{"id":1451,"date":"2016-05-29T06:00:57","date_gmt":"2016-05-29T04:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=1451"},"modified":"2023-12-29T20:10:25","modified_gmt":"2023-12-29T19:10:25","slug":"diavolo-in-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/","title":{"rendered":"Il diavolo in citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il sole spargeva il suo primo tepore primaverile mentre una leggera brezza faceva risuonare le foglioline appena nate. Nessun altro rumore disturbava la placida calma di quel pomeriggio. Sarebbe stato un incantevole parco dove fermarsi a leggere una lunga storia, se non per la muta inquietudine del lieve tremolio di tutte quelle lucine ben ordinate in fila. Il cimitero non \u00e8 un buon posto, per i vivi.<br \/>\nAngelo si aggirava sconsolato per i vialetti sassosi, seguendo la processione che stava portando il suo amico Gino all\u2019ultimo viaggio. Settantacinque anni erano comunque gran parte di vita, ma andarsene scivolando sui tre gradini dell\u2019ingresso di casa sembrava una terribile beffa del destino. E pensare che l\u2019aveva salutato solo qualche minuto prima, all\u2019edicola all\u2019angolo, la scorsa domenica. Da sempre appassionato di calcio, Gino era stato il suo allenatore quando Angelo giocava nella squadra pulcini del quartiere. Da pensionato, lo si trovava puntualmente al bar Jolly a commentare le partite. Tranne le ultime. Sospir\u00f2.<br \/>\n\u201cLo mettono nell\u2019ala nuova. Ha solo un mese, ma si sta riempiendo velocemente. C\u2019\u00e8 chi dice che non sia una cosa tanto normale&#8230;\u201d Accanto a lui, Enzo indicava una parete risplendente del candore del marmo appena tagliato ed occupata solo per un quarto della sua capienza. Gli ultimi arrivati venivano alloggiati l\u00ec.<br \/>\nLa tumulazione fu breve e silenziosa. Qualcuno si attard\u00f2 a salutare i famigliari, ma Angelo decise di rimandare ad altra sede. Enzo vagava curiosando i nomi incastonati nelle lapidi recenti. Da quando si era sposato e diventato padre di due gemelli si incontravano solo per matrimoni e funerali. Angelo no, figli non ne aveva avuti, e un po\u2019 lo invidiava.<br \/>\n\u201cQuesto te lo ricordi?\u201d gli chiese l\u2019amico.<br \/>\n\u201cIl cognome non mi dice nulla, ma la foto&#8230;l\u2019ho gi\u00e0 visto&#8230;\u00e8 una foto sfocata per\u00f2.\u201d<br \/>\n\u201cE\u2019 il custode del campo di calcetto.\u201d<br \/>\n\u201cNo! Davvero? Appo?\u201d<br \/>\n\u201cSi, non so da dove gli arrivasse quel soprannome.\u201d<br \/>\n\u201cMa lo avevo visto&#8230;credo un mesetto fa. Sembrava in gamba!\u201d<br \/>\nL\u2019occhio di Angelo si spost\u00f2 alla scritta pi\u00f9 in alto.<br \/>\n\u201cFacchetti Armando. Ma non \u00e8 mica il calzolaio, quello vicino alla vecchia fermata del bus?\u201d<br \/>\n\u201cEh si, proprio lui\u201d comment\u00f2 Enzo.<br \/>\nAlz\u00f2 la testa verso l\u2019ultima lapide in cima.<br \/>\n\u201cFerrarese Virginia. Si, la conosco. E\u2019 una delle signore del coro dove va anche mia madre&#8230;\u201d<br \/>\nProsegu\u00ec alla colonna successiva, dal basso.<br \/>\n\u201cBenetazzi Stefano. Pensa te, Stefano&#8230;pure lui&#8230;\u201d Marmo lucido, fiori freschi, candela nuova. Infatti la data era recente, nemmeno venti giorni.<br \/>\n\u201cZanetto Anna. Me la ricordo&#8230;la conoscevo si, l\u2019immagine incorniciata non \u00e8 proprio attuale, ma \u00e8 lei&#8230;\u201d<br \/>\nSembrava strano trovare in quella macabra lista cos\u00ec tanti volti noti. Di solito in una cittadina cos\u00ec sviluppata, con due grosse fabbriche che attiravano lavoratori dalla provincia, c\u2019era sempre qualche cognome forestiero, intere famiglie che non si aveva modo di frequentare. Gli ultimi tre anni poi Angelo li aveva passati in viaggio per lavoro, precludendo qualsiasi attivit\u00e0 sociale in loco.<br \/>\nEppure li conosceva. Tutti.<br \/>\nProsegu\u00ec lungo la navata, leggendo via via nomi e cognomi, sbirciando le foto e confrontando le date dei decessi, tutte cos\u00ec incredibilmente ravvicinate. Persone di et\u00e0 e occupazioni diverse, qualcuno anche pi\u00f9 giovane di lui, che a 44 anni a certe cose preferiva non pensare proprio.<br \/>\nLo conosco&#8230;anche lei la conosco&#8230;si, me lo ricordo&#8230;anche lui&#8230;lo conosco&#8230;lo conosco&#8230;<br \/>\nQualcosa di pesante gli opprimeva il respiro.<br \/>\nAngelo era sconcertato. \u201cMa davvero se ne sono andati tutti nell\u2019ultimo periodo! Ma le cause? Sono morti di malattia? O qualche contaminazione ambientale?\u201d chiese all\u2019amico a fianco.<br \/>\n\u201cNo, no. Oddio, qualcuno s\u00ec \u00e8 finito all\u2019ospedale, ma alcuni sono stati proprio incidenti sfortunati. Pensa Appo! Fino alla sera prima mi dicono che faceva qualche tiro in porta a fine serata, prima di chiudere. E il giorno dopo mi va a cadere sulle scale?\u201d Scosse la testa. \u201cNon ci si crede&#8230;\u201d<br \/>\nIl corteo si stava disperdendo. Anche loro imboccarono l\u2019uscita attraverso il pesante cancello in ferro battuto.<br \/>\n\u201cChe poi\u201d continu\u00f2 Enzo \u201cle vecchie in chiesa ci stiano ricamando sopra mi pare ovvio. Da una settimana si trovano tutte le sere prima dei vespri a dire il rosario disperate. Perch\u00e8 c\u2019\u00e8 il diavolo in citt\u00e0, dicono.\u201d<br \/>\nAngelo sorrise. Credere a queste assurdit\u00e0 nel nuovo millennio. Di sicuro c\u2019era qualche altra spiegazione plausibile. Qualcosa di nocivo scappato nelle falde acquifere, un virus mortale che veniva tenuto nascosto ai media e alla popolazione per evitare il panico, che procurava magari un eccessivo calo d\u2019attenzione e problemi motori. Non c\u2019era bisogno di scomodare il diavolo.<br \/>\n\u201cTi serve un passaggio fino in centro?\u201d gli chiese l\u2019amico.<br \/>\n\u201cNo, ti ringrazio. Visto che il tempo me lo consente, vado a piedi e ne approfitto per fare qualche telefonata di lavoro. Salutami Laura e i gemelli.