{"id":23305,"date":"2020-12-25T06:00:47","date_gmt":"2020-12-25T05:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=23305"},"modified":"2023-12-17T15:21:25","modified_gmt":"2023-12-17T14:21:25","slug":"vai-ai-materassi-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/vai-ai-materassi-natale\/","title":{"rendered":"Vai ai materassi! <br> Una storia di Natale, anche se non sembra"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta&#8230; S\u00ec, vorrei iniziare questa storia proprio con &#8220;C&#8217;era una volta&#8221; cos\u00ec come si usava un tempo e spero che nessuno di voi abbia davvero qualcosa in contrario. In fondo siamo a Natale, mi sia concesso qualche vezzo.<br \/>\nDicevo.<br \/>\nC&#8217;era una volta una ragazza che viveva in una grande citt\u00e0. No, no, non si tratta di me, perch\u00e9 dovete sempre pensare che un racconto sia autobiografico? Non sono una ragazza, bens\u00ec il narratore onnisciente e per mia fortuna vivo in campagna, le grandi citt\u00e0 le vedo solo da lontano, o ne leggo nei quotidiani.<br \/>\nDicevo di nuovo.<br \/>\nC&#8217;era una volta una ragazza che viveva in una grande citt\u00e0, anche se in periferia, in un bilocale striminzito all&#8217;interno di un condominio chiassoso, con l&#8217;entrata minuscola tra una lavanderia a gettoni e una pizzeria per asporto, alla quale almeno si riforniva spesso. Le solite cose l&#8217;avevano portata l\u00ec: salutata la famiglia dopo un diploma ottenuto con enormi sacrifici, era partita per scrivere il suo futuro, ma per ora il futuro si faceva desiderare. Il suo nome era, e a dire il vero ancora \u00e8, Sofia perch\u00e9 sua madre in dolce attesa lesse che quel sussurro in greco significava saggezza.<br \/>\nCon molta fatica, aveva ottenuto un modesto lavoro da impiegata presso uno studio notarile. Rincasava stanca dopo tante ore tra computer e telefono, ma trovava ancora la forza di mettersi sui libri, esami universitari fuori corso per avere qualche possibilit\u00e0 in quel futuro nebuloso.<br \/>\nE l&#8217;amore vi chiederete voi?<br \/>\nA parte che questa non \u00e8 mica una storia d&#8217;amore, sia ben chiaro fin da subito, dir\u00f2 solamente che aveva collezionato delusioni, troppe delusioni, per credere ancora alla magia di due cuori che si trovano e non si lasciano pi\u00f9.<br \/>\nEra stata lasciata dall&#8217;amichetto della terza media per una figurina di un calciatore, dall&#8217;innamorato della prima liceo per il motorino della sua amica e da quello dell&#8217;ultimo anno per una taglia maggiore di reggiseno, mentre il fidanzatino ai tempi dell&#8217;universit\u00e0 le aveva nascosto il dottorato conseguito all&#8217;estero fino al giorno prima del volo aereo, sola andata. Infine aveva chiuso definitivamente la porta del cuore quando un collega con cui aveva iniziato ad uscire aveva usato le sue confidenze per soffiarle una promozione.<br \/>\nLei non ve lo dir\u00e0 mai, ma temeva che tutto fosse cominciato con suo padre. L&#8217;aveva abbandonata che aveva solo un anno, e quando un uomo ti lascia cos\u00ec presto, il resto della vita non pu\u00f2 che andare peggio, dopo tutto.<br \/>\nFinch\u00e9 un giorno di dicembre la chiam\u00f2 la madre dal paese in valle, ma non era la solita telefonata per salutarsi e promettersi di rivedersi presto. Una novit\u00e0 stava per scombussolare il piccolo mondo di Sofia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Mi ha chiamato un avvocato da Siena, ti sta cercando, mi ha lasciato il suo numero&#8221; esord\u00ec la donna guardinga. Aveva sempre l&#8217;abitudine di prendere vie impervie per le questioni importanti, timorosa delle reazioni altrui se avesse cominciato dall&#8217;essenziale. Cos\u00ec per\u00f2 prolungava l&#8217;agonia dell&#8217;interlocutore.<br \/>\n&#8220;Ti ha detto per quale motivo almeno?&#8221; chiese Sofia, conscia che un legale raramente portava buone notizie.<br \/>\n&#8220;Si tratta di tuo padre&#8230;&#8221;<br \/>\nLa reticenza aveva le sue giuste motivazioni allora: dovete sapere che n\u00e9 la madre n\u00e9 la figlia avevano piacere di menzionare quell&#8217;uomo, l&#8217;una per i ricordi di un marito taciturno che lei stessa aveva cacciato di casa, ignorando quanto lui avrebbe preso sul serio quell&#8217;invito arrabbiato, e l&#8217;altra per la totale assenza del genitore nell&#8217;arco della sua esistenza, pochi regali e qualche biglietto di auguri, rarissime telefonate, null&#8217;altro. Dopo aver viaggiato per anni nelle navi mercantili, alla fine era tornato nella sua Toscana e da l\u00e0 non si era pi\u00f9 mosso, n\u00e9 riceveva visite.<br \/>\n&#8220;Ha avuto un infarto,&#8221; continu\u00f2 la madre dall&#8217;altra parte, &#8220;ci saranno documenti da sistemare, immagino.&#8221; E dal tono si comprese che di quei fastidi non voleva occuparsene proprio lei.<br \/>\n&#8220;Stai dicendo che \u00e8 morto.&#8221; Pi\u00f9 che una domanda, Sofia sottoline\u00f2 l&#8217;ineluttabilit\u00e0 di quella frase. Era certa di aver perso qualcosa, anche se non aveva avuto l&#8217;occasione di conoscere a fondo quel padre.