{"id":26108,"date":"2021-11-27T06:00:05","date_gmt":"2021-11-27T05:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=26108"},"modified":"2021-11-26T23:51:21","modified_gmt":"2021-11-26T22:51:21","slug":"abitudini-di-scrittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/abitudini-di-scrittura\/","title":{"rendered":"Alla ricerca di buone abitudini di scrittura"},"content":{"rendered":"<p>In questo mese di novembre, oramai quasi al termine, <strong><span style=\"color: #000080;\">sto partecipando al November We Write, una sfida di scrittura<\/span><\/strong> organizzata dagli amici <a href=\"https:\/\/mypeakchallenge.com\/ambassadors\/peaker-writers\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Peaker Writers<\/em><\/a>, uno dei gruppi Ambassador ufficiali della community <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/my-peak-challenge\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>My Peak Challenge<\/em><\/a>. Contrariamente al pi\u00f9 noto <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/nanowrimo2018-prima-settimana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>NaNoWriMo<\/em><\/a> (National Novel Writing Month) che fissa l&#8217;obiettivo della sfida a 50.000 parole, la lunghezza di un romanzo breve, da scrivere in un solo mese, sempre a novembre, per questo November We Write <strong><span style=\"color: #000080;\">gli obiettivi vengono scelti liberamente da ogni partecipante.<\/span><\/strong> Ovviamente l&#8217;intento deve essere ambizioso e impegnativo, altrimenti non \u00e8 una vera sfida e il traguardo finale non regala alcun sapore, nessuna soddisfazione. November We Write \u00e8 aperto alla scrittura in ogni sua variazione e declinazione: scrittura di narrativa in ogni momento della produzione (stesura, trama, ricerca, modifica, lettura, correzione) o della pubblicazione (invio manoscritto, copertina, marketing), scrittura personale (blog, diario, memorie), altri tipi di scrittura (poesie, sceneggiature, saggistica, conferenze) e ovviamente anche la &#8220;sola&#8221; lettura di libri altrui (perch\u00e9 se vuoi scrivere bene, devi leggere tanto).<br \/>\nCos\u00ec c&#8217;\u00e8 chi conta la parole scritte, chi le pagine editate, chi i capitoli letti, chi le poesie o i progetti conclusi, chi le domande di pubblicazione inviate agli editori e chi i rifiuti ricevuti(!!), chi i minuti seduti sulla sedia tentando di concludere qualcosa. Ogni giorno. Ogni stramaledetto giorno.<\/p>\n<p>Lo scorso anno, dato che la sfida ne seguiva un&#8217;altra ufficiale di My Peak Challenge, 20 minuti di bicicletta\/cyclette al giorno per 20 giorni per raccogliere i fondi per Marie Curie, organizzazione di beneficienza per l&#8217;assistenza e il supporto ai malati terminali e alle loro famiglie, ho continuato a scrivere per 20 minuti al giorno per tutto il mese di novembre. Devo dire che lavorando da casa era semplice: subito dopo aver terminato l&#8217;orario d&#8217;ufficio, restavo al computer altri 20 minuti e scrivevo, o rileggevo, o correggevo. Cos\u00ec ho terminato la stesura completa di due storie vere, avendo gi\u00e0 raccolto per tempo il materiale necessario dalle rispettive protagoniste. Storie che poi sono state pubblicate sulla rivista Confidenze nei mesi successivi: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/confidenze-dietro-la-mascherina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Dietro la mascherina<\/em><\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/confidenze-la-fotografia-di-una-vita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La fotografia di una vita<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Per questo nuovo giro di November We Write ho alzato l&#8217;asticella: invece del 20&#215;30 = 2, ho optato per il 30&#215;30 = 3! \ud83d\ude00<br \/>\nQuindi 30 minuti al giorno incollata alla sedia a sbuffare, per 30 giorni consecutivi. E invece di 2 storie, arrivare a 3 storie completate!