{"id":19769,"date":"2020-02-14T06:00:29","date_gmt":"2020-02-14T05:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=19769"},"modified":"2023-12-17T15:21:50","modified_gmt":"2023-12-17T14:21:50","slug":"avere-un-gatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/avere-un-gatto\/","title":{"rendered":"A che ti serve un uomo <br> se puoi avere un gatto?"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Si mamma&#8230; no, non ancora&#8230; certo mamma&#8230;&#8221;<br \/>\nNon ce la faccio ad ascoltarla di prima mattina, \u00e8 gi\u00e0 tanto se riesco a camminare sul marciapiede senza andare a sbattere contro i platani o inzupparmi tutte le scarpe, un paio di blasonate sneaker, in una pozzanghera di questo umido febbraio. La voce di mia madre \u00e8 un turbinio monocorde, una filastrocca di parole che si tamponano l&#8217;un l&#8217;altra, con qualche acuto in mezzo che dovrebbe riportarmi alla realt\u00e0. Ma anzich\u00e9 destarmi, la sua tiritera \u00e8 pi\u00f9 che mai soporifera. Il mio neurone si rifiuta di ascoltarla, tanto saranno sempre le solite cose: cosa ha fatto quell&#8217;amica sua, cos&#8217;\u00e8 successo ad uno dei vicini, l&#8217;ultimo scandalo del quartiere, chi si \u00e8 fidanzata, e tu no, chi si \u00e8 sposata, e tu no, chi ha avuto un pargolo, e tu no. Una delle poche donne divorziate che ancora crede nel matrimonio, quello dell&#8217;unica figlia, come riscatto del proprio andato a rotoli.<br \/>\nSbadiglio a bocca aperta, e poi mi guardo in giro per non essere stata beccata in quel gesto sconveniente. La stradina tra il parcheggio e la piazza centrale \u00e8 ancora deserta.<br \/>\nSvolto l&#8217;angolo e all&#8217;improvviso sono nel cuore del traffico.<br \/>\nTutte ligie formichine che vanno al lavoro. Una volta anch&#8217;io m&#8217;imbottigliavo felice in quella lunga scia di radiogiornali e clacson, con indosso l&#8217;ultimo modello di francesine con tacco Gucci. Prima che nonna mi lasciasse da sola senza salutarmi, prima che io decidessi di mollare tutto e salvare la sua merceria. Prima di scoprire che Paolo s\u00ec, usciva con me, ci rotolavamo ogni tanto tra le lenzuola con somma soddisfazione, ma insomma, non vorrai mica che io molli Parigi per&#8230; per&#8230; dove hai detto che vai? Paolo amava di pi\u00f9 il suo lavoro. E il colmo \u00e8 che in quell&#8217;agenzia pubblicitaria l&#8217;avevo fatto assumere io. Che ingrato.<br \/>\n&#8220;E alla fine ho detto che lo chiamavi tu, il signor Gastolfo&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Ok, va bene&#8230;&#8221;<br \/>\nA una decina di metri dal bar dove faccio colazione tutte le mattine, un bel ragazzo in pantaloni scuri e cappotto grigio che giunge dall&#8217;altra direzione mi rivolge un enorme sorriso. Sbatto gli occhi incredula e affondo il collo nella sciarpa dall&#8217;emozione. Biondi capelli fluenti entra proprio nella mia caffetteria e il mio cuore ruzzola per l&#8217;avvenimento. Magari sto ancora sognando, per\u00f2.<br \/>\n&#8220;Mi raccomando Lucy, che altrimenti resti senza bottoni di madreperla!&#8221; tuona mia madre.<br \/>\n&#8220;&#8230;senza bottoni?&#8221; ripeto stordita. &#8220;Scusa, in che senso?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non lo so come funziona, sono cose che seguiva tua nonna. Lo devi chiamare prima che chiuda l&#8217;ordine dalla Cina.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mamma, gli hai detto che sono io la proprietaria del negozio adesso? Perch\u00e9 si ostina a contattare te, accidenti?!&#8221;<br \/>\n&#8220;Non lo so cara. Non ti conosce ancora, sei cos\u00ec giovane&#8230;&#8221;<br \/>\nSbuffo, perch\u00e9 sempre di uomini si tratta, qualsiasi sia la mia difficolt\u00e0 loro ci sono in mezzo.<br \/>\n&#8220;Appena ho aperto la cassa stamattina, lo chiamo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ok bene. Allora ti aspetto stasera. Non fare tardi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Come mi aspetti stasera?&#8221; Mi blocco davanti alla vetrata del bar. Al suo interno, biondi capelli fluenti sta attendendo il suo turno per ordinare. La sua lucida scarpa destra batte il ritmo sconnesso di chiss\u00e0 quale canzone. Ogni tanto si gira alla ricerca di qualcosa. O qualcuno?<br \/>\n&#8220;Si cara, non mi hai ascoltato prima? Ti dicevo che \u00e8 arrivata quella sorpresa che non sono riuscita a farti avere per Natale. Ricordi? Alla fine avevo ripiegato su un altro regalo, ma questo \u00e8 quello giusto. E non potevo farmelo scappare. Ce l&#8217;ho qui a casa da tre giorni, ma devi assolutamente venire a prenderlo.