{"id":11008,"date":"2018-03-15T06:00:57","date_gmt":"2018-03-15T05:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=11008"},"modified":"2018-12-28T16:25:16","modified_gmt":"2018-12-28T15:25:16","slug":"il-giorno-in-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/il-giorno-in-piu\/","title":{"rendered":"Il giorno in pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>&#8220;Ma di cosa parla poi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Due che si incontrano, si amano, poi litigano, poi fanno pace, poi incontrano un altro, si lasciano.&#8221;<br \/>\n&#8220;Come finisce?&#8221;<br \/>\n&#8220;E&#8217; una cagata, finisce bene.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sar\u00e0 anche una cagata, per\u00f2 per esempio a me le prime pagine mi han preso&#8230; cio\u00e8 ti tira dentro sto libro!&#8221;<br \/>\nDal film <em>Il giorno in pi\u00f9 (2011)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Devo sempre vedere un film due volte per iniziare ad apprezzarlo in pieno. La prima volta c&#8217;\u00e8 la storia e l&#8217;emozione, la seconda volta ci sono i dettagli e i particolari, le finezze, visto che la trama gi\u00e0 la conosco. Le emozioni per\u00f2, quelle restano uguali. <em>C&#8217;\u00e8 posta per te<\/em>, Meg Ryan e Tom Hanks, l&#8217;avr\u00f2 riguardato almeno quindici volte e la scena finale \u00e8 sempre da groppo in gola, non c&#8217;\u00e8 verso che io la veda senza fazzoletti a portata, meglio direttamente un lenzuolo v\u00e0. Ok, probabilmente \u00e8 un fattore personale, dato che sono stata anch&#8217;io una <em>commessa<\/em> in chat. \ud83d\ude09<br \/>\n<span style=\"color: #800080;\"><strong>Tempo fa ho rivisto <em>Il giorno in pi\u00f9<\/em><\/strong><\/span>, dall&#8217;inizio alla fine, senza interruzioni domestiche. Anzi, pure i presenti maschili erano coinvolti da quello strano tipo di Giacomo, abbordato dalla bella ragazza del tram che lui occhieggiava intimidito da almeno un mese (e in sottofondo senti uno sbuffo e un &#8220;Mai che capiti a me!&#8221;).<br \/>\nPer chi non lo sapesse questo film, diretto da Massimo Venier con Fabio Volo e Isabella Ragonese, <span style=\"color: #800080;\"><strong>\u00e8 tratto proprio dall&#8217;omonimo libro di Fabio Volo.<\/strong><\/span> Che sta(va) l\u00ec nella mia libreria da qualche tempo, da quando avevo deciso di studiare il suo fenomeno editoriale, avevo comperato tutti i suoi libri in un colpo, ma mi ero poi incastrata nella lettura di <em>E&#8217; una vita che ti aspetto<\/em>, chiedendomi <span style=\"color: #800080;\"><strong>come mai sulla carta non mi \u00e8 simpatico come in radio<\/strong><\/span> (io che sono un <a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/radionauta-prima-di-webnauta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[Radionauta]<\/a>, prima che un webnauta!)<br \/>\nPerch\u00e9 il film<em> Il giorno in pi\u00f9<\/em> \u00e8 spassoso: c&#8217;\u00e8 ironia, comicit\u00e0, piccoli drammi, momenti di suspense, batticuori, palpitazioni, un po&#8217; di sesso e il gran finale di lui e lei che si corrono reciprocamente incontro (tra l&#8217;altro, non ne sono sicura, ma sembra pure lo stesso parco dell&#8217;ultima scena di<em> C&#8217;\u00e8 posta per te<\/em>!).<br \/>\nMa se sullo schermo mi piace, non pu\u00f2 essere che il romanzo non sia altrettanto all&#8217;altezza! Non riesci a tirarci fuori un buon film se la storia non \u00e8 scritta bene fin dall&#8217;inizio sulla pagina!<br \/>\nCos\u00ec mi sono decisa: l&#8217;ho ripreso dallo scaffale ed ho iniziato a leggere, senza lasciarmi guidare dai pregiudizi&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #800080;\">Un giorno (e un libro) in pi\u00f9<\/span><\/h2>\n<p>Non ricordo chi me lo disse, ma <span style=\"color: #800080;\"><strong>quando scopri un cantante o un gruppo musicale con una lunga carriera alle spalle non \u00e8 detto che tu riesca ad apprezzare i primi album.