<br \/>\nSulla carta l&#8217;idea era ottima, avevo gi\u00e0 radunato tutti gli appunti necessari cos\u00ec da concentrarmi sulla sola stesura. Non avevo per\u00f2 tenuto conto che gli <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/imprevisti-opportunita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>imprevisti-opportunit\u00e0<\/em><\/a>\u00a0di ottobre avrebbero avuto la coda lunga per tutto novembre, con l&#8217;aggiunta dell&#8217;estrazione dell&#8217;ultimo dente del giudizio. Lavorando poi in presenza, quei 30 minuti subito dopo il termine dell&#8217;orario di lavoro, alla stessa postazione, senza alcuno stacco, non ci sono. In mezzo ci sono il traffico, la farmacia, gli alimentari, la posta, la tintoria, il medico e quando arrivo finalmente a casa, il computer ci mette pure lui del suo, con gli aggiornamenti di sistema.<\/p>\n<p>Nonostante tutto, ho gi\u00e0 chiuso due storie vere e sto scrivendo la terza, ma sento di essermi &#8220;forzata&#8221; pi\u00f9 del solito in questa sfida. Soprattutto mi rendo conto che pu\u00f2 funzionare per dei testi brevi (le storie vere non devono superare le 14.000 battute), <strong><span style=\"color: #000080;\">ma bastano 30 minuti al giorno per riuscire a terminare un romanzo, prima che tutta la trama si liquefi nella noia?<\/span><\/strong><br \/>\nSe scrivere un minimo ogni giorno non fa per me, quale altra pu\u00f2 diventare la mia buona abitudine di scrittura? Quella che non mi stanchi troppo e che riesca a mantenermi salda su uno scritto lungo pi\u00f9 di una dozzina di <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/modello-cartella-editoriale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>cartelle editoriali<\/em><\/a>?<\/p>\n<p>La cosa divertente, e mi concedo dell&#8217;ironia, \u00e8 che quando mi ronza in testa una domanda fastidiosa, senza scriverla da nessuna parte, senza nemmeno pronunciarla per sbaglio ad anima viva, senza nemmeno mettermi a cercare sul serio, da ogni angolo mi giungono comunque degli spunti e delle riflessioni sul tema. Mai delle risposte, sarebbe troppo semplice se le soluzioni piombassero direttamente sulla scrivania. Ma apro la mail e ci trovo una newsletter con lo stesso quesito, cerco un libro e incappo in un altro contenuto sul medesimo argomento, mi sposto sui social e gli algoritmi farlocchi mi mostrano, toh guarda caso, proprio quel post l\u00ec.<br \/>\nPi\u00f9 che <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/un-sassolino-da-dio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>sassolini da dio<\/em><\/a>\u00a0per\u00f2, mi sembrano spintoni. Senza una direzione precisa, per giunta&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Qual \u00e8 il tuo sistema?<\/span><\/h2>\n<p>Anche se il mercato editoriale americano \u00e8 differente dal nostro, sono iscritta alla newsletter <a href=\"https:\/\/www.writersdigest.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Writer&#8217;s Digest<\/em><\/a>, perch\u00e9 considerazioni, analisi e risorse sulla scrittura creativa, sulla creazione di una storia o sulle fonti di ispirazione non cambiano. In una delle loro ultime mail mi ha colpito questo titolo: <a href=\"https:\/\/www.writersdigest.com\/be-inspired\/go-ahead-and-write-that-book-but-whats-your-system\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Go Ahead and Write That Book, but What\u2019s Your System?<\/em><\/a>\u00a0(trad. Vai avanti e scrivi quel libro, ma qual \u00e8 il tuo sistema?) di <a href=\"https:\/\/www.writersdigest.com\/author\/j-lawrence-matthews\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>J. Lawrence Matthews<\/em><\/a>, autore conosciuto per la saggistica economica e scrittore esordiente con un romanzo su Sherlock Holmes in viaggio in America. Le prime parole di questo suo articolo mi fanno gi\u00e0 sobbalzare, per quanto mi ci riconosco:<\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 un libro dentro di te che sta aspettando di uscire, e quando arriva il giorno di Capodanno, giuri che ti metterai sotto e lo finirai, quest&#8217;anno! Ma altri dodici mesi passano senza un manoscritto da mostrare e ti dici: \u201cNo, in realt\u00e0, QUESTO anno &#8230;\u201d. E ancora e ancora, finch\u00e9 non passano tanti capodanni da perdere il conto. I tuoi amici smettono di chiedertelo. Il tuo coniuge non ascolta pi\u00f9 le scuse. I tuoi figli pensano che tu sia diventato tenero. Nemmeno il gatto ne vuole sentire parlare.<\/em><br \/>\n<em>Eppure quel libro \u00e8 ancora dentro, in attesa di uscire.