{"id":15937,"date":"2019-02-14T06:00:25","date_gmt":"2019-02-14T05:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=15937"},"modified":"2023-12-17T15:22:38","modified_gmt":"2023-12-17T14:22:38","slug":"le-cose-cambiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/le-cose-cambiano\/","title":{"rendered":"Le cose cambiano"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Ti prego, dimmi che non c&#8217;\u00e8. Questa mattina non la potrei proprio reggere.&#8221;<br \/>\nTommaso guardava dallo spioncino la situazione fuori sul pianerottolo. In apparenza tutto tranquillo, nessun rumore, porta di fronte chiusa e immobile, nemmeno uno scricchiolio in lontananza. Lo zerbino spazzolato e lindo come sempre. Welcome, alle porte dell&#8217;inferno.<br \/>\nNon era stato un bel fine settimana, letto freddo e solitario, piantato in asso all&#8217;ultimo momento, senza possibilit\u00e0 di appello.<br \/>\nCi mancava solo la vicina rompipalle per iniziare bene il luned\u00ec.<br \/>\nPrese la borsa tascapane, tir\u00f2 un profondo respiro e giro piano la maniglia per uscire. Inciamp\u00f2 nell&#8217;enorme sacchetto del riciclabile che aveva messo fuori proprio lui la sera prima, come tutte le volte che i rifiuti diventavano troppo puzzolenti per stare in casa, ma non aveva tempo n\u00e9 voglia di portarli fino in strada.<br \/>\nAll&#8217;istante uno scatto della serratura l\u00ec davanti lo avvis\u00f2 del pericolo. Il diavolo s&#8217;era svegliato.<br \/>\n&#8220;Buongiorno Tommaso&#8221; Sofia lo salut\u00f2 acida. Le braccia serrate sul petto, il ghigno di chi gongola la vittoria.<br \/>\n&#8220;Ngiorno&#8221; rispose lui fingendo noncuranza.<br \/>\n&#8220;Senti, non voglio essere insistente, ma ti pregherei di non lasciare l&#8217;immondizia qui fuori tutta la notte. Non senti poi l&#8217;odore questa mattina? Tocca lasciare la finestra aperta, e non hanno ancora aggiustato la zanzariera.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ci sono meno cinque gradi, dubito ci siano zanzare a questa stagione.&#8221;<br \/>\n&#8220;Possono entrare altre bestie&#8230;&#8221;<br \/>\nBestie pi\u00f9 pericolose di te? Non credo, pens\u00f2 Tommaso, cercando di non far trasparire i suoi pensieri.<br \/>\n&#8220;Un&#8217;altra cosa&#8230;&#8221;<br \/>\nFigurarsi se poteva essere finita l\u00ec. Tommaso avanz\u00f2 lentamente verso le scale, pronto alla fuga.<br \/>\n&#8220;Lo scorso venerd\u00ec non sono stati svuotati i cestini e i posacenere all&#8217;ingresso. Era il tuo turno delle pulizie delle parti comuni, vero? Dovresti dire alla tua donna di servizio di fare maggior attenzione.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oppure potresti trovarne un&#8217;altra&#8230;&#8221;<br \/>\nLa signora Rosa non era certo giovanissima, ma nessuno si era mai lamentato del suo lavoro. Ed era come una zia per lui, presente e attiva pi\u00f9 di sua madre. Ma ovviamente ci doveva essere qualcosa su cui recriminare, dato che la signora Rosa era una delle poche a rispondere a tono alla vicina. Sbuff\u00f2 impermalito.<br \/>\n&#8220;Mi hai sentito?&#8221; continu\u00f2 lei.<br \/>\n&#8220;Si, magari i cestini non erano cos\u00ec pieni, e in ogni caso non mi sembra un gran problema.&#8221;<br \/>\n&#8220;Eh certo, tanto poi c&#8217;\u00e8 la sottoscritta al turno successivo che pulisce per tutti, no?!&#8221;<br \/>\nTommaso volt\u00f2 le spalle e prese a scendere.<br \/>\n&#8220;Vipera&#8230;&#8221; mormor\u00f2 tra i denti.<br \/>\n&#8220;Screanzato, ti ho sentito sai!&#8221; gli url\u00f2 dietro lei.<br \/>\n&#8220;Oh, vaffanculo, frigida stronza!