Tre parole per una rotta 2022

Tre parole per una rotta

L’Epifania tutte le feste si porta via, si ripongono le decorazioni natalizie negli scatoloni in cantina o in soffitta e si comincia a guardare all’anno nuovo con una bella lunga lista di buone intenzioni, di solito a cominciare con la dieta e l’attività fisica per smaltire le calorie accumulate durante le festività. Se siete comunque rimasti tranquillamente a casa come me, comunque la vostra tavola si sarà riempita di dolci e dolcetti, di ogni gusto e varietà. Io li ho chiusi a chiave nella credenza, e poi ho fatto nascondere la chiave. 😀
Le risoluzioni di inizio anno però durano poco, si perdono già alla seconda settimana di gennaio e verso fine mese sono oramai disperse. Qualche volta si rinfrescano con il tepore della primavera, ma si smarriscono di nuovo al sole torrido dell’estate. Ecco perché occorrono delle parole-guida, delle parole scelte con molta precisione, che funzionino come un incantesimo per riportarci sulla strada giusta e mantenere la direzione dei nostri buoni propositi.

Così, un po’ per gioco e un po’ per sfida, fin dagli inizi di questo blog ho provato il metodo delle tre parole che guideranno la mia rotta, nella vita personale, nel lavoro, nella scrittura, nell’allenamento. E il primo post del nuovo anno è dedicato alla scelta di questa triade magica, queste parole che mi accompagneranno per i prossimi dodici mesi. La bizzarra idea nasce nel 2006 dal consulente strategico, esperto di social media marketing, giornalista e blogger Chris Brogan: L’idea delle mie tre parole è semplice. Scegli 3 parole (non 1, non 4) che ti aiuteranno a guidare le tue scelte e azioni giorno per giorno. Pensa a loro come a dei fari. “Dovrei dire di sì a questo progetto?” “Beh, questo è in linea con le mie tre parole?”

Anche il numero di parole è importante: sono tre parole, non una sola e non quattro o più, esattamente e solo tre. Questo perché per la scuola pitagorica il numero 3 è il numero perfetto, somma del primo numero pari (2) e del primo numero dispari (1). Nella teoria dei numeri il tre individua la superficie (1 è un punto e 2 una linea) e la superficie più semplice ha la forma del triangolo. Senza considerare il valore simbolico in parecchie culture e religioni: per i cinesi rappresenta la totalità cosmica (cielo, terra e uomo), per i cristiani indica la Santissima Trinità, per gli induisti la Trimurti (Brahma, Shiva, Vishnu). Anche il letteratura, il nostro Sommo Poeta Dante ha utilizzato il numero 3 nella sua Divina Commedia: tre cantiche, trentatré canti, nove gironi infernali (nove è il quadrato di tre), la terzina come forma metrica.

Ma come vanno scelte queste tre parole? Forte della sua lunga esperienza con questo metodo, Chris Brogan ci regala qualche consiglio per ottenere il massimo risultato:

  • non fatene una frase: “pubblica il libro” sono tre parole ma è una scelta terribile, perché “il” è una parola sprecata, “pubblicare” potrebbe già funzionare bene da sola;
  • cercate di scegliere delle parole utilizzabili: “espandi” è una parola migliore di “più grande”, troppo generica e pericolosa;
  • più utilità e sfumature può avere una parola, meglio è; queste parole devono essere la vostra bussola per molti quesiti;
  • attenetevi alle tre parole per tutto l’anno, non cambiatele; ogni volta che Brogan ne ha cambiata una dopo pochi mesi, il suo anno si è inceppato;
  • evitate le parole “fantasiose”, con diversi significati a seconda del contesto; negli anni in cui Brogan ne ha provato qualcuna, si è smarrito; nel dubbio, meglio optare per parole semplici;
  • ma le parole non devono esprimere niente a nessuno, tranne che per voi stessi; non preoccupatevi di spiegarle, non è necessario.

