{"id":27148,"date":"2022-06-10T06:00:25","date_gmt":"2022-06-10T04:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=27148"},"modified":"2022-06-09T23:04:34","modified_gmt":"2022-06-09T21:04:34","slug":"editare-ridurre-un-testo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/editare-ridurre-un-testo\/","title":{"rendered":"Come editare e ridurre un testo del 40%"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>The secret is in the line. Il segreto \u00e8 nella linea.<br \/>\nOn writing. Sulla scrittura di Charles Bukowski<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Charles Bukowski mi perseguita gi\u00e0 da un po&#8217;<\/strong><\/span>, nonostante io non abbia ancora letto nulla di questo scrittore (per\u00f2 ho in arrivo una spedizione di libri con dentro <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Compagno-sbronze-Charles-Bukowski\/dp\/8807881381\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Compagno di sbronze<\/em><\/a>, una raccolta di racconti anticonformisti, selvaggi e provocatori, ritenuta una delle sue migliori opere). E&#8217; proprio questa frase a perseguitarmi: Il segreto (di una buona scrittura, si intende) \u00e8 nella linea. In ogni singola, maledetta linea. Anche la pi\u00f9 banale. Una linea alla volta.<\/p>\n<p>Questa frase \u00e8 contenuta in un saggio, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Writing-Charles-Bukowski\/dp\/0062417401\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>On Writing<\/em><\/a>, dove l&#8217;editor Abel Debritto ha selezionato vari testi inediti di Charles \u00abHank\u00bb Bukowski, dalla sua corrispondenza privata, completa di schizzi e disegni scarabocchiati quale corollario alle sue geniali e controverse idee. In Italia \u00e8 stato tradotto e pubblicato da Guanda in occasione del centenario della nascita dello scrittore americano, con il titolo <a href=\"https:\/\/www.guanda.it\/libri\/charles-bukowski-sulla-scrittura-9788823514973\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sulla scrittura<\/em><\/a>. Non \u00e8 un manuale di scrittura creativa, nonostante il titolo in comune con un altro famoso saggio pi\u00f9 adatto allo scopo, <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/on-writing-stephen-king\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>On Writing di Stephen King<\/em><\/a>. Sono i pensieri e le riflessioni di Bukowski sulla sua vita con la scrittura, cosa significava per lui mettersi alla macchina da scrivere, bevendo e fumando, lasciarsi possedere dalle parole per ore e ore, scrivere e riscrivere la medesima linea, pigiando ossessivamente sugli stessi tasti (non c&#8217;era ancora l&#8217;uso del computer, anzi! Bukowski stesso ha stimato di aver perso centinaia di scritti per aver spedito gli originali battuti a macchina agli editori, niente copie carbone, che poi non restituivano nemmeno il lavoro rifiutato!) E ci sono momenti di saggezza come questi:<\/p>\n<p><em>&#8220;Non riesco a capire nessuno scrittore che smette di scrivere. \u00c8 come se ti strappassi il cuore dal petto per scaricarlo nel cesso con gli stronzi. Scriver\u00f2 fino al mio ultimo dannato respiro, fregandomene se qualcuno pensa che sia bello o brutto. La fine come il principio. Era scritto che fosse cos\u00ec. \u00c8 semplice e profondo. Adesso la smetto di scrivere di questo, cos\u00ec posso scrivere di altro.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Quando tutto funziona a meraviglia non \u00e8 perch\u00e9 tu hai scelto di scrivere ma perch\u00e9 la scrittura ha scelto te. \u00c8 quando impazzisci per scrivere, \u00e8 quando ti riempie le orecchie, le narici, e te la ritrovi sotto le unghie. \u00c8 quando non c&#8217;\u00e8 speranza se non la scrittura.