{"id":20905,"date":"2020-06-06T12:46:38","date_gmt":"2020-06-06T10:46:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=20905"},"modified":"2020-06-06T12:46:38","modified_gmt":"2020-06-06T10:46:38","slug":"vento-del-nord-daniel-glattauer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/vento-del-nord-daniel-glattauer\/","title":{"rendered":"Le ho mai raccontato del vento del Nord? <br> Il romanzo epistolare moderno"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\">&#8220;Emmi, mi scriva. Scrivere \u00e8 come baciare, solo senza labbra. Scrivere \u00e8 baciare con la mente.&#8221;<br \/>\nDaniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sembra che io non vi dia retta, quando mi dite che dovrei leggere questo o quel romanzo che vi ha rapito il cuore. Resto l\u00ec a fissarvi mentre mi raccontate porzioni di trama, cosa vi ha incantato della storia o dei protagonisti, il motivo per cui siete convinti che lo dovrei leggere anch&#8217;io. Me lo segno nella lista chilometrica delle letture future, magari lo scrivo nel taccuino che porto sempre in borsa, proprio l\u00ec davanti a voi, e poi non me ne sentite pi\u00f9 parlare, vero? Cos\u00ec pensate che io non vi ascolti!<br \/>\nE invece&#8230; <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>i romanzi hanno bisogno del momento giusto per ogni lettore.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Una notte in parcheggio, prima di risalire in auto e riprendere la via per casa dopo una cena tra compagni di scuola ritrovati, la mia amica Martina mi chiede se conosco Daniel Glattauer e l&#8217;incredibile storia che l&#8217;ha tenuta stretta alle pagine. C&#8217;era poca luce proveniente dal lampione lontano, eppure le ho viste bene le scintille nel suo sguardo, quello del lettore ammaliato, travolto, conquistato per sempre. A quell&#8217;ora tarda <strong><span style=\"color: #ff0000;\">lei mi ha raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer, certa che mi sarebbe piaciuto.<\/span><\/strong> Aveva ragione, ovviamente, anche dopo cos\u00ec tanti anni che non ci vedevamo.<\/p>\n<p>Cosa ancora pi\u00f9 curiosa che fosse proprio un&#8217;amica di penna a suggerirmi un romanzo epistolare moderno. Dopo che le nostre carriere scolastiche si sono divise, io e Martina ci scrivevamo, le care belle lettere cartacee, quelle in carta colorata, disegnata, profumata, con penne di ogni colore e tratto, adesivi e brillantini compresi. Dopo il mio trasloco in un altro paese, avevamo pure un portalettere esclusivo, un&#8217;amica comune che ci aiutava a risparmiare francobolli e ritardi postali. Conosce(va) i miei gusti e se lei mi dice che quel romanzo mi piacer\u00e0, non ho motivo di dubitare.<br \/>\nCos\u00ec l&#8217;ho preso subito, ma l&#8217;ho tenuto l\u00ec, come una bottiglia di vino buono che aspetta la giusta occasione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/mai-raccontato-del-vento-Nord\/dp\/8807882167\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Le ho mai raccontato del vento del Nord<\/em><\/a>\u00a0non l&#8217;ho letto, no, l&#8217;ho proprio divorato e poi mi sono buttata subito sul seguito, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/settima-onda-Daniel-Glattauer\/dp\/8807880164\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>La settima onda<\/em><\/a>, perch\u00e9 non poteva proprio finire cos\u00ec alla cieca, doveva esserci di pi\u00f9, tra Emmi e Leo. Per quattro giorni sono stata deliziata dal vento del nord, dai suoi sussurri.