che si pianta nel bel mezzo dell&#8217;escursione in gommone, con un brutto messaggio di &#8220;memoria disponibile esaurita&#8221;. La gattina Calenella che ti ronza intorno mentre prepari la cena, miagolando tutta la Traviata, in attesa di un assaggio. Cenerentola, l&#8217;altra gatta dal manto grigio fumo, che viene ad acciambellarsi vicino alla tua sdraio, distraendoti dalla lettura.<br \/>\nE poi la foto lass\u00f9 in cima, che sulla spiaggia pareva perfetta, e invece tecnicamente non lo \u00e8, ma rimane bella lo stesso.<br \/>\nLa meravigliosa perfezione dell&#8217;imperfezione. \ud83d\ude09<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-27291 size-full\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Corricella_Torra_Murata.jpg\" alt=\"Procida - Corricella e Torre Murata\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Corricella_Torra_Murata.jpg 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Corricella_Torra_Murata-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Corricella_Torra_Murata-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Procida. Veduta del porto di Corricella e sullo sfondo Torre Murata<br \/>\nFoto originale <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Procida-Corricella616.jpg\">&#8220;Procida-Corricella616&#8221;<\/a> di <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Matthias_S%C3%BC%C3%9Fen\">Matthias S\u00fc\u00dfen<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/\" rel=\"license\"><img decoding=\"async\" style=\"border-width: 0;\" src=\"https:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-sa\/3.0\/88x31.png\" alt=\"Creative Commons License\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/\" rel=\"license\">Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License<\/a>.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Tutto sar\u00e0 perfetto<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">se ti dimenticherai le regole<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>1. Non lasciarlo MAI solo!!!<\/em><br \/>\n<em>2. Aiutalo a vestirsi.<\/em><br \/>\n<em>3. Rispetta l&#8217;orario dei farmaci.<\/em><br \/>\n<em>4. Niente intralci per casa, pu\u00f2 inciampare.<\/em><br \/>\n<em>5. Attento alla dieta: no fritti e dolci.<\/em><br \/>\n<em>6. Non chiuderti in bagno.<\/em><br \/>\n<em>7. Non lasciare la mia camera da letto aperta.<\/em><br \/>\n<em>8. Non spegnare la luce del corridoio di notte.<\/em><br \/>\n<em>9. Non fargli fare cose stupide (ti conosco).<\/em><br \/>\n<em>10. Non spostare Augusto dal divano.<\/em><\/p>\n<p>La lettura comincia proprio con questo decalogo e viene da s\u00e9 che all&#8217;ultimo punto ci si chiede chi sia questo Augusto.<br \/>\nIl protagonista Andrea Scotto lo incontriamo subito dopo, voltando pagina, quando ha gi\u00e0 scordato in tasca il foglietto con queste regole scritte dalla sorella Marina. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Andrea \u00e8 un fotografo professionista, il suo successo raggiunto con importanti sfilate di moda, ma la carriera un po&#8217; in declino, come la sua vita sentimentale.<\/span><\/strong> Quarantenne single, ostinatamente immaturo di fronte agli impegni fissi, o forse solo spaventato di poter ripetere gli errori commessi in giovent\u00f9 dai suoi genitori, errori che hanno segnato tristemente la sua infanzia. Per questo, appena il lavoro gliel&#8217;ha permesso, \u00e8 fuggito dalla sua famiglia d&#8217;origine, tenendosene il pi\u00f9 lontano possibile. Ma quando la sorella Marina, sposata con un marito tranquillo, due bambine studiose e un cane pestifero, gli chiede aiuto per occuparsi del padre Libero, comandante di navi a riposo, mentre lei accorre al capezzale del suocero colpito da un ictus, Andrea non pu\u00f2 proprio rifiutarsi. Si tratta solo di un fine settimana, ma due giorni possono essere davvero lunghi e intensi. Soprattutto se c&#8217;\u00e8 di mezzo questo Augusto. \ud83d\ude42<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Augusto, se non si fosse capito, \u00e8 un bassotto di cinque anni viziato e prepotente, re incontrastato della famiglia (che comanda a bacchetta), che si aggira per le stanze con aria di superiorit\u00e0 lanciando occhiate di disprezzo ai malcapitati che hanno la sventura di passargli davanti. Il nome che si porta dietro rispecchia tutta la sua autorit\u00e0 e a volte, per non incorrere in pesanti sanzioni, mi \u00e8 anche capitato di doverlo salutare con un &#8220;Ave, Imperator Augustus&#8221; e un cenno della mano. In realt\u00e0, pi\u00f9 che cattivo \u00e8 proprio pazzo, ha qualche rotella fuori posto, cos\u00ec tempo fa mi venne istintivo chiamarlo Cane pazzo Tannen, il soprannome affibbiato all&#8217;avo Biff Tannen nella trilogia di Ritorno al futuro. Alla fine, Augusto per me \u00e8 diventato semplicemente Tannen.