{"id":26056,"date":"2021-11-18T06:00:35","date_gmt":"2021-11-18T05:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=26056"},"modified":"2022-04-25T16:13:08","modified_gmt":"2022-04-25T14:13:08","slug":"si-puo-vivere-senza-whatsapp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/si-puo-vivere-senza-whatsapp\/","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 vivere senza WhatsApp?"},"content":{"rendered":"<p>Ciclicamente durante l&#8217;anno mi arriva la solita ondata di richieste, a vario titolo ma tutte inerenti una controversa questione: &#8220;Come ti trovo su WhatsApp?&#8221;<br \/>\nLa risposta \u00e8 semplice e spiazzante per qualsiasi interlocutore io abbia di fronte: &#8220;Non mi trovi su WhatsApp, non lo uso.&#8221;<br \/>\nSeguono attimi di smarrimento, poi di sospetto e di dubbio, tutti visibilmente chiari nell&#8217;espressione facciale di chi non si aspettava per niente una replica del genere. Pensano che li sto prendendo in giro, che non abbia capito di quale piattaforma stiano parlando, che non voglia fornire il mio numero di telefono. Ma se la questione \u00e8 importante, se non rischio di essere contattata per il solito cambio di fornitura elettrica o per acquistare un potentissimo aspirapolvere ad acqua, non ho problemi a fornirlo, basta chiamarmi invece di chattare.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima volta mi sono sentita chiedere il numero di cellulare personale da un mio superiore al lavoro, perch\u00e9 mi si voleva aggiungere ad un &#8220;gruppo di cazzeggio&#8221; (uhm, mi \u00e8 difficile associare il cazzeggio con il lavoro, specialmente in questi anni di smart working assassino&#8230;). L&#8217;idea era di utilizzare una conversazione fuori dall&#8217;orario d&#8217;ufficio per il team building, rafforzare il legame tra colleghi. Peccato che io il mio tempo libero lo impegno in altro modo, a volte il telefonino me lo dimentico dentro la borsa il venerd\u00ec sera e me ne ricordo il luned\u00ec, se non squilla, perch\u00e9 tanto o sto leggendo un romanzo oppure sto scrivendo al computer portatile (conviene quindi che mi inviate una mail \ud83d\ude1b )<\/p>\n<p>Ho dovuto quindi rispondere dando tranquillamente il mio numero personale, solo per effettive urgenze quando non sono presente in ufficio. Attenzione, ho scritto urgenze, del tipo si sta allagando il parcheggio interrato, ha preso fuoco il tuo ufficio, \u00e8 esplosa la sala server, c&#8217;\u00e8 un&#8217;invasione di scarafaggi nella mensa dei dipendenti, ti sei dimenticata il portafoglio sopra la scrivania. Chiamarmi la domenica mattina per chiedermi com&#8217;\u00e8 messa quello o quest&#8217;altro progetto, non \u00e8 un urgenza, pu\u00f2 attendere il luned\u00ec.<\/p>\n<p>Per quanto vi sembri incredibile, specie perch\u00e9 sono un informatico (io invece direi: soprattutto perch\u00e9 sono un informatico), <strong><span style=\"color: #008080;\">WhatsApp non lo utilizzo, non ce l&#8217;ho proprio installato sullo smartphone. E&#8217; troppo dispersivo.<\/span><\/strong><br \/>\nDel resto, non mi risulta sia uno strumento richiesto dal mio contratto, anzi, da nessun contratto di lavoro esistente e specie su un numero di telefono privato del dipendente. Sarebbe ancora accettabile se fosse fornito direttamente sul cellulare aziendale, da tenere acceso durante l&#8217;orario di lavoro o la reperibilit\u00e0, ma se il cellulare e il numero sono privati, io pago e io decido. \ud83d\ude09<\/p>\n<p><em>&#8220;Non \u00e8 possibile che tu non abbia WhatsApp, ma come fai?!&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Se hai bisogno, mandami un sms&#8230;&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Eh, non ce li ho gli sms nel mio piano tariffario, mi costano un botto.