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma ma ma&#8230; come ti permetti? Che razza di maleducato!&#8221; Sent\u00ec la porta sbattere dietro di lui.<br \/>\nC&#8217;era qualcosa di peggio del letto vuoto. Un letto con dentro quella strega.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era stata una giornata pesante al lavoro. E adesso Sofia camminava di fretta, in bilico sui tacchi da ufficio, nel marciapiede sconnesso dalle radici degli alberi, reggendo i due cartoni delle pizze sulla mano destra e la borsa della spesa sulla sinistra, con la tracollina che minacciava ad ogni passo di scendere dalla spalla.<br \/>\nDio se era stanca. Si sentiva come un criceto sulla ruota: correva, correva, correva e non arrivava mai da nessuna parte.<br \/>\nCon la differenza che il criceto lo trovava divertente, lei proprio no.<br \/>\nGiunsero davanti all&#8217;edificio nello stesso istante: Sofia impacciata nei movimenti e affaticata dagli impegni del giorno, il viso tirato e il trucco disciolto, Tommaso con un sorriso smagliante, avvinghiato ad una bionda da copertina fasciata in un tubino molto aderente, che lo guardava con occhi famelici.<br \/>\nPare lo facesse apposta a comparirle davanti, sempre cos\u00ec rilassato, con quell&#8217;espressione entusiasta stampata sulla faccia.<br \/>\nDa buon cavaliere, apr\u00ec il portoncino all&#8217;ingresso e lo tenne fermo per lasciarla entrare, senza costringerla a suonare per farsi aprire da un altro inquilino.<br \/>\nStava semplicemente recitando la parte per guadagnare punti con la sua ospite, anche se non sembrava averne pi\u00f9 bisogno.<br \/>\nLa bionda la degn\u00f2 appena di uno sguardo, giusto il tempo di capire che non costituiva pericolo per la sua preda.<br \/>\nSalirono insieme le due rampe di scale fino al loro pianerottolo.<br \/>\nSofia pos\u00f2 la spesa sullo zerbino e goffa nei gesti, per non far cadere le pizze, frugava nella tracolla alla ricerca del mazzo di chiavi.<br \/>\nLo trov\u00f2, ma riuscire ad afferrare la chiave giusta ed infilarla nella toppa era un&#8217;altra impresa.<br \/>\n&#8220;Vuoi una mano?&#8221; le chiese Tommaso dall&#8217;altra entrata.<br \/>\n&#8220;No, grazie. Non saprei con quale mano potresti aiutarmi&#8230;&#8221; rispose piccata, lanciandogli un&#8217;occhiataccia.<br \/>\nUna mano di lui stava appoggiata salda sulla minigonna, perch\u00e9 non scendesse troppo magari, e con l&#8217;altra tentava di far girare chiavi e maniglia della sua blindata. Sorrise divertito, mentre la bionda sembrava ignorare la schermaglia.<br \/>\nIn quel momento cos\u00ec opportuno, suon\u00f2 il cellulare di Sofia. Lasci\u00f2 il mazzo sopra i cartoni sbuffando e recuper\u00f2 il telefonino dalla tasca della giacca.<br \/>\n&#8220;Leonardo sei in ritardo! Si, le ho prese io le pizze. Sbrigati che si freddano.&#8221; Altro che appuntamento galante!<br \/>\nTommaso apr\u00ec la porta e fece entrare la bionda nel suo appartamento con un &#8220;Accomodati, arrivo subito.&#8221;<br \/>\nPoi giunse alle spalle di Sofia, prese le chiavi sopra i cartoni delle pizze e apr\u00ec il suo ingresso per lei.<br \/>\n&#8220;Buona serata&#8221; le disse in un sussurro.<br \/>\n&#8220;Umpf&#8221; gli rispose offesa della gentilezza.<br \/>\nQuesto non significava niente, pens\u00f2 irritata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era giunto il periodo dell&#8217;anno pi\u00f9 difficile, quello dei cuori, dei cioccolatini, delle rose rosse, dei gioielli e di venire facilmente fraintesi.