\u201d<br \/>\nEnzo si conged\u00f2 con un cenno del capo e part\u00ec al volante della sua vecchia Alfa, seguito da una nuvola fumosa e puzzante odore di diesel. Dovrebbe far controllare quel rottame, pens\u00f2 Angelo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8 andata gi\u00f9 a Roma?\u201d gli chiese il padre.<br \/>\n\u201cTutto bene\u201d rispose Angelo togliendosi la giacca. \u201cTrasferta tutto sommato tranquilla, riunioni di routine.\u201d<br \/>\nSua madre comparve veloce dal cucinino. \u201cScusami caro, stasera sono un po\u2019 in ritardo con la cena. Ho finito tardi in chiesa. Mi ci vogliono ancora dieci minuti.\u201d<br \/>\n\u201cNon preoccuparti mamma.\u201d Dopo il divorzio, Angelo approfittava spesso della compagnia dei genitori, che mangiare da solo era una desolazione.<br \/>\n\u201cCome mai in chiesa?\u201d domand\u00f2 a suo padre, che stava leggendo il giornale in poltrona.<br \/>\n\u201cE\u2019 andata al rosario&#8230;a pregare con le altre vecchie, prima che il diavolo ci porti via tutti!\u201d sbuff\u00f2, ripiegando il quotidiano sul tavolino.<br \/>\n\u201cTi ho sentito!\u201d grid\u00f2 la moglie dall\u2019altra stanza. \u201cDopo quel che \u00e8 successo anche settimana scorsa, c\u2019\u00e8 poco da ridere.\u201d<br \/>\n\u201cChe \u00e8 successo?\u201d chiese Angelo prendendo il giornale per s\u00e8.<br \/>\n\u201cC\u2019\u00e8 stato un brutto incidente, un auto \u00e8 finita in canale, \u00e8 morto un commercialista del centro&#8230;\u201d<br \/>\nAngelo fissava inorridito la foto ingrandita della vecchia Alfa che una gru stava sollevando dall\u2019acqua. \u201cMorto annegato in pochi minuti, l\u2019autopsia esclude un malore, si ipotizza un guasto meccanico\u201d diceva il titolo a piena pagina.<br \/>\n\u201cPorca miseria&#8230;\u201d La voce gli si spezz\u00f2 in gola.<br \/>\n\u201cLo conoscevi?\u201d<br \/>\n\u201cSi&#8230;Enzo&#8230;giocavamo a calcetto insieme anni fa&#8230;\u201d Stentava a crederci. Ma se si erano visti&#8230;quando? Proprio la scorsa settimana! Lesse veloce il trafiletto. \u201cL\u2019incidente di gioved\u00ec.\u201d Cavoli, si erano appena lasciati al parcheggio del cimitero e lui stava tornando a casa! Aveva preso l\u2019argine, strada un po\u2019 stretta, ma consentiva di saltare tutto il centro citt\u00e0. Deglut\u00ec. Avrebbe potuto esserci anche lui a bordo. E forse si sarebbero salvati. O forse no.<br \/>\n\u201cVoi pensate quel che volete, ma c\u2019\u00e8 qualcosa di malvagio in tutte queste morti improvvise!\u201d La madre pos\u00f2 la pentola della pasta sul tavolo ed inizi\u00f2 a riempire i piatti.<br \/>\n\u201cOh donna, non dire sciocchezze!\u201d rispose il marito versandosi un po\u2019 di vino.<br \/>\n\u201cIn effetti fa impressione vedere tutte quelle nuove tombe, in cos\u00ec poco tempo. Per\u00f2 Enzo guidava un catorcio e glielo dicevamo tutti di stare attento&#8230;ma non pensavamo certo che potesse finire cos\u00ec male, mio Dio!\u201d<br \/>\n\u201cBeh, nemmeno noi pensavamo che Virginia potesse fare un infarto in quel modo! L\u2019avevamo vista quel giorno che mi hai accompagnato dal medico, ridordi? Le aveva appena consegnato le analisi, perfette! Nemmeno un valore fuori norma! L\u2019han trovata distesa a terra il giorno dopo, i vicini richiamati dai continui lamenti del suo cane. Han detto che aveva gli occhi sbarrati, un\u2019espressione orribile&#8230;proprio come se avesse visto il diavolo!\u201d Termin\u00f2 la frase facendosi il segno della croce.<br \/>\n\u201cSanta pazienza&#8230;avr\u00e0 capito che stava avendo un infarto, che comunque era una persona a rischio, lo sai!\u201d sbuff\u00f2 il padre.<br \/>\nAngelo era scettico. \u201cMa a parte questi casi, che possono rientrare nella normalit\u00e0, non \u00e8 che forse ci stanno nascondendo qualche epidemia?\u201d<br \/>\n\u201cBeh, la maggior parte in realt\u00e0 sono incidenti, stando a quel che scrivono sui giornali. Se poi ci sia qualcosa che prende, che s\u00f2, i nervi, questo non ce lo diranno mai.\u201d<br \/>\n\u201cMa quale epidemia! Sono tutte persone sanissime\u201d disse la madre portando il cestino del pane in tavola. \u201cFino al giorno prima. Vedi Renato. L\u2019han visto uscire dal supermercato con le buste della spesa e mentre stava attraversando la strada, deserta a quell\u2019ora, un\u2019auto grossa l\u2019ha preso sotto e lasciato l\u00ec. E\u2019 scappata e non l\u2019hanno pi\u00f9 rintracciata. Non sanno nemmeno che macchina fosse. Ma lui stava benissimo prima!\u201d<br \/>\n\u201cMa chi mamma?\u201d chiese Angelo servendosi del contorno.<br \/>\n\u201cDraghin, il figlio. Quello della ferramenta. Il figlio per\u00f2 faceva l\u2019assicuratore.\u201d<br \/>\nLa forchetta di Angelo cadde con un tonfo sul piatto. \u201cRenato Draghin? Ma no!\u201d esclam\u00f2.<br \/>\n\u201cUn altro tuo amico?\u201d domand\u00f2 il padre.<br \/>\n\u201cSi&#8230; L\u2019ufficio e le auto aziendali sono assicurate con lui. Il suo studio non \u00e8 molto distante e ci portava le quietanze di persona&#8230;Ma cavoli! L\u2019avr\u00f2 visto neanche&#8230;due settimane fa credo.\u201d<br \/>\n\u201cE\u2019 successo di luned\u00ec. Me lo ricordo perch\u00e8 sono andata dal panettiere di pomeriggio, che il luned\u00ec mattina \u00e8 chiuso. E ho trovato la Giuseppina, che era appena successo l\u2019incidente.\u201d<br \/>\n\u201cE io quando l\u2019ho visto&#8230;stavo tornando da un pranzo di lavoro veloce. L\u2019ho incrociato sul marciapiede e ci siamo salutati&#8230;ero con il delegato della EcoPlus&#8230;\u201d Angelo cercava di ricordare che giorno fosse, avrebbe dovuto controllare l\u2019agenda per dirlo con sicurezza.<br \/>\n\u201cIn giro dicono che fosse uno dal piede pesante, quando guidava lui. Ironia della sorte\u201d comment\u00f2 il padre.<br \/>\n\u201cUn motivo in pi\u00f9 per pregare per la sua anima. E per pensare che ci sia qualcosa di diabolico in tutte queste morti assurde\u201d concluse la moglie. \u201cNon ti farebbe male venire in chiesa, sai?