{"id":23969,"date":"2021-02-28T19:00:00","date_gmt":"2021-02-28T18:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=23969"},"modified":"2026-05-09T18:41:03","modified_gmt":"2026-05-09T16:41:03","slug":"anna-karenina-lev-tolstoj","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/anna-karenina-lev-tolstoj\/","title":{"rendered":"Anna Karenina di Lev Tolstoj <br> Un romanzo complesso quanto la vita stessa"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice lo \u00e8 a modo proprio.<br \/>\nAnna Karenina, Lev Tolstoj<\/p><\/blockquote>\n<p>Mi sembra di aver compiuto un lungo viaggio nella lettura di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anna_Karenina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Anna Karenina<\/em><\/a> di Lev Tolstoj e purtroppo \u00e8 gi\u00e0 finito.<br \/>\nCos\u00ec immersiva e cos\u00ec potente ho trovato quest&#8217;opera narrativa, che da qualche giorno la Russia, fredda e ghiacciata nel lungo inverno, come pure solare e profumata d&#8217;estate, complicata quanto le citt\u00e0 di San Pietroburgo e Mosca, semplice quanto le distese di grano in campagna, mi manca un po&#8217;.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Che Anna Karenina fosse un romanzo da non perdere lo sapevo gi\u00e0 da tempo<\/strong><\/span> e conoscendone a grandi linee la trama l&#8217;avevo addirittura citato nell&#8217;ultimo racconto di Liam e Caitlyn, <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/dissolvenza-fade-out\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Dissolvenza<\/em><\/a>, perch\u00e9 anche i fantasmi leggono e cominciano proprio da quei libri, soprattutto i classici, che non hanno avuto il tempo di assaporare in vita.<br \/>\nPerch\u00e9 avevo atteso cos\u00ec a lungo prima di entrare anch&#8217;io tra queste pagine?<br \/>\nOgni libro richiede la giusta predisposizione d&#8217;animo, in questo caso poi anche la maturit\u00e0 di saperne cogliere e apprezzare tutta la profondit\u00e0 della storia, dei personaggi, dell&#8217;ambientazione.<\/p>\n<p>Ho scelto l&#8217;edizione di Feltrinelli, curata da Gianlorenzo Pacini, docente di Lingua e Letteratura russa alle Universit\u00e0 di Lecce, Siena, Urbino e Roma, che per Feltrinelli, Mondadori, Einaudi, Bompiani e Garzanti ha tradotto diverse opere letterarie di autori russi e cechi, non solo Tolstoj e Dostoevskij. Interessante la sua postfazione in fondo al libro che mi ha lasciato, insieme ai cenni biografici, un approfondimento sulla vita e sull&#8217;ambiguit\u00e0 caratteriale di Lev Tolstoj. Appartenente alla nobilt\u00e0 russa, la sua vita fu lunga, a tratti avventurosa come ufficiale d&#8217;artigliera in guerra, e tragica, in perenne conflitto con s\u00e9 stesso, con le sue credenze, con la societ\u00e0 russa, con il progresso, osannato dal popolo che apprezzava i suoi scritti, le sue idee e il suo impegno contro la povert\u00e0 e la miseria, tormentato da una ricerca interiore che lo port\u00f2 a sfiorare l&#8217;ascetismo pi\u00f9 estremo nell&#8217;ultima parte della sua esistenza.<\/p>\n<p>Non ho messo particolare attenzione nella valutazione di una traduzione piuttosto che un&#8217;altra, anche se sono conscia che il lavoro del traduttore in un&#8217;opera del genere assume un ruolo determinante per comprensione e apprezzamento. Solo al termine ho scoperto che in alcune edizioni si \u00e8 arrivato addirittura a tradurre in italiano anche i nomi dei personaggi, Aleks\u00e8j diventa Alessio, e la lettura sarebbe stata per me insopportabile. Sono stata fortunata nella traduzione di Pacini, anche se ho acquistato questo cartaceo di Feltrinelli perch\u00e9 mi sono innamorata subito della copertina, con <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>quel dipinto magnifico che sembra incarnare proprio lo spirito del romanzo, l&#8217;espressione dolce e triste della stessa Anna Karenina<\/strong><\/span>, le gote rosse di felicit\u00e0 e lo sguardo perso nel buio dell&#8217;anima sofferente. Il quadro \u00e8 <em>Red and Gold<\/em> di Frank Weston, datato 1915.<\/p>\n<p>Certo nessuno mi aveva avvisato che Anna Karenina era pesante, un libro di un chilogrammo tondo tondo! \ud83d\ude00<br \/>\nEppure credetemi che questo tomo di carta tra le mani non mi ha mai dato fastidio. Anzi, sono qui che lo sfoglio e lo risfoglio, triste di averlo terminato e di doverlo riporre in libreria. Forse non era nelle sue intenzioni, ma il signor Tolstoj ha scritto uno dei pi\u00f9 bei romanzi d&#8217;amore di sempre!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Anna Karenina o le Tre coppie?<\/span><\/h2>\n<p>Anna Karenina non \u00e8 la storia di Anna Karenina, bens\u00ec una narrazione complessa di tutto l&#8217;ambiente alto borghese che ruota attorno alla sua figura. La protagonista del titolo ci viene presentata addirittura al capitolo XVIII, a pagina 93, dopo che molti fatti sono gi\u00e0 accaduti a suo fratello St\u00e8pan Obl\u00f2nskij, in litigio con la moglie Dolly, alla famiglia di quest&#8217;ultima, gli Scerb\u00e0ckij, con la richiesta di matrimonio rifiutata dalla giovanissima Kitty, al povero respinto Konstantin L\u00e8vin da sempre innamorato di Kitty e amico proprio di St\u00e8pan Obl\u00f2nskij, al coinvolgimento nella questione del conte Vronskij, ufficiale militare, un damerino per nulla interessato a sposarsi, piuttosto solo a dilettarsi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La trama segue piuttosto le vicende di tre coppie, con genesi e destini diversi<\/span><\/strong>, pur appartenendo alla stessa classe sociale, la nobilt\u00e0 russa. Il matrimonio di Stiva e Dolly Obl\u00f2nskij, che si erano sposati con amore, ma l&#8217;amore \u00e8 durato troppo poco, quanto il tempo di libert\u00e0 dal primo figlio e la distrazione continua del marito dietro a qualsiasi altra gonna femminile ben disposta. Solo il ricordo dell&#8217;amore e la presenza dei figli li lega ancora, pi\u00f9 per necessit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;accordo coniugale tra Karenin e Anna, giunti al matrimonio solo per convenienza, lei giovanissima in cerca di sicurezza economica e protezione anche per il fratello Stiva, Karenin invece pi\u00f9 adulto, freddo e distaccato, incapacit\u00e0 per natura di amare, ma conscio che una moglie \u00e8 indispensabile alla sua carriera politica. La convenienza non pu\u00f2 resistere a lungo contro l&#8217;amore, anche se Vronskij, pur con tutto il suo ardore, non far\u00e0 la felicit\u00e0 piena di Anna.