<br \/>\nL&#8217;indomani contatt\u00f2 l&#8217;avvocato, il quale le forn\u00ec qualche ragguaglio sulla disastrosa situazione economica ereditata dal genitore, o <em>de cuius<\/em> come lo chiamava lui saccentemente. Spero bene che un domani nessuno s&#8217;azzardi a chiamarmi a quel modo, sappiatelo, o torno a tirarvi i piedi a tutti quanti&#8230; L&#8217;uomo, dicevo, le aveva lasciato il vecchio casale, in localit\u00e0 Monteriggioni presso Siena. Una vasta propriet\u00e0 di vigneti, un edificio abitabile e un altro da ristrutturare ma in discrete condizioni, una cantina avviata sull&#8217;orlo del fallimento e uno scoperto bancario da rimborsare quanto prima. Povera ragazza, pi\u00f9 preoccupazioni che fortune in quel lascito.<br \/>\nCon una strana morsa nel petto, Sofia diede comunicazione al lavoro del suo lutto famigliare, domand\u00f2 le ferie anticipate e prepar\u00f2 una valigia col necessario. A bordo della sua prima auto, una Fiat Cinquecento bianca di seconda o forse terza mano, imbocc\u00f2 l&#8217;autostrada direzione Sud ascoltando distratta la radio, per lo pi\u00f9 canzoni natalizie, stonate con l&#8217;uggiosit\u00e0 di quel giorno.<br \/>\nPart\u00ec presto al mattino e arriv\u00f2 giusto all&#8217;ora di pranzo alle pendici di Siena, fredda ma assolata, dove aveva appuntamento nel pomeriggio presso lo studio legale per la consegna della documentazione. Si concesse una breve passeggiata nella parte alta, il centro storico addobbato per le festivit\u00e0 imminenti, come se tutta quella meraviglia tra Piazza del campo, il Duomo e San Domenico ne avesse poi bisogno. Il profumo della pasta di mandorle dei Ricciarelli invadeva le stradine strette, mentre tornava indietro fuori dalle mura per raggiungere il luogo dell&#8217;incontro.<br \/>\n&#8220;Il quadro non \u00e8 dei migliori, ne convengo&#8221; concluse l&#8217;avvocato dopo averle mostrato tutti gli incartamenti. &#8220;Sarebbe meglio vendere l&#8217;intera propriet\u00e0, soprattutto perch\u00e9 lei e sua madre avete le vostre attivit\u00e0 altrove. Tra l&#8217;altro mi \u00e8 gi\u00e0 pervenuta un&#8217;offerta di acquisto, un&#8217;ottima opportunit\u00e0 davvero. Ma ne parleremo tra qualche giorno. Queste sono le chiavi del casale, c&#8217;\u00e8 una persona di fiducia che comunque l&#8217;attende sul posto.&#8221;<br \/>\nSofia accese nuovamente il navigatore del suo telefonino, un po&#8217; spaventata all&#8217;idea di smarrirsi tra quei colli e poggi infiniti fuori Siena, tutti contornati da stradine fangose e alti cipressi, ognuno capeggiato da un cascinale non sempre abitato. Un tramonto dorato l&#8217;accompagn\u00f2 in quell&#8217;ultimo tratto del viaggio, pieno di curve, ansia e curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quaranta minuti dopo Sofia riconobbe il viale in salita e la casa in cima alla collina dalle foto che le aveva inviato via mail l&#8217;avvocato, anche se all&#8217;imbrunire i particolari non erano pi\u00f9 visibili.<br \/>\nIl signor Osvaldo, con cui si erano sentiti al telefono prima, la aspettava seduto sulla panchina di legno fuori dall&#8217;ingresso principale. Infagottato nel suo pesante cappotto e ancora immerso negli scarponi da lavoro, fumava tranquillo la sua pipa quando la vide arrivare nel piazzale.<br \/>\n&#8220;Cos\u00ec tu sei la figliola del povero Artemio. Mi dispiace tanto per il tu&#8217; babbo. Degnissima persona. Gran cuore. Aveva sempre una buona parola per tutti ed era il primo quando c&#8217;era bisogno di una mano. Ci mancher\u00e0 tanto.&#8221;<br \/>\nSofia rispose solo con un sorriso. Non avendo conosciuto davvero suo padre, nemmeno tramite i racconti di sua madre, avrebbe dovuto fidarsi delle testimonianze di quel luogo e di quelle persone che l&#8217;avevano vissuto ogni giorno.<br \/>\n&#8220;Vieni, sarai stanca dopo il viaggio. Ti mostro l&#8217;alloggio. Mia moglie ti ha preparato lenzuola pulite e la cena \u00e8 pronta al caldo. Ti abbiamo anche messo qualcosa in dispensa per domani.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non dovevate disturbarvi&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Nessun disturbo figliola. Artemio cur\u00f2 le mie bestie per un mese, quando mi ricoverarono per l&#8217;appendicite e poi convalescente non potevo fare sforzi. Siamo tutti una grande famiglia da queste parti.&#8221;<br \/>\nIl signor Osvaldo le prese la valigia e la precedette nel grande salone oltre il portoncino padronale. &#8220;Questo non lo usava mai, per\u00f2 l&#8217;ha tinteggiato di fresco quest&#8217;estate e rimesso a nuovo. Ecco, di qua.&#8221;<br \/>\nApr\u00ec un&#8217;altra doppia porta a vetri, rivelando cos\u00ec una cucina spaziosa, con un lungo tavolo di legno massiccio e oltre un camino di mattoni dove ardeva il fuoco che aveva riscaldato per bene l&#8217;ambiente.<br \/>\n&#8220;Qui c&#8217;\u00e8 una scala di servizio per il piano sopra. Oltre il salone ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altra, ma questa \u00e8 pi\u00f9 comoda, vieni.&#8221;<br \/>\nOsvaldo trascin\u00f2 la valigia per scala quasi senza sforzo e la port\u00f2 direttamente nella prima camera da letto, le cui pareti erano di un tenue rosa pesca, molto femminile. Comodini e cassettone erano sgombri.<br \/>\n&#8220;Questa non era la sua stanza vero?&#8221; domand\u00f2 Sofia.<br \/>\n&#8220;No, che io sappia non ha mai dormito nessuno qui&#8221; ammise Osvaldo. &#8220;Ma non abbiamo voluto toccare le sue cose. La sua era quest&#8217;altra camera.&#8221; Apr\u00ec la porta a fianco e lei vide un letto sfatto, il pigiama abbandonato sul copriletto, una giacca buttata sulla poltrona, libri e scartoffie accumulati ovunque.