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Non \u00e8 possibile che tu non abbia gli sms, daiiii, ma come fai?!&#8221;<\/em> \ud83d\ude00 \ud83d\ude00 \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Cosa mi perdo in fondo senza WhatsApp? Buongiorno, buonasera e buonpomeriggio glitterati e orde di gattini ammiccanti, che ci ho messo qualche anno a toglierli dalla mia bacheca Facebook; catene di Sant&#8217;Antonio di dubbia provenienza ma di sicura minaccia se non si adempie all&#8217;inoltro ad altri sfortunati utenti; barzellette e immagini pi\u00f9 o meno divertenti, pi\u00f9 o meno sporche, che superano le cinquanta sfumature di ogni colore (a volte per\u00f2 sono al limite della decenza mentale, quando sono donne che deridono altre donne per l&#8217;aspetto fisico); lamentele e negativit\u00e0 al cubo, non per la ricerca di ascolto e di supporto, ma per contagio, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 niente di meglio che stare male in due senza fatica, invece che stare bene da soli con un minimo di lavoro su se stessi; i parenti, tutti i parenti, tutti insieme, e qui non occorre che aggiunga nient&#8217;altro, no?<\/p>\n<p>Lasciatemi tornare seria. <strong><span style=\"color: #008080;\">La mia non \u00e8 una presa di posizione snobista, quanto piuttosto una strategia di difesa.<\/span><\/strong> Di tutti i social media, ritengo WhatsApp il pi\u00f9 pericoloso, vuoi per le sue carenze strutturali come applicazione e vuoi per il modo in cui oramai viene utilizzato dalla maggioranza dei suoi utenti. Lo dico dopo anni di osservazione proprio degli amici, degli effetti che WhatsApp ha sul loro umore e di come non abbia poi migliorato le loro conversazioni col resto del mondo, perdendoci dietro pure una quantit\u00e0 spropositata di tempo libero.<br \/>\nUna telefonata ti salva la vita, diceva un vecchio spot degli anni &#8217;90.<\/p>\n<p>Del resto, nel post <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/come-leggere-200-libri-anno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Come leggere 200 libri in un anno<\/em><\/a>\u00a0avevamo calcolato che si possono leggere anche fino a 100 romanzi (200 libri \u00e8 in effetti un tantino esagerato) eliminando l&#8217;uso intensivo dei social media dalla nostra quotidianit\u00e0. E allora non dico tutte le piattaforme, ma da qualche parte bisogner\u00e0 pur cominciare. Per me WhatsApp non ha al momento alcuna utilit\u00e0. Siete davvero sicuri che ne abbia per voi? \ud83d\ude42<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #008080;\">Perch\u00e9 volete tutti usare WhatsApp?<\/span><\/h2>\n<p>Come \u00e8 possibile che WhatsApp, n\u00e9 la prima n\u00e9 l&#8217;unica applicazione di messaggistica, sia entrata cos\u00ec velocemente nella nostra routine, anche dei pi\u00f9 avversi alla tecnologia, tanto che persino gli anziani imparano a muoversi prima su questo strumento che sulla rubrica del proprio telefonino?<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008080;\">Perch\u00e9 \u00e8 troppo semplice. Perch\u00e9 \u00e8 comodo e immediato. Perch\u00e9 ce l&#8217;hanno tutti.<\/span><\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 siete imitatori: <em>&#8220;Poich\u00e9 il 95 percento delle persone sono imitatori e solo il 5 percento iniziatori, le persone sono persuase pi\u00f9 dalle azioni degli altri che da qualsiasi prova che possiamo offrire&#8221;<\/em>, spiega Robert Cialdini, psicologo statunitense, professore di Marketing all&#8217;Arizona State University (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/brettsteenbarger\/2018\/11\/30\/are-you-an-imitator-or-an-initiator\/?sh=2dad2abd4beb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Forbes<\/em><\/a>).