<br \/>\nLa terza coppia, in genere la favorita dei lettori, \u00e8 quella di L\u00e8vin e Kitty, i quali dopo aver sofferto entrambi del proprio giudizio affrettato si accingono all&#8217;altare innamorati e fedeli l&#8217;un l&#8217;altro, con il migliore degli auspici per una vita comune radiosa, lontani dai salotti e da quel mondo vacuo che li aveva colpiti e separati per un malinteso.<br \/>\nIn effetti <em>Tre coppie<\/em> era il primo titolo del romanzo secondo l&#8217;intento di Tolstoj, poi mutato in Anna Karenina, la cui fine tragica \u00e8 l&#8217;emblema di tutto l&#8217;intreccio della narrazione.<\/p>\n<p>Oltre a queste tre coppie infatti, Tolstoj dipinge con maestria e accuratezza uno sterminato numero di personaggi, a volte ritratti da un solo particolare, altre con definizione precisa, quasi reale: Ser\u00eb\u017ea, il figlio di Anna, conteso tra i due coniugi; gli Scerb\u00e0ckij, genitori di Kitty, specie il vecchio principe dall&#8217;ironia pungente; Nikol\u00e0j e Serg\u00e8j, fratello e fratellastro di L\u00e8vin; M\u00e0rija Nikol\u00e0evna, compagna di Nikol\u00e0j, uscita da una casa di depravazione, ma buona e legata alla sfortuna di quell&#8217;uomo; V\u00e0ren\u2019ka, dedita alla cura del prossimo per riempire una vita sfiorita senza un matrimonio; la contessa L\u00ecdija Iv\u00e0novna, avvezza pi\u00f9 alla crudelt\u00e0 che alla carit\u00e0 cristiana; Petr\u00ecckij, J\u00e0\u0161vin e Serpuchovsk\u00f2j, compagni nella vita militare di Vronskij; Ag\u00e0fija Mich\u00e0jlovna, la vecchia governante, cuoca e consigliera di L\u00e8vin; la principessa Betsy, cugina di Vronskij e vicina amica di Anna; la contessa Vr\u00f2nskaja, cos\u00ec indulgente con le avventure del figlio, ma rigidamente contraria alla sua ossessione per Anna. E via via tutti i maggiordomi e le cameriere delle varie famiglie, i cocchieri e gli attendenti, i contadini delle campagne russe, i proprietari terrieri, gli affittuari, nessuno di loro viene lasciato al caso.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Un&#8217;opera monumentale senza dubbio, ma solo se la consideriamo al nostro tempo.<\/span><\/strong> Quando la scrive, Tolstoj utilizz\u00f2 le proprie esperienze, i medesimi salotti che frequent\u00f2 in giovent\u00f9, con i balli dell&#8217;alta societ\u00e0, le ville sontuose e i ristoranti di lusso, le stesse dame e cavalieri ivi conosciuti, gli stessi discorsi ascoltati in quelle occasioni mondane, pi\u00f9 forse qualcuno che non ebbe mai l&#8217;opportunit\u00e0 di tenere, sui temi che gli stavano a cuore come l&#8217;agricoltura e il progresso in Russia. Alla sua epoca forse questo romanzo risult\u00f2 pretenzioso e stucchevole, certo non lo leggevano i contadini senza scolarit\u00e0 e chi lo poteva leggere, borghesia e aristocrazia, non vi figurava cos\u00ec bene. Oggi per\u00f2 restituisce uno spaccato della Russia preciso e fedele, particolareggiato in tutto, un vero tesoro storico, oltre che un romanzo bellissimo. Il suo valore sta proprio nel tempo.<br \/>\nForse un giorno le opere che oggi scartiamo come banali e tediose diventeranno ugualmente una memoria storica.<br \/>\nMa questa \u00e8 una riflessione a latere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23967\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Anna_Karenina_Lev_Tolstoj_Feltrinelli.jpg\" alt=\"Anna Karenina di Lev Tolstoj. Feltrinelli\" width=\"450\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Anna_Karenina_Lev_Tolstoj_Feltrinelli.jpg 750w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Anna_Karenina_Lev_Tolstoj_Feltrinelli-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Pi\u00f9 di un romanzo, un&#8217;enciclopedia!<\/span><\/h2>\n<p>Sono cos\u00ec tanti i temi e le occasioni di approfondimento all&#8217;interno di questo romanzo, da sembrare pi\u00f9 un&#8217;enciclopedia! Troviamo la sagace ironia di Tolstoj in alcuni momenti, affidata un po&#8217; all&#8217;ingenuit\u00e0 di L\u00e8vin, alla goliadia di Stiva o ai commenti sarcastici del vecchio principe Scerb\u00e0ckij. Ci sono le discussioni sulla propriet\u00e0 terriera tra i fratelli Nikol\u00e0j e L\u00e8vin, o gli stessi pensieri di L\u00e8vin sull&#8217;agricoltura, mentre si accinge a scriverne un libro suo. Inevitabile il ragionamento sulla condizione della donna in quell&#8217;epoca, per confronto tra la numerosa prole di Dolly, sfiancata dalle gravidanze e dalle preoccupazioni, e la rinuncia di avere figli da parte di Anna, perch\u00e9 ad essi vi si associa lo sfiorire della bellezza. Sono molteplici i punti che mi hanno colpito lungo la narrazione, ma voglio riportarvi le pagine dove ho inserito un post-it, per non essere perdute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La lite tra il principe Scerb\u00e0ckij e la moglie, genitori di Kitty<\/span><\/strong><br \/>\n<em>parte prima capitolo XV pagina 85<\/em><\/p>\n<p>\u201cChe cosa avete fatto? Ecco che cosa: in primo luogo state adescando un fidanzato, tutta Mosca ne parler\u00e0, e a ragione. Se date una serata voi invitate tutti, e non dei fidanzatini gi\u00e0 scelti. Invitate tutti questi moscardini (cos\u00ec il principe definiva i giovanottini moscoviti), chiamate un tapeur per farli ballare, ma non come stasera, solo i fidanzatini, e farli stare insieme. A me fa schifo, fa schifo vedere tutto ci\u00f2, ma voi siete riuscita a far girare la testa alla ragazza. L\u00e8vin \u00e8 un uomo mille volte migliore. Quanto a questo elegantone pietroburghese \u00e8 uno di quelli che oggi li fanno a macchina, tutti di uno stesso stampo, e tutti una porcheria. E anche se fosse un principe del sangue, mia figlia non ha bisogno di nessuno.\u201d<br \/>\n\u201cMa che cosa ho mai fatto?\u201d<br \/>\n\u201cQuello che hai fatto\u2026\u201d prese a gridare il principe, pi\u00f9 infuriato che mai.<br \/>\n\u201cIo so soltanto una cosa,\u201d l\u2019interruppe la principessa, \u201cche se si stesse a sentir te non mariteremmo mai nostra figlia. Se \u00e8 cos\u00ec, allora sarebbe meglio andarcene in campagna.\u201d<br \/>\n\u201cSarebbe molto meglio.\u201d<br \/>\n\u201cAspetta un momento. Tu pensi forse che lo sto lusingando? Io non lusingo nessuno. Ma il giovanotto, che \u00e8 molto perbene, si \u00e8 innamorato, e lei, a quanto sembra\u2026\u201d<br \/>\n\u201cEcco, vi sembra, dite voi! E se lei s\u2019innamorasse per davvero e se lui avesse tanta intenzione di sposarsi quanta ne ho io?