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">L\u00ec per l\u00ec sembra esagerato, ma Augusto davvero \u00e8 un cane difficile<\/span><\/strong>: si arrabbia e morde chiunque azzardi dei movimenti bruschi vicino al suo muso; per dispetto pu\u00f2 decidere di usare il divano di prezioso broccato al posto della lettiera; scava buche in giardino o in spiaggia alla ricerca di qualche animaletto da tormentare, se gli umani scarseggiano; corre impazzito tra stanze e corridoi, colto da improvvisa animosit\u00e0 senza scopo, e ringhia feroce anche mentre dorme beato sulla poltrona. L&#8217;imprevedibilit\u00e0 di Augusto ben si accompagna al carattere spigoloso del vecchio comandante e solo alla fine si comprender\u00e0 quant&#8217;era davvero stretto il loro legame.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Quando siamo tornati nel salone della nave, subito dopo il richiamo del marinaio, abbiamo trovato il ruvido bassotto avvinghiato al trolley della signora seduta al nostro fianco, la quale gridava e tentava di tirare a s\u00e9 il trolley, e pi\u00f9 lei tirava, pi\u00f9 il cane azzannava con le sue fauci, e lei cercava di scappare da un lato e Augusto tirava dall&#8217;altro. Per fortuna pap\u00e0 \u00e8 stato pronto di riflessi e ha cacciato un osso dalla tasca per metterlo sotto il naso del pazzo, il quale ha lasciato do botto il trolley per afferrare l&#8217;inaspettato regalo. [&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Ma che gli \u00e8 preso?&#8221; ho chiesto allora, sudato da far schifo.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Non sopporta i trolley.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;I trolley? E perch\u00e9, che gli hanno fatto?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Ah, non chiederlo a me, ha le sue fissazioni. Non sopporta i trolley, le stampelle e i negri.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;I negri?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Eh, quelli di colore, come li chiami.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Di colore. O neri. Ma che c&#8217;entrano poi, perch\u00e9 non li sopporta?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Non lo so, non ama neanche gli storpi, a dire la verit\u00e0.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Mi sono strizzato le palpebre con l&#8217;indice e il pollice nel tentativo di recuperare un po&#8217; di equilibrio e, quando ho riaperto gli occhi, mi sono accorto che attorno a noi avevamo fatto il vuoto.<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che spaventa davvero Andrea \u00e8 ritrovarsi da solo con il vecchio comandante Libero, affidato da due anni alle cure della sorella Marina, dopo che gli sono state trovate due gravi metastasi senza scampo. Nonostante la malattia, <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Andrea ancora non si risolve a ricucire il complicato rapporto con il padre<\/span><\/strong>, rimasto cos\u00ec a lungo assente durante l&#8217;infanzia dei due figli, in navigazione intorno al mondo, e poi ricomparso all&#8217;improvviso nella loro vita, per crescerli senza davvero conoscerli, nella triste occasione della prematura scomparsa della madre Delphine. La severit\u00e0 e la rigidit\u00e0 del comandante sono sempre state strette alla sensibilit\u00e0 del piccolo Andrea, caratteristiche che aveva ereditato proprio dalla spensierata Delphine, giovane donna belga giunta nell&#8217;isola di Procida esclusivamente per amore.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Ha di nuovo le mani intrecciate dietro la schiena e le sue pupille, ora che \u00e8 a un passo da me, sembrano prive di vita, senza alcun luccichio. E allora mi balza davanti agli occhi la scena di quando ero adolescente e mi veniva incontro nella stessa posa di adesso, con il medesimo sguardo, nelle notti estive in cui tornavo sempre troppo tardi per i suoi gusti. All&#8217;epoca la statura era imponente, il petto all&#8217;infuori e le braccia che sembravano pale meccaniche. Ora, dell&#8217;uomo che mi incuteva timore \u00e8 rimasto ben poco: la schiena \u00e8 curva e le braccia, mingherline e flaccide, sembrano non avere un posto nello spazio. Solo lo sguardo, dicevo, \u00e8 quello di allora, e quasi mi procura lo stesso tremolio alle gambe, il ricordo della paura nel doverlo fronteggiare, quella paura che cercavo di tenere a bada con la rabbia, aggredendolo, per non mostrarmi indifeso. Odiavo il suo sguardo indagatore che, a pensarci adesso, forse pi\u00f9 che altro era un impasto di rimbrotto e ammirazione per quel figlio che non voleva e non sapeva sottostare a nessuna imposizione. Mi ammiravi, p\u00e0? Nonostante la tua indolenza nei nostri confronti, la severit\u00e0, il tuo essere sempre altrove, eri fiero di me, \u00e8 cos\u00ec? Me ne accorgo oggi per la prima volta, nel ritrovarmi addosso lo stesso sguardo di allora.