{"id":13790,"date":"2018-08-15T06:00:42","date_gmt":"2018-08-15T04:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=13790"},"modified":"2023-12-29T20:17:31","modified_gmt":"2023-12-29T19:17:31","slug":"con-tanto-amore-e-un-cellulare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/con-tanto-amore-e-un-cellulare\/","title":{"rendered":"Con tanto amore e un cellulare"},"content":{"rendered":"<p>Avevo deciso che avrei ucciso mio marito. Lo amavo troppo.<br \/>\nOh, non ero gelosa e per la verit\u00e0 non me ne aveva nemmeno mai dato motivo: mai uno sguardo fuori posto verso le altre donne, nessun profumo sui suoi vestiti che non fosse esclusivamente il mio, mai un contrasto o un litigio che offuscasse la nostra vita coniugale.<br \/>\nEro una moglie davvero fortunata, non avrei potuto trovare un marito migliore e cos\u00ec devoto.<br \/>\nPer questo avevo cos\u00ec paura di perderlo da un momento all&#8217;altro. Un incidente d&#8217;auto, una rapina finita male, una malattia improvvisa potevano rovinare il nostro dolce idillio e io come avrei potuto gestire tutto quel dolore? Cos\u00ec i miei giorni si consumavano nell&#8217;ansia, da quando lo vedevo partire al mattino verso il lavoro in citt\u00e0, a quando mi telefonava durante la pausa pranzo per rassicurarmi che tutto andava bene, a quando rientrava per cena la sera, lungo la tortuosa statale che lo riportava tra le mie braccia.<br \/>\nVendeva polizze, sulla casa, sulla professione, sulla vita. I suoi clienti erano per lo pi\u00f9 imprenditori e negozianti, che dovevano proteggere famiglie e aziende dagli imprevisti del futuro. Era molto bravo e potevamo condurre un&#8217;esistenza agiata: una villetta in collina, un&#8217;automobile ciascuno, una settimana sulla neve e quindici giorni di villeggiatura sulla costa ogni anno. Nessun lusso ma non ci mancava nulla, davvero.<br \/>\nAvrei anche potuto permettermi di non lavorare, ma avevo accettato di occuparmi della signora Cecilia Thompson, l&#8217;anziana vicina che abitava un paio di miglia pi\u00f9 a nord sulla nostra stessa strada. Se il tempo lo consentiva la raggiungevo a piedi, tranne quando me ne andavo in paese a far provviste per entrambi. Sorda e ostinata non voleva saperne di vivere con i figli nella capitale. Io invece non riuscivo a immaginare la mia vita da vedova solitaria in questa zona sperduta. Non fosse stato per mio marito Alfred non ci sarei mai venuta.<br \/>\nMa lo amavo troppo e questo era il nostro piccolo paradiso. E piuttosto che vivere in continua attesa di una catastrofe sul nostro amore, avrei stabilito io dove e quando ci saremmo detti addio. Ora dovevo solo decidere come lo avrei ucciso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra ultima giornata insieme inizi\u00f2 normalmente con la colazione al primo mattino, anche se avevo preparato di buon ora il ciambellone alle more che gli piaceva tanto. Con tanto amore.<br \/>\n&#8220;Martha, \u00e8 sublime come sempre!&#8221; esclam\u00f2 tagliandosene un&#8217;altra fetta.<br \/>\nSorrisi compiaciuta.<br \/>\n&#8220;Quest&#8217;oggi devo vedere il signor Pruit. Spero proprio di poter chiudere il contratto con lui. E&#8217; una cifra considerevole in commissioni&#8230;&#8221; Guardava il soffitto perso nei propri calcoli.<br \/>\n&#8220;Sono certa che andr\u00e0 bene&#8221; dissi.<br \/>\n&#8220;Se cos\u00ec sar\u00e0, verrai a pesca con me domenica?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, ma ti preparer\u00f2 un altro ciambellone da portarti appresso. Io ti aspetter\u00f2 qui al ritorno.&#8221; Ci provava sempre, ma io proprio non capivo come gli uomini potessero passare ore immobili in attesa di un pesce.