{"id":2477,"date":"2016-09-15T06:00:56","date_gmt":"2016-09-15T04:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=2477"},"modified":"2019-02-07T12:33:21","modified_gmt":"2019-02-07T11:33:21","slug":"on-writing-stephen-king","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/on-writing-stephen-king\/","title":{"rendered":"On Writing di Stephen King"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono delle volte in cui ho la precisa sensazione che qualcuno mi ascolti, da lass\u00f9, e semini degli indizi come Pollicino. Mi \u00e8 capitato almeno un anno fa di leggere in altri blog di questo libro di Stephen King, <strong><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788888320861\/king-stephen\/writing-autobiografia-mestiere.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">On Writing &#8211; Autobiografia di un mestiere<\/a><\/strong>, una sorta di manuale di scrittura creativa, ma pi\u00f9 autobiografia, pi\u00f9 raccontato, invece del solito elenco di regole grammaticali o stilistiche. Mi incuriosiva. E mi ero ripromessa di acquistarlo, che sicuramente un autore di tal calibro aveva qualcosa da insegnarmi, anche se avevo una certa antipatia per lui (di Stephenie Meyer disse <em>&#8220;la sua scrittura non vale niente&#8221;<\/em>) e detesto il genere horror.<\/p>\n<p>In seguito ad un trasloco, un&#8217;anziana signora mi regal\u00f2 uno scatolone di libri da buttare (cio\u00e8, lei li avrebbe buttati se non glieli avessi chiesti): dentro c&#8217;era di tutto, per lo pi\u00f9 gialli Mondadori e edizioni del Club del libro, qualcuna intoccata. In mezzo a questo pot-pourri salt\u00f2 fuori proprio lui! Prima edizione originale rilegata di Sperling &amp; Kupfer del 2001, introvabile.<br \/>\nRimasi sbalordita. Era come se qualcuno fosse l\u00ec a dirmi: <strong><span style=\"color: #ff0000;\">lo devi leggere! Di pi\u00f9, studiare!<\/span><\/strong><br \/>\nVediamo quindi cosa ho imparato da questo libro.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Ci ho messo parecchio ad arrivare alla fine: ci sono concetti talmente forti che occorre sospendere la lettura, meditarne e poi riprendere, se non addirittura tornare a rileggere. In genere \u00e8 cos\u00ec con tutti i manuali, ma questo va ben oltre, perch\u00e8 i temi importanti li nasconde in un romanzo, mentre gli altri testi sono organizzati in elenchi, regole, esercizi tutti ordinati.<\/p>\n<p>L&#8217;ossatura di questo libro \u00e8 alquanto inusuale:<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Prima prefazione<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Seconda prefazione<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Terza prefazione<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Curriculum vitae<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Che cos&#8217;\u00e8 scrivere<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">La cassetta degli attrezzi<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Sullo scrivere<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Sul vivere: un postscriptum<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">E ancora, parte prima: porta chiusa, porta aperta<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">E ancora, parte seconda: letture<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In effetti, che non \u00e8 un vero e proprio manuale di scrittura lo si capisce subito. Direi che il sottotitolo <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>&#8220;autobiografia di un mestiere&#8221;<\/em><\/span><\/strong> \u00e8 azzeccato: Stephen King racconta la sua esperienza personale, la sua gavetta, le sue crisi lavorative e famigliari, le sue fatiche e le sue conquiste, ma soprattutto il suo metodo, come lui scrive e quali strumenti utilizza. Non \u00e8 detto che debba essere anche il nostro (soprattutto se vogliamo scrivere romanzi rosa!), ma certamente leggere questo libro pu\u00f2 farci capire quanto lavoro duro possa in realt\u00e0 esserci dietro un romanzo da best seller.<\/p>\n<p>Dalle prefazioni:<\/p>\n<p><em>Quello che segue \u00e8 un tentativo di spiegare, in maniera sobria e concisa, come ho incominciato con questo mestiere, quanto ne ho imparato fino a oggi e come lo si mette in pratica. Parler\u00f2 del lavoro quotidiano; parler\u00f2 del linguaggio. (pag. IX)<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 un libro breve perch\u00e9 la maggior parte dei libri sulla scrittura sono pieni di scemenze. I romanzieri, sottoscritto compreso, non capiscono molto di quel che fanno, non sanno perch\u00e9 funziona quando va bene, non sanno perch\u00e9 non funziona quando va male. (pag. X)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;editor ha sempre ragione.