Smemoranda e Serenase - Un racconto per Natale

Smemoranda e Serenase
Giorno 7 – Posta a Natale

A svegliarmi questa mattina è il dolce aroma del caffè che invade il pianterreno. Sento Cristiano muoversi in cucina come se fosse casa sua. Ieri sera ci siamo addormentati sul divano, parlando fitto fitto delle zie e delle nostre vite fino a tarda ora. Abbiamo condiviso i nostri ricordi e sono molto contenta di sapere che le zie non erano proprio da sole nel periodo in cui mi ero trasferita a Londra. Avevano certamente il loro bel daffare con questo giovanotto.
Cristiano entra proprio ora in salotto con un vassoio carico e tintinnante.
“Buon Natale! Mi sono permesso di preparare la colazione, ho assoluto bisogno di caffeina. A te lascio tutti i biscotti se necessario.”
Sto per ringraziarlo quando vengo interrotta dal campanello.
Vado ad aprire e lui mi segue incuriosito. Un distinto signore di mezz’età, con un cappotto nero elegante e una sciarpa rosso tartan ci attende sulla soglia.
“Alice e Cristiano? Sono Amilcare, il postino. Scusate, potevo portarvele domani…ma una promessa è una promessa! E Carmela sarebbe capace di tornare indietro a tirarmi i piedi ogni notte se non la mantengo!” Ci porge due buste, una ciascuno, col nostro nome in bella vista.  Altre lettere delle zie.
Apro la mia col cuore gonfio di gioia.
“Cara Alice, non abbiamo commesso nessuno sbaglio: a te abbiamo lasciato la proprietà dell’edificio, al nostro Cristiano abbiamo lasciato il terreno. L’uno senza l’altro non valgono un granché, ma insieme sono una combinazione vincente. Devi avere qualcuno che ti sta intorno e siamo sicure della nostra scelta.
In quanto a noi, abbiamo lasciato in soffitta un vecchio baule verde, vicino al lucernario, pieno delle nostre agende. Lì ci sono le nostre vite. Saprai cosa farne. Ti è sempre piaciuto scrivere, no? Il nostro cuore guiderà la tua penna.
Buon Natale e buona vita. Carmela e Genoveffa”
Sopraffatta dall’emozione, guardo Cristiano di fronte a me: lui legge la sua lettera e ridacchia.
“Cosa c’è scritto?” Cerco di sbirciare sopra il suo foglio, ma lui è molto più alto di me.
“Un paio di consigli…” continua a sogghignare.
“Fammela vedere!”
“No, non posso.” Mentre la ripiega, mi guarda intensamente, come se cercasse nel mio viso le conferme a quei consigli.
“Perché no?”
“Zia Carmela mi ordina di lasciartela leggere solo il giorno del nostro matrimonio. E solo dopo che saremo usciti dalla chiesa.”
Sento il fuoco salirmi alle guance.
“E zia Genoveffa invece mi chiede di fare questo, senza aspettare troppo.”
Mi prende tra le braccia e mi sposta sotto il vischio, dove i baci vengono meglio…

(Fine)

A zia Emma
a zia Manuelita
a zia Lella
a zia Agnese
a zia Mafalda
tutte le donne splendide
della mia infanzia

 

Segui tutto il racconto Smemoranda e Serenase, un giorno alla volta: calendario del racconto

Comments (16)

Alessandro Blasi

Dic 25, 2018 at 6:13 AM

Solo un commento:
Bellissimo il racconto a puntate e, speriamo, che poi vissero felici e contenti!!
Anche stavolta devo aspettare 12 mesi per il continuo?
Auguri Barbara… Buon Natale!

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Barbara Businaro

Dic 26, 2018 at 10:12 PM

Perché vuoi sempre leggere il prosieguo di una storia? Come dice Clooney: Immagina, puoi! 😀

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Nadia

Dic 25, 2018 at 7:13 AM

E quindi nel baule verde agende piene di storie attendono Alice che vivrà in dolce compagnia in quella casa? E dunque l’amore trionfa? E… Già Buon Natale Barbara, e grazie per questo racconto

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Barbara Businaro

Dic 26, 2018 at 10:13 PM

E chissà che storie ci sono dentro quelle agende! Grazie a te per averlo letto e commentato via via! 🙂

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Marco Amato

Dic 25, 2018 at 10:52 AM

Ecco, io strategicamente ho atteso l’ultima puntata per leggerli tutti senza attese.
Un viaggio dentro la memoria, il racconto, i fili di ciò che si è e di ciò che come orme sbiadite ci siamo lasciati nel nostro cammino.
Io purtroppo non ho avuto zie così. E forse da questo vuoto affettivo, un po’ come nelle bilance con il peso solo da un lato e il braccio storto, che il mio inconscio ha partorito le comari Petralia. Sentire quell’affetto trabordante, anche se virtuale, diventa un di più dei giorni che crescono come le spighe di grano del domani.
Grazie per aver dato vita a questo piccolo mondo, cuore pulsante di magia in mezzo al quieto grigiore.

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Barbara Businaro

Dic 26, 2018 at 10:17 PM

Sarai stato anche storto sulla bilancia, ma le comari Petralia sono venute bene. E del resto la comare per estensione del termine è proprio una donna del vicinato con cui si è in rapporti di grande confidenza e di antica amicizia. Magari per Alice erano le sue zie amatissime, e per il resto del paese le comari Carmela e Genoveffa, no?
Grazie per essere passato a leggere! 🙂

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Giulia Mancini

Dic 25, 2018 at 11:02 AM

Fantastiche ziette, questi racconti natalizi sono stati davvero deliziosi. Buon Natale Barbara!

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Barbara Businaro

Dic 26, 2018 at 10:18 PM

Grazie Giulia. Buone Feste anche a te!

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sandra

Dic 25, 2018 at 8:30 PM

Ci voleva proprio un finale così e per la giornata di oggi e per il racconto, con le zie che trionfano e tanta dolcezza. Grazie

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Barbara Businaro

Dic 26, 2018 at 10:19 PM

Almeno qui possiamo essere dolci senza problemi di carie e calorie! Buone Feste Sandra! 🙂

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newwhitebear

Dic 25, 2018 at 9:34 PM

e vissero felici e contenti.
Le due zie hanno pensato a tutto. Anche alla cerimonia nuziale?
Bando alle battutacce. Un bel racconto piacevole da leggere.
Auguri sinceri

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Barbara Businaro

Dic 26, 2018 at 10:19 PM

Grazie Gian Paolo. Magari vicino al baule verde ce n’è un altro con un vestito da sposa antico? Chi lo sa… 😉

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Darius Tred

Dic 28, 2018 at 9:48 AM

Bella zia!
Quindi non sono l’unico a pensare i finali modello “Immagina, puoi”…
😀 😀 😀

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Barbara Businaro

Dic 28, 2018 at 3:35 PM

No, non confondiamo le cose. Il finale aperto non ti fornisce una direzione di come proseguirà la storia. Qui la direzione c’è, è tracciata dalle zie, solo che Alex non si accontenta mai! Non gli basta il finale, lui vuole proprio perseguitare i personaggi!! 😀

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Brunilde

Dic 29, 2018 at 10:06 PM

Grazie per questo regalo a puntate che ci hai fatto.
Io adoro i finali felici, anzi li renderei obbligatori! Quindi: grazie anche per questo!

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Barbara Businaro

Dic 29, 2018 at 11:55 PM

Grazie Brunilde. Con me sfondi una porta aperta sui finali felici: io sono del partito “lieto fine a tutti i costi”! 😀

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