{"id":20363,"date":"2020-04-12T06:00:29","date_gmt":"2020-04-12T04:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=20363"},"modified":"2023-12-29T20:13:04","modified_gmt":"2023-12-29T19:13:04","slug":"venditore-di-trame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/venditore-di-trame\/","title":{"rendered":"Venditore di trame <br> Suonare il campanello e attendere"},"content":{"rendered":"<p>Riccardo non capiva bene che ci faceva l\u00ec, davanti a quella vetrina impolverata e buia, solo un cartello scolorito affisso con il nastro adesivo: &#8220;Venditore di trame. Suonare il campanello e attendere&#8221;. Dell&#8217;interno del negozio non si intravvedeva granch\u00e9, solo scaffali zeppi di libri antichi, plichi di fogli accatastati e pergamene arrotolate. Nessuno in attesa di clienti, ma una porta l\u00e0 dentro lasciava intendere ci fosse un retrobottega. Diede una rapida occhiata intorno, in quel quartiere del tutto sconosciuto: la stradina era tranquilla, il bar adiacente era chiuso per il turno di riposo settimanale, nell&#8217;angolo invece un fiorista stava servendo un&#8217;anziana signora, qualcuno pi\u00f9 avanti si attardava davanti all&#8217;edicola ottagonale.<br \/>\nFiss\u00f2 ancora scettico la locandina sulla sua mano destra: l&#8217;aveva trovata per caso alla fermata dell&#8217;autobus un mese prima, quando si stava recando ad una presentazione di un saggio di un collega, l&#8217;occasione per essere su un palco come intervistatore e parlare anche dei suoi romanzi in vendita. Promozione indiretta. Nessuna nuova storia all&#8217;orizzonte per\u00f2.<br \/>\nSi decise e premette il dito sul campanello logoro. Nessun suono, forse era rotto. Riprov\u00f2 ma fu ancora silenzio.<br \/>\nStava per andarsene, quando vide la porta del retro spalancarsi e una sagoma scura avvicinarsi all&#8217;ingresso.<br \/>\nGli apr\u00ec un uomo basso e canuto, non sembrava vecchio ma non avrebbe saputo attribuirgli un&#8217;et\u00e0 precisa. Indossava pantaloni larghi, una camicia a quadri fuori moda e un cardigan marrone con un taschino dove spuntavano un paio di occhiali.<br \/>\n&#8220;Buongiorno. Prego si accomodi.&#8221; La sua voce era cordiale e cristallina, con un accento vagamente francese.<br \/>\nRiccardo lo segu\u00ec nell&#8217;altra stanza, con i soffitti bassi e illuminata da due grandi finestre che davano su un giardino posteriore. Qui le pareti erano alquanto spoglie, ma al centro c&#8217;era una piccola scrivania con un&#8217;antica sedia in legno e di fronte due poltrone sciupate.<br \/>\n&#8220;Si accomodi&#8221; ripet\u00e9 l&#8217;uomo indicando una delle poltrone. &#8220;Io sono Martin. Come posso aiutarla?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ho trovato questa&#8230;&#8221; Riccardo gli mostr\u00f2 la locandina.<br \/>\n&#8220;Si, certo.&#8221; Martin si sedette dall&#8217;altra parte della scrivania.<br \/>\n&#8220;Lei \u00e8 il venditore di trame?&#8221;<br \/>\n&#8220;In persona.&#8221;<br \/>\n&#8220;Trame nel senso di storie, narrazioni?&#8221;<br \/>\n&#8220;Esattamente.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma quindi lei \u00e8 un ghostwriter?&#8221;<br \/>\nMartin sorrise e scosse lievemente la testa. Detestava quella smania di usare una lingua straniera, che oltremodo banalizzava qualsiasi concetto. Magari era proprio per questo che serviva una figura professionale come la sua, in un mondo cos\u00ec stranamente evoluto.<br \/>\n&#8220;No, non sono uno scrittore fantasma&#8221; rispose con pazienza. &#8220;Non sono proprio uno scrittore. Io non scrivo la storia, io preparo solo la trama. La storia la dovr\u00e0 comunque scrivere lei.&#8221;<br \/>\n&#8220;Capisco&#8230;&#8221; Riccardo ci pens\u00f2 su per qualche istante. Poteva in effetti fare al caso suo. Gli serviva una storia, prima di tutto. &#8220;E come funziona? Come si procede?