\u2026 Oh, che mai lo vedano i miei occhi! Oh, lo spiritismo, oh, Nizza, oh, il ballo\u2026\u201d E il principe, imitando ironicamente le movenze della moglie, sottolineava ogni parola con una riverenza. \u201cE adesso, se faremo l\u2019infelicit\u00e0 di K\u00e0ten\u2019ka,22 se lei si metter\u00e0 davvero in testa\u2026\u201d<br \/>\n\u201cMa tu perch\u00e9 lo pensi?\u201d<br \/>\n\u201cIo non lo penso, io lo so; noi uomini abbiamo gli occhi per vederlo, ma non voialtre donnette. Io vedo un uomo che ha intenzioni serie, e questo \u00e8 L\u00e8vin; e vedo un galletto, come questo contafrottole, che ha solo voglia di divertirsi.\u201d<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Karenin in preda all&#8217;ansia<\/strong><\/span><br \/>\n<em>parte seconda capitolo VIII pagina 200<\/em><\/p>\n<p>Percorso ogni tratto della sua passeggiata, perlopi\u00f9 quando si trovava sul parquet della stanza da pranzo illuminata, egli si fermava e si diceva: \u2018S\u00ec, \u00e8 indispensabile risolvere questa faccenda e mettervi fine; devo dirle come io la considero e cosa ho deciso\u2019. E, fatto dietro-front, tornava indietro. \u2018Ma cosa dirle? Quale decisione?\u2019 si chiedeva arrivando in salotto, senza trovare risposta. \u2018Ma infine,\u2019 si chiedeva al momento di svoltare nello studio, \u2018che cosa mai \u00e8 successo? Nulla di nulla. Lei ha parlato a lungo con lui. E con ci\u00f2? Capita forse di rado che una donna dell\u2019alta societ\u00e0 parli con qualcuno? E poi essere geloso significa umiliare me stesso e lei,\u2019 si rispondeva entrando nello studio di lei; ma una tale convinzione, che prima aveva tanto peso per lui, adesso non ne aveva pi\u00f9 nessuno e non significava nulla. E, arrivato alla porta della camera da letto, faceva dietro-front e rientrava nella sala; ma non appena di ritorno metteva piede nel buio salotto, ecco che una certa voce gli diceva che le cose non stavano cos\u00ec, perch\u00e9 il fatto che gli altri l\u2019avevano notato voleva dire che qualcosa c\u2019era. E in salotto tornava a ripetersi: \u2018S\u00ec, \u00e8 indispensabile risolvere questa faccenda e mettervi fine; devo dirle come io la considero\u2026\u2019. E poi di nuovo in salotto, prima di svoltare, si domandava: come risolvere la faccenda? E dopo tornava a chiedersi: ma cosa \u00e8 successo? E si rispondeva: niente, e si ricordava che la gelosia era un sentimento che umiliava la moglie; ma poi, di nuovo in salotto, si convinceva che invece qualcosa era successo. I suoi pensieri, come il suo corpo, si aggiravano in un circolo vizioso, senza mai trovare qualcosa di nuovo. Rendendosene conto, si pass\u00f2 la mano sulla fronte e si sedette nello studio di lei.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La primavera, una sublime descrizione<\/span><\/strong><br \/>\n<em>parte seconda capitolo XII pagina 212<\/em><\/p>\n<p>La primavera tard\u00f2 alquanto a scoppiare. Nelle ultime settimane di quaresima le giornate erano limpide e gelide. Di giorno la neve si scioglieva al sole, ma di notte la temperatura scendeva fino a sette gradi sottozero. La crosta di ghiaccio era cos\u00ec solida che ci si poteva andare con i carri senza seguire la strada. A Pasqua cadde la neve. Ma gi\u00e0 il giorno dopo la festa, improvvisamente, prese a soffiare un vento tiepido, le nuvole copersero il cielo e per tre giorni e tre notti cadde una pioggia tiepida e violenta. Il gioved\u00ec il vento si calm\u00f2 e si addens\u00f2 una fitta nebbia grigia, come a voler nascondere i segreti dei mutamenti che si compivano nella natura. Nella nebbia si riversavano acque, scricchiolavano e si spostavano massi di ghiaccio, pi\u00f9 veloci scorrevano torbidi, spumeggianti torrenti, finch\u00e9 alla sera, proprio in cima a Kr\u00e0snaja Gor\u00e0, la nebbia si squarci\u00f2, le nubi si dispersero come pecorelle, il cielo si schiar\u00ec e scoppi\u00f2 la primavera vera e propria. Al mattino si lev\u00f2 un fulgido sole che divor\u00f2 rapidamente la sottile crosta di ghiaccio che copriva le acque e tutta la tiepida atmosfera vibr\u00f2 per l\u2019evaporazione che saliva dalla terra che riprendeva vita. Rinverd\u00ec l\u2019erba vecchia e la nuova verdeggi\u00f2 spuntando a forma di aghi, si gonfiarono le bacche del viburno e le gemme del ribes e della viscosa betulla da spirito, e su un ramo dai fiori d\u2019oro prese a ronzare un\u2019ape rimasta fuori dell\u2019alveare svolazzando l\u00ec intorno. Delle invisibili allodole presero a cantare sul velluto verde dell\u2019erba e sulla stoppia che andava sgelandosi, le pavoncelle presero a cantare sulle bassure e sulle paludi invase dall\u2019acqua non ancora riassorbitasi e le gru e le oche passarono alte nel cielo con un primaverile gracidio. Muggiva sui pascoli il bestiame spelacchiato che solo in certi punti del mantello non aveva mudato, gli agnelli dalle zampe storte saltellavano intorno alle madri belanti che perdevano il pelo, ragazzetti dalle gambette svelte correvano per sentierini che andavano asciugandosi dove rimaneva l\u2019impronta dei loro piedi nudi, dallo stagno giungeva l\u2019allegro crepitio delle voci di donne che lavavano i loro panni, nei cortili risuonavano i colpi d\u2019ascia di contadini che aggiustavano erpici ed aratri. La vera primavera era scoppiata.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">L&#8217;ironia di Step\u00e0n Arkadic<\/span><\/strong><br \/>\n<em>parte seconda capitolo XIV pagina 225<\/em><\/p>\n<p>\u201cBe\u2019, e le tue faccende come vanno?\u201d chiese L\u00e8vin, pensando che da parte sua non fosse giusto preoccuparsi soltanto di se stesso.<br \/>\nGli occhi di Step\u00e0n Ark\u00e0d\u2019ic si accesero di un allegro scintillio.<br \/>\n\u201cIl fatto \u00e8 che tu non ammetti che si possano desiderare delle ciambelle quando hai gi\u00e0 avuto la razione che ti spetta, secondo te questo \u00e8 un crimine, ma io non concepisco la vita senza amore,\u201d disse, intendendo a modo suo la domanda di L\u00e8vin. \u201cChe vuoi farci, io sono stato creato cos\u00ec.<br \/>\nE in fondo in questo modo si fa tanto poco male al prossimo e si procura un tale piacere a se stessi\u2026\u201d<br \/>\n\u201cCome, c\u2019\u00e8 in ballo qualcosa di nuovo?\u201d chiese L\u00e8vin.<br \/>\n\u201cEccome se c\u2019\u00e8, fratello! Vedi, tu certo conosci le donne di Ossian\u2026 quelle donne che vedi soltanto in sogno\u2026 Ebbene, queste donne esistono anche nella realt\u00e0\u2026 e sono donne terribili. La donna, caro mio, \u00e8 una materia che, per quanto tu la studi, ti riserva sempre qualcosa di completamente nuovo.\u201d<br \/>\n\u201cAllora \u00e8 meglio non studiarla.