<\/em><\/p>\n<p>Si sentivano soli, in quell&#8217;isola schiaffeggiata dal vento in inverno e colpita dal sole accecante dell&#8217;estate, Delphine, Andrea e Marina. Abbandonati in un luogo dove certe convenzioni stavano anche troppo strette e dove le donne possono solo stare in attesa che gli uomini ritornino dal mare. Ma quando il comandante sbarcava finalmente sul molo, la felicit\u00e0 durava appena un giorno. Poi cominciavano i litigi, le insofferenze, le tensioni, le critiche e i giudizi. E Andrea vede sempre pi\u00f9 la sua infanzia scomparire all&#8217;orizzonte, dovendo occuparsi seriamente della madre malata e della sorellina pi\u00f9 piccola.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>&#8220;Aspettavo quell&#8217;ora per la nuotata con te, l&#8217;unico momento davvero piacevole della giornata,&#8221; prosegue infatti dopo un po&#8217;. Quindi attende che posi lo sguardo su di lui per aggiungere: &#8220;Non fare quella faccia. Sei un uomo ormai, e puoi ascoltare le verit\u00e0 del tuo vecchio. Ho combattuto tutta la vita con una specie di demone che avevo nel petto, una forza che non riuscivo a contenere e che mi riportava ogni volta lontano da voi. Il fatto \u00e8 che quando ero in mare non vedevo l&#8217;ora di tornare qui, e quando ero qui non vedevo l&#8217;ora di tornare in mare.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La presenza-assenza della madre, la malinconia che si accompagna alla sua figura, di contrappeso con la rabbia feroce verso il padre, si svelano piano piano, con i ricordi che si affacciano alla mente di Andrea, soprattutto quando cede alle insistenze del vecchio comandante e decide di <strong><span style=\"color: #0000ff;\">accompagnarlo un&#8217;ultima volta nella loro isola, l&#8217;incantevole Procida.<\/span><\/strong> Dai quei luoghi Andrea manca addirittura da trent&#8217;anni, da quel tragico giorno in cui la madre Delphine non si risvegli\u00f2 pi\u00f9. La memoria si innesca gi\u00e0 all&#8217;arrivo al molo, quella stessa banchina dove loro tre, la giovane mamma e i suoi due bambini, attendevano il ritorno del marito imbarcato per mare da mesi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Non amava le foto in posa, mamma, diceva che si sentiva scrutata dall&#8217;obiettivo e diventava falsa.[&#8230;] Mia madre in questa vecchia e brutta fotografia non c&#8217;\u00e8, lei \u00e8 dietro quel sorriso bugiardo. La sua vera essenza \u00e8 in tutto ci\u00f2 che il mio obiettivo di allora non ha saputo prendersi: nelle sue mani sudaticce, nella schiena curva, nelle ginocchia sbucciate di un&#8217;estate trascorsa da sola con i due figli. E&#8217; nelle spalle quasi mai toccate dal sole che portavano Marina in giro, come se fossero quelle ben pi\u00f9 muscolose del marito. E&#8217; negli sguardi curiosi che ogni tanto scambiava con gli uomini gi\u00f9 al porto e che fingevo di non vedere e quasi mi convincevo non fossero mai fioriti.<\/em><br \/>\n<em>Era nella sua imperfezione, nella sua debolezza, nei suoi peccati, tutta la bellezza di Delphine.<\/em><\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Fuggire dalla vita con una domanda:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">In che senso?<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>&#8220;Andrea, sii sincero, quante volte nella vita ti ho chiesto qualcosa?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;In che senso?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Stavolta \u00e8 lui a sospirare. &#8220;Ancora con la solita domanda? Ma \u00e8 una fissazione!&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Da quando mi sono comparsi i primi brufoli sul viso ho iniziato a rispondere alle domande con queste tre paroline; un modo per prendere tempo, o anche per non rispondere. E gli altri perdono subito la pazienza. La sera che Sara mi propose di acquistare una casa insieme (s\u00ec, mio padre ci ha azzeccato) risposi proprio cos\u00ec, &#8220;in che senso?&#8221;, e lei corse a chiudersi in bagno. &#8220;Ho solo fatto una domanda,&#8221; cercai di giustificarmi da dietro la porta, ma non m apr\u00ec e non mi rivolse la parola per due giorni.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;ho contata almeno otto volte questa domanda all&#8217;interno del testo, e ammetto che potrebbe anche essermene sfuggita qualcun&#8217;altra. \ud83d\ude00<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">E&#8217; uno schema automatico di Andrea, la sua difesa istintiva verso le domande scomode<\/span><\/strong>, quelle a cui non sa o non vuole rispondere, o per darsi il tempo sufficiente di riflettere, finch\u00e9 l&#8217;interlocutore spiega meglio la sua richiesta. E tutti ogni volta sottolineano questa sua fissazione.