&#8221;<br \/>\nUhm, la cosa mi incute un certo timore. Potrebbe essere tutto e pure niente. Le sorprese di mia madre vanno dall&#8217;appuntamento al buio in casa sua, dove lei poi sparisce con una scusa poco credibile, come la partita di canasta dimenticata, all&#8217;ultimo modello di cuscino per la cervicale che ogni zitella dovrebbe avere in dote.<br \/>\n&#8220;Va bene mamma, per\u00f2 non potr\u00f2 restare a cena, ho un altro impegno.&#8221;<br \/>\n&#8220;Un appuntamento? Oh gioia mia!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ehm no, mamma, mi vedo con&#8230; Alessandra, ecco.&#8221; Tanto Alessandra lo sa che la uso sempre come scusa, se interrogata risponder\u00e0 confermando qualsiasi mia versione.<br \/>\nLa saluto velocemente ed entro al bar per il mio cappuccino. Biondi capelli fluenti si \u00e8 spostato lungo il bancone e aspetta di essere servito dal cameriere alla macchina del caff\u00e8. A mia volta mi metto in fila per l&#8217;ordinazione, ma Giuseppe mi vede e mi serve subito. &#8220;Lucy, eccoti qua. Il solito?&#8221;<br \/>\nArrossisco fino alle doppie punte dei miei capelli. &#8220;Si, grazie.&#8221;<br \/>\nBiondi capelli fluenti mi rivolge uno sguardo abbacinato. Afferra la sua tazzina e fa per spostarsi, si dirige proprio verso di me. Oddio. Non sono nemmeno nelle condizioni migliori.<br \/>\nA pochi centimetri, lo sento mormorare un &#8220;Mi scusi&#8221; per lasciarlo passare. Saluta un altro giovane uomo seduto ad un tavolino. Si accomoda. Lo vedo accarezzargli la mano, gli occhi languidi.<br \/>\nEcco qua. Quelli che mi piacciono non mi degnano di un&#8217;occhiata, e quelli che mi guardano non mi piacciono. Un classico no? Ho anche provato a farmeli piacere, mai poi si \u00e8 rivelata una pessima idea, Paolo compreso.<br \/>\nUn uomo normale, che tenga a te almeno la met\u00e0 di quanto si preoccupa del derby in televisione o del numero dei cavalli della sua auto, \u00e8 diventato una perla rara, nonostante la globalizzazione e le nuove opportunit\u00e0 nei mercati esteri.<br \/>\nNemmeno internet ti aiuta pi\u00f9. Come ci sono le fake news, ci sono pure i fake man.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando arrivo al negozio, la mia vicina Francesca ha gi\u00e0 aperto la sua cartoleria. La vedo indaffarata alla fotocopiatrice, mentre un gruppetto di ragazzini, pi\u00f9 mattinieri del solito, consultano frenetici i loro libri di testo. Ci deve essere compito in classe stamattina. Lei mi fa un cenno veloce con la mano, che ricambio al volo.<br \/>\nGiro la chiave ed alzo la serranda elettrica della merceria. Apro la porta, accendo le luci ed entro nel mio mondo fuori dal tempo: spolette di tutti i colori dell&#8217;arcobaleno, passamanerie finemente lavorate, bottoni di ogni foggia, nastri di raso dalle sfumature delicate, gomitoli in ogni grado di morbidezza. E poi l&#8217;oggettistica, dai piccoli telai per il ricamo alle organizzatissime cassettiere di legno dove custodire i propri tesori lavorati a mano. Adoro questo luogo, sento il respiro di mia nonna in ogni angolo. Qualche volta mi pare di udire la sua voce gioiosa che mi chiama dal retrobottega. &#8220;Vieni Lucy, che ci sono i biscotti alla cannella!&#8221;<br \/>\nE quanto mi piacerebbe condividere tutto questo con mia figlia un giorno, se mai ne avessi una.<br \/>\nAvvio il computer portatile e attivo il registratore di cassa, anche se le mie poche clienti giungono di solito in tarda mattinata, qualcuna anche nel pomeriggio, accompagnano i bambini ad acquistare un quaderno nuovo qui a fianco e poi entrano da me per una cerniera da sostituire. Conosco una sarta molto brava e cos\u00ec posso fornire qualche veloce servizio di cucito.<br \/>\nSto cercando in tutti i modi di risollevare le sorti di questa attivit\u00e0.<br \/>\nNonna Licia se n&#8217;\u00e8 andata con un colpo di tosse all&#8217;inizio della primavera scorsa, senza alcun preavviso. Era proprio qui, che stava servendo una signora di ago e filo per il punto croce. Non l&#8217;ho nemmeno potuta salutare.<br \/>\nMia madre non ha voluto saperne della merceria, lei ha sempre detestato questo ambiente, si \u00e8 sposata presto per andarsene di casa ed ha sempre vissuto alle spalle di mio padre, anche ora che sono divorziati. Ma io ci sono cresciuta qui dentro, tutti i miei pomeriggi li passavo insieme con nonna, avevo una seggiola un po&#8217; pi\u00f9 alta delle altre per arrivare al bancone, dove mi mettevo a fare i compiti. Qualche volta seguivo le clienti, solo perch\u00e9 me lo chiedevano loro per farmi divertire.