\u201d<br \/>\n\u201cNo. Non so quale matematico ha detto che il piacere non sta nel trovare la verit\u00e0, ma nel cercarla.\u201d<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Agricoltura e contabilit\u00e0 all&#8217;italiana(?)<\/strong><\/span><br \/>\n<em>parte terza capitolo XXVII pagina 447<\/em><\/p>\n<p>\u201cI lavoratori non vogliono lavorare bene, e cio\u00e8 non vogliono lavorare con buoni strumenti. Il nostro contadino conosce una cosa sola: ubriacarsi come un porco e, quand\u2019\u00e8 ubriaco, guastare tutto quello che gli date. Abbevera i cavalli fino a farli scoppiare, rompe i buoni finimenti, una ruota cerchiata la cambia e se la beve, getta un perno nella trebbiatrice apposta per rovinarla. Lo disgusta vedere qualsiasi cosa che non \u00e8 alla sua portata. Per questo il livello della nostra agricoltura si \u00e8 abbassato. Le terre vengono abbandonate, si ricoprono di assenzio o vengono distribuite ai contadini, e dove si produceva un milione di stai, oggi se ne produce appena qualche centinaio di migliaia, e cos\u00ec la ricchezza generale diminuisce. Se invece si fosse fatto tenendo conto che\u2026\u201d<br \/>\nE il possidente prese ad esporre un suo piano di liberazione dei contadini con il quale questi inconvenienti sarebbero stati eliminati.<br \/>\nCi\u00f2 non interessava L\u00e8vin e, quando il possidente ebbe concluso, egli riport\u00f2 il discorso sulla sua prima tesi rivolgendosi a Svij\u00e0\u017eskij e cercando d\u2019indurlo ad esprimere la sua vera, seria opinione.<br \/>\n\u201cIl fatto che il livello della nostra agricoltura si sta abbassando e che, dati gli attuali nostri rapporti con i lavoratori, non \u00e8 possibile condurre razionalmente un\u2019azienda \u00e8 assolutamente vero,\u201d disse.<br \/>\n\u201cIo non credo,\u201d replic\u00f2 Svij\u00e0\u017eskij in tono ormai serio, \u201cio vedo soltanto che noi non sappiamo condurre un\u2019azienda e che il livello a cui conducevamo l\u2019azienda sotto il regime della servit\u00f9 della gleba, non solo non era tanto alto, bens\u00ec troppo basso. Noi non abbiamo macchine, non abbiamo del buon bestiame da lavoro, n\u00e9 una vera amministrazione e non sappiamo neppure fare dei conti. Se lo domandate a un proprietario, non vi sapr\u00e0 dire che cosa per lui \u00e8 vantaggioso e che cosa svantaggioso.\u201d<br \/>\n\u201cContabilit\u00e0 all\u2019italiana,\u201d replic\u00f2 ironicamente il possidente. \u201cIn qualsiasi modo tu faccia i tuoi calcoli, se ti guastano tutto, non c\u2019\u00e8 mai guadagno.\u201d<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Kitty e L\u00e8vin, la scena pi\u00f9 romantica<\/span><\/strong><br \/>\n<em>parte quarta capitolo XIII pagina 531<\/em><\/p>\n<p>\u2018Come far\u00f2 a restare solo\u2026 senza di lei?\u2019 pens\u00f2 lui terrorizzato, e prese il gesso. \u201cAspettate,\u201d disse sedendosi al tavolo. \u201c\u00c8 molto tempo che volevo domandarvi una cosa.\u201d<br \/>\nLui la guardava dritto nei suoi occhi carezzevoli, sebbene un po\u2019 spaventati.<br \/>\n\u201cPrego, domandate.\u201d<br \/>\n\u201cEcco,\u201d disse lui e scrisse sul panno delle iniziali di parole: q, m, a, r, q, n, p, e, s, m, o, a? Le parole di cui egli aveva scritto le iniziali erano: \u201cquando mi avete risposto questo non pu\u00f2 essere significava mai o adesso?\u201d. Non c\u2019era nessuna probabilit\u00e0 che lei potesse indovinare quella frase complicata, ma lui la guardava con un aspetto cos\u00ec ansioso da sembrare che la sua vita dipendesse dal fatto se lei avrebbe o no compreso quelle parole.<br \/>\nLei gli gett\u00f2 uno sguardo serio, poi appoggi\u00f2 la mano sulla fronte corrugata nello sforzo e cominci\u00f2 a leggere. Ogni tanto gli gettava un\u2019occhiata domandandogli con lo sguardo: \u2018Questa parola \u00e8 quella che io penso?\u2019.<br \/>\n\u201cHo capito,\u201d disse infine arrossendo.<br \/>\n\u201cChe parola \u00e8 questa?\u201d le chiese lui indicando la lettera \u201cm\u201d che significava \u201cmai\u201d.<br \/>\n\u201cQuesta parola \u00e8 mai,\u201d disse lei, \u201cma non \u00e8 vero.\u201d<br \/>\nLui cancell\u00f2 in fretta quanto aveva scritto, le porse il gesso e si alz\u00f2. Lei scrisse: a, n, p, r, d.<br \/>\nDolly si sent\u00ec del tutto consolata del dolore procuratogli dalla conversazione con Aleks\u00e8j Aleks\u00e0ndrovic quando vide le loro due figure. Kitty, con il gesso in mano, che guardava in alto verso L\u00e8vin con un timido, felice sorriso, e la bella figura di lui chino sul tavolo, con gli occhi che gli scintillavano fissi ora sul tavolo, ora su di lei. A un tratto il viso di lui s\u2019illumin\u00f2: aveva capito. La frase significava: \u201callora non potevo rispondere diversamente\u201d.<br \/>\nLui le gett\u00f2 una timida occhiata interrogativa.<br \/>\n\u201cSoltanto allora?\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec,\u201d rispose il sorriso di lei.<br \/>\n\u201cEee\u2026 e adesso?\u201d<br \/>\n\u201cEcco, leggete. Vi dir\u00f2 quello che desidererei. Che tanto desidererei!\u201d Lei scrisse le lettere: c, p, d, e, p, c, c, \u00e8, s, che significavano: \u201cche possiate dimenticare e perdonare ci\u00f2 che \u00e8 stato\u201d.<br \/>\nCon le dita contratte e tremanti egli prese il gesso, lo spezz\u00f2 e scrisse le iniziali delle seguenti parole: \u201cio non ho nulla da dimenticare n\u00e9 da perdonare, io non ho mai cessato di amarvi\u201d.<br \/>\nCon il volto ancora atteggiato al sorriso lei lo guard\u00f2.<br \/>\n\u201cHo capito,\u201d disse in un sussurro.<br \/>\nLui si sedette e scrisse una lunga frase. Lei cap\u00ec tutto e, senza neppure chiedergli: \u00e8 cos\u00ec?, prese il gesso e subito rispose.<br \/>\nPer un pezzo lui non riusc\u00ec a capire cosa lei aveva scritto, e spesso la guardava interrogativamente negli occhi. La felicit\u00e0 gli aveva annebbiato il cervello. Non riusciva assolutamente a decifrare le parole che lei intendeva, ma negli splendidi occhi raggianti di felicit\u00e0 egli cap\u00ec tutto ci\u00f2 che gli occorreva sapere. Egli scrisse ancora tre lettere, ma prima ancora che finisse di scriverle lei le aveva gi\u00e0 lette e comprese seguendo la sua mano; le complet\u00f2 e scrisse la risposta: \u201cS\u00ec\u201d.<br \/>\n\u201cGiocate al secr\u00e9taire?\u201d chiese il principe entrando. \u201cPer\u00f2 andiamo, se vuoi arrivare in tempo a teatro.\u201d<br \/>\nL\u00e8vin si alz\u00f2 e accompagn\u00f2 Kitty alla porta.