A scuola di giallo. Guida in sette passi per aspiranti scrittori di gialli di Camilla Läckberg

A scuola di giallo
Guida in sette passi per aspiranti scrittori di gialli
di Camilla Läckberg

“Sfortunatamente, non esistono formule magiche che io possa condividere; la cosa più importante è iniziare a scrivere, senza badare al fatto che ogni frase venga composta alla perfezione.”
Camilla Läckberg

Facendo pulizia del mio Kobo, sia esterna (la prima cover in silicone si è sbriciolata sulle mie mani!) che interna, dei libri acquistati/caricati e poi dimenticati nella caotica libreria elettronica (la dematerializzazione ha pure i suoi svantaggi…), mi sono ritrovata questo breve saggio di Camilla Läckberg sotto il naso.
A scuola di giallo. Guida in sette passi per aspiranti scrittori di gialli di Camilla Läckberg, traduzione di Claudia Durastanti, editore Marsilio, era una lettura suggerita da Giulia Mancini sul suo blog Liberamente Giulia, ancora nel 2018 in questo post: Mistero in giallo  Pensate quanto è rimasto nascosto alla mia vista!

L’avevo scaricato subito, tanto più che è disponibile gratuitamente in tutti gli store di libri online. Forse attendevo di leggerlo dopo aver assaggiato almeno un romanzo dell’autrice, una delle migliori gialliste di Svezia dicono, ma poi mi sono decisa a partire prima da questo suo breve saggio, che in fondo riporta proprio le prime pagine di ogni suo bestseller. Devo dire che pur essendo un testo veloce, inserisce parecchi spunti di riflessione e approfondimento, una sorta di Quick start del romanzo giallo. Ed è così che me lo sono gustato.

Quando ho scritto e pubblicato il racconto Con tanto amore e un cellulare, molti lettori hanno commentato, anche da vivo, che dovrei cimentarmi nella scrittura di un romanzo giallo.
“Ma hai idea di quel che ci vuole a scriverne uno?” rispondevo, come se io lo sapessi.
Ma ho davvero idea io di quel che ci vuole a scriverne uno? 🙂
Ecco perché ho letto con curiosità questo saggio e voglio condividere con voi qualche ragionamento in merito.

 

Crime school. A scuola di giallo

Prima di fare della scrittura la sua professione e divenire una delle più vendute autrici di polizieschi della Svezia, Camilla Läckberg ha lavorato per diversi anni nel marketing nella città di Stoccolma, dove ancora risiede. La sua serie di romanzi, tutti ambientati nella cittadina di Fjällbacka dove lei è nata e cresciuta, è stata una delle più vendute e tradotte, con 20 milioni di copie in ben cinquanta paesi. Il primo libro, La principessa di ghiaccio, è stato premiato in Francia con il Grand Prix de Littérature Policière e nel 2005 un altro romanzo, Lo scalpellino, è stato nominato il miglior romanzo criminale svedese dell’anno dalla Svenska Deckarakademin (Accademia svedese di libri gialli).
Dei suoi primi quattro libri sono stati prodotti quattro film per la televisione svedese. E’ stata anche creata la serie Fjällbackamorden partendo dai personaggi dei suoi romanzi, ma con episodi del tutto inediti. Da noi in Italia questa serie è stata trasmessa nel 2014 dal canale televisivo LaEffe con il titolo Omicidi tra i fiordi.

Questo saggio A scuola di giallo è disponibile online free in lingua inglese sul sito ufficiale della scrittrice, sotto la voce Crime School: www.camillalackberg.com 
L’editore italiano Marsilio ne ha fatto un piccolo ebook gratuito con la traduzione italiana, lo trovate anche su Amazon: A scuola di Giallo: Guida in sette passi per aspiranti scrittori di gialli
Nella versione italiana sono 60 pagine, di cui solo 16 dedicate ai “sette passi”, mentre le rimanenti sono dedicate ai primi capitoli di ogni libro dell’autrice in vendita, un assaggio delle sue capacità e del suo stile.
Al termine di ogni lezione ci sono anche dei brevi esercizi e delle letture consigliate sul tema.

Lezione N.1 La cesellatura

Perché è di questo che si tratta: di un lavoro di artigianato, non di un talento magico o innato di cui non si potrà mai entrare in possesso. È importante che ci sia una certa attitudine alla scrittura, questo è ovvio, ma un romanzo giallo richiede più costruzione artigianale che altro, una capacità che si può acquisire con gli strumenti adatti e tanto duro lavoro.

