{"id":26590,"date":"2022-02-07T06:00:26","date_gmt":"2022-02-07T05:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=26590"},"modified":"2022-02-06T23:58:44","modified_gmt":"2022-02-06T22:58:44","slug":"esercito-cose-inutili-paola-mastrocola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/esercito-cose-inutili-paola-mastrocola\/","title":{"rendered":"L&#8217;esercito delle cose inutili <br> di Paola Mastrocola"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong><br \/>\n<em>in cui Barbara vi spiega come le \u00e8 stato regalato questo libro,<\/em><br \/>\n<em>perch\u00e9 ci ha messo tanto a leggerlo, a capirlo, ma una volta capito,<\/em><br \/>\n<em>non smette pi\u00f9 di piangerci sopra<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Sul perch\u00e9 le cose accadono o non accadono, lo so, siamo divisi in due. Met\u00e0 pensa che non ci sia mai nessun perch\u00e9 e che le cose nella vita accadono perch\u00e9 han voglia di accadere. Met\u00e0 invece pensa che c&#8217;\u00e8 sempre una ragione, e la prova \u00e8 che se non fosse cos\u00ec ne accadrebbero altre, di cose, e non proprio quelle che accadono. Io che ne so? Non mi ci metto neanche a dire chi ha torto o chi ha ragione. Ma mi stanno pi\u00f9 simpatici i secondi, se no la vita mi sembra tutto un niente, qualcosa che se non c&#8217;\u00e8 fa uguale.<br \/>\nL&#8217;esercito delle cose inutili, Paola Mastrocola<\/p><\/blockquote>\n<p>Ecco, questo non me l&#8217;aspettavo. E s\u00ec che dovrei essere abituata a meravigliarmi delle coincidenze della vita, soprattutto dei <span style=\"color: #008080;\"><strong>libri belli belli ma proprio belli che ti capitano tra coppa e collo<\/strong><\/span> (lo diceva mia nonna, sarebbe pi\u00f9 corretto dire tra capo e collo, ma le piaceva di pi\u00f9 la coppa, come affettato intendo, e si vede che poi ha deciso di cambiare il modo di dire, di farlo un po&#8217; suo). E invece, dicevo, non me l&#8217;aspettavo che questo romanzo leggero, con quella copertina acquamarina, pure il mio colore preferito, e un asino che ti guarda con due occhi azzurri come i miei, potesse spiazzarmi in questa maniera.<\/p>\n<p>Ma veniamo con ordine, che senn\u00f2 non ci potete capire niente. Succede che mi regalano libri, nel senso di romanzi, narrativa contemporanea, storie insomma, per\u00f2 \u00e8 anche un evento raro perch\u00e9 nessuno vuole prendersi il rischio di non incontrare i miei gusti (e s\u00ec che sono pure di bocca buona, ho le mie preferenze, ma non faccio la schizzinosa, tranne che con i cavoletti di Bruxelles, quelli sono cavoli vostri, letteralmente). Il Natale di due anni fa mi trovo questo libricino in un pacchetto appena scartato. La persona che me l&#8217;ha regalato sceglie sempre con cura gli oggetti da donarmi, non sono mai scontati o banali, so che nascondono dei messaggi, dei significati importanti (o magari sono io che ce li vedo, e furbescamente questa persona non nega mai che ci siano, vai a sapere!)<\/p>\n<p>L\u00ec per l\u00ec mi sono pure spaventata, prima per il titolo, <em><a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-italiana\/narrativa-italiana-contemporanea\/lesercito-delle-cose-inutili-paola-mastrocola-9788806223922\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;esercito delle cose inutili<\/a>,<\/em> e poi perch\u00e9 in copertina c&#8217;\u00e8 una frasetta ambigua. Vorrei vedere se capitasse a voi di leggere: <strong><span style=\"color: #008080;\">&#8220;L\u00ec erano tutti inutili ma felici.&#8221;<\/span><\/strong> Oib\u00f2, mi sta dando della ragazza inutile? (no, non user\u00f2 la parola &#8220;signora&#8221;, almeno finch\u00e9 non arrivo agli ottant&#8217;anni, potete scordarvelo). Sta dicendo che sono inutile ma posso essere felice? Un po&#8217; inutile mi ci sono sentita, anzi, mi ci hanno fatto sentire gli altri a dirla bene. E ci ho messo davvero molto, direi la maggior parte della vita fin qui, a trovare il mio posticino in questo mondo e una parvenza di scopo, qualcosa per cui svegliarsi la mattina.