{"id":16234,"date":"2019-03-16T06:00:49","date_gmt":"2019-03-16T05:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=16234"},"modified":"2019-03-16T00:06:03","modified_gmt":"2019-03-15T23:06:03","slug":"il-salmone-del-dubbio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/il-salmone-del-dubbio\/","title":{"rendered":"Il dubbio de&#8230; <br> Il salmone del dubbio"},"content":{"rendered":"<p>Ho appena finito di leggere <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/salmone-dubbio-Lultimo-autostop-Galassia\/dp\/8804640057\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il salmone del dubbio<\/em><\/a> di <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Douglas Adams<\/span><\/strong> e quel che mi \u00e8 rimasto \u00e8, per l&#8217;appunto, il dubbio.<br \/>\nPer chi non conoscesse questo autore, cercher\u00f2 di darvi un quadro del grande personaggio che era, cos\u00ec come traspare da questa antologia, un elogio funebre messo insieme dai suoi amici ed editor per superare la sua morte prematura, avvenuta nel maggio 2001 per un infarto a soli 49 anni, nel pieno dei suoi innumerevoli progetti.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Douglas_Adams\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Douglas Adams<\/em><\/a>\u00a0era un omone esuberante, sul metro e novantacinque, appassionato di scienza ma convinto dal suo professore Frank Halford a seguire la carriera di scrittore. I primi passi furono parecchio incerti e, dopo una laurea in Letteratura inglese, si ritrov\u00f2 a scrivere sceneggiature per la radio (oltre che fare il lavapiatti e la guardia del corpo per vivere). Lavor\u00f2 con i <em>Monty Python<\/em>, un gruppo comico britannico degli anni &#8217;70, e partecip\u00f2 alla stesura di alcuni copioni della serie <em>Doctor Who<\/em>. Ma il successo gli arriv\u00f2 con la pubblicazione del romanzo <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Guida-galattica-autostoppisti-Douglas-Adams\/dp\/8804689900\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Guida galattica per gli autostoppisti<\/em><\/a> (lui stesso fece l&#8217;autostoppista da Cambridge a Istanbul), che prima era stato un programma radiofonico molto seguito. Al questo primo romanzo se ne aggiunsero altri quattro della serie, con <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>oltre quattordici milioni di copie vendute nel mondo<\/strong><\/span>, senza che mai Douglas Adams si sentisse davvero uno scrittore.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abUna volta mi diede dieci in un tema e fu l&#8217;unica volta nella sua lunga carriera scolastica in cui assegn\u00f2 il voto massimo. Ancora oggi, quando ho una buia notte dell&#8217;anima e dubito di poter continuare a fare lo scrittore, non penso che ho pubblicato dei bestseller o che ricevo grossi anticipi dagli editori, ma che una volta Frank Halford mi diede dieci e che quindi, evidentemente, so scrivere.\u00bb<br \/>\nDouglas Adams<\/p><\/blockquote>\n<p>Se anche non avete mai letto nulla di fantascienza, o poco come me, di sicuro avete sentito nominare la <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Guida galattica per gli autostoppisti<\/strong><\/span>, avete visto qualche immagine di un ignoto pulsante con la scritta &#8220;Don&#8217;t panic&#8221; (niente panico) o qualcuno vi ha detto che &#8220;la risposta \u00e8 42&#8221;. Gi\u00e0, ma qual \u00e8 la domanda? Nessuno lo sa!