&#8221;<br \/>\n&#8220;Le faccio alcune domande per cercare di comprendere le sue affinit\u00e0, con quali storie si trova a suo agio. Poi preparo la trama, la sinossi completa, un quadro sintetico dei personaggi, se occorre allego anche qualche argomento su cui orientare eventuali ricerche, di supporto alla storia. Nel caso di romanzi storici o di fantascienza.&#8221;<br \/>\nRiccardo annu\u00ec con il capo, soprappensiero.<br \/>\nMartin prese carta e penna, inizi\u00f2 a scribacchiare. &#8220;Allora, come si chiama?&#8221;<br \/>\n&#8220;Lei non mi riconosce?&#8221; Riccardo era abituato ad essere fermato per strada dai lettori, per gli autografi, per una foto. Ma quest&#8217;uomo non sembrava avere capito chi fosse.<br \/>\n&#8220;Non credo di aver avuto il piacere di incontrarla prima, mi spiace.&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh&#8230; sono uno scrittore, uno scrittore anche piuttosto famoso, ecco. Un paio di romanzi pubblicati e ho vinto un premio prestigioso. Ma sono bloccato in questo momento, non riesco a scrivere.&#8221;<br \/>\nMartin sospir\u00f2, poggi\u00f2 la penna sul foglio con un gesto lento e altrettanto piano si rilass\u00f2 sullo schienale della sedia.<br \/>\nChiuse gli occhi per un lungo istante e alla fine li punt\u00f2 dritti dritti in faccia al suo cliente.<br \/>\n&#8220;Lei mi deve dire la verit\u00e0.&#8221;<br \/>\n&#8220;La verit\u00e0? Quale verit\u00e0?&#8221;<br \/>\n&#8220;L&#8217;unica. La verit\u00e0 \u00e8 sempre solo una. Se lei non riesce ad essere onesto con me quanto lo sarebbe con s\u00e9 stesso, io non potr\u00f2 aiutarla.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non capisco. Sono qui solo per una trama, lei non \u00e8 un venditore di trame?&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo. Ma io devo trovare la trama giusta, su cui poi lei si senta a suo agio a scrivere l&#8217;intera storia. La trama \u00e8 personale, non \u00e8 una trama qualsiasi, non pu\u00f2 esserlo. Per questo mi serve la verit\u00e0 per lavorare.&#8221;<br \/>\nRiccardo si dimen\u00f2 sulla poltrona, in quel momento cos\u00ec scomoda. Si pass\u00f2 una mano sul viso, fermandola sulla bocca. Lo sguardo fisso in un punto lontano, sul letto di morte del proprio padre cinque anni addietro. Una promessa mantenuta, ma distorta. Poteva svelare la verit\u00e0 ad un estraneo?<br \/>\n&#8220;Non ho mai scritto un libro&#8221; disse d&#8217;un fiato.<br \/>\nSi attese una qualche reazione, ma Martin non profer\u00ec parola, nemmeno uno sbuffo.<br \/>\n&#8220;I testi pubblicati non sono miei&#8221; continu\u00f2. &#8220;E quel premio non spetta a me. Sono tutte fatiche di mio padre.&#8221;<br \/>\nMartin riprese la penna e cominci\u00f2 a fissare i suoi preziosi appunti.<br \/>\nUn&#8217;ora dopo Riccardo se ne usc\u00ec di l\u00ec stranamente leggero, finalmente qualcuno conosceva il suo segreto e l&#8217;anima gli pesava di meno. Non che la sua colpa fosse cancellata, beninteso, ma forse un giorno in qualche modo vi avrebbe posto rimedio. Aveva promesso a suo padre di pubblicare i suoi tesori, farli conoscere al mondo, ma aveva peccato di vanit\u00e0 mettendoci il proprio nome. Ora per\u00f2 doveva dimostrare a s\u00e9 stesso di poterne essere all&#8217;altezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello stesso pomeriggio giunse al negozio anche Raffaella, in arte RaffaLuna. Sapeva di essere la cliente preferita di Martin, e la pi\u00f9 piccola per et\u00e0, appena quattordici anni, ma con un profilo ben avviato su Wattpad, un migliaio di lettrici che seguivano capitolo per capitolo le sue storie di amori e sospiri tra i banchi di scuola. Non capiva perch\u00e9 Martin fosse cos\u00ec buono con lei, voleva essere pagato solo in dolci! Le diceva che lavorare sulle sue trame era l&#8217;occasione di ricordarsi un po&#8217; la sua giovent\u00f9, in un&#8217;altra epoca.