Ci aggiungo anche qualche trucchetto da parte mia, merito di qualche sgambetto ricevuto dalle parole:

  • non pensate alle tre parole troppo presto, aspettate che sia cominciato l’anno, altrimenti si attivano subito e potrebbero riservarvi cattive sorprese (mi è successo a inizio dicembre 2018, avevo scelto change per l’anno successivo, ma il cambiamento è arrivato troppo repentino);
  • adottare una sola parola può sembrare una scelta potente, ma porta con sé un alto rischio di immobilità, proprio come il numero uno indica in geometria un punto fermo;
  • portatele sempre con voi e rileggetele spesso, scrivetele nella prima pagina dell’agenda o in un angolo della copertina del vostro quaderno, devono diventare il vostro mantra per tutti i mesi successivi;
  • quando siete bloccati in una decisione importante, invocatele e chiedete loro consiglio, non vi deluderanno!

Per questo 2022 Chris Brogan ha scelto le seguenti parole: Scout (sia come sostantivo, “esploratore”, che come verbo di azione, “esplorare”) per darsi una direzione nel suo ambito lavorativo, Co-Create (co-creare, intesa come collaborazione, creare insieme) per rafforzare l’idea di interagire con le altre persone, figli compresi, e Pluses (vantaggi, elementi positivi in una situazione complicata) per mantenere un volano di energia positiva intorno a sé, nonostante alcuni momenti di blocco.
Quali sono invece le mie tre parole? Non è stato banale sceglierle, perché alla fine si tratta di riflettere su quello che vogliamo, formulare delle buone intenzioni e cercare di esprimerle con una sola parola (quindi tre buoni intenzioni) o sintetizzare alcuni propositi con un’unica direzione (una parola per più traguardi da raggiungere). E in questi anni difficili è un compito davvero arduo, soprattutto per me che, in contrapposizione totale con un periodo storico terribile, le mie tre parole mi hanno guidato davvero in modo eccellente.

Di solito sono anche una delle ultime che arrivo a pubblicare questo post, con altri amici blogger che hanno già scelto le proprie parole ai primi giorni dell’anno. Purtroppo a causa della pandemia, molti hanno rinunciato a questo metodo, e li capisco. Più che parole, qua rischiano di uscire solo parolacce… Ma le tre parole devono aiutarci per quanto è in nostro potere, nelle nostre decisioni personali, giorno per giorno.
Per tutto il resto, se ne può usare solo una. Pazienza.

 

Le rotte degli anni precedenti

Queste sono state le mie tre parole negli anni precedenti (cliccate per leggere il relativo post e le motivazioni delle scelte):

2016: Resilienza, Perseveranza, Evoluzione
2017: Challenge (sfida), Straight (diritto), Achieve (raggiungere)
2018: Unchain (liberare), Peak (vertice), Conquer (conquistare)
2019: Soar (librarsi, alzarsi in volo), Forgive (perdonare), Delight (deliziarsi, rallegrarsi)
2020: Recharge (ricaricare), Endurance (resistenza, tolleranza, pazienza), Sparkling (scintillante, sfavillante)
2021: Insight (intuito, intuizione), Bright (luminoso, brillante), Awareness (consapevolezza, percezione)

Dopo un primo anno di prova, già dal secondo scelgo le mie tre parole in lingua inglese, in onore della community My Peak Challenge di cui faccio parte, amministrando anche uno dei gruppi ambasciatori riconosciuti, Clan McPeaker Italian SPeakers, e che da allora mi regala emozioni bellissime, tra allenamenti spacca muscoli, lezioni di yoga e mindfulness, sfide di scrittura, incontri favolosi e tanta motivazione.
Ma come sono andate le mie tre parole dello scorso anno? Qualcosina ve l’ho raccontato nell’ultimo post: Le onde impetuose del 2021