<br \/>\nIn quella loro conversazione era stato detto tutto; era stato detto che lei lo amava, che l\u2019avrebbe detto al padre e alla madre e che il mattino seguente lui si sarebbe recato da loro.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La difficile condizione della donna<\/span><\/strong><br \/>\n<em>parte sesta capitolo XVI pagina 800<\/em><\/p>\n<p>E le torn\u00f2 in mente la sua conversazione con una sposina alla locanda. Alla sua domanda se avesse figli quella bella sposina le aveva risposto allegramente:<br \/>\n\u201cAvevo una bambina, ma Iddio me n\u2019ha liberata, l\u2019ho seppellita a quaresima\u201d.<br \/>\n\u201cTi sei afflitta molto per lei?\u201d<br \/>\n\u201cAffliggermi? E di che? Gi\u00e0 cos\u00ec il vecchio ha tanti nipoti. Sono solo preoccupazioni. Non puoi lavorare n\u00e9 niente. Solo un impaccio.\u201d<br \/>\nNonostante l\u2019aspetto cordiale e amabile della sposina quella risposta fece un effetto ripugnante a D\u00e0rija Aleks\u00e0ndrovna, ma adesso le tornavano involontariamente in mente quelle sue parole. In quelle parole cos\u00ec ciniche c\u2019era una parte di verit\u00e0.<br \/>\n\u2018Eh s\u00ec, in generale,\u2019 pensava D\u00e0rija Aleks\u00e0ndrovna, ripensando a qual era stata tutta la sua vita in quei quindici anni di matrimonio, \u2018gravidanza, nausee, ottundimento intellettuale, indifferenza per tutto e, soprattutto, mostruosit\u00e0. Anche Kitty, cos\u00ec giovane e graziosa, anche lei \u00e8 imbruttita, e io so che divento brutta quando sono incinta. Il parto, le sofferenze, quelle orribili sofferenze, quell\u2019ultimo minuto\u2026 poi l\u2019allattamento, le notti insonni, quelle terribili sofferenze\u2026\u2019<br \/>\nD\u00e0rija Aleks\u00e0ndrovna rabbrivid\u00ec al solo ricordo del dolore per i capezzoli screpolati che aveva sofferto quasi con ogni bambino. \u2018E poi le malattie dei bambini, quell\u2019eterna paura; poi la loro educazione, le loro cattive inclinazioni (qui si ramment\u00f2 del delitto commesso dalla piccola M\u00e0\u0161a nei cespugli di lamponi), l\u2019insegnamento, il latino, tutto ci\u00f2 che \u00e8 incomprensibile e difficile. E, pi\u00f9 terribile di tutto, la morte dei bambini.\u2019 E di nuovo le torn\u00f2 in mente, opprimente dolore per il suo cuore di madre, lo straziante ricordo della morte del suo ultimo bambino ancora lattante, morto di difterite, il suo funerale, la generale indifferenza di fronte a quella piccola bara rosa, e la solitaria sofferenza che le straziava il cuore davanti a quella piccola fronte bianca con piccole ciocche ondulate sulle tempie, a quella piccola bocca socchiusa e stupita come le aveva viste nella bara mentre vi si chiudeva sopra il coperchio rosa con la croce intrecciata.<br \/>\n\u2018E tutto questo perch\u00e9? Che cosa ne sar\u00e0 di tutto questo? Soltanto che io, non avendo mai un minuto di pace, ora incinta, ora allattando, eternamente arrabbiata, burbera, tormentando me stessa e gli altri, odiosa al marito, porter\u00f2 avanti questa mia vita e tirer\u00f2 su dei figli infelici, maleducati e miserabili. Anche ora, se non trascorressimo l\u2019estate dai L\u00e8vin, non so come avremmo tirato avanti. Naturalmente K\u00f2stja e Kitty sono cos\u00ec delicati che non ce lo fanno pesare, ma non \u00e8 una cosa che pu\u00f2 durare. Se avranno dei bambini non potranno pi\u00f9 aiutarci; gi\u00e0 ora sono in ristrettezze. E chi ci aiuter\u00e0, forse pap\u00e0 che non si \u00e8 tenuto per s\u00e9 quasi niente? Da sola io non posso introdurre i figli in societ\u00e0; forse con l\u2019aiuto di altri, e con umiliazioni. E anche ammettendo che tutto vada nel migliore dei modi, che non muoia pi\u00f9 nessun figlio e che in qualche modo riesca a tirarli su, nel migliore dei casi non ne verranno fuori dei mascalzoni. Ecco tutto ci\u00f2 che posso sperare. E soltanto per questo quante sofferenze, quanta fatica\u2026 Tutta la vita sprecata!\u2019 Le torn\u00f2 di nuovo in mente ci\u00f2 che aveva detto quella sposina e di nuovo quel ricordo le fece orrore; ma non poteva fare a meno di riconoscere che in quelle parole c\u2019era una parte di dura verit\u00e0.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\n\u2018Tutti condannano Anna. Per che cosa? Forse io sono meglio di lei? Io, almeno, ho un marito a cui voglio bene. Non lo amo come vorrei amarlo, ma comunque lo amo, e Anna non amava il suo? In che cosa lei \u00e8 colpevole? Lei vuole vivere. Iddio ce l\u2019ha messo nell\u2019anima. \u00c8 possibilissimo che anch\u2019io avrei fatto lo stesso. E ancora oggi non so se ho fatto bene a darle retta quando lei, in quel momento terribile, \u00e8 venuta da me a Mosca. Allora io avrei dovuto abbandonare mio marito e ricominciare a vivere. Avrei potuto amare ed essere amata davvero. E adesso \u00e8 forse meglio? Io non lo rispetto. Ma lui mi \u00e8 necessario,\u2019 pensava a proposito del marito, \u2018e io lo sopporto. Forse questo \u00e8 meglio? Allora io potevo ancora piacere, mi era rimasta la mia bellezza,\u2019 seguitava a pensare D\u00e0rija Aleks\u00e0ndrovna e le venne voglia di guardarsi allo specchio.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">L&#8217;onest\u00e0 o l&#8217;on\u00e8sta<\/span><\/strong><br \/>\n<em>parte settima capitolo XVII pagina 942<\/em><\/p>\n<p>Era uno di quei posti, da stipendi che andavano da mille a cinquantamila rubli all\u2019anno, di cui ora ce n\u2019erano di pi\u00f9 di quanti posticini al calduccio, dove ci si arricchiva con le mance, ci fossero un tempo; era il posto di membro di una commissione per il bilancio delle agenzie riunite per il credito e il mutuo delle ferrovie meridionali e degli istituti bancari. Quel posto, come tutti quelli dello stesso genere, esigeva un\u2019attivit\u00e0 e cos\u00ec vaste conoscenze quali ben difficilmente potevano trovarsi riunite in una stessa persona. E siccome di persone che riunissero tutte quelle qualit\u00e0 non ce n\u2019erano, era comunque meglio che un tal posto venisse occupato da una persona onesta, piuttosto che da una disonesta. E Step\u00e0n Ark\u00e0d\u2019ic era non soltanto una persona onesta (senza accento), ma anche on\u00e8sta (con l\u2019accento), con quel particolare significato che a Mosca assumeva questo aggettivo quando si diceva: un politico on\u00e8sto, uno scrittore on\u00e8sto, una rivista on\u00e8sta, un istituto on\u00e8sto, una tendenza on\u00e8sta, intendendo con ci\u00f2 che la persona o l\u2019istituto non soltanto non erano disonesti, ma che erano anche capaci, all\u2019occasione, di lanciare qualche frecciatina al governo. A Mosca Step\u00e0n Ark\u00e0d\u2019ic frequentava gli ambienti in cui quella parola era in uso, era considerato una persona on\u00e8sta, e quindi aveva pi\u00f9 diritto di altri ad occupare quel posto.