<br \/>\nPerch\u00e9 Andrea Scotto \u00e8 uno che sta fuggendo dalla vita, dalle responsabilit\u00e0, dal confronto. Forse ancora le ferite non sono rinsaldate. Persino Gina, l&#8217;infermiera di origini rumene che si occupa del padre malato, lo mette in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>&#8220;Sono sceso cinque minuti, solo cinque minuti.&#8221; E apro la mano a ventaglio.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Lei non scendere, lei meglio aspettare me.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Sbuffo per l&#8217;ennesima volta e sto per rientrare in casa, ma Gina non ha finito. &#8220;E&#8217; la prima volta, vero?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;In che senso?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Che rimane solo con lui. Io mai visto lei. Lei non venire qui.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Io venire, ma &#8216;lei&#8217; non c&#8217;\u00e8,&#8221; ribatto acido, e le punto contro il dito incerottato.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Mmm, secondo me lei figlio no buono. Non ha moglie?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Ma tu guarda questo hobbit che starebbe bene in un romanzo di Tolkien quanta confidenza si prende! Socchiudo gli occhi per recuperare la calma e rispondo: &#8220;Gina, lei \u00e8 infermiera, giusto?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;S\u00ec, certo, infermiera.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Ecco, brava. Allora faccia l&#8217;infermiera.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 nemmeno finita qua la discussione con la cara Gina, ma non voglio svelarvi troppo. Ho visto il suo cipiglio e sono scoppiata a ridere! \ud83d\ude09<br \/>\nE&#8217; cos\u00ec impreparato e poco attento Andrea che, nel giro di poche pagine, riesce a farsi mordere dal cane, frantumare uno specchio, rovesciare a terra i vestiti del cognato, rovinare il divano di broccato e dimenticare pure il materasso sul terrazzino fuori al temporale. Non ha mai seguito le regole, al contrario della sorella Marina che invece bisogno proprio di regole ferree per trattenere la sua ansia di controllo, per sentirsi al riparo dall&#8217;imprevedibilit\u00e0 della vita, di cui hanno entrambi gi\u00e0 sofferto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Non amo restarmene a letto a guardare il soffitto e la sera non spengo la luce sul comodino se non quando sono sull&#8217;orlo del sonno. E&#8217; che il materasso mette a dura prova l&#8217;abilit\u00e0 sviluppata negli anni con grande sacrificio e lavoro: parlo del rimuovere con certosina pazienza ogni pensiero negativo, preoccupazione o dubbio. C&#8217;\u00e8 chi tenta la strada della PNL, chi va in terapia, chi diventa dipendente da droghe pesanti, alcol o altre persone. Io, invece, non ho bisogno di nulla di tutto ci\u00f2 per rimuovere dal cervello quei brutti ragnetti che ogni tanto ci si annidano, mi bastano un po&#8217; di fumo, una semplice birra e una buona compagnia. Sano e, soprattutto, economico.<\/em><br \/>\n<em>In questo momento, per\u00f2, non ho uno spinello, n\u00e9 birre, e per quel che riguarda la compagnia, dispongo solo di un cane incazzoso e prepotente che di certo non aiuta a scacciare un bel nulla. Insomma, devo alzarmi prima di essere avviluppato dalla tela dei ragnetti che portano i brutti pensieri.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>&#8220;Non ti preoccupare,&#8221; sento ripetere pap\u00e0 al telefono, e nel frattempo rimugino sul fatto che la storia delle radici ci fotte da sempre. S\u00ec, abbiamo le nostre radici, \u00e8 vero, e s\u00ec, sono una parte importante di noi perch\u00e9, come dice il comandante, spesso ci riportano a casa, il luogo dell&#8217;accoglienza e degli affetti. Il problema \u00e8 che per alcuni le radici diventano catene, qualcosa alla quale si resta aggrappati con tutta la forza per paura, come l&#8217;erbaccia che mamma mi diceva sempre di sradicare dal vaso in giardino, che non si strappava nemmeno a tirarla con due mani e alla fine venne via con tutta la terra appresso.<\/em><br \/>\n<em>Ecco, quello che vorrei dire a mio padre &#8211; se non fosse impelagato a infilare una serie di no a catena alla mia sorellina, che tutto crede di poter controllare e invece nulla controlla &#8211; \u00e8 che per non vivere in eterno nella paura bisogna saper strappare i cespi prima che tutto venga via insieme con te. Altrimenti, quando poi un giorno torni, il vaso lo trovi vuoto.