Insight (intuito, intuizione) l’avevo incontrata per caso nell’anteprima Amazon del libro La vita si impara. 50 meditazioni per una vita nuova di Alberto Pellai e mi era piaciuta la sua definizione: Succede quando ci imbattiamo in qualcosa che all’improvviso accende una luce dentro di noi e rende finalmente visibile ciò che avevamo tenuto nell’ombra. Non sapevamo che fosse lì. Sentivamo che c’era qualcosa, da qualche parte, che aveva bisogno di essere trovato e portato allo scoperto. Ma del quale conoscevamo poco o nulla. Poi una frase, una parola, un gesto accendono una sorta di faro che abbaglia tutto.
Ma più che una percezione interiore, quello che cercavo era proprio l’intuito al momento giusto, cogliere un’occasione al balzo. E così è stato: a metà febbraio, davvero per caso, mi sono imbattuta in un bando di concorso pubblico per istruttore informatico, selezioni rarissime rispetto alle figure amministrative. Ci provo? Leggo le mie tre parole e insight mi fa l’occhiolino. Sono seguiti tre mesi di studio intensi e le prove concorsuali, come vi ho raccontato qui: Gli esami non finiscono mai
Passata la selezione, ero in lista di attesa. Ma alla fine di ottobre mi sono già trasferita di scrivania e pure di settore, passando alla Pubblica Amministrazione: Siamo fatti per cambiare (e saltare)

Bright (luminoso, brillante) è stata una parola caduta dal cielo, rinvenuta in un post in lingua inglese e ho scoperto essere sinonima di “sparkling”, aggettivo bellissimo che mi aveva aiutato davvero molto durante il lockdown nazionale del 2020. Ma di bright mi ha certamente soccorso anche il suo secondo significato, brillante nel senso di intelligente, durante le prove d’esame del concorso pubblico (anche se in quel momento mi pareva di non sapere proprio nulla! 😀 ). Così come la sfumatura di vivacità e allegria mi ha consentito di mantenere una certa serenità in questo secondo anno di pandemia, probabilmente il più complicato perché la situazione comincia a prolungarsi e sfiancare molti animi. Nonostante le fatiche tra lavoro e studio prima, e il cambio di scrivania poi, con in aggiunta una caduta severa di alcune relazioni a fine di maggio, sono riuscita a conservare la mia luminosità interna. Penso di dovere molto a questa parola!

Awareness (consapevolezza, percezione) era una parola quasi di sfida. Avevo cercato a lungo una terza parola e poi mi è stata indicata da una lettrice, dicendomi che dovrei lavorare sulla consapevolezza della mia qualità di scrittura. In realtà awareness mi ha servito bene in molti altri ambiti durante tutto l’arco dell’anno: la consapevolezza della mia professionalità sul lavoro, la consapevolezza di riuscire a rimettersi a studiare sui libri dopo così tanto tempo, la consapevolezza di potermi staccare da certe situazioni negative e dall’opinione degli altri, la consapevolezza anche del mio fisico e della sua forza. Ho cambiato molte delle mie percezioni e acquisito un po’ più di sicurezza (pur avendo sempre qualche ricaduta eh, motivo per cui spesso andavo a rileggermi le tre parole sulla prima pagina della mia Moleskine 😉 ).

Quali saranno dunque le parole per quest’anno? Per il 2022 ho scelto due verbi (azione e movimento) e un aggettivo (qualità a cui tendere).

Luminous

Luminous ˈlo͞omənəs
aggettivo
1. luminoso, smagliante.
2. (fig.) chiaro, facile da capire.

Lo ammetto: dopo che sparkling e bright hanno funzionato così bene negli anni precedenti, sono andata a leggermi tutti i loro sinonimi nei vari dizionari di lingua inglese! 😛
Poi però ho scoperto che questo luminous porta con sé un concetto diverso della luce, non esattamente una luminosità accecante o scintillante, quanto un chiarore che si mostra soprattutto nel buio, proprio come un faro nella notte. Ecco, è proprio questo che mi occorre quest’anno: devo essere un faro, non solo per me stessa, per illuminarmi la strada da percorrere, ma anche per essere un punto di riferimento per chi sta facendo fatica intorno a me. Stiamo entrando nel terzo anno della pandemia, che ci piaccia o meno, e non sappiamo ancora per quanto tempo dovremo affrontare i suoi effetti, soprattutto psicologici. L’altro giorno un amico mi ha rivelato di non riuscire più ad entrare in un negozio, nonostante si sia sempre rifornito al supermercato dei beni di prima necessità, perché di fronte all’ingresso di un’altra attività commerciale si blocca e vi entra con un senso di panico. Anche tra le mie amate peaker si sente la stanchezza, perché allenarsi a casa in solitudine può essere divertente per i primi tempi, ma poi rischia di abbatterci e farci capitolare al divano, quando invece è proprio l’allenamento a mantenere anche lo spirito sano. C’è proprio bisogno della luce di un faro in mezzo alla tempesta.
Mi piace anche la sua assonanza con Lumos, l’incantesimo usato da Harry Potter e i suoi amici per trasformare la bacchetta in una piccola torcia, una fiaccola azzurra che illumina la strada. Magari dovrei fare anch’io un giretto da Olivander a Diagon Alley…

Inspire

Inspire inˈspī(ə)r
verbo
1. ispirare, infondere, suscitare, indurre, incoraggiare.
2. (fisiol.) inspirare, respirare.

