{"id":17715,"date":"2019-08-31T12:55:25","date_gmt":"2019-08-31T10:55:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=17715"},"modified":"2019-08-31T12:55:25","modified_gmt":"2019-08-31T10:55:25","slug":"signora-manucci-gran-finale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/signora-manucci-gran-finale\/","title":{"rendered":"La signora Manucci. Una storia a bivi <br> Il gran finale"},"content":{"rendered":"<p>La volta precedente mi avete davvero giocato un bello scherzetto! Quasi compatti avete votato subito l&#8217;opzione B, anche chi non commentava pubblicamente sul blog (di fatto escludendosi dalla votazione ufficiale): rispondere al cellulare alla signora Gina, mandando a spasso il signor De Angelis e il suo cipiglio arrabbiato. E io stavo gi\u00e0 mentalmente cominciando a scrivere, figurandomi la scena nel dettaglio e via via le conseguenze.<br \/>\nPoi gli ultimi commenti hanno ribaltato la situazione, mandando alla vittoria invece l&#8217;opzione A: mi sono ritrovata la signora Manucci che sarebbe rimasta l\u00ec a discutere con il signor De Angelis, e che cosa mai poteva saltarne fuori? Ho dovuto buttare nel cestino i miei appunti mentali e ricominciare daccapo.<br \/>\nTutti pronti dunque per il gran finale? Non vi resta che leggere gli ultimi paragrafi qui sotto&#8230;<\/p>\n<p>In questo nostro esperimento, se vi perdete una puntata, potrete sempre ripartire dall&#8217;indice del racconto a questa pagina: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/signora-manucci-storia-a-bivi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>La signora Manucci. Una storia a bivi<\/em>\u00a0<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #e92c6c;\">La signora Manucci<\/span><\/h2>\n<p>Ferma sul pianerottolo dell&#8217;ingresso, con il signor De Angelis che la osservava alquanto indispettito, quasi da notare una certa somiglianza con la sorella, la signora Manucci ci mise troppo a decidersi e il cellulare smise di squillare. Non aveva pi\u00f9 una scusa per fuggire, avrebbe dovuto affrontarlo.<br \/>\nSorrise, tentando invano di invocare la clemenza della corte.<br \/>\n&#8220;Certo, mi dica caro. L&#8217;ascolto.&#8221;<br \/>\nL&#8217;uomo si schiar\u00ec la voce, poi prosegu\u00ec a voce piuttosto bassa.<br \/>\n&#8220;Lasci che le racconti una storia, sono sicuro che la interesser\u00e0 parecchio&#8230;&#8221; Sospir\u00f2 e chiuse gli occhi, cercando di rivedere le immagini dei ricordi.<br \/>\n&#8220;Quand&#8217;ero carabiniere semplice, appena ammesso in servizio permanente, capit\u00f2 in caserma una giovane donna, molto bella nonostante i suoi vestiti trascurati, con un bambino piccolo, un anno o poco pi\u00f9, tra le braccia. Suo marito era scomparso, aveva prelevato quasi tutto il denaro che avevano in banca, poche lire per la verit\u00e0, ed era sparito nel nulla, senza lasciare un biglietto o un&#8217;indicazione. Amici e parenti non l&#8217;avevano pi\u00f9 visto. Anche il datore di lavoro lo cercava perch\u00e9 l&#8217;aveva lasciato senza terminare gli incarichi. La moglie venne a chiedere il nostro aiuto, disperata.&#8221;<br \/>\nSbatt\u00e9 le palpebre, notando appena un certo rossore sulle guance della signora Manucci.<br \/>\n&#8220;Fui incaricato proprio io della ricerca, era considerata un&#8217;indagine di poco conto. All&#8217;epoca i mariti sparivano facilmente e se non erano personalit\u00e0 importanti, lo facevano di loro volont\u00e0. Ci misi solo tre mesi a rintracciarlo, non poteva andare tanto lontano senza denaro. Mi bast\u00f2 verificare le emissioni di nuove carte di identit\u00e0 a seguito di smarrimento o furto, per i quali non era stata presentata tutta la documentazione anagrafica. Lo trovai con un altro nome, e un&#8217;altra famiglia: un&#8217;altra donna, pi\u00f9 ricca e di buon nome della giovane consorte che aveva abbandonato, e un neonato di pochi mesi.