<br \/>\nNon ho avuto cuore di chiudere per sempre con i ricordi, anche se l&#8217;attivit\u00e0 era in perdita. Negli anni la nostra societ\u00e0 \u00e8 cambiata e quello che un tempo era una necessit\u00e0 per l&#8217;abbigliamento comune, oggi \u00e8 diventato un passatempo, per certi versi anche costoso rispetto alle produzioni industriali. Nonna Licia non \u00e8 stata in grado di rimanere al passo e io sto cercando di salvare una situazione disperata.<br \/>\nMentre pulisco il pavimento dalla polvere osservo fuori dalla grande vetrata: la piazza inizia a popolarsi di mamme che accompagnano i pargoli a scuola e di anziani a passeggio nell&#8217;aria mattutina. Tutto un altro panorama rispetto al mio vecchio ufficio sopra le Champs-\u00c9lys\u00e9es.<br \/>\nMi guardo intorno, ricordando il lusso della mia scrivania francese. Anche qui non \u00e8 poi cos\u00ec male.<br \/>\nHo riverniciato le pareti in diverse tonalit\u00e0 e rinfrescato l&#8217;arredamento con qualche pezzo moderno e colorato di Ikea. Ho eliminato le vecchie tende che rimpicciolivano l&#8217;ambiente e messo un paio di sedie accoglienti con cuscini sgargianti. Ho cambiato anche le luci con delle nuove lampade moderne in carta di riso dipinta.<br \/>\nA nonna Licia la nuova disposizione piacerebbe, ne sono certa. Non l&#8217;ho mai vista indossare qualcosa di scuro, diceva che per affrontare la vita ci vuole tutta la tavolozza. Ma era il giallo il suo colore preferito.<br \/>\nMi sono data un anno per rimettere in sesto i conti del negozio, ma mancano solo due mesi alla scadenza, ho coperto tutti i debiti, ma non sto nemmeno guadagnando nulla. In quest&#8217;ultimo anno ho vissuto dei miei risparmi e questo non pu\u00f2 continuare ovviamente. Ci vuole un&#8217;idea, e in fretta.<br \/>\nHo provato ad organizzare un corso di knitting, come chiamano adesso il lavoro a maglia, e uno di uncinetto, con due signore bravissime che si sono sempre rifornite qui. Ma non riesco a raccogliere iscrizioni.<br \/>\nVerso le dieci, compare Francesca con un sacchettino che profuma di brioche calde.<br \/>\n&#8220;Buongiorno Lucy, qualche novit\u00e0?&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm&#8230;nessuna. Non si muove nulla. Il negozio \u00e8 vuoto. Alla casella email arriva solo spam. La pagina Facebook langue. Ho provato anche a farmi aiutare da qualche mio vecchio contatto dell&#8217;agenzia, ma mi hanno detto, quelli che hanno avuto la cortesia di rispondere, che non c&#8217;\u00e8 attrattiva. L&#8217;ultimo giusto mezz&#8217;ora fa. Avevo chiesto ad un designer di riprogettate il brand, creando un logo accattivante. Ha rilevato che il negozio manca di unicit\u00e0, non c&#8217;\u00e8 un elemento distintivo su cui lavorare.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi spiace tanto. Prova con qualcun&#8217;altro. Ho un amico che si occupa di pubblicit\u00e0 in radio&#8230;&#8221;<br \/>\nScuoto la testa. &#8220;Hanno ragione, sai? Manca qualcosa, ma non so neppure io cosa.&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo sai che puoi contare su di me. Potrei pure ingrandire la cartoleria comprando il tuo locale, vendere anche libri di narrativa e assumerti per darmi una mano, avrei pi\u00f9 giro e tu mi saresti d&#8217;aiuto.&#8221;<br \/>\n&#8220;Si, lo so&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma non \u00e8 per questo che sei tornata in Italia, giusto?&#8221; Mi abbraccia teneramente. &#8220;Dai, nel primo pomeriggio ti aiuto a sistemare la vetrina. Mettiamo un po&#8217; di rosso, che arriva San Valentino!&#8221;<br \/>\nSorrido con riconoscenza, ma dentro di me vorrei morire.<br \/>\nPu\u00f2 esserci qualcosa di peggio di San Valentino alle porte quando la vita ti sta andando a rotoli, pure in triste solitudine?!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Ecco tesoro, questo \u00e8 il tuo regalo!&#8221;<br \/>\nIl visibilio e l&#8217;eccitazione di mia madre aumentano il mio panico. Certo \u00e8 sempre gaudente, ma questa volta \u00e8 eccessiva. Deve avermela combinata proprio grossa. Entro ispezionando la stanza in ogni centimetro intorno, pronta ad ogni evenienza.<br \/>\nIn salotto per\u00f2 c&#8217;\u00e8 solo una scatola rossa, con fiocco coordinato, poggiata sul tavolino da t\u00e8. Sembra innocua. Mi siedo sulla poltrona l\u00ec accanto e l&#8217;osservo bene: ha dei piccoli fori per ogni lato.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 il pacco \u00e8 bucato?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ha bisogno di aria per conservarsi, diciamo.&#8221; Il suo ghigno mi ricorda troppo l&#8217;espressione diabolica del Grinch. &#8220;Su, aprilo!