\u201d<br \/>\nIl padre sbuff\u00f2. Dal canto suo, Angelo aveva perso l\u2019appetito. Due amici scomparsi cos\u00ec, in modo paradossale. Appena il tempo di salutarli! L\u2019ansia gli chiuse la bocca dello stomaco ed uno strano tormento gli affollava i pensieri. Lo stesso giorno. Pochi attimi prima. Che triste coincidenza. Avrebbe potuto fare qualcosa?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cFrancesca, faccio un salto gi\u00f9 in tabaccheria. Torno subito.\u201d Angelo pass\u00f2 davanti alla ragazza della segreteria, la quale annu\u00ec solamente con la testa continuando la conversazione al telefono.<br \/>\nIl tempo ballerino di marzo e quel continuo passare dal riscaldamento del proprio ufficio all\u2019aria condizionata delle sale riunioni dei clienti gli stava mettendo a tappeto la gola. Aveva bisogno delle sue Fisherman\u2019s.<br \/>\nEntr\u00f2 nel negozietto angusto, salut\u00f2 il commesso e afferr\u00f2 il pacchetto dall\u2019espositore sul bancone. \u201cQueste, grazie.\u201d Pag\u00f2 e si volt\u00f2 per uscire quando una voce lo ferm\u00f2 all\u2019istante.<br \/>\n\u201cAngelo, ciao! Come stai? Che piacere! E\u2019 un po\u2019 che non ci vediamo!\u201d<br \/>\nDietro di lui, in completo Armani nuovo di zecca e con al polso l\u2019ultimo smartwatch uscito nemmeno da una settimana, Giulio, suo vecchio compagno di liceo. Sul viso la solita aria ruffiana a cui doveva la carriera. Fuori dalla vetrina intravvide, parcheggiata in seconda fila, davanti ad un posteggio giallo per disabili, una BMW i8 grigia perfettamente lucidata.<br \/>\n\u201cTutto bene, grazie. E tu?\u201d rispose apparentemente tranquillo.<br \/>\n\u201cSplendidamente! Oggi sistemo le ultime cose e domani parto per una settimana di ferie ai Caraibi. Ho raggiunto tutti gli obiettivi fissati per l\u2019anno dal consiglio di amministrazione e vado a godermi il premio produzione al caldo.\u201d<br \/>\n\u201cSi, ho letto tra la rassegna stampa che avete chiuso con un buon fatturato. Complimenti.\u201d<br \/>\n\u201cAh, ma non era quello il mio obiettivo! A me avevano assegnato il compito di fare piazza pulita dei vecchi dipendenti del servizio assistenza. Contratti di lavoro troppo costosi, con almeno un decennio di anzianit\u00e0 e poco portati ai trasferimenti. Non potevamo licenziarli noi, quindi ci siamo impegnati per farli uscire volontariamente. In un solo anno abbiamo rinnovato tutto il reparto, quaranta persone!\u201d<br \/>\nUn tagliatore di teste. Un rovina famiglie. Il sorriso di soddisfazione di quell\u2019uomo era un ghigno malefico. Era un pezzo di merda gi\u00e0 quando studiavano nella stessa classe, dove utilizzava il suo fascino per conquistare le studentesse e ingraziarsi le insegnanti o i suoi ricatti per zittire i compagni maschi che si ribellavano ai suoi scherni. Il mondo \u00e8 dei furbi. E degli stronzi.<br \/>\nAngelo cerc\u00f2 di mascherare l\u2019espressione di schifo che quell\u2019incontro gli stava provocando. E di tornare in velocit\u00e0 tra la quiete sicura dell\u2019ufficio.<br \/>\n\u201cBene, un ottimo risultato davvero&#8230; Sono stato contento di rivederti, ma devo scappare, che tra mezz\u2019ora ho una conference call con un cliente estero&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cCerto, certo. Sempre di corsa voi eh? Magari ci troviamo a pranzo quando rientro. E magari posso trovarti una posizione migliore da me!\u201d Gli strizz\u00f2 l\u2019occhio mentre gli stringeva la mano con troppo calore.<br \/>\nCon sollievo Angelo percorse il marciapiede che lo riportava al lavoro. Pensieri funesti e assassini gli invadevano il cervello. L\u2019onest\u00e0 davvero non paga. Quaranta famiglie ridotte sul lastrico, con mutuo e figli. E non per mancanza di lavoro, ma solo per opportunit\u00e0 economica. Lavorare alle dipendenze di un tale essere? Non sarebbe pi\u00f9 riuscito a guardarsi allo specchio. Che quell\u2019uomo non meritava nemmeno l\u2019aria che respirava.<br \/>\nIl front office appariva deserto, le ragazze dovevano essere andate fuori a pranzo. Dalla sala riunioni sentiva le voci concitate dei colleghi, ancora impegnati ad analizzare il misterioso ritardo di un progetto. Sarebbe uscito anche lui pi\u00f9 tardi, non voleva rivedere Giulio ancora in zona nemmeno per sbaglio.<br \/>\nSi rintan\u00f2 dietro la sua scrivania, a lavorare alla stesura di un documento che doveva inviare entro sera al suo capo area. Aveva mandato in stampa la bozza prima di recarsi in tabaccheria, ma la stampante ora gli mostrava solo il led rosso di errore. Cartuccia del nero terminata.<br \/>\nRaggiunto lo sgabuzzino della cancelleria, mentre stava rovistando tra le scatole dei vari tipi di ricambi e colori, una voce lo cerc\u00f2 a squarciagola dal corridoio.<br \/>\nFrancesca comparve sulla porta spaventata, trattenendo a stento le lacrime. \u201cOddio, sei qui&#8230;pensavamo fossi tu&#8230;quando siamo tornate i ragazzi hanno detto di non averti visto&#8230;ossignore, meno male&#8230;sei qui&#8230;\u201d<br \/>\nSi avvicinarono anche le altre, visibilmente scosse.<br \/>\n\u201cSi, sono qui. Ma che \u00e8 successo?\u201d<br \/>\nRispose la nuova stagista. \u201cSiamo passate davanti alla tabaccheria, di ritorno dal bar all\u2019angolo. Ci sono i carabinieri&#8230;hanno delimitato la zona, stanno facendo dei rilievi&#8230;e hanno portato via una persona con l\u2019ambulanza, a sirene spente. Abbiamo chiesto a Roberta, della cartoleria. Ha detto che c\u2019\u00e8 stata una rapina, ed hanno sparato in testa ad un cliente&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cHanno detto che era un signore distinto, in giacca e cravatta&#8230;e tu sei uscito poco prima di noi&#8230;e nessuno ti ha visto rientrare&#8230;\u201d concluse Francesca affannata.<br \/>\n\u201cBuon dio&#8230;no, sono rientrato subito, sono qui da mezz\u2019ora!\u201d Cerc\u00f2 di apparire tranquillo, ma davvero avrebbe potuto essere lui, questione di minuti, di attimi. E poi un pensiero attravers\u00f2 fulmineo la sua mente. \u201cC\u2019era una BMW sportiva davanti al negozio? In doppia fila?