<br \/>\n&#8220;Buongiorno! E cos&#8217;\u00e8 questo profumo signorina?&#8221;<br \/>\nRaffaella gli mostr\u00f2 tutta orgogliosa il sacchetto trasparente che copriva un&#8217;enorme vassoio tra le sue mani. &#8220;Oggi ho fatto i muffin al doppio cioccolato! Lo sai che quando cucino la mamma sostituta mi lascia in pace&#8230;&#8221;<br \/>\nDopo che la madre biologica aveva tentato il suicidio dal quarto piano con Raffaella piccolina tra le sue braccia, lei aveva vissuto in diversi istituti, in attesa di una donna che non guariva dalla sua depressione profonda. Ora si trovava in affido presso una famiglia, una famiglia vera che non l&#8217;amava proprio tanto, o aveva strani modi per dimostrarglielo. La mamma sostituta era molto rigida nei suoi confronti.<br \/>\nQualche volta Martin le aveva scorto dei brutti ematomi nelle braccia e lei era arrossita dalla vergogna, come se fosse colpa sua poi. Raffaella gli aveva confessato di aver parlato con le assistenti sociali, ma non c&#8217;erano altre famiglie disposte all&#8217;affido. Toccava rimanere l\u00ec, oppure ritornare in cattivit\u00e0 in orfanotrofio. Cambiare scuola, abbandonare le poche amiche. Aveva scelto il male minore rimanendo e sopportando. Scrivere l&#8217;aiutava molto.<br \/>\nOsserv\u00f2 Martin aprire il sacchetto poggiato sulla scrivania, estasiato alla vista dei suoi dolcetti.<br \/>\n&#8220;A cosa debbo la visita, gioia mia?&#8221; Si sedette sulla sua sedia addentando un muffin ancora caldo, fragrante di cacao fondente.<br \/>\nRaffaella si acciambell\u00f2 sulla poltrona, le gambe incrociate sulla seduta, la schiena poggiata contro uno dei braccioli.<br \/>\n&#8220;L&#8217;ultima storia \u00e8 andata alla stragrande, lo sai. Ho avuto la bellezza di centomila stelline, ti rendi conto? Per\u00f2 ho bisogno di un seguito. E lo so, lo so che tu mi hai detto di provarci, e io ci ho anche provato, davvero davvero. Ma non mi esce niente. Il nulla. Zero assoluto. Cio\u00e8, non so cosa fargli fare a quei due. Zaira e Adam si sono messi insieme, cos&#8217;altro pu\u00f2 succedere?&#8221;<br \/>\nMartin gust\u00f2 a lungo il suo boccone prima di rispondere.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 non provi con qualcosa di completamente differente? Con dei personaggi nuovi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Da sola?&#8221; esclam\u00f2 atterrita Raffaella. Scosse la testa velocemente. &#8220;No, no, Martin, io non sono brava come te. Ho bisogno di una traccia per scrivere. Infatti i miei compiti di Italiano a scuola fanno schifo totale. A malapena la prof mi molla il sei. Inizio bene, dice, ma finisco sempre fuori tema.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm&#8230;tutto bene comunque a scuola signorina?&#8221;<br \/>\n&#8220;Siss\u00ec, tutto ok.&#8221;<br \/>\n&#8220;Niente fidanzatini?&#8221;<br \/>\n&#8220;Bah, c&#8217;\u00e8 uno che mi piace. Ci scambiamo spesso qualche occhiata in corridoio. Qualche volta mi messaggia su Whatsapp, sa che me la cavo bene con i social e mi ha chiesto qualche dritta per il suo canale YouTube di videogiochi.&#8221;<br \/>\nMartin la incalz\u00f2 con lo sguardo.<br \/>\n&#8220;E&#8217; carino&#8221; ammise Raffaella, le guance avvampate dall&#8217;emozione.<br \/>\nSoddisfatto, Martin prese un altro dolcetto dal vassoio.<br \/>\n&#8220;Ma chi vuoi che se la prenda una come me?&#8221; Raffaella scroll\u00f2 le spalle per cancellare l&#8217;idea.<br \/>\n&#8220;Ho bisogno di ben altro che di un ragazzo. Mi aiuterai Martin?