[&#8230;] Per dirla in altri termini, scrivere \u00e8 umano, editare \u00e8 divino. (p. XI)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Curriculum vitae<\/span><\/h2>\n<p>Questa \u00e8 la parte pi\u00f9 scorrevole e divertente, dove Stephen King racconta gli episodi pi\u00f9 curiosi della propria infanzia, dalla baby sitter <em>Eula-Beulah<\/em> (&#8220;era una petomane, incline a quelli che sono insieme fragorosi e puzzolenti&#8221;), ai suoi problemi di orecchie e tonsille (&#8220;&#8230;che Dio mi scampi dall&#8217;otiologo&#8221;), dalla creazione con il fratello Dave del Super Iper Elettromagnete che lasci\u00f2 al buio il vicinato (&#8220;Super Iper! Bum!&#8221;), alla stampa di sessanta copie del giornalino Dave&#8217;s Rag, al primo racconto <em>Il pozzo e il pendolo<\/em> (dall&#8217;omonimo film) spacciato di nascosto a scuola per 25 cent cadauno (&#8220;mi rimproverarono per aver trasformato la scuola in un mercato&#8221;). Lo ammetto: ho riso di gusto! \ud83d\ude00<\/p>\n<p>King descrive bene anche tutte le piccole esperienze di scrittura (dal cronista sportivo per un settimanale locale all&#8217;invio a tutte le riviste del settore dei suoi primi racconti horror, e dei rifiuti che riceveva continuamente) insieme alla fatica dei lavori che gli permettevano di pagarsi il college (operaio in una fabbrica tessile, bibliotecario), per diventare alla fine un insegnante (&#8220;un&#8217;alternativa valida&#8221; secondo sua madre).<\/p>\n<p>La vita adulta vede poi l&#8217;incontro con la futura moglie Tabitha (il suo primo lettore\u00a0per eccellenza), l&#8217;estenuante lavoro in una lavanderia industriale per pagare l&#8217;affitto di una roulotte dove vivere con i due figli piccoli, prima di arrivare davvero a insegnare inglese in una scuola superiore e al primo romanzo pubblicato, <em>Carrie<\/em>. Ma King rivela anche la caduta nell&#8217;alcool ai tempi di <em>Shining<\/em>, libro che guarda caso racconta di uno scrittore ed ex insegnante alcolizzato, e successivamente la dipendenza dalle droghe culminata nel romanzo <em>Cujo<\/em> che non ricorda di aver scritto.<\/p>\n<p>La sincerit\u00e0 con cui ha sviscerato i suoi fallimenti e le sue debolezze, anche quando aveva gi\u00e0 raggiunto quello che noi definiremmo il &#8220;successo&#8221;, mi ha davvero colpito. Questo libro, dal punto di vista umano, ha completamente capovolto la mia opinione su di lui.<\/p>\n<p><em>&#8230;io non credo che gli scrittori possano ricevere una formazione, n\u00e9 dalle circostanze, n\u00e9 per propria volont\u00e0 (anche se cos\u00ec ho creduto in passato). L&#8217;attrezzatura \u00e8 compresa nella confezione originale. Ma non stiamo parlando di accessori inusuali; io credo che siano molti ad avere, se pur in forma germinale, talento di scrittore e narratore, e che questo talento possa essere rafforzato e affinato. (pag. 4)<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">Non esiste un Deposito delle Idee,<\/span> non c&#8217;\u00e8 una Centrale delle Storie, un&#8217;Isola dei Best-Seller sepolti; le idee per un buon racconto spuntano a quel che sembra letteralmente dal nulla, ti piombano addosso di punti in bianco: due pensieri che prima erano del tutto indipendenti tutto a un tratto trovano un punto d&#8217;incontro e si concretizzano in qualcosa di assolutamente nuovo. Il tuo compito non \u00e8 trovare queste idee ma riconoscerle quando si manifestano. (pag. 25-26)<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">&#8230;scrivi con la porta chiusa, riscrivi con la porta aperta.<\/span> In altre parole, ci\u00f2 che scrivi comincia come una cosa tutta tua, ma poi deve uscire. Dopo che hai ben capito che storia \u00e8 e la scrivi nella maniera giusta, o comunque al meglio di cui sei capace, appartiene a chiunque abbia voglia di leggerla. O criticarla. (pag. 48)<\/em><\/p>\n<p><em>Scrivere \u00e8 un&#8217;occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza. Non c&#8217;\u00e8 bisogno che si lancino in orazioni. Di solito credere \u00e8 gi\u00e0 sufficiente. (p. 66)<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230;fermare un lavoro solo perch\u00e8 \u00e8 difficile, sul piano emotivo o su quello creativo, \u00e8 ua cattiva idea. Talvolta bisogna andare avanti anche se non te la senti e talvolta stai facendo un buon lavoro anche quando hai la sensazione di faticare come un cretino solo per spalare merda da seduto. (p. 70)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Che cos&#8217;\u00e8 scrivere<\/span><\/h2>\n<p><em>Comincia cos\u00ec: sistemate la vostra scrivania nell&#8217;angolo e tutte le volte che vi sedete l\u00ec a scrivere, ricordate a voi stessi perch\u00e9 non \u00e8 al centro della stanza. La vita non \u00e8 un supporto dell&#8217;arte. \u00c8 il contrario. (p. 95)<\/em><\/p>\n<p>In questo brevissimo intermezzo Stephen King cerca di dare una definizione alla scrittura: <strong><span style=\"color: #ff0000;\">scrivere \u00e8 telepatia.