\u201d<br \/>\n\u201cEh si, si si, l\u2019ho vista! In effetti ha anche intralciato l\u2019arrivo dell\u2019ambulanza&#8230;era proprio in mezzo!\u201d<br \/>\nUn brivido freddo gli percorse tutta la schiena.<br \/>\nRassicur\u00f2 le ragazze che tornarono rincuorate alle loro postazioni. Mentre lui davanti al monitor continuava ad aggiornare il browser sulla pagina del quotidiano locale, quella dedicata alle notizie dell\u2019ultim\u2019ora. Finch\u00e8 il trafiletto comparve.<br \/>\n\u201cRapina a mano armata in tabaccheria del centro, finita tragicamente. La vittima, Giulio Gabetti, 44 anni, era entrato per acquistare un pacchetto di sigarette.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non riusc\u00ec a chiudere occhio per tutta la notte. Continuava a ripensare a Giulio, ma anche agli altri incidenti, quel lungo elenco di persone scomparse in maniera insolita, sconvolgendo la statistica dei decessi del luogo e pure la tranquillit\u00e0 cittadina. Rivide ad uno ad uno i loro volti e l\u2019ultima occasione in cui li aveva incontrati. Non ci poteva giurare ovviamente, ma aveva la sensazione di averli salutati tutti lo stesso giorno del loro ultimo respiro.<br \/>\nQuand\u2019era cominciato tutto? Non avrebbe saputo dire chi fosse il primo in ordine cronologico, ma la ricerca dell\u2019inizio della catena di queste sventure gli port\u00f2 alla memoria un\u2019altra circostanza bizzarra.<br \/>\nAlla stazione della metro a Milano, un mese prima, una zingara accartocciata in un angolo si era particolarmente inalberata contro la sua mancata questua. <em>\u201cLa morte ti segue\u201d<\/em> gli aveva annunciato funesta, un occhio nero come la pece, ed uno completamente bianco, assente. E si era affrettata al segno della croce cristiana.<br \/>\nL\u00ec per l\u00ec l\u2019aveva irrisa. \u201cCome no! Basta che non mi sorpassi!\u201d<br \/>\nAlla luce dei recenti eventi, quella frase suonava in tutt\u2019altro modo. <em>\u201cLa morte ti segue.\u201d<\/em><br \/>\nStava vaneggiando. Erano solo sciocchezze, coincidenze. Che senso aveva tutto questo altrimenti? Aveva bisogno di capire, di ragionare, con calma. E la notte, silenziosa e sepolcrale, certo non portava niente di buono, men che meno consiglio. Ingoi\u00f2 due pastiglie di sonnifero, di quelle che il medico gli aveva prescritto per superare il divorzio. Si mise a letto, a fissare ostinatamente il soffitto e le sue elucubrazioni, finch\u00e9 il sonno farmaceutico non lo travolse.<br \/>\nIl mattino si prese permesso dal lavoro, con una scusa. E si rec\u00f2 in visita al cimitero, in cerca di smentite e rassicurazioni. Il brutto tempo della sera prima aveva lasciato un cielo pieno di nuvole ancora grigie di pioggia, cos\u00ec che questa volta parco e tumuli non dimostravano alcuna accoglienza. Anche trovarsi solo lui e il guardiano in questa distesa di anime a riposo gli restituiva un senso di precariet\u00e0 e solitudine.<br \/>\nDavanti alle lapidi dell\u2019ala nuova, cominci\u00f2 a confrontare le date delle iscrizioni con la sua agenda di lavoro. Gino l\u2019aveva visto proprio la stessa domenica. Appo, al secolo Antonio Brancaccio, era morto il mese scorso, al 22. Scorse le pagine e s\u00ec, il 22 lui era proprio andato a salutare i ragazzi al campetto, si era segnato l\u2019appuntamento. Armando, il calzolaio, scomparso invece un sabato. Non aveva scritto nulla per quella giornata, ma quello poteva essere il sabato che aveva accompagnato suo padre al mercato rionale e di sicuro erano passati davanti al negozio di Armando. Qualche passo pi\u00f9 in l\u00e0, la foto di Virginia: come aveva detto sua madre, era morta proprio di marted\u00ec, quando a calendario aveva il permesso per portarla dal medico. Stefano era un corriere e spesso si trovavano nello stesso bar per il caff\u00e8 del mattino, difficile dire se l\u2019aveva incrociato anche quel giorno. Chiss\u00e0 cosa gli era successo&#8230; E la signora Anna? Abitava alla fine della via del quartiere di Angelo. Boh&#8230;s\u2019imbattevano spesso la sera sul marciapiede quando lui metteva fuori i bidoni per la raccolta dei rifiuti e lei portava a passeggio il cane per l\u2019ultima uscita.<br \/>\nAnd\u00f2 avanti cos\u00ec per un\u2019ora, scorrendo date e impegni, ricordi e eventualit\u00e0. Li conosceva proprio tutti, nemmeno un estraneo. E forse li aveva davvero salutati tutti, il loro ultimo giorno. Solo di cinque o sei non era certo, ma sentiva le probabilit\u00e0 quasi come certezze. La testa cominci\u00f2 a girargli e la vista si fece sfocata. Si sedette nella panchina all\u2019ombra di un austero cipresso.<br \/>\n<em>\u201cLa morte ti segue.\u201d<\/em><br \/>\nForse era portatore sano di una pestilenza. Li aveva incrociati, magari toccati o sfiorati e trasmesso un qualcosa che nel giro di poche ore li aveva ammazzati. O attaccando direttamente il corpo, o minando le loro azioni e causando involontariamente gli infortuni di cui erano rimasti vittime. Appo scivolato sulle scale di casa e deceduto per aver battuto il cranio sullo spigolo dello scalino. Enzo annegato con l\u2019auto nel canale, ma la cui autopsia aveva rivelato di essere prossimo ad un infarto.<br \/>\nScosse la testa stizzito. Stronzate! E tutti gli altri che sopravvivevano alla sua presenza? Genitori, colleghi, segretarie, clienti, tutti quelli sul vagone del treno lo scorso venerd\u00ec, la gente in pizzeria sabato sera, il cameriere che aveva raccolto il suo piatto e il suo tovagliolo. Non poteva essere per semplice contatto.<br \/>\nForse&#8230;inavvertitamente&#8230;aveva provato rabbia quando li aveva incrociati? O un sentimento di rancore, anche assopito, nei loro confronti per qualche vecchio screzio?<br \/>\nOddio! Questo mese aveva visto anche lei! Si erano ritrovati in banca per sistemare la vendita della casa e la chiusura del mutuo. Non l\u2019aveva pi\u00f9 sentita da allora. E se le fosse successo qualcosa?