<\/em><br \/>\n<em>So tutto di quel libro, ce l&#8217;avevo anch&#8217;io dentro di me. &#8220;QUESTO \u00e8 l&#8217;anno&#8221;, dicevo, pieno di determinazione. Poi, un anno dopo, &#8220;No, davvero, QUESTO \u00e8 l&#8217;anno&#8230;&#8221;. Oh, avevo un&#8217;ottima scusa (o almeno cos\u00ec pensavo). Lavoro. Trovare il tempo per scrivere \u00e8 davvero difficile quando lavori a tempo pieno e hai una famiglia da mantenere. A volte scrivevo nei fine settimana, e un po&#8217; pi\u00f9 seriamente durante le vacanze, ma il problema con la scrittura sporadica come questa \u00e8 che ogni volta che mi sedevo al computer, dovevo riacquistare la conoscenza della storia e dei personaggi.[&#8230;] Poi ho letto un libro breve e divertente che mi ha cambiato la vita.<\/em><\/p>\n<p>Il libro miracoloso a cui si riferisce si intitola <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/How-Fail-Almost-Everything-Still\/dp\/0241003709\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>How to Fail at Almost Everything and Still Win Big<\/em><\/a> (trad. Come fallire in quasi tutto e vincere ancora alla grande) del fumettista Scott Adams, creatore del personaggio <a href=\"https:\/\/dilbert.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Dilbert<\/em><\/a>, un impiegato ligio al proprio ruolo che mostra vizi e difetti del mondo del lavoro (paragonabile al nostro Fantozzi). Questo libro per\u00f2 non \u00e8 una raccolta di strisce umoristiche e nemmeno un manuale di auto-aiuto, quanto piuttosto una autobiografia divertente di come Scott Adams \u00e8 diventato un fumettista famoso nonostante non avesse un grande talento (a suo dire). E nella descrizione pratica della sua carriera, si scopre che Adams non \u00e8 bravo n\u00e9 con la motivazione e nemmeno con fissare degli obiettivi (come &#8220;QUESTO \u00e8 l&#8217;anno&#8230;&#8221;).<\/p>\n<p><em><strong><span style=\"color: #000080;\">&#8220;Gli obiettivi sono per i perdenti&#8221;<\/span><\/strong>, dice Adams senza mezzi termini, e per la semplice ragione che se non hai cambiato il tuo comportamento per raggiungere un obiettivo, non raggiungerai mai quell&#8217;obiettivo.<\/em><br \/>\n<em>Supponiamo che tu voglia perdere 10 chili entro Natale, dice Adams (sto parafrasando: non leggo il libro da cinque anni perch\u00e9 sono stato troppo impegnato a scriverne uno mio, ma questo \u00e8 il succo). Non lo farai mai semplicemente fissando l&#8217;obiettivo di perdere 10 chili prima di Natale. Nella migliore delle ipotesi, farai le cose in grande, forse ridurrai il cibo per qualche giorno, ma alla fine fallirai (e ti odierai per aver fallito, sottolinea astutamente) perch\u00e9 non sei cambiato nel tuo comportamento.<\/em><br \/>\n<em>Quello di cui hai bisogno, dice Adams, \u00e8 un &#8220;sistema&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Ad esempio, se vuoi perdere 10 libbre entro Natale, trova un sistema che puoi raggiungere: &#8220;Sto rinunciando ai carboidrati e cammino per due miglia al giorno&#8221;, dillo, e se ti attieni a quel sistema l&#8217;obiettivo si prender\u00e0 cura di se stesso da solo.<\/em><br \/>\n<em>Perderai i 10 chili.<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 vero, lo posso attestare perch\u00e9 \u00e8 esattamente il modo in cui mi sono rimessa in forma, perdendo un po&#8217; meno di 10 chili. Mi sono iscritta in palestra, ho iniziato a muovermi di pi\u00f9, senza pormi n\u00e9 obiettivi n\u00e9 limiti, ho cominciato a camminare veloce all&#8217;aperto, per poi acquistare un tapis roulant e correre anche quando piove. Non mi sono fissata con una dieta, le restrizioni di quel tipo non durano, piuttosto ho cambiato poco per volta alcuni alimenti, sostituiti con altri. Ma preferisco allenarmi, perch\u00e9 mi diverte, mi rilassa, \u00e8 diventata un&#8217;abitudine. In questo mese di fermo obbligato per problemi alla schiena, l&#8217;allenamento mi manca come l&#8217;aria.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Un sistema fondamentalmente funziona quando diventa un&#8217;abitudine.<\/span><\/strong> Quindi \u00e8 chiaro che devo trovare un&#8217;abitudine anche per la scrittura.