<br \/>\nE Daniel Glattauer prontamente non mi ha deluso. Mi ha strabiliato!! \ud83d\ude42<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Il romanzo epistolare classico<\/span><\/h2>\n<p>Non so voi, ma il primo romanzo epistolare classico che mi sovviene alla mente \u00e8 <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>I dolori del giovane Werther<\/em>\u00a0di Goethe<\/span><\/strong>, composto dalle lettere del protagonista Werther, ragazzo di buona famiglia e cultura, al suo amico Guglielmo narrando la sua sofferenza per un amore non corrisposto della bella Charlotte, gi\u00e0 promessa sposa ad un altro uomo, Albert. Non solo il titolo dell&#8217;opera mi ha sempre indisposto alla rilettura, che di dolori abbiamo gi\u00e0 i nostri senza farci carico di quelli di Werther, ma anche il tragico finale non mi ha lasciato particolarmente entusiasta.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi il corrispettivo italico di Werther, le <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Ultime lettere di Jacopo Ortis<\/em>\u00a0scritte da Ugo Foscolo<\/span><\/strong> ricalcando quasi la stessa trama, se non consideriamo la connotazione politica sullo sfondo: Jacopo Ortis si ritira in campagna, proprio qui nelle mie zone, tra i Colli Euganei, e scrive all&#8217;amico Lorenzo delle sue nuove conoscenze, della famiglia del signor T. e di sua figlia Teresa, promessa sposa ad Odoardo. A differenza di Charlotte, Teresa non ama Odoardo, anzi ben corrisponde l&#8217;amore di Jacopo, ma \u00e8 costretta a sposarsi per risolvere i problemi economici del padre. Il finale \u00e8 ugualmente tragico e le ultime parole sono lasciate ad una lettera dell&#8217;amico Lorenzo. Una lettura poco allegra anche questa.<\/p>\n<p>Il primo romanzo epistolare che mi ha dato qualche soddisfazione (e questa mia frase potrebbe suonare ambigua! \ud83d\ude00 ) \u00e8 <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Le relazioni pericolose<\/em> di Laclos<\/strong><\/span>. Avevo visto in televisione il film del 1988, pluripremiato agli Oscar, con un&#8217;eccezionale Glenn Close, un affascinante John Malkovich e un&#8217;incantevole Michelle Pfeiffer, senza contare i giovanissimi Uma Thurman e Keanu Reeves. Ma nonostante la pellicola sia perfetta come interpretazioni, ambientazione e ricostruzione storica, mi aveva lasciato un po&#8217; di confusione sulle dinamiche dei personaggi. C&#8217;erano delle lettere s\u00ec, anche molto appassionate, che viaggiavano di nascosto, corrompendo l&#8217;innocenza e le buone intenzioni, falsando i sentimenti per biechi scopi, ma quanto aveva dovuto tagliare lo sceneggiatore dal romanzo? Cos\u00ec sono corsa a leggere il libro, sorpresa di trovarmi una raccolta di varie lettere scritte da diversi mittenti per altrettanto differenti destinatari, missive che via via componevano gli eventi, dando piena forma ai loro protagonisti. La fortuna di aver visto il film prima di scorrere la carta stampata \u00e8 che leggendo potevo rivedere mentalmente gli stessi visi e le stesse movenze degli attori, apprezzando maggiormente la storia.<\/p>\n<p>Solo lo scorso anno poi ho scoperto altri due romanzi epistolari, che non sapevo avessero questa precisa forma: anche se conoscevo bene la trama (e chi non li conosce questi due colossi poi?!) li avevo sempre tenuti da parte, per qualche pregiudizio e per troppi lungometraggi al cinema.