&#8221;<br \/>\nLa signora Manucci cerc\u00f2 di mandare gi\u00f9 quell&#8217;enorme groppo in gola che le mozzava il respiro.<br \/>\n&#8220;Ero presente quando lo comunicarono alla prima moglie. Avevamo affidato il bambino all&#8217;appuntato in segreteria, per lasciarlo tranquillo a giocare. La madre ci segu\u00ec dal maresciallo. Ammutol\u00ec alla notizia, non mosse pi\u00f9 un muscolo, non profer\u00ec alcuna parola. Era in completo stato di shock, come se non avesse compreso la situazione. Dovemmo far intervenire i medici d&#8217;urgenza. Quando si riprese, torn\u00f2 in caserma: avrebbe potuto accusarlo di bigamia, era nei suoi diritti, ma alla fine divorziarono e il fascicolo venne chiuso. Cambiai citt\u00e0 e non seppi pi\u00f9 nulla di quella donna.&#8221;<br \/>\nIl signor De Angelis pesc\u00f2 un fazzoletto dalle sue tasche e se lo pass\u00f2 sulla fronte con stanchezza.<br \/>\nDavanti a lui, la signora Manucci contorceva le dita attorno al cellulare, guardando in un punto lontano nella parete di fronte.<br \/>\n&#8220;Pi\u00f9 di vent&#8217;anni dopo mi trovai con un altro caso tra le mani: la ricerca di un uomo, poco pi\u00f9 che un ragazzo, scomparso all&#8217;estero. Aveva soggiornato nella citt\u00e0 dov&#8217;ero allora di ruolo, prima di partire per il Venezuela a bordo di un aereo di linea. Aiutai i colleghi a seguire le sue tracce, fu identificato dalle impronte con un giovane caucasico trovato morto in un albergo di Caracas in circostanze misteriose. Riconobbi lo stesso cognome di tanti anni prima, e rividi anche la stessa donna, segnata dal tempo e dal dolore, che venne a verificarne l&#8217;identit\u00e0 all&#8217;obitorio appena giunse la salma dall&#8217;estero.<br \/>\nLei invece non si accorse di me, aveva certamente altri pensieri per la testa. E poi in divisa siamo tutti uguali&#8230;&#8221; sogghign\u00f2 per la triste battuta.<br \/>\n&#8220;Anche allora rimase attonita. Le avevano riportato a casa l&#8217;unico figlio in una bara, senza tante spiegazioni. Non profer\u00ec nemmeno una sillaba, solo un cenno del capo per confermare che era proprio lui. Si present\u00f2 da sola, probabilmente sperando che ci fossimo sbagliati.&#8221;<br \/>\nLa signora Manucci fissava il vuoto del pavimento ai suoi piedi.<br \/>\n&#8220;Altri vent&#8217;anni ancora, cambio casa e per uno strano scherzo del destino me la ritrovo nuovamente davanti. Pensavo che gli avvenimenti tragici abbattuti sulla sua vita l&#8217;avessero resa s\u00ec una persona forte, ma non cinica, insensibile alle difficolt\u00e0 altrui, proprio lei! Chi ha sofferto molto, di solito tende una mano a chi si ritrova nelle stesse condizioni. Per un po&#8217; l&#8217;ho studiata da lontano, ma ora non posso pi\u00f9 starmene zitto. Glielo dico una volta sola: passi per le finestre aperte durante il temporale, per il suo interesse all&#8217;ascolto delle conversazioni private&#8230; ma lasci in pace quei due ragazzi. Hanno bisogno di sostegno, non di qualcuno pronto a ballare sulle loro tombe.&#8221; La guard\u00f2 per un altro istante, e poi sal\u00ec rapido per le scale, diretto al suo interno.<br \/>\nGelsomina Manucci, per la terza volta nella sua vita, era davvero senza parole.<\/p>\n<p>Per tutto il pomeriggio, il suo cellulare squill\u00f2 come un forsennato, ma non aveva proprio voglia di rispondere. Solo con un enorme sforzo di volont\u00e0, la signora Manucci si prepar\u00f2 il suo t\u00e8 delle cinque, senza zucchero e senza biscotti, amaro come la giornata stessa. Ma le fece un gran bene, il liquido caldo ricompose la sua mente disgregata da pensieri funesti. E poi alla fine richiam\u00f2 la signora Gina.