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"max-width: 100%;\" src=\"https:\/\/leggi.amazon.it\/kp\/card?asin=B00FHI0XK2&amp;preview=inline&amp;linkCode=kpe&amp;ref_=cm_sw_r_kb_dp_EJ53VTS0M3TYXMX0G17B\" width=\"336\" height=\"550\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Del libro di Scott Adams non c&#8217;\u00e8 una traduzione per il mercato italiano purtroppo (ci perdiamo sempre le cose interessanti eh!), ma qui trovate un riassunto e alcune note sui concetti da lui espressi: <a href=\"https:\/\/dansilvestre.com\/how-to-fail-at-almost-everything-and-still-win-big\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>How to Fail at Almost Everything and Still Win Big by Scott Adams: Summary and Notes<\/em><\/a><br \/>\nL&#8217;articolo di Lawrence Matthews prosegue con la sue esperienza alla ricerca del sistema adatto per terminare QUEL libro:<\/p>\n<p><em>Ho deciso di creare un sistema per finire il mio libro: avrei trovato un modo per scrivere due pagine al giorno, qualunque cosa accada.<\/em><br \/>\n<em>Ma poi \u00e8 arrivata la parte difficile: come farlo?<\/em><br \/>\n<em>Dove ritagliarsi il tempo ogni giorno?<\/em><br \/>\n<em>La giornata lavorativa era fuori, naturalmente, ma dopo cena tendevo a rilassarmi: fare una passeggiata o suonare la batteria o guardare la TV o dare da mangiare al gatto. Tutto e niente. Quello era il momento di scrivere, lo sapevo, ma come motivarmi a uscire dalla mentalit\u00e0 di fine giornata lavorativa, quando volevo solo oziare un po&#8217;? Ho deciso di fingere che fosse mattina. Dopo cena facevo una doccia, come se la giornata ricominciasse, poi mi sedevo a scrivere le mie due pagine.<\/em><br \/>\n<em>Quello era il mio sistema.<\/em><br \/>\n<em>\u00c8 durato, in tutta onest\u00e0, per circa 10 giorni, fino a quando non ho raggiunto la fine del materiale originale che avevo creato nel corso degli anni. A quel punto, ho dovuto iniziare a scrivere materiale che spostasse la storia dall&#8217;inizio alla fine (le cose difficili) e la mia produzione \u00e8 scesa a una pagina al giorno. Poi un paragrafo al giorno. A volte basta una frase al giorno.(Le cose difficili possono essere davvero difficili.) <strong><span style=\"color: #000080;\">Alla fine, ho deciso che avevo solo bisogno di una parola.<\/span><\/strong> E anche se pu\u00f2 sembrare ridicolo, sono felice di dire che ha funzionato[&#8230;]&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Che definire un obiettivo non porti buoni risultati rispetto ad impegnarsi in una routine consolidata era un concetto gi\u00e0 esaminato, ne avevo scritto in questo post, traducendo uno degli articoli pi\u00f9 letti di James Clear: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/obiettivi-contro-sistemi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Obiettivi contro sistemi<\/em><\/a><br \/>\nTra l&#8217;altro James Clear ha nel frattempo pubblicato un libro sempre sul tema, tradotto in italiano da DeAgostini: <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Piccole-abitudini-cambiamenti-Trasforma-piccolo\/dp\/8851172412\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Piccole abitudini per grandi cambiamenti. Trasforma la tua vita un piccolo passo per volta<\/em><\/a>\u00a0(che \u00e8 nel mio comodino da due anni, perch\u00e9 \u00e8 arrivato ahim\u00e8 all&#8217;inizio della pandemia, e mi \u00e8 passata la voglia di leggere saggistica&#8230;)<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Il metodo No Zero days<\/span><\/h2>\n<p>Cercando ancora informazioni su Google sul libro di Scott Adams, sono incappata in un altro contenuto intrigante, da <strong><span style=\"color: #000080;\">uno dei miei giornalisti preferiti del The Guardian, Oliver Burkeman<\/span><\/strong>, autore della rubrica settimanale &#8220;This column will change your life&#8221; (trad. Questa rubrica cambier\u00e0 la tua vita). Molte delle sue rubriche mi hanno in effetti aiutato, non mi hanno cambiato la vita ma di sicuro qualche punto di vista, motivo per cui sono iscritta anche alla sua newsletter: <a href=\"https:\/\/www.oliverburkeman.com\/the-imperfectionist\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The Imperfectionist<\/em><\/a><br \/>\nPotete leggere l&#8217;articolo di Burkeman tradotto in italiano su l&#8217;Internazionale: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/oliver-burkeman\/2014\/11\/11\/il-metodo-conta-piu-degli-obiettivi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il metodo conta pi\u00f9 degli obiettivi<\/em><\/a><\/p>\n<p>Oliver Burkeman ha trovato il saggio di Scott Adams un po&#8217; irritante. L&#8217;autore infatti racconta come in giovent\u00f9 avesse trovato diversi lavori nel settore bancario e nelle telecomunicazioni, nonostante lui stesso fosse &#8220;senza nessuna competenza specifica&#8221;. Per poi essere licenziato dai suoi capi politicamente corretti in quanto maschio e bianco. Nessuno si vanta cos\u00ec spudoratamente della propria incompetenza, ma credo che Scott Adams volesse mostrare un collegamento proprio con il suo personaggio Dilbert, competente ed efficiente ma i cui meriti non sono riconosciuti.