<\/strong><\/span> Non \u00e8 solo una questione di cambio di genere musicale, di musicisti, di arrangiamenti, ma anche dell&#8217;evoluzione dell&#8217;artista. Ho conosciuto Michael Jackson all&#8217;album <em>Dangerous<\/em> del 1991, ascolto pi\u00f9 che volentieri il precedente <em>Bad<\/em> del 1987, ma gi\u00e0 non tutte le tracce di <em>Thriller<\/em> del 1982 fanno per me, a parte proprio la canzone <em>Thriller<\/em> che alla sua uscita era anni luce avanti nella storia della musica (e per questo l&#8217;album rimarr\u00e0 il pi\u00f9 venduto, attualmente con 110 milioni di copie). Non parliamo dell&#8217;album <em>Off the wall<\/em>, che \u00e8 il meno ascoltato della mia collezione, e il primo pubblicato da Michael Jackson come solista. Fuori discussione l&#8217;era dei Jackson Five, le tutine scintillanti non fanno per me.<br \/>\nDa <em>Dangerous<\/em> in poi invece ogni album \u00e8 sempre stato all&#8217;altezza delle mie aspettative, e ben oltre, perch\u00e9 oramai il cantante aveva raggiunto la maturit\u00e0 della sua carriera, il suo stile unico e inconfondibile. E se in qualche nuova canzone c&#8217;\u00e8 una sua campionatura, fossero anche solo tre note, io le riconosco subito.<br \/>\n<span style=\"color: #800080;\"><strong>Perch\u00e9 questo concetto darwiniano non dovrebbe valere anche per uno scrittore?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il mio errore \u00e8 stato leggere i primi libri di Fabio Volo, invece di partire dagli ultimi. Errore che fanno in tanti magari, perch\u00e9 ovviamente il mercato editoriale rende disponibili i romanzi pi\u00f9 vecchi in formato tascabile a pochi euro, mentre l&#8217;ultima uscita oscilla tra i 17 e i 21 euro. E chi ha voglia di investire tanto in un autore verso il quale nutre gi\u00e0 forti dubbi? Se si vuole provare uno scrittore, si cerca di spendere poco, cos\u00ec da contenere la &#8220;perdita&#8221; economica nel caso l&#8217;esperimento non riesca.<\/p>\n<p>Dunque di Fabio Volo avevo gi\u00e0 letto:<\/p>\n<ul>\n<li><em>Un posto nel mondo<\/em>, del 2006, il suo terzo libro;<\/li>\n<li><em>Esco a fare due passi<\/em>, il suo esordio del 2001;<\/li>\n<li><em>\u00c8 una vita che ti aspetto<\/em>, del 2003, abbandonato a pagina 21.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutti testi in prima persona, punto di vista maschile. Un flusso di coscienza continuo che spesso salta di qua e di l\u00e0. Li ho letti in ordine di come mi sono &#8220;capitati&#8221;, in vendita in libreria o in edicola, tra I Miti o gli Oscar Mondadori Bestseller. Tra i tre, il migliore \u00e8 <em>Un posto nel mondo<\/em>, perch\u00e9 \u00e8 sviluppato in maniera pi\u00f9 organica, c&#8217;\u00e8 una storia pi\u00f9 concreta rispetto agli altri due che sembrano solo il diario inconcludente di un ragazzo spaventato di diventare adulto. <span style=\"color: #800080;\"><strong>Per dire: <em>\u00c8 una vita che ti aspetto<\/em> l&#8217;ho abbandonato per noia, la sensazione che non succedesse nulla.<\/strong><\/span> Non dico che ci debba essere una battaglia sanguinaria, un inseguimento tra pirati o un attacco alieno in ogni libro che leggo, ma se l&#8217;evento pi\u00f9 eclatante \u00e8 che ha finito la carta igienica ed ha camminato per l&#8217;appartamento con i pantaloni abbassati&#8230; o la butta nell&#8217;erotico o la vedo difficile arrivare all&#8217;ultima pagina!<\/p>\n<p>Ma sono una persona testarda. E cos\u00ec ci ho riprovato.<br \/>\n<em>Il giorno in pi\u00f9<\/em> \u00e8 sempre un testo in prima persona, ancora dal punto di vista maschile. Fin qui nulla di nuovo. Inizia dal termine della storia, lui in attesa, per raccontare l&#8217;antefatto di come si \u00e8 giunti fino a quel momento e ricongiungersi al gran finale. E in questo assomiglia a <em>Un posto nel mondo.