<br \/>\n&#8220;Non dimenticarti le tue pastiglie caro&#8230;&#8221;<br \/>\nGliele porsi. &#8220;Ecco, tieni. Mentre queste sono le mie.&#8221;<br \/>\nAlfred aveva un lieve scompenso cardiaco, dovuto alla pressione alta, un difetto ereditato dal padre.<br \/>\nAl contrario io avevo bisogno delle vitamine e del ginseng per avere la forza di affrontare le mie paure e non finire immobile in poltrona a fissare il vuoto.<br \/>\n&#8220;Grazie tesoro!&#8221; Le ingoi\u00f2 bevendo il succo d&#8217;arancia. Si alz\u00f2 dalla sedia, prese sottobraccio il suo giornale del giorno prima e mi salut\u00f2 con un bacio.<br \/>\n&#8220;Ci vediamo stasera.&#8221;<br \/>\nLo avrei ricordato per sempre cos\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile per una donna uccidere un uomo senza lasciare tracce, ancora meno il proprio marito, perch\u00e9 in questi casi il primo sospettato \u00e8 lo stesso coniuge. Per questo non avevo tralasciato nessun dettaglio.<br \/>\nRecuperai il cellulare di mio marito dal cassetto dove l&#8217;avevo nascosto. Alfred non controlla mai la sua valigetta prima di uscire.<br \/>\nPoco dopo le nove, mi chiam\u00f2 dal suo ufficio.<br \/>\n&#8220;Martha, ho di nuovo dimenticato il telefonino a casa, vero?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si caro, l&#8217;ho appena trovato. E&#8217; qui sul mobile in ingresso.&#8221;<br \/>\n&#8220;Scusami. Ti dispiace accenderlo e rispondere se qualcuno mi cerca? Io ti richiamo pi\u00f9 tardi, appena ho terminato gli appuntamenti della mattinata.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo caro, non preoccuparti. Nel caso dico di cercarti in ufficio nel pomeriggio.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ti adoro.&#8221;<br \/>\n&#8220;Anch&#8217;io.&#8221; Chiusi la conversazione sulla linea fissa e lascia il suo cellulare l\u00ec dove stava, spento. Non era il caso di informare il gestore della rete dei movimenti di mio marito quel giorno.<br \/>\nPresi la mia auto e mi recai gi\u00f9 in paese per qualche commissione. Pagai la bolletta della corrente elettrica per la signora Thompson all&#8217;ufficio postale e acquistai il pane fresco per entrambi. Quando passai davanti al negozio caccia e pesca di Jimmy mi venne in mente che stavo dimenticando l&#8217;elemento pi\u00f9 importante.<br \/>\nAl banco non trovai il solito sorriso sornione di Jimmy, il poveretto stava passando tutto l&#8217;inverno a letto con un fastidioso problema all&#8217;anca. Ad accogliermi fu una giovane donna, sicuramente la sorella che aveva temporaneamente sospeso gli studi all&#8217;universit\u00e0 per aiutarlo con gli affari.<br \/>\nAvevo sentito dire dal panettiere che da quando c&#8217;era lei le vendite erano addirittura triplicate. Cacciatori e pescatori non s&#8217;erano mai dati tanto da fare. Era in effetti molto pi\u00f9 appariscente di come me l&#8217;aveva descritta Alfred&#8230;<br \/>\n&#8220;Buongiorno, cosa posso servirle?&#8221;<br \/>\n&#8220;Veleno&#8221; dissi dando sostanza ai miei pensieri. &#8220;Veleno per topi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Dunque, di solito funziona bene questo&#8230;&#8221; Si spost\u00f2 di due scaffali prendendo un barattolo. &#8220;Ecco.&#8221;<br \/>\n&#8220;No, questo l&#8217;abbiamo gi\u00e0 provato senza risultato. Sono topi belli grossi&#8221; dissi con convinzione. &#8220;Ratti che stanno infestando la legnaia della mia vicina.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm, non si potrebbe perch\u00e9 questo \u00e8 davvero pericoloso&#8230; ma \u00e8 il pi\u00f9 potente che abbiamo.