<\/p>\n<p>Sorrido, che da piccola mi hanno insegnato a sorridere e ringraziare anche per i regali brutti, pure Babbo Natale che ignora quello che gli chiedo. Giro il libricino e comincio a leggere le parole della quarta di copertina, stampate belle in grande.<br \/>\n<em>&#8220;Questo \u00e8 un romanzo speciale, che ruota intorno a una domanda semplice e decisiva: cos&#8217;\u00e8 che riempie davvero la nostra vita? Anche quando fai la cosa pi\u00f9 inutile del mondo &#8211; che sia raccogliere conchiglie, trapiantare primule, trascinare stancamente i tuoi passi, invecchiare, amare qualcuno in silenzio &#8211; puoi trovare una scintilla di vita, un lampo di senso, uno scatto inaspettato. O persino te stesso. Perch\u00e9 l&#8217;inutilit\u00e0 &#8211; sembra dirci Paola Mastrocola con questa sua storia che coinvolge ed emoziona &#8211; \u00e8 soprattutto un sentimento.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Torno indietro sulle parole. <strong><span style=\"color: #008080;\">Questo \u00e8 un romanzo speciale,<\/span><\/strong> beh allora questo dev&#8217;essere anche un regalo speciale, mi piace molto, mi riempie lo stomaco di quelle farfalline magiche che ti fanno sentire leggera. Come avere un centinaio di Campanellino che a furia di svolazzarti dentro, trascinano su in alto in alto anche te. La domanda successiva mi colpisce invece al petto: <strong><span style=\"color: #008080;\">cos&#8217;\u00e8 che riempie davvero la nostra vita?<\/span><\/strong> Non lo so, o meglio, certo che lo so, ci sono tantissimi affetti e attivit\u00e0 che riempiono le nostre giornate, ma spesso mi fermo a pensare a cosa rester\u00e0 di tutto questo, nel dopo. Pi\u00f9 che aver riempito la mia vita, avr\u00f2 riempito un po&#8217; quella degli altri? Questa \u00e8 la domanda fatale.<br \/>\nPuoi trovare una scintilla di vita, un lampo di senso, uno scatto inaspettato. O persino te stesso. Tutto dentro questo libricino?! E&#8217; un bell&#8217;impegno davvero. Una promessa tanto grossa. Cos\u00ec vado a sbirciare chi \u00e8 l&#8217;autrice di questo romanzo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paola_Mastrocola\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Paola Mastrocola<\/em><\/a> non l&#8217;ho mai sentita, ma ammetto che in quanto a scrittori italiani sono piuttosto ignorante, mi potete scusare col fatto che sono tanti e non sempre i migliori sono quelli in classifica. Questo lo sappiamo. Vado a vedere l&#8217;aletta interna del libricino e scopro che <strong><span style=\"color: #008080;\">Paola Mastrocola \u00e8 stata vincitore del Premio Campiello nel 2000 e finalista al Premio Strega nel 2001.<\/span><\/strong> Poi un altro Premio Campiello portato a casa nel 2004. Accipicchia, un bel biglietto da visita. Ma Wikipedia invece mi rivela che Paola Mastrocola, torinese, \u00e8 stata anche un&#8217;insegnante di Italiano e Latino nei licei, poi ricercatrice universitaria per la poesia contemporanea, ha tenuto corsi di scrittura creativa promossi dal Comune di Torino, ha collaborato con la casa editrice SEI per la scolastica, ma solo dal 2000 \u00e8 diventata scrittrice di narrativa in pianta stabile, prima con Guanda e poi con Einaudi.<\/p>\n<p>Insomma, le premesse erano buone ma incerte. Non volevo deludere la persona che mi ha regalato questo romanzo, e quindi sentivo anche un certo carico di responsabilit\u00e0. Se poi non mi \u00e8 piaciuto, come cavolacci glielo dico?! La prendo larga, larghissima, e intanto chiedo come mai la scelta \u00e8 caduta su questo titolo. &#8220;L&#8217;ho trovato per caso&#8221;, ma nessuno di noi due credo al caso, c&#8217;\u00e8 sempre una ragione, &#8220;e ha delle ottime recensioni, pare sia un libro da non perdere assolutamente.