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ma torniamo a quel suo segreto nella linea. Quella citazione l&#8217;ho incrociata spesso in chi si occupa di content marketing e copywriting, non ultimo Robert Bruce, autore su copyblogger.com dell&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/copyblogger.com\/bukowski-immortal-writing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Charles Bukowski&#8217;s &#8220;Secret&#8221; of Good Writing<\/em><\/a> (trad. Il segreto di Charles Bukowski sulla Buona Scrittura). In effetti, se devi scrivere un testo corto (poich\u00e9 l&#8217;attenzione del consumatore \u00e8 breve) ma che sia d&#8217;impatto, tale da catturare l&#8217;attenzione sul prodotto, devi proprio concentrarti su una singola linea.<br \/>\nMentre <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Charles_Bukowski\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Charles Bukowski<\/em><\/a>\u00a0era prima di tutto un poeta: in cinquant&#8217;anni di scrittura, ha scritto solo sei romanzi, centinaia di racconti ma migliaia di poesie (e non pensiamo a quelle perdute dagli editori che l&#8217;hanno rifiutato!), per un totale di oltre sessanta libri. Quando si scrive una poesia, non c&#8217;\u00e8 nessun dubbio che il segreto sia su ogni singolo verso! Ma Bukowski \u00e8 diventato un&#8217;icona della letteratura americana perch\u00e9 questa sua filosofia sulla scrittura l&#8217;ha applicata a qualsiasi testo, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">nelle poesie, nei racconti e nei romanzi da sessantamila parole: l&#8217;attenzione per ogni singola linea.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Quando mi hanno chiesto di ridurre, per esigenze di pubblicazione, una storia da 17 mila battute a sole 10 mila battute&#8230; volevo spararmi.<br \/>\nUna storia breve, di per s\u00e9, \u00e8 gi\u00e0 un condensato. Il suo testo \u00e8 proprio l&#8217;essenziale di quello che vuoi raccontare. Se volessi &#8220;allungare il brodo&#8221;, allora diventerebbe pi\u00f9 facilmente un romanzo. Ma ci sono storie che nascono per essere brevi, altre pure brevissime, altre ancora stanno cos\u00ec strette in un romanzo da dover pure diventare una trilogia, se non addirittura una serie completa. Dipende dalla storia, \u00e8 lei che comanda.<\/p>\n<p>Nel mio caso poi si trattava di una storia vera (eh gi\u00e0, <em>save the date<\/em>, segnatevi la data al calendario: ci vediamo in edicola su <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tag\/storie-vere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Confidenze<\/em><\/a> il prossimo marted\u00ec 14 giugno! \ud83d\ude09 ), quindi devo fare i conti con una protagonista in carne ed ossa. Quelle 7 mila battute in pi\u00f9 sono la sua voce, come fare a tagliarle, ridurle, comprimerle ulteriormente, senza devastare il significato stesso della storia (e non offendere la protagonista, che potrebbe aspettarmi fuori dalla porta di casa)? Qualcosina si pu\u00f2 sempre sfrondare, togli qualche aggettivo, semplifica le frasi, ma si trattava di <strong><span style=\"color: #ff0000;\">ridurre un testo del 40%, quasi la sua met\u00e0,<\/span><\/strong> tenendo saldo il cuore stesso del racconto. Come diavolo pensi di riuscirci?!<br \/>\nLa risposta ha continuato a ronzarmi in testa per giorni, quasi come una sfida. Maledetto Bukowski.<br \/>\nIl segreto \u00e8 nella linea. Una stramaledetta linea alla volta&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Diversi tipi di editing<\/span><\/h2>\n<p>Avevo letto tempo fa un articolo interessante su Medium di Sam Holstein sull&#8217;editing in 5 semplici mosse, focalizzato per\u00f2 sulla scrittura non narrativa: <a href=\"https:\/\/medium.com\/better-humans\/the-5-step-guide-to-editing-your-own-nonfiction-writing-d6f0e1a1c114\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The 5-Step Guide to Editing Your Own Nonfiction Writing<\/em><\/a>\u00a0(trad. La guida in 5 passaggi per modificare la propria scrittura di saggistica). Modificare la propria scrittura \u00e8 davvero complicato, perch\u00e9 in quanto autori non saremo mai abbastanza obiettivi