&#8221;<br \/>\n&#8220;Come sempre&#8221; le rispose lui ad occhi chiusi, concentrato sull&#8217;amore che il cibo preparato da quella ragazzina gli regalava sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello era il giorno, si disse Simonetta, per voltare pagina nel libro della sua vita. Suon\u00f2 il campanello di quel suo strano amico, il venditore di trame, e attese nel silenzio. Lucio nella notte le aveva detto che quello era il giorno, doveva andare avanti. Perdere suo marito con una lunga malattia era stato devastante, giorno per giorno vedere il baratro avvicinarsi, abbracciarlo ogni istante perch\u00e9 solo quello rimaneva. Ma continuare a vederlo vagare per casa, parlarci a colazione come se nulla fosse, sentirlo rispondere e ridere delle tue battute, accoccolarsi ogni sera a letto quasi sentendo le sue braccia avvolgerti&#8230; era folle, assolutamente folle. Simonetta era sempre stata una persona razionale, fredda e distaccata. Aveva sepolto Lucio, era stata al suo funerale, aveva dato via tutti i suoi vestiti nell&#8217;armadio, le sue cose riposte nelle scatole in cantina. Non credeva ai fantasmi. Eppure non voleva assolutamente staccarsi da quella presenza. Ne aveva bisogno, come l&#8217;aria.<br \/>\nMa quello era il giorno per cominciare a scrivere una nuova storia. Le serviva solo la trama giusta.<br \/>\n&#8220;Oh, buongiorno Simonetta. Sono felice di rivederla, e anche sorpreso. Prego, entri.&#8221;<br \/>\nMartin la ricevette con un sorriso cordiale, come sempre.<br \/>\nAveva scoperto quel posto senza tempo per caso, una sera che distratta dai propri pensieri aveva sbagliato l&#8217;autobus del ritorno a casa. Aveva deciso di approfittarne per una passeggiata e si era ritrovata magicamente l\u00ec davanti. Simonetta scriveva recensioni di romanzi per un quotidiano nazionale, ma non aveva nemmeno mai sfiorato l&#8217;idea di scriverne uno proprio. Per\u00f2 decise di entrare perch\u00e9 per molti scrivere \u00e8 una terapia e forse poteva funzionare anche per lei.<br \/>\nMartin aveva preteso la verit\u00e0, era il suo modo di lavorare, e lei era stata costretta a rivelargli le sue visioni, Lucio che continuava a girare per casa, parlarle, ascoltare le sue confidenze, consigliarla sul da farsi. Si era sentita ancora una volta terribilmente sciocca, eppure Martin non aveva battuto ciglio durante quell&#8217;assurda confessione.<br \/>\nAlla fine le aveva solo detto &#8220;L&#8217;amore non conosce confini, n\u00e9 di luogo n\u00e9 di tempo&#8221;.<br \/>\nDopo una settimana le aveva consegnato una cartellina con dentro la sua trama personalizzata. E questo era il punto: Martin aveva preparato la sinossi della perdita di Simonetta, la storia di una donna che continuava a vedere il marito morto, sostenendo che quella era davvero al trama da sciogliere.<br \/>\nAlla fine era ritornata dopo qualche mese, per pagare quella particolare consulenza professionale che non aveva usato. Non era riuscita a scriverla quella storia, c&#8217;era troppo dolore nel farlo. Martin aveva accettato solo un&#8217;offerta libera e lei era stata generosa.<br \/>\nErano passati mesi e lei era di nuovo l\u00ec nel suo studio. Sprofond\u00f2 nella poltroncina imbottita, un velluto rosa pesca stinto dal tempo. Martin si sedette nell&#8217;altra seduta, accanto a lei.<br \/>\n&#8220;Vorrei una nuova trama&#8221; gli spieg\u00f2, contorcendosi le mani in grembo.<br \/>\nMartin annu\u00ec con il capo, poi si sporse verso la scrivania e prese il vassoio. Gli tolse il tovagliolo che lo ricopriva e lo porse verso di lei. &#8220;Vuole un muffin? Doppio cioccolato. Li ha fatti ieri&#8230; mia nipote.&#8221; Un luccichio di orgoglio pass\u00f2 nei suoi occhi.<br \/>\n&#8220;Oh, grazie, si.&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo so che lei \u00e8 contrario, ma mi serve un&#8217;altra idea.&#8221;<br \/>\n&#8220;No, non sono affatto contrario, mi creda. Le trame cambiano con il tempo, si adattano al loro autore.&#8221;<br \/>\nSimonetta riflett\u00e9 su quella risposta, mentre addentava la pasta soffice del dolce, deliziosa. Mastic\u00f2 lentamente, mentre cercava di riordinare i pensieri.