<br \/>\n&#8220;Qui invece c&#8217;\u00e8 il bagno principale. Ah, c&#8217;\u00e8 un problema con gli scarichi, stai attenta. Ma deve venire Nello a sistemare, ti ho lasciato il numero gi\u00f9 in cucina. Ma non farti mandare Gino, no. Di Gino non ci si pu\u00f2 fidare.&#8221;<br \/>\n&#8220;Gino?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, il socio di Nello. Ma Gino l&#8217;\u00e8 un bischero, Gino scassa tutto quel che tocca. Non lo fa mica apposta, per\u00f2 \u00e8 meglio non lasciarlo lavorare da solo. Se ti risponde lui, tu digli che sei d&#8217;accordo con Nello.&#8221;<br \/>\nIn fondo al corridoio Sofia scorse un&#8217;altra porta, non chiusa, che mostrava quanto spazio ci fosse ancora inesplorato. &#8220;Di l\u00e0 c&#8217;\u00e8 l&#8217;altra parte della cascina che Artemio stava ristrutturando&#8221; spieg\u00f2 il signor Osvaldo. &#8220;Non so per farne cosa poi. Non me l&#8217;ha detto. Gi\u00f9 in osteria qualcuno ha malignato che stava per vendere tutto.&#8221;<br \/>\nSi salutarono di nuovo all&#8217;ingresso.<br \/>\n&#8220;Se hai bisogno, io vivo laggi\u00f9, vedi?&#8221; Le indic\u00f2 un altro casolare nel poggio pi\u00f9 vicino, un paio di chilometri a ovest. Ora si vedeva solo una figura scura, parzialmente illuminata da alcuni lampioni che la circondavano. &#8220;Di giorno basta che fischi e sicuro che ti sentiamo dal vigneto. Di sera invece \u00e8 meglio se ci chiami al telefono, che abbiamo il sonno pesante.&#8221; Tir\u00f2 una lunga boccata dalla pipa. &#8220;Beh, bentornata a casa Sofia.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver consumato la cena, la curiosit\u00e0 della ragazza fu attratta da un tavolino all&#8217;angolo della cucina che sembrava essere il piccolo studio del padre, zeppo di documenti, d\u00e9pliant, quaderni, registri e posta non ancora aperta. Pass\u00f2 tutta la serata a leggere e riordinare quelle carte, ricostruendo poco per volta le idee del padre perduto.<br \/>\nFatture di elettricisti e imbianchini mostravano che l&#8217;uomo aveva davvero ristrutturato l&#8217;altra ala dell&#8217;edificio. Lettere e appunti indicavano che volesse trasformare quel posto in un luogo di soggiorno, un agriturismo con camere o un bed and breakfast. In una mappa della zona aveva cerchiato con un pennarello gli altri alberghi, la futura concorrenza. Le ricevute della banca invece dicevano che gli erano stati bloccati i fondi richiesti per aprire l&#8217;attivit\u00e0. Dalla contabilit\u00e0 cap\u00ec che il vino, imbottigliato ed etichettato per la vendita, giaceva invece ancora in cantina perch\u00e9 i clienti quell&#8217;anno avevano scelto un altro fornitore, pur riconoscendo la buona qualit\u00e0 del vitigno del padre.<br \/>\nPotete capire anche voi quanto poco serena fosse la nostra Sofia a questo punto. Io mi agito anche se ho solo una bolletta da pagare che scade l&#8217;indomani, ma la povera ragazza qui doveva rimettere insieme un bel po&#8217; di cocci. Sapeva poco di quel genitore, \u00e8 vero, ma non era stato uno sprovveduto, di questo ne era certa. Com&#8217;era possibile che si fosse buttato allora in un&#8217;impresa cos\u00ec rischiosa?<br \/>\nAnd\u00f2 a dormire piuttosto preoccupata. Nessuna scuola ti prepara mai agli sfaceli della vita. L&#8217;indomani avrebbe dovuto contattare un po&#8217; di persone per capire l&#8217;entit\u00e0 del danno e calcolare l&#8217;ammontare del debito, prima di decidere se vendere tutto fosse l&#8217;unica scelta possibile.<br \/>\nMa la notte non port\u00f2 affatto sollievo, non riuscendo a trovare una posizione rilassante in quel giaciglio. Gi\u00e0 \u00e8 difficile riposare in un letto che non \u00e8 il proprio, ma se \u00e8 pure scomodo, il sonno dei giusti ce lo possiamo dimenticare, non siete d&#8217;accordo? La nostra ragazza si muoveva da una parte all&#8217;altra senza trovare riposo, come la principessa infastidita dal pisello sotto il materasso della famosa favola di Andersen.<br \/>\nE in effetti era proprio quello il problema: il materasso. Doveva avere la sua bella et\u00e0, quasi quanto la mia potrei dirvi, perch\u00e9 le molle erano parecchio consumate al centro e Sofia si sentiva pi\u00f9 seduta che distesa. Ancor peggio, qualcuna doveva essersi rotta e la infastidiva sul fianco. Il cuscino invece era persino troppo soffice per sostenere tutti quei pensieri.<br \/>\nSi addorment\u00f2 esausta verso le tre di mattina, ma fu svegliata all&#8217;alba dal canto accorato di un gallo in lontananza. E no, lei ai galli non c&#8217;era proprio abituata.<br \/>\nDurante la colazione, esamin\u00f2 un altro blocco di scartoffie che aveva rinvenuto vicino al cassettone dell&#8217;ingresso dov&#8217;era posizionato il telefono fisso dell&#8217;abitazione. Il caff\u00e8 le and\u00f2 di traverso quando trov\u00f2 un foglietto giallo con scritto &#8220;Vai ai materassi&#8221; appiccicato proprio al biglietto pubblicitario di una fabbrica di materassi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto la storia si fa incredibile, penserete voi. Vi immaginerete il fantasma del padre che inizia a lasciarle i bigliettini per casa, magari. Suvvia, questo non \u00e8 un racconto di fantascienza, che non mi \u00e8 proprio mai piaciuta. Rimaniamo coi piedi ben saldi, a tutto c&#8217;\u00e8 una spiegazione logica. Tranne che al destino, certo.