<br \/>\nA parte questo, Burkeman ammette che il libro contiene un consiglio molto utile:<\/p>\n<p><em>[&#8230;]se consideriamo la vita una serie di traguardi da raggiungere, viviamo \u201cin uno stato di continuo fallimento\u201d. Per definizione, non arriviamo quasi mai al punto che per noi rappresenta il successo. E anche se ci arriviamo, scopriamo di avere perso la molla che ci spingeva, quindi ne cerchiamo un\u2019altra e ricominciamo da capo.<\/em><br \/>\n<em>Avere un metodo, invece, significa \u201cfare regolarmente qualcosa che a lungo andare aumenter\u00e0 le nostre probabilit\u00e0 di essere felici\u201d, indipendentemente dai risultati immediati. Disegnare una vignetta al giorno \u00e8 un metodo, come anche decidere di fare quotidianamente un po\u2019 di esercizio fisico , piuttosto che prefissarsi un obiettivo come correre una maratona in quattro ore. <strong><span style=\"color: #000080;\">Un metodo che adesso va molto di moda si chiama No zero days<\/span><\/strong>, e consiste semplicemente nel non lasciar passare neanche un giorno senza fare qualcosa, anche minima, in vista di un obiettivo importante.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Incuriosita ancora di pi\u00f9, ho scandagliato Google per rintracciare questo metodo No zero days, perch\u00e9 il collegamento originale sull&#8217;articolo di Burkeman \u00e8 andato perduto nel frattempo. Prima ho trovato questo riassunto su Women&#8217;s Health: <a href=\"https:\/\/www.womenshealth.com.au\/no-more-zero-days-feeling-low-advice\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>\u2018No More Zero Days\u2019 Is The Life Advice We Never Knew We Needed<\/em><\/a> (trad.&#8221;Non pi\u00f9 Giorni Zero&#8221; \u00e8 il consiglio di vita di cui non sapevamo di aver bisogno). Da qui sono risalita al suo &#8220;inventore&#8221;: l&#8217;utente ryans01 all&#8217;interno della comunit\u00e0 social <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/getdisciplined\/comments\/1q96b5\/i_just_dont_care_about_myself\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>reddit.com<\/em><\/a>, che nel novembre del 2013 ha risposto nel forum all&#8217;accorato post di un altro utente in difficolt\u00e0 con la propria vita e la sua salute mentale. Il titolo di quel post \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/getdisciplined\/comments\/1q96b5\/i_just_dont_care_about_myself\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>I just don&#8217;t care about myself<\/em><\/a>\u00a0(trad. Non mi importa di me stesso). La risposta \u00e8 davvero illuminante:<\/p>\n<p><em>Mi chiamo Ryan e vivo in Canada. Mi sono appena trasferito in una nuova citt\u00e0 per un lavoro da sogno che ho ottenuto grazie alle regole seguenti. Devo molto del mio successo a persone molto pi\u00f9 simpatiche, gentili, amorevoli e pi\u00f9 grandi di me. Quando ho la possibilit\u00e0 di dare un po&#8217; di aiuto, \u00e8 il mio modo per ringraziarli.<\/em><br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #000080;\">Regola numero uno &#8211; Non ci sono pi\u00f9 giorni zero.<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #000080;\">Cos&#8217;\u00e8 un giorno zero? Un giorno zero \u00e8 quando non fai una sola fottuta cosa verso qualunque sogno o obiettivo o desiderio o qualunque cosa tu abbia in corso.<\/span><\/strong> Niente pi\u00f9 zeri. Non sto dicendo che devi tirare fuori un tema ogni giorno, non \u00e8 questo il punto. Il punto che sto cercando di spiegare \u00e8 che devi darti da fare, promettere a te stesso, che il nuovo SISTEMA in cui vivi \u00e8 un sistema NON-ZERO. Non hai fatto niente per tutto il fottuto giorno e sono le 23:58? Scrivi una frase. Fai una flessione. Leggi una pagina di quel capitolo. Uno. Perch\u00e9 uno \u00e8 diverso da zero. Mi senti? Quando sei nel super vortice di sentirti depresso, il tuo modello di comportamento \u00e8 mantenere il vortice in movimento, \u00e8 quello a cui sei abituato. Trasformare in produttivit\u00e0 il padrone supremo dell&#8217;universo non avviene dal vortice. Succede da una serie enorme di NON-ZERO COERENTI. Questa \u00e8 la regola numero uno. Non dimenticare.