&#8221; Apr\u00ec un armadietto e ne estrasse una scatolina di latta. &#8220;Ne basta poco, deve usare guanti e mascherina, mi raccomando!&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo, se ne occuper\u00e0 mio marito nel fine settimana. Metta pure in conto a Alfred Wesson.&#8221;<br \/>\nLa scatolina le cadde rumorosamente sul pavimento e si chin\u00f2 per raccoglierla.<br \/>\nQuanto torn\u00f2 in piedi, era arrossita in volto. &#8220;Mi scusi.&#8221;<br \/>\nPass\u00f2 il codice a barre sul lettore per registrare l&#8217;acquisto.<br \/>\n&#8220;Cos\u00ec lei \u00e8 la moglie di Alfred? Gli dica che sono arrivate le nuove esche, quelle che aveva ordinato.&#8221;<br \/>\nMi consegn\u00f2 la busta di carta con la merce.<br \/>\n&#8220;Certo, non mancher\u00f2.&#8221;<br \/>\nMagari dopo che sar\u00e0 morto, pensai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Ciao Judy. Sei in ritardo oggi.&#8221;<br \/>\nLa voce della signora Thompson giunse lamentosa dal salottino.<br \/>\n&#8220;Ciao mamma, un po&#8217; di traffico.&#8221;<br \/>\nNon era una buona giornata quando mi scambiava per la figlia, ma avevo imparato che era inutile tentare di ricordarle chi ero. Molto pi\u00f9 salutare per tutti recitare la parte. Se ne stava seduta sulla sua poltrona di fronte alla finestra, ancora in vestaglia. Passava l\u00ec quasi tutte le sue giornate. In rari casi mi chiedeva di accompagnarla a passeggiare nei dintorni. Doveva esserci un bel sole e l&#8217;aria tiepida, altrimenti non c&#8217;era modo di convincerla ad uscire.<br \/>\n&#8220;Sento il profumo del pane caldo.&#8221; Mi sorrise infantile.<br \/>\nPresi una pagnotta dal sacchetto e gliela misi in grembo. La apr\u00ec e inizi\u00f2 a mangiarne solo la mollica, come i bambini. La felicit\u00e0 semplice negli occhi.<br \/>\nL&#8217;indomani si sarebbe lamentata di aver avuto solo croste per cena e me ne avrebbe data la colpa. Quando c&#8217;erano, le compravo solo morbidi panini al latte, i suoi preferiti. Le portavo anche della marmellata di lamponi, quest&#8217;anno era stata una stagione ricca per i nostri boschi e ne avevo preparata in gran quantit\u00e0.<br \/>\n&#8220;Ho preso anche il veleno per i topi&#8221; dissi mentre le riordinavo la cucina.<br \/>\n&#8220;Quali topi?&#8221; parl\u00f2 a bocca piena. &#8220;Non ci sono topi qui&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Nella legnaia.&#8221;<br \/>\n&#8220;Quale legnaia? Judy, noi non abbiamo una legnaia! Cosa ce ne faremmo di una legnaia qui in citt\u00e0, in pieno centro poi? Non essere ridicola!&#8221;<br \/>\nEcco come si riduce una donna per amore. Sospirai e uscii per andare al capanno, per organizzare la dolce morte dei topi che prima o poi sarebbero arrivati in dispensa. Non era colpa sua, la signora Thompson non soffriva di demenza senile. Aveva perso la memoria logorandosi in attesa del marito. Era scappato con i soldi e un&#8217;altra donna, e lei preferiva non ricordarselo. Io invece volevo conservare intatti e immacolati i miei bei ricordi.<br \/>\nProprio come la dispensa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Stavo preparando il ripieno del mio celebre polpettone di pollo, con l&#8217;aggiunta del mio ingrediente segreto, quando suon\u00f2 il telefono di casa. Corsi velocemente all&#8217;apparecchio all&#8217;ingresso per rispondere, sperando fosse Alfred. Era in ritardo di mezz&#8217;ora, forse un cliente l&#8217;aveva trattenuto pi\u00f9 del dovuto.<br \/>\n&#8220;Ciao tesoro, com&#8217;\u00e8 andata la tua giornata?