<br \/>\nLe uscite dovevano essere occasionali e organizzate all&#8217;ultimo minuto, altrimenti si rischiava di alimentare false aspettative, sia in un senso che nell&#8217;altro. Se era una cosa seria, era meglio deciderlo in un altro momento, mai a San Valentino, mai nel mese di febbraio.<br \/>\nPer quel fine settimana Tommaso si sarebbe dato alla tiv\u00f9, qualche birretta, un paio di telefonate agli amici rimasti, forse qualche scartoffia bancaria da sistemare, un po&#8217; di ordine nelle stanze, magari una corsetta all&#8217;aperto. Ma niente donne.<br \/>\nSal\u00ec le scale condominiali saltando i gradini a due a due tutto allegro, per poi ritrovarsi una strana scena davanti.<br \/>\nSofia rannicchiata sulla sua soglia, con la testa fra le ginocchia, che piangeva sommessa. La porta spalancata dietro di lei e due chiavi buttate a terra in mezzo al pianerottolo.<br \/>\n&#8220;Che \u00e8 successo?&#8221; chiese preoccupato.<br \/>\n&#8220;Niente&#8230;&#8221; Tir\u00f2 su col naso, le lacrime che scendevano copiose tra un singulto e l&#8217;altro.<br \/>\n&#8220;Non mi pare proprio un gran bel niente. Davvero, che \u00e8 successo?&#8221;<br \/>\nCon fatica lei si tir\u00f2 su in piedi e lo guard\u00f2 in faccia disperata. &#8220;Che te ne importa a te?&#8221;<br \/>\nTommaso si sent\u00ec pi\u00f9 sollevato, non aveva segni di contusione al volto, non l&#8217;aveva picchiata. Vedendola l\u00ec a terra aveva temuto il peggio. Non sai mai cosa si nasconde dietro le porte degli altri.<br \/>\n&#8220;Dov&#8217;\u00e8 Leonardo?&#8221; chiese raccogliendo le chiavi abbandonate a terra.<br \/>\n&#8220;Se ne \u00e8 andato&#8230; perch\u00e9 sono una frigida stronza!&#8221; esclam\u00f2 in un gemito. Si appoggi\u00f2 allo stipite e prosegu\u00ec il suo pianto disperato.<br \/>\n&#8220;Dai su, torner\u00e0. Capita di litigare. Poi si fa dell&#8217;ottimo sesso riappacificatore.&#8221;<br \/>\nEra l&#8217;ultimo uomo sulla terra che poteva consolare quella donna, eppure eccolo l\u00ec.<br \/>\nLei scosse la testa. &#8220;Ha lasciato incinta un&#8217;altra&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Che pezzo di merda&#8221; esclam\u00f2 Tommaso tutto d&#8217;un fiato. Non li conosceva bene, abitava l\u00ec solo da un anno, ma sapeva che dovevano essere prossimi al matrimonio. Si pass\u00f2 la mano sul viso, indeciso sul da farsi. Che situazione del cazzo, pens\u00f2, proprio a febbraio.<br \/>\n&#8220;E mi ha lasciato perch\u00e9 io invece&#8230; non posso.&#8221;<br \/>\nLui sospir\u00f2. Non c&#8217;era bisogno di tante altre spiegazioni. Anche sua sorella non poteva avere figli, conosceva la tristezza infinita di quella condizione. Gliela leggeva negli occhi ogni giorno. Le poche volte che lui entrava in chiesa era per pregare che un tribunale la chiamasse per un&#8217;adozione, un miracolo di questi tempi. Ma suo cognato era una roccia, in questo sua sorella era stata fortunata se non altro.<br \/>\n&#8220;Dai su, vieni dentro. Ci manca solo che ti veda la signora Erminia del quarto piano, quella malelingua.&#8221;<br \/>\nLa prese per le spalle, tremava ancora, e la accompagn\u00f2 all&#8217;interno, chiudendo la porta dietro di loro.<br \/>\n&#8220;Le cose cambiano, mi ha detto. Non mi interessa pi\u00f9. Ma chiss\u00e0 da quanto non gli interessava pi\u00f9&#8230; chiss\u00e0 da quanto stava con questa.&#8221;<br \/>\nSofia si sedette sul tappeto peloso, con le gambe distese e la schiena appoggiata alla seduta del divano.<br \/>\n&#8220;Avrei dovuto capirlo. Stupida, stupida, stupida che non sono altro!&#8221; batt\u00e9 i pugni sulle ginocchia.<br \/>\n&#8220;Ci vuole qualcosa da bere, roba forte, una birra non basta qua.&#8221; Tommaso guard\u00f2 le bottiglie esposte sopra il buffet.