<br \/>\n&#8220;Te lo devo dire subito! Sa tutto! Lui sa tutto di te! Sa che tuo marito \u00e8 scappato con un&#8217;altra, che si era nascosto, del resto era un carabiniere, tutti chiacchieroni quelli&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo so&#8230;&#8221; mormor\u00f2 la signora Manucci.<br \/>\nMa l&#8217;altra continuava imperterrita. &#8220;&#8230;sa che non l&#8217;hai denunciato, ma per amore del tuo Giovanni, hai solo divorziato, si fa di tutto per i figli, anche lasciargli un padre indegno, purch\u00e9 sia un padre&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo so&#8230;&#8221; ripet\u00e9 di nuovo.<br \/>\nMa l&#8217;altra non l&#8217;ascoltava, continuava dritta senza nemmeno respirare. &#8220;&#8230;e poi sa anche che tu hai rinunciato a tutto, ma proprio a tutto per salvare Giovanni, ma che le droghe e la cattive compagnie te l&#8217;hanno ammazzato, purtroppo anche quello risulta nei loro archivi, ma cos&#8217;\u00e8 la privacy dico io&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo so, ti dico&#8230;&#8221; sbott\u00f2 infine la signora Manucci.<br \/>\n&#8220;&#8230;come lo sai?&#8221; chiese l&#8217;altra bloccandosi di colpo.<br \/>\n&#8220;Abbiamo avuto una discussione stamattina.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah&#8230;&#8221; Ci fu un silenzio prolungato dall&#8217;altro capo del filo, si sentiva solo il ticchettare del pendolo nel salotto dell&#8217;amica.<br \/>\n&#8220;Comunque,&#8221; prosegu\u00ec la signora Gina &#8220;io le informazioni te le avevo trovate, avanzo sempre quella teglia di tiramis\u00f9.&#8221;<br \/>\nRimasero ferme qualche istante, ognuna nei propri pensieri.<br \/>\n&#8220;Beh, non so se ti potr\u00e0 ancora essere utile, ma conosco qualche particolare anche della sua vita. Non \u00e8 mai stato sposato, \u00e8 vero, ma era fidanzato. Una bella ragazza, un&#8217;impiegata delle poste, onesta lavoratrice. Pare avessero dato la caparra per la casa e fissato la data. Ma lei non \u00e8 riuscita a provare nemmeno il suo abito di nozze. Gliel&#8217;hanno ammazzata per strada. Incidente, l&#8217;auto \u00e8 fuggita. Ma qualcuno ha pensato ad una vendetta, o nei confronti di lui, o verso il cognato. Sai, il generale.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah&#8230; non l&#8217;avrei mai detto.&#8221;<br \/>\n&#8220;Erano molto giovani. Poi non l&#8217;hanno pi\u00f9 visto in compagnia di una donna. Probabilmente voleva evitare la pubblicit\u00e0, e altri incidenti. O forse nessuna voleva prendersi un tale rischio. Per un carabiniere poi!&#8221;<br \/>\nLa signora Manucci pens\u00f2 che in quegli anni nessuno voleva prendersi nemmeno una giovane madre con un bambino piccolo, senza lavoro, n\u00e9 casa, n\u00e9 soldi.<br \/>\nCome cambiano velocemente i tempi.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, in piedi di buonora come al solito senza nemmeno aver puntato la sveglia, vide nuovamente il signor De Angelis uscire di casa presto, con la borsa da fotografo e vestito in maniera bizzarra, come le altre volte. Si chiese se per caso non stesse raggiungendo un&#8217;eventuale compagna di vita, protetta dagli incidenti e dagli sguardi indiscreti. Anche se la macchina fotografica non aveva molto senso in quel caso.<br \/>\nDe Angelis aveva anche recintato con della rete oscurante l&#8217;angolo del giardino dove si trovava il vecchio barbecue in cemento rovinato dal tempo, aveva portato dentro questa recinzione improvvisata un grosso scatolone con un carrellino e si era messo a lavorare e martellare per diversi pomeriggi.