<br \/>\nIl <em>Babelfish<\/em>, che nella <em>Guida<\/em> \u00e8 un pesciolino giallo che infilato nell&#8217;orecchio traduce qualunque lingua del cosmo, \u00e8 stato per molti anni il nome del traduttore automatico del motore di ricerca Yahoo! Non \u00e8 raro poi imbattersi in qualche riferimento alla <em>Guida<\/em> nelle serie tv, come il numero 42 in X-Files, Lost, NCIS, The Big Bang Theory, o tra gli studiosi di scienza e tecnologia (sia il quartier generale di Google che il Large Hadron Collider al Cern hanno un edificio col numero 42) e pure tra le stelle, dove un paio di asteroidi sono stati battezzati in onore dei personaggi di Adams.<br \/>\nQuesto per dire che il suo lavoro, ma credo di pi\u00f9 il suo entusiasmo, hanno avuto un impatto culturale notevole.<\/p>\n<p>Era un appassionato dei computer Macintosh e di tutti i giocattolini Apple pi\u00f9 costosi. Questo me lo dovrebbe rendere odioso, invece sono convinta che non avrei nemmeno un lavoro se non ci fossero state persone come lui a tracciare la strada dell&#8217;innovazione, a crederci fermamente, a protestare contro la batteria scadente del suo PowerBook o per le difficolt\u00e0 di stampa di PageMaker, o chiedere uno standard per l&#8217;alimentazione per fermare l&#8217;invasione dei cazzilli senza ordigni e degli ordigni senza cazzilli nelle nostre vite (di cosa sto parlando? leggete l&#8217;ultimo paragrafo&#8230;)<br \/>\nDiamine, mi sarebbe davvero piaciuto conoscerlo!<\/p>\n<blockquote><p>\u00abEra infatti un vero scrittore. Ci sono persone che scrivono ogni tanto e lo fanno magari bene, e poi ci sono gli scrittori. \u00c8 inutile tentare di spiegare qui il perch\u00e9 e il percome, ma Douglas \u00e8 nato, cresciuto e rimasto scrittore fino al giorno della sua morte prematura. Negli ultimi dieci anni di vita ha smesso di essere un romanziere, ma non ha mai smesso neanche un attimo di essere uno scrittore&#8230;\u00bb<br \/>\nStephen Fry<\/p><\/blockquote>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Qualsiasi cosa scrivesse, non smetteva di incuriosire, informare, stupire e divertire il lettore.<\/span> <\/strong>E la prova \u00e8 proprio la raccolta <em>Il salmone del dubbio<\/em>, dove sono stati inseriti testi di diversa natura rinvenuti dai suoi computer: alcune vecchie interviste, qualche sua personale considerazione su svariati argomenti (dai Beatles alle cure per il doposbronza, dall&#8217;incapacit\u00e0 degli americani di preparare un buon t\u00e8 all&#8217;idea che esista un dio artificiale), qualche racconto biografico, come la storia delle cagnoline Maggie e Trudie che lo attendevano a Santa Fe, l&#8217;avventura in Australia a cavallo di una manta o la camminata per chilometri sotto il sole cocente del Kenya vestito da rinoceronte per l&#8217;associazione <a href=\"https:\/\/www.savetherhino.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Save the Rhino International<\/em><\/a>, che lui stesso sosteneva. Solo le ultime pagine sono la bozza, incompiuta, di quello che sarebbe stato il suo successivo romanzo, Il salmone del dubbio, una nuova misteriosa indagine di Dirk Gently. E sono anch&#8217;io addolorata di non sapere pi\u00f9 come sarebbe terminata quella storia strampalata, assurda e dannatamente spassosa.<\/p>\n<p>Ci sono anche parecchie riflessioni sulla scrittura e sul mestiere di romanziere, nonostante lui stesso non si ritenesse un grande scrittore.