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27292 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Faraglioni_Ciraccio.jpg\" alt=\"Procida - Faraglioni a Ciraccio\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Faraglioni_Ciraccio.jpg 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Faraglioni_Ciraccio-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Faraglioni_Ciraccio-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Procida. Spiaggia di Ciraccio con i suoi faraglioni<br \/>\nFoto originale <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Procida_-_Faraglioni_die_Procida693.jpg\">Procida &#8211; Faraglioni die Procida693<\/a> di <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Matthias_S%C3%BC%C3%9Fen\">Matthias S\u00fc\u00dfen<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/\" rel=\"license\"><img decoding=\"async\" style=\"border-width: 0;\" src=\"https:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-sa\/3.0\/88x31.png\" alt=\"Creative Commons License\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/\" rel=\"license\">Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License<\/a>.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">La bellezza di Procida<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">e del primo amore ritrovato<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>La nostra casa \u00e8 spiaggiata &#8211; \u00e8 proprio il caso di dirlo &#8211; a Ciraccio, una lunga insenatura sabbiosa a ridosso dell&#8217;isolotto di Vivara, nella parte dell&#8217;isola che guarda Ischia e volge le spalle a Napoli e a Monte di Procida.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Procida in questo periodo \u00e8 come una donna che si fa bella, come mia madre che si truccava solo un po&#8217; le palpebre di turchese e si spruzzava una leggera nuvola di profumo (che lui le portava da paesi lontani) sul collo affusolato per andare ad accogliere il marito sul molo. E&#8217; un miscuglio di fragranze quello che mi porta sotto il naso il mare blu che luccica poco pi\u00f9 in l\u00e0, sono i miei odori, che hai voglia a ricoprire con un chilo di sabbia, al primo sbuffo caldo tornano comunque a farsi sentire.<\/em><br \/>\n<em>Cos\u00ec, in questa brezza che sa di limoni maturi, di frittura che si spande dalle terrazze dei ristoranti che digradano sul mare, di gelsi, corbezzoli, ginestre, fichidindia aggrappati alla falesia a strapiombo sulla spiaggia, di olive verdi e corpose che diventeranno olio pastoso, di caprifoglio e passiflora, di capperi ed euforbia, di ghiaia vulcanica e ibisco, io riesco a tirare fuori solo un profumo che con l&#8217;isola c&#8217;entra fino a un certo punto [&#8230;] L&#8217;odore di mia madre.<\/em><\/p>\n<p>La co-protagonista di questo romanzo \u00e8 senza dubbio lei, la bellissima isola di Procida, incastonata tra il Golfo di Napoli e la pi\u00f9 conosciuta isola di Ischia. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">E nella memoria di Andrea l&#8217;isola \u00e8 il luogo materno per eccellenza,<\/span><\/strong> avendola lasciata per la terraferma proprio dopo la scomparsa di sua madre Delphine. Tornare all&#8217;isola significa non solo tornare a casa, ma anche affrontare nuovamente il ricordo doloroso di sua madre.<br \/>\nNon conoscevo molto quest&#8217;isola, l&#8217;ho sentita nominare come meta turistica, ma non mi \u00e8 mai capitato di leggere delle sue spiagge, dei suoi faraglioni, del vicino isolotto di Vivara (ora collegato all&#8217;isola grande da un ponte calpestabile), dello splendido borghetto colorato di Corricella, della fortezza medioevale di Torre Murata. E&#8217; stata una bella scoperta ritrovare i luoghi della storia nelle immagini in rete.<\/p>\n<p>Tra l&#8217;altro <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Procida \u00e8 proprio capitale italiana della cultura per l&#8217;anno 2022<\/span><\/strong>, quindi la lettura \u00e8 stata quanto mai propizia (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.visitprocida.com\/procida-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>VisitProcida.com<\/em><\/a> )<br \/>\nMi \u00e8 venuta proprio voglia di visitarla e chiss\u00e0 che non riesca, forse in autunno o la prossima estate, a prendere quel traghetto da Napoli. Se volete scoprire meglio i suoi panorami, c&#8217;\u00e8 un bellissimo sito dedicato: <a href=\"https:\/\/www.procida.it\/versione-italiana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>procida.it<\/em><\/a><br \/>\nQui potete osservare i luoghi principali, le varie spiagge che la contornano, attrezzate o selvagge, anche i film e i libri in cui Procida compare, a partire dalla famosa pellicola <a href=\"https:\/\/www.procida.it\/versione-italiana\/film-e-libri\/il-postino\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il postino<\/em><\/a>\u00a0con Massimo Troisi e con il romanzo <a href=\"https:\/\/www.procida.it\/versione-italiana\/film-e-libri\/lisola-di-arturo_1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>L&#8217;isola di Arturo<\/em><\/a>\u00a0di Elsa Morante, vincitore del Premio Strega nel 1957.