<\/em><br \/>\nE&#8217; comunque un flusso di coscienza continuo, dove ad ogni nuovo personaggio introdotto nella trama il protagonista Giacomo si ferma a ricordare qualche episodio che li lega: come ha conosciuto Silvia ed \u00e8 diventata la sua migliore amica, Dante detto anche InvaDante per la sua logorroica invadenza, il senso di abbandono di un padre che spiega anche l&#8217;ossessivo attaccamento di sua madre, il quale chiarisce la difficolt\u00e0 a legami seri e duraturi con una donna, l&#8217;avrebbe potuto essere con Camilla che finisce invece con tradirlo col suo (ex) migliore amico Andrea, il potente legame con una nonna oramai demente che nella sua vita ha costituito un perno di equilibrio verso la madre. Un mondo variegato e direi ben strutturato stavolta, pi\u00f9 di <em>Un posto nel mondo<\/em>.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 cambiato rispetto ai precedenti?<br \/>\nChe Fabio Volo \u00e8 cresciuto. Che questo Giacomo l&#8217;ho letto volentieri, e ho riso delle sue cazzate tanto quanto ho riso di <em>I love shopping<\/em> di Sophie Kinsella.<br \/>\n<span style=\"color: #800080;\"><strong>Certo, se vi aspettate l&#8217;Ulisse di Joyce \u00e8 chiaro che avete sbagliato completamente libro, scaffale e pure genere.<\/strong><\/span> Questa non \u00e8 letteratura d&#8217;arte, e non ha la pretesa di esserlo, \u00e8 narrativa, creative fiction come direbbero oltreoceano, letteratura d&#8217;evasione o di consumo. E se non sapete distinguere tra le due, c&#8217;\u00e8 da tornare o dall&#8217;oculista o sui banchi di scuola.<\/p>\n<p>Se si guardano le recensioni in rete, Fabio Volo o lo si odia o lo si ama, passa da 1 stella con commento sarcastico (&#8220;non serve neppure come zeppa sotto un tavolo&#8221; oppure &#8220;come fate a considerare Fabio Volo uno scrittore? Povera Italia!&#8221;) alle 5 stelle di entusiasmo fanciullesco (&#8220;senz&#8217;altro il libro pi\u00f9 bello che io abbia mai letto&#8221;) o con risvolti filosofici (&#8220;Chi si rassegna alla mediocrit\u00e0 della vita non pu\u00f2 capire&#8221;).<br \/>\nPer\u00f2 le cifre di vendita parlano chiaro (potremmo discutere sul fatto che le classifiche siano a volte pilotate dalle stesse case editrici, ma i suoi libri di fatto vengono continuamente ristampati): tralasciando quel simpatico scherzetto di <em>A cosa servono i desideri<\/em>, un opuscolo pieno di citazioni, pagine bianche e domande, un libro interattivo per il quale Volo ha rischiato il linciaggio dai fans, <span style=\"color: #800080;\"><strong><em>Il giorno in pi\u00f9<\/em> vanterebbe il milione di copie complessive <\/strong><\/span>(Fonte: <a href=\"https:\/\/www.mymovies.it\/film\/2011\/ilgiornoinpiu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MyMovies<\/a>), <em>E&#8217; tutta vita<\/em> avrebbe venduto centomila copie solo nelle prime tre settimane d&#8217;uscita (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/12\/16\/fabio-volo-in-libreria-con-il-nuovo-e-tutta-vita-il-mio-successo-da-ai-nervi-ora-penso-ai-pannolini\/2309527\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Fatto Quotidiano<\/a>) e l&#8217;ultimo <em>Quando tutto inizia<\/em> \u00e8 stato l&#8217;unico a contrastare <em>Origin<\/em> di Dan Brown lo scorso Natale (Fonte: <a href=\"http:\/\/libreriamo.it\/libri\/classifica-libri-venduti-primo-posto-per-quando-tutto-inizia-fabio-volo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Libreriamo<\/a>).<\/p>\n<p><span style=\"color: #800080;\"><strong>Come fa a vendere cos\u00ec tanto?<\/strong><\/span> Ci ha ragionato pure una giornalista della rivista <em>Millionaire<\/em> ancora nel 2012,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.millionaire.it\/come-fabio-volo-a-vendere-milioni-di-copie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come fa Fabio Volo a vendere milioni di copie:<\/a>\u00a0<em>Lui \u00e8 soprattutto autoironico, cio\u00e8 pronto a prendere in giro prima di tutto se stesso. \u00abSe usassi un ghost writer, me ne sarei trovato uno che scrive meglio!\u00bb. [&#8230;] Uno come tanti. Volo piace perch\u00e9 rappresenta un modello raggiungibile. Spiega il semiologo Ugo Volli: \u00abSi veste, parla e agisce come uno di noi: questo rende l\u2019identificazione immediata e il suo seguito fortissimo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #800080;\"><strong>Fabio Volo non \u00e8 snob, \u00e8 pop.