e brutali con il nostro stesso testo, non quanto lo sarebbe un editor professionista, distaccato a sufficienza dalle linee che gli scorrono sotto la penna rossa. Per noi tagliare una riga, anche solo una parola, non \u00e8 proprio cos\u00ec indolore. Per\u00f2 possiamo imparare a guadagnare quella distanza necessaria per un lavoro di buona qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Innanzitutto, si distinguono almeno tre livelli di editing, in ordine di importanza e di impatto nel testo:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">editing evolutivo:<\/span><\/strong> modifica della trama della storia, delle informazioni fornite e del loro ordine, anche non cronologico, per verificare che abbiano senso e funzionino bene nell&#8217;insieme. Un paragrafo pu\u00f2 essere eliminato senza indebolire la narrazione e l&#8217;impatto sul lettore?<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">editing per linea:<\/span><\/strong> ritoccare il testo frase per frase, semplificandole nel contenuto, togliendo avverbi o aggettivi superflui, o accorciandole per aumentare la correlazione l&#8217;una con l&#8217;altra in sequenza. Questa linea mi sta dicendo qualcosa di nuovo o sto ripetendo il concetto della precedente?<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">correzione di bozze o copyediting:<\/span><\/strong> correzione di grammatica, ortografia, punteggiatura, uso di sinonimi, delle forme attive al posto delle passive per migliorare la comprensione e la lettura. Quanti &#8220;dice&#8221; e quanti &#8220;che&#8221; puoi ancora cancellare e sostituire in quella porzione?<\/li>\n<\/ul>\n<p>La parte pi\u00f9 ostica \u00e8 quel primo punto, l&#8217;editing evolutivo che intacca in modo invasivo la nostra storia, mettendo in dubbio la sua trama e la nostra scrittura. Questa fase del processo per\u00f2 \u00e8 importante: non possiamo preoccuparci di sistemare la struttura dei paragrafi o delle singole frasi se le fondamenta del nostro testo hanno delle imperfezioni pericolose. Dobbiamo accertarci prima che la base sia solida, che possiamo tagliare delle parti senza compromettere il significato stesso della storia.<br \/>\nPer capire dove intervenire, cosa lasciare e cosa togliere, della trama dobbiamo chiederci:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Qual \u00e8 il messaggio della storia che sto cercando di comunicare al lettore?<\/em><br \/>\n<em>Questa azione\/reazione della protagonista fa parte di quel messaggio?<\/em><br \/>\n<em>Questo dialogo fra i personaggi aiuta il lettore a comprendere meglio quel messaggio?<\/em><\/p>\n<p>In questo caso pu\u00f2 venirci in soccorso <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/imparare-qualsiasi-cosa-tecnica-feynman\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>la tecnica Feynman<\/em><\/a>, che non \u00e8 solo il modo migliore per imparare qualsiasi cosa, esattamente cos\u00ec come la utilizzava il professor Feynman per le sue lezioni di Fisica, ma anche un modello per organizzare e poi semplificare un discorso complesso. Immaginando di dover raccontare la nostra storia a un bambino, dobbiamo individuare le parti salienti, quelle che proprio non possono essere eliminate. Poi verificare se ci sono tutte le informazioni necessarie perch\u00e9 quel bambino possa capire la nostra storia, se non stiamo omettendo qualche dettaglio essenziale, che \u00e8 nella nostra mente di autore, ma non scritto nero su bianco nel testo. Infine, osserviamo come abbiamo sistemato queste informazioni lungo la trama, se gli abbiamo dato il giusto spazio o se ne abbiamo concesso troppo, peggiorando la loro comprensione.