<br \/>\nIl suo editor alla Harmony Books spiega nella prefazione come la casa editrice lo mandasse a sollecitare di persona le consegne dei manoscritti e come si ritrovasse costretto ad attendere le bozze per ore, mentre Douglas Adams veniva colto all&#8217;improvviso dall&#8217;urgenza di scrivere, senza aver battuto una singola riga per mesi. Sembrava che l&#8217;unica maniera di rispettare la scadenza della pubblicazione fosse costringerlo chiuso in una stanza con la sola compagnia del caff\u00e8 finch\u00e9 non avesse terminato la prima versione. Sua \u00e8 una delle frase pi\u00f9 citate in assoluto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAmo le scadenze. Amo il loro sibilo quando mi sfrecciano accanto\u00bb<br \/>\nDouglas Adams<\/p><\/blockquote>\n<p>Eppure nel mezzo di tutti questi testi cos\u00ec disparati, all&#8217;interno di un&#8217;intervista realizzata per la promozione del cd-rom multimediale <em>Starship Titanic<\/em>, c&#8217;\u00e8 un paragrafo che mi sta dando parecchio di cui riflettere, quando Adams dice perentorio: <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>&#8220;Credo che l&#8217;idea di arte uccida la creativit\u00e0.&#8221;<\/strong> <\/span><br \/>\nIl dubbio che adesso mi attanaglia&#8230; E se avesse ragione?!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Il dubbio<\/span><\/h2>\n<p><em>Mi disturba molto questa storia dell&#8217;arte. Io, laureato in letteratura inglese, <strong><span style=\"color: #0000ff;\">rifuggo dall&#8217;idea di fare arte fin dall&#8217;epoca dell&#8217;universit\u00e0.<\/span> <\/strong>Credo che l&#8217;idea di arte uccida la creativit\u00e0. \u00c8 uno dei motivi per cui mi \u00e8 venuta voglia di creare un CD-ROM: nessuno lo prende sul serio e quindi vi si pu\u00f2 infilare dentro, quatti quatti, un sacco di ottimo materiale. \u00c8 curioso vedere quanto spesso si verifichi questo fenomeno. All&#8217;epoca in cui nacque il romanzo come genere letterario, credo che le prime opere fossero perlopi\u00f9 pornografiche; pare anzi che quasi tutti i media all&#8217;inizio siano stati veicolo di pornografia e che solo in seguito abbiano abbracciato un pi\u00f9 ampio orizzonte. Beninteso, tengo a precisare che Starship Titanic non \u00e8 un CD-ROM pornografico. Prima del 1962 tutti pensavano che la musica pop fosse\u2026 A nessuno sarebbe mai venuto neanche lontanamente in mente di definirla arte, poi sono arrivati autori incredibilmente creativi che amavano profondamente quel tipo di musica e la ritenevano la pi\u00f9 bella al mondo, e nel giro di pochi anni abbiamo avuto Sgt Pepper&#8217;s e le altre. E tutti l&#8217;hanno chiamata arte. Credo che i media esprimano il meglio di s\u00e9 prima che a qualcuno venga in mente di chiamare la loro produzione arte, cio\u00e8 quando la gente la giudica ancora spazzatura. <\/em><br \/>\n<em>Cio\u00e8 mi piacerebbe il successo di pubblico per un motivo molto concreto. Ma sarei contento anche per un&#8217;altra ragione:<strong><span style=\"color: #0000ff;\"> se il tuo prodotto \u00e8 popolare e la gente mostra di apprezzarlo parecchio e divertircisi, significa che hai fatto un buon lavoro.<\/span><\/strong> Se poi a qualcuno salta il ticchio di dire: \u00abQuesta \u00e8 arte\u00bb, sia pure, non importa molto. Ma credo tocchi agli altri giudicare, dopo che il prodotto \u00e8 uscito. Mentre si lavora alla cosa, non bisogna mirare all&#8217;arte. Quando ci si mette a scrivere un romanzo, non c&#8217;\u00e8 niente di peggio che dire: \u00abOh, adesso faccio un&#8217;opera di alto valore artistico\u00bb. \u00c8 ridicolo. L&#8217;altro giorno, per pura curiosit\u00e0, ho letto 007 Thunderball, uno dei romanzi di Fleming che avrei tanto voluto leggere a quattordici anni, quando avrei cercato avidamente i punti in cui James Bond palpa le tette alle ragazze ed esclama: \u00abDio, com&#8217;\u00e8 eccitante!