<\/p>\n<p>Se anche vi dicessi che WhatsApp non \u00e8 un&#8217;applicazione sicura, n\u00e9 per voi n\u00e9 per i vostri amici, visto che condividete la vostra rubrica telefonica (quindi anche i loro numeri privati, dato personale) con WhatsApp, senza chiedere un consenso anticipato al proprietario del numero (ve lo ricordate il <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/gdpr-privacy-per-blogger\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>GDPR<\/em><\/a>, il regolamento europeo sulla privacy, si?), e vi riportassi studi e controstudi psicologici sull&#8217;impatto emotivo, deleterio sul lungo termine alla vostra mente, non mi dareste ascolto perch\u00e9 la maggioranza delle persone usa WhatsApp senza alcun problema. Perch\u00e9 dovreste avere qualche scrupolo proprio voi?<br \/>\nNon so dire se sono un iniziatore, non mi lancio sull&#8217;ultimo smartphone appena uscito e nemmeno sulla piattaforma social appena lanciata. All&#8217;epoca, sono stato l&#8217;ultima dei miei colleghi informatici a iscriversi a Facebook, per dire, solo quando ne avevo compreso le potenzialit\u00e0 e preso le misure dai suoi intrighi. Potrei essere anche l&#8217;ultima a creare un profilo su WhatsApp, potreste pensare, ma in realt\u00e0 \u00e8 come se mi ci fossi gi\u00e0 iscritta e fossi la prima che ne esce, senza danno e senza rimpianti.<\/p>\n<p><em>&#8220;La tecnologia non \u00e8 buona o cattiva, lo diventa nella misura in cui ci lasciamo dominare da essa. \u00c8 indubbio che oggi abbiamo possibilit\u00e0 mai avute prima d\u2019ora nella storia. Tuttavia mi sembra che la maggioranza delle persone ne sia soggiogata pi\u00f9 che avvantaggiata&#8221;<\/em>, osserva Riccardo Scandellari in questo post su Linkedin: <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/il-giorno-cui-ho-scoperto-di-essere-avaro-riccardo-scandellari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il giorno in cui ho scoperto di essere avaro.<\/em><\/a><\/p>\n<p>Ecco, in questi anni ho studiato attentamente tutti voi alle prese con WhatsApp e <strong><span style=\"color: #008080;\">ho deciso che non voglio esserne soggiogata.<\/span><\/strong><br \/>\nIl problema \u00e8 che WhatsApp, con oltre 35 milioni e mezzo di italiani iscritti nel 2021, \u00e8 diventato quasi uno standard di comunicazione persino in quei luoghi pubblici dove non dovrebbe proprio essere concesso di avallare un simile monopolio (WhatsApp \u00e8 di propriet\u00e0 di Facebook, da pochi giorni Meta, azienda privata statunitense).<br \/>\nAd esempio, che la sorveglianza di quartiere sia affidata a gruppi su WhatsApp \u00e8 quantomeno preoccupante. Se un domani Mark Zuckemberg o i suoi investitori decidessero di chiudere l&#8217;applicazione, che succederebbe al povero quartiere? Non ci salutiamo nemmeno in condominio e poi comunichiamo via WhatsApp se c&#8217;\u00e8 un forestiero che si aggira guardingo per la via?!<br \/>\nChe dire poi dei compiti degli insegnanti inviati via WhatsApp agli studenti? Un&#8217;attivit\u00e0 seria come l&#8217;educazione scolastica non dovrebbe affidarsi ad una chat di terze parti. Dovrebbero esserci gli indirizzi email dei genitori solo per scopi scolastici dei propri figli e l&#8217;indirizzo email del professore, meglio se fornito dal Ministero della Pubblica Istruzione. Per quel che ho visto e sentito finora, su WhatsApp girano solo gli assalti organizzati dei genitori nei gruppi di classe verso questo o quel professore esigente e, perch\u00e9 danno il buon esempio ai ragazzi, il bullismo nelle chat degli alunni.