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Il taxi ci lascia in piazza dei Martiri, nel cuore di Procida, dove la strada si apre in uno dei pi\u00f9 suggestivi slarghi d&#8217;Italia, cinto da un muretto basso affacciato sul mare e su quel che resta dell&#8217;isola, che sembra rotolare a valle insieme alle sue case color pastello. La chiesa della Madonna delle Grazie \u00e8 proprio qui, uno spuntone di roccia dal quale si pu\u00f2 ammirare il porto della Corricella con le sue case arroccate come nei presepi, una sull&#8217;altra, l&#8217;azzurro sul rosa, il bianco sul verde e il rosso sul giallo, a mescolarsi come la natura al tramonto.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27290 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_case_Corricella.jpg\" alt=\"Procida - Le case colorate di Corricella\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_case_Corricella.jpg 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_case_Corricella-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_case_Corricella-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Procida. Le case colorate di Corricella e il santuario della Madonna delle Grazie<br \/>\nFoto originale <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Procida-Corricella01.jpg\">Procida-Corricella01<\/a> di <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Matthias_S%C3%BC%C3%9Fen\">Matthias S\u00fc\u00dfen<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/\" rel=\"license\"><img decoding=\"async\" style=\"border-width: 0;\" src=\"https:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-sa\/3.0\/88x31.png\" alt=\"Creative Commons License\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/\" rel=\"license\">Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License<\/a>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ritornare all&#8217;isola per\u00f2 significa anche ritornare al primo amore,<\/span><\/strong> a quella sirena che per prima strapp\u00f2 un bacio al tredicenne Andrea.<br \/>\nQuel che si nota nel romanzo, \u00e8 che i nomi delle donne principali riportano sempre al mare: Delphine, la madre di origine belga, Marina, la sorella pi\u00f9 piccola, Azzurra, la ragazzina presa sotto la protezione del vecchio comandante alla scomparsa di un caro compagno di mare, e Ondina, l&#8217;amichetta vicina di casa ai tempi dell&#8217;infanzia sull&#8217;isola.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>[&#8230;] si chiamava Ondina, aveva la mia et\u00e0, forse un anno di meno, e non si portava dietro i colori del mare, ma occhi neri e tenebrosi e pelle scura come la sabbia di Ciraccio, capelli bruni tagliati sempre corti e labbra carnose.[&#8230;] Si muoveva con estrema lentezza, sgraziata, come se fosse appesantita da una zavorra, e il suo sguardo sembrava non essere attratto da nulla in particolare. Mamma mi aveva spiegato che aveva una gamba pi\u00f9 lunga dell&#8217;altra, si chiama eterometria, o qualcosa del genere, nulla di grave.<\/em><br \/>\n<em>[&#8230;] Sott&#8217;acqua invece tutto sembrava diverso, lei sembrava diversa, i suoi movimenti risultavano veloci, sinuosi, come se stesse danzando fra le onde del Tirreno, lei che sulla terra di danzare proprio non sembrava capace. D&#8217;improvviso il suo corpo aveva virato veloce, si era ripiegato per prendere la spinta, poi Ondina era volata verso il fondale e io ero rimasto a met\u00e0 strada, con i polmoni secchi e lo sguardo accigliato, a domandarmi che cosa avesse mai potuto vedere da l\u00ec e quale misteriosa forza la spingesse ancora pi\u00f9 gi\u00f9. Quando era risalita con il polpo avviluppato al braccio, avevo capito che lei era una sirena e quel mondo era il suo mondo, i pesci erano suoi amici, l&#8217;acqua era la sua casa, e Poseidone suo padre. Avevo capito che lei era la figlia di un&#8217;isola che da sempre lega gli uomini al mare come la vita lega il feto alla madre. Molto pi\u00f9 figlia di me.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ed \u00e8 proprio Ondina ad essersi tenuta per tutto questo tempo il cuore di Andrea.<\/span><\/strong> Lo capir\u00e0 solamente quando, appena rientrati nella vecchia casa di Procida, scorger\u00e0 un&#8217;avvenente vicina che sta stendendo il costume ad asciugare nel giardino di fianco. Quando il padre Libero gli sveler\u00e0 che quella ragazza dalla pelle scura e dai lunghi capelli corvini \u00e8 proprio Ondina, ritornata da tre anni a vivere proprio l\u00ec nell&#8217;isola, Andrea quasi stramazzer\u00e0 a terra per l&#8217;emozione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>&#8220;Mamma mia, che bello che sei!&#8221; \u00e8 la seconda cosa che dice. &#8220;Ti sei fatto ancora pi\u00f9 sexy. Un tempo avevi quel visino troppo pulito.&#8221; E mi stringe.