<\/em><\/p>\n<p>Quindi impegnarsi ogni giorno per un&#8217;attivit\u00e0 inerente ai nostri sogni e desideri, nel nostro caso finire di scrivere quel romanzo. Senza per\u00f2 disperarsi quando non si \u00e8 riusciti a mettere gi\u00f9 pi\u00f9 di dieci parole in croce o si \u00e8 arrivati al termine della giornata solo con una blanda rilettura e giusto qualche correzione. Quello \u00e8 comunque un giorno uno, si \u00e8 rimasti nel sistema.<br \/>\nLe altre regole di Ryan sono: siate grati ai tre voi stessi (Passato, Presente e Futuro), ringraziate il vostro giovane di ieri per quanto fatto e aiutate il vostro futuro di domani con le azioni di oggi; perdonate voi stessi, per qualsiasi cosa, e guardate all&#8217;oggi; allenatevi e leggete, aiutando la salute del corpo e della mente. Sottoscrivo tutto. \ud83d\ude09<\/p>\n<p>Il metodo No Zero days mi ha ricollegato ad un&#8217;altra domanda latente: dovrei riprovare con un altro giro di <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/nanowrimo2018-prima-settimana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>NaNoWriMo<\/em><\/a>? Mi sono sempre risposta di no, se mi sento sotto sforzo per soli 30 minuti di scrittura quotidiana, figuriamoci cosa pu\u00f2 essere imporsi di scrivere 1.667 parole al giorno!<br \/>\nAl solito, la riflessione \u00e8 arrivata via newsletter! \ud83d\ude00<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Scrivere ogni giorno: il NaNoWriMo<\/span><\/h2>\n<p>Sempre leggendo Writer&#8217;s Digest mi trovo con questo titolo sotto il naso: <a href=\"https:\/\/www.writersdigest.com\/be-inspired\/expectation-versus-reality-10-truths-you-should-know-about-nanowrimo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Expectation Versus Reality: 10 Truths You Should Know About NaNoWriMo<\/em><\/a> (trad. Aspettative contro realt\u00e0: 10 verit\u00e0 che dovresti sapere su NaNoWriMo). Lo stesso staff dell&#8217;organizzazione del NaNoWriMo vuole ricondurre alla realt\u00e0 alcuni miti che aleggiano intorno al processo di questa grande sfida di scrittura. Tra le verit\u00e0, vediamo quelle che colpiscono il metodo e i risultati:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Aspettativa:<\/span><\/strong> Finirai NaNoWriMo con un romanzo pronto per essere pubblicato.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Verit\u00e0:<\/span><\/strong> ci sono molti consigli di scrittura contrastanti, ma se c&#8217;\u00e8 una cosa su cui tutti sono d&#8217;accordo, \u00e8 che la tua prima bozza non sar\u00e0 perfetta.[&#8230;]Inoltre, 50.000 parole equivalgono a un romanzo breve o a una novella. Potresti scoprire che la tua storia ha bisogno di molte pi\u00f9 parole prima di essere finita.<br \/>\n<em>Eccola l\u00ec, quest&#8217;ultimo \u00e8 proprio il mio caso&#8230;<\/em> \ud83d\ude1b<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Aspettativa:<\/span><\/strong> scriverai molto durante NaNoWriMo, ma niente di tutto questo andr\u00e0 bene.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Verit\u00e0:<\/span><\/strong> solo perch\u00e9 la tua prima bozza non \u00e8 perfetta non significa che dovresti buttarla via. Come abbiamo detto sopra, nessuno scrive una bozza perfetta al primo tentativo e la quantit\u00e0 pu\u00f2 portare alla qualit\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 probabile che corri rischi creativi e fai salti di fantasia per stare al passo con il tuo conteggio quotidiano delle parole.<br \/>\n<em>Beh, no grazie. Gi\u00e0 di mio, io scrivo revisionando, la scrittura di getto non mi riesce. Sono un plotser, non un pantser! (Se non sapete cosa sto dicendo, leggete qui: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/plotter-pantser-plotser\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Plotter, pantser \u2026o plotser?<\/a>)<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Aspettativa:<\/span><\/strong> \u00e8 meglio scrivere quando sei ispirato.