&#8221; Vorrei ricordare che non si regalano libri senza prima averli letti personalmente, ma decido di lasciar correre. <em>A caval donato non si guarda in bocca.<\/em> Chiss\u00e0 cosa ne direbbe Raimond, il protagonista della storia, un asino, oh s\u00ec, un asino, avete capito bene, di questo modo di dire. Perch\u00e9 dovrei guardare in bocca al cavallo? Per i denti. Non so se funzioni anche per gli asini, ma i cavalli con bei denti sono bestie che hanno mangiato bene, e quindi vissuto bene, e quindi vivranno e lavoreranno bene ancora per molto tempo. Un buon investimento.<\/p>\n<p>Comunque, un po&#8217; per pigrizia, un po&#8217; per timore, quel libricino \u00e8 rimasto nel comodino per un anno intero, fino al Natale successivo, pi\u00f9 di un mesetto fa. E&#8217; allora che mi sono decisa. Forse avevo un momento di inutilit\u00e0 e mi pareva appropriato. O forse era giunto il suo tempo.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008080;\">Beh, le cose accadono perch\u00e9 devono accadere.<\/span><\/strong> L&#8217;ho letto. Ho fatto molta fatica a leggerlo. Perch\u00e9 \u00e8 piccolo, leggero, eppure \u00e8 un romanzo ricchissimo, denso, non pesante badate bene, ma proprio carico. Che una pagina delle sue valgono come almeno dieci o venti di certi altri libretti da classifica. Qui leggi e devi fermarti a pensare. E pensare \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 molto pi\u00f9 difficile di leggere e basta.<br \/>\nComunque, adesso ci provo a farvi un riassunto, ma senza svelarvi troppo. Che tanto, anche a conoscere la trama, vi assicuro che rimarrete sorpresi dello svolgimento. Come quando sali sulle montagne russe. Lo sai che giro fanno, le hai guardate da sotto per una buona mezz&#8217;ora prima di salirci, no? Ma quando sei lass\u00f9, \u00e8 tutta un&#8217;altra storia. Appunto.<\/p>\n<p>E siccome Raimond \u00e8 un tipo davvero particolare, questa esperienza ve la racconto come farebbe lui, saltando tra le parole, scalciando tra le frasi, ragliando contro le virgole, titoli e sottotitoli che anticipano, incuriosiscono, non svelano nulla eppure ti tengono l\u00ec, saldo.<br \/>\nMi ha talmente portato dentro il suo mondo, che sto cominciando a cianciare come lui e sono tentata di raccogliere un filo d&#8217;erba e masticarlo lentamente, solo per sentire che gusto ha. Ma torniamo al principio, e il principio ha la forma di una lettera. \ud83d\ude09<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #008080;\">L&#8217;esercito delle cose inutili<\/span><\/h2>\n<p><strong>Paragrafo 1<\/strong><br \/>\n<em>in cui Barbara vi racconta pi\u00f9 o meno di Raimond, dell&#8217;incredibile incontro con Res,<\/em><br \/>\n<em>del fantastico Paese delle cose inutili, pieno di prati suddivisi per attivit\u00e0 inutili,<\/em><br \/>\n<em>e pure di Garibaldi, fermo a fissare la luna<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Io \u00e8 da un po&#8217; che ricevo lettere. Ma le lasciavo l\u00ec, perch\u00e9 cos&#8217;altro dovevo farne? Le mettevo da parte, belle ordinate una sull&#8217;altra e manco le guardavo. Perch\u00e9 uno come me, cosa volete che se ne faccia delle lettere che riceve? Gi\u00e0 \u00e8 incredibile che riceva lettere, uno come me.<br \/>\nE invece poi di colpo, ieri, ne leggo una. L&#8217;ultima che mi arriva. La leggo. Me la consegnano come le altre, precisa uguale, e la metto sopra il mucchio. Ma pi\u00f9 tardi la leggo. La apro e la leggo, ci pensate? Da l\u00ec me le leggo tutte quante a razzo, trenta o quaranta o che ne so. Tutte stanotte. Al contrario. Cio\u00e8 le leggo andando indietro come i gamberi perch\u00e9 l&#8217;ultima era quella che mi veniva per prima. Ci passo la notte intera a leggerle, e anche un pezzo del mattino, sono un bel mucchio, non avete idea.