<\/p>\n<p>Non voglio dire che sono arrivata a laurearmi senza WhatsApp, perch\u00e9 credo nella tecnologia e nelle infinite opportunit\u00e0 che ci spalanca davanti. In effetti sono stata la prima tra le mie amiche ad avere un personal computer in casa, forse questo mi posiziona tra gli iniziatori.<br \/>\nAd ogni modo, sta a noi sfruttare solo gli strumenti che davvero ci rendono migliori.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #008080;\">La qualit\u00e0 della conversazione<\/span><\/h2>\n<p>Per quel che ho potuto verificare, il disagio maggiore all&#8217;interno di WhatsApp \u00e8 nei messaggi privati diretti, da utente ad utente.<br \/>\nUno strumento come WhatsApp ha senso solo quando si vuole una conversazione asincrona: mando un messaggio a qualcuno e non ho la pretesa della risposta immediata. Altrimenti, telefonerei, anche pi\u00f9 volte, finch\u00e9 dall&#8217;altra parte \u00e8 chiara la mia urgenza.<br \/>\nLa qualit\u00e0 scende quando <strong><span style=\"color: #008080;\">uso uno strumento asincrono per natura come se invece fosse sincrono<\/span><\/strong>, dando per scontato che dall&#8217;altra parte ci sia subito l&#8217;attenzione dell&#8217;altro interlocutore. Il quale magari, pur avendo il telefono acceso e lo stato su &#8220;Disponibile&#8221;, configurazione per altro di default all&#8217;installazione, sta facendo ben altro e ignora la nostra urgenza.<br \/>\nCi sarebbe anche da discutere sul significato di &#8220;urgente&#8221;, variabile soggettiva, ma qui ricordo una frase attribuita al presidente Eisenhower: <em>&#8220;Ci\u00f2 che \u00e8 importante raramente \u00e8 urgente e ci\u00f2 che \u00e8 urgente raramente \u00e8 importante.&#8221;<\/em> (ne abbiamo parlato qui: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/scrivere-importante-non-urgente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Scrivere \u00e8 importante, anche se non urgente<\/em><\/a>)<\/p>\n<p>Del resto lo stesso Mark Zuckemberg, dopo l&#8217;acquisto di WhatsApp da parte della societ\u00e0 Facebook, gi\u00e0 proprietaria di un altro strumento di messaggistica, Messenger, aveva spiegato la differenza tra i due applicativi: Messenger sarebbe rimasto a supporto di Facebook, con un&#8217;esperienza multimediale pi\u00f9 ricca nella propria rete di amici, mentre <strong><span style=\"color: #008080;\">l&#8217;obiettivo di WhatsApp era di sostituire i vecchi cari SMS<\/span><\/strong>, una conversazione asincrona (tranne per i dinosauri come me che avevano la Summer Card di Omnitel con messaggi illimitati \ud83d\ude00 )<\/p>\n<p>E invece si sta l\u00ec, davanti al telefonino, ad attendere la spunta blu di lettura del messaggio. E poi parte il contasecondi in attesa della risposta. Perch\u00e9 ci mette tanto? Ha letto, cosa aspetta? Magari dall&#8217;altra parte, ha scorso velocemente l&#8217;app durante un&#8217;altra conversazione in presenza, ma non pu\u00f2 rispondere finch\u00e9 non ha terminato. Oppure infilando il telefono in borsa o in tasca, si \u00e8 aperta la notifica push-up, segnando come letto il messaggio, ma in realt\u00e0 l&#8217;utente non l&#8217;ha proprio visto. Oppure stava per rispondervi, ma \u00e8 stato fermato da un imprevisto: una telefonata in ufficio, il campanello di casa, il bambino in ritardo con i compiti, il gatto che sta tirando le tende&#8230;<br \/>\nPeggio ancora se si decide di nascondere sia lo stato di connessione che le notifiche di lettura dei messaggi, proprio per evitare fraintendimenti. Perch\u00e9 allora si diventa colpevoli in anticipo, nemmeno aveste sbattuto in faccia il telefono durante una chiamata.