<\/span><\/strong><br \/>\nUno scrittore fissa sulla carta quel che sta vedendo in un dato momento (un tavolo con una tovaglia rossa) e allarga sempre pi\u00f9 la sua visione. In un luogo distante per tempo e spazio, i lettori riescono a vedere la stessa cosa, seppur con delle varianti (tovaglia rosso robbia o scarlatta, orli merlettati oppure lisci). Scrittore e lettore condividono la stessa visione, per telepatia, appunto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">La cassetta degli attrezzi<\/span><\/h2>\n<p><em>&#8230;per scrivere al meglio delle proprie capacit\u00e0, \u00e8 opportuno costruire la propria cassetta degli attrezzi e poi sviluppare i muscoli necessari a portarla con s\u00e9. Allora, invece di farsi scoraggiare davanti a un lavoro che si preannuncia complicato, pu\u00f2 darsi che abbiate a disposizione l&#8217;utensile adatto con il quale mettervi immediatamente all&#8217;opera. (p. 108)<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la parte di <span style=\"color: #ff0000;\">&#8220;manuale di scrittura&#8221;<\/span> del libro, dove partendo dagli attrezzi pi\u00f9 semplici, e portando man mano degli esempi, King spiega l&#8217;essenziale degli strumenti che occorrono alla scrittura. Vediamoli:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">VOCABOLARIO<\/span><\/h3>\n<p><em>Gli utensili comuni stanno di sopra. Il pi\u00f9 comune di tutti, il pane dello scrivere, \u00e8 il vocabolario. (p. 108)<\/em><\/p>\n<p><em>Ricordate che la regola fondamentale del vocabolario \u00e8: <span style=\"color: #ff0000;\">usate la prima parola che vi viene in mente,<\/span> se \u00e8 appropriata e colorita. Se esitate e vi mettete a riflettere, vi verr\u00e0 in mente un&#8217;altra parola, \u00e8 ovvio, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;altra parola, ma probabilmente non sar\u00e0 buona come la prima o altrettanto significativa. (p. 112)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">GRAMMATICA<\/span><\/h3>\n<p><em>Nel primo vassoio della vostra cassetta degli attrezzi ci vuole anche la grammatica.[&#8230;] Le basi grammaticali della propria lingua madre si assimilano attraverso la conversazione e la lettura, o non si assimilano affatto. Ci\u00f2 che fanno le lezioni di grammatica a scuola (o cercano di fare) \u00e8 poco pi\u00f9 che stabilire nomenclature. (p. 113)<\/em><\/p>\n<p><em>I verbi hanno due forme, attiva e passiva. Nella forma attiva, il soggetto della frase fa qualcosa. Nella forma passiva, qualcosa viene fatto al soggetto della frase. Il soggetto subisce l&#8217;azione. Dovete evitare la forma passiva.[&#8230;] La voce passiva non fa paura. Evita di affrontare l&#8217;ansia dell&#8217;azione. (p. 117)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;altro consiglio che desidero darvi prima di passare al prossimo vassoio della nostra cassetta \u00e8 questo: l&#8217;avverbio non \u00e8 vostro amico.[&#8230;] Con gli avverbi lo scrittore ci dice che ha paura di non essere abbastanza chiaro, di non trasmettere nel modo migliore il concetto o l&#8217;immagine. (p. 120)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">ELEMENTI DI STILE &#8211; PARAGRAFO<\/span><\/h3>\n<p><em>Scrivere bene \u00e8 spesso questione di liberarsi dalla paura e dall&#8217;ostentazione. L&#8217;ostentazione, che comincia con la necessit\u00e0 di definire una scrittura &#8220;buona&#8221; e un&#8217;altra &#8220;cattiva&#8221;, \u00e8 in s\u00e9 un atteggiamento che fa paura. Scrivere bene \u00e8 anche fare scelte buone quando si tratta di stabilire con quali attrezzi lavorare. (p. 124)<\/em><\/p>\n<p><em>Scrivere \u00e8 un&#8217;articolazione raffinata del pensare.[&#8230;] Pi\u00f9 scrivete e pi\u00f9 leggete fiction, pi\u00f9 scoprirete che i vostri paragrafi si formano da soli. Ed \u00e8 ci\u00f2 che volete. Mentre componete \u00e8 meglio non pensare a dove essi cominciano e finiscono; il trucco \u00e8 di lasciare che la natura faccia il suo corso. Correggerete pi\u00f9 tardi, se non vi piace. (p. 128)<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">Il linguaggio non deve indossare sempre giacca e cravatta.<\/span> Il fine della fiction non \u00e8 la correttezza grammaticale ma mettere il lettore a proprio agio e poi raccontargli una storia&#8230;fargli dimenticare, se \u00e8 possibile, che \u00e8 lui o lei che sta leggendo la storia. (p. 131)<\/em><\/p>\n<p><em>Io sono pronto ad affermare che \u00e8 il paragrafo e non la frase l&#8217;unit\u00e0 di base della scrittura, il luogo dove si fonda la coerenza e le parole hanno la possibilit\u00e0 di diventare qualche cosa di pi\u00f9 di semplici vocaboli.