<br \/>\nEra proprio curiosa di sapere che cosa combinava laggi\u00f9, ma la signora Manucci non usciva pi\u00f9 di casa. Non ne aveva pi\u00f9 molta voglia.<br \/>\nSapeva comunque che del giardino e delle piante delle scale se ne sarebbe occupato lui, non c&#8217;era bisogno di lei. Nessuno avrebbe avvertito la sua mancanza dopotutto.<br \/>\nDopo un paio di giornate sonnacchiose, dove varc\u00f2 la soglia di casa solo per ricevere il garzone della spesa, fu Gina a spronarla ad andare a parlare con il signor De Angelis e chiarire le situazione. Non poteva mica chiudersi in casa come una reclusa, per diamine, lei che non era colpevole proprio di niente.<br \/>\nBuss\u00f2 piano alla porta del quinto piano, forse troppo delicatamente, e stava per ritornare sui suoi passi quando qualcuno le apr\u00ec. Se era sorpreso non lo diede proprio a vedere. Il signor De Angelis la ricevette con un sorriso.<br \/>\n&#8220;Prego, entri signora Gelsomina. Stavo per farmi un caff\u00e8. Con la moka s&#8217;intende, non quelle diavolerie di macchinette e cialde di plastica.&#8221;<br \/>\nNel suo appartamento c&#8217;era un sacco di materiale particolare, non solo la macchina fotografica che aveva intravvisto ma anche altre di dimensioni ridotte, un paio di baffi finti e qualcosa di peloso che poteva essere una barba o una parrucca, difficile dirlo, abbandonati sopra la credenza, e su un tavolino vicino una ventina di occhiali da vista di diversa misura e modello. In una sedia poi giaceva una catasta in indumenti, tra cui la camicia stravagante che lo aveva visto indossare quel giorno.<br \/>\n&#8220;Ah, mi scusi per la confusione. Sembra che io vada ad un ballo in maschera&#8230;&#8221; Prese un paio di oggetti qua e l\u00e0 e li distribu\u00ec ordinatamente all&#8217;interno di una cassettiera vicino alla scrivania antica nell&#8217;angolo del salotto. Afferr\u00f2 poi la matassa di vestiti e spar\u00ec nel corridoio attiguo, che portava chiaramente alle camere da letto.<br \/>\nQuando ritorn\u00f2, si blocc\u00f2 un attimo a fissare la signora Manucci. Con il pugno che batteva piano sulle sue labbra, De Angelis stava valutando una decisione.<br \/>\n&#8220;Beh, in fondo non \u00e8 proprio un segreto. Sono un investigatore privato, con regolare licenza del prefetto. Anzi, me l&#8217;ha chiesto lui. Del resto lo sapevo bene anch&#8217;io che non sarei riuscito a stare senza far nulla in pensione. Cos\u00ec collaboro con i carabinieri. Sono un pedinatore a tempo perso, ecco.&#8221;<br \/>\nQuesta poi, pens\u00f2 la signora Manucci, col cavolo che la signora Gina l&#8217;aveva scoperto!<br \/>\n&#8220;Certo, capisco&#8221; gli rispose quieta. &#8220;Non voglio disturbare. Magari sua sorella sta&#8230; riposando?&#8221; Non l&#8217;aveva pi\u00f9 vista uscire per la posta, ma \u00e8 anche vero che in quegli ultimi giorni la signora Manucci non era stata un segugio accorto.<br \/>\n&#8220;E&#8217; tornata a casa sua, finalmente. Mia sorella mi vuole bene, mi ha aiutato tantissimo, ma anche la mia pazienza ha un limite, sa!&#8221; Sbott\u00f2 in una risata prolungata, avviandosi verso la cucina. &#8220;Venga, prendiamo il nostro caff\u00e8.&#8221;<br \/>\nMentre l&#8217;uomo si affaccendava dietro alla moka e alla polvere bruna, la signora Manucci trov\u00f2 il coraggio di parlare.<br \/>\n&#8220;La pregherei di non dire nulla agli altri, se non l&#8217;ha gi\u00e0 fatto&#8230;&#8221; Solo ora intuiva il pericolo che tutto il condominio gi\u00e0 sapesse. La voce le mor\u00ec in un sussurro.<br \/>\nDe Angelis si volt\u00f2 verso di lei, pulendosi le mani sull&#8217;asciugastoviglie.