&#8221;<br \/>\n&#8220;Abbastanza bene. La signora Thompson oggi era un po&#8217; smemorata, cos\u00ec ho pranzato con lei, per assicurarmi non si dimenticasse anche di mangiare.&#8221;<br \/>\n&#8220;Hai fatto bene. C&#8217;\u00e8 stata qualche chiamata al mio telefonino?&#8221;<br \/>\n&#8220;No caro, \u00e8 rimasto muto per tutta la mattina. Ma ho l&#8217;impressione che ci sia poco segnale oggi. Magari il temporale dell&#8217;altra notte ha danneggiato nuovamente l&#8217;antenna della zona.&#8221; Osservai il cellulare ancora spento davanti a me. L&#8217;avrei acceso solo al suo rientro, quando avrei sentito l&#8217;auto giungere nel vialetto.<br \/>\n&#8220;Com&#8217;\u00e8 andata col signor Pruit? Sei riuscito a convincerlo sull&#8217;assicurazione?&#8221;<br \/>\n&#8220;Purtroppo no.&#8221; Sospir\u00f2 affranto prima di proseguire. &#8220;Vuole altro tempo per valutare le mie condizioni. E presumo anche altre polizze della concorrenza.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi spiace tanto caro. Se ti consola, sto preparando il tuo polpettone preferito per questa sera.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, bont\u00e0 di donna! Grazie, ne ho proprio bisogno. Ho un cerchio alla testa da stamattina. E quel tuo polpettone resuscita i morti.&#8221;<br \/>\nQuesto non lo far\u00e0, pensai amaramente.<br \/>\n&#8220;Ti devo solo chiedere un favore: puoi rientrare prima? Oggi la caldaia non funziona bene, non riesco ad avere l&#8217;acqua calda. Sono andata a vedere il pannello, mi sembra tutto a posto, ma sai che non capisco nulla di queste cose. E l&#8217;ultima volta ho chiamato il tecnico per nulla, gli \u00e8 bastato girare una manopola.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo cara, tanto pensavo anch&#8217;io di terminare un paio di pratiche e poi partire. Sono davvero stanco oggi.&#8221;<br \/>\nLo salutai e tornai a preparare la cena. Tutto il resto era gi\u00e0 pronto.<br \/>\nQuando rientr\u00f2 dal lavoro, aveva l&#8217;aria visibilmente sconvolta, il viso contrito dal dolore fisico, ma non mi neg\u00f2 il solito sorriso e un bacio sulla guancia.<br \/>\n&#8220;Possiamo lasciare la caldaia per dopo? Ho una fame tremenda.&#8221;<br \/>\nAvevo gi\u00e0 apparecchiato per noi due e il polpettone era in caldo nel forno, in attesa.<br \/>\nLo portai in tavola e glielo affidai. Se ne porzion\u00f2 una bella fetta dalla teglia e se la mise nel piatto. Si protese verso il mio posto, ma negai con il capo.<br \/>\n&#8220;Non mangi nulla tesoro?&#8221;<br \/>\n&#8220;No caro, ho un po&#8217; di mal di stomaco stasera. Mangia pure tu. Io mi far\u00f2 una tisana pi\u00f9 tardi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, mi dispiace tanto. Ha un profumo cos\u00ec delizioso&#8230;&#8221;<br \/>\nNon resistette a lungo con la forchetta in aria. Gust\u00f2 a lungo il primo boccone, ad occhi chiusi.<br \/>\n&#8220;Delizioso davvero&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era stata una faticaccia.<br \/>\nSollevarlo e caricarlo sul carrello per le piante. Poi sollevarlo nuovamente e sederlo in auto, dal lato del passeggero.<br \/>\nGuidare all&#8217;imbrunire a luci spente, perch\u00e9 nessuno da lontano potesse vedere il bagliore attraverso il bosco.<br \/>\nE poi sollevarlo una terza volta, spostarlo sul sedile del guidatore.<br \/>\nSedermici sopra, accendere l&#8217;auto e lasciarla andare lentamente ma senza controllo lungo la discesa, diretta verso il letto del torrente. Proprio come avevo visto fare in quel film del venerd\u00ec sera, non ricordo il titolo.