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\n\u201cNovemila rubli,\u201d ripet\u00e9 Aleks\u00e8j Aleks\u00e0ndrovic e si accigli\u00f2. Quel cos\u00ec alto stipendio gli ricord\u00f2 che, sotto questo aspetto, l\u2019eventuale occupazione di quel posto da parte di Step\u00e0n Ark\u00e0d\u2019ic era in contrasto con il concetto essenziale dei suoi progetti che miravano sempre ad economizzare.<br \/>\n\u201cIo penso, e ne ho anche scritto in un mio memorandum, che al nostro tempo questi altissimi stipendi sono un sintomo del falso assiette economico del nostro governo.\u201d<br \/>\n\u201cMa che cosa vorresti?\u201d replic\u00f2 Step\u00e0n Ark\u00e0d\u2019ic. \u201cMettiamo pure che un direttore di banca prenda diecimila rubli, ma se li merita. O che un ingegnere ne guadagni ventimila. Puoi pensarla come vuoi, ma \u00e8 un lavoro di responsabilit\u00e0.\u201d<br \/>\n\u201cIo penso che lo stipendio sia il prezzo pagato per della merce e che debba sottostare alla legge della domanda e dell\u2019offerta. Se lo stipendio assegnato si sottrae a questa legge, come capita, per esempio, che si veda che di due ingegneri appena usciti dall\u2019universit\u00e0, entrambi parimenti preparati e capaci, l\u2019uno prende quarantamila rubli e l\u2019altro si accontenta di duemila; oppure che vengono nominati direttori di banca di una societ\u00e0 con un enorme stipendio dei laureati in legge, o degli ussari, sprovvisti di qualsiasi specifica conoscenza, allora ne concludo che lo stipendio viene fissato non in base alla legge della domanda e dell\u2019offerta, ma semplicemente per favoritismo. In questi casi si verifica un abuso, grave in se stesso e nocivo nei confronti dell\u2019amministrazione dello stato. Io penso\u2026\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, ma anche tu sarai d\u2019accordo che viene fondata un\u2019istituzione nuova e indubbiamente utile. Pensala come vuoi, ma si tratta di un impegno di responsabilit\u00e0! Viene particolarmente apprezzato che la faccenda venga condotta on\u00e8stamente,\u201d disse Step\u00e0n Ark\u00e0d\u2019ic, accentuando l\u2019ultima parola.<br \/>\nMa il particolare significato moscovita di quell\u2019on\u00e8stamente era incomprensibile ad Aleks\u00e8j Aleks\u00e0ndrovic.<br \/>\n\u201cL\u2019onest\u00e0 \u00e8 solo una qualit\u00e0 negativa,\u201d obiett\u00f2.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La critica letteraria<\/span><\/strong><br \/>\n<em>parte ottava capitolo I pagina 1006<\/em><\/p>\n<p>L\u2019autore dell\u2019articolo era un feuilletoniste molto giovane e malato, molto combattivo nello scrivere, ma straordinariamente poco colto e timido nei rapporti personali.<br \/>\nNonostante il totale disprezzo che provava per l\u2019autore, Serg\u00e8j Iv\u00e0novic si accinse tuttavia con piena attenzione alla lettura dell\u2019articolo. L\u2019articolo era pessimo.<br \/>\nFacendolo evidentemente a bella posta, il feuilletoniste aveva interpretato tutto il libro come era impossibile interpretarlo. Ma ne aveva cos\u00ec abilmente scelto delle citazioni che per coloro che non lo avessero letto (ed evidentemente quasi nessuno l\u2019aveva letto) appariva in modo assolutamente chiaro che il libro non era nient\u2019altro che una scelta di frasi altisonanti, per giunta usate a sproposito (il che veniva rilevato da punti interrogativi), e che il suo autore era una persona completamente ignorante. E tutto ci\u00f2 veniva esposto con una tale arguzia che lo stesso Serg\u00e8j Iv\u00e0novic non avrebbe mancato di apprezzarla; ma proprio in questo stava l\u2019orribile.<br \/>\nNonostante la totale coscienziosit\u00e0 con cui Serg\u00e8j Iv\u00e0novic controll\u00f2 la fondatezza delle argomentazioni del recensore, egli non si arrest\u00f2 neppure per un attimo sui difetti e gli errori che vi venivano messi in ridicolo \u2013 era infatti anche troppo evidente che tutto ci\u00f2 era stato scelto appositamente \u2013 ma involontariamente prese subito a rammentarsi dell\u2019incontro e della conversazione che aveva avuto con l\u2019autore dell\u2019articolo.<br \/>\n\u2018Non l\u2019avr\u00f2 per caso offeso in qualche modo?\u2019 si chiedeva Serg\u00e8j Iv\u00e0novic.<br \/>\nE, rammentandosi che in occasione del loro incontro egli aveva corretto il giovane su una parola che dimostrava la sua ignoranza, Serg\u00e8j Iv\u00e0novic trov\u00f2 la spiegazione del senso dell\u2019articolo.<br \/>\nDopo quell\u2019articolo sul libro cal\u00f2 il silenzio pi\u00f9 completo sia sulla stampa che nei discorsi, e Serg\u00e8j Iv\u00e0novic dovette constatare che quell\u2019opera costatagli sei anni di lavoro, elaborata con tanto amore e tanto impegno, era passata senza lasciar traccia.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>La ricerca di Dio di L\u00e8vin<\/strong><\/span><br \/>\n<em>parte ottava capitolo VIII pagina 1026<\/em><\/p>\n<p>Dal momento in cui, per la prima volta, alla vista del suo prediletto fratello moribondo, a L\u00e8vin si era presentato il problema della vita e della morte alla luce di quelle nuove concezioni \u2013 come lui le chiamava \u2013 che nel periodo dai venti ai trentaquattro anni, senza che lui stesso se ne rendesse conto, avevano sostituito le sue infantili e adolescenziali credenze, egli fu assalito dal terrore, non tanto della morte, quanto di una vita priva della pur minima cognizione di dove, a qual fine, perch\u00e9 e che cosa essa stessa fosse. L\u2019organismo, la sua corruzione, l\u2019indistruttibilit\u00e0 della materia, la legge della conservazione della forza, l\u2019evoluzione, tali erano le parole che avevano sostituito le sue precedenti credenze. Quelle parole e i concetti ad esse collegati erano perfettamente adeguati alle esigenze dell\u2019intelletto; ma per la vita non servivano a niente, e a un tratto L\u00e8vin si sent\u00ec nella condizione di un uomo che avesse scambiato una calda pelliccia con un abito di mussolina e che, trovandosi per la prima volta esposto al gelo, si fosse indubitabilmente persuaso, non con dei ragionamenti, ma con tutto se stesso, di essere sostanzialmente nudo e di dover ineluttabilmente morire di una morte atroce.<br \/>\nDa quel momento, pur non rendendosene conto e continuando a vivere come al solito, L\u00e8vin non aveva smesso di provare terrore per la sua ignoranza.