<\/p>\n<p>Nella mia storia breve ho proprio sottolineato le parti che non potevo assolutamente eliminare. Per farvi un esempio, senza per\u00f2 svelarvi nulla di quanto ho scritto io: non posso mostrare Cappuccetto Rosso che saluta la mamma e poi nella scena successiva compare gi\u00e0 dentro la casa della nonna. Il paragrafo in cui Cappuccetto Rosso attraversa il bosco e incontra il lupo \u00e8 decisamente funzionale alla storia! \ud83d\ude42<br \/>\nNon possiamo nemmeno omettere di raccontare che Cappuccetto Rosso indossa una mantella di colore rosso, i lettori non capirebbero il significato del suo nome. Invece possiamo limitarci a dire che Cappuccetto Rosso porta un cestino pieno di cose buone alla nonna, senza scendere nel dettaglio di quali pietanze effettivamente contenga il cestino. Sempre se pi\u00f9 avanti nella storia non si osservi il lupo litigare con Cappuccetto Rosso perch\u00e9 vuole una mela dal suo cestino, e quindi magari dobbiamo tornare indietro e aggiungere che il cestino \u00e8 pieno di mele.<\/p>\n<p>Una volta terminato l&#8217;editing evolutivo, sar\u00e0 molto pi\u00f9 semplice proseguire con il taglio linea per linea, nonostante sul testo sia questa seconda fase quella decisamente pi\u00f9 invasiva e quella che consente di ottenere una riduzione apprezzabile. Ma avrete rotto il ghiaccio e la vostra resistenza emotiva ad eliminare parole, se non addirittura intere frasi, dalla vostra storia sar\u00e0 sicuramente minore.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il funzionamento \u00e8 lo stesso del decluttering:<\/span><\/strong> quando cominciamo a togliere gli oggetti superflui dalle nostre case, il primo impatto \u00e8 devastante, troviamo terribilmente difficile lasciare andare le nostre cose, infilarle in uno scatolone per non vederle mai pi\u00f9, ci sembra di buttare una parte di noi. Ma una volta che le abbiamo eliminate, e col tempo ce ne siamo addirittura dimenticati, non ci pensiamo affatto e non ci mancano per niente.<br \/>\nLo stesso per la nostra scrittura: \u00e8 difficile selezionare e cancellare quelle parole, ci costa fatica sul momento, rappresentano i nostri sforzi per ore e ore alla scrivania. Ma dopo, a una rilettura rilassata, non ci accorgeremo nemmeno della loro mancanza. E se proprio qualcosa non scorre nella storia, possiamo sempre recuperarle, a differenza del vero decluttering.<br \/>\nS\u00ec, mi raccomando: tenete sempre un backup della versione originale!! Vi ho gi\u00e0 parlato delle diverse <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/strategie-di-backup-per-scrittori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Strategie di backup per scrittori<\/em><\/a>, no? \ud83d\ude09<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Editare un testo per ridurlo<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">linea per linea<\/span><\/h2>\n<p>Anche per la mia storia breve sono partita con l&#8217;editing evolutivo, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">individuando e isolando gli elementi essenziali.<\/span><\/strong> Ho evidenziato nel testo le informazioni importanti sui protagonisti, perch\u00e9 aiutano il lettore a comprenderli meglio e immedesimarsi in loro, e i fatti salienti che delineano la trama, pure se non inseriti nel testo in ordine cronologico, magari contenuti dentro veloci flashback. Anzi, di solito una storia vera parte con un incipit al presente, narra tutta la storia al passato, con alcuni intermezzi ancora pi\u00f9 lontani nel tempo, e ritorna al presente odierno.<br \/>\nSe togliere uno di questi elementi rende incomprensibile il fluire del racconto, allora non vanno proprio toccati.<\/p>\n<p>Di conseguenza, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">occorre intervenire sulle altre parti rimanenti:<\/span><\/strong> i dettagli pressoch\u00e9 inutili sui personaggi secondari (serve sapere il lavoro dell&#8217;amico dell&#8217;amico, se non condiziona attivamente la storia?), l&#8217;eccesso di riflessioni mentali dei protagonisti (la nostra mente si arrovella tutto il giorno sui problemi, ma il lettore si annoierebbe a leggere quei discorsi lunghi e quelle continue domande, sempre sugli stessi temi), qualche paragrafo senza particolare spessore (la lettura dei pettegolezzi sui social dei personaggi sono proprio necessari?), punti dove la vicenda si cristallizza nell&#8217;inattivit\u00e0 (un caff\u00e8 al bar senza un dialogo significativo per la trama, a chi serve? troppo caff\u00e8 fa male!).