<\/strong> <\/span>Non appartiene ai circoli letterari, degli intellettuali d&#8217;\u00e9lite, del mondo accademico o dell&#8217;alta nobilt\u00e0. Fabio Volo appartiene al popolo, a chi si \u00e8 fermato alla terza media ma non per questo dev&#8217;essere considerato un paria, a chi ha dovuto sopperire alla cultura scolastica con l&#8217;esperienza di vita, a quel Terzo Stato che in ogni luogo ed epoca \u00e8 stato maltrattato ma ha sempre avuto la forza numerica per rivoluzionare ordini e mercati, compreso quello editoriale. <span style=\"color: #800080;\"><strong>Semplicemente pi\u00f9 la vita \u00e8 grama, pi\u00f9 si ha bisogno di leggerezza.<\/strong><\/span><br \/>\nPer dirla come mio padre, che preferisce gli spaghetti-western alle pellicole acclamate dalla critica: &#8220;Lasciami fare quattro risate e andare a dormire sereno.&#8221;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #800080;\">Il libro per\u00f2 non \u00e8 il film<\/span><\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Fabio Volo, il giorno in pi\u00f9 - Giacomo e Michela\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_9Z3-ReySu4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questa scena avverto la stessa ironia di Diana Gabaldon in merito al <a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/outlander-pregiudizio-del-lettore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pregiudizio del lettore<\/a>. E credo sia proprio per questa battuta che ho deciso di mettermi a leggere. Non credo ai pregiudizi e l&#8217;unica maniera di sconfiggerli \u00e8 affrontarli di petto, andare oltre le opinioni degli altri.<\/p>\n<p>Il libro non \u00e8 il film perch\u00e9 oltre a New York c&#8217;\u00e8 anche Parigi, ma costava troppo alla produzione cinematografica spostare il set sulla capitale francese per pochi attimi, cos\u00ec hanno deciso di tenere solo la Grande Mela. L&#8217;immagine del post \u00e8 la vetrina del Doma Cafe sulla Seventh Avenue South, la stessa vetrina che campeggia a rovescio sulla copertina originale del romanzo, con la scritta &#8220;AMO&#8221;.<br \/>\nTra le pagine Giacomo \u00e8 socio in una tipografia, che pu\u00f2 permettersi di saltare sul primo aereo in partenza e &#8220;lavorare&#8221; collegato dall&#8217;estero (un tipografo?), mentre nella pellicola lavora in un&#8217;azienda multinazionale e fugge nella City durante lo scalo verso Buenos Aires.<br \/>\nLei si chiama sempre Michela e davvero la spia tutte le mattine sul tram per andare al lavoro per un mese, finch\u00e9 lei non gli propone un caff\u00e8 e si scopre che \u00e8 la sua ultima sera in Italia. Mentre sulla carta Giacomo \u00e8 un tipo parecchio riflessivo, al cinema \u00e8 stato aggiunto un elemento comico di rilievo: stanco di essere l&#8217;impenitente single a cui vengono affibbiati gli straordinari &#8220;tanto tu non hai una famiglia che ti aspetta&#8221;, decide di inventarsi la fidanzata ideale, Agnese (nome scelto da un pacco di pasta! &#8220;Nel programma sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali&#8230;&#8221;) che casualmente fa coincidere con la ragazza del tram. Cos\u00ec nel film, a quel famoso ultimo caff\u00e8, scoperto insieme a Michela-Agnese da un collega, \u00e8 costretto a raccontarle la verit\u00e0. Lei capisce che \u00e8 parecchio strano, ma alla fine gli concede l&#8217;ultima cena. Tra le pagine no: Giacomo qui \u00e8 troppo indeciso e si lascia scappare l&#8217;appuntamento, e il bacio.<br \/>\nDiverse le modalit\u00e0 che lo portano a New York, uguale la motivazione: rintracciare Michela perch\u00e9 quel loro niente sul tram era molto pi\u00f9 di tante altre storie passate.<br \/>\n<span style=\"color: #800080;\"><strong>Nel libro per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 il libro.