<br \/>\n&#8220;No, non l&#8217;ho fatto. Ma signora Gelsomina&#8230;gli altri inquilini conoscono gi\u00e0 le sue vicende. Credo sia stato l&#8217;amministratore condominiale, il primo che me ne ha fatto cenno.&#8221;<br \/>\nLa osserv\u00f2 spalancare gli occhi, terrorizzata, e poi affondare il viso tra le mani.<br \/>\n&#8220;Non dovrebbe disperarsi per questo, sa? Nonostante tutti i suoi&#8230; capricci, le vogliono bene. E&#8217; proprio perch\u00e9 conoscono la sua triste storia che le lasciano piena libert\u00e0. Certo, qualche volta li fa arrabbiare, me ne hanno raccontate di ogni, lei \u00e8 proprio un bel tipino, ma qual \u00e8 la famiglia che non litiga?&#8221;<br \/>\nRimasero in silenzio per un po&#8217;, finch\u00e9 la moka non borbott\u00f2 il suo profumato lavoro. De Angelis vers\u00f2 il caff\u00e8 nelle tazzine e ne porse una alla signora Manucci.<br \/>\nSi sedette infine di fronte a lei nel piccolo tavolino del cucinotto.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 non ha cercato di risposarsi? Era cos\u00ec giovane e il bambino cos\u00ec piccolo&#8230;&#8221; le chiese mentre rimescolava lo zucchero.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 lei non ha cercato un&#8217;altra donna da portare all&#8217;altare?&#8221; ribatt\u00e9 lei mesta.<br \/>\nSi guardarono a lungo.<br \/>\n&#8220;No, non avrei potuto avere un&#8217;altra donna. Era solo lei l&#8217;amore della mia vita. Nel bene e nel male&#8221; concluse lui.<br \/>\n&#8220;Appunto&#8221; sottoline\u00f2 la signora Manucci.<br \/>\nParlarono ancora un po&#8217;, niente di importante, e alla fine il signor De Angelis la salut\u00f2 con un invito.<br \/>\n&#8220;Questa domenica ci sar\u00e0 una festicciola in giardino. Ci saranno tutti e ci sar\u00e0 una bella sorpresa. Ci ho lavorato tanto e mi piacerebbe&#8230; ci piacerebbe che ci fosse anche lei. Per favore, cerchi di esserci, ci farebbe davvero piacere.&#8221;<\/p>\n<p>Aveva ricevuto delle minacce concrete se non si fosse presentata all&#8217;appuntamento. Dato che il signor De Angelis aveva invitato anche la signora Gina, come ci fosse arrivato non si sapeva, l&#8217;amica le aveva promesso che se non fosse stata in giardino al suo arrivo sarebbe andata lei direttamente a stanarla dentro quel suo buco di appartamento.<br \/>\nDalla finestra non si vedeva granch\u00e9. Avevano tolto la rete oscurante poche ore prima, avevano appeso dei festoni tra gli alberi, tra le fronde si intravvedeva qualcosa di metallico e qualcos&#8217;altro in legno, ma la signora Manucci non capiva cosa fossero. Aveva poi visto scendere gli altri inquilini, ognuno portando un contenitore per cibi o un paio di bottiglie colorate. In frigorifero c&#8217;era la famosa teglia di tiramis\u00f9 promessa proprio alla signora Gina, non se ne sarebbe avuta a male se l&#8217;avesse portata a questa festa no? In fondo c&#8217;era anche lei, avrebbe avuto la sua fetta.<br \/>\nLa signora Manucci si fece forza, mise il suo vestito pi\u00f9 bello e scese gi\u00f9 dabbasso, facendo attenzione al prezioso carico.<br \/>\nAppena giunse sul prato, si meravigli\u00f2 di quello che avevano preparato. Nell&#8217;angolo risplendeva il barbecue rimesso a nuovo, pulito dalla muffa, la base tinta in color mattone e col camino di vernice bianca. Le ceneri ardenti stavano abbrustolendo vari pezzi di carne e qualche patata al cartoccio. Il profumo di legna e rosmarino era inebriante. Vicino avevano messo un lungo tavolo da esterno con varie sedie, qualcuna anche prestata dai set da campeggio degli inquilini, perch\u00e9 nessuno rimanesse in piedi. Anche Giorgio e Martina hanno aggiunto il loro piccolo tavolino colorato con seggioline da bambini, spostandolo dal loro terrazzo dove stava troppo stretto.