<\/em><br \/>\n<em>Negli ultimi anni ho avuto molte donne, di alcune mi sono innamorato, di altre non ricordo neanche il volto. Nessuna, per\u00f2, mi ha mai provocato un simile sconquasso quando mi ha preso fra le braccia. Ho le mani sudate e mi sembra di aver smarrito la mia solita verve, come se fossi di nuovo il bambino impacciato che si nutriva del suo sguardo sicuro.<\/em><br \/>\n<em>[&#8230;] E&#8217; una forza strana l&#8217;amore spezzato, si infila sottopelle e a volte non se ne va pi\u00f9, si incista e diventa parte di te, e tu lo porti in giro, a vivere, a fare altre cose, a perdere tempo, persino a divertirti, senza sapere che lui \u00e8 l\u00ec, e non scomparir\u00e0 senza il tuo intervento. Ondina sta qui a ricordarmi che tutte le frasi di circostanza sugli amori adolescenziali sono fesserie, perch\u00e9, sar\u00e0 banale, per\u00f2 l&#8217;amore \u00e8 amore, pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno maturo, come un frutto, ma c&#8217;\u00e8, \u00e8 l\u00ec, e con le cose che ci sono e ingombrano hai voglia a dire, loro continuano a esserci.<\/em><\/p>\n<p>La silenziosa Ondina \u00e8 proprio cambiata, non solo \u00e8 diventata pi\u00f9 aperta, fin troppo esplicita nei suoi pensieri, ma ci sono state altre esperienze, altri amori, molta vita in quasi trent&#8217;anni che non si vedevano. Il lettore un po&#8217; lo intuisce, nei suoi gesti e nelle sue azioni, fin quando la stessa Ondina non lo rivela apertamente ad Andrea. L\u00ec ci sono rimasta male, cosa vuoi, cerco sempre il lieto fine con una sfumatura di rosa. \ud83d\ude42<br \/>\nLa sorpresa per\u00f2 \u00e8 davvero nelle ultimissime pagine, una standing ovation per lo scrittore Lorenzo Marone che <strong><span style=\"color: #0000ff;\">all&#8217;ultimo metro mi ha davvero regalato un bellissimo finale<\/span><\/strong>, da star l\u00ec pure a fare i conti dei mesi passati, per l&#8217;esattezza cinque mesi dal titolo del capitolo, e capire che gi\u00e0, era proprio quella notte l\u00e0, in mezzo alla mangianza&#8230; Non vi svelo di pi\u00f9. Chi legger\u00e0, capir\u00e0 al volo. Forse vi scapper\u00e0 una lacrimuccia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27293 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Marina_Chiaiolella.jpg\" alt=\"Procida - Marina Chiaiolella\" width=\"800\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Marina_Chiaiolella.jpg 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Marina_Chiaiolella-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Marina_Chiaiolella-768x514.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Procida. Marina di Chiaiolella<br \/>\nFoto originale <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Marina_di_Chiaiolella_1.JPG\">Marina di Chiaiolella 1<\/a> di <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Mentnafunangann\">Mentnafunangann<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/\" rel=\"license\"><img decoding=\"async\" style=\"border-width: 0;\" src=\"https:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-sa\/4.0\/88x31.png\" alt=\"Creative Commons License\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/\" rel=\"license\">Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License<\/a>.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Vi piacciono le tartarughe?<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>&#8220;Dai, torniamo a casa, \u00e8 umido e sono stanca. La tartaruga non arriver\u00e0. E poi, se vuoi proprio saperlo, le tartarughe non mi piacciono.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Le andai dietro titubante. &#8220;Non ti piacciono?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;No,&#8221; rispose schiaffeggiandosi via la sabbia dal sedere.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Sono fra gli animali pi\u00f9 antichi della terra.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>E allora?, sembrava dire il suo sguardo. Poi trov\u00f2 le parole: &#8220;Sai perch\u00e9 non mi piacciono? Ne parlai un giorno con mio nonno, mi disse che secondo lui erano esseri codardi. Milioni di anni fa sono state brave a costruirsi la corazza che si portano appresso e che le ha salvate dai predatori, solo che con il tempo il guscio che le riparava \u00e8 diventato la loro prigione; gli altri animali hanno continuato a evolversi, a cambiare, loro invece sono rimaste cos\u00ec, non sono pi\u00f9 progredite. Perci\u00f2 stanno diminuendo e forse un giorno spariranno, perch\u00e9 non hanno saputo cambiare, non hanno trovato la forza di separarsi dal guscio. Di allontanarsi da casa.