<br \/>\nPer giunta, egli si rendeva confusamente conto che quelle che egli chiamava le sue convinzioni erano non soltanto ignoranza, ma anche un modo di pensare che escludeva la conoscenza di ci\u00f2 che gli era indispensabile.<br \/>\nNel primo periodo della sua vita matrimoniale le nuove gioie e i nuovi obblighi che aveva conosciuto avevano totalmente soffocato quei pensieri; ma negli ultimi tempi, dopo il parto della moglie, vivendo a Mosca senza aver nulla da fare, a L\u00e8vin cominci\u00f2 a presentarsi, sempre pi\u00f9 spesso e sempre pi\u00f9 insistentemente, l\u2019esigenza di risolvere il problema.<br \/>\nPer lui il problema consisteva in questo: \u2018Se io non accetto le risposte che il cristianesimo d\u00e0 al problema della mia vita, allora quali risposte accetto?\u2019. E in tutto l\u2019arsenale delle sue convinzioni egli non riusciva assolutamente a trovare, non soltanto una risposta, ma neppure qualcosa di simile a una risposta.<br \/>\nSi trovava nella situazione di un uomo che cercasse del cibo in negozi di giocattoli o di armi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La mia sensazione \u00e8 che proprio tutto il romanzo ruoti in realt\u00e0 intorno a questa ricerca di L\u00e8vin,<\/span><\/strong> passando attraverso le storie di tre differenti matrimoni, con altrettanti differenti epiloghi, ma spostando l&#8217;attenzione sulla figura pi\u00f9 tragica, quella di Anna Karenina, proprio per mostrare la difficolt\u00e0, a volte fatale, della ricerca della felicit\u00e0 e del senso della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Dalla penna di Tolstoj al cinema<\/span><\/h2>\n<p>All&#8217;ultima pagina del libro, mi \u00e8 venuta voglia di vedere come la trama fosse stata riportata al cinema o in televisione.<br \/>\nPerch\u00e9 immergermi per tre volte nello stesso romanzo, con tre film distinti, quelli pi\u00f9 recenti e conosciuti?<br \/>\nBeh, probabilmente mi \u00e8 piaciuto cos\u00ec tanto che fatico a lasciarlo andare, a rimettere il cartaceo dentro la libreria e proseguire con altre letture. Dunque guardare la storia sul grande schermo mi ha permesso di trattenere ancora con me tutte le emozioni del romanzo, e al contempo di aggiungerne di nuove.<br \/>\nPur essendo infatti tre trasposizioni cinematografiche dello stesso libro, raccontano le vicende in maniera cos\u00ec differente, evidenziando alcuni aspetti e tralasciandone altri, da sembrare quasi tre capolavori distinti, ognuno a modo suo. Non saprei dirvi qual \u00e8 la versione migliore, vi consiglio di gustarle tutte.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">Anna Karenina (1997)<\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Anna Karenina (film 1997) TRAILER ITALIANO\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JkDaRMeEkAU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Nel film <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anna_Karenina_(film_1997)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Anna Karenina<\/em><\/a>\u00a0del 1997 con <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Sophie Marceau nel ruolo della protagonista,<\/strong><\/span> Anna termina la gravidanza con un aborto, manca dunque completamente la figura di sua figlia, sostituita da una bambola di ceramica negli ultimi giorni di depressione. E&#8217; un particolare importante, la cui scelta non ho ben compreso.<br \/>\nPur amando l&#8217;attrice Sophie Marceau, non ho trovato poi cos\u00ec incisivo il suo incontro con il conte Vronskij, mentre in questo film, a differenza degli altri, \u00e8 molto pi\u00f9 marcata la differenza d&#8217;et\u00e0 col marito Karenin. Risulta evidente che si era sposata giovanissima e con un uomo troppo pi\u00f9 grande di lei, affatto innamorata.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Le ambientazioni sono suntuose e veritiere rispetto al romanzo<\/strong><\/span>, in particolare il salone del ballo dell&#8217;incontro tra Anna e Vronskij e la corsa di cavalli con ostacoli, dove Vronskij \u00e8 costretto a uccidere la sua Frou-Frou. Ben rappresentato anche il matrimonio in chiesa di L\u00e8vin e Kitty, con la scena della camicia dello sposo macchiata pochi minuti prima del rito. Hanno inserito anche il colpo di pistola accidentale di Vronskij, scambiato per tentato suicidio, tralasciato nelle altre trasposizioni.<br \/>\nSi dovrebbe vedere uno scorcio del Lago di Garda, secondo i titoli sovraimpressi, durante la permanenza italiana di Anna e Vronskij, ma in realt\u00e0 si vede solo un bellissimo giardino verde e nulla pi\u00f9, peccato. Non c&#8217;\u00e8 invece alcun riferimento alla tenuta in campagna di Vronskij, alla loro vita quasi coniugale laggi\u00f9, e al loro impegno per ampliarla e modernare la vita dei contadini.<br \/>\nNonostante l&#8217;inizio claudicante, Sophie Marceau si riscopre eccezionale nell&#8217;interpretazione finale, la disperazione a filo della pazzia di Anna \u00e8 palpabile, il suo destino compiuto ancor prima dell&#8217;arrivo del treno.<br \/>\nL&#8217;ultima scena vede L\u00e9vin, disteso sull&#8217;erba con un manoscritto, apporvi a penna una firma in russo, quella di Lev Tolstoj. In onore dello scrittore che molto di s\u00e9 aveva messo proprio in quel personaggio, per sua stessa ammissione.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">Anna Karenina (2012)<\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Anna Karenina (2013) | Trailer italiano ufficiale [HD]\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/iyMqJCG-gHU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>La pellicola <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anna_Karenina_(film_2012)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Anna Karenina<\/em><\/a> del 2012 con Keira Knightley\u00a0\u00e8 <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>una versione tutta particolare, dove alcune scene sono ambientate all&#8217;interno di un teatro &#8220;fatiscente&#8221;<\/strong><\/span>, tra il palcoscenico, la platea e tutta la struttura dell&#8217;edificio. La corsa dei cavalli di Vronskij giunge dal fondo de proscenio per terminare tragicamente sul golfo mistico, mentre la richiesta di matrimonio di L\u00e8vin a Kitty si svolge in un salottino sul palco, tra nuvole disegnate sul legno, decisamente surreale. Per me le scene in questo modo ne risultano impoverite.