<br \/>\nDall&#8217;altra parte c&#8217;era invece un grosso oggetto voluminoso, ancora avvolto nel telo oscurante, con un grosso fiocco da regalo in cima. Doveva essere la sorpresa che il signor De Angelis aveva promesso.<br \/>\n&#8220;Signora Manucci!&#8221; esclam\u00f2 proprio lui. &#8220;Benvenuta, venga avanti!&#8221;<br \/>\nLe prese il pacchetto freddo dalle mani e sbirci\u00f2 sotto la copertura in alluminio. &#8220;Oh buon dio, ci ha portato il dolce!&#8221;<br \/>\nAnche gli altri esplosero in un coro di ringraziamento, la signora Sforza arriv\u00f2 a darle un breve abbraccio, l&#8217;ingegnere Franchetti le porse un bicchiere riempito con il punch che aveva preparato lui stesso, niente alcool per carit\u00e0, Martina le consegn\u00f2 il cappellino di carta colorato col suo nome.<br \/>\nC&#8217;erano anche i coniugi Colandro, stranamente vicini, che si guardavano negli occhi, oh si, teneramente. Doveva essere stata stabilita una tregua, pens\u00f2 la signora Manucci, e magari era intervenuto lo stesso De Angelis, chiss\u00e0.<br \/>\nLa signora Gina giunse poco dopo, Giorgio corse ad aprirle il cancelletto del condominio. L&#8217;amica le lanci\u00f2 una lunga occhiata di approvazione, avrebbe davvero fatto una scenata se non l&#8217;avesse trovata l\u00ec, ne era certa.<br \/>\nLe si avvicin\u00f2 anche il signor Torsini, lo scapolone del condominio, accompagnato da una bellissima ragazza dai lineamenti esotici. &#8220;Signora Manucci, le presento la mia fidanzata Manila.&#8221;<br \/>\nNascondendo il suo stupore, perch\u00e9 era davvero convinta che gli piacessero i maschi a questo qui, la signora Manucci strinse calorosamente la mano alla giovane donna.<br \/>\n&#8220;Oh piacere cara, benvenuta tra noi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Star\u00e0 qui per qualche mese&#8221; aggiunse Torsini. &#8220;Poi mi trasferir\u00f2 definitivamente da lei, a Tenerife. Ecco, se dovesse sentire di qualcuno interessato ad acquistare il mio appartamento, la prego, me lo faccia sapere.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certamente caro.&#8221; Ecco perch\u00e9 se ne andava continuamente all&#8217;estero, altro che motivi di lavoro, pens\u00f2 tra s\u00e9 la signora Manucci.<br \/>\nDavanti all&#8217;enorme pacco infiocchettato, De Angelis si schiar\u00ec la voce. &#8220;Bene, adesso che ci siete tutti, possiamo aprire la nostra sorpresa. Signora Gelsomina, a lei l&#8217;onore!&#8221;<br \/>\nLa signora Manucci fu colta di sorpresa. Lei? Perch\u00e9 proprio lei? Forse era per farla partecipare a questa festa, per scusarsi del loro litigio.<br \/>\nTolse il fiocco e poi delicatamente con la forbice da giardino tagli\u00f2 il telo oscurante che nascondeva la cosa. In cima vide spuntare sotto le sue mani del rigido tessuto a righe biancoverdi. Martina e Giorgio, pi\u00f9 abili nello scartare i regali, l&#8217;aiutarono a togliere tutto, ma proprio tutto e lanciarono un grido acuto quando videro cosa nascondeva. Nemmeno la signora Manucci era preparata a quella sorpresa.<br \/>\nGuard\u00f2 De Angelis, nell&#8217;angolo a controllare la cottura della carne. Lui ricambi\u00f2 con un cenno di assenso del capo.<br \/>\nIl divano a dondolo, lo stesso che avevano visto al vivaio quel giorno, brillava al sole in tutto il suo splendore.<br \/>\n&#8220;Lo provi signora Manucci&#8221; dissero tutti in coro.<br \/>\nSi sedette con cautela, e poi si lasci\u00f2 andare a un leggere rollio. Un lacrima le sfugg\u00ec al controllo.<br \/>\nLa signora Gina, giunta al suo fianco, le porse un fazzoletto dei suoi.<br \/>\n&#8220;Tu centri qualcosa, vero?&#8221; le chiese la signora Manucci.<br \/>\n&#8220;Lo ammetto, quest&#8217;ultima settimana mi sono data al controspionaggio. Ma per una buona causa.