<br \/>\nTutto perch\u00e9 questa benedetta lettera che mi \u00e8 arrivata ieri non era proprio per niente come le altre. Era terribile!<br \/>\n[&#8230;] Per\u00f2 adesso che l&#8217;ho letta non so proprio cosa fare, ed \u00e8 per questo che voi dovete starmi a sentire. Cio\u00e8, sarebbe meglio. Perch\u00e9 una decisione la devo prendere, e non mi andrebbe di sbagliarla.<br \/>\nNon mi andrebbe proprio per niente di sbagliarla.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong><span style=\"color: #008080;\">Il protagonista di questa storia \u00e8 Raimond, un asino greco<\/span><\/strong>, color asino (immagino che intenda marroncino scuro, asino comune), altezza media, pancia bassa e schiena curva (segnale della vecchiaia, motivo per cui l&#8217;hanno anche operato, la dottoressa Claire se n&#8217;\u00e8 occupata, amorevolmente), et\u00e0 tre quarti, cos\u00ec la definisce, ex isolano, ex randagio, inutile, adottato.<br \/>\nE&#8217; lui che vi racconta la sua avventura, che parla (ok non \u00e8 che proprio parla, gli asini mica parlano), diciamo che scrive, in prima persona. Beh, in effetti gli asini nemmeno scrivono, e come possono? Probabilmente qualcuno l&#8217;ha scritta per lui, va bene? Non fermiamoci ogni volta a far la punta agli stuzzicadenti. (Questo lo diceva mio padre, sia per suggerire di non essere troppo puntigliosi, sia per indicare qualcuno un po&#8217; avaro, cos\u00ec spilorcio da riutilizzare persino gli stecchini).<br \/>\nTrascinandosi di capitolo in capitolo, da un argomento all&#8217;altro, con molte parentesi dove un po&#8217; si perde, in mezzo al discorso, perch\u00e9 \u00e8 uno che si distrae parecchio nella vita, vi spiega come \u00e8 finito l\u00ec da sei mesi. Dove per l\u00ec si intende <strong><span style=\"color: #008080;\">il paese delle cose inutili, Variponti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Inizia un mattino di novembre, quando da asino randagio, gli capita di incontrare un tipo strano, dice di chiamarsi Res e di avere un posto per lui, invece di continuare a vagare da solo, nel baratro del futuro. Un posto per quelli che si sentono inutili, ma possono ancora essere felici.<br \/>\nRaimond ha vissuto quasi tutta la sua esistenza su un&#8217;isola greca, quale non lo sa proprio. Da giovane aveva portato massi pesanti, sacchi di cemento, mattoni e travi. Lavorava in un cantiere. Poi aveva cominciato a sentirsi stanco, la pancia cominciava a scendere, quasi a toccare terra, a furia di portare pesi su e gi\u00f9 per le stradine. Costruire d\u00e0 molta soddisfazione, vedere edifici crescere dal nulla alzarsi su verso il cielo, ma \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che sfinisce, indebolisce le gambe. Cos\u00ec Raimond si \u00e8 ritrovato, insieme alla sua bella Agata, al servizio turistico-portuale, portare le valigie dei turisti negli alberghi. Con un solo problema, e mica un problema da niente. La cacca. (e per altro perder\u00e0 proprio la sua cocciuta ma stupenda Agata proprio per colpa della cacca). Niente cibo e niente acqua durante il lavoro, perch\u00e9 ai turisti non piace la pip\u00ec per i viottoli. Figuriamoci il resto.<\/p>\n<p>Poi una sera \u00e8 giunto il suo turno. E&#8217; arrivato il camion blu e li ha caricati tutti, una dozzina di asini stanchi. Hanno viaggiato tutta la notte e la mattina il camion sbarca. Non sono pi\u00f9 sull&#8217;isola. Vengono lasciati l\u00ec, liberi di ciondolare nel nulla, randagi. Inutili.<br \/>\nIncontra questo Res, che \u00e8 un libro. Esatto, proprio un libro, con una copertina e delle pagine. Ma tanto Raimond mica sa leggere!<br \/>\nSia chiaro per\u00f2 che io <strong><span style=\"color: #008080;\">ho capito cosa fossero Raimond e Res solo a pagina 42<\/span><\/strong>, anche se qualcosa di strano c&#8217;era pure nei capitoli precedenti. Per non parlare della copertina: c&#8217;\u00e8 un asino l\u00ec, cosa ti aspettavi allora? Pianeti e astronavi?!