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Nemmeno a me piacciono le tartarughe, anche se non ne ho ben compreso il motivo. La loro espressione corrucciata non mi risulta simpatica, sono eccessivamente lente nei movimenti per i miei gusti, non sembrano molto propense a giocare in compagnia. Ma quando ho letto questa parte, dove Ondina spiega la sua motivazione, l&#8217;ho sentita mia. La corazza che protegge te tiene anche lontano gli altri, e ti blocca.<br \/>\nCi sono altri interessanti spunti di riflessione come questo, all&#8217;interno del romanzo (come le balene che dormono in piedi, non lo sapevate?! \ud83d\ude00 ), ma lascer\u00f2 che li scopriate da soli.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">E&#8217; un libro che si legge tutto d&#8217;un fiato<\/span><\/strong>, ben scritto e ben congegnato nella sua struttura. Tanto che <strong><span style=\"color: #0000ff;\">non mi sono quasi accorta del cambio di tempo verbale!<\/span><\/strong> Non sto parlando dei flashback sull&#8217;infanzia del protagonista, evidenziati dal diverso font utilizzato per la stampa, e nemmeno dei piccoli Collage (il titolo \u00e8 proprio questo), delle parti oniriche, forse prese dai sogni di Andrea o forse quei piccoli ragnetti della mente che teme cos\u00ec tanto, anche questi staccati dalla trama con capitoli a s\u00e9 stanti e il carattere corsivo. Ma proprio a pagina 75, nel bel mezzo della traversata in traghetto da Napoli verso l&#8217;isola di Procida, si passa dalla narrazione al presente (&#8220;Mi alzo di scatto, pap\u00e0 posa il cane sulla poltrona&#8230;&#8221;) al passato prossimo, nel paragrafo immediatamente successivo, ma pur sempre all&#8217;interno della stessa scena (&#8220;Quando siamo tornati nel salone della nave, subito dopo il richiamo del marinaio, abbiamo trovato il ruvido bassotto&#8230;&#8221;) e prosegue per le successive sei pagine. Dopo un breve flashback sulla storia d&#8217;amore dei due genitori, quindi ovviamente usando il passato remoto e il trapassato prossimo, ecco che a pagina 84 si ritorna alla contemporaneit\u00e0 della storia con l&#8217;indicativo presente. Me ne sono accorta solo alla rilettura, perch\u00e9 avendo sospeso la prima volta proprio in quel punto, tra una spiaggia e l&#8217;altra della Puglia, non ci avevo fatto caso. Forse una svista dell&#8217;editor? Chiss\u00e0.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Quel che mi \u00e8 piaciuto \u00e8 come la storia si svela a poco a poco<\/span><\/strong>, come i personaggi si mostrano un pezzo per volta, come i vari ricordi del protagonista spiegano tutto il passato che si porta dietro. Le immagini di infinita dolcezza che si intervallano con i fatti pi\u00f9 crudi della vita. Continui a leggere e girare le pagine per scoprire i misteri di questa famiglia disastrata, fotografia dopo fotografia, uno scatto dopo l&#8217;altro, tra colori accesi e ritratti in seppia sbiaditi, le ombre che evidenziano la luce.<\/p>\n<blockquote><p>Forse, per una volta aveva davvero ragione il comandante, rifletto prima di scattare: la vita \u00e8 fatta di attimi di perfezione nei quali arriva la giusta luce e tutto ci appare come deve essere, e forse il segreto non \u00e8 cercare di prolungare questi attimi, di fermarli a ogni costo, che nulla pu\u00f2 essere fermato, ma accontentarsi di godere del bello, di scorgerlo. Forse si tratta solo di trovare il coraggio di non trattenere ci\u00f2 che amiamo, chi amiamo, di lasciar sparire la terra all&#8217;orizzonte, confidando che tanto al prossimo battere di ciglia ci sar\u00e0 un nuovo piccolo brillio a rendere, seppure per un istante, tutto perfetto.<br \/>\nTutto sar\u00e0 perfetto, Lorenzo Marone<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27294 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Marina_Grande.jpg\" alt=\"Procida - Marina Grande\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Marina_Grande.jpg 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Marina_Grande-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Procida_Marina_Grande-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Procida. Porto di Marina Grande<br \/>\nFoto originale <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Procida531.jpg\">Procida531<\/a> di <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Matthias_S%C3%BC%C3%9Fen\">Matthias S\u00fc\u00dfen<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/\" rel=\"license\"><img decoding=\"async\" style=\"border-width: 0;\" src=\"https:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-sa\/3.0\/88x31.png\" alt=\"Creative Commons License\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/\" rel=\"license\">Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricorda: la vita \u00e8 un chiaroscuro perenne, ma ogni tanto attorno a noi arriva la luce giusta a illuminare le cose e a renderle perfette. Bisogna accorgersene. E&#8217; tutta qui la differenza fra chi campa davvero e chi spreca il suo tempo. 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