<br \/>\nEstrasse dalla tasca interna il cellulare e selezion\u00f2 in rubrica il suo nome, accompagnato da una delle poche foto che li ritraeva ancora felici. Noemi, sua moglie. Anzi, sua \u201cex\u201d moglie. Avrebbe dovuto abituarsi a considerarla cos\u00ec, anche se gli costava parecchia fatica.<br \/>\nDovette attendere otto squilli prima che gli rispondesse. \u201cChe vuoi? Sono al lavoro.\u201d<br \/>\nNonostante il tono sgarbato, Angelo si sentiva sollevato. \u201cCiao, scusami&#8230;volevo sapere se era tutto a posto.\u201d<br \/>\n\u201c A posto cosa?\u201d<br \/>\n\u201c&#8230;eh, si, i documenti&#8230;li hai poi controllati?\u201d Certo non poteva spiegarle quella telefonata.<br \/>\n\u201cSi, sono in regola. L\u2019agenzia li ha gi\u00e0 mandati avanti per la vendita. Si faranno sentire loro per il rogito.\u201d<br \/>\n\u201cBenissimo. Ti ringrazio. Buona giornata.\u201d Dall\u2019altra parte arriv\u00f2 un clic senza calore. Era ancora viva e, nonostante tutti i guai che aveva passato, lui era contento. Il matrimonio gli era sgusciato dalle mani, senza nemmeno rendersene conto, troppo impegnato nel lavoro per condividere il resto di se stesso.<br \/>\nPer fortuna non le era accaduto nulla. Non se lo sarebbe mai perdonato.<br \/>\n&#8230;perch\u00e8 lei no? Qual era dunque la differenza?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un pomeriggio poco proficuo al lavoro, con la mente impegnata in deduzioni tutt\u2019altro che logiche, decise di mettersi alla prova. Lui e questa nuova capacit\u00e0 acquisita di regalare il sonno eterno.<br \/>\nPens\u00f2 ad una vittima sacrificale adeguata. Qualcuno con cui avesse un conto in sospeso, tale da incitare la sua volont\u00e0 di giustizia, ma la cui mancanza non fosse un gran danno per la societ\u00e0. E per la sua coscienza gi\u00e0 provata.<br \/>\nL\u2019insegna, pi\u00f9 che il nome, gli venne in mente subito. Si, non sarebbe stata una gran perdita. Anzi, il genere femminile avrebbe anche potuto essergli riconoscente!<br \/>\nIl Baio doveva la sua nomea di stallone purosangue alla facilit\u00e0 con cui passava da una donna all\u2019altra, quasi sempre devotamente sposate, secondo lui \u201cle migliori: niente impegno, niente stress, solo sesso\u201d. In realt\u00e0 qualche grattacapo glielo davano eccome. Si vociferava di discese improvvisate con le braghe in mano dai balconi delle amanti, all\u2019arrivo di mariti armati di fucile da caccia. O di temerari inseguimenti di innamorate ferite lungo strade di campagna, dove l\u2019avevano sorpreso in mezzo al grano alto in compagnia di fresche conquiste. E di sceneggiate in pubblica piazza tra queste austere signore, scambiate dai relativi consorti per futili litigi da parrucchiere. Che l\u2019amante del Baio era sempre la moglie di qualcun altro, non certo la loro!<br \/>\nPur essendo chiaramente conosciuto come un ballerino sciupafemmine fedifrago, ognuna di loro era convinta di essere l\u2019unica che avrebbe potuto redimerlo. E ovviamente lui approfittava della loro sfortunata ingenuit\u00e0. Altra canzone, altro giro di latino-americano, altro letto. Cambiava donne come cambiava i calzini il giorno dopo, via nel cesto della roba sporca. Una volta lavati, quelli di qualit\u00e0 diventavano resistenti al tempo, utilizzabili in qualunque occasione, comodi in ogni scarpa; altri perdevano in morbidezza ed elasticit\u00e0 e finivano come pezze da grasso in officina.<br \/>\nPerch\u00e9 il Baio era un meccanico, le mani le sapeva usare bene anche sui motori. Ma era parecchio costoso.<br \/>\nLe auto riparate tornavano troppo spesso da lui per qualche altro difetto intercorso. Le sue fatture, quando su richiesta le emetteva brontolando, rischiavano di diventare pressanti quanto le rate di un mutuo.<br \/>\nIl padre di Angelo aveva portato sempre l\u00ec la vecchia auto, finch\u00e8 il figlio si era deciso a farla vedere a sue spese al reparto assistenza del concessionario ufficiale. Sotto i suoi occhi, il tecnico aveva sfilato un filtro olio intasato. \u201cQuesto non \u00e8 mai stato cambiato, vede? Le viti sono ancora originali. E\u2019 stato al massimo aspirato&#8230;e pure male. Il collega ha anche verificato che nemmeno il gas del condizionatore \u00e8 stato ricaricato correttamente.\u201d Lo guardava con aria dispiaciuta, ma ovviamente non era colpa sua. L\u2019auto fu poi messa davvero a puntino e da allora, fatalit\u00e0, non aveva pi\u00f9 dato problemi di sorta.<br \/>\nAngelo pass\u00f2 all\u2019officina prima di rincasare. Si present\u00f2 senza giacca e cravatta, con aria rilassata, nonostante l\u2019intento che lo portava l\u00ec. Il Baio stava calando sul banco il motore appena tolto da un cofano aperto di una vecchia Golf, alquanto sciancata.<br \/>\n\u201cToh, guarda, guarda chi si vede&#8230;\u201d esclam\u00f2 sornione.<br \/>\n\u201cCiao, come va?\u201d<br \/>\n\u201cBene, bene&#8230;\u00e8 un periodo di vacche grasse!\u201d<br \/>\n\u201cGrandi affari, adesso che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la rottamazione statale?\u201d<br \/>\n\u201cAh? Si, ma non parlavo di lavoro&#8230;ne ho una tra le mani che mi d\u00e0 parecchie soddisfazioni&#8230;mi sfianca&#8230;aveva un sacco di arretrato dal fidanzato, si vede&#8230;\u201d<br \/>\nPerch\u00e8 il Baio non nascondeva mai i suoi traffici. Persino alle donne diceva subito \u201cNon sono l\u2019uomo giusto per te, ti farei solo del male\u201d, innescando l\u2019inevitabile sindrome da crocerossina.<br \/>\n\u201cSempre indaffarato, eh?\u201d lo canzon\u00f2 Angelo.<br \/>\n\u201cMa taci v\u00e0! Se la Ludovica sapesse che sto lucidando un\u2019altra carrozzeria&#8230;quella mi castra e lo butta a mare&#8230;Eh, io son comunista, mi piace condividere con tutte!\u201d<br \/>\nScoppiarono a ridere.<br \/>\n\u201cChe ti serve? Non hai tutte auto aziendali, tu, col service gi\u00e0 pagato?\u201d<br \/>\n\u201cNon \u00e8 per me. E\u2019 la vecchia carretta di mio padre. Che lui non mi dice niente, ma mia madre si \u00e8 lamentata di strani rumori e che si sentono particolarmente le buche. Secondo me, le sospensioni sono andate.