<br \/>\nGuardo tutti questi comportamenti e mi chiedo: <strong><span style=\"color: #008080;\">quanta energia viene sprecata? E quanto tempo soprattutto?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Sono alcune dinamiche che certe volte si innescano anche su Messenger, seppure in maniera contenuta perch\u00e9, essendo legato all&#8217;account di Facebook e non al numero di telefono, il numero di utenti \u00e8 pi\u00f9 limitato di WhatsApp e non si d\u00e0 per scontato di essere sempre connessi all&#8217;applicazione. Potrebbe anche non essere installata sul telefono, ma solo in uso da Facebook via browser su un computer.<\/p>\n<p>In ogni caso, <strong><span style=\"color: #008080;\">chi mi cerca mi trova lo stesso:<\/span><\/strong> qui sul blog, dove c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;indirizzo email personale di webnauta, oppure su Facebook, sia pagina di webnauta che profilo personale, poi Twitter e Instagram come barbarawebnauta, anche su Linkedin con il mio profilo professionale (i quattro bottoni qui in alto a destra vi fanno accedere direttamente). E queste sono tutte piattaforme social a cui \u00e8 stata affiancata una chat privata, cos\u00ec come Facebook ha Messenger, anche Twitter, Instagram e Linkedin hanno dei messaggi diretti.<br \/>\nBasta che non mi inviate vocali, perch\u00e9 non li ascolto.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #008080;\">L&#8217;orrore dei messaggi vocali<\/span><\/h2>\n<p>Se WhatsApp \u00e8 pericoloso, i messaggi vocali sono la morte nera.<br \/>\nNon mi sono mai piaciuti molto, perch\u00e9 mi costringono a perdere molto pi\u00f9 tempo di un messaggio scritto, sia in lettura che in scrittura. Ma questa estate ho proprio verificato personalmente quanto danno possono arrecare.<\/p>\n<p>A seguito di un mio messaggio scritto all&#8217;interno di una chat di gruppo, una persona di fretta e arrabbiata per una giornata storta, per sua stessa ammissione, mi ha risposto con un messaggio vocale di pochi secondi, dove sfogava tutta la sua frustrazione sulla sottoscritta. Aveva capito fischi per fiaschi, senza considerare che ci eravamo sentite nemmeno due giorni prima e doveva esserle chiaro il significato del mio messaggio.<br \/>\nMa era di fretta, appunto, non ci ha pensato, non si \u00e8 preoccupata n\u00e9 di capire cosa scrivevo n\u00e9 dell&#8217;impatto della sua risposta cattiva. Tra l&#8217;altro \u00e8 un gruppo di supporto dove vigono quattro regoline fondamentali: Sii gentile. Sii consapevole. Sii rispettoso. Sii comprensivo.<br \/>\nSe le \u00e8 scordate tutte in venti secondi. Io per\u00f2 ci sono rimasta male per tre notti.<\/p>\n<p>Parlando con un&#8217;amica psicologa (s\u00ec, ogni tanto ho bisogno di un tagliando, specie perch\u00e9 frequento situazioni complesse), dopo aver ascoltato quel messaggio vocale, mi spiegava che quella \u00e8 proprio una comunicazione sbagliata. <strong><span style=\"color: #008080;\">\u00c8 un dialogo a senso unico, troppo facile, senza valutazione e considerazione di chi c&#8217;\u00e8 dall&#8217;altra parte.<\/span><\/strong> Qualcuno definisce l&#8217;invio dei messaggi vocali pure come un selfie del proprio ego!<br \/>\nQuando scriviamo invece un messaggio di testo, rileggiamo subito cosa abbiamo scritto, ce l&#8217;abbiamo l\u00ec sotto il naso, quindi stiamo pi\u00f9 attenti alle parole pronte all&#8217;invio. Quando inviamo un messaggio vocale, quella rilettura non c&#8217;\u00e8, rischiamo di lasciarci andare a parole che non avremmo il coraggio di usare di persona. Parole molto dannose per la relazione. <strong><span style=\"color: #008080;\">Meglio sentirsi in chiamata piuttosto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>In una telefonata il dialogo \u00e8 a doppio senso, parliamo e siamo sottoposti subito al contradittorio. La persona ci risponde subito se qualche parole \u00e8 stata travisata, riportando nel giusto binario la qualit\u00e0 della conversazione.