<br \/>\n&#8220;Uhm, andiamo male, tutto alcool da educande.&#8221;<br \/>\n&#8220;Apri l&#8217;anta in basso e guarda a fianco dei piatti. Dovrebbe esserci qualcosa&#8221; mormor\u00f2 Sofia.<br \/>\n&#8220;Ah, adesso si ragiona. Whisky, rum, gin, vodka. La vodka per\u00f2 dovresti tenerla in frigo almeno&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Cos\u00ec se ne accorge? No. L\u00ec invece non ci mette mai naso, non ha mai preparato la tavola una volta in tre anni.&#8221;<br \/>\nTommaso scelse il whisky, marca di qualit\u00e0. Riemp\u00ec per bene due bicchieri e uno lo porse a Sofia.<br \/>\n&#8220;Mi diceva che non gli importava dei figli, che il nostro legame era pi\u00f9 importante.&#8221; Lei lo guard\u00f2 di sbieco, attraverso il vetro. &#8220;Ma che ne sai tu di queste cose&#8230; esci con una donna diversa ogni settimana!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ho una figlia&#8221; disse lui serio, fissando un punto lontano.<br \/>\n&#8220;Una figli&#8230; mi prendi in giro?!&#8221; Lei lo osservava incredula.<br \/>\n&#8220;Vive con la madre, ci siamo separati un anno fa, non per mia scelta. Quella sera che sentivi ridere forte e ti abbiamo disturbato, giocavamo ai pirati. E&#8217; l&#8217;unica donna che riesco a far divertire davvero!&#8221; Si gir\u00f2 verso di lei.<br \/>\n&#8220;Adesso si, che ho bisogno dell&#8217;alcool&#8230; Tu eri con tua figlia e io mi sono comportata proprio da stronza quella sera&#8230;&#8221;<br \/>\nLa vide trangugiare un enorme sorso, senza tossire. Non era un&#8217;educanda dei superalcolici, non l&#8217;avrebbe mai detto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un paio di bicchieri, parecchie parole biascicate e l&#8217;umore pi\u00f9 malinconico ma sereno, Sofia si alz\u00f2 in piedi con fatica.<br \/>\n&#8220;Io&#8230; non sono cos\u00ec.&#8221;<br \/>\n&#8220;Cos\u00ec come?&#8221; domand\u00f2 Tommaso con gli occhi semichiusi dalla stanchezza e dall&#8217;alcool.<br \/>\n&#8220;Oh dai, lo sai. Frigida stronza.&#8221; Cerc\u00f2 di imitare la voce di lui arrabbiato, ma non le riusc\u00ec.<br \/>\n&#8220;Mi spiace, non intendevo&#8230;&#8221; si scus\u00f2 lui. Non poteva sapere, per\u00f2 si era comportata davvero da stronza.<br \/>\nSofia si mosse traballante verso il televisore e afferr\u00f2 un album fotografico da una pila ordinata di libri su una mensola l\u00ec sopra.<br \/>\nGlielo porse. &#8220;Io sono questa.&#8221;<br \/>\nTommaso sfogli\u00f2 le pagine, foto per foto, meravigliato. Una Sofia sorridente lo salutava dalla cima impervia di una montagna innevata, tutta imbragata per la scalata. Un&#8217;altra Sofia allegra ballava con un gonnellino hawaiano in una spiaggia tropicale, un fisico mozzafiato. La stessa grintosa Sofia che stava saltando un ostacolo in sella ad un cavallo. E forse la stessa Sofia che si buttava con una corda da bungee jumping da un ponte sospeso nel vuoto, un coraggio fuori dal comune. Nulla a che vedere con la Sofia che viveva in quell&#8217;appartamento.<br \/>\n&#8220;E dov&#8217;\u00e8 questa persona? Perch\u00e9 hai smesso?&#8221;<br \/>\n&#8220;Per amore&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah, che bella fregatura!&#8221; sbott\u00f2 lui. &#8220;Ma che avete voi donne col cambiamento, eh? O ci volete cambiare, ed \u00e8 impossibile, o cambiate voi stesse, quando invece non vogliamo altro che rimaniate esattamente come vi abbiamo conosciute!&#8221; Ne sapeva qualcosa la sua ex-moglie, che aveva anche cambiato gusti in fatto di mariti.<br \/>\n&#8220;Me l&#8217;aveva chiesto lui&#8221; mormor\u00f2 Sofia lamentosa.<br \/>\n&#8220;Allora non era amore. Cin cin!