[&#8230;] E&#8217; uno strumento meraviglioso e flessibile che pu\u00f2 essere lungo una sola parola o riempire pagine intere [&#8230;] Bisogna imparare a usarlo bene se si vuole scrivere bene. (p. 132)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Sullo scrivere<\/span><\/h2>\n<p><em>Sebbene sia impossibile estrarre uno scrittore competente da un cattivo scrittore, e sia ugualmente impossibile tirar fuori un grande scrittore da uno bravo, \u00e8 invece possibile, con molto duro lavoro, dedizione e aiuti tempestivi, trasformare in bravo uno scrittore che \u00e8 solo competente. (p. 138)<\/em><\/p>\n<p>In questa sezione Stephen King si dedica proprio a questo concetto, contrariamente a ci\u00f2 che dicono critici e insegnanti di scrittura creativa. Non nega l&#8217;esistenza del talento, ma \u00e8 ostinato nell&#8217;affermare i risultati che si possono raggiungere con molto lavoro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">Per lui le storie sono reperti archeologici sepolti,<\/span> frammenti di un mondo antico e ignoto. Lo scrittore quindi deve usare gli strumenti della sua cassetta degli attrezzi, dallo scalpello al pennellino, per disseppellire ciascuno di questi reperti senza danneggiarli, mantenendo intatta la loro struttura preesistente. Quel che c&#8217;\u00e8 da fare \u00e8 imparare ad usare lo strumento giusto al momento giusto, lasciando perdere il martello pneumatico.<\/p>\n<p>Difficile riassumere in poco spazio tutto il contenuto di questa parte importante, ma vi riporto i passaggi che ho personalmente sottolineato (a matita!) tra le pagine. Non sono in ordine di citazione, ma riorganizzati per i vari concetti che ha trattato a pi\u00f9 riprese. Sono molti, me ne rendo conto, ma sono davvero un elenco minimo di tutto quello che potete approfondire con la sua lettura.<br \/>\nE per me questo diventa un memo per andare a ripescare gli argomenti in futuro (in effetti, manca un indice analitico a fine libro!).<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">LEGGERE MOLTO<\/span><\/h3>\n<p><em>Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: <span style=\"color: #ff0000;\">leggere molto e scrivere molto.<\/span> Non conosco stratagemmi per aggirare questa realt\u00e0, non conosco scorciatoie. (p. 141)<\/em><\/p>\n<p><em>Posso essere schietto? Se non avete tempo di leggere, non avete tempo (n\u00e9 gli strumenti) per scrivere. Tutto qui. (p. 144)<\/em><\/p>\n<p><em>Sentirsi travolti da una grande storia magistralmente raccontata, esserne schiacciati, per la verit\u00e0, rientra nella necessaria formazione di ogni scrittore. Non puoi sperare di travolgere qualcuno con la forza della tua penna se non ci sei passato prima tu. (p. 143)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;aspetto veramente importante della lettura \u00e8 che favorisce intimit\u00e0 con il processo della scrittura; si mette piede nel paese dello scrittore con tutti i documenti pi\u00f9 o meno in ordine.[&#8230;] Pi\u00f9 leggete, meno correrete il rischio di rendervi ridicoli con la penna o il computer. (p. 147)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">SCRIVERE MOLTO<\/span><\/h3>\n<p><em>&#8230;le ore che passiamo a chiacchierare sulla scrittura sono ore che non passiamo a praticarla. (p. 140)<\/em><\/p>\n<p><em>Se non scrivo tutti i giorni, nella mia mente i personaggi cominciano ad appassire, cominciano a somigliare a personaggi invece che a persone reali. Il filo narrativo della storia comincia ad arrugginire e io comincio a perdere contatto con la trama e il ritmo. Peggio ancora, comincia a svanire l&#8217;emozione di sviluppare qualcosa di nuovo. Il lavoro comincia a sembrare lavoro e per la maggior parte degli scrittori questo \u00e8 l&#8217;alito della morte. (p. 150)<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">Scrivete quello che vi piace,<\/span> quindi infondetegli un&#8217;anima e rendetelo inimitabile aggiungendovi la vostra personale conoscenza di vita, amicizia, rapporti umani, sesso e lavoro. (p. 158)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">CRITICA<\/span><\/h3>\n<p><em>&#8230;gran parte della critica letteraria ha la sola funzione di consolidare l&#8217;inaccessibilit\u00e0 di una casta che \u00e8 antica quanto lo snobismo intellettuale che la nutre. (p. 139)<\/em><\/p>\n<p><em>Critici e studiosi hanno sempre diffidato del successo popolare. Spesso la loro diffidenza \u00e8 giustificata. In altri casi \u00e8 solo una scusa per non pensare. (p. 140)<\/em><\/p>\n<p><em>Gli acquirenti di libri non sono normalmente attratti dai meriti letterari di un romanzo; <span style=\"color: #ff0000;\">gli acquirenti di libri vogliono una buona storia da portare con s\u00e9 in viaggio,<\/span> qualcosa che prima li