<\/p>\n<p>Tutto questo in realt\u00e0 potrebbe anche rimanere all&#8217;interno di un testo di ampio respiro come un romanzo, purch\u00e9 ovviamente le informazioni non siano ripetute a dismisura, rischiando quell&#8217;effetto denominato <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Exposition_(narrative)#In_fiction\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>infodump<\/em><\/a>. Con questo intendo che non \u00e8 assolutamente sbagliato aver scritto tanto, essersi lasciati andare al racconto durante la prima stesura, averci inserito tutto quello che la storia e la protagonista ci suggeriva. Va bene, \u00e8 parte integrante del processo della scrittura, esattamente come l&#8217;editing e il taglio oculato per raggiungere l&#8217;obiettivo di una storia breve e di qualit\u00e0, ai fini della pubblicazione.<\/p>\n<p>Al secondo passaggio ci si deve concentrare sui paragrafi rimasti, esaminandoli <strong><span style=\"color: #ff0000;\">linea per linea, parola per parola,<\/span><\/strong> mettendo in discussione ogni singolo termine che compone la frase. Potremmo chiamarlo &#8220;metodo Bukowski&#8221;. Durante la prima stesura infatti, scrivendo di getto, a briglia sciolta dei nostri pensieri, rischiamo di concederci dei periodi troppo lunghi, delle frasi confuse e tortuose, con sovrabbondanza di aggettivi e avverbi, concatenamenti estremi di proposizioni subordinate, peculiarit\u00e0 linguistiche stridenti col contesto, fastidiosi svolazzi artistici fuori scala. Altre ancora le nostre frasi sono troppo brevi, concise, striminzite, non solo di testo ma di informazione, nascondendo il legame col resto del paragrafo.<\/p>\n<p>Occorre analizzare ogni singola linea e modificare questi punti per snellirli, ottenendo la riduzione del numero di battute desiderata:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">frase troppo lunga:<\/span><\/strong> tagliatela a met\u00e0 oppure in terzi, e delle frasi cos\u00ec spezzate provate a cancellarne almeno una;<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">concentrazione di aggettivi<\/span><\/strong>, magari pure sinonimi: tenetene solo uno, al massimo due, oppure cercate un aggettivo che comprenda i loro significati (il dizionario dei sinonimi sar\u00e0 il vostro pi\u00f9 fedele amico di ventura);<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">aggettivi arzigogolati:<\/span><\/strong> cercate un aggettivo pi\u00f9 semplice e immediato per il lettore, soprattutto pi\u00f9 corto (gli stranieri contano il numero di sillabe, io preferisco ascoltare la musicalit\u00e0 della parola e nelle storie brevi, con un numero di battute fisso, cerco di evitare termini che mi arrivano, ahim\u00e8 o per fortuna, dalla lettura dei classici);<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">clich\u00e9, frasi fatte e modi di dire:<\/span><\/strong> quelle espressioni tipiche del linguaggio parlato (&#8220;bella come il sole&#8221;, &#8220;fresca come l&#8217;aria&#8221;, &#8220;incavolata nera&#8221;, &#8220;con il dente avvelenato&#8221;, &#8220;bagnato come un pulcino&#8221;, ecc.) ma orribili all&#8217;interno di un testo narrativo, assolutamente da togliere, via via!