<br \/>\n&#8220;Mi serve non solo un&#8217;idea, ma un&#8217;idea che funzioni. Perch\u00e9 di idee ne ho tante, ma sembra che nessuna possa andare bene. Per il pubblico, per il mercato, per il mio caporedattore, per il mio editore. E per me stessa. Non riesco ad affezionarmi a quelle idee, e quindi non ci lavoro con abbastanza entusiasmo. Sono mie ma non le sento mie. E allora devo provare con le idee degli altri.&#8221;<br \/>\n&#8220;Si, gli scrittori pensano sempre che le storie siano degli altri&#8230;&#8221; Martin ridacchi\u00f2 sommessamente.<br \/>\n&#8220;Per\u00f2 vorrei una storia vera, qualcosa dove io possa utilizzare il mio fiuto giornalistico. Un romanzo che in realt\u00e0 sia un&#8217;inchiesta, che possa essere d&#8217;aiuto a qualcuno. In questo modo potrei, ecco, distrarmi con le ricerche, approfondire la questione.&#8221;<br \/>\nMartin prese il blocco degli appunti dalla scrivania e una matita l\u00ec accanto.<br \/>\n&#8220;Cominciamo con un po&#8217; di domande&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; qualcosa che non ho mai scritto&#8230;&#8221; Riccardo sfogliava frenetico la stampa della trama, affascinato.<br \/>\n&#8220;Si, decisamente, \u00e8 qualcosa che non ha mai scritto. Dato che lei non ha mai scritto&#8230;&#8221; Martin gli sorrise dall&#8217;altra parte della scrivania.<br \/>\n&#8220;Ha ragione.&#8221; Riccardo si lasci\u00f2 andare ad una risatina.<br \/>\nErano trascorse solo due settimane dal loro primo incontro e la struttura del suo possibile nuovo romanzo era gi\u00e0 tra le sue mani. Certo era una storia che aveva dell&#8217;incredibile: la protagonista era una donna giovanissima che perdeva il compagno in un terribile incidente stradale. E questo era il primo conflitto, il lutto. Poi il dramma proseguiva con lo spirito di lui che la seguiva per casa, le parlava, la confortava, una presenza in bilico tra la magia e la follia. Finch\u00e9 un altro uomo compare nella vita reale di lei, creando il secondo conflitto. Il finale \u00e8 inevitabile, scontato forse, ma comunque potente. Sar\u00e0 lo stesso fantasma a lasciarla, esortandola a continuare la sua esistenza.<br \/>\nRiccardo ci pens\u00f2 su un attimo. Poteva scrivere di sentimenti? Forse si, non era anche lui preso da ondate improvvise di emozione per suo padre? Avrebbe dovuto semplicemente convogliarle in altro modo. Questa storia poi si discostava cos\u00ec tanto dagli altri romanzi, biografie di suo padre dell&#8217;epoca di guerra sui Balcani, che gli avrebbe dato l&#8217;opportunit\u00e0 giusta di spezzare con il suo passato.<br \/>\nRimaneva per\u00f2 un piccolo dubbio.<br \/>\n&#8220;Non so niente dell&#8217;animo femminile&#8221; ammise un po&#8217; scoraggiato.<br \/>\n&#8220;Non ha un amore nella sua vita?&#8221;<br \/>\nRiccardo alz\u00f2 le spalle. &#8220;Chi potrebbe capire il peso nel cuore che porto? Chi accetterebbe mai questo fardello?&#8221;<br \/>\n&#8220;Qualcuno che ne porta uno uguale, a suo modo. Siamo esseri umani, fallibili senza volerlo. Per\u00f2 impariamo dai nostri errori.&#8221;<br \/>\nRiccardo si appoggi\u00f2 allo schienale della poltrona. &#8220;Non posso nemmeno chiedere a mia madre. E&#8217; morta quand&#8217;ero piccolo per un problema cardiaco, un difetto al cuore di cui nessuno si era accorto. Era una grande lettrice, mi avrebbe sicuramente aiutato.&#8221;<br \/>\nMartin scosse la testa. &#8220;Non occorre essere un accanito lettore per sentire se una storia funziona o meno. E non credo ci sia molta differenza tra l&#8217;animo femminile e quello maschile, piuttosto tra persone che abbracciano le proprie emozioni e persone che le sopprimono. Per questo sono convinto che questa \u00e8 la sua trama e che lei scriver\u00e0 un romanzo eccellente. Mi creda.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ci prover\u00f2, di sicuro ci prover\u00f2. Quanto le devo per questo lavoro?