Non va molto distante da luminous, ma con la parola inspire intendo ispirare sia come verbo attivo (ispirare gli altri intorno a me) sia come verbo passivo (lasciarmi ispirare). Se non riesci a essere ispirato tu per primo, difficilmente puoi motivare anche gli altri, no?
Per questo 2022 voglio ispirare la fiducia, infondere la speranza, indurre all’azione e incoraggiare l’iniziativa. Anche spronare la lettura (non finirò mai di ripetere quanto i libri belli mi hanno salvato in questi ultimi due anni) e consigliare la ripresa fisica. Mens sana in corpore sano non è un detto banale, ne sono testimone.
Voglio però considerare inspire anche nel suo significato più largo: immaginare, animare e influenzare la creatività, e magari non solo la mia.
La community di My Peak Challenge si fonda su un concetto straordinario sebbene basilare: we can all effect positive change in our lives while helping others (trad. tutti possiamo apportare cambiamenti positivi nelle nostre vite mentre aiutiamo gli altri). Con inspire voglio potenziare i risultati, per portarci tutti fuori da questo periodo difficile.

Reach

Reach rēCH
verbo
1. giungere, pervenire, raggiungere, arrivare a qualcosa.
2. passare, porgere.
3. stendere, estendere, allungare.
4. raggiungere, conseguire, colpire un obiettivo.
5. toccare.
6. contattare, mettersi in contatto.

Questa è una parola potente, semplice ma carica di significati, forse anche un po’ pericolosa. Ma qui ho racchiuso tanti progetti che mi porto dietro in questo nuovo anno, senza ancora sapere a quali potrò dedicarmi (non dipende tutto da noi, finché stiamo ancora combattendo con una pandemia globale). Quindi l’ho selezionata per la prima definizione di raggiungere, arrivare, ottenere, conseguire un risultato, in qualsiasi campo io voglia applicarmi, dalla vita personale, al lavoro, alla scrittura.
Ma reach dovrebbe aiutarmi anche con il concetto di allungarsi, estendersi, tendersi, visto che ho una spalla in via di guarigione (eh, ti alleni, ti alleni e poi ti basta un mocio per rovinarti il trapezio, ve ne ho raccontato qui: Trasformare imprevisti in opportunità). Quindi dovrò mettere più impegno con lo stretching e usare meglio le mie scapole, come continua a spiegarmi il mio adorabile fisioterapista. Però se lo dice con quegli occhi lì, il mio cervello è già sconnesso da un po’… 😀 😀 😀
Tra l’altro reach è un termine che viene usato anche in mare: il reaching indica il navigare con il vento che soffia di lato, o leggermente dietro il lato, della nave. E noi qui siamo navigatori. 😉
Per assonanza poi ricorda un’altra parola inglese, “rich”, nel senso di ricco, benestante, abbondante, lussuoso.
Beh, non scarterei nemmeno questa definizione. Non dico vincere la lotteria, che porta solo ad avere l’uscio pieno di parenti questuanti, ma qualche spicciolo per sistemare alcune situazioni traballanti lo gradirei. 😉

E le vostre tre parole?