<\/strong><\/span> Quella &#8220;cagata che finisce bene&#8221; non c&#8217;\u00e8 nel romanzo di Volo: Michela propone un gioco, un fidanzamento a termine, liberi di essere s\u00e9 stessi, niente strategie, niente &#8220;per sempre&#8221;, un amore di nove giorni, il tempo che Giacomo rimane a New York, e poi ognuno ritorna alla propria vita con un bel ricordo. Ecco, solo in un libro una donna pu\u00f2 proporre un gioco del genere! \ud83d\ude00<br \/>\nNel film devono essersene accorti, cos\u00ec il gioco cambia: Giacomo trova quel romanzo in uno scatolone nell&#8217;appartamento di Michela (lei lavora in una casa editrice) e le propone di viverlo pagina per pagina, si incontrano, si amano, litigano e fanno pace, e poi si lasciano. Perch\u00e9 nei grandi romanzi d&#8217;amore, i &#8220;classici&#8221;, finisce sempre che si lasciano (o muoiono, aggiungo io&#8230;). Ed \u00e8 per quello che sono grandi amori!<br \/>\nSe nel libro Giacomo torna a casa un giorno prima perch\u00e9 la nonna finisce in ospedale, nel film non c&#8217;\u00e8 proprio la nonna ed \u00e8 il lavoro a riportarlo in patria. Anche la dinamica del finale \u00e8 diversa: nel libro, ritorna a New York per riprendersi quel giorno in pi\u00f9 ed \u00e8 Michela a dargli appuntamento a Parigi tra tre mesi, se ancora non si saranno stancati del pensiero dell&#8217;altro; nel film, \u00e8 lasciato tutto ad una lettera, una confessione di lui lasciata dentro quel libro galeotto, che si perder\u00e0 in un trasloco a Boston, ma che un italo americano dall&#8217;animo romantico cercher\u00e0 di far recapitare ugualmente. Una lettera con un appuntamento l\u00ec a New York tra tre mesi. <span style=\"color: #800080;\"><strong>E nel finale carta e pellicola si ricongiungono.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Cosa c&#8217;\u00e8 nel libro che pu\u00f2 avergli dato successo di vendite? Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;identificazione del lettore?<br \/>\nSinceramente non lo so. Ho cercato di segnarmi le frasi o i paragrafi che pi\u00f9 mi hanno colpito, divertito, scosso, nel bene o nel male.<\/p>\n<p><em>Comunque tre anni fa avrebbe potuto essere la madre dei miei figli e io il padre dei suoi. Insomma, i genitori dei nostri.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Ma ti assicuro e te lo do per certo, a nome di tutte le donne, che non c&#8217;\u00e8 niente di peggio di quelli che fanno l&#8217;amore con troppa educazione.&#8221;<\/em><br \/>\n<em> &#8220;Come con troppa educazione?&#8221;<\/em><br \/>\n<em> &#8220;La scopata educata \u00e8 peggio di qualsiasi cosa. Peggio di quelli che quando si spogliano per venire a letto ripiegano le cose o le appoggiano in ordine sulla sedia. E&#8217; un gesto che fa passare la voglia a qualsiasi donna.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia dovevo andare. Era arrivato il momento di vivere un pezzo della mia vita in compagnia di altre persone. Michela da troppo tempo indossava la mia curiosit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo sar\u00e0 uno dei miei progetti per il futuro: capire dove voglio vivere. Perch\u00e9 i posti e le citt\u00e0 sono diversi anche in base all&#8217;et\u00e0 e alle fasi della propria vita. Per questo chi abita sempre nella stessa citt\u00e0 rischia di non cambiare mai.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #800080;\"><strong>C&#8217;\u00e8 anche un diario nel libro<\/strong><\/span>, il diario che Michela scrive ogni mattina nel tram e che consegna a Giacomo come prova che anche lei \u00e8 coinvolta in questa strana storia d&#8217;amore invisibile. E&#8217; la prima volta che Fabio Volo scrive al femminile.<\/p>\n<p><em>Domani parto, lascio questo tram con te sopra. Mi hai dato la forza di cambiare le cose che non mi piacevano. Non ti ho mai parlato, non so nemmeno se sei tu. Si di te ho proiettato il mio accompagnatore. Sei stato portatore di emozioni, pensieri, desideri. Ti lascer\u00f2 qui seduto su queste mattine. Ti lascer\u00f2, portandoti per sempre via con me.<\/em><\/p>\n<p><em>Ero stufa di vivere in mezzo a quelle persone che dopo i trent&#8217;anni iniziano a chiederti: &#8220;Come mai non sei sposata?