aggancer\u00e0, poi li risucchier\u00e0 e li obbligher\u00e0 a non smettere pi\u00f9 di voltare pagine. (p. 157)<\/em><\/p>\n<p><em>Non c&#8217;\u00e8 assolutamente bisogno di farsi influenzare dai pregiudizi o di attenersi al convenzionale, n\u00e9 avete l&#8217;obbligo di scrivere una prosa sperimentale e destrutturata perch\u00e8 le riviste di cultura dicono che il romanzo \u00e8 morto. Tradizionale e moderno sono entrambi a vostra disposizione. (p. 197)<\/em><\/p>\n<p><em>Non potete soddisfare sempre tutti i lettori; non potete soddisfare nemmeno alcuni dei vostri lettori, ma dovete sforzarvi in ogni modo di soddisfare almeno alcuni lettori qualche volta. (p. 198)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">STORIA vs TRAMA<\/span><\/h3>\n<p><em>Secondo me racconti e romanzi sono costituiti da tre parti: <strong><span style=\"color: #ff0000;\">narrazione<\/span><\/strong>, che conduce la storia dal punto A al punto B e infine al punto Z; <strong><span style=\"color: #ff0000;\">descrizione<\/span><\/strong>, che offre al lettore un&#8217;ambientazione con un sapore di realt\u00e0; e <strong><span style=\"color: #ff0000;\">dialogo<\/span><\/strong>, che d\u00e0 vita ai personaggi attraverso il parlato. (p. 160-161)<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230;credo che la costruzione di una trama e la spontaneit\u00e0 della creazione vera siano incompatibili.[&#8230;] La mia profonda convinzione sulla creazione di storie \u00e8 che fondamentalmente esse di costruiscono da sole. Il compito dello scrittore \u00e8 trovare loro un posto in cui crescere (e poi trascriverle, naturalmente). (p. 161)<\/em><\/p>\n<p><em>Una situazione abbastanza forte rende inconsistente la questione della trama, e a me piace cos\u00ec. Le situazioni pi\u00f9 interessanti i possono di solito esprimere con una domanda che comincia con E se. E se una cittadina del New England venisse invasa dai vampiri? (Le notti di Salem) (p. 168)<\/em><\/p>\n<p><em>Vi prego di ricordare, tuttavia, che c&#8217;\u00e8 una enorme differenza tra una storia e una trama. La storia \u00e8 onorevole e fidata; la trama \u00e8 infida ed \u00e8 meglio che rimanga agli arresti domiciliari. (p. 169)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;onest\u00e0 nel raccontare compensa moltissimi difetti stilistici, [&#8230;] mentre mentire \u00e8 il peccato irreparabile in assoluto. (p. 172)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">DESCRIZIONE<\/span><\/h3>\n<p><em>La descrizione \u00e8 quella parte del raccontare che offre al lettore una partecipazione sensoriale alla storia.[&#8230;] Non \u00e8 solo una questione di come vedete; \u00e8 anche una questione di quanto.[&#8230;] La descrizione comincia con la visualizzazione di ci\u00f2 che volete provi il lettore. Finisce con la trasposizione sulla pagina di ci\u00f2 che vedete nella vostra mente. (p. 173)<\/em><\/p>\n<p><em>La descrizione comincia nella fantasia dell&#8217;autore, ma dovrebbe finire in quella del lettore.[&#8230;] Per me, una buona descrizione consiste di solito in pochi particolari scelti con cura che siano evocativi di tutto il resto. Nella maggioranza dei casi, questi particolari sono i primi che vengono in mente. (p. 174)<\/em><\/p>\n<p><em>E&#8217; anche importante ricordare che l&#8217;obiettivo non \u00e8 comunque l&#8217;ambientazione, ma la storia, sempre e solo la storia. (p. 176)<\/em><\/p>\n<p><em>In molti casi quando un lettore posa un libro perch\u00e8 &#8220;\u00e8 diventato noioso&#8221;, \u00e8 perch\u00e8 lo scrittore si \u00e8 lasciato affascinare dalla propria capacit\u00e0 descrittiva e ha perso di vista la priorit\u00e0, che \u00e8 quella di continuare a far rotolare la palla. (p. 177)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">DIALOGO<\/span><\/h3>\n<p><em>&#8230;uno dei punti cardinali del buon raccontare \u00e8 non raccontare mai una cosa quando la si pu\u00f2 invece mostrare. (p. 180)<\/em><br \/>\nNdr: questa tecnica narrativa \u00e8 conosciuta come <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Show,_don%27t_tell\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Show, don&#8217;t tell&#8221;<\/a>\u00a0(dall&#8217;inglese: mostra, non raccontare)<\/p>\n<p><em>Scrivere bene i dialoghi \u00e8 un&#8217;abilit\u00e0 che acquisiscono le persone pi\u00f9 inclini a parlare e ascoltare gli altri, in particolare ascoltare, cogliendo accenti, ritmi, dialetto e slang. (p. 183)<\/em><\/p>\n<p><em>Come per tutti gli altri aspetti della fiction, la chiave per scrivere buoni dialoghi \u00e8 la sincerit\u00e0. Se siete sinceri nel riferire le parole che escono dalla bocca dei vostri personaggi, scoprirete di esservi esposti a una nutrita salva di critiche. (p. 186)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"> PERSONAGGI<\/span><\/h3>\n<p><em>Io apro sempre con una situazione. Non dico che sia giusto, ma questo \u00e8 il modo in cui lavoro sempre io.