<br \/>\nIl primo \u00e8 stato una rivelazione, quel <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Frankenstein<\/em> di Mary Shelley<\/strong><\/span> che avevo sempre scansato a causa del mostro orrendo nelle varie pellicole cinematografiche, soprattutto per la versione di Kenneth Branagh del 1994 eccessivo nei particolari macabri. Della mia lettura, che mi ha permesso di apprezzare degnamente questo classico, ne trovate scritto in questo post: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/frankenstein-mary-shelley\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Frankenstein. Ovvero quando il cinema rovina i classici\u00a0<\/em><\/a><br \/>\nCerto \u00e8 un romanzo epistolare ben nascosto, dato che le lettere sono poche e cos\u00ec lunghe che il lettore pu\u00f2 benissimo dimenticarsi della loro esistenza. Sembra semplicemente scritto in prima persona dal capitano Robert Walton in missione tra i ghiacci del Nord.<\/p>\n<p>Totalmente al contrario l&#8217;esperienza con <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Dracula<\/em>\u00a0di Bram Stoker<\/span><\/strong>. Questa volta partivo dai ricordi romantici del leggendario film di Francis Ford Coppola, con Winona Ryder e Gary Oldman meravigliosi nei ruoli di Mina Murray e del Principe Vlad. Pi\u00f9 che di un romanzo epistolare, si tratta di una raccolta di frammenti, di lettere tra amiche e fidanzati, con l&#8217;aggiunta di relazioni, pezzi del diario personale di Mina, presunte pagine di giornale allegate, resoconti medici, trascrizioni di appunti registrati sul grammofono. Elementi diversi che nell&#8217;idea dell&#8217;autore dovrebbero conferire autenticit\u00e0 alla storia. Per quanto mi sia piaciuta la lettura, non era all&#8217;altezza dell&#8217;amore senza tempo raccontato da Coppola. Le mie impressioni le ho spiegate in questo post: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/dracula-bram-stoker-coppola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Dracula di Bram Stoker (o di Francis Ford Coppola)<\/em>\u00a0<\/a><\/p>\n<p>Volendo avvicinarci ai nostri giorni, un altro romanzo epistolare, successo italiano anche all&#8217;estero, \u00e8 <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Va&#8217; dove ti porta il cuore<\/em> di Susanna Tamaro<\/span><\/strong>. Questo libro \u00e8 una lunga lettera, pi\u00f9 simile ad un diario per\u00f2, che la nonna Olga lascia alla nipote partita per studiare in America, confessandole i segreti della loro famiglia, e della loro stessa esistenza, prima della morte che Olga sente tristemente avvicinarsi. Non \u00e8 una narrazione cronologica lineare, ma trasportata dai pensieri e dalle riflessioni della nonna, che ripercorre la sua vita travagliata, dal matrimonio senza affetto con Augusto all&#8217;incontro con il suo vero amore Ernesto, alla nascita della loro figlia Ilaria, paternit\u00e0 imputata per\u00f2 al marito. Dall&#8217;incidente di Ernesto che la porta in grave depressione, all&#8217;incidente della stessa Ilaria, che le lascer\u00e0 in affido la sua unica nipote, a cui sta scrivendo. Un romanzo intenso, di passioni forti e tragiche.<\/p>\n<p>Rimanendo nella struttura del diario, ammesso che possa essere considerato un romanzo epistolare, non possiamo dimenticare la rivoluzione de <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Il diario di Bridget Jones<\/em> di Helen Fielding<\/span><\/strong>. Questo libro ha indubbiamente segnato un&#8217;epoca ed aperto ad un nuovo genere letterario, il &#8220;chick lit&#8221; dedicato alle giovani donne indipendenti a caccia di matrimonio. In fondo il diario \u00e8 una lettera scritta ad un amico immaginario, o forse un po&#8217; a s\u00e9 stessi. E il diario di Bridget ha la particolarit\u00e0 di riportare sempre dopo la data il peso della protagonista, gli alcolici trangugiati, il numero di sigarette consumate e le calorie accumulate durante la giornata e indicatori del suo umore. Nelle fatiche di Bridget in lotta col proprio aspetto si sono riconosciute milioni di donne, non a caso.