<br \/>\nQuesto Res lo conduce in questo posto incredibile, Variponti. E Raimond rimane l\u00ec per circa sei mesi, prima di leggere quella lettera terribile. Ma andiamo con calma, \u00e8 Raimond che mi distrae. Com&#8217;\u00e8 fatto questo paese delle cose inutili? Cose e persone, per la verit\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p>Intanto \u00e8 un posto gigantesco. Non finisce mai. Ponti e ponticelli, stradine e stradicciole, che tu ne prendi una e ti ritrovi non sai dove e dici: Aiuto mi sono perso, e invece no, a un certo punto imbocchi un viottolo e, non sai come, sei tornato a casa.[&#8230;]<br \/>\nQui \u00e8 tutto prati. Un prato dietro l&#8217;altro, ognuno con la sua staccionata, il suo numero. Prato 29, 32, 86, cos\u00ec. Prati numerati. E in ogni prato c&#8217;\u00e8 gente che fa la stessa cosa inutile, sempre quella.[&#8230;]<br \/>\nFacciamo un caso: i funamboli. Quelli che camminano sulla fune, chiaro? Cio\u00e8, prima tirano una fune, e ci vogliono due pali, due muri, due accidenti d&#8217;un qualcosa per tirarla in mezzo, questa benedetta fune. Bella tesa e alta fino al cielo. Poi loro ci camminano su. [&#8230;] Be&#8217;, quello \u00e8 il prato 83. Prato dei funamboli. Non trovi nessun altro se vai l\u00ec, solo funamboli. Se vai l\u00ec, fai quello: cammini sulle funi. Cio\u00e8, vai l\u00ec perch\u00e9 fai quello. Se ritagliavi stencil, andavi dai ritagliatori di stencil, prato 227, per dire&#8230;<br \/>\n[&#8230;]Chi invece vuole solo guardarli, i funamboli, prato 84. L\u00ec ci sono gli spettatori di funamboli. Gente che sta a terra. Gli piace cos\u00ec. Non \u00e8 che tutti sono nati per stare in bilico su un centimetro di corda traballante, ci manca solo.[&#8230;]<br \/>\nSe poi non vuoi passeggiare sulle funi e non vuoi nemmeno fare lo spettatore di chi passeggia sulle funi, metti che sei uno pi\u00f9 tranquillo e magari hai anche poco equilibrio e ti piace solo star seduto nella vita, non c&#8217;\u00e8 problema vai a vivere con gli occupatori di panchine. Prato 92. L\u00ec si fa una cosa sola: si occupano panchine.<\/p><\/blockquote>\n<p>Poi ci sono gli allevatori di girini prato 125, i tagliatori di meloni prato 187. Ancora: i fabbricanti di aquiloni, i trapiantatori di primule, gli spulciatori di pallini dai maglioni di lana, i raccoglitori di conchiglie, e cos\u00ec via.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008080;\">C&#8217;\u00e8 pure Garibaldi, ma non so se sia un asino italiano<\/span><\/strong>, visto il suo nome. Garibaldi \u00e8 proprio uno di poche parole, al contrario di Raimond che ciancia almeno per tre. E&#8217; un tipo introverso Garibaldi, sta nel prato 72, con gli altri guardatori della luna. Stanno l\u00ec a fissare la luna tutte le notti, e per un po&#8217; ci prova anche Raimond. Notte dopo notte, diventano amici e solo allora Garibaldi svela il suo segreto, di come \u00e8 fuggito dal macello, di quel luogo orribile di cui Raimond non sapeva proprio nulla, per sua fortuna. Ferito, azzoppato, vecchio e inutile.<br \/>\nEppure quando sar\u00e0 il suo turno, pure Garibaldi vi stupir\u00e0. Ma non posso svelarvi niente, dovete arrivare alla fine del libricino per scoprirlo.