<br \/>\nDato che aveva proprio bisogno di un materasso, Sofia decise di partire da quel foglietto, doveva essere un appunto del padre, quindi forse alla fabbrica avrebbero saputo dirle qualcosa. Ma quando entr\u00f2 nel negozio che si apriva di lato al magazzino, si sent\u00ec un po&#8217; sciocca per l&#8217;idea.<br \/>\nDopo aver girato attorno a un paio di letti con i materassi in esposizione, fu avvicinata dal commesso che aveva appena concluso un&#8217;altra vendita con una coppia di signori anziani.<br \/>\n&#8220;Posso esserle d&#8217;aiuto?&#8221;<br \/>\nEra senz&#8217;altro carino, pens\u00f2 Sofia, con quei capelli castani appena scompigliati, una barba leggera molto curata e uno sguardo troppo intenso, degli occhi color cioccolato dove sciogliersi in un istante. Se non fosse per quel lieve cipiglio.<br \/>\n&#8220;Sto cercando un materasso&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Ovviamente&#8221; ribatt\u00e9 lui con una risata sommessa.<br \/>\n&#8220;E poi ho trovato questo.&#8221; Sofia rovist\u00f2 nella borsa e gli mostr\u00f2 il suo piccolo indizio.<br \/>\nIl giovanotto vide il biglietto adesivo con la scritta &#8220;Vai ai materassi&#8221; in una calligrafia malamente curvata, attaccato a uno dei loro d\u00e9pliant, e mut\u00f2 completamente la sua espressione, il sorriso aveva lasciato spazio alla furia.<br \/>\n&#8220;Sta scherzando vero?! Chi la manda? Valeriano? Umberto?&#8221; sussurr\u00f2 gelido.<br \/>\nOra, Sofia mica lo sapeva, ma quel ragazzo gentile a parole e scontroso nei modi era niente meno che il giovane proprietario della fabbrica di materassi, Fabrizio. E quella battuta famosa presa da un film l&#8217;aveva sentita centinaia e centinaia di volte, Il Padrino era la sua serie preferita e gli amici lo prendevano in giro soprattutto per questo.<br \/>\n&#8220;No, io&#8230; mi dispiace se l&#8217;ho offesa, ma&#8230; non ho idea di cosa significhi. Mio padre \u00e8 morto e in casa ho trovato questo. Speravo che lei potesse aiutarmi&#8221; farfugli\u00f2 Sofia.<br \/>\nIl dubbio attravers\u00f2 per un attimo la mente del giovanotto. &#8220;Non sarai mica&#8230; la figlia di Artemio, per caso?&#8221;<br \/>\nLei annu\u00ec col capo, senza proferire altre parole.<br \/>\n&#8220;Oddio, che stupido. Scusami, non ci ho pensato. Artemio era l&#8217;unico da queste parti a cui piaceva Il Padrino quanto me.&#8221;<br \/>\n&#8220;Il Padrino?&#8221;<br \/>\n&#8220;<em>Vai ai materassi<\/em> \u00e8 un&#8217;espressione presa dal primo film della serie, sai quello con Marlon Brando. Significa scendere in guerra, perch\u00e9 gli uomini del Padrino dormivano vestiti e armati su dei materassi buttati per terra, sempre pronti a lottare. Ma quel biglietto ha anche un&#8217;altra spiegazione. Vieni, ti offro un caff\u00e8.&#8221;<br \/>\nFabrizio la accompagn\u00f2 nel suo ufficio. Fu cos\u00ec che Sofia scopr\u00ec che l\u00ec risultavano venti materassi ordinati, da consegnare, ma non ancora pagati. Le conferm\u00f2 inoltre che s\u00ec, suo padre voleva aprire un agriturismo, aveva speso ogni centesimo per ristrutturare la parte inutilizzata della cascina e farne delle camere con bagno. I debiti dovevano essere pagati con il guadagno della cantina, finch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 ricettiva non fosse partita di buon grado. Sembrava un buon investimento, dato che in zona c&#8217;erano solo l&#8217;Hotel Relais Fontebamassi, sempre al completo e con prezzi troppo elevati.<br \/>\n&#8220;Dovr\u00f2 vendere tutto, temo. Non ho soldi per coprire i debiti. Per fortuna c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un&#8217;offerta di acquisto.&#8221;<br \/>\n&#8220;Chi te l&#8217;ha fatta? Se non sono indiscreto.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non lo so, a dire il vero. Me ne ha parlato l&#8217;avvocato che seguiva mio padre, mi ha contattato per il testamento.&#8221;<br \/>\n&#8220;<em>Quello che ti propone l&#8217;incontro, \u00e8 lui il traditore&#8230;<\/em>&#8221; concluse Fabrizio appoggiandosi allo schienale della sedia.<br \/>\n&#8220;Il traditore?&#8221;<br \/>\n&#8220;Un&#8217;altra frase da Il Padrino&#8221; spieg\u00f2 lui. &#8220;Non ti fidare dell&#8217;avvocato, non \u00e8 detto che faccia davvero i tuoi interessi. Tuo padre mi aveva detto di essere in buoni rapporti con la banca, il direttore gli aveva assicurato quel finanziamento come cosa fatta. Poi senza motivo non gli \u00e8 stato accordato. Credo che qualcuno volesse farlo fallire di proposito, qualcuno ben nascosto che muove le fila. <em>La politica e i criminali sono la stessa cosa.<\/em>&#8221;<br \/>\nSofia sospir\u00f2 sentendo le spalle sempre pi\u00f9 pesanti sotto quel carico.<br \/>\n&#8220;Penso se ne fosse reso conto&#8221; continu\u00f2 Fabrizio. &#8220;E che fosse pronto per i materassi. L&#8217;infarto non gli ha lasciato il tempo, mi spiace.&#8221;<br \/>\nDopo l&#8217;assicurazione che solo un materasso le sarebbe stato consegnato in serata, mentre per gli altri diciannove sarebbe stato annullato l&#8217;ordine, Sofia si rec\u00f2 in paese per prendere qualcosa da mangiare, prima al pastificio e poi alla vicina salumeria. Qui conobbe sia la signora Franca, che le regal\u00f2 una confezione di pici da condire col suo sugo di cinghiale mentre nonna Caterina in un angolo raccontava aneddoti del caro Artemio, e poi il vecchio Arnaldo, per mezz&#8217;ora non fece altro che tessere le lodi di quel suo amico di briscola, mentre le riempiva una vaschetta di ogni tipo di salume e formaggio. All&#8217;uscita, si avvicinarono anche altre persone ad esprimerle profondo cordoglio.