&#8221; Soppes\u00f2 la cartellina tra le mani, cos\u00ec leggera eppure cos\u00ec preziosa.<br \/>\n&#8220;Per ora nulla. Quando pubblicher\u00e0 il romanzo, sar\u00e0 lei a tornare qui e allora ci metteremo d&#8217;accordo. Le chiedo solo un favore.&#8221;<br \/>\n&#8220;Assolutamente. Mi dica, la prego.&#8221;<br \/>\n&#8220;Nell&#8217;ultimo foglio le ho scritto i contatti di una giornalista. Scrive recensioni per la stampa nazionale. Le pregherei di darle l&#8217;esclusiva per una sua intervista. La chiamer\u00e0 lei Riccardo e le dir\u00e0 che la mando io, sar\u00f2 la sua referenza.&#8221;<br \/>\n&#8220;Pi\u00f9 che un favore, questo mi sembra un altro regalo da parte sua. Non immagina quanto sia difficile ottenere un articolo di giornale!&#8221;<br \/>\nQuando si salutarono, si strinsero le mani. Quella di Martin era forte e calda, Riccardo sent\u00ec un&#8217;energia positiva attraversargli tutto il corpo. Quell&#8217;uomo gli infondeva una straordinaria sicurezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Oh&#8230; e&#8230; oh mamma, terribile! Le ruba il testo scritto!!&#8221; url\u00f2 Raffaella seduta scompostamente sulla poltrona, dove continuava ad agitarsi mettendo a serio rischio le gambe di legno gi\u00e0 consunte del mobile.<br \/>\n&#8220;E&#8217; buonissima&#8230;&#8221; bofonchi\u00f2 Martin dall&#8217;altra parte della scrivania.<br \/>\n&#8220;Oh si, \u00e8 buonissima davvero&#8221; conferm\u00f2 la ragazzina, continuando a leggere voracemente dai fogli che aveva in mano.<br \/>\n&#8220;La torta&#8221; rise Martin, tagliandosene un&#8217;altra fetta. &#8220;Io parlo della torta!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ahahahah, ok, grazie Martin. La ricetta me l&#8217;ha passata la mamma di Veronica, a scuola. Cioccolato, pere e noci.&#8221;<br \/>\nRaffaella rimise a posto i fogli della sua trama, riflettendo su quanto aveva letto.<br \/>\n&#8220;Cio\u00e8, c&#8217;\u00e8 questa ragazza che pubblica il manoscritto della sorella morta in un incidente stradale, dicendo che \u00e8 suo. Nessuno lo sa, lei vince anche dei premi. Ma poi si presenta l&#8217;ex ragazzo della sorella e&#8230; e&#8230; oh cavolo, addirittura si innamorano? E alla fine lei gli dice tutto?&#8221;<br \/>\nSospir\u00f2 fissando la cartellina tra le mani. Se la port\u00f2 al petto e l&#8217;abbracci\u00f2 stretta, ad occhi chiusi.<br \/>\n&#8220;Caspita, \u00e8 bellissimo questo romanzo. Gi\u00e0 me lo sento. Li vedo. Immagino i dialoghi.&#8221; Riapr\u00ec gli occhi per guardare l&#8217;amico. &#8220;E&#8217; perfetta Martin! Come posso ringraziarti?&#8221;<br \/>\n&#8220;Scrivendolo. E portandomelo da leggere qui ogni tanto. Lo sai che io non uso le vostre diavolerie elettroniche.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo che lo leggerai, verr\u00f2 qui ogni settimana se ti fa piacere.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi fa sempre piacere. Per\u00f2 non portarmi un dolce alla settimana, il mio medico non ne sarebbe tanto contento.&#8221;<br \/>\n&#8220;Benissimo.&#8221; Raffaella inser\u00ec la cartellina dentro lo zaino della scuola poggiato a terra. &#8220;Per\u00f2 Martin io devo compensarti in qualche modo&#8230; ma sai che non ho soldi. Con la paghetta ci pago la ricarica del cellulare e poco altro.&#8221;<br \/>\nMartin si stava pulendo la bocca con il tovagliolo.<br \/>\n&#8220;Non preoccuparti. Mi pagherai quando davvero le storie ti frutteranno qualcosa di tangibile. Allora ti presenter\u00f2 il conto, cara mia!&#8221;<br \/>\nChiamato in causa, il telefonino di Raffaella emise un paio di suoni veloci, a raffica, e lei si precipit\u00f2 a guardare lo schermo. Un ampio sorriso le illumin\u00f2 il volto.<br \/>\nQuesto ricord\u00f2 a Martin una domanda che gli stava a cuore. &#8220;Senti, e con quel ragazzo come va?&#8221;<br \/>\n&#8220;Quale ragazzo?