&#8221;<br \/>\n&#8220;Anche perch\u00e9 dopo il tuo tiramis\u00f9&#8221; continu\u00f2 l&#8217;amica &#8220;mi mancavano tanto le grigliate del vecchio Santini&#8230;&#8221;<br \/>\nSi abbracciarono e risero sommessamente.<br \/>\n&#8220;Senti, se il giovane Torsini vende l&#8217;appartamento, che ne dici se mi trasferisco qui con te?&#8221; le chiese la signora Gina.<br \/>\n&#8220;No, assolutamente no&#8221; rispose secca la signora Manucci, abbandonando la testa al comodo divano del dondolo.<br \/>\nSi era appena liberata di una vecchia megera, ed era stato un periodo veramente tormentato, non aveva bisogno di un&#8217;altra tra i piedi. Giammai.<br \/>\nDi signora Manucci ce n&#8217;\u00e8 una sola.<br \/>\nPer condominio.<\/p>\n<p>(C) 2019 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #e92c6c;\">Ringraziamenti<\/span><\/h2>\n<p><em>(Non li ho mai scritti, sar\u00e0 ben ora che cominci a fare pratica&#8230;)<\/em><br \/>\nQuesto \u00e8 stato un racconto difficile, una bella sfida decisamente, in un periodo purtroppo ancor pi\u00f9 arduo, con qualche sorpresa (niente dondoli!) a rompere gli schemi.<br \/>\nHo iniziato questa storia senza sapere dove mi avrebbe portata, lo giuro! Quando ho scritto la prima puntata non conoscevo ancora il passato della signora Manucci, non c&#8217;era. N\u00e9 sapevo esattamente perch\u00e9 il signor De Angelis fosse l\u00ec, chi ce l&#8217;avesse portato (la risposta \u00e8 il caso, che qualcuno chiama anche destino, a volte beffardo). Mi sono ritrovata a cercare informazioni al pari della sua amica Gina, ma le idee mi venivano proprio dai commenti dei lettori.<br \/>\nA voi ho chiesto solo di scegliere il bivio, eppure qua e l\u00e0, molto pi\u00f9 in privato che qui nel blog pubblico, avete espresso le vostre opinioni, le vostre congetture scatenando la mia fantasia. La vecchia megera \u00e8 apparsa dal nulla, qualcuno ha detto la moglie, qualcun&#8217;altro la sorella zitella. La sorella mi piaceva, ma perch\u00e9 mai una signora arcigna deve per forza essere zitella? No no, ci sono anche quelle sposate. Certo devono avere pane per i loro denti e chi mai potrebbe sposarle? Un generale, almeno un generale dev&#8217;essere! Visto come lavorano veloci le idee?<br \/>\nMettiamoci anche qualche bel film visto, o rivisto, quest&#8217;estate quando finalmente saltano via tutti i reality inutili, e pure gli strani fatti o incontri che capitano casualmente per strada, come quell&#8217;insalata chiacchierona al ristorante, la signora Manucci in persona seduta al mio fianco! Insomma, le storie sono in mezzo a noi, basta solo mettersi a scriverle.<br \/>\nRingrazio i lettori dunque, senza ognuno di voi il racconto non sarebbe arrivato al gran finale. E in qualche modo mi avete anche obbligato a scrivere con regolarit\u00e0 in un momento in cui non ne avevo proprio voglia. Era sempre difficile fermarsi alla scrivania a raccogliere le parole, tante sere avrei abdicato al divano (bruto!) o peggio al gelato (satana!). Ho tenuto duro e ho scritto, ringraziando anche il condizionatore, che accidenti \u00e8 stata un&#8217;estate davvero troppo calda.<br \/>\nBene, godiamoci la nostra teglia di tiramis\u00f9, dietetico. Lo fanno dietetico, no?! \ud83d\ude00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La volta precedente mi avete davvero giocato un bello scherzetto! Quasi compatti avete votato subito l&#8217;opzione B, anche chi non commentava pubblicamente sul blog (di fatto escludendosi dalla votazione ufficiale): rispondere al cellulare alla signora Gina, mandando a spasso il signor De Angelis e il suo cipiglio arrabbiato. 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