Volete provare a giocare anche voi? Volete pensare a tre parole magiche e potenti per guidare i vostri progetti?
Scrivetele qui sotto nei commenti oppure, se le avete pubblicate nel vostro blog, lasciate pure il link!
Potete anche postarle nei vari social network utilizzando l’hashtag lanciato dallo stesso Chris Brogan (anche se l’idea però l’avevo lanciata qui nel blog nel 2016, andate a verificare!):

#my3words

Hanno già scelto le loro parole per il 2022:

Daniele Imperi su Pennablu
Grazia Gironella su Scrivere Vivere
 

Comments (29)

Daniele Imperi

Gen 09, 2022 at 9:30 AM Reply

In un certo senso sono anche legate queste 3 parole. Se hai le idee “chiare”, ti senti più “ispirata” a “raggiungere” i risultati 🙂

Barbara Businaro

Gen 10, 2022 at 11:12 PM Reply

Però! Non avevo pensato a questo legame tra le mie tre parole. Chissà che non sia un modo per farle lavorare ancora meglio insieme. 🙂

Giulia Mancini

Gen 09, 2022 at 9:34 AM Reply

Ammiro la tua costanza nello stabilire e seguire le tue tre parole ogni anno, del resto se ti sono servite fai benissimo, mai cambiare qualcosa che funziona. Io non riesco a pensare a tre parole per questo nuovo anno, così come non l’ho fatto l’anno scorso. Anzi questo 2022 mi crea abbastanza ansia. Per questo nuovo anno ho un paio di desideri, anzi di obiettivi che vorrei realizzare, ma scaramanticamente preferisco non parlarne.
In bocca al lupo per le tue tre parole del 2022

Barbara Businaro

Gen 10, 2022 at 11:21 PM Reply

Come dice Chris Brogan, le tre parole devono avere senso per te, non per altri, e non devi preoccuparti di spiegarle. Quindi potresti anche scegliere tre nomi in codice per i tuoi obiettivi, che puoi capire solo tu, ma nel momento in cui le riporti alla mente ti mantengono concentrata sui tuoi propositi. 😉

Franco Battaglia

Gen 09, 2022 at 10:20 AM Reply

Come già scritto su penna Blu, le mie tre parole sono una costante nel tempo: Passione, sorriso, curiosità. E gentilezza in panchina 😉

Barbara Businaro

Gen 10, 2022 at 11:25 PM Reply

Passione, sorriso e curiosità sono tre parole potenti, per me quasi la base di ogni progetto. Ma la gentilezza in panchina? Nel senso che la tieni come riserva o che proprio per quest’anno non se ne parla?! 😀

Sandra

Gen 09, 2022 at 11:00 AM Reply

Ho subito pensato a Harry Potter con la tua prima parola, e prima che lo nominassi tu!
Il tuo percorso di ricerca delle tre parole è sempre molto interessante e significativo, e anche scoprire poi com’è andata.
Mi piace molto anche il significato laterale di Inspire, incoraggiare, è una cosa che oltretutto tu sai fare molto bene e te ne ringrazio sempre.
Purtroppo sono tra le persone che hanno abdiacato, anche se ne sceglievo una sola, no, non ce la faccio.
Non per motivi pandemici, lo scorso anno la mia parola fu Coerenza e credo di averla tenuta ben presente seppur con qualche compromesso ascrivibile a esigenze di sopravvivenza, ma quest’anno si sono aggiunti problemi personali importanti, è tutto in sospeso e non riesco proprio a orientarmi. Anche se, ora che ho scritto orientarmi, orientamento non sarebbe male. Vediamo, come puoi notare la tua prima parola ha già avuto un effetto su di me.

Barbara Businaro

Gen 10, 2022 at 11:42 PM Reply

Sì, direi che l’anno scorso la parola coerenza ti ha aiutato molto, considerando che in un periodo come questo le “normali” difficoltà ci richiedono almeno uno sforzo triplo. Orientamento mi piace molto e in effetti è quello di cui hai bisogno al momento, no? Avere consapevolezza di dove sei ora e capire verso dove puoi muoverti, quali altre mete (non intese come luogo prettamente fisico) puoi raggiungere.
PS. Per osmosi con I tubi di Sandra, questa sera lavello della cucina smontato e inutilizzabile a causa di un tubicino fastidioso da cambiare, e pezzo di ricambio acquistato errato per pochi millimetri. Aggiungici gli occhiali che oggi all’improvviso si sono spaccati nel mezzo, tra le due lenti (mentre stavo pensando che mi servirebbe una visione differente dei miei progetti!!). Però l’ho presa bene, tutte e due le volte sono scoppiata a ridere. Il tubo è dell’acqua pulita, non di scarico. E per gli occhiali… sono tutti molto più carini quando sono sfocati! 😀 😀 😀