\u00bb. L&#8217;ho letto per curiosit\u00e0, dicevo, perch\u00e9, considerato che James Bond \u00e8 diventato una straordinaria icona della cultura popolare degli ultimi quarant&#8217;anni, desideravo vedere com&#8217;era sulla carta stampata. Ho fatto la verifica non solo perch\u00e9 mi era capitato di trovare una copia del libro, ma anche perch\u00e9 avevo letto il giudizio di qualcuno su Fleming. Fleming, aveva detto questo qualcuno, non si proponeva di scrivere letterariamente, ma di scrivere dignitosamente. Una differenza enorme; una differenza cruciale. Allora mi sono detto: vediamo se \u00e8 riuscito a farlo. E sono stato piuttosto soddisfatto, perch\u00e9, sotto il profilo artigianale, il libro \u00e8 molto ben confezionato. Fleming ha padronanza della lingua, sa mettere insieme le parole e farle funzionare bene. Ma naturalmente nessuno definirebbe la sua letteratura. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Credo per\u00f2 che quasi tutte le opere pi\u00f9 interessanti siano quelle prodotte da persone che non pensano di fare arte, ma artigianato, di fare un buon lavoro artigianale.<\/span><\/strong> Scrivere dignitosamente significa fare buon artigianato, conoscere il proprio mestiere, saper <\/em><em>usare gli strumenti nel modo giusto e non danneggiarli mentre li si usa. Quando leggo i romanzi scritti letterariamente, quelli che appartengono alla cultura &#8220;alta&#8221;, spesso mi paiono un concentrato di sciocchezze. Se voglio sapere qualcosa di interessante su come funzionano gli esseri umani, che relazioni hanno tra loro e come si comportano, leggo le gialliste donne, molte delle quali se la sbrogliano molto meglio dei Sapientoni; valga per tutte il nome di Ruth Rendell. Se voglio leggere qualcosa di serio e profondo sulla condizione umana, sul perch\u00e9 ci troviamo in questo mondo e che cosa succede in questo mondo, preferisco leggere il libro di un biologo come Richard Dawkins. Credo che oggi non siano pi\u00f9 i romanzieri, ma gli scienziati a fare osservazioni importanti sui temi fondamentali della vita, perch\u00e9 ne sanno di pi\u00f9. Tendo a diffidare parecchio di qualunque cosa si autodefinisca &#8220;arte&#8221; mentre viene creata.<\/em><\/p>\n<p><em>Il salmone del dubbio. L&#8217;ultimo giro in autostop per la Galassia<\/em><br \/>\n<em>Douglas Adams<\/em><br \/>\n<em>traduzione di Laura Serra<\/em><br \/>\n<em>pagina 211, Intervista a Douglas Adams di The Onion A.V. Club<\/em><\/p>\n<p>Questo pezzo mi ha colpito parecchio.<br \/>\nIn tutte le sue interviste, traspare l&#8217;umilt\u00e0 di Douglas Adams nella vita come nella scrittura. Non perseguiva l&#8217;arte, ma forse perch\u00e9 non credeva di avere alcuna possibilit\u00e0 di riuscirci. Voleva divertirsi e divertire allo stesso tempo, e su questo direi che ha raggiunto l&#8217;obiettivo: i suoi testi sprizzano ironia anche dalle virgole. Le sue parole possono apparire semplici, ma non sono mai buttate nel foglio a casaccio. Non \u00e8 una scrittura banale la sua, i termini sono scelti con cura; non sono battute da quattro soldi, il ritmo della sua comicit\u00e0 \u00e8 studiato. Era un ottimo artigiano.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">Eppure \u00e8 indubbio che abbia creato arte.<\/span><\/strong><br \/>\nLa sua <em>Guida galattica per gli autostoppisti<\/em> \u00e8 conosciuta e venerata in ogni angolo del pianeta (ci piacerebbe credere anche dell&#8217;Universo). E credo che tra duecento anni sar\u00e0 considerata un &#8220;classico&#8221; della fantascienza umoristica, ancora letta e apprezzata.