<\/p>\n<p>Un altro romanzo rosa dove le lettere hanno contribuito alla tensione narrativa \u00e8 sicuramente <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>I Love Shopping<\/em> di Sophie Kinsella<\/span><\/strong>. Ho letto il libro qualche anno dopo il suo successo come bestseller e le missive minatorie delle banche, delle carte di credito e dei negozi che vogliono rientrare dallo scoperto con Becky Bloomwood, un&#8217;ingiunzione all&#8217;inizio di ogni capitolo, sono divertenti e terribili al contempo. Ricordo di averlo letto con ansia, quasi che i suoi debiti fossero i miei! Quando entrava in un negozio, magicamente attirata dalla firma di un stilista e dal cartello &#8220;Saldi&#8221;, urlavo alla pagina scritta &#8220;Esci di l\u00ec, ti prego!!&#8221; \ud83d\ude00<br \/>\nSe togliamo quelle comunicazioni commerciali dal libro, perder\u00e0 gran parte del suo fascino. Aggiungo: se avete visto il film e non vi \u00e8 piaciuto, tutto normale. Quella pellicola non rende affatto giustizia alla fantasia di Becky e nemmeno al fascino magnetico del suo Luke Brandon. Assolutamente meglio il romanzo!<\/p>\n<p>Queste sono su per gi\u00f9 le mie conoscenze sul romanzo epistolare.<br \/>\nFinch\u00e9 qualcuno mi ha chiesto se ho mai sentito parlare del vento del Nord e di Daniel Glattauer&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Le email di Daniel Glattauer<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><strong>Nessun oggetto<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Buon Natale e Felice Anno Nuovo, Emmi Rothner.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Due minuti dopo<\/em><br \/>\n<em><strong>R:<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Cara Emmi Rothner, in pratica non ci conosciamo, ma la ringrazio per la sua affettuosa e oltremodo originale e-mail collettiva! Se c&#8217;\u00e8 una cosa che adoro sono le e-mail collettive per una collettivit\u00e0 cui non appartengo. Distintamente, Leo Leike.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>18 minuti dopo<\/em><br \/>\n<em><strong>RE:<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Perdoni il disturbo per iscritto, signor Distintamente Leo Leike. Qualche mese fa, volendo disdire un abbonamento, casualmente sono incappata nel suo indirizzo e-mail, che per sbaglio \u00e8 finito nel mio database dei clienti. Lo canceller\u00f2 immediatamente.<\/em><br \/>\n<em>P.S. Se le viene in mente una formula pi\u00f9 originale di &#8220;Buon Natale e Felice Anno Nuovo&#8221; per augurare &#8220;Buon Natale e Felice Anno Nuovo&#8221;, non se la tenga per s\u00e9.<\/em><br \/>\n<em>Nel frattempo, Buon Natale e Felice Anno Nuovo! E. Rothner.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord<\/em><\/p>\n<p>Inizia sostanzialmente cos\u00ec la storia tra Emmi Rothner e Leo Leike, solo ed esclusivamente via mail, nel primo romanzo <em>Le ho mai raccontato del vento del Nord<\/em> di Daniel Glattauer, giornalista austriaco che ha esordito proprio con questo libro, divenuto in poco tempo bestseller mondiale. Der Spiegel l&#8217;ha definito <strong><span style=\"color: #ff0000;\">&#8220;Uno dei pi\u00f9 coinvolgenti dialoghi d\u2019amore della letteratura contemporanea&#8221;.