Daniela Bino

Gen 09, 2022 at 5:49 PM Reply

Cara Barbara, ne ho tre pure io. Avrei voluto copiare le tue ma non ho mai imbrogliato, nemmeno a scuola. Preferivo faticare sui libri e meritarmi il giudizio dei professori. Quindi, mi sono messa d’impegno e ho elaborato innanzitutto una strategia e poi le tre parole sono venute spontaneamente a galla. Leggi qua:
– Cura
– prezioso
– sagacia

Cura: a tutto c’è un rimedio e me lo devo ricordare più spesso esattamente come faccio con il mio prossimo. Ho infuso coraggio perfino ad un life coach, pensa un po’! E questo la dice lunga sul periodo che stiamo vivendo. Ma ho dimenticato di prendermi cura di me stessa. E non va bene! Se si vuole aiutare, dobbiamo stare bene con noi stessi;
Prezioso: devo fare in modo che ciò che faccio sia prezioso per me e che lo capiscano anche altri, sennò tutto diventa scontato e questo non è positivo. E prezioso deve essere il tempo, che non torna ma va sempre avanti.
Sagacia: e questa andrebbe spiegata con calma. Mi serve come complemento per le prime due. Il resto te lo racconterò davanti ad un cognac e un buon delectado! Scherzo! Non fumo! E poi, scusa, ho dell’ottimo whisky scozzese, perché mai devo uscire a comprare il cognac?!

Barbara Businaro

Gen 10, 2022 at 11:54 PM Reply

Oh, hai proprio fatto un bel lavoro di ricerca. Bene, un bel 9 per te! Ti confermerò invece il 10 a fine anno, quando avrò appurato che hai tenuto fede a queste tre parole. 😛
Cura è molto importante, senza la salute non si va molto lontano, dobbiamo ricordarcelo. Soprattutto a noi donne, viene spontaneo (perché purtroppo ce lo insegnano fin da bambine) di sacrificare noi stesse per la famiglia e per i figli. Ma se non ci riserviamo del tempo tutto nostro, se soffochiamo i nostri interessi, se rimandiamo sempre il riposo o i controlli medici, alla lunga non saremo di aiuto a nessuno.
Due trucchi per mostrare agli altri quanto è prezioso il nostro lavoro? 1. Mettilo in mostra. Per esempio, se hai appena stirato la montagna di panni asciutti, non metterli subito dentro armadi e cassetti, lasciali ben piegati e in bella vista. 2. Fallo mancare. In contrapposizione con l’altro metodo, fai completamente mancare il tuo lavoro e lascia che le persone si trovino un pochino nel pantano. Capiranno meglio la tua fatica negli altri momenti.
Per la sagacia, aspetto invece di assaggiare quella bottiglia di whisky! 😉

Darius Tred

Gen 09, 2022 at 7:17 PM Reply

guai merli bugie

Vanno bene, come 3 parole?
Non le ho sparate a caso, giurin giuretta…

Barbara Businaro

Gen 10, 2022 at 11:57 PM Reply

Uhm… Guai che hai risolto o che intendi combinare?! 😀
Merli come messaggeri spirituali o nei boschi che tanto adori? E le bugie? Intendi le menzogne o le bugie dolci di carnevale?
O magari sono tre parole che spiegano il tuo prossimo romanzetto in pubblicazione! 😉

Darius Tred

Gen 11, 2022 at 10:55 PM Reply

Di più!
E’ l’incipit del prossimo romanzetto, l’incipit geografico: comincia tutto da lì…

Però non è che posso dirti tutto: se cerchi bene, ci arrivi.
Se non cerchi bene, ti tocca aspettare.
Ma si tratta di un romanzetto troppo lontano dalla Scozia, quindi non credo che lo leggerai.
Mi toccherà spedirtelo. E lo scambierai per una multa da pagare.
😛

Barbara Businaro

Gen 12, 2022 at 12:00 AM Reply

Una multa da pagare!! Quindi con la copertina verde acqua?! 😀 😀 😀
Non cercherò, ma solo perché non voglio rovinarmi la sorpresa. …quanti punti mi toglierai dalla patente?!