<br \/>\nLo dico sempre e dovrete essere d&#8217;accordo con me: il valore di un uomo lo vedi dalla quantit\u00e0 di amici sinceri che ne piangono la morte. Sar\u00e0 stato un disastro con la figlia, ma quell&#8217;Artemio era una persona buona.<br \/>\nTutti avanzavano denaro da lui, nessuno di loro per\u00f2 lo voleva indietro subito, lo avrebbero atteso per qualche mese, senza dare noia alla figlia. Avevano tutti creduto nell&#8217;idea di suo padre, un agriturismo in quel luogo avrebbe contribuito all&#8217;economia di tutti l\u00ec in paese. L&#8217;unico scoglio rimaneva la banca, non le avrebbe concesso altro tempo, doveva trovare un modo di rientrare dello scoperto, altrimenti sarebbe stata costretta a vendere comunque.<br \/>\nPrima di tornare alla cascina, fece una deviazione per il cimitero. Non aveva voluto disturbarla nemmeno per il suo funerale, ma lo trov\u00f2 l\u00ec, una tomba modesta se non fosse per quella profusione di fiori che testimoniavano le tante meravigliose amicizie. Pos\u00f2 anche la sua confezione di rose bianche e con un groppo in gola decise che ci avrebbe provato. Era ora di andare sui materassi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra Sofia si attacc\u00f2 al telefono e al proprio computer portatile. Contatt\u00f2 nuovamente tutti i clienti abituali della cantina, proponendo un&#8217;offerta speciale per Natale. Tramite un&#8217;amica che viveva a Milano, riusc\u00ec a piazzare qualche ordine anche l\u00ec e spedire direttamente le casse via corriere. Ma non era abbastanza, qualche scatola di bottiglie non poteva risollevare la sorte e il conto in banca. Chiam\u00f2 anche un cugino di sua madre, che si occupava di marketing in rete, per chiedergli consiglio. A una settimana dal Natale era impossibile organizzare un negozio online e delle sponsorizzazioni, era troppo tardi per tentare con l&#8217;ecommerce.<br \/>\nCominci\u00f2 a perdere la speranza, specie perch\u00e9 lottava da sola, nessun aiuto ma soprattutto nessun sostegno le venne dalla madre, decisamente ostile all&#8217;idea che la figlia si perdesse in quel luogo. &#8220;Proprio come tuo padre&#8221; comment\u00f2 acida all&#8217;altro capo della chiamata.<br \/>\nMentre passeggiava tra il vigneto, brillante di brina all&#8217;ultimo sole pallido del pomeriggio, per prendersi una boccata d&#8217;aria fresca che le ossigenasse la mente stanca, Sofia intravvide un&#8217;auto ferma sul ciglio della strada sterrata gi\u00f9 dalla collina. Un uomo si agitava di fronte al cofano aperto, parlando al vento. Decise di avvicinarsi per offrire aiuto.<br \/>\n&#8220;La ringrazio, \u00e8 molto gentile&#8221; le rispose cordialmente costui. Non avrebbe saputo dargli un&#8217;et\u00e0, forse quella di suo padre o di suo nonno. I capelli erano bianchi, ma gli occhi erano vivaci. &#8220;Il soccorso stradale dovrebbe arrivare&#8221; disse mostrandole mesto il cellulare, con cui aveva appena appena richiesto l&#8217;intervento. &#8220;Ma ci metteranno almeno un&#8217;ora, devo solo aspettare.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi dispiace. Casa mia \u00e8 lass\u00f9, le posso offrire qualcosa magari? La temperatura scende veloce da queste parti. Ghiaccer\u00e0 qui fuori.&#8221; La berlina era l&#8217;ultimo modello di Mercedes, lussuosa, e l&#8217;uomo vestiva elegantemente. Sofia era certa di non correre pericoli.<br \/>\nSi avviarono verso la cascina. Lo fece entrare direttamente in cucina, dove c&#8217;era sempre un bel tepore dato dal camino, non lasciava mai spegnere quel fuoco, le piaceva troppo sentirlo vivo e presente come una persona cara.<br \/>\nIl signore si tolse il cappotto e osserv\u00f2 incuriosito la cantinetta in legno massiccio dove il padre aveva ammonticchiato le proprie bottiglie personali.<br \/>\n&#8220;Vuole assaggiare? Scelga lei quella che preferisce, sono di annate differenti, ma non saprei dire quale sia la migliore.&#8221; Sofia non se ne intendeva molto di vino, ma ne aveva gustato diverse qualit\u00e0, anche sotto la guida esperta del signor Osvaldo che le aveva illustrato le propriet\u00e0 organolettiche di quel vino pregiato.<br \/>\n&#8220;Questa. Per curiosit\u00e0, se posso.&#8221; Le consegn\u00f2 una bottiglia impolverata.<br \/>\nLa ragazza prese due calici larghi e porse il cavatappi all&#8217;uomo, che in poco tempo apr\u00ec la corona e tolse il sughero, liberando su due bicchieri un vino rosso cupo dal profumo intenso.<br \/>\nLo port\u00f2 alle labbra e ne rimase estasiato. Non stava bevendo solamente, i suoi modi erano quelli di un esperto, anche se pareva volerlo nascondere. Sofia dovette ammettere che quello era in assoluto il pi\u00f9 buono tra quelli provati fino ad allora.<br \/>\n&#8220;Scusi se sono importuno, ma potrei vedere la cantina?&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo, venga. Magari ha qualche consiglio da darmi. E se vuole delle bottiglie da portare via, le posso fare una buona offerta per Natale. Se vuole fare qualche regalo, non solo per s\u00e9.