<br \/>\nComunque Garibaldi \u00e8 il mio personaggio preferito. Starei volentieri a fissare la luna con lui. \ud83d\ude09<\/p>\n<p><strong>Paragrafo 2<\/strong><br \/>\n<em>in cui Barbara cerca di cogliere il significato della storia,<\/em><br \/>\n<em>ma potrebbe anche essere una storia inutile, quindi senza significato,<\/em><br \/>\n<em>ma felice, felicissima, da lasciarti in lacrime di gioia<\/em><\/p>\n<p>E le lettere, direte voi? Tutte quelle lettere arrivano da un ragazzino, tale Guglielmo Strossi, della I C, undici anni, un po&#8217; basso, un po&#8217; in carne, capelli biondi, occhi azzurro-acqua. Vive a Torino con i genitori, una sorella pi\u00f9 grande, Benedetta (la cocca di pap\u00e0, secondo me pure un po&#8217; stronzetta), e un fratellino pi\u00f9 piccolo, Zachi, che passa la giornata sdraiato per terra a disegnare e colorare, ma al momento giusto se ne esce con le domande pi\u00f9 toste, quelle che spiazzano. Soprattutto i genitori.<br \/>\nCos\u00ec, finch\u00e9 Raimond si sposta di prato in prato per cercare la sua attivit\u00e0 inutile, qualcosa di cui incapricciarsi davvero, per far contento Res, perch\u00e9 tutti devono avere qualcosa da fare l\u00ec a Variponti, giungono queste strane lettere. Ma Raimond le mette da parte perch\u00e9 non sa leggere, ovvio no? Finch\u00e9 un giorno Res, dopo avergli rivelato il suo nome completo (ah ma io non ve lo dir\u00f2, dovete andare a pagina 129 e seguire la sua storia direttamente l\u00ec, e ci rimarrete di sasso, statene sicuri!), decide di insegnargli proprio a leggere.<br \/>\nEd eccolo finalmente che s&#8217;incapriccia! Ha trovato il suo prato! <strong><span style=\"color: #008080;\">Raimond \u00e8 un lettore, e che lettore signori miei!<\/span><\/strong><\/p>\n<blockquote><p>Io non sono pi\u00f9 io quando leggo: sono tutti. Tutti gli uomini, le donne, gli asini, i cavalli, le salamandre&#8230; S\u00ec, anche le salamandre. E i coccodrilli, le mosche, la Tour Eiffel, e il museo del Louvre con dentro il suo fantasma. Divento anche i fantasmi, gli assassini, i criminali mafiosi, e il vecchio e il mare, e Albertine, e la nonna di Marcel che muore&#8230; Divento tutta la gente del mondo, mi capite? Per questo, poi, non m&#8217;importa neanche pi\u00f9 di essere qualcuno o no, o di essere cos\u00ec o cos\u00e0. Non sono! Mi capite bene, \u00e8 chiaro?<br \/>\n[&#8230;]Mi piace leggere perch\u00e9, quando sei l\u00ec che leggi, puoi anche a un certo punto chiudere il libro, e stare con l&#8217;aria assorta. E non c&#8217;\u00e8 niente che ti spaventa, la fame, i calci in culo, la paura di morire&#8230; Diventi assorto e buonanotte, sei andato da un&#8217;altra parte, chi ti trova pi\u00f9?<\/p><\/blockquote>\n<p>Perdinci, lo capiamo bene eccome Raimond! Mi sono assorta talmente tanto che a Variponti c&#8217;ero anch&#8217;io. E mi piaceva proprio stare l\u00ec, seduta sull&#8217;erba umida la sera, a fissare la luna lass\u00f9 in alto, quel suo sorriso largo, quello dove si nasconde lo Stregatto di Alice.<br \/>\nMa ora Raimond sa leggere e apre l&#8217;ultima lettera, quella appena ricevuta. Guglielmo, poverino, \u00e8 in difficolt\u00e0. I bulli della scuola, tal Dennis Cartozza in testa, gli hanno fatto una cosa bruttissima, vergognosa, devastante. Chiede aiuto a Raimond.<br \/>\nAh, mi sono dimenticata di dirvi una cosa importante, mi distraggo anch&#8217;io come Raimond. E il punto \u00e8 questo: <strong><span style=\"color: #008080;\">Guglielmo ha adottato Raimond, \u00e8 il suo asino &#8220;a distanza&#8221;<\/span><\/strong>, anche se Guglielmo per la verit\u00e0 voleva un cavallo &#8220;a vicinanza&#8221;, meglio ancora un cane per casa. Ma i suoi genitori, che sono davvero stravaganti, hanno pensato di regalargli un asino adottato. Per comprendere quando sia complicata la famiglia di Guglielmo, dovete sentire come scartano i regali a Natale: per ogni pacco, portato da Ges\u00f9 Bambino, ci sono dei bigliettini dei genitori, che spiegano il valore simbolico del regalo ricevuto. Non importa che oggetto sia, quanto costa, a cosa serve. Sono i genitori a scrivere sul biglietto il senso di tutto.