<br \/>\nGiunta oramai in velocit\u00e0 sul ponte l&#8217;auto non fece fatica a rompere le vecchie barriere arrugginite. Avevamo chiesto pi\u00f9 volte all&#8217;amministrazione di metterle in sicurezza, adesso se ne sarebbero convinti. Fu un bel tonfo in acqua, il fiume in quel periodo era in piena. L&#8217;auto prosegu\u00ec la sua corsa sobbalzando tra le rocce, diretta a valle. L&#8217;ultimo viaggio del mio amore eterno.<br \/>\nTornai indietro a piedi, senza nemmeno usare la torcia che mi ero portata appresso. Conoscevo cos\u00ec bene oramai la strada e una fioca luna apparve a illuminare il mio cammino.<br \/>\nA casa sistemai la tavola, il suo piatto divenne il mio, dove avevo mangiato quella sera in attesa di mio marito in ritardo.<br \/>\nMi feci una doccia e mi cambiai completamente, per essere certa di non avere tracce di qualsiasi natura addosso.<br \/>\nAlle undici finalmente chiamai il vicino distretto di polizia. Casualmente mi rispose Walter, uno degli amici di pesca di Alfred.<br \/>\nNon dovetti fingere di essere agitata, perch\u00e9 in fondo lo ero davvero. Non capitava tutti i giorni di ammazzare il proprio marito.<br \/>\nDissi solo che ero preoccupata, perch\u00e9 non era rientrato, aveva dimenticato il cellulare e non sapevo dove fosse.<br \/>\n&#8220;Martha, sono sicura non sia accaduto nulla di grave. Sai che noi dobbiamo attendere almeno ventiquattr&#8217;ore prima di far scattare l&#8217;allarme e le ricerche. Aspettiamo ancora qualche ora. Poi ti assicuro che esco personalmente a cercarlo.&#8221;<br \/>\nRichiamai alle tre e la mancanza di sonno mi fece apparire molto pi\u00f9 che spaventata.<br \/>\n&#8220;Ok, chiamo un paio di ragazzi e andiamo a controllare la strada, fin gi\u00f9 all&#8217;ufficio dove lavora.&#8221;<br \/>\nStavo sonnecchiando sul divano, senza realmente dormire, quando bussarono alla porta alle cinque del mattino.<br \/>\n&#8220;L&#8217;abbiamo trovato Martha.&#8221; Il suo sguardo severo e mortificato non aveva bisogno di spiegazioni.<br \/>\nMi abbandonai al dolore, finalmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornarono l&#8217;indomani nel pomeriggio, per accompagnarmi in centrale per il riconoscimento del corpo.<br \/>\nMentre stavo salendo gli scalini dell&#8217;entrata, mi pass\u00f2 accanto la sorella di Jimmy che stava uscendo e per un attimo mi fiss\u00f2. Uno sguardo feroce, che non poteva per\u00f2 nascondere due occhi rossi quanto i miei.<br \/>\nAveva pianto, molto e disperatamente. Mi chiesi per chi. Era forse successo qualcosa di brutto anche al fratello?<br \/>\nSentii anche che portava il mio stesso profumo, quello speciale che Alfred aveva fatto confezionare per me. Non lo avevo spruzzato quella mattina, presa da mille pensieri per gli ultimi accadimenti. E ora lo distinguevo chiaramente anche se sapevo che era impossibile: quella fragranza era unica. Forse la stanchezza di quei giorni mi stava presentando il conto.<br \/>\nMi fecero vedere Alfred, disteso in un lettino e coperto da un lenzuolo, solo per qualche secondo: il viso rivelava una serenit\u00e0 che non gli avevo mai visto in vita.<br \/>\nDavanti alla scrivania, l&#8217;ispettore mi fece poi qualche domanda.<br \/>\n&#8220;L&#8217;auto recuperata dal fiume non presenta segni di altra collisione se non con il parapetto del ponte. E sull&#8217;asfalto non ci sono segni di frenata. C&#8217;erano motivi che ti lasciano pensare ad un suicidio Martha? Aveva problemi col lavoro?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, lo escluderei. Era stressato si, ma stava molto meglio da quando ci siamo trasferiti qui.&#8221;<br \/>\n&#8220;Problemi finanziari?