<br \/>\nHo trovato comunque ottima l&#8217;interpretazione degli attori e una buona scelta per il casting: Keira Knightley forse troppo superficiale come Anna Karenina, distaccato dall&#8217;idea che ne ho avuto dal romanzo; Aaron Johnson, con quel ricciolino biondo, \u00e8 un perfetto conte Aleksej Vronskij; Jude Law \u00e8 mirabile come Aleksej Karenin, freddo e glaciale con la moglie, anche se non rendeva la differenza d&#8217;et\u00e0 tra loro; adorabili gli attori di Kitty, Alicia Vikander, e L\u00e8vin, in biondo grazie a Domhnall Gleeson, in particolare la scena col fratello Nikolaj in punto di morte \u00e8 davvero toccante.<br \/>\nLe riprese all&#8217;interno del teatro spariscono man mano che Anna Karenina vive davvero il suo amore per Vronskij, anzich\u00e9 recitare una vita di convenienza che le viene richiesta tanto dal marito quanto dalla societ\u00e0. In questa versione per\u00f2 ci sono molti tagli alla trama, del resto \u00e8 davvero impossibile ridurre un romanzo cos\u00ec lungo in un film di sole due ore.<\/p>\n<p><em>Una curiosit\u00e0:<\/em> si resta confusi dall&#8217;oggetto che Karenin (Jude Law) tira fuori da una piccola scatola oblunga nella sua camera da letto insieme ad Anna diverse volte durante il film. Si tratta di un preservativo, e implicitamente indica un rapporto tra i due coniugi, che viene infatti rifiutato da Anna oramai incinta del conte Vronskij. Per la maggior parte della storia della contraccezione, i preservativi erano fatti di materiali di origine animale o vegetale (come lino trattato chimicamente o intestini o vesciche di pecora), ed essendo piuttosto costosi, venivano spesso lavati e riutilizzati. I primi preservativi di gomma vulcanizzata furono prodotti a met\u00e0 del 1800, ma erano spessi e ingombranti, quindi \u00e8 probabile che qualcuno della ricchezza e della statura sociale di Karenin usasse ancora un preservativo riutilizzabile al momento dell&#8217;ambientazione di questa storia. (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/title\/tt1781769\/trivia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>IMDb.com<\/em><\/a>)<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">Anna Karenina (miniserie 2013)<\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Anna Karenina \u2014 Dancing Scene  [ Miniserie Rai 2013 ]\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/C92GmK5dH1k?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Anche la RAI ha prodotto nel 2013 una miniserie in due episodi, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anna_Karenina_(miniserie_televisiva_2013)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Anna Karenina<\/em><\/a> con Vittoria Puccini nella parte di Anna. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Una co-produzione internazionale tra Italia, Germania, Francia e Spagna<\/span><\/strong>, che ha visto l&#8217;impiego di 2000 comparse, 50 location diverse, 100 cavalli e 30 carrozze, 1200 costumi di pregio, una pista di pattinaggio di 700 metri quadrati costruita dalla produzione e poi donata alla citt\u00e0 di Vilnius, e oltre 7 tonnellate di neve finta! (Fonte: <a href=\"http:\/\/www.rai.it\/dl\/PortaliRai\/Programmi\/PublishingBlock-82c4e950-7db3-473e-809e-4bc8589e146a.html?ContentItem-4f8a2c5c-435a-4eb9-b230-cc6994698872&amp;refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Rai.it<\/em><\/a>)<br \/>\nL&#8217;ambientazione \u00e8 molto reale infatti, quasi migliore del film del 1997 per certi versi. Girato in lingua e poi doppiato (lo si avverte in qualche dialogo), nel doppiaggio \u00e8 stata utilizzata qualche espressione pi\u00f9 italiana, regionale quasi, rispetto al romanzo e alle sue traduzioni ufficiali. Buona la scelta degli attori, soprattutto del trio Anna, Vronskij e Karenin, per et\u00e0 anagrafica e rispetto ai personaggi del libro.<br \/>\nNonostante questa trasposizione godesse di maggior pellicola per sviluppare l&#8217;intera trama, qualche cambiamento \u00e8 stato apportato ugualmente: troviamo ad esempio Varenka gi\u00e0 presente al ballo di incontro tra Anna e Vronskij, mentre nel romanzo la donna conoscer\u00e0 Kitty solo durante il suo viaggio in Europa. Cos\u00ec come vediamo le due amiche curarsi dei malati in un ospedale al fronte (ma di quale guerra?) anzich\u00e9 ai bagni termali dove Varenka giunge con la zia adottiva e Kitty con i genitori. Anche l&#8217;incontro di Kitty con il mutilato di guerra Friederich, che se ne innamora anche se gi\u00e0 sposato, sostituisce il malinteso con il pittore P\u00e8trov e sua moglie nel libro. Nonostante questi cambiamenti per\u00f2, le emozioni sono sempre ben rese.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">Intensa la scena dell&#8217;incontro tra Kitty e L\u00e8vin a casa degli Obl\u00f2nskij,<\/span><\/strong> quando i bambini giocano a nascondino con Kitty bendata e lei trova il braccio di L\u00e8vin e lo riconosce dal viso sotto le sue dita. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">C&#8217;\u00e8 un bacio di troppo qui<\/span><\/strong>, mentre manca completamente il gioco delle lettere al tavolino del romanzo, ma non posso assolutamente lamentarmi, anzi! Anche nel romanzo ci sono due baci, un po&#8217; nascosti, tra questi due.<br \/>\nNel finale non mi convince Anna Karenina in stazione, in attesa di quell&#8217;ultimo treno, non ho sentito la stessa ineluttabile disperazione della donna tra le pagine del romanzo. Ma ho trovato mirabile la contrapposizione vita-morte tra la tragedia di Anna e la nascita del bambino di Kitty.<\/p>\n<blockquote><p>Cosa fa di una famiglia una famiglia felice? E&#8217; un mistero&#8230;<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">L&#8217;avete letto? Che ne pensate?<\/span><\/h2>\n<p>Credo che il prossimo di Tolstoj da leggere sar\u00e0<em> Guerra e pace<\/em>, ma non so quando. Al momento sto studiando per un esame extra, e quindi dovr\u00f2 diminuire le letture. E al pari di <em>Anna Karenina<\/em>, anche <em>Guerra e pace<\/em> richiede la giusta predisposizione d&#8217;animo.<br \/>\nVi lascio con la colonna sonora della miniserie Rai, Bianca Atzei canta una nuova versione del pezzo &#8220;One Day I&#8217;ll Fly Away&#8221;, superlativa.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Anna Karenina - One Day I&#039;ll Fly Away\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NtYXnVe8QJM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice lo \u00e8 a modo proprio. Anna Karenina, Lev Tolstoj Mi sembra di aver compiuto un lungo viaggio nella lettura di Anna Karenina di Lev Tolstoj e purtroppo \u00e8 gi\u00e0 finito. 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