&#8221;<br \/>\nSfioro appena con un dito uno dei fori, qualcosa all&#8217;interno si muove e sposta la scatola. &#8220;Oddio, ma che cos&#8217;\u00e8?!&#8221; Salto sulla seduta spaventata, spostando addirittura la poltrona.<br \/>\n&#8220;Sei proprio una sciocchina! Gi\u00e0 \u00e8 impaurito di suo, poverino.&#8221; Mia madre solleva il coperchio e una minuscola testolina pelosa, con striature rossicce e nere, sbuca a guardarmi dal bordo. Sento un debole &#8220;mee&#8221;, \u00e8 troppo piccolo per un &#8220;miao&#8221; completo.<br \/>\nRimango ammutolita per qualche istante, prima di focalizzare l&#8217;accaduto. E&#8217; bellissimo, ma&#8230;<br \/>\n&#8220;Un gatto? Mi hai regalato un gatto? Sei impazzita?&#8221; La voce mi muore in gola, a sottolineare la tragedia.<br \/>\n&#8220;Sei sempre cos\u00ec depressa&#8230; Hai bisogno di compagnia, qualcuno che ti distragga.&#8221;<br \/>\n&#8220;Si certo, mi devo trovare un uomo, ho capito&#8230;&#8221; Tanto sempre l\u00ec torniamo, a parlare di uomini che non ci sono.<br \/>\n&#8220;Ma tesoro, a che serve un uomo se puoi avere un gatto?&#8221;<br \/>\nNel frattempo il micetto \u00e8 riuscito ad uscire dalla scatola ribaltandola su un fianco. Ha attraversato tutto il piano del tavolino e si \u00e8 fermato giusto davanti a me. Mi scruta incuriosito, indeciso se considerarmi amica o soggetto ostile.<br \/>\n&#8220;Cara, a parte che l&#8217;ho preso per te&#8230; Io qui ho il mio Sansone, e lo sai quanto \u00e8 gelosissimo il mio cucciolo! Questi tre giorni sono stati un inferno! Ma l&#8217;ho fatto per te!&#8221;<br \/>\nCerto definire Sansone un cucciolo \u00e8 alquanto azzardato, quel gatto pesa quattordici chili. Quando \u00e8 a dieta.<br \/>\nPassa tutto il suo tempo acciondolato sul divano ed \u00e8 talmente immobile che gli estranei lo scambiano per un cuscino curiosamente peloso, rischiando di appoggiarci la schiena e ottenere come risposta un profondo brontolio stizzito. Che li fa tutti scattare in piedi terrorizzati.<br \/>\nPorto un dito vicino al naso del nuovo arrivato. &#8220;E come si chiama lui?&#8221;<br \/>\n&#8220;Romeo&#8221; risponde mia madre, arrotolando orgogliosa la erre.<br \/>\n&#8220;Mi prendi in giro?&#8221; Nel frattempo il gattino ha annusato il mio dito e l&#8217;ha leccato un pochino, per capire di che gusto sono.<br \/>\n&#8220;No, l&#8217;hanno chiamato cos\u00ec perch\u00e9 si fa toccare e coccolare solo dalle donne, mentre con i maschi sbuffa e graffia.&#8221;<br \/>\n&#8220;Un vero Romeo, insomma&#8221; concludo con un sorriso. Intanto il mio amato ha deciso che il dito gli piace, ci si \u00e8 aggrappato per bene e sta tentando di scalare la mia mano, forse pure il mio braccio.<br \/>\n&#8220;Ti regalo anche il trasportino morbido di Sansone, oramai lui non ci entra pi\u00f9. Ma tu potrai portare Romeo con te in negozio. Le sponde della borsa si arrotolano e diventa una piccola cuccia.&#8221;<br \/>\nAlla fine tolgo il micetto dal mio gomito, dove lo vedo in pericolo di caduta, e me lo appoggio in grembo. Un delicato ronzio attesta che le mie coccole sulle sua testolina sono ben gradite.<br \/>\n&#8220;Sai, l&#8217;hanno salvato dal camion della spazzatura. Qualcuno l&#8217;aveva gettato via.&#8221;<br \/>\nA quelle parole il mio cuore si scioglie. Abbiamo qualcosa in comune, io e il pelosetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel tornare a casa in auto mi aspettavo un tragitto orribile, con un gatto terrorizzato dal rumore del motore e dal movimento del veicolo. Ricordavo i miagolii strazianti di Sansone quando veniva portato dal veterinario per i vaccini.<br \/>\nInvece Romeo se ne \u00e8 stato quieto nel suo trasportino, nemmeno un fiato. O questo micino \u00e8 pi\u00f9 intelligente, e mi piace, oppure \u00e8 un gattino giramondo, e mi piace ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 io adoro viaggiare.<br \/>\nArrivati al mio appartamento, lo faccio uscire perch\u00e9 prenda confidenza con l&#8217;ambiente. I suoi primi passi sono incerti, poi quando annusa l&#8217;assenza di pericolo comincia a zampettare curioso per ogni angolo. Intanto riordino le sue cose, mia madre ha preparato il corredo al completo: scatolette e croccantini per un due settimane, ciotole e giochini vari, un tiragraffi a tre piani da montare, penso quando sar\u00e0 pi\u00f9 grandicello, una lettiera con tutti i ricambi, una cuccia pi\u00f9 grande per casa. Questa la posiziono a fianco del mio letto, cos\u00ec dormiremo vicini.<br \/>\nSistemato tutto, mi preparo per andare a dormire. Romeo mi segue ad ogni passo e vigila sul mio pigiama, sulla mia toilette, sul mio strucco, sul mio dentifricio. Non si perde un secondo dello spettacolo.