<br \/>\nCon il messaggio vocale, parliamo a ruota libera, esigiamo (senza accertarcene) che l&#8217;altro sia disposto ad ascoltare il nostro vocale e non ci aspettiamo contradittorio, se non con tempi dilatati (e nel frattempo la relazione si logora). Dall&#8217;altra parte, alla ricezione del messaggio vocale, c&#8217;\u00e8 una notifica dell&#8217;arrivo e nessuna anteprima del contenuto, siamo costretti ad ascoltare il messaggio fino alla fine, senza poter valutare a priori l&#8217;importanza e l&#8217;urgenza. E magari al termine, ci sembrer\u00e0 pure tempo sprecato se il messaggio non era cos\u00ec rilevante o se la persona ha ripetuto pi\u00f9 volte lo stesso concetto, temendo di non essere compresa. Mentre in chiamata, possiamo virare la conversazione su quello che ci interessa maggiormente e mostrare subito di avere afferrato il punto.<br \/>\nSecondo questa amica psicologa, se si potessero rileggere i vocali come testo scritto, <strong><span style=\"color: #008080;\">la gente cancellerebbe l&#8217;80% di questi messaggi senza inviarli<\/span><\/strong>, perch\u00e9 sarebbe pi\u00f9 tangibile l&#8217;utilizzo errato delle parole.<\/p>\n<p>Senza contare poi la scomodit\u00e0 di dover ascoltare i messaggi vocali con le cuffiette, perch\u00e9 l&#8217;audio del mittente richiede comunque un minimo di privacy. Non si possono ascoltare i vocali degli altri in vivavoce alla presenza di estranei, perch\u00e9 loro non sono l\u00ec presenti a dirvi quando \u00e8 il momento di abbassare il tono o di rinviare la discussione a quando sarete di nuovo soli.<br \/>\nPurtroppo WhatsApp ha intensificato proprio l&#8217;uso dei messaggi vocali, che sono anche stati introdotti nelle altre applicazioni similari. E quella che poteva essere una comodit\u00e0 in taluni momenti, \u00e8 diventata un&#8217;arma a doppio taglio utilizzata senza parsimonia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho seguito il consiglio della mia amica: non ascolto i messaggi vocali. Se \u00e8 urgente, mi chiamano. Se \u00e8 importante, mi scrivono.<br \/>\nQualche volta mi arrogo anche il diritto alla disconnessione, non solo dal luogo di lavoro, ma anche dalla vita frenetica. Il weekend sento proprio la necessit\u00e0 di scordarmi il telefono (e il computer) e aprire un buon libro. \ud83d\ude09<\/p>\n<h2><span style=\"color: #008080;\">Niente WhatsApp, meglio Whatzupwitu!<\/span><\/h2>\n<p>E comunque a WhatsApp io preferisco di gran lunga Whatzupwitu, contrazione fonetica della domanda in lingua inglese &#8220;What&#8217;s up with you?&#8221; ovvero &#8220;Che ti succede?&#8221;, nonch\u00e9 titolo dello straordinario duetto tra Michael Jackson ed Eddie Murphy. Qui in una nuova versione restaurata in High Quality. Era il 1993&#8230; OhMyGosh! Ero ancora alle superiori e avevo appena &#8220;scoperto&#8221; The King of Pop, le cui parole sono ancora oggi impresse nel mio animo a caratteri cubitali. <em>If you want to make the world a better place, take a look at yourself, and then make a change.<\/em> Se vuoi rendere il mondo un posto migliore, dai un&#8217;occhiata a te stesso e poi fai un cambiamento.<br \/>\n&#8230;elimina WhatsApp! \ud83d\ude09<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"[HD] Whatzupwitu - Eddie Murphy ft. 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