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non credo, no. So solo che aveva messo via del denaro per il nostro futuro, degli investimenti sicuri diceva. Ma non conosco i particolari. In banca comunque non siamo mai stati scoperti, che io sappia.&#8221;<br \/>\n&#8220;Problemi di salute? Stiamo cercando il suo medico di riferimento, ma \u00e8 fuori citt\u00e0 per un convegno.&#8221;<br \/>\n&#8220;Prendeva le pastiglie per la pressione alta, problemi cardiovascolari congeniti. Ma era sotto controllo per questo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh, procederemo all&#8217;autopsia nei prossimi giorni, per accertare le cause effettive del decesso. Un malore alla guida o magari&#8221;, e mi guard\u00f2 fisso negli occhi, &#8220;qualche sostanza letale nel sangue. Di questi tempi, non si pu\u00f2 mai sapere.&#8221;<br \/>\nNon avrebbero trovato nessuna traccia di veleno. Solo un eccesso di eccitanti che avevano mandato in corto circuito il suo debole cuore. Le sue pastiglie le gettavo nello scarico del gabinetto, da mesi prendeva le mie, stessa dimensione e colore. Quel giorno poi avevo aggiunto qualcosina in pi\u00f9 al ciambellone, con tanto amore. La gente ignora la potenza dei rimedi erboristici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Stavo preparando le valigie per trasferirmi da mio fratello nell&#8217;assolato sud, quando suonarono alla porta.<br \/>\nAccostai le tendine per guardare di sotto. L&#8217;auto della polizia ferma davanti casa.<br \/>\nAprii sperando di potermela cavare con qualche quisquilia burocratica dell&#8217;ultimo minuto.<br \/>\nMa l&#8217;espressione dell&#8217;ispettore e del suo collega non promettevano nulla di buono.<br \/>\nLi feci accomodare in salotto, mentre gli preparavo un caff\u00e8 e qualche pasticcino.<br \/>\n&#8220;Martha, verr\u00f2 subito al punto&#8221; inizi\u00f2 grave dopo aver poggiato la tazzina nuovamente sul tavolino.<br \/>\n&#8220;La morte di Alfred, cos\u00ec accidentale e prematura, ha destato qualche sospetto. In questi casi, non viene fatta l&#8217;autopsia solo al corpo, ma anche al veicolo. E la prima cosa che hanno notato i nostri \u00e8 stato un vano contenitore sotto il sedile del guidatore, ben camuffato, a prima vista invisibile.&#8221;<br \/>\nRicordai che l&#8217;auto di Alfred era uscita nuova nuova dal concessionario, quindi doveva averlo aggiunto lui, era piuttosto bravo nel bricolage. Ma ignoravo a cosa potesse servirgli e perch\u00e9 non me l&#8217;avesse detto. Forse l&#8217;aveva solo dimenticato.<br \/>\n&#8220;C&#8217;era un cellulare dentro, ancora acceso&#8221; continu\u00f2 l&#8217;ispettore cercando di valutare la mia espressione. &#8220;Un secondo numero a lui intestato, attivo da circa sei mesi. Nessun messaggio, nessuna foto e il registro delle chiamate pulito. Ma la compagnia telefonica ci ha fornito i tabulati completi. E gli spostamenti, di cella in cella.&#8221;<br \/>\nIl mio cuore aveva smesso di battere.<br \/>\n&#8220;Presupponendo che il cellulare sia rimasto nello stesso luogo, cio\u00e8 dentro l&#8217;auto per tutta la giornata, risultano il tragitto del mattino e vari percorsi in citt\u00e0, proprio nelle zone dei clienti che ha visto Alfred quel giorno. Ma risulta anche che lui \u00e8 tornato qui, perch\u00e9 da questa cella ha inviato un messaggio a qualcuno, confermando di essere rientrato a casa prima e di non chiamarlo.&#8221;<br \/>\nIl mio cuore si stava sgretolando sotto i pesanti colpi della verit\u00e0.<br \/>\n&#8220;Abbiamo sentito anche questa persona, ovviamente. Una storia che andava avanti da un po&#8217;. Le aveva promesso di divorziare e trasferirsi.&#8221; Si ferm\u00f2 per un istante ad osservarmi. &#8220;Hai qualcosa da dire in merito Martha?