<br \/>\nSe Natale \u00e8 gi\u00e0 difficile per una single, il periodo successivo \u00e8 una tragedia. San valentino incombe e devo ammettere che il mio umore \u00e8 pi\u00f9 rasoterra che mai. Magari questo gattino sar\u00e0 davvero la distrazione giusta. Potrei anche sopportare di dare ragione a mia madre, per una volta.<br \/>\n&#8220;Buonanotte Romeo&#8221; lo saluto prima di spegnere la luce del comodino.<br \/>\nDopo poco per\u00f2 sento qualcosa muoversi laggi\u00f9, un fruscio di tappeto, la coperta che tira da un lato, uno starnuto, altro tappeto che si muove, qualcosa che gratta sulla cassettiera, e alla fine un &#8220;meee&#8221; prolungato di richiamo. Riaccendo la luce.<br \/>\n&#8220;Cosa c&#8217;\u00e8?&#8221; gli chiedo guardandolo. Mi punta due occhi tristi e aspetta seduto composto sullo scendiletto. Allungo la mano e lui ci salta dentro.<br \/>\nIn fondo lo capisco: qui c&#8217;\u00e8 un letto enorme e vuoto, perch\u00e9 mai dovrebbe dormire da solo per terra?!<br \/>\nLo poggio sul cuscino. &#8220;Stai qui. Non andare sotto le coperte altrimenti ho paura di schiacciarti nel sonno, capito?&#8221;<br \/>\nLa risposta \u00e8 un ronzio soffuso. Spengo nuovamente la luce.<br \/>\nIl giorno successivo mi sveglio con la zampina di Romeo che batte sul mio naso, ripetutamente. Il maschietto ha una fame terribile.<br \/>\nFacciamo colazione insieme in cucina, Romeo pi\u00f9 interessato al mio latte e cereali che ai suoi croccantini &#8220;speciale crescita&#8221;. Alla fine gli allungo una ciotolina di latte tiepido e quando l&#8217;ha terminata non smette di leccarsi il musetto dalla gioia.<br \/>\nGiunti alla merceria, appena lo lascio libero dal trasportino corre come un assatanato per tutto il negozio, annusando ogni cosa. Come un giocattolo a molla esaurita la carica, ritorna da me e si struscia sui miei piedi. Lo sollevo e lo rimetto nella cuccia poggiata vicino al computer.<br \/>\n&#8220;Che cosa hai portato?&#8221; mi chiede Francesca tutta entusiasta entrando dalla porta a met\u00e0 mattina. &#8220;Ti ho visto con una borsa strana prima&#8230;&#8221;<br \/>\nPoi si accorge del batuffolo peloso che la osserva intrigato dal bancone.<br \/>\n&#8220;Ommmioddddio! E chi \u00e8 questo amorrrrrrrre!&#8221;<br \/>\nNon faccio in tempo a presentarlo che si stanno gi\u00e0 coccolando a vicenda, non so chi dei due faccia le fusa pi\u00f9 rumorose.<br \/>\nNel pomeriggio, mentre sto riordinando sullo scaffale i gomitoli di lana appena arrivati, dietro di me Romeo si infila quatto quatto nello scatolone e senza che me ne accorga, lo ritrovo aggrovigliato e miagolante. E&#8217; talmente buffo che decido di fotografarlo, mentre lui continua a brontolare stizzito.<br \/>\nE poi mi viene un&#8217;idea: prendo l&#8217;immagine pi\u00f9 bella, la miglioro con i filtri del cellulare e la carico sulla pagina Facebook della merceria.<br \/>\n&#8220;Qui da noi c&#8217;\u00e8 un gomitolo per ogni gatto. Passate a trovarci! Romeo vi aspetta!&#8221;<br \/>\nNon servir\u00e0 a nulla ormai, ma la foto \u00e8 troppo carina. Almeno chiuder\u00f2 in bellezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mio telefonino \u00e8 impazzito. L&#8217;ho appena acceso e non smette di trillare notifiche, sembra indemoniato.<br \/>\nMentre faccio colazione insieme a Romeo, che ha rifiutato categoricamente le crocchette &#8220;speciale crescita&#8221; a favore dei miei banalissimi latte e cereali, sblocco il display per capire cosa succede.<br \/>\n1728 notifiche. 5926 mi piace. 3275 condivisioni. Pure su Twitter, Instagram e Pinterest. Anche la casella di posta lampeggia piena zeppa di mail. Certamente un errore, devo aver beccato qualche virus, accidenti.<br \/>\nCi vestiamo per uscire, o meglio io mi vesto e lui inclina la testa a destra e a sinistra per valutare il mio outfit. Quando arrivo alla porta, si infila addirittura da solo dentro il suo trasportino.<br \/>\nIn auto cantiamo per tutto il tragitto, per lo meno lui ci prova: miagola acuti ascoltando la radio, gli piace proprio Rovazzi.<br \/>\nGiunti sotto i portici del negozio, troviamo un capannello di gente in attesa proprio di fronte alla merceria. Mamme, nonne con i bambini, pure qualche ragazzina delle medie, che sembrano aspettare proprio noi. In mezzo a tutti c&#8217;\u00e8 anche Francesca e appena mi vede all&#8217;inizio della via urla un &#8220;Eccolo, \u00e8 arrivato Romeo!&#8221;<br \/>\nOssantiddio! Vuoi vedere che quell&#8217;ultimo post ha davvero funzionato?!