Luz

Gen 09, 2022 at 7:56 PM Reply

Ciascuna di queste parole, come sempre, comprende in sé un progetto.
Mi piace ogni anno questo tuo progetto su te stessa perché non le fai mai restare solo parole e voltandoti indietro sai che hai lavorato per il loro compimento, o almeno per andarci molto vicino.
Io non ho tre parole, mi lascio un po’ trascinare da “come viene”, e decido al momento. Certo vorrei ritrovare il gusto di prendermi cura di me come facevo una decina di anni fa, puntando, perché no?, anche sul valorizzare la bellezza, quello che abbiamo di bello e che ci piacerebbe acquisisse un valore. Sento che, compiuti i 50 anni, è facile dire “ok, tanto il mio tempo migliore è alle spalle”, errore madornale. Ecco, vorrei stare attenta a non abbandonarmi a questo tipo di pensiero.
Ritrovare il gusto della bellezza anche nel senso di valorizzare cose che sapevo fare molto bene, e che poi ho abbandonato. Per esempio, recitare sul palcoscenico, quando ormai da anni ero andata verso la regia e l’insegnamento. Vorrei ritrovare il gusto e la bellezza di cercarmi in un ruolo per il palcoscenico. Sarebbe bello come obiettivo da raggiungere.

Barbara Businaro

Gen 11, 2022 at 12:10 AM Reply

Il tempo migliore è alle spalle? A 50 anni? Ma nemmeno a 60! No, no, no, no. Non credo assolutamente ai limiti dell’età, ho conosciuto persone bellissime sia di spirito che di fisico con molti anni sulle spalle. Certamente ci sono alcuni eventi che ci trascinano un po’ nella malinconia, ma c’è ancora molto di cui entusiasmarsi. Secondo me come parole dovresti considerare non solo “bellezza”, ma anche “riscoperta” e “valore”, che ne dici?
E a proposito dei tuoi progetti di tornare sul palcoscenico, devi assolutamente vedere questo video, Claudia, 94 anni e una presenza scenica stupefacente!! Golden Buzzer di Frank Matano (uno difficile da convincere) a Italia’s Got Talent. 😉

Luz

Gen 24, 2022 at 7:36 PM Reply

Che dire, semplicemente stupenda!!!

Marco Amato

Gen 10, 2022 at 12:04 AM Reply

Anch’io ne ho tre per quest’anno. Crescere, godersi il viaggio, amare.

Barbara Businaro

Gen 11, 2022 at 12:15 AM Reply

Ehhhh, non fare il furbo! Sono 5 parole quelle lì!! 😀 😀 😀
Crescere – godersi – il – viaggio – amare. Meglio: crescere, viaggiare, amare.
Su “viaggiare” ci avevo fatto un pensierino anch’io, ma è pericolosa per due motivi: è una condizione che al momento non dipende esattamente da me (viaggiare con tamponi, mascherine e rischio quarantene non è un granché, passo volentieri) e non vorrei mai ritrovarmi a viaggiare per lavoro, come una trottola, invece che per diletto. Che poi io potrei usare la parola Scozia e avrei riassunto meglio la mia idea di viaggio. 😛

Marco Amato

Gen 11, 2022 at 11:25 AM Reply

E non vale, non si può accorciare la seconda. Non è viaggiare.
La prima è crescere. Economicamente e a livello umano.
Ma la seconda è di più. Ormai da due anni sto inseguendo fortemente il mio obiettivo e ce ne vorranno almeno altri due. E così travolto dalla meta da raggiungere ho lavorato mattina, pomeriggio, sera, notte, sabato, domenica, Pasqua e tutte le feste comandate.
Ma tutta questa ossessione, l’abnegazione assoluta, mi stavano distruggendo. Mi stavo svuotando dentro. Stavo diventando un automa privo di sentimenti ed emozioni. Così ho capito che la meta è sì, importante, fondamentale, ma più importante ancora è il viaggio, il come ci si arriva a conquistare un sogno.