<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">avverbi:<\/span><\/strong> citando Stephen King, l&#8217;avverbio non \u00e8 quasi mai vostro amico, spesso \u00e8 una parola di riempimento che impoverisce la scrittura, provate a toglierlo, sostituirlo con un aggettivo (di solito pi\u00f9 corto in caratteri) oppure cambiare il verbo a cui si accompagna;<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">forma passiva:<\/span><\/strong> modificate la frase con il verbo in forma passiva (&#8220;L&#8217;incontro si sarebbe tenuto alle sette&#8221;) con la sua forma attiva (&#8220;L&#8217;incontro era alle sette&#8221;), risparmiate battute e migliorate l&#8217;azione;<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">congiunzioni:<\/span><\/strong> potete cancellare alcune congiunzioni non strettamente necessarie (anche, per\u00f2, quindi, comunque, infatti, ecc.) e sostituirne delle altre con la punteggiatura (cambiando una &#8221; e &#8221; con una virgola &#8220;, &#8221; avete guadagnato uno spazio);<\/li>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\">pronomi relativi:<\/span><\/strong> andate a caccia dei &#8220;che&#8221; come pronomi relativi, di solito mettendo in relazione una frase subordinata alla principale, e provate a rovesciare completamente tutta la frase (nota: quest&#8217;idea di &#8220;rovesciare la frase&#8221; mi \u00e8 arrivata dalla mia insegnante madrelingua inglese: &#8220;se non sai o non ricordi una parola specifica, rovescia la frase e descrivi cosa intendi&#8221;, vi assicuro che funziona!)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ovviamente in queste fasi dell&#8217;editing sto dando per scontato che abbiate attivo <strong><span style=\"color: #ff0000;\">il correttore ortografico e grammaticale nel vostro programma di videoscrittura.<\/span> <\/strong>Prestate comunque attenzione perch\u00e9 alcuni errori non vengono intercettati (se la parola \u00e8 scritta correttamente ma \u00e8 nel punto sbagliato della vostra frase).<\/p>\n<p>Alla fine di questo lungo lavoro, non so dire quante passate del testo, in modalit\u00e0 &#8220;linea per linea&#8221;, mi sono occorse per arrivare all&#8217;obiettivo. Credo almeno sei o sette, diluite in circa tre giorni e letture in momenti differenti della giornata, cos\u00ec da avere la mente lucida sul testo. Sono riuscita pure a ridurlo ulteriormente, di qualche centinaio di battute in pi\u00f9, e modificare un po&#8217; il finale. All&#8217;ultima lettura, mi \u00e8 parso persino migliore della prima stesura. Un concentrato del concentrato, il gusto pieno della storia. \ud83d\ude42<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Il segreto \u00e8 nella linea<\/span><\/h2>\n<p>Onestamente, non pensavo di riuscirci. Tagliare 7 mila battute da un testo di 17 mila, senza rovinarlo, renderlo incomprensibile e insipido, mi sembrava proprio un&#8217;impresa disperata. Invece di pensare per\u00f2 al risultato e alla scadenza prossima, ho deciso di prendere l&#8217;attivit\u00e0 con maggiore leggerezza, come un esercizio di scrittura, una piccola sfida, vediamo un po&#8217; cosa succede se taglio qui, e qui, e pure qui.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Questo metodo funziona sempre? No, non direi. E&#8217; la storia che comanda.<\/span> <\/strong>Ad esempio, non \u00e8 stato possibile ridurre un&#8217;altra storia breve da 12 mila battute a 8 mila. Ci ho provato, ma perdeva significato e sapore, proprio per il genere del racconto e lo spazio riservato alle emozioni della protagonista. Tagliando cos\u00ec tanto, non aveva pi\u00f9 alcun senso. Perci\u00f2 si \u00e8 deciso di tenerla pi\u00f9 vicino alla sua versione originale, eliminando solo alcune informazioni burocratiche, superflue al lettore, arrivando alla soglia delle 10 mila battute.<br \/>\nPer\u00f2 ci ho provato, anche stavolta linea per linea. \ud83d\ude42<\/p>\n<blockquote><p>Possiedi questo tipo di amore per le tue parole? Rispetti il tuo mestiere abbastanza da restringere la tua concentrazione all&#8217;attenzione di una singola linea? Non \u00e8 facile. Non \u00e8 veloce. Ma questa deve essere certamente la strada verso una scrittura immortale (e fortemente autorevole).<br \/>\nRobert Bruce su copyblogger.com<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The secret is in the line. Il segreto \u00e8 nella linea. On writing. 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