<br \/>\nQuel giorno e in quelli successivi tutti passano a salutare il micio che spopola sui social, la merceria fa il pienone di vendite, tanto da cambiare il rotolino di carta del registratore addirittura due volte in una sola apertura, molti nuovi clienti mi ringraziano perch\u00e9 raramente frequentavano questa zona della citt\u00e0, alcuni mi lasciano qualche idea per migliorare il locale e la visibilit\u00e0 dall&#8217;esterno. Prendo nota di tutto, anche delle iscrizioni ai nuovi tre corsi di ricamo che partiranno il prossimo mese. Sold out!<br \/>\nRomeo dal canto suo non lesina miagolii e fusa a nessuno, godendosi tutte le attenzioni. La star del momento, sospetto che se ne approfitti pure, gatto furbetto.<br \/>\nGiunge cos\u00ec anche il temuto giorno di San Valentino.<br \/>\nLa pagina Facebook \u00e8 inondata di auguri gi\u00e0 dalle prime luci, la cassetta postale del negozio \u00e8 gonfia di bigliettini e per tutta la giornata tutti entrano in negozio per lasciare un regalo rosso fuoco a Romeo, dalle sciarpette in lana, la stessa lana che ho venduto io, alle scatole di croccantini decorate di cuoricini. Il micio \u00e8 pi\u00f9 corteggiato di me!<br \/>\nDopo pranzo per\u00f2, quando siamo chiusi per la pausa, all&#8217;improvviso vomita nel pavimento del retrobottega. Pulisco in fretta e gli verso dell&#8217;acqua fresca nella ciotolina. Mi sembra un po&#8217; stanco. Forse troppo coccole per un micino cos\u00ec piccolo.<br \/>\nIl pomeriggio c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra ondata di festeggiamenti. Romeo partecipa di meno alle lusinghe, lo vedo spesso ritrarsi verso la cuccia, nascondersi sotto la copertina che gli ho messo per tenerlo al caldo.<br \/>\nQuando lo prendo per rincasare, sembra dormire ma di un sonno tormentato, non respira ma ansima.<br \/>\nDurante il viaggio di ritorno in auto, lo tengo d&#8217;occhio sul sedile del passeggero, tra un semaforo e l&#8217;altro, ma non batte ciglio.<br \/>\nRientrati al mio appartamento, lo sento rantolare e vomita di nuovo in cucina. C&#8217;\u00e8 davvero qualcosa che non va.<br \/>\n&#8220;Gli hai misurato la febbre, tesoro?&#8221; mi chiede mia madre al telefono.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9? I gatti hanno la febbre?!&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo che si. Se stanno male, hanno la febbre come noi umani.&#8221;<br \/>\n&#8220;E come si misura la temperatura ad un gatto?&#8221; chiedo smarrita. Un gatto non ha le ascelle e se gli metto il termometro in bocca lo distrugger\u00e0 in pochi secondi, soffocando con i pezzi di plastica.<br \/>\n&#8220;Glielo infili nel posteriore, cara.&#8221;<br \/>\n&#8220;Io &#8230;cooooosa? Nonononnnono! Non gli posso fare questo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Sciocchina, lo si fa anche con i bambini. Delicatamente, facendo attenzione.&#8221;<br \/>\n&#8220;Per i bambini c&#8217;\u00e8 il termometro da orecchie, lo so bene. No, non posso fargli questo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Portalo dal veterinario allora. Ti ho messo il suo biglietto tra i documenti di adozione.&#8221;<br \/>\n&#8220;E secondo te il veterinario aspetta giusto me la sera di San Valentino?&#8221;<br \/>\n&#8220;Chi lo sa&#8230; &#8221; Scorgo una risata repressa nella sua voce. &#8220;Comunque c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno per le emergenze, il centro veterinario non chiude mai.&#8221;<br \/>\nOttimo. Peggio di San Valentino chiusa in casa da sola, c&#8217;\u00e8 San Valentino di corsa dal veterinario con un gatto moribondo. Che angoscia!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La strade della citt\u00e0 sono deserte, saranno tutti rintanati nei ristoranti, o nelle camere da letto, a festeggiare. Io invece guido come una pazza per raggiungere la clinica il prima possibile. Quando arrivo al parcheggio inizio a singhiozzare. Romeo \u00e8 inerte e caldissimo, ora lo sento anch&#8217;io, tra le mie mani. Quando suono il campanello del veterinario non vedo nemmeno chi mi apre, la vista annebbiata dalle lacrime. Riesco solo a dire &#8220;Sta morendo&#8230;&#8221;<br \/>\nUna voce maschile mi tranquillizza subito. &#8220;Non muore nessuno questa sera, soprattutto i miei pazienti. Entrate.&#8221;<br \/>\nL&#8217;uomo afferra il trasportino e lo poggia sul lettino dell&#8217;ambulatorio.<br \/>\n&#8220;Allora, chi abbiamo qui? Ma guarda un po&#8217; &#8230;Romeo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo conosce?&#8221; Credevo che mamma avesse preso il micio dal gattile, in effetti non ho pi\u00f9 guardato i documenti.