[&#8230;] Credo che i racconti migliori debbano svilupparsi sulle persone pi\u00f9 che sugli avvenimenti, vale a dire che devono essere sorretti dai personaggi. Quando si va oltre il racconto breve, per\u00f2 [&#8230;], non sono molto pi\u00f9 favorevole alla cosiddetta galleria di personaggi;<span style=\"color: #ff0000;\"> credo che a comandare debba essere sempre la storia.<\/span> (p. 191)<\/em><\/p>\n<p><em>E&#8217; altres\u00ec importante ricordare che nella vita reale nessuno \u00e8 il &#8220;cattivo&#8221; oppure &#8220;il migliore amico&#8221; ovvero &#8220;la prostituta dal cuore d&#8217;oro&#8221;; nella vita reale ciascuno di noi si considera il protagonista, il personaggio principale, quello importante. (p. 191)<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">&#8230;ogni personaggio che create \u00e8 in parte voi.<\/span> Quando chiedete a voi stessi che cosa farebbe un certo personaggio in una certa situazione, prendete la decisione basandovi su quanto fareste voi )o, nel caso di un cattivo, quanto non fareste). (p. 192)<\/em><\/p>\n<p><em>E se lavorate bene, i vostri personaggi diventeranno vivi e cominceranno ad agire per proprio conto. So che questo mette addosso un certo disagio se non lo avete ancora provato, ma quando succede \u00e8 un piacere immenso. E risolve anche molti dei vostri problemi, credetemi. (p. 196)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">TEMA<\/span><\/h3>\n<p><em>Mentre scrivete il libro, giorno dopo giorno identificate ed esaminate ciascun singolo albero. Alla fine dovete fare un passo indietro e contemplare la foresta. Non tutti i libri devono essere densi di simbolismi, ironia o linguaggio musicale [&#8230;] la mia impressione \u00e8 piuttosto che ogni libro, almeno quelli che vale la pena di leggere, trattino di qualcosa. Il vostro compito durante o subito dopo la stesura della prima bozza \u00e8 decidere i qualcosa di cui tratta il vostro. (p. 203)<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230;se il tema risalta bene, i dibattiti che pu\u00f2 alimentare offriranno forse le proprie conclusioni e i propri principi morali. In questo non c&#8217;\u00e8 niente di male; queste discussioni sono uno dei grandi piaceri della vita di chi legge. (p. 208)<\/em><\/p>\n<p><em>Fu per me una sorpresa scoprire la reale utilit\u00e0 del &#8220;pensare tematico&#8221;.[&#8230;] un altro utile attrezzo da tenere nella cassetta, simile ad una lente di ingrandimento. (p. 209)<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230;partire da un tema prestabilito \u00e8 un buon modo per scrivere male. Un buon romanzo parte sempre dalla storia per arrivare al tema; quasi mai comincia dal tema per diventare storia. (p. 210)<\/em><\/p>\n<p><em>Ma una volta che il filo della vostra storia \u00e8 sulla carta, dovete riflettere su quale ne \u00e8 il significato e arricchirla nelle stesure successive aggiungendovi le vostre conclusioni. (p. 211)<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">Ci\u00f2 che vado cercando soprattutto sono le risonanze,<\/span> qualcosa che echeggi per un po&#8217; nella mente (e nel cuore) del Fedele Lettore dopo che avr\u00e0 chiuso il libro e lo avr\u00e0 riposto tra gli altri sullo scaffale. Sto cercando il modo di farlo senza imboccare il lettore o svendermi enunciando un messaggio. (p. 217)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">REVISIONE<\/span><\/h3>\n<p><em>Ora parliamo del lavoro di revisione: quanto, e quante riscritture? Per me la risposta \u00e8 sempre stata: <span style=\"color: #ff0000;\">due bozze e una rifinitura<\/span> (con l&#8217;avvento della tecnologia informatica, le mie rifiniture si sono avvicinate molto a una terza bozza). (p. 211)<\/em><\/p>\n<p><em>Ma se siete principianti, lasciatemi insistere sull&#8217;opportunit\u00e0 di riscrivere la vostra storia almeno una volta: la prima con la porta chiusa e la seconda con la porta aperta. (p. 212)<\/em><\/p>\n<p><em>La porta chiusa \u00e8 il vostro modo per comunicare al mondo e a voi stessi che fate sul serio; vi siete impegnati a scrivere senza mezzi termini e intendete andare fino in fondo. (concetto ripreso da p. 152-153)<\/em><\/p>\n<p><em>Questa prima bozza della Storia Pura, \u00e8 bene che sia scritta senza aiuti (o interferenze) esterni. (p. 212)<\/em><\/p>\n<p><em>Per quanto tempo lascerete riposare il vostro libro &#8211; un po&#8217; come lasciare lievitare la pasta per il pane &#8211; dipende esclusivamente da voi, ma io vi consiglio <span style=\"color: #ff0000;\">un minimo di sei settimane.