&#8221;<br \/>\nLo accompagn\u00f2 volentieri, cosa aveva da perdere oramai? Lui osserv\u00f2 tutto attentamente, leggeva con solerzia scritte e date stampigliate, tocc\u00f2 le botti, batt\u00e9 qualche colpo sulle assi, scrut\u00f2 ogni angolo. &#8220;Eccellente, davvero eccellente.&#8221;<br \/>\nCos\u00ec la ragazza gli raccont\u00f2 tutte le sue tristi vicende e che purtroppo i conti della cantina non erano in buono stato, era costretta a lasciarla andare, anche se in quei giorni si era affezionata a quel luogo magnifico.<br \/>\n&#8220;Suo padre sapeva il fatto suo&#8221; concluse alla fine. &#8220;Poca quantit\u00e0, direi, ma molto, molto metodo.&#8221;<br \/>\nVolle due scatole di bottiglie, e solo perch\u00e9 nell&#8217;auto aveva i bagagli, non aveva pi\u00f9 spazio da riempire.<br \/>\nSofia lo aiut\u00f2 a portarle gi\u00f9 dove era fermo il veicolo e dove nel frattempo il carroattrezzi era giunto per trainarlo.<br \/>\nAl momento di salutarsi, le fece un sorriso caldo. &#8220;Mi faccia un favore: mi chiami prima di vendere. Non prima del nuovo anno.&#8221; Le consegn\u00f2 un biglietto da visita, solo un nome e parecchi cognomi, e un numero personale.<br \/>\n&#8220;Ma spero davvero che lei non venda, e che non debba chiamarmi&#8221; concluse con una stretta di mano.<br \/>\nRientrando in casa, la ragazza ci pens\u00f2 su: un uomo anziano, con la barba bianca e il cappotto rosso che fa strane promesse. Sofia era troppo grande per credere a Babbo Natale, eppure&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mattina della vigilia di Natale Sofia ricevette una telefonata dall&#8217;avvocato per concludere l&#8217;affare: vendere tutto, la cascina, il vigneto, la cantina e pure il ricordo di suo padre, il cui spirito albergava l\u00ec. Ascolt\u00f2 in silenzio la lunga arringa del legale dall&#8217;altra parte. &#8220;Un&#8217;occasione unica, mi creda. Un&#8217;offerta che non pu\u00f2 rifiutare.&#8221;<br \/>\nA quella frase suon\u00f2 un campanello di allarme nella testa della nostra ragazza. Dovete sapere che vicino al vecchio videoregistratore del padre aveva trovato le videocassette consumate con le tre pellicole de Il Padrino e se li era visti tutti quanti quei film, studiandoli parola per parola, tornando indietro quando si era appisolata per la stanchezza. E aveva ragione Fabrizio. O suo padre. O tutti e due, ecco. Il Padrino \u00e8 la somma di ogni saggezza, Il Padrino \u00e8 la risposta a ogni domanda, Il Padrino ti insegna come condurre gli affari in un mondo di pescecani. <em>Niente di personale, solo business.<\/em> Ma un altro avviso le torn\u00f2 subito alla mente, in quel frangente: <em>mai dire a una persona estranea alla famiglia quello che c&#8217;hai nella testa.<\/em> L&#8217;avvocato non doveva sapere del suo tentativo di salvare quella propriet\u00e0.<br \/>\n&#8220;La ringrazio molto del suo aiuto. Vorrei trascorrere qui le feste e poi, col nuovo anno, vagliare la possibilit\u00e0.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sar\u00f2 ben felice di aiutarla, organizzando l&#8217;appuntamento col compratore&#8221; concluse l&#8217;avvocato.<br \/>\n<em>Ricordati Mike, chi avanzer\u00e0 la proposta di Barrese, quello \u00e8 il traditore.<\/em> La voce di Marlon Brando l&#8217;avvert\u00ec di nuovo. Sofia ne era certa: quell&#8217;uomo aveva una parte attiva nelle disgrazie di suo padre. <em>Gli amici tieniteli stretti, ma i nemici ancora di pi\u00f9. I nemici sono dappertutto.<\/em><br \/>\nChiuse la telefonata con gli auguri di Natale pi\u00f9 calorosi che potesse fingere. E inizi\u00f2 a pensare ai materassi: se il Natale era oramai perso, poteva puntare sul Capodanno. Organizzare un cenone, magari? Giocarsi il tutto per tutto?<br \/>\nFu in quel momento che uno stridio di pneumatici e portiere che sbattevano giunse dal piazzale davanti la casa. Si affacci\u00f2 alla finestra: in cortile erano giunte diverse auto, dalla prima scese il buon Osvaldo che fece entrare parecchie persone nel salone principale. Sofia lo raggiunse, ancora pi\u00f9 preoccupata di vedere quella gente avanzare con enormi trolley al traino. &#8220;Buongiorno, che succede?&#8221; chiese con un filo di voce.<br \/>\n&#8220;Prego, prego, da questa parte signori.&#8221; Osvaldo apr\u00ec la porta della lavanderia. &#8220;Mettete qui le vostre valigie, le ritroverete nelle vostre camere appena saranno pronte.&#8221;<br \/>\n&#8220;Camere? Ma quali camere?!&#8221; sussurr\u00f2 seria all&#8217;anziano amico. &#8220;Da dove arrivano questi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ssssssh, non fa&#8217; la bischera, non dire niente. Poi ti spiego.&#8221; Osvaldo le batt\u00e9 una mano affettuosamente sulla spalla, poi prese un blocco di carta dal cassettone dell&#8217;ingresso e inizi\u00f2 a segnare i nomi delle persone presenti.<br \/>\nAppena ebbe terminato il giro, torn\u00f2 tutto trionfante. &#8220;Sono quattordici, figliola. Quattordici camere da preparare. Sei contenta?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non so di cosa parli! Abbiamo diciannove stanze vuote, da pulire anche! Mi spieghi che succede?!&#8221;<br \/>\n&#8220;L&#8217;Hotel Fontebamassi ha chiesto un intervento idraulico d&#8217;urgenza per un blocco alle caldaie. E noi, che non siamo mica grulli,&#8221; si tocc\u00f2 la tempia con un dito, &#8220;gli abbiamo mandato Gino.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh mamma!