<br \/>\n&#8220;Si, l&#8217;ho salvato io dai rifiuti e l&#8217;ho portato subito qui. L&#8217;ho chiamato Romeo perch\u00e9 andava d&#8217;accordo con la mia Juliette, di solito cos\u00ec schiva con tutti gli estranei, felini compresi.&#8221;<br \/>\nIl veterinario si guarda intorno. &#8220;Juliette? Dove sei? Vieni qui, c&#8217;\u00e8 il tuo amichetto.&#8221;<br \/>\nDa sotto uno scaffale spunta fuori una gattina bianca, con le zampette nere, leggermente pi\u00f9 grande del mio Romeo, ma davvero di poco. Si arrampica per i cassetti, cammina per tutto il bancone e con un salto giunge sul lettino, a fianco dell&#8217;altro micino. Lo annusa, lo riconosce e lo saluta con un miagolio prolungato. Romeo stringe appena gli occhi.<br \/>\n&#8220;Misurata la temperatura?&#8221; mi chiede il veterinario, finch\u00e9 rigira il gattino da una parte all&#8217;altra.<br \/>\nIl mio viso s&#8217;incendia come un camino. &#8220;Ehm&#8230; no&#8230;&#8221;<br \/>\nLo sento ridacchiare. &#8220;Mai avuto gatti?&#8221;<br \/>\n&#8220;No. Cio\u00e8 si. Ma erano tutti gatti adulti. Si arrangiavano ecco.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sono sempre i cuccioli ad avere pi\u00f9 problemi. Probabilmente gli stanno crescendo i denti.&#8221;<br \/>\n&#8220;I denti? E questi cosa sono allora?&#8221; Gli mostro la mano piena di strisce e forellini rossastri lasciati da Romeo durante i suoi giochi sfrenati.<br \/>\n&#8220;Aspetta di vedere cosa far\u00e0 con quelli nuovi!&#8221;<br \/>\nGli infila un dito in bocca e controlla la mandibola. &#8220;Si, sono proprio i denti, le gengive sono gonfie. Forse ha un&#8217;infezione in corso. Gli diamo un po&#8217; di antibiotico per sicurezza e l&#8217;antipiretico per la febbre.&#8221;<br \/>\nPrende una boccetta dall&#8217;armadietto e ne versa alcune gocce sulla lingua del micio. Afferra poi una siringa gi\u00e0 pronta su un vassoio e gli pratica un&#8217;iniezione veloce dietro il collo. Tutto sotto la guida attenta della gattina. Romeo non fa nessun verso, la febbre l&#8217;ha tramortito.<br \/>\n&#8220;Un po&#8217; mi \u00e8 dispiaciuto separarli, Romeo e Juliette. Ma \u00e8 arrivata una signora e lo voleva assolutamente, sembrava questione di vita o di morte, per una figlia depressa diceva. Ma non puoi essere tu, giusto?&#8221;<br \/>\n&#8220;Eh&#8230;le madri, sempre esagerate&#8221; rispondo imbarazzata.<br \/>\nIl veterinario controlla ancora la bocca di Romeo e poi getta i guanti nella spazzatura.<br \/>\n&#8220;Bene, adesso possiamo solo aspettare. Io rimarr\u00f2 qui tutta la notte, ma tu puoi tornare a festeggiare San Valentino. Ci sar\u00e0 qualcuno che ti aspetta.&#8221;<br \/>\nNego con la testa e alla fine mi abbandono alla disperazione a lungo soffocata.<br \/>\n&#8220;Mi ha lasciato, per il suo lavoro&#8230;&#8221;<br \/>\nMi porge un fazzoletto in cotone, di quelli che non usa pi\u00f9 nessuno. Lo prendo e asciugo le lacrime. Finalmente metto a fuoco la persona che ho davanti, il mio salvatore. Sbatto le palpebre ripetutamente.<br \/>\nOh porca miseria! Questo \u00e8 un veterinario? Ma ma ma &#8230;\u00e8 troppo attraente per fare il veterinario!<br \/>\n&#8220;Sono stato mollato qualche mese fa anch&#8217;io. Avevo portato a casa Juliette per farle una sorpresa. Invece ho scoperto che la mia ragazza era allergica al pelo di gatto. Lo sapeva, ma l&#8217;aveva tenuto nascosto. Ho riportato Juliette in clinica, per trovarle un&#8217;altra sistemazione. Ma qualche giorno dopo la mia ragazza se n&#8217;\u00e8 andata, con un allevatore di gatti siberiani per giunta! Credevo avesse gli occhi rossi per la decisione, invece era solo l&#8217;allergia, stupido io&#8230;&#8221;<br \/>\nAccarezza la gattina sulla testa. &#8220;Allora mi sono detto: a che serve una fidanzata se puoi avere una gatta? E mi sono ripreso Juliette.&#8221;<br \/>\nI suoi occhi verdi, e che occhi verdi ragazzi, mi scrutano con attenzione.<br \/>\n&#8220;Senti, mi stavo per ordinare una pizza. Visto che non hai impegni, vuoi farmi compagnia?&#8221;<br \/>\nJuliette miagola per confermare l&#8217;invito. E devo ammettere che, passata la paura, ho una fame terribile.<br \/>\n&#8220;A proposito, io sono Tommaso, Tommy.&#8221; Mi porge la mano per le presentazioni.<br \/>\n&#8220;Lucia, Lucy per gli amici.&#8221; Gliela stringo con un pizzico di euforia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A mezzanotte mi convince a tornare a casa, per riposare. Romeo respira regolarmente e non scotta pi\u00f9.<br \/>\nIl mattino seguente \u00e8 sempre Tommaso ad aprirmi la porta, con la barba ancora sfatta. Per altro molto sexy.