<br \/>\nQuanti altri potranno giungere a tanto, pur scrivendo &#8220;per fare arte&#8221;?<br \/>\nNon \u00e8 forse lo stesso errore che si compie quando si scrive per vendere, allineandosi alle richieste del mercato, rincorrendo questo o quel filone narrativo che va tanto di moda?<br \/>\nTante domande, tanti dubbi. E magari la risposta \u00e8 42. \ud83d\ude00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Il mistero<\/span><\/h2>\n<p><em>Nella prima stesura Wodehouse introduceva e organizzava gli elementi essenziali della storia: l&#8217;intreccio, i personaggi e i loro movimenti; le montagne su cui salivano e le rupi da cui cadevano. Ma era il secondo stadio della scrittura, quando rivedeva, limava e correggeva il testo con autocritica implacabile e perfezionismo instancabile, a trasformare le sue opere nei piccoli capolavori linguistici che conosciamo e amiamo. Quando scriveva un libro, attaccava con le puntine i fogli alle pareti dello studio, lasciandoli ondeggiare. Appuntava in alto le pagine che riteneva a posto e in basso quelle cui sentiva di dover ancora lavorare. L&#8217;obiettivo era portare l&#8217;intero manoscritto all&#8217;altezza della sbarra per appendere i quadri, prima di consegnarlo all&#8217;editore. <\/em><\/p>\n<p><em>Il salmone del dubbio. L&#8217;ultimo giro in autostop per la Galassia<\/em><br \/>\n<em>Douglas Adams<\/em><br \/>\n<em>traduzione di Laura Serra<\/em><br \/>\n<em>pagina 86, Sunset at Blandings (di P.G.Wodehouse)<\/em><\/p>\n<p>Caro Mister E. la ricordavi proprio male questa cosa! \ud83d\ude09<br \/>\n<em>Il salmone del dubbio<\/em> \u00e8 infatti uno dei libri consigliatomi da Mister E. (ogni tanto lo vedete passare tra i commenti al blog), il quale predilige solo romanzi di fantascienza, svuotando le edicole di tutti gli Urania che trova.<br \/>\nE nel ricordarmi di leggerlo quanto prima, mi citava in continuazione questo metodo di revisione indicato nel testo. Non era per\u00f2 Douglas Adams ad utilizzarlo, ma uno dei suoi scrittori preferiti, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/P._G._Wodehouse\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>P.G.Wodehouse<\/em><\/a>, autore inglese conosciuto soprattutto per i racconti di Jeeves e del Castello di Blandings, nonch\u00e9 per la fine ironia e le inconsuete similitudini (&#8220;I baffi del duca si alzavano e abbassavano come alghe nel flusso e riflusso della marea.&#8221;)<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">L&#8217;ho ribattezzato &#8220;il metodo del muro&#8221;<\/span><\/strong> e dopo aver letto questo estratto mi sono subito messa alla ricerca di altre indicazioni. Speravo di trovare un&#8217;intervista <strong><span style=\"color: #0000ff;\">dello stesso Pelham Grenville Wodehouse<\/span><\/strong> (all&#8217;epoca non erano di moda i manuali di scrittura) o una sua biografia. Magari con un po&#8217; di fortuna anche una foto in bianco e nero del suo studio pieno di fogli appiccicati alla parete.<br \/>\nNiente. Tutti i riferimenti a questo metodo sono questo stesso paragrafo di Douglas Adams e nulla pi\u00f9.<br \/>\nHo chiesto aiuto anche ai miei amici writers degli altri paesi, ma nessuno ha saputo darmi qualche indicazione ulteriore.<br \/>\nResta un mistero.<br \/>\nSe qualcuno ne sapesse qualcosa di pi\u00f9, lo invito a scrivermelo qui sotto commenti, in qualsiasi momento, anche tra qualche mese, non c&#8217;\u00e8 problema.<br \/>\nNel frattempo spero di aver cambiato casa o trovato una muro bianco abbastanza spazioso per tutti i miei fogli.