&#8221; esclam\u00f2 Sofia, che in quei giorni ne aveva sentiti parecchi di disastri combinati da Gino.<br \/>\n&#8220;Si \u00e8 superato stavolta! Il Fontebamassi \u00e8 completamente al freddo. Cos\u00ec queste persone hanno bisogno di un alloggio per Natale. Ed \u00e8 una vera fortuna che tu fossi pronta per aprire l&#8217;agriturismo col nuovo anno. Vista la situazione, ti sei offerta di accelerare e ospitare i turisti per met\u00e0 del prezzo del Fontebamassi.&#8221; Osvaldo le strizz\u00f2 l&#8217;occhio tutto soddisfatto.<br \/>\n&#8220;Ma dove li metto? Le camere non sono pronte!!&#8221; esclam\u00f2 Sofia terrorizzata.<br \/>\nIl rumore assordante di un camioncino giunse dall&#8217;esterno. &#8220;Ecco la soluzione figliola. Ci pensa lui, vai ad aiutarlo.&#8221;<br \/>\nDal posto di guida del veicolo scese Fabrizio, che la raggiunse.<br \/>\n&#8220;Ho portato i materassi. Ci ho aggiunto anche tutto il corredo, cuscini, lenzuola, copriletto, anche la biancheria per i bagni. Abbiamo chiuso il magazzino e gli operai sono qui per dare una mano, per le pulizie e tutto il resto. In un paio d&#8217;ore, tutti insieme ce la caviamo.&#8221;<br \/>\nSofia sent\u00ec qualcosa di liquido pungolarle gli occhi. &#8220;Non ho soldi per questo&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Non ti preoccupare, in qualche modo sistemeremo i conti.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma bisogner\u00e0 organizzare anche la cena&#8230; e il pranzo di Natale!!&#8221; aggiunse lei angosciata. &#8220;Non ho molto in dispensa!&#8221;<br \/>\nCon un gran strombettare di clacson, in fondo alla strada arrivarono pure la signora Franca e nonna Caterina con il furgoncino del pastificio. Dietro di loro c&#8217;era Arnaldo del salumificio.<br \/>\n&#8220;Eccoli, hai i pasti assicurati. Abbiamo pensato a tutto.&#8221; Al sorriso largo di Fabrizio, il cuore di Sofia perse un battito. &#8220;In cambio,&#8221; continu\u00f2 lui, &#8220;chiedono solo di esporre qualcosa in conto vendita all&#8217;ingresso.&#8221;<br \/>\n&#8220;Assolutamente s\u00ec!&#8221; <em>L&#8217;uomo pi\u00f9 ricco \u00e8 quello che ha gli amici pi\u00f9 potenti,<\/em> diceva Il Padrino. E Sofia si sentiva ricca ora pi\u00f9 che mai, pure senza un centesimo in banca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensate che sia finita qui? No sul serio, \u00e8 una storia di Natale, mica pu\u00f2 essere cos\u00ec semplice. Che ve la racconto a fare senn\u00f2? Nelle storie di Natale serie c&#8217;\u00e8 anche un pizzico di magia, e adesso arriva, un po&#8217; di pazienza.<br \/>\nAvevano appena terminato di portare le valigie degli ospiti nelle camere sistemate, e gli operai erano partiti col camion per tornare al magazzino e poi alle loro famiglie, quando dalla salita giunse un altro furgoncino e si ferm\u00f2 sul piazzale al fianco di Sofia e Fabrizio, che stavano trasportando gli ultimi sacchi degli imballaggi da buttare.<br \/>\nL&#8217;uomo alla guida abbass\u00f2 il finestrino. &#8220;Scusate, \u00e8 questa la rivendita del vino di Monteriggioni? Quello della guida Eccellenze d&#8217;Italia?&#8221;<br \/>\nI due ragazzi si guardarono interdetti. &#8220;Credo abbia sbagliato strada, deve tornare al Castello di Monteriggioni. Probabilmente lei intende l&#8217;enoteca in centro&#8221; rispose Fabrizio.<br \/>\n&#8220;Strano, mi hanno dato proprio queste coordinate&#8230;&#8221; lo sconosciuto controll\u00f2 nuovamente il suo cellulare. &#8220;Eh si, il posto risulta proprio questo, solo qualche metro pi\u00f9 gi\u00f9. Conoscete mica la signora Sofia, magari?&#8221;<br \/>\n&#8220;Sono io&#8230;&#8221; conferm\u00f2 la nostra ragazza.<br \/>\n&#8220;Lei non ha delle bottiglie di vino da vendermi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh, s\u00ec. Qui c&#8217;\u00e8 una cantina, in effetti, solo che non credo&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Allora sono nel posto giusto!&#8221; esclam\u00f2 l&#8217;uomo scendendo dal mezzo. &#8220;Ma forse, lei non sa di essere finita nell&#8217;ultimo articolo del grande enologo, il conte Marchetti Bastiano Sagoni?&#8221;<br \/>\nSofia neg\u00f2 con la testa lentamente, mentre lo sconosciuto le mostr\u00f2 lo schermo del proprio telefonino. Lo riconobbe, era Babbo Natale, cio\u00e8 l&#8217;anziano signore con l&#8217;auto in panne di qualche giorno prima. Che aveva diffuso in rete la scoperta di un vino superlativo, un vino in quantit\u00e0 limitate che solo i migliori potevano permettersi alle loro tavole.<br \/>\nIl furgoncino ripart\u00ec stracarico di bottiglie, due casse anche al lato del passeggero. &#8220;Verr\u00f2 a prenderne altro per Capodanno, siamo intesi?!&#8221;<br \/>\nSofia si affrett\u00f2 a commentare l&#8217;articolo in rete, ringraziando il conte per le sue parole di stima e pubblicando il numero del telefono fisso della cascina, sperando in nuovi ordini. Nemmeno cinque minuti e il trillo non smise pi\u00f9 fino a sera.<br \/>\nOrganizzarono diversi corrieri urgenti per le spedizioni pi\u00f9 lontane, ma anche la logistica dopo tutto si fermava per Natale. Cos\u00ec Sofia e Fabrizio si spartirono la distribuzione almeno nei dintorni, a ristoranti e alberghi di Siena che avevano richiesto il pregiato vino di Sofia di Monteriggioni, disposti a pagarlo anche il doppio del suo prezzo pur di poterlo offrire ai propri clienti.