<\/span> (p. 214)<\/em><\/p>\n<p><em>Sedetevi con la porta chiusa (l&#8217;aprirete al mondo tra poco), con una matita in mano e un bloc notes accanto. A questo punto rileggete.[&#8230;] Prendete tutti gli appunti che volete, ma concentratevi sull&#8217;aspetto pi\u00f9 prosaico, le pulizie di casa, come dire, ortografia e incongruenze. (p. 215)<\/em><\/p>\n<p><em>Le stonature pi\u00f9 appariscenti che trovo io durante la rilettura riguardano le motivazioni dei personaggi (un aspetto relativo allo sviluppo di un personaggio, ma non con esso coincidente). (p. 216)<\/em><\/p>\n<p><em>In molti testi sulla scrittura si sconsiglia di far leggere agli amici le proprie opere, sostenendo che \u00e8 improbabile avere un&#8217;opinione abbastanza imparziale [&#8230;] C&#8217;\u00e8 indubbiamente del vero in questa posizione, ma io non credo che quello che sto cercando sia proprio un&#8217;opinione imparziale. [&#8230;] Se tutti i vostri lettori pensano che abbiate fatto un buon lavoro, probabilmente \u00e8 cos\u00ec. L&#8217;unanimit\u00e0 \u00e8 possibile, ma rara, persino con gli amici. (p. 219)<\/em><\/p>\n<p><em>Molti scrittori sono contrari. Ritengono che revisionare un lavoro secondo gli apprezzamenti o le critiche di un pubblico equivalga a prostituirsi. [&#8230;] se veramente la pensate cos\u00ec,<span style=\"color: #ff0000;\"> perch\u00e8 disturbarvi a pubblicare?<\/span> (p. 221)<\/em><\/p>\n<p><em>Se, oltre che per voi stessi, scrivete principalmente per una persona, vi consiglio di prestare la massima attenzione alle sue opinioni [&#8230;] Chiamate Lettore Ideale questa particolare persona per cui scrivete. Sar\u00e0 costantemente presente nella vostra stanza di scrittura [&#8230;] Vi scoprirete a imboccare la direzione giusta prima ancora che il Lettore Ideale abbia gettato uno sguardo alla prima frase. (p. 222)<\/em><\/p>\n<p><em>La cadenza \u00e8 la velocit\u00e0 alla quale si snoda la vostra narrazione.[&#8230;] Se procedete troppo in fretta correte il rischio di lasciare indietro il lettore, o perch\u00e8 lo confondete o perch\u00e8 lo stancate. [&#8230;] Ciononostante \u00e8 bene fare attenzione: se si rallenta troppo, anche il lettore pi\u00f9 paziente comincer\u00e0 ad agitarsi. (p. 224-225)<\/em><\/p>\n<p><em>Sotto il facsimile della firma del redattore c&#8217;era questa frase: &#8220;Niente male, ma gonfio. Deve revisionare per stringere. <span style=\"color: #ff0000;\">Formula: 2a bozza = 1a bozza &#8211; 10%.<\/span> Buona fortuna.&#8221; [&#8230;] Ci\u00f2 che la Formula mi ha insegnato \u00e8 che tutti i racconti e i romanzi sono in certa misura contraibili. (p. 226-227)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">RETROSCENA<\/span><\/h3>\n<p><em>I retroscena comprendono tutto quello che \u00e8 avvenuto prima dell&#8217;inizio del vostro racconto ma che hanno influenza sulla storia principale. I retroscena aiutano a definire un personaggio e a stabilire le sue motivazioni. Io credo che sia importante infilarceli il pi\u00f9 velocemente possibile&#8230;(p. 228)<\/em><\/p>\n<p><em>In medias res (ndr: nel mezzo delle cose) ha bisogno di flashback, che io trovo noiosi e un po&#8217; stucchevoli.[&#8230;] Come lettore, io sono molto pi\u00f9 incuriosito da quello che succeder\u00e0 che da quello che \u00e8 gi\u00e0 successo. (p. 229)<\/em><\/p>\n<p><em>I due elementi importanti da ricordare sui retroscena sono che a) tutti hanno una storia e b) gran parte di essa non \u00e8 molto interessante. Limitatevi alle parti che lo sono e non lasciatevi trasportare dal resto. (p. 231)<\/em><\/p>\n<p><em>Dobbiamo parlare della ricerca, che \u00e8 l&#8217;aspetto specialistico della ricostruzione di un retroscena.[&#8230;] io credo che il romanzo debba dedicarsi principalmente alla narrazione, ma che una certa dose di ricerca sia inevitabile;[&#8230;] Quello che cerco \u00e8 solo un tocco di verosimiglianza, come un pizzico di spezie da aggiungere a una salsa per arrotondare il gusto. Questo senso di realt\u00e0 \u00e8 importante in qualsiasi opera di fiction&#8230;(p. 232-235)<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">CORSI DI SCRITTURA<\/span><\/h3>\n<p><em>Mi chiedono spesso se secondo me il romanziere principiante possa trarre beneficio dai corsi o seminari di scrittura creativa.[&#8230;] Quanto a me, diffido dei corsi di scrittura, ma non ne sono del tutto contrario. (p. 236)<\/em><\/p>\n<p><em>Le critiche vaghe non saranno d&#8217;aiuto quando comincerete a scrivere la seconda bozza e anzi potrebbero essere dannose.[&#8230;] Inoltre le critiche quotidiane vi costringono a scrivere con la porta sempre aperta e questo secondo me mina ogni buon proposito. [&#8230;] Vi ritroverete a metter continuamente in discussione la vostra prosa e gli obiettivi che vi siete prefissati quando quello che probabilmente dovreste fare \u00e8 scrivere a tutta birra. (p. 239)<\/em><\/p>\n<p><em>I corsi e i seminari offrono almeno un innegabile beneficio: <span style=\"color: #ff0000;\">l\u00ec il desiderio di scrivere fiction o poesia viene preso sul serio.