<\/p>\n<p>Che ne pensate di questo metodo? Inizierete anche a voi a cercare le pareti libere in casa vostra?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">I cazzilli<\/span><\/h2>\n<p><em>Ho stanze piene di cazzilli e non ne desidero altri. Met\u00e0 dei cazzilli che ho non so nemmeno a che ordigno appartengano. Particolare pi\u00f9 importante, di met\u00e0 dei miei ordigni non so nemmeno dove ho messo il cazzillo. Particolare pi\u00f9 seccante di tutti, un&#8217;enorme quantit\u00e0 di cazzilli, tra cui quello che \u00e8 arrivato stamattina, sono cazzilli che vanno a 120 volt AC, il voltaggio americano, e questo significa che non posso usarli qui all&#8217;Estero (codice di stato ET), ma devo conservarli per il giorno in cui mi capiter\u00e0 eventualmente di comprare negli Stati Uniti l&#8217;ordigno al quale si adattano (ammesso ch&#8217;io sappia quale sia l&#8217;ordigno a cui si adattano). Vi state per caso chiedendo di che cavolo parlo? Ebbene, i cazzilli di cui sto parlando (e non sono certo gli unici cazzilli da cui \u00e8 infestato il mondo della microelettronica) sono gli adattatori elettrici di cui hanno bisogno i portatili, i palmari, le unit\u00e0 esterne, i registratori a cassette, le segreterie telefoniche, le casse acustiche e altri ordigni preziosi per passare da una corrente alternata di 120 o 240 volt a una corrente continua di 6, 4, 5, 9 o 12 volt. A 500 milliampere, 300 milliampere, 1200 milliampere. Hanno spine positive e prese negative, a meno che non siano del tipo che ha spine negative e prese positive. Se si moltiplicano tutte queste variabili, si ottiene un&#8217;industria abbastanza grande che esiste, a quanto ne so, per riempire i miei cassetti di cazzilli, nessuno dei quali potr\u00f2 mai identificare senza prima avere calcolato la radice cubica degli ordigni. Il sistema pi\u00f9 comune per trovare un cazzillo che si adatta all&#8217;ordigno che voglio usare \u00e8 di andare a comprare un altro cazzillo a un prezzo capace di togliermi il respiro. <\/em><\/p>\n<p><em>Il salmone del dubbio. L&#8217;ultimo giro in autostop per la Galassia<\/em><br \/>\n<em>Douglas Adams<\/em><br \/>\n<em>traduzione di Laura Serra<\/em><br \/>\n<em>pagina 151, Cazzilli<\/em><\/p>\n<p><em>Il salmone del dubbio<\/em> \u00e8 rimasto l\u00ec, in attesa di lettura, per oltre un anno. E credo fosse l\u00ec sul comodino proprio per colpa dei cazzilli.<br \/>\nAppena acquistato, l&#8217;ho aperto a caso nel mezzo e mi \u00e8 capitato sotto gli occhi questo titolo strano, ed ho cominciato a leggere. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ed \u00e8 diventato il mio pezzo preferito, quello che rileggevo tutte le volte che mi sentivo gi\u00f9.<\/span> <\/strong>Oh lo so, \u00e8 ironia da informatici, che voi magari riuscite anche a salvarvi dai cazzilli, ne avete giusto un paio di scorta nel cassetto delle cianfrusaglie, quello in fondo al mobiletto della cucina, quello dove ci finiscono gli oggetti indeterminati.<br \/>\nMa io, dopo vent&#8217;anni nell&#8217;informatica, oltre alla cassettiera della scrivania, ho anche la cantina piena di cazzilli e ordigni, nonostante due volte l&#8217;anno provveda a svuotarla accuratamente.<br \/>\nHo il vago sospetto che addirittura i cazzilli si riproducano al buio&#8230;<br \/>\nE spero che la risposta non sia 42! \ud83d\ude00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho appena finito di leggere Il salmone del dubbio di Douglas Adams e quel che mi \u00e8 rimasto \u00e8, per l&#8217;appunto, il dubbio. 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