<\/p>\n<blockquote><p>Il pacco grande, cio\u00e8 enorme, \u00e8 per Zachi. E&#8217; un parabordo. Lui lo scarta, con calma, tutto fiducioso, e gli salta fuori dal pacchetto questo grandissimo parabordo bianco. Hai presente quella specie di siluro di plastica che si mette fuori dalle barche per non farle sbattere? Avessi visto la faccia di Zachi&#8230; Lui si aspettava minimo un peluche gigante, con quel pacco. Secondo me si aspettava l&#8217;orso Baloo. Zachi va matto per l&#8217;orso Baloo&#8230; Invece era un parabordo. Almeno avessimo una barca&#8230;<br \/>\nNel biglietto era spiegato il valore simbolico: Al nostro piccolo Zachi, per parare i duri colpi della vita senza rovinarsi la vernice.<br \/>\nLa vernice? Un bambino di quattro anni? Ma quale vernice?<\/p><\/blockquote>\n<p>Quello stesso Natale, Guglielmo riceve una pergamena che certifica l&#8217;adozione di Raimond. Ed ecco che cominciano ad arrivare le sue lettere.<br \/>\nIl significato di questa storia? Penso sia questo, ma potrei sbagliarmi eh. <strong><span style=\"color: #008080;\">Nessuno \u00e8 inutile. In qualsiasi momento possiamo essere la differenza nella vita di qualcun altro<\/span><\/strong>, e anche solo per quell&#8217;istante noi avremo avuto uno scopo nella nostra esistenza. Un unico attimo di utilit\u00e0, in cui tutto si sar\u00e0 compiuto, magari usando proprio quella nostra caratteristica inutile.<br \/>\nProprio dopo quella lettera terribile, Raimond raccoglier\u00e0 tutte le sue forze e il suo coraggio per un&#8217;impresa epica. Con lui, tutti gli abitanti di Variponti, ognuno con la sua inutilit\u00e0 sulle spalle, lo affiancher\u00e0 in questo suo viaggio incredibile. Pure i trapiantatori di primule, perch\u00e9 no? I fiori portano colore e allegria l\u00e0 dove i cattivi hanno ingrigito il cielo. Cos\u00ec l&#8217;esercito delle cose inutili decide di scendere a valle.<\/p>\n<p>E poi arriverete al gran finale. Dove scoprirete davvero chi \u00e8 Res, qual \u00e8 il suo nome completo, cosa racchiude nelle sue pagine.<br \/>\nMa di questo non vi dir\u00f2 proprio nulla, nessun spoiler, come li chiamano adesso.<\/p>\n<blockquote><p>Hai presente D&#8217;Artagnan padre cosa dice a suo figlio? No, non hai presente perch\u00e9 non l&#8217;hai letto, I tre moschettieri. Accidenti, leggilo, \u00e8 pazzesco. Il padre dice al figlio, senti qua: &#8220;Con il coraggio, non dimenticate, con il coraggio soltanto un gentiluomo oggi si fa strada.&#8221; Le senti, che parole? Ascolta come continua: &#8220;Chiunque trema un attimo, lascia forse sfuggire l&#8217;esca che, proprio in quell&#8217;attimo, la fortuna gli tendeva.&#8221; La fortuna, hai capito? Non tremare, Guglielmo, sii coraggioso. Se non tremi, la prendi al volo, l&#8217;esca. &#8220;Siete giovane, dovete essere coraggioso per due motivi: primo, perch\u00e9 siete guascone, secondo, perch\u00e9 siete mio figlio.&#8221;<br \/>\nHai capito?<br \/>\nTu non sei guascone, e non sei mio figlio.<br \/>\nMa io sono il tuo asino.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Paragrafo 3<\/strong><br \/>\n<em>in cui Barbara vi spiega che Variponti non esiste, anche se l&#8217;ha cercato,<\/em><br \/>\n<em>e parecchio, con Google, per\u00f2 nella postilla del romanzo l&#8217;autrice cita un rifugio degli asinelli,<\/em><br \/>\n<em>e l\u00ec potete adottare anche voi il vostro Raimond<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Postilla<br \/>\nEsiste un posto, vicino a Biella, a 70 chilometri e 700 metri da Torino, per essere precisi. Si chiama Rifugio degli Asinelli. Ci arrivano asini da tutta Europa, randagi, malati, vecchi, abbandonati, e l\u00ec trovano casa. Se ci andate potete vederli passeggiare per i prati, accarezzarli, fotografarli e, volendo, adottarne uno. E&#8217; un posto bellissimo. Reso direbbe: E&#8217; il posto adatto.<br \/>\nPaola Mastrocola<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo ammetto: dopo aver letto questa postilla mi sono fiondata su Google, cercando Variponti. Niente, non esiste il nome, nessuna indicazione geografica valida. <strong><span style=\"color: #008080;\">Per\u00f2 il Rifugio degli Asinelli c&#8217;\u00e8 eccome!