&#8221; Sbatt\u00e9 il bicchiere contro quello di Sofia. Qualcosa in comune l&#8217;avevano in fondo.<br \/>\n&#8220;Prima che diventi troppo sbronzo per camminare, \u00e8 meglio se me ne torno di l\u00e0.&#8221; Tommaso si alz\u00f2 a fatica, quel whisky era troppo buono e aveva esagerato.<br \/>\n&#8220;Se hai bisogno, suona il campanello.&#8221;<br \/>\n&#8220;E&#8217; rotto il tuo campanello&#8230;&#8221; Sofia tent\u00f2 un sorriso ma stava per crollare dal sonno.<br \/>\n&#8220;Ah gi\u00e0. Vabb\u00e8, lancia una scarpa contro la porta, la sentir\u00f2. Non ho il sonno pesante.&#8221; Prese la borsa tascapane che aveva lasciato a terra, entrando qualche ora prima e il giaccone poggiato sulla poltrona.<br \/>\n&#8220;Per caso&#8230; hai delle sigarette?&#8221;<br \/>\n&#8220;Tu fumi?&#8221; La guard\u00f2 torvo.<br \/>\n&#8220;Fumavo. Ho smesso, ma stasera ne avrei proprio bisogno.&#8221;<br \/>\nTommaso annu\u00ec. Rovist\u00f2 dentro la borsa e tir\u00f2 fuori un pacchetto tutto spiaccicato. &#8220;Ne mancano solo due, il resto \u00e8 tutto tuo.&#8221;<br \/>\nGlielo lanci\u00f2 e lei lo prese al volo.<br \/>\n&#8220;Vai a letto Sofia, una dormita \u00e8 quel che ci vuole. Domani andr\u00e0 meglio.&#8221;<br \/>\nUsc\u00ec dalla porta, ma quando si gir\u00f2 per salutarla, stava gi\u00e0 sonnecchiando sprofondata sul divano, immersa nei cuscini.<br \/>\nDomani avrebbe raccolto i cocci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mattino dopo Sofia si alz\u00f2 dal letto con molta fatica. E non ricordava come ci era finita: nella sua memoria giravano immagini confuse di Leonardo che le urlava dietro, le parole &#8220;Non mi interessa pi\u00f9&#8221; che le pesavano ancora come un macigno nel cuore, il freddo del pavimento del pianerottolo, Tommaso preoccupato come non l&#8217;aveva mai visto, la bottiglia di whisky, altre parole confessate e un pacchetto di sigarette regalato.<br \/>\nUna bella doccia calda l&#8217;aiut\u00f2 a riacquistare i sensi e a calmare lo stomaco in subbuglio.<br \/>\nSi vest\u00ec comoda, afferr\u00f2 la borsa, indoss\u00f2 gli occhiali scuri per nascondere i postumi del pianto e della sbornia, palpebre arrossate e occhiaie profonde, e usc\u00ec per fare acquisti.<br \/>\nMezz&#8217;ora dopo buss\u00f2 piano alla porta di Tommaso. Nessun segno di vita.<br \/>\nSi tolse le scarpa e inizi\u00f2 a battere col tacco. L&#8217;aveva chiesto lui, dopotutto.<br \/>\n&#8220;Ciao, tutto bene?&#8221; esclam\u00f2 allegro vedendola.<br \/>\nO non aveva bevuto affatto o reggeva decisamente bene l&#8217;alcool, pens\u00f2 Sofia.<br \/>\nViso fresco, barba fatta, capelli pettinati, rilassato come sempre. Qual&#8217;era il suo segreto?<br \/>\n&#8220;Pi\u00f9 o meno. Ecco, ti ho preso un pacchetto nuovo di sigarette.&#8221; Gli porse la scatolina ancora avvolta nel cellophane.<br \/>\n&#8220;Woo, le hai fumate tutte?&#8221; chiese lui sorpreso.<br \/>\n&#8220;No, le ho buttate gi\u00f9 per il water, per non avere tutta la notte la tentazione di fumarle. Smettere di fumare \u00e8 stata una mia decisione consapevole, non me l&#8217;aveva chiesto lui. Era per la mia salute.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ok. Anch&#8217;io le tengo solo per i casi d&#8217;emergenza. Quel pacchetto aveva tre anni.&#8221;<br \/>\nLei annu\u00ec. Sapeva che era uno che ci teneva all&#8217;aspetto fisico, spesso l&#8217;aveva incrociato di ritorno da una corsa, vestito da running e sudatissimo.<br \/>\nE l&#8217;aveva sempre salutato in malo modo. Era stata davvero una pessima vicina di casa.<br \/>\n&#8220;Mi spiace&#8221; ammise, guardandosi le scarpe.