<\/span><\/strong><br \/>\nEmmi Rothner invia tre mail di disdetta ad una rivista ma sbaglia l&#8217;indirizzo, lasciandosi scappare una &#8220;ei&#8221; al posto di una &#8220;i&#8221;. Le riceve tutte lo sconosciuto Leo Leike, il quale un po&#8217; infastidito l&#8217;avvisa dell&#8217;errore. Passano altri nove mesi e giungono da Emmi Rothner proprio quei freddi auguri natalizi nel momento in cui, lo scopriremo appena dopo, Leo Leike \u00e8 stato lasciato dalla fidanzata. Un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per noia, forse per un pizzico di curiosit\u00e0 e di avventura, comincia quest&#8217;amicizia virtuale tra Emmi, 34 anni, felicemente sposata con Bernhard e madre acquisita dei due figli di lui, con Leo, 36 anni, assistente universitario di psicolinguistica, nuovamente sigle. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Una corrispondenza fitta, irriverente, sincera, passionale nella maniera pi\u00f9 pura e folle.<\/span><\/strong> Emmi e Leo sono voraci delle mail l&#8217;uno dell&#8217;altra, ma schivi a portare questo rapporto nella realt\u00e0 quotidiana.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Comunichiamo dentro una bolla d&#8217;aria. Abbiamo garbatamente confessato che lavoro facciamo. In teoria, lei potrebbe realizzarmi un bel sito internet, e in cambio io le traccerei un (pessimo) psicogramma linguistico. Tutto qui. Grazie a un&#8217;orrida rivista locale, sappiamo di abitare nella stessa citt\u00e0. E poi? Niente di pi\u00f9. Non c&#8217;\u00e8 nessuno intorno a noi. Abitiamo in un non-luogo. Siamo senza et\u00e0, senza volto. Il giorno e la notte non esistono. Siamo fuori dal tempo. Abbiamo solo gli schermi del computer, rigorosamente top secret, e un hobby in comune: l&#8217;interesse per un perfetto sconosciuto. Che bravi!<\/em><br \/>\n<em>Per quel che mi riguarda &#8211; glielo confesso &#8211; lei, cara Emmi, mi interessa da matti!<\/em><br \/>\n<em>Non so dirle perch\u00e9, ma so che c&#8217;\u00e8 stato un motivo scatenante. Per\u00f2 so anche quanto sia assurdo il mio interesse, non sopravvivrebbe mai a un incontro, e non \u00e8 una questione di aspetto fisico, et\u00e0, capacit\u00e0 di trasporre in un eventuale appuntamento il notevole fascino delle sue e-mail e di infilare nelle corde vocali, nelle pupille, negli angoli della bocca e nelle narici l&#8217;ironia dei suoi messaggi. Sospetto che questo mio &#8220;folle interesse&#8221; si nutra esclusivamente della casella di posta. Perci\u00f2 suppongo che qualsiasi tentativo di farlo uscire da l\u00ec si risolverebbe in un misero fallimento.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Si sente provocato? No? Lo immaginavo. Piuttosto, temo il contrario: a essere provocata qui sono io, Leo. Il suo \u00e8 un modo poco ortodosso ma straordinariamente risoluto di farmi appassionare sempre pi\u00f9: lei vuole e, al tempo stesso, non vuole sapere niente di me. A seconda delle giornate, sfoggia un &#8220;folle interesse&#8221; o un disinteresse ai limiti del patologico. E, a seconda, la cosa mi inquieta o mi stuzzica.<\/em><br \/>\n<em>Al momento, siamo di nuovo al &#8220;mi stuzzica&#8221;. Lo confesso. Ma forse lei \u00e8 un lupo di grandine (rumeno) solitario, inibito, randagio, grigio, incapace di guardare negli occhi una donna. Uno che ha una paura da matti degli incontri veri. Che deve costruirsi mondi immaginari perch\u00e9 non sa cavarsela in quello concreto, reale, da vivere e toccare con mano. [&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>No Leo, \u00e8 semplice, mi ha fatto impazzire. Lei mi piace. E tanto! Tanto, tanto, tanto!