<\/span><\/strong> Lo potete vedere subito anche voi sul sito ufficiale, dove potete sul serio adottare un asino a distanza (ma anche andarlo a trovare, organizzate una bella gita, per dargli di persona un po&#8217; di biada): <a href=\"https:\/\/www.ilrifugiodegliasinelli.org\/it\/adotta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>www.ilrifugiodegliasinelli.org<\/em><\/a><br \/>\nNon so se ci sia ancora Raimond, se sia tornato indietro dal suo ultimo viaggio, e se per caso in un angolo se ne stia fermo, con il muso all&#8217;ins\u00f9, anche Garibaldi. Per\u00f2 dalle foto mi sembrano belli felici. Saranno anche inutili (ne siamo proprio sicuri?), ma felici.<br \/>\nE caspita, su quel prato vorrei passeggiare anch&#8217;io insieme a loro. Chiss\u00e0, la primavera \u00e8 alle porte!<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: none; overflow: hidden;\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Frifugioasinelli%2Fvideos%2F1089313621852296%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0\" width=\"560\" height=\"314\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><br \/>\n<em>in cui Barbara finisce nuovamente in lacrime, ancora facendosi tante domande,<\/em><br \/>\n<em>ma con la certezza di aver letto un libro bello, che non diventer\u00e0 mai un Reso<\/em><\/p>\n<p>Eccoci al finale. Continuo a rileggere le ultime pagine, quelle che Raimond si \u00e8 rifiutato di leggere, furbo lui. Aveva gi\u00e0 capito tutto, non male per essere un asino, un asino vecchio, inutile, con le zampe che scrocchiano, e cagasotto come gli diceva sempre la sua Agata.<br \/>\nQuesta \u00e8 un&#8217;altra cosa particolare, che voi non lo sapete, perch\u00e9 non l&#8217;ho mai detto tanto in giro, ma Agata \u00e8 un nome che mi \u00e8 caro. E trovarlo dentro questo romanzo, beh, \u00e8 un po&#8217; strano. Come mai mi sia legato addosso&#8230; \u00e8 un&#8217;altra storia, facciamo un&#8217;altra volta.<br \/>\nDevo prendere un altro fazzoletto, ne ho gi\u00e0 tre fradici sopra il tavolo. <strong><span style=\"color: #008080;\">Perch\u00e9 \u00e8 questo che fanno i libri belli belli ma proprio belli. Piangi a dirotto alla fine.<\/span><\/strong> Oh, se non capita a voi, non so se \u00e8 perch\u00e9 siete fortunati e quella sbilenca sono io. Pu\u00f2 essere, per\u00f2 a me piace se un libro mi fa piangere. E non perch\u00e9 ci sia morto qualcuno ma perch\u00e9 la trama \u00e8 filata via liscia e sono tutti contenti, pi\u00f9 o meno. A parte Dennis Cartozza, con il sedere di fuori, dopo il morso di Garibaldi&#8230;<br \/>\nHo ancora tante domande, tutte affollate nella testa, tipo che dovrei scriverla io una lunga lettera alla signora Mastrocola, ma chiss\u00e0 quante ne ha gi\u00e0 ricevute, e si sar\u00e0 anche stufata di rispondere. So che questo libro non diventer\u00e0 mai un Reso. Oh no, adesso ci trovo un posticino in libreria, non so ancora dove, in qualche scaffale, dove possa trovarsi bene, al caldo, coccolato, in famiglia con tutti gli altri, che sono tanti s\u00ec, ma gli voglio bene, nessuno escluso. Un altro fazzoletto e quella vocina che mi ronza in testa. E&#8217; sempre quella di quando finisco un libro bello bello ma proprio bello. <em>Miseriaccia, ma perch\u00e9 non l&#8217;ho scritto io?!<\/em><br \/>\nNiente, sar\u00e0 per il prossimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa in cui Barbara vi spiega come le \u00e8 stato regalato questo libro, perch\u00e9 ci ha messo tanto a leggerlo, a capirlo, ma una volta capito, non smette pi\u00f9 di piangerci sopra Sul perch\u00e9 le cose accadono o non accadono, lo so, siamo divisi in due. 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