<br \/>\n&#8220;Per cosa?&#8221; fece lui curioso.<br \/>\n&#8220;Per&#8230; tutto.&#8221; Sofia allarg\u00f2 le mani in aria per indicare una moltitudine di situazioni.<br \/>\n&#8220;Non importa, davvero&#8221; le rispose Tommaso. Una settimana prima l&#8217;avrebbe bruciata sul rogo, ora vedeva solo una persona in difficolt\u00e0.<br \/>\nAvrebbe dovuto capirlo, proprio lui.<br \/>\n&#8220;Ho pensato a quello che mi hai detto ieri sera.&#8221;<br \/>\nTommaso annu\u00ec, anche se non ricordava molto della conversazione.<br \/>\n&#8220;Mi sono iscritta ad un corso per sub, una voglia rimasta in sospeso&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Maddai! Io faccio parte del circolo!&#8221; esclam\u00f2 contento. &#8220;Vuoi entrare per un caff\u00e8? Da qualche parte ho il depliant con le uscite organizzate di quest&#8217;anno, se vuoi venire con noi.&#8221; Apr\u00ec completamente la porta per lasciarla passare.<br \/>\n&#8220;Vada per il caff\u00e8. Di l\u00e0 ho solo del decaffeinato orribile, quello che beveva Leonardo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Il decaffeinato non \u00e8 caff\u00e8, dovrebbero arrestare chi si ostina a chiamarlo caff\u00e8!&#8221;<br \/>\nLa porta si richiuse alle loro spalle, alla loro risata divertita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pronto per andare in ufficio, Tommaso prese la borsa tascapane dall&#8217;attaccapanni e se la mise sulla spalla destra. Raccolse poi da terra il sacchetto del riciclabile che aveva appena chiuso e spalanc\u00f2 la porta per uscire nel pianerottolo.<br \/>\nAll&#8217;istante si sent\u00ec uno scatto della serratura l\u00ec davanti: un uomo distinto venne fuori dal suo vecchio appartamento di qualche mese fa.<br \/>\n&#8220;Buongiorno&#8221; lo salut\u00f2 placido il vicino.<br \/>\n&#8220;Buongiorno&#8221; ricambi\u00f2 Tommaso sorridendo. Lo lasci\u00f2 passare avanti, mentre controllava un messaggio appena arrivato sul cellulare. La sua amica hostess era di nuovo in citt\u00e0 e gli chiedeva di vedersi per una serata a due, dolce compreso.<br \/>\nCi avrebbe messo tutta la giornata a trovare le parole giuste per scaricarla senza offenderla.<br \/>\n&#8220;Ehi, razza di maleducato!&#8221; La voce severa di Sofia alle sue spalle lo richiam\u00f2 indietro.<br \/>\n&#8220;Frigida stronza!&#8221; gli rispose acido di rimando, lo sguardo tagliente.<br \/>\nMa il loro cipiglio sfum\u00f2 presto in un largo sorriso.<br \/>\n&#8220;Non fare tardi stasera&#8221; gli disse Sofia, &#8220;che ti preparo il risotto con i porcini freschi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Arrivo prima allora, cos\u00ec penser\u00f2 io all&#8217;aperitivo.&#8221; Tommaso la squadr\u00f2 lungo tutto il corpo in una lunga occhiata d&#8217;intesa.<br \/>\nA Sofia scapp\u00f2 un risolino divertito. Lo vide scendere le scale veloce, due gradini alla volta.<br \/>\nAi suoi piedi osserv\u00f2 poi la scritta Welcome dello zerbino consumata e sporca.<br \/>\nSegno inequivocabile che la vita va vissuta, non spazzolata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(c) 2019 Barbara Businaro<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Shawn Mendes - Youth (Official Lyric Video) ft. Khalid\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Bs-Hr-gEJAU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Diversamente da altri racconti, questo non \u00e8 nato ascoltando la canzone, anche se trovo che la melodia ci stia bene.