&#8221; Una donna che non si sposa sembra sempre che lo faccia perch\u00e9 non ha trovato la persona giusta e non perch\u00e9 \u00e8 una sua scelta. Sembra sempre una conseguenza. Pensa che bello se invece iniziassimo a chiedere alle donne: &#8220;Perch\u00e9 ti sei sposata?&#8221; Ero stanca di farmi guardare come una sfigata da donne che sognano di diventare mogli a ogni costo.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Tutte le persone danno un secondo messaggio. Per esempio, mia madre sembra una persona buona, anzi, sicuramente lo \u00e8, ma dal suo modo di essere a me arriva anche il secondo messaggio. Un messaggio di paura, di sottomissione, di mancanza di coraggio, di sfiducia verso gli altri, di rassegnazione. Magari in casa nessuno dice niente in maniera esplicita, ma un bambino crescendo assimila inconsciamente anche il secondo messaggio.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>Con gli anni sono diventato un maestro dei &#8220;gi\u00e0 so&#8221;. E&#8217; una tecnica per fare confessare all&#8217;altro un tuo sospetto, dichiarando che \u00e8 una cosa che gi\u00e0 sai. Con gli anni l&#8217;ho affinata, facendo anche il nome di chi mi aveva fatto la confessione. Nonostante io sia un esperto e un grande utilizzatore dei &#8220;gi\u00e0 so&#8221;, non sempre sono in grado di sopportare e reggere la risposta. Fare i &#8220;gi\u00e0 so&#8221; \u00e8 un azzardo, \u00e8 un bluff, e come tale necessita poi della padronanza del viso. Bisogna reggere la conferma dei sospetti con faccia ferma e impassibile.<\/em><\/p>\n<p>Non ce la faccio a ricopiarvi il paragrafo sulle &#8220;seguge&#8221; di Manhattan&#8230; Non ho mai riso cos\u00ec tanto, ma leggetevele da soli, capitolo 12, pagina 140.\u00a0 \ud83d\ude00<\/p>\n<h2><span style=\"color: #800080;\">Eppure alla fine&#8230;<\/span><\/h2>\n<p>Il libro \u00e8 carino ma io preferisco il film. E credo sia uno dei rarissimi casi in cui io preferisca la pellicola alla carta!<br \/>\nUn altro esempio \u00e8 <em>Bridget Jones&#8217;s Baby<\/em>, il terzo film con Ren\u00e9e Zellweger, Colin Firth e Patrick Dempsey, che batte per KO tecnico al primo round lo scivolone del terzo libro di Helen Fielding <em>Bridget Jones, un amore di ragazzo.<\/em> Le lettrici non le hanno proprio perdonato l&#8217;aver nascosto Mark Darcy sotto il tappeto&#8230;<br \/>\nMa qui non c&#8217;\u00e8 uno sconvolgimento completo di trama. Direi piuttosto che <span style=\"color: #800080;\"><strong>la versione cinematografica \u00e8 stata un&#8217;ulteriore buona occasione di editing<\/strong><\/span>, e averlo sceneggiato a quattro anni dalla pubblicazione del libro deve aver concesso un altro gradino evolutivo a Fabio Volo (pi\u00f9 l&#8217;occhio del regista Massimo Venier abituato a lavorare con Aldo, Giovanni e Giacomo).<\/p>\n<p>Ne legger\u00f2 un altro? Per ora no. Ho gi\u00e0 iniziato a leggere Carlo Rovelli (metti mai che capisco qualcosa di Fisica!) e Haruki Murakami, mi hanno appena consegnato Story di Robert McKee, per non parlare della lunga lista di arretrati dentro il KosoKobo! Fabio Volo dovr\u00e0 aspettare&#8230; <em>Le prime luci del mattino!<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il giorno in pi\u00f9 (Fabio Volo) - Trailer ufficiale HD\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SE9obdhSbkc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ma di cosa parla poi?&#8221; &#8220;Due che si incontrano, si amano, poi litigano, poi fanno pace, poi incontrano un altro, si lasciano.&#8221; &#8220;Come finisce?&#8221; &#8220;E&#8217; una cagata, finisce bene.&#8221; &#8220;Sar\u00e0 anche una cagata, per\u00f2 per esempio a me le prime pagine mi han preso&#8230; cio\u00e8 ti tira dentro sto libro!&#8221; Dal film Il giorno in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11007,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[15,17],"class_list":["post-11008","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-solo-un-istante","tag-diario","tag-libri"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - 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