<br \/>\nPrima di separarsi, lei col furgoncino della signora Franca riempito oltremisura e lui con la sua auto famigliare stipata di scatole di bottiglie, si augurarono buona fortuna e Fabrizio, senza pensarci, la baci\u00f2 con ardore.<br \/>\nLi sento fino a qui i vostri gridolini di giubilo&#8230; Mentirei se vi dicessi che Sofia era su di giri pi\u00f9 per il bacio che per il vino sorseggiato per festeggiare, che forse forse il suo futuro era davvero tra quelle mura, e che Fabrizio era rimasto dapprima scioccato da quel suo impulso, ma risal\u00ec in auto emozionato, bramoso di ritornare a quelle labbra il prima possibile. E convincerle a rimanere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bene, e adesso voi vi aspettate il finale, vero? Ogni storia di Natale deve avere un finale glorioso, possente, meglio se contornato da tavola imbandita di leccornie e felici propositi, giusto?<br \/>\nDipende.<br \/>\nSofia e Fabrizio avevano lavorato come muli in quelle ultime ore. Mentre al pian terreno si festeggiava l&#8217;arrivo di Ges\u00f9 Bambino e il buon vivere in compagnia, loro due si addormentarono esausti tra i cuscini, ancora vestiti, e abbracciati nella camera color pesca. Il letto \u00e8 quel luogo magico dove i nostri sogni s&#8217;intrecciano.<br \/>\nAnche nella notte di Natale.<br \/>\nCos\u00ec nessuno mi ha risposto quando l&#8217;ho chiamata questa mattina per farle gli auguri.<br \/>\nChi sono io? Beh, per diamine, il nonno materno, si capisce! Mi \u00e8 rimasto solo di guardare le vite degli altri e raccontarle. Per chi, ancora non lo so. In ogni caso, Buon Natale. E attenti al colesterolo. Mandatelo gi\u00f9 con un sorso di vino buono. Alla vostra!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(C) 2020 Barbara Businaro<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Have Yourself a Merry Little Christmas\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oKReerynmzU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<\/em><br \/>\n<em>Non lo so nemmeno io come \u00e8 nato questo racconto. All&#8217;incirca a met\u00e0 novembre, stavo scrivendo tutt&#8217;altro, qualcosa di pi\u00f9 serio che non mi lasciava troppo spazio alla fantasia, e sapevo che subito dopo avrei dovuto cercare una storia per Natale.<br \/>\nNella stessa settimana mi capit\u00f2 di rivedere, per la centomilionesima volta, il film &#8220;C&#8217;\u00e8 posta per te&#8221; con Meg Ryan e Tom Hanks, una pellicola a cui sono molto legata. In particolare proprio dalla scena in cui Tom Hanks-Joe Fox consiglia alla sua sconosciuta amica online di &#8220;andare ai materassi&#8221;, spiegandole che Il Padrino ha la risposta per ogni problema. Cos\u00ec, mentre ero impegnata in altra scrittura, all&#8217;improvviso mi sono immaginata una ragazza, che aveva dormito malissimo la notte senza ancora sapere per quale motivo, recarsi in un negozio di materassi e trovare un commesso che si infastidiva per la battuta, perch\u00e9 a lui Il Padrino piaceva pure! Dopo poco comparve il narratore onnisciente, proprio di getto, che si \u00e8 scritto da solo l&#8217;incipit senza lasciarmene voce. Alla fine riguardai cosa avevo scritto e pensai che una storia cos\u00ec non poteva funzionare per niente. Materassi a Natale, pure con Il Padrino! Ma andiamooooo!!<\/em><br \/>\n<em>Per convincermi che l&#8217;idea era assurda mi sono finalmente vista tutta la serie de Il Padrino su Amazon Prime, pi\u00f9 di 9 ore di pellicola e un sacco di spunti interessanti, annotati nel quadernetto, insieme alle frasi pi\u00f9 significative. Per cui alla fine devo convenire con Tom Hanks: Il Padrino \u00e8 I Ching!<\/em><br \/>\n<em>Il racconto doveva anche essere molto pi\u00f9 corto, ma insomma, non c&#8217;\u00e8 stato modo di contenere il narratore&#8230; E mentre lui decideva al posto mio come mettere gi\u00f9 questa storia, io mi canticchiavo &#8220;Have Yourself a Merry Little Christmas&#8221;, pi\u00f9 nella versione originale di The Voice-Frank Sinatra, ma qui vi ho messo l&#8217;interpretazione di Michael Bubl\u00e9 perch\u00e9 in effetti c&#8217;\u00e8 un po&#8217; di Fabrizio in lui. \ud83d\ude09<\/em><br \/>\n<em>Non mi resta che augurarvi Buone Feste, anche per quest&#8217;anno. Grazie miei cari lettori.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"C&#039;\u00e8 posta per te - vai ai materassi\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Vm9tRqlCXM8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta&#8230; S\u00ec, vorrei iniziare questa storia proprio con &#8220;C&#8217;era una volta&#8221; cos\u00ec come si usava un tempo e spero che nessuno di voi abbia davvero qualcosa in contrario. In fondo siamo a Natale, mi sia concesso qualche vezzo. Dicevo. C&#8217;era una volta una ragazza che viveva in una grande citt\u00e0. No, no, non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":23304,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[4195,21],"class_list":["post-23305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-poesie","tag-natale","tag-racconti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Vai ai materassi!  Una storia di Natale, anche se non sembra - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Una novit\u00e0 stava per scombussolare il Natale di Sofia. 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