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Verit\u00e0:<\/span><\/strong> l&#8217;ispirazione \u00e8 spesso caratterizzata come un fulmine, un lampo brillante che colpisce dal cielo, e quella metafora contiene certamente la verit\u00e0 perch\u00e9 i momenti di ispirazione possono essere un&#8217;improvvisa forza di accensione. Ma quei grandi e sbalorditivi momenti di ispirazione sono rari. NaNoWriMo insegna che l&#8217;ispirazione \u00e8 evocata nel racconto, nel superare qualsiasi calma che colpisca con forza di volont\u00e0, grinta e tanta caffeina quanta ne serve. Le parole che crei ogni giorno sono frutti di ispirazione. Ogni parola invita a seguire altre parole.<br \/>\n<em>Touch\u00e8, non sempre sono ispirata, ma scrivo lo stesso. A volte ne esce comunque qualcosa di buono.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Aspettativa:<\/span><\/strong> non ho tempo per NaNoWriMo; Sono troppo occupato.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Verit\u00e0:<\/span><\/strong> NaNoWriMo non \u00e8 per le persone che hanno tempo per scrivere, si tratta di trovare il tempo per scrivere. Si tratta di decidere che per un solo mese darai priorit\u00e0 alla creativit\u00e0 nella tua vita.<br \/>\n<em>Bene, e se mi serve pi\u00f9 di un mese, che facciamo?!<\/em> \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Qui torniamo al punto di partenza: NaNoWriMo insegna a scrivere ogni giorno, a dare priorit\u00e0 alla scrittura sopra tutto il resto per un mese interno, ma dopo? Non \u00e8 pensabile reggere il ritmo di NaNoWriMo per sei mesi oppure un anno. E se un giorno non mi va o davvero non ho tempo di scrivere proprio, nemmeno una riga?!<br \/>\nFinisco di leggere questo articolo e penso: se continua cos\u00ec, riuscir\u00f2 a finire quel romanzo solo quando smetter\u00f2 di lavorare, alla pensione! Se non vinco una lotteria milionaria prima, ovviamente.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Prima della pensione&#8230;<\/span><\/h2>\n<p>Sto ancora calcolando quanti anni di lavoro mi mancano per ritirarmi a vita privata, che sul gruppo Peaker Writers un&#8217;amica condivide un post Facebook del giovane self-publisher <a href=\"http:\/\/www.chrisbrauerwriter.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Chris Brauer<\/em><\/a>, una riflessione da lasciarmi stecchita.<br \/>\nAutore dell&#8217;esilarante diario &#8220;Life, in a Nutshell&#8221; (trad. La vita, in un guscio di noce) e &#8220;Life, in a Nutshell 2&#8221; disponibili su Amazon, Chris Brauer vive nel sud-est della British Columbia, la provincia pi\u00f9 occidentale del Canada, dove divide il suo tempo tra scrittura e insegnamento. Gli piace viaggiare, mangiare fuori, litigare con i suoi gatti e indossare maglioni di lana. Il primo libro \u00e8 diventato anche un audiolibro su Spotify ed ha prodotto anche un podcast dal titolo &#8220;Some Fantastic&#8221; (trad. Qualche fantastico).<br \/>\nSu Facebook Chris Brauer ha un profilo molto attivo e seguito, dove condivide le sue riflessioni giornaliere sulla scrittura e sulla vita. Questo \u00e8 il post che mi ha mandato in crisi:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: none; overflow: hidden;\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fchrisbrauerwriter%2Fposts%2F4530812996984970&amp;show_text=true&amp;width=500\" width=\"500\" height=\"738\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><em>Il mio primo festival degli scrittori era pieno di donne in pensione. Ero l&#8217;unico ragazzo sotto i cinquant&#8217;anni e spesso venivo scambiato per un oratore ospite.<\/em><br \/>\n<em>Per tutto il fine settimana, ho sentito la stessa conversazione. \u201cOra che sono in pensione, posso finalmente scrivere la storia dei miei nonni che vengono in Canada.\u201d Oppure \u201cOra che sono in pensione, posso finalmente scrivere quel giallo ambientato nei boschi della Columbia Britannica.\u201d<\/em><br \/>\n<em>Decine hanno detto la stessa cosa. Durante il pranzo e il caff\u00e8. Nei momenti di tranquillit\u00e0 tra un laboratorio e l&#8217;altro. <strong><span style=\"color: #000080;\">Ora che sono in pensione. Ora che ho tempo. Finalmente.<\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em>Quello che intendevano era: \u201cOra che non sono pi\u00f9 responsabile per gli altri come prima, posso finalmente darmi il permesso di fare qualcosa di egoista.