<\/em><br \/>\n<em>Nel punto in cui Sofia viene lasciata da Leonardo, le parole sono pure perfette:<\/em><\/p>\n<p><em>You can\u2019t take my youth away, This soul of mine will never break<\/em><br \/>\n<em>As long as I wake up today, You can\u2019t take my youth away<\/em><br \/>\n<em>(trad. Non puoi portare via la mia giovent\u00f9, Questa mia anima non si romper\u00e0 mai<\/em><br \/>\n<em>Finch\u00e9 mi sveglio oggi, Non puoi portare via la mia giovent\u00f9)<\/em><\/p>\n<p><em>Invece delle note, qui l&#8217;ispirazione \u00e8 stata tutta una questione di porte.<\/em><br \/>\n<em>Da qualche mese non fate che dirmi che &#8220;chiusa una porta si aprir\u00e0 un portone&#8221; in merito ad una stagione lavorativa terminata, ma la mia musa, quella che non mi fa dormire di notte, ha associato questa immagine al racconto di San Valentino che doveva scrivere e al mito del &#8220;ragazzo della porta accanto&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Forse non era la musa, ma i peperoni&#8230; per\u00f2 queste porte che si aprivano mi parevano interessanti.<\/em><br \/>\n<em>Mi sono chiesta cosa potevano nascondere.<\/em><br \/>\n<em>E sono anche impazzita a cercare la foto del post, perch\u00e9 in realt\u00e0 l&#8217;immagine che volevo era qualcosa di simile a questo:<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Le_cose_cambiano_schizzo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-15936 size-large\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Le_cose_cambiano_schizzo-1024x744.png\" alt=\"Le cose cambiano - schizzo di Barbara Businaro\" width=\"1024\" height=\"744\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Le_cose_cambiano_schizzo-1024x744.png 1024w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Le_cose_cambiano_schizzo-300x218.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Le_cose_cambiano_schizzo-768x558.png 768w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Le_cose_cambiano_schizzo.png 1170w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Si, l&#8217;ho fatto io. Si, a mano libera. No, solo cinque minuti e la prospettiva \u00e8 leggermente sbagliata.<\/em><br \/>\n<em>Diciamo che sono nata con la penna in mano, per\u00f2 non ho ancora deciso se per scrivere o disegnare&#8230;<\/em><br \/>\n<em>Ok, meglio se disegno, ho capito. <\/em>\ud83d\ude09<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ti prego, dimmi che non c&#8217;\u00e8. Questa mattina non la potrei proprio reggere.&#8221; Tommaso guardava dallo spioncino la situazione fuori sul pianerottolo. In apparenza tutto tranquillo, nessun rumore, porta di fronte chiusa e immobile, nemmeno uno scricchiolio in lontananza. Lo zerbino spazzolato e lindo come sempre. Welcome, alle porte dell&#8217;inferno. Non era stato un bel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15935,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[21,22,4196],"class_list":["post-15937","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-poesie","tag-racconti","tag-rosa","tag-san-valentino"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v27.8 (Yoast SEO v27.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Le cose cambiano - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Le cose cambiano, una porta si chiude e un&#039;altra si apre per Sofia e Tommaso, non solo per San Valentino...webnauta - navigatore in un oceano di parole\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/le-cose-cambiano\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Le cose cambiano\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Le cose cambiano, una porta si chiude e un&#039;altra si apre per Sofia e Tommaso, non solo per San Valentino...webnauta - 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