<\/em><br \/>\n<em>E non riesco proprio a credere che lei non voglia incontrarmi. Non dico che dobbiamo vederci per davvero. Non dobbiamo farlo, non per forza! Per\u00f2 mi piacerebbe, per esempio, sapere che aspetto ha. Mi spiegherei molte cose. Voglio dire, mi spiegherei perch\u00e9 scrive come scrive. Perch\u00e9 cosi avrebbe l&#8217;aspetto di uno che scrive come lei. E io muoio dalla curiosit\u00e0 di sapere che aspetto ha uno che scrive come lei.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come portare avanti un romanzo costruito solo di mail? Come pu\u00f2 proseguire la storia tra Emmi e Leo?<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">Daniel Glattauer ci riesce magistralmente.<\/span><\/strong> Emmi spinge per un incontro dal vero, Leo preferisce l&#8217;immagine perfetta che le ha costruito intorno e non si spiega il ruolo del marito Bernhard in tutto questo, perch\u00e9 Emmi non \u00e8 libera. Si lasceranno tentare entrambi da un esperimento: darsi appuntamento in un caff\u00e8, lasciandosi confondere in mezzo alla folla, e tentare di individuare l&#8217;altro guidati solo dalle parole e dall&#8217;istinto. Il resoconto di questo incontro-non incontro giunger\u00e0 nei giorni successivi, in un altro scambio di lettere virtuali. Struggenti le loro conversazioni a distanza accompagnate da un calice, con la sincerit\u00e0 spinta dall&#8217;alcool.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Venga da me, ci beviamo un altro bicchiere alla nostra e guardiamo le foto del Carnevale. Peccato che sia sposata. No, meglio cos\u00ec, che \u00e8 sposata. Tradisce suo marito, Emmi? Non lo faccia. Fa male quando ti tradiscono. Io sono gi\u00e0 un filo ubriaco, ma la mente \u00e8 ancora lucida. Marlene una volta mi ha tradito. Diciamo che io so di una volta. Marlene: la guardi e capisci che \u00e8 una che tradisce. Emmi, adesso la smetto. Le do un bacio. E un altro ancora. E ancora uno. E un altro. Non mi importa chi sia lei. Ho nostalgia della vicinanza di qualcuno. Non voglio pi\u00f9 pensare a mia madre. Non voglio pensare a Marlene.<\/em><br \/>\n<em>Voglio baciare Emmi. Sono un po&#8217; ubriaco, mi scusi. Adesso la smetto. Poi vado a letto. Bacio della buonanotte. Peccato che sia sposata. Credo che staremmo bene insieme. Emmi. Emmi. Emmi. Mi piace scrivere Emmi. Un colpetto del medio sinistro, due dell&#8217;indice destro, e uno del medio destro due file pi\u00f9 su. EMMI. Potrei scrivere Emmi mille volte. Scrivere Emmi \u00e8 come baciare Emmi. Andiamo a letto, Emmi.<\/em><\/p>\n<p>Non voglio aggiungere troppo alla trama, per non rovinarvi una futura lettura. Posso dire che dopo questo, sempre pi\u00f9 affascinata e intrigata dal suo amico di penna, Emmi tenter\u00e0 di avvicinarsi offrendogli un appuntamento al buio con un&#8217;amica single, Mia. Se l&#8217;intento era buono, il risultato sar\u00e0 pessimo, perch\u00e9 far\u00e0 risaltare la gelosia di entrambi e Mia risulter\u00e0 solo un mezzo per incontrarsi davvero. Sembra chiaro che oramai il legame \u00e8 comunque forte, finch\u00e9 non giunger\u00e0 l&#8217;email di una terza persona a scombinare il tutto. Leo prender\u00e0 allora la decisione della sua vita: trasferirsi per lavoro a Boston e lasciare Emmi, non prima di averla vista davvero, per la prima e ultima volta.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00c8 gi\u00e0 tornato dal teatro? Non riesco a dormire, stasera. Le ho mai raccontato del vento del Nord? Quando tengo la finestra aperta \u00e8 insopportabile. Sarebbe bello se mi scrivesse qualche altra parola. Anche solo &#8220;Allora chiuda la finestra&#8221;. Al che ribatterei: Con la finestra chiusa non riesco a dormire.