\u201d<br \/>\n\u201cSi, mi ricordo che non erano messe benissimo&#8230;e ti parlo di un annetto fa. Aveva anche le pastiglie dei freni delle anteriori da cambiare.\u201d<br \/>\n\u201cSu per gi\u00f9, di che cifra parliamo?\u201d<br \/>\n\u201cEh, mettendo su dei ricambi della casa, che non fanno mai grandi sconti&#8230;penso che siamo sui 600 euro per le quattro sospensioni. E le pastiglie te le cambio su quel conto, dai. Ti faccio bene.\u201d<br \/>\nGi\u00e0, pens\u00f2 Angelo. Mi fa proprio bene. Lo stesso lavoro mi \u00e8 costato esattamente 532 euro, fatturati e in garanzia del concessionario.<br \/>\n\u201cOk, e quando te la posso portare?\u201d<br \/>\n\u201cSettimana prossima ho gi\u00e0 un cambio di un\u2019Alfa da riparare, facciamo quella dopo.\u201d<br \/>\n\u201cOk, perfetto! Ti saluto che devo scappare!\u201d Angelo tenta di stringergli la mano, ma l\u2019altro gli mostra di essere completamente sporco di grasso del motore che aveva ormai smontato sul banco.<br \/>\nSi assicur\u00f2 allora di dargli almeno una pacca sulla spalla, sperando che quel contatto fosse sufficiente ad innescare la reazione mortale.<br \/>\nOra doveva solo attendere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dorm\u00ec sonni agitati. E il mattino successivo si precipit\u00f2 all\u2019edicola in cerca di notizie. Niente. Sfogli\u00f2 vari quotidiani, ma nessun incidente era occorso.<br \/>\nProv\u00f2 a chiamarlo in officina, ma non rispose nessuno per tutto il giorno. Il cellulare era staccato. Magari era impegnato in uno dei suoi tour de force sessuali, approfittando di qualche marito lontano da casa.<br \/>\nDopo il lavoro pass\u00f2 nuovamente davanti la sua abitazione: il laboratorio al piano terra aveva gi\u00e0 la serranda abbassata e l\u2019appartamento sembrava chiuso per la notte. Forse era andato a ballare, era venerd\u00ec sera dopotutto ed uno come il Baio certo non lo passava sul divano!<br \/>\nIl week end divenne interminabile. Era chiaro che la prova non aveva funzionato. Eppure gli sembrava che gli elementi ci fossero tutti. Cosa mai poteva mancare?<br \/>\nRiconoscendosi al limite della pazzia, arriv\u00f2 a mettere in una tabella tutte le variabili che gli venivano in mente, delle varie persone decedute nell\u2019ultimo mese e del suo incontro con queste. O per lo meno, quel che ne ricordava. Contatto, distanza, compresenza di altre persone, fascia d\u2019orario, salute della vittima, stato emotivo provato, tempo meteorologico. Ma non era riuscito a cavarne alcunch\u00e9. Nessuna relazione apparente.<br \/>\nPreoccupato perch\u00e9 non conosceva davvero la fonte di quelle disgrazie, si rec\u00f2 a cena dai genitori la domenica sera.<br \/>\n\u201cHai una brutta cera. Stai bene?\u201d gli chiese il padre alla porta.<br \/>\n\u201cSi, sono solo un po\u2019 stanco. Avrei bisogno di un po\u2019 di ferie. Mamma?\u201d La casa era stranamente vuota della sua presenza, nessun profumo dalla cucina, tavola ancora sgombra.<br \/>\n\u201cE\u2019 andata in chiesa anche stasera, ed \u00e8 in ritardo, al solito. Siediti intanto. Toh, leggiti il giornale in pace, finch\u00e9 non arriva.\u201d<br \/>\nEd eccola l\u00ec, la faccia del Baio in prima pagina. La foto doveva essere presa direttamente dalla carta d\u2019identit\u00e0, perch\u00e9 decisamente ringiovanito rispetto a come l\u2019aveva visto lui. Il titolo a caratteri cubitali era la notizia principale: \u201cMorto schiacciato dal ponte sollevatore\u201d.<br \/>\nL\u2019avevano trovato quella mattina, dopo tre giorni, solo perch\u00e9 un cliente aveva bisogno dell\u2019auto in consegna e si era presentato in officina addirittura con i carabinieri. Nessun\u2019altro lo aveva cercato. Nessun parente, nessun amico, nessuna moglie, nessuna fidanzata, nemmeno una delle tante amanti.<br \/>\nSolo.<br \/>\n\u201cEh, hai visto? Che brutta fine&#8230;\u201d Il padre scosse la testa. \u201cPare che abbia anche avuto una lunga agonia, prima di spirare, che il peso gli ha schiacciato le costole e mozzato il respiro, ma cuore e cervello han continuato per un po\u2019&#8230;\u201d<br \/>\nCazzo, pens\u00f2 Angelo, le ha pagate tutte in un sol colpo.<br \/>\n\u201cIo comunque non ci credo a un incidente. Aveva troppi nemici in giro&#8230;tutti i cornuti del paese, per non parlare dei conti salati. E poi Sandro stamattina al bar m\u2019ha anche detto che pare fosse un usuraio&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cPure!\u201d esclam\u00f2 il figlio.<br \/>\nIn realt\u00e0 stava pensando ad una cosa sola: aveva funzionato. Alla grande, anche! Dunque era davvero lui il responsabile, il seminatore di morte. A questo punto, non poteva aver dubbi. Le coincidenze non esistevano pi\u00f9. <em>La Morte lo seguiva davvero<\/em>, e lui la dispensava. Forse poteva aggiungere che la vittima doveva essere \u201csporca\u201d. Ma chi, dopotutto, non aveva qualche scheletro nell\u2019armadio? Chi poteva permettersi di scagliare la prima pietra senza peccato?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il luned\u00ec mattina vide una nuova luce, nonostante il cielo intriso di pioggia. Con una forza rinnovata, si vest\u00ec di tutto punto e chiese un appuntamento al gran capo in sede centrale. Dato che non si vedevano spesso ed Angelo era uno dei suoi commerciali di punta, gli era stato confermato subito.<br \/>\nAveva deciso di puntare davvero in alto stavolta.<br \/>\nNo, non stava agendo per mero interesse personale. E\u2019 vero che sarebbe diventato sicuramente lui il nuovo amministratore delegato, ma avrebbe anche sistemato i casini in azienda. Avrebbe riassunto all\u2019istante un paio di colleghi cacciati in malo modo, anche Carla, la segretaria del quinto piano. Gli mancava terribilmente ed era stanco di farsi scrupoli. Ora era divorziato, no?<br \/>\nAvrebbe ristabilito l\u2019ordine delle cose.<br \/>\nPerch\u00e9 lui era partito dal basso, dieci anni di sudata gavetta. Niente tessera politica in tasca e niente matrimonio azionario di convenienza. Nessun patrimonio di famiglia da dilapidare.