&#8221; La voce pi\u00f9 alta di un&#8217;ottava e il viso acceso come una stufetta tradirono l&#8217;emozione di Raffaella.<br \/>\n&#8220;Quello carino, quello che ogni tanto ti scrive e ti guarda in corridoio a scuola&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, bbbene. Si, insomma. Lui si \u00e8 accorto che avevamo un pezzo di autobus insieme e cos\u00ec tutti i giorni mi tiene il posto. Non abitiamo nemmeno tanto distanti.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ottimo.&#8221; Martin sembrava davvero compiaciuto. &#8220;Un&#8217;ultima cosa. Prossimamente, ti contatter\u00e0 una persona, far\u00e0 il mio nome e tu dovrai essere disponibile ad aiutarla. Non temere, questa persona rispetter\u00e0 il tuo anonimato, ma le risposte che le darai saranno di vitale importanza per il suo lavoro.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm, ne sei sicuro? Non corro dei rischi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si, sono sicuro. E no, nessun rischio per te. Solo cose belle. Promesso.&#8221;<br \/>\nRaffaella continuava a lanciare occhiate preoccupate al piccolo schermo tra le sue dita.<br \/>\n&#8220;E adesso vai. O hai fretta di scrivere oggi quella storia, o c&#8217;\u00e8 qualcuno che ti aspetta da qualche parte&#8230;&#8221;<br \/>\nLei salt\u00f2 dalla poltrona per spostarsi al suo fianco, lo abbracci\u00f2 stretta, gli stamp\u00f2 un bacio sulla guancia e gli disse all&#8217;orecchio &#8220;Grazie di esistere Martin!&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Simonetta apr\u00ec la cartellina che Martin le aveva appena consegnato. Il primo foglio conteneva un nome, un cognome, un indirizzo e un numero di cellulare. Strano, pens\u00f2. Il foglio successivo era invece la scheda del personaggio principale. L&#8217;ultima riga era una nota di riferimento alla persona indicata nel primo foglio. Le pagine successive riportavano invece la storia completa, capitolo per capitolo. Lesse velocemente qualche paragrafo per inquadrare l&#8217;argomento della trama.<br \/>\n&#8220;Una bambina in affido che viene trattata come un pacchetto postale tra istituti e famiglie affidatarie?&#8221; Guard\u00f2 Martin un po&#8217; sgomenta. &#8220;Ma io non so nulla di bambini. Non abbiamo fatto in tempo a&#8230; E men che meno conosco tutta la materia di adozioni e affidi!&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi rendo conto che il tema \u00e8 difficile e delicato&#8221; le rispose Martin dalla sua sedia dietro la scrivania, i gomiti poggiati sui braccioli e le mani incrociate davanti alla bocca. &#8220;Per questo sono riuscito a riservarle l&#8217;aiuto della ragazzina indicata nella scheda della protagonista. Le dar\u00e0 un mano sia con l&#8217;aspetto legale, indirizzando le sue indagini, sia per la parte emotiva.&#8221;<br \/>\n&#8220;Quindi pi\u00f9 che un romanzo-inchiesta questa \u00e8 una biografia anonima? Scriver\u00f2 la storia di questa&#8230;&#8221; e sbirci\u00f2 il nome sul foglio, &#8220;Raffaella?&#8221; Non nascose la propria delusione.<br \/>\n&#8220;No, questo sar\u00e0 un romanzo di fantasia, liberamente tratto da una storia vera. Come voleva lei. Raffaella non \u00e8 esattamente la sua protagonista, ma l&#8217;aiuter\u00e0 a delinearne la figura. Sono poi convinto che questo libro, cos\u00ec come lo scriver\u00e0 lei Simonetta, aiuter\u00e0 chi di dovere a interrogarsi su alcuni aspetti dell&#8217;adozione, degli affidi, delle famiglie assegnate, degli istituti, degli assistenti sociali, dei tribunali dei minori.&#8221;<br \/>\nSimonetta continuava a scorrere le pagine tra le mani, a rileggere la sinossi, soffermandosi nei punti chiave.<br \/>\n&#8220;Tra l&#8217;altro&#8221; aggiunse Martin &#8220;la ragazzina scrive gi\u00e0, pur essendo cos\u00ec giovanissima. Vi troverete bene a lavorare insieme. In un certo senso, parlate la stessa lingua.&#8221;<br \/>\n&#8220;Davvero? Beh, questo potrebbe essere interessante.