<br \/>\nMi consegna il piccolo micio che ancora dorme beato nel suo trasportino.<br \/>\n&#8220;Per oggi riposo, mi raccomando. Questa sera vorrei controllarlo ancora, se ha bisogno di altro antibiotico. Non sono per\u00f2 in turno. Che ne dici di cenare a casa mia, portando l\u00ec Romeo? Ci sar\u00e0 ovviamente anche Juliette.&#8221;<br \/>\nIl suo sguardo lascia intendere che non \u00e8 un trattamento riservato a tutte le clienti.<br \/>\nRispondo di si con la testa, ancora imbambolata dalla sorpresa.<br \/>\n&#8220;Perfetto. Il tuo numero ce l&#8217;ho, ti mando un messaggio pi\u00f9 tardi con l&#8217;indirizzo. Buona giornata, Lucy.&#8221;<br \/>\nTra i mille pensieri che affollano il mio cervello impazzito ce n&#8217;\u00e8 solo uno che mi spaventa.<br \/>\n&#8230;che mia madre avesse previsto tutto?!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(C) 2020 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<br \/>\nCome nasce questo racconto?<br \/>\nL&#8217;ispirazione mi \u00e8 arrivata da due gattine, Amelia e Agata, adottate da un&#8217;amica sotto il periodo natalizio. Le loro vicissitudini nella nuova casa e le preoccupazioni della loro padroncina si sono legate alla mia ricerca di una storia per San Valentino. Ricordandomi anche quanto mi manchi avere un gatto per casa.<br \/>\nIl titolo non \u00e8 arrivato subito (e nemmeno il veterinario per quello&#8230; per un po&#8217; credevo che il Lui sarebbe stato proprio Biondi capelli fluenti!) ed \u00e8 stata una mia esclamazione mentre pensavo a questa ricerca spasmodica dell&#8217;altra met\u00e0 che finisce col logorare alcune: ma a che ti serve un uomo se puoi avere un gatto?<\/em><\/p>\n<p><em>Praticamente nello stesso momento mi \u00e8 anche tornato in mente uno dei miei film preferiti (ndr. a casa mi prendono spesso in giro perch\u00e9 ho troppi &#8220;film preferiti&#8221;, talmente tanti che sembrano tutti i miei film preferiti \ud83d\ude1b ). La pellicola in questione \u00e8 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Una_sposa_per_due\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;Una sposa per due&#8221;<\/a> (If a Man Answers) del 1962 con una frizzante Sandra Dee nei panni di una sposa novella la cui madre le spiega che per avere un matrimonio felice occorre trattare il marito come un cucciolo e addestrarlo allo stesso identico modo. Le regala addirittura lo stesso manuale applicato molti anni prima a suo marito, il padre della sposa. La ragazza sconcertata osserva il proprio genitore comportarsi proprio come indica il libro e si convince di usarlo a sua volta.<\/em><br \/>\n<em>Una commedia spassosa, che per\u00f2 non passano pi\u00f9 nei nostri canali televisivi, dovete recuperarla online. Il trailer \u00e8 solo in lingua inglese e si focalizza in realt\u00e0 sulle finte telefonate mute che lei riceve (ed \u00e8 la madre che chiama) per ingelosirlo.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.tvguide.com\/videos\/if-a-man-answers\/2000031588\/if-a-man-answers\/3590219\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-19777 size-full\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Una_Sposa_per_due_trailer_originale.jpg\" alt=\"Una Sposa per due (If a man answer) - trailer originale\" width=\"901\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Una_Sposa_per_due_trailer_originale.jpg 901w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Una_Sposa_per_due_trailer_originale-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Una_Sposa_per_due_trailer_originale-768x435.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Mentre cercavo di visualizzare il vero protagonista del racconto, il gattino Romeo, e di scovare una musica che accompagnasse le mie parole, ho sentito questa canzone alla radio: Black Gold is the colour&#8230;<\/em><br \/>\n<em>Pensate che non sia adatta a San Valentino? Trovarlo un uomo che ti sussurra &#8220;don&#8217;t change, don&#8217;t change, I need you tonight, I need you tonight&#8230;&#8221; <\/em>\ud83d\ude09<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Editors \u2013 Black Gold (Audio)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/P6ws0un64lI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Si mamma&#8230; no, non ancora&#8230; certo mamma&#8230;&#8221; Non ce la faccio ad ascoltarla di prima mattina, \u00e8 gi\u00e0 tanto se riesco a camminare sul marciapiede senza andare a sbattere contro i platani o inzupparmi tutte le scarpe, un paio di blasonate sneaker, in una pozzanghera di questo umido febbraio. 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