<br \/>\nEra ora di dare una scossa al sistema.<br \/>\nPensava ardentemente questo, mentre entrava nel palazzo attraverso la pesante porta vetrata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSei un\u2019idiota!\u201d<br \/>\n\u201cMa capo&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cTi rendi conto che \u00e8 pi\u00f9 di un mese che segui la persona sbagliata?\u201d<br \/>\nAll\u2019angolo della via due loschi figuri litigavano a bassa voce. Il pi\u00f9 giovane, nome in codice <em>Morte<\/em>, fingeva di leggere il giornale. Il suo superiore, detto <em>Comando<\/em>, ostentava una telefonata al cellulare.<br \/>\n\u201cCapo, a Milano mi hai detto di ammazzare Faccia d\u2019Angelo\u2026e io gli sono stato appresso tutto il tempo. Ho pure rischiato di essere riconosciuto!\u201d<br \/>\n<em>\u201cLa Morte ti segue\u201d<\/em> gli aveva urlato dietro una vecchia megera in metro.<br \/>\n\u201cQuello non \u00e8 Faccia d\u2019Angelo, cretino!\u201d<br \/>\n\u201cMa ma ma si chiama Angelo&#8230;me l\u2019hai indicato tu! Che che che ne so io&#8230;che si assomigliano pure!\u201d<br \/>\nTra le pagine del giornale, reggeva la foto segnaletica di Faccia d\u2019Angelo. Da lontano sembrava proprio l\u2019uomo che stava cacciando ostinatamente da un mese.<br \/>\n\u201cORA BASTA! Hai sbagliato troppe volte! Ti mando a Roma a sistemare un politico e mi ritrovo con una ragazzina stecchita per errore all\u2019universit\u00e0. Ti spedisco a Venezia a immobilizzare un mafioso russo e mi fai saltare per aria due poveri turisti che passavano l\u00ec per caso. Non ci si pu\u00f2 fidare di te! Un mese che bazzichi da queste parti, chiss\u00e0 quanti ti hanno notato. Magari pure lui!\u201d<br \/>\nOsserv\u00f2 l\u2019altro uomo attraversare la strada di fronte a loro e avvicinarsi alla lussuosa entrata alla base delle tre torri specchiate dell\u2019edificio dirigenziale.<br \/>\n\u201cAdesso ci penso io a risolvere la questione.\u201d La voce risoluta di Comando non ammetteva scampo.<br \/>\nChiuse la finta telefonata e con assoluta calma ripose il cellulare in tasca. Estrasse dal soprabito una pistola col silenziatore e fulmineo la punt\u00f2 sicuro sull\u2019obiettivo. Nessun rumore. Qualche frazione di secondo dopo il collega al suo fianco cadde riverso in avanti.<br \/>\n\u201cDovevo cambiare assistente molto tempo fa.\u201d<br \/>\nGuard\u00f2 nuovamente lo sconosciuto sparire all\u2019interno dell\u2019edificio e se ne and\u00f2 scuotendo il capo, lasciando dietro di s\u00e9 l\u2019ultima delle morti inspiegabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(c) 2016 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<\/em><br \/>\n<em> Mai mettere di mezzo il diavolo in un racconto. Credo se la sia presa male, che non mi lasciava mai terminare&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>La colonna sonora di questo testo \u00e8 &#8220;Dangerous&#8221; dei Big Data. Qui vi riporto il video nella versione &#8220;pulita&#8221;, anche se io preferisco quello ufficiale, in versione &#8220;splatter&#8221; (la trovate sempre su YouTube, non andateci a stomaco pieno per\u00f2!).<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Big Data - &quot;Dangerous (feat. Joywave)&quot; [LYRIC VIDEO] (NSFW)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VPYA9racfO4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sole spargeva il suo primo tepore primaverile mentre una leggera brezza faceva risuonare le foglioline appena nate. Nessun altro rumore disturbava la placida calma di quel pomeriggio. Sarebbe stato un incantevole parco dove fermarsi a leggere una lunga storia, se non per la muta inquietudine del lieve tremolio di tutte quelle lucine ben ordinate [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1450,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[14,21],"class_list":["post-1451","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-poesie","tag-dark","tag-racconti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Il diavolo in citt\u00e0 - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L&#039;ala nuova al cimitero si sta riempiendo velocemente. Non una cosa tanto normale, forse \u00e8 il diavolo in citt\u00e0..webnauta - navigatore in un oceano di parole\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il diavolo in citt\u00e0\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"L&#039;ala nuova al cimitero si sta riempiendo velocemente. Non una cosa tanto normale, forse \u00e8 il diavolo in citt\u00e0..webnauta - navigatore in un oceano di parole\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"webnauta\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"http:\/\/www.facebook.com\/barbara.businaro.9\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"http:\/\/www.facebook.com\/barbara.businaro.9\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2016-05-29T04:00:57+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-12-29T19:10:25+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"640\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"426\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Barbara Businaro\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@barbarawebnauta\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@barbarawebnauta\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Barbara Businaro\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"28 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/\"},\"author\":{\"name\":\"Barbara Businaro\",\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9a1f7a6e3b52bbe5b9d265d2d671d1a1\"},\"headline\":\"Il diavolo in citt\u00e0\",\"datePublished\":\"2016-05-29T04:00:57+00:00\",\"dateModified\":\"2023-12-29T19:10:25+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/\"},\"wordCount\":5529,\"commentCount\":17,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9a1f7a6e3b52bbe5b9d265d2d671d1a1\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg\",\"keywords\":[\"dark\",\"racconti\"],\"articleSection\":[\"Racconti