\u201d<\/em><br \/>\n<em>A 65 o 70 anni.<\/em><br \/>\n<em>Tutto quel tempo a mettere da parte una passione in modo che potessero essere viste come buone mogli o buone madri o buone amiche o buone dipendenti. Ci sar\u00e0 tempo dopo. Quando tutto questo si sar\u00e0 sistemato.<\/em><br \/>\n<em>Continua. Continua a collegare. Prima al mattino. Ultima ad andare a letto. Rimani fino a tardi al lavoro. Probabilmente non pagata. E poi la spesa in frigo. Cena in tavola. Prepara gli articoli in vendita per la raccolta fondi. Fai tutto. Nessuna lamentela. Non chiedere aiuto.<\/em><br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\"><em>Non osare prenderti del tempo per scrivere qualche stupido libro che nessuno legger\u00e0.<\/em><\/span><\/strong><br \/>\n<em>Che mer** di cavallo \u00e8 questa?<\/em><br \/>\n<em>Ancora oggi, nonostante tutti i progressi fatti, la misura di una brava donna \u00e8 quanto \u00e8 disposta a rinunciare a se stessa per esserci per gli altri.<\/em><br \/>\n<em>Sai cosa? Va bene scegliere te stessa.<\/em><br \/>\n<em>Leggilo di nuovo.<\/em><br \/>\n<em>E sai cosa? Lo sento anch&#8217;io. Anche se incoraggio i giovani insegnanti a prendersi dei giorni di salute mentale &#8211; giorni lenti per assaporare il loro caff\u00e8 in pigiama o fare escursioni nei boschi con un paio di samosa &#8211; devo ancora seguire il mio consiglio.<\/em><br \/>\n<em>Mi sento ancora in colpa quando mi siedo a scrivere. Mi sento particolarmente in colpa quando guardo qualcosa su Netflix e il bucato deve ancora essere riposto e la lavastoviglie deve ancora essere caricata. Pagelle. Piani unitari. Tutta quella roba.<\/em><br \/>\n<em>Stare a casa con il raffreddore o il mal di gola va bene. Restare a casa perch\u00e9 devi riconoscere la sensazione di essere in fondo all&#8217;oceano, appesantito dalla paura, dall&#8217;ansia e dalla depressione, deve andare bene.<\/em><br \/>\n<em>Per favore, resta a casa. Non perch\u00e9 cos\u00ec puoi mettere in ordine la casa. Non perch\u00e9 cos\u00ec puoi fare il riciclaggio. Resta a casa per scrivere, dipingere, ricamare, cucire o sederti al tornio. Resta a casa per fare un&#8217;escursione nei boschi o sederti in un caff\u00e8 da solo.<\/em><br \/>\n<em>Va bene.<\/em><br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\"><em>Non stai voltando le spalle a nessuno. Non stai negando niente a nessuno. Ti stai prendendo del tempo per te.<\/em><\/span><\/strong><br \/>\n<em>I nostri figli non hanno bisogno di noi che li salviamo. Hanno bisogno di vederci salvare noi stessi. Hanno bisogno di vederci prenderci cura di noi stessi e hanno bisogno di vederci mostrare emozioni.<\/em><br \/>\n<em>Vorrei che questo post potesse arrivare in lungo e in largo, perch\u00e9 penso che sia molto importante rivalutare cosa significa essere umani.<\/em><br \/>\n<em>Siamo una specie che prospera quando ci connettiamo l&#8217;uno con l&#8217;altro. Quando celebriamo piccoli momenti di coraggio, compassione e connessione. Piccoli momenti di goffaggine, audacia e gentilezza.<\/em><br \/>\n<em>Non siamo una specie che prospera quando mettiamo in valigia i nostri sogni, desideri e momenti di vulnerabilit\u00e0. Lo so. L&#8217;ho provato. Per molto tempo.<\/em><br \/>\n<em>Ricorda: tifo per te. Siamo tutti sulla stessa barca.<\/em><\/p>\n<p>Ha ragione. Ha terribilmente ragione.<br \/>\nEd \u00e8 per questo che ho cambiato lavoro: per avere pi\u00f9 tempo per me e le mie passioni. Adesso.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Idee? Alternative? Proposte?<\/span><\/h2>\n<p>Qual \u00e8 la vostra buona abitudine di scrittura?<br \/>\nSe ancora non l&#8217;avete trovata, quali metodi avete gi\u00e0 sperimentato che non vi hanno aiutato?<br \/>\nDopo questa mia esplorazione, voglio provare quel metodo No Zero days, e quando non ho voglia di scrivere cercare comunque di lavorare sulla storia, rileggerla, ascoltarla, immaginarla sullo schermo.<br \/>\n&#8230;tanto quelli della mia generazione se la scordano la pensione! \ud83d\ude09<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo mese di novembre, oramai quasi al termine, sto partecipando al November We Write, una sfida di scrittura organizzata dagli amici Peaker Writers, uno dei gruppi Ambassador ufficiali della community My Peak Challenge. 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