<\/span> Per aspiranti scrittori che sono stati guardati con impietosita condiscendenza da amici e parenti (&#8220;Meglio che per ora ti tieni caro il tuo posto di lavoro!&#8221; \u00e8 uno slogan popolare, che di solito ti rifilano con un odioso sogghigno di sufficienza) \u00e8 una cosa meravigliosa. (p. 240-241)<\/em><\/p>\n<p><em>Non avete bisogno di corsi o seminari di scrittura pi\u00f9 di quanto abbiate bisogno di questo o qualsiasi altro libro sulla scrittura.[&#8230;] <span style=\"color: #ff0000;\">Si impara soprattutto leggendo molto e scrivendo molto<\/span> e le lezioni pi\u00f9 preziose sono quelle che vi impartite da soli. (p. 242)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Sul vivere: un postscriptum<\/span><\/h2>\n<p>In questi sette brevi capitoli, Stephen King ritorna autobiografico raccontando il pericolosissimo incidente del 19 giugno 1999 che per poco non gli tolse la vita. Quando fu investito da un minivan blu uscito di strada proprio dove King soleva passeggiare tutti i giorni d&#8217;estate. Cinque centimetri pi\u00f9 in l\u00e0 nell&#8217;albero dello sterzo e non sarebbe sopravvissuto o sarebbe rimasto in coma irreversibile. In queste pagine riesce a descrivere il suo dramma quasi con leggerezza, scherzandoci su. Il giorno prima aveva ripreso il progetto di\u00a0questo stesso manuale, abbandonato da 18 mesi sulla scrivania. Riprendere a scrivere dopo sole cinque settimane dal ricovero non fu un obbligo, ma una necessit\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p>Scrivere \u00e8 tirarsi su, mettersi a posto e stare bene. Darsi felicit\u00e0, va bene? Darsi felicit\u00e0.\u00a0(p. 276)<\/p><\/blockquote>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">E ancora, parte prima: porta chiusa, porta aperta<\/span><\/h2>\n<p>Il concetto di porta chiusa\/porta aperta Stephen King l&#8217;ha chiarito parlando della revisione: si scrive la prima bozza a porta chiusa, lasciando fuori completamente il mondo e i suoi giudizi, concentrandosi solo sulla storia; si apre la porta solo quando il manoscritto \u00e8 revisionato e si \u00e8 abbastanza sicuri del proprio lavoro, lasciandolo nelle mani del nostro Lettore Ideale (o pi\u00f9 d&#8217;uno, se ne abbiamo; sono quelli che in genere chiamiamo &#8220;beta reader&#8221;).<br \/>\nPer dare un esempio della differenza tra il risultato di queste due &#8220;porte&#8221;, in questa appendice King mostra il brano <em>L&#8217;albergo<\/em> preso dal racconto <em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tutto_%C3%A8_fatidico#1408\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1408<\/a><\/em>: ci sono la prima bozza, ed una seconda stesura con le correzioni segnate a penna sopra il testo originale, cos\u00ec da vedere chiaramente gli interventi. Un ottimo esercizio.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">E ancora, parte seconda: letture<\/span><\/h2>\n<p>Dal momento che la Regola Principe \u00e8 &#8220;scrivere molto e leggere molto&#8221;, in questa seconda appendice Stephen King riporta gli ultimi migliori libri letti (dell&#8217;epoca del libro). Potete trovare la stessa lista, con il titolo tradotto in Italia di ognuno, su Wikipedia: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/On_Writing:_Autobiografia_di_un_mestiere#E_ancora.2C_parte_seconda:_letture\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">On Writing &#8211; letture consigliate<\/a><br \/>\nMolti di questi autori non li conosco, ma mi sono segnata un paio di titoli che gi\u00e0 mi ero ripromessa di leggere.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Che cosa ne pensate?<\/span><\/h2>\n<p>Sono molti argomenti su cui dibattere, lo so. Del resto, un libro che si propone di essere un manuale di scrittura non pu\u00f2 essere frettoloso. In linea generale, anche se non siete appassionati del suo genere horror, vi ci ritrovate con il suo modo di vedere la scrittura creativa?<br \/>\nO siete in disaccordo su qualche punto della visione di Stephen King?<\/p>\n<blockquote><p>Scrivo perch\u00e9 mi appaga. Sar\u00e0 servito anche a pagare il mutuo e a far andare i ragazzi all&#8217;universit\u00e0, ma queste sono conseguenze: ho scritto per il piacere di scrivere, per la gioia pura che ne ricavo. E se potete farlo per il piacere, potete farlo per sempre.\u00a0(p. 256)<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono delle volte in cui ho la precisa sensazione che qualcuno mi ascolti, da lass\u00f9, e semini degli indizi come Pollicino. 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