Così a poco a poco sto cercando d’imparare a godermi il viaggio. E non è facile, perché quando fai tutto il giorno ciò che devi fare e non quel che vorresti fare, non è facile. Certi giorni finisci giù, triste, depresso. Ma in altri torni di nuovo ad apprezzare i piccoli momenti. Si vive su delle montagne russe, e fra salite in cui puoi goderti il panorama e ridiscese in cui devi trattenere il fiato, bisogna imparare a godersi gli attimi di una vita che ogni giorno cancella una parte di te. Crescere, vivere, perdonare, capire, amare e tutte le volte che si può, provare a godersi il viaggio.
Ok, provo a riformularne tre: Crescere, Godiviaggio e Amare.
E il neologismo vale! 😛

Barbara Businaro

Gen 11, 2022 at 11:45 PM Reply

Se il neologismo vale non lo so, né io né Chris Brogan l’abbiamo mai usato. Quindi sei pioniere in questo esperimento! 😛

Marco

Gen 10, 2022 at 7:22 AM Reply

Niente tre parole. A parte leggere, leggere, leggere 😉

Barbara Businaro

Gen 11, 2022 at 12:16 AM Reply

Te ne sei dimenticata una. Rileggere! 😉

Maria Teresa Steri

Gen 11, 2022 at 2:08 PM Reply

Scegli parole sempre molto potenti e fai bene. Mi piace in particolare la seconda e il senso che le hai dato, è una cosa molto bella voler essere fonte di ispirazione, di solito tendiamo più a essere passivi in questo.
Io niente tre parole quest’anno, in realtà dentro di me le ho formulate a fine anno, proprio gli ultimi giorni. Una di queste è resistere, le altre due ho deciso di tenerle dentro di me a mo’ di faro (per restare in tema con te) che illumini questo periodo buio.

Barbara Businaro

Gen 11, 2022 at 11:59 PM Reply

Resistere è una parola bella potente, ma che talvolta si porta dietro il senso di fatica.
“Resisti! Hai ancora altre serie di questo esercizio, resisti, resisti!” è ben diverso da “Ottimo! Stai andando alla grande, hai quasi finito, dai che ce l’hai quasi fatta!” Io che sono là al tappeto e sto sputando i polmoni preferisco pensare al risultato già ottenuto che a quello ancora mancante.
In effetti resistere corrisponde a fare una scelta, la più ardua tra quelle possibili, ma se la pensiamo solo come scelta possiamo tenere la convinzione della scelta e togliere la fatica che ci costa quella scelta. Altre volte è più difficile lasciarsi andare che resistere.
Sono pronta ad allenarmi due volte di fila piuttosto che resistere alla tentazione di un muffin doppio cioccolato! 😀

Grazia Gironella

Gen 28, 2022 at 5:09 PM Reply

Hai scelto tre parole che mi piacciono molto, in particolare luminous e inspire. Reach è più vaga, ma mi sembra carica di potenzialità importanti. Quanto alle mie tre parole, le ho ristrette a un solo concetto, come forse avrai visto nel mio ultimo post. Ti auguro un percorso vivace e interessante, con la guida dei tuoi tre fari. Del resto non potrebbe essere diversamente, considerata la persona che sei (per quanto ti conosco, eh!).

Grazia Gironella

Gen 28, 2022 at 5:11 PM Reply

Scusa, sembra che voglia indirizzare i lettori sul mio blog: la mia linea guida per il 2022 è “equilibrio materia-spirito”. 🙂

Barbara Businaro

Gen 28, 2022 at 6:58 PM Reply

Eh, ma io adesso ti aggiungo nella lista, anche se prosegui la tradizione di Brogan “a modo tuo”. 🙂
PS. Ho letto il tuo post, ma mi hanno interrotto mentre stavo per commentarlo. Ci riprovo!

Barbara Businaro

Gen 28, 2022 at 6:57 PM Reply

Devo dire che luminous e inspire mi stanno dando grande carica, lo vedo già in questo primo mese (siamo già al 28 gennaio!!!)
Reach è in effetti complessa, ma mi sprona a riorganizzare il tempo per fare spazio a ciò che mi interessa davvero. Purtroppo sto ancora smaltendo gli arretrati, e anche “respirando” un po’ dopo la lunga tirata dello scorso anno. Vivace e interessante mi piace. Gli scozzesi dicono: Never drink whisky with water and never drink water without whisky. 😉

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