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Leo, le voglio tanto, tanto bene. Funziona che \u00e8 una meraviglia contro il vento del Nord.<\/em><\/p>\n<p>Se avessi letto solo il primo romanzo e non avessi avuto il salvagente del seguito, penso che Daniel Glattauer si sarebbe sentito fischiare le orecchie per parecchio tempo, a causa dei diversi improperi che gli avrei mandato! Un finale sospeso \u00e8 sempre meglio di un finale tragico, ma Emmi e Leo lasciati l\u00ec cos\u00ec, proprio no! Perch\u00e9 nel frattempo di Leo Leike mi ci sono innamorata anch&#8217;io e c&#8217;\u00e8 un pizzico di Emmi Rothner in me (il 37 di scarpe e mi occupo anch&#8217;io di siti internet, all&#8217;occorrenza).<\/p>\n<p>Se il vento del Nord entrava dalla finestra fastidioso e dolce al contempo, <em>La settima onda<\/em> ti travolge e scombina la rotta della vita. Emmi continua a scrivere per mesi ma ottenendo solo un messaggio automatico di sistema. Dopo dieci mesi, all&#8217;improvviso Leo Leike le risponde appena rientrato da Boston, dove ha conosciuto una persona, Pamela con cui tenter\u00e0 davvero di costruire una vita insieme. Forse proprio per la presenza incombente di Pamela, Leo accetter\u00e0 finalmente di incontrare Emmi, la sua Emmi, la sua amica di penna Emmi, la sua illusione di perfezione, il suo sublime concetto d&#8217;amore. E si vedranno anche pi\u00f9 di una volta, nessuno mai deluso dall&#8217;appuntamento precedente.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Cara Emmi, nella parte pi\u00f9 interna della mia mano sinistra, suppergi\u00f9 al centro, dove la linea della vita \u00e8 intralciata da grandi pieghe ad arco e devia verso l\u2019arteria radiale, l\u00ec c\u2019\u00e8 un punto. Lo osservo, ma non riesco a vederlo. Lo fisso, ma non si lascia trattenere. Posso solo sentirlo. Lo percepisco anche a occhi chiusi. Un punto. \u00c8 cos\u00ec forte al tatto che mi vengono le vertigini. Quando mi concentro su di esso, il suo effetto si propaga fino alle punte dei piedi. Mi pizzica, mi solletica, mi riscalda, mi scuote. Stimola la circolazione del sangue, dirige il mio polso, decide il ritmo del battito cardiaco. E nella testa, fa l\u2019effetto inebriante di una droga, dilata la mia coscienza, allarga il mio orizzonte. Un punto. Potrei ridere dalla gioia, da quanto mi fa bene. Potrei piangere per la felicit\u00e0 di possederlo e di esserne stato catturato e ricolmo fino alle membra pi\u00f9 sottili.<\/em><br \/>\n<em>Cara Emmi, nella parte pi\u00f9 interna della mia mano sinistra, l\u00e0 dove si trova quel punto, oggi pomeriggio, saranno state all\u2019incirca le 16, al tavolo di un caff\u00e8 \u00e8 successo un incidente. La mia mano voleva prendere un bicchiere d\u2019acqua. \u00c8 stato allora che le sono venute incontro le dita disinvolte di un\u2019altra mano, delicata, hanno tentato di frenare, hanno tentato di sterzare, hanno tentato di evitare la collisione. Ce l\u2019avevano quasi fatta. Quasi. Per una frazione di secondo, la morbida punta di un dito dallo scatto rapido si \u00e8 ritrovata sulla parte pi\u00f9 interna della mia mano che afferrava il bicchiere. Questo ha causato un leggero contatto. Io l\u2019ho conservato. Nessuno potr\u00e0 portarmelo via. Ti sento. Ti vedo. Ti riconosco. Sei la stessa. Sei identica. Sei il mio punto. Dormi bene.