&#8221; Simonetta sospir\u00f2 guardando fuori da una delle finestre che mostravano il giardino interno. &#8220;In effetti, avrei tanto voluto una figlia femmina&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Come sta andando a casa?&#8221; le chiese Martin.<br \/>\n&#8220;Oh, meglio. Almeno credo. Lucio si fa vedere di meno, e quando mi compare davanti, \u00e8 solo per dirmi che sto facendo la cosa giusta. Con questo progetto del romanzo.&#8221; Simonetta arross\u00ec un poco, era l&#8217;unica persona con sui poteva essere schietta su questo tema.<br \/>\nPoi ricord\u00f2 il lato pratico della faccenda. &#8220;Non ci siamo accordati sul prezzo. Come la posso pagare?&#8221;<br \/>\n&#8220;Questo lavoro \u00e8 gi\u00e0 stato pagato in un certo senso, dal momento che lei non ha utilizzato la trama che le avevo preparato in precedenza. Lei scriva questa storia e siamo gi\u00e0 a posto cos\u00ec.&#8221;<br \/>\nSimonetta annu\u00ec, magari avrebbe provveduto ad un&#8217;altra offerta libera quando fosse stato il momento.<br \/>\n&#8220;Le chiedo solo una cortesia, per un amico&#8221; aggiunse Martin. &#8220;Un&#8217;intervista per il suo nuovo libro, quando uscir\u00e0 tra qualche mese.&#8221;<br \/>\n&#8220;Di solito non faccio favoritismi, anche perch\u00e9 deve proprio piacermi quello che consiglio sul giornale.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh sono sicuro che sar\u00e0 un bel romanzo, la trama l&#8217;ho scritta io&#8221; rispose Martin senza celare un largo sorriso di soddisfazione.<br \/>\nSimonetta si lasci\u00f2 scappare una risata, dopo un tempo che le era sembrato infinito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa settimana aveva fatto un buon lavoro, pens\u00f2 Martin mentre abbassava la saracinesca con gran fragore.<br \/>\nIo non so scrivere, ma riesco a vedere bene nel cuore delle persone. Ci leggo le storie, proprio l\u00ec, respiro dopo respiro.<br \/>\nLoro sanno scrivere, hanno una buona penna come direbbe qualcuno, ma sono ciechi di fronte alla vita, la storia madre di tutte.<br \/>\nAncora non vedono ad esempio che presto saranno addirittura una famiglia, loro tre. E&#8217; un romanzo gi\u00e0 scritto e la trama \u00e8 bellissima. Sorrise soddisfatto del proprio lavoro.<br \/>\nNascose poi come sempre la chiave sotto la mattonella sconnessa dello scalino all&#8217;entrata.<br \/>\nNiente di quel mondo in fondo gli apparteneva, nemmeno quel negozio.<br \/>\nCammin\u00f2 per un breve tratto lungo la via. Poi il suo spirito si disperse nella notte, nelle pieghe del vento che annunciava pioggia.<br \/>\nSarebbe tornato luned\u00ec, all&#8217;orario di apertura, puntuale per nuove trame da sistemare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(C) 2020 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<\/em><br \/>\n<em>Questo \u00e8 un racconto scritto con la speranza, ma le cui fondamenta poggiano sul dolore. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che ci sentiamo tutti in questo momento.<\/em><br \/>\n<em>Abbiamo proprio bisogno di Martin, che metta in ordine le nostre trame&#8230;<\/em><br \/>\n<em>La colonna sonora di questa storia \u00e8 &#8220;Young Folks&#8221; di Peter Bjorn and Johnm dal loro album &#8220;Writers Block&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Non so dire se mi ha colpito prima la canzone (si, perch\u00e9 lo Shazammata) o la copertina dell&#8217;album \ud83d\ude09<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Young Folks\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Dpv5G0747V4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riccardo non capiva bene che ci faceva l\u00ec, davanti a quella vetrina impolverata e buia, solo un cartello scolorito affisso con il nastro adesivo: &#8220;Venditore di trame. 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