e poesie\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/\",\"url\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/\",\"name\":\"Il diavolo in citt\u00e0 - webnauta\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg\",\"datePublished\":\"2016-05-29T04:00:57+00:00\",\"dateModified\":\"2023-12-29T19:10:25+00:00\",\"description\":\"L'ala nuova al cimitero si sta riempiendo velocemente. Non una cosa tanto normale, forse \u00e8 il diavolo in citt\u00e0..webnauta - navigatore in un oceano di parole\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg\",\"width\":640,\"height\":426,\"caption\":\"Il diavolo in citt\u00e0 - Angelo in cimitero\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il diavolo in citt\u00e0\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/\",\"name\":\"webnauta\",\"description\":\"navigatore in un oceano di parole\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9a1f7a6e3b52bbe5b9d265d2d671d1a1\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9a1f7a6e3b52bbe5b9d265d2d671d1a1\",\"name\":\"Barbara Businaro\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/BarbaraBusinaro2020_rounded.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/BarbaraBusinaro2020_rounded.png\",\"width\":500,\"height\":512,\"caption\":\"Barbara Businaro\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/image\/\"},\"description\":\"webnauta.it \u2022 Blog personale di Barbara Businaro \u2022 Scrivo, tra una tempesta e l''altra. Chiunque pu\u00f2 tenere il timone quando il mare \u00e8 calmo.\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.webnauta.it\",\"http:\/\/www.facebook.com\/barbara.businaro.9\",\"https:\/\/www.instagram.com\/barbarawebnauta\/\",\"https:\/\/x.com\/barbarawebnauta\"],\"url\":\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/author\/maxadmin\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO Premium plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il diavolo in citt\u00e0 - webnauta","description":"L'ala nuova al cimitero si sta riempiendo velocemente. Non una cosa tanto normale, forse \u00e8 il diavolo in citt\u00e0..webnauta - navigatore in un oceano di parole","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il diavolo in citt\u00e0","og_description":"L'ala nuova al cimitero si sta riempiendo velocemente. Non una cosa tanto normale, forse \u00e8 il diavolo in citt\u00e0..webnauta - navigatore in un oceano di parole","og_url":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/","og_site_name":"webnauta","article_publisher":"http:\/\/www.facebook.com\/barbara.businaro.9","article_author":"http:\/\/www.facebook.com\/barbara.businaro.9","article_published_time":"2016-05-29T04:00:57+00:00","article_modified_time":"2023-12-29T19:10:25+00:00","og_image":[{"width":640,"height":426,"url":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Barbara Businaro","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@barbarawebnauta","twitter_site":"@barbarawebnauta","twitter_misc":{"Scritto da":"Barbara Businaro","Tempo di lettura stimato":"28 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/"},"author":{"name":"Barbara Businaro","@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9a1f7a6e3b52bbe5b9d265d2d671d1a1"},"headline":"Il diavolo in citt\u00e0","datePublished":"2016-05-29T04:00:57+00:00","dateModified":"2023-12-29T19:10:25+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/"},"wordCount":5529,"commentCount":17,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9a1f7a6e3b52bbe5b9d265d2d671d1a1"},"image":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg","keywords":["dark","racconti"],"articleSection":["Racconti e poesie"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/","url":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/","name":"Il diavolo in citt\u00e0 - webnauta","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg","datePublished":"2016-05-29T04:00:57+00:00","dateModified":"2023-12-29T19:10:25+00:00","description":"L'ala nuova al cimitero si sta riempiendo velocemente. Non una cosa tanto normale, forse \u00e8 il diavolo in citt\u00e0..webnauta - navigatore in un oceano di parole","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Diavolo_citta_cimitero.jpg","width":640,"height":426,"caption":"Il diavolo in citt\u00e0 - Angelo in cimitero"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/diavolo-in-citta\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il diavolo in citt\u00e0"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#website","url":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/","name":"webnauta","description":"navigatore in un oceano di parole","publisher":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9a1f7a6e3b52bbe5b9d265d2d671d1a1"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9a1f7a6e3b52bbe5b9d265d2d671d1a1","name":"Barbara Businaro","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/BarbaraBusinaro2020_rounded.png","contentUrl":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/BarbaraBusinaro2020_rounded.png","width":500,"height":512,"caption":"Barbara Businaro"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/image\/"},"description":"webnauta.it \u2022 Blog personale di Barbara Businaro \u2022 Scrivo, tra una tempesta e l''altra. Chiunque pu\u00f2 tenere il timone quando il mare \u00e8 calmo.","sameAs":["http:\/\/www.webnauta.it","http:\/\/www.facebook.com\/barbara.businaro.9","https:\/\/www.instagram.com\/barbarawebnauta\/","https:\/\/x.com\/barbarawebnauta"],"url":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/author\/maxadmin\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1451"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1451\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1498,"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1451\/revisions\/1498"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}