<\/em><\/p>\n<p>E se un uomo ti scrive cos\u00ec, cara Emmi, ci dev&#8217;essere davvero qualcosa che non funziona dall&#8217;altra parte. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Perch\u00e9 lui ha scritto, ma tu l&#8217;hai lasciato scrivere. Di pi\u00f9: gli hai chiesto che scrivesse ancora e ancora.<\/span><\/strong> La domanda \u00e8 dietro l&#8217;angolo: come va la sua relazione con Bernhard? E in base a questo, funzioner\u00e0 o meno la convivenza tra Pamela e Leo? Sar\u00e0 la settima onda a decidere il futuro di entrambi, in una mail archiviata, testimone di un passo falso, e in quel punto sulla mano sinistra di Leo Leike, che nessuno, nemmeno Pamela, pu\u00f2 pi\u00f9 toccare.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Ciao Leo. Me ne sto seduta sul mio balcone a Playa de Alojera sull\u2019isola La Gomera e guardo l\u2019insenatura rocciosa con le sue macchie sabbia scura e le schiumanti lingue bianche di sale che si tuffano nelle profondit\u00e0 marine e via, fino all\u2019orizzonte che separa l\u2019azzurro dal blu intenso, il cielo dall\u2019acqua. \u00c8 bellissimo qui, sai? Dovete assolutamente venirci un giorno. Questo posto sembra fatto apposta per fidanzati novelli. Perch\u00e9 ti scrivo? Perch\u00e9 ne ho voglia. E perch\u00e9 non voglio attendere in silenzio la settima onda. S\u00ec, qui si narra la storia della settima onda, l\u2019inflessibile. Le prime sei sono prevedibili e armoniose. Si condizionano l\u2019un l\u2019altra, sorgono una dopo l\u2019altra, non fanno sorprese. Preservano la continuit\u00e0. Sei assalti, che appaiono cos\u00ec diversi se osservati a distanza, sei assalti&#8230; e sempre lo stesso obiettivo.<\/em><br \/>\n<em>Occhio per\u00f2 alla settima onda! \u00c8 imprevedibile. Passa a lungo inosservata, partecipa all\u2019assalto monotono, si adegua a quante l\u2019hanno preceduta. Talvolta, per\u00f2, fugge via. Sempre e solo lei, sempre e solo la settima onda. Perch\u00e9 \u00e8 spensierata, ingenua, ribelle, spazza via tutto, gli d\u00e0 un\u2019altra forma. Migliore o peggiore? Possono dirlo solo quanti, afferrati da lei, hanno avuto il coraggio di raccoglierne la sfida, di lasciarsi incantare dalla sua malia.<\/em><br \/>\n<em>\u00c8 un\u2019ora ormai che me ne sto qui seduta, conto le onde e osservo ci\u00f2 che la settima di turno porta. Finora non ne \u00e8 fuggita via nessuna. Ma sono in vacanza, ho pazienza, aspetter\u00f2. Non perdo la speranza! Qui, sulla costa occidentale, soffia forte il vento caldo del Sud. Emmi.<\/em><\/p>\n<p>Il finale \u00e8&#8230; lasciato all&#8217;immaginazione delle ultime email. Ed \u00e8 perfetto, da lasciarmi con un lungo sospiro e l&#8217;invidia per Emmi Rothner.<br \/>\nNonch\u00e9 le parole di Leo Leike che continuo a rileggere all&#8217;infinito! \ud83d\ude42<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Quali altri romanzi epistolari moderni?<\/span><\/h2>\n<p>Voi cari lettori, avete mai letto nulla di Daniel Glattauer?<br \/>\nVi vengono in mente titoli di altri libri che possiamo annoverare tra i romanzi epistolari di nuova generazione?<br \/>\nDopo le mail, qualcuno avr\u00e0 gi\u00e0 pensato di scrivere un romanzo stile chat di Messenger?! \ud83d\ude00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Emmi, mi scriva. Scrivere \u00e8 come baciare, solo senza labbra. Scrivere \u00e8 baciare con la mente.&#8221; Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord &nbsp; Sembra che io non vi dia retta, quando mi dite che dovrei leggere questo o quel romanzo che vi ha rapito il cuore. 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