&#8221;<br \/>\nRimasi in silenzio fissando i disegni del tappeto sotto i miei piedi.<br \/>\n&#8220;Capisco. Avrai modo di consultare un avvocato prima della deposizione. C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa. Abbiamo ricostruito la vostra situazione finanziaria. Alfred aveva sottoscritto una bella polizza sulla vita, di cui tu sei l&#8217;unica beneficiaria.&#8221;<br \/>\nSi alz\u00f2 in piedi. &#8220;Ma ovviamente non c&#8217;\u00e8 alcun premio se la morte \u00e8 avvenuta per omicidio.&#8221;<br \/>\nMi aiut\u00f2 ad alzarmi e ad infilarmi il soprabito.<br \/>\nUscii accompagnata dal suo collega poliziotto, mentre l&#8217;ispettore chiudeva e sigillava la casa.<br \/>\nMi accomodai poi sul sedile posteriore della volante, niente manette. Almeno per ora.<br \/>\n&#8220;Ti teniamo da noi al distretto per qualche giorno, cos\u00ec potrai partecipare al funerale di Alfred. Poi dovremo portarti in citt\u00e0, davanti al giudice per le indagini preliminari.&#8221; Mi guard\u00f2 tramite lo specchietto retrovisore. &#8220;Qualche domanda?&#8221;<br \/>\nSospirai rimirando il vuoto. &#8220;Chi \u00e8 Alfred?&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(c) 2018 Barbara Businaro<\/p>\n<p><em>L&#8217;incipit di questa storia \u00e8 nato circa un mese fa nel bel mezzo della lettura di &#8220;\u00c8 ricca, la sposo e l&#8217;ammazzo&#8221;, antologia di racconti di Jack Ritchie pubblicata da Marcos y Marcos (dal racconto, che d\u00e0 il titolo al libro, \u00e8 stato tratto il famoso film con Elaine May e Walter Matthau, imperdibile!). Poi la trama si \u00e8 sviluppata piano piano nella mia testa. Il finale \u00e8 arrivato con la lettura di &#8220;La vittima dell&#8217;anno&#8221;, un&#8217;altra raccolta sempre di Jack Ritchie. Una vera scoperta questo autore (di cui ringrazio la scrittrice <a href=\"https:\/\/ilibridisandra.wordpress.com\/2017\/07\/31\/bye-bye-luglio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sandra Fa\u00e8<\/a>\u00a0\ud83d\ude09 ): i suoi racconti sono effervescenti, arguti, mai scontati, spesso con un piglio comico che te li fa apprezzare maggiormente. Spero che Marcos y Marcos ristampi anche le vecchie pubblicazioni, non le trovo nemmeno nei mercatini dell&#8217;usato.<\/em><br \/>\n<em>Forse proprio per la sua influenza, mi sono figurata un&#8217;ambientazione di periferia americana, un po&#8217; degli anni Sessanta, con le auto di quell&#8217;epoca, nonostante ci sia di mezzo un cellulare, innovazione dei nostri giorni. Ho cercato di smussare un po&#8217; questa mia visione, ma non so se ci sono riuscita del tutto. La storia comanda, l&#8217;autore risponde. <\/em><br \/>\n<em>E poi mi sono lasciata trasportare. L&#8217;ho scritto con amore, con tanto amore. \ud83d\ude09<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevo deciso che avrei ucciso mio marito. Lo amavo troppo. Oh, non ero gelosa e per la verit\u00e0 non me ne aveva nemmeno mai dato motivo: mai uno sguardo fuori posto verso le altre donne, nessun profumo sui suoi vestiti che non fosse esclusivamente il mio, mai un contrasto o un litigio che offuscasse la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13789,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[14,276,21],"class_list":["post-13790","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-poesie","tag-dark","tag-highlights","tag-racconti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Con tanto amore e un cellulare - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Con tanto amore e un cellulare. 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