Camilla Läckberg non alimenta illusioni: scrivere un giallo è una finissima cesellatura, un lavoro accurato dove più che il talento per la scrittura conta la dura applicazione e l’infinita pazienza.
Ci indica poi delle regole che secondo l’autrice non sono fondamentali, ma possono aiutare la stesura del primo romanzo giallo, per evitare che il lettore si annoi o peggio si senta truffato da un assassino sbucato dal nulla alle ultime pagine:

  1. Tutti gli indizi individuati dal detective devono essere noti anche al lettore.
  2. L’assassino deve essere introdotto agli inizi della storia.
  3. Il delitto deve essere serio: nessuno vuole leggere un giallo basato sui tulipani rubati al vicino di casa.
  4. La soluzione deve essere deducibile in modo attivo, meglio di una conclusione in cui si inciampa casualmente nel finale
  5. Ci devono essere più sospetti, e l’assassino deve essere uno di loro.

Soprattutto per lei una buona trama deve contenere i quattro elementi fondamentali, le cosiddette 4 M (nella loro accezione in lingua inglese):

  • Murder (delitto);
  • Motive (movente);
  • Mean (arma);
  • Moments of opportunity (occasione).

Questa struttura mi ha incuriosito molto, e ho cercato altre informazioni in rete, senza rintracciare nulla di più che le stesse parole di Camilla Läckberg (e qualcuno ha scopiazzato molto più da questo suo saggio senza nemmeno citarla!) Le 4 M sono anche chiamate le 4 colonne portanti del romanzo poliziesco, ma non conosco l’origine di questa definizione. Se qualcuno ne sapesse di più, lasci un commento qui sotto.

Prima di mettersi a scrivere quindi, occorre conoscere tutto dell’assassino, della vittima e delle modalità dell’omicidio. Da lì poi si parte per sottrazione, decidendo cosa mostrare via via al lettore, seminando nella trama gli indizi come le briciole di Pollicino. Il lettore deve avere tutti gli elementi validi prima della soluzione: se riesce a raccogliere le briciole, arriva all’assassino prima che l’autore glielo sveli.

Lezione N.2 L’ossatura

“La trama base di un romanzo giallo non è così complicata: se spogliate un giallo da tutto il materiale di contorno, tutto si ridurrà a un movente, a un assassino e a uno o più modus operandi. Adesso prendiamo quest’ossatura e rivestiamola con un po’ di carne a partire dalla componente più importante: la tensione.”

Ve ne sarete certamente accorti guardando un film thriller: i migliori sono quelli che riescono a tenerti incollato alla sedia proprio grazie alla suspense, l’ansia di conoscere il finale che sprona la nostra curiosità. Ci sono diversi modi per costruire questa tensione:

  • Cambiare l’ambientazione (o setting) dove si svolgono le azioni, spostando il lettore da un luogo ad un altro.
  • Cambiare l’ambientazione interna, ovvero i pensieri e le riflessioni dei personaggi, modificando il punto di vista delle azioni.
  • Depistare il lettore, fornirgli volutamente delle false piste per distrarlo dal vero assassino. E qui Camilla Läckberg suggerisce tre pratiche utili: creare un personaggio incongruente, a cui il lettore guarderà subito secondo il principio “l’assassino è l’ultima persona di cui sospetteresti”; svelare un alibi falso di un personaggio, senza mostrare da subito le sue motivazioni e le ragioni per mentire sul suo operato; trasformare il killer in una potenziale vittima, il metodo più classico per nasconderlo al lettore.
    Secondo la scrittrice non ci sono limiti alla fantasia per ingannare il lettore, ma non sono d’accordo: questi elencati sono oramai dei clichè, che funzionano proprio solo se l’autore rispetta il suo lettore e non vuole raggirarlo in modo subdolo. Per me Dieci piccoli indiani di Agatha Christie è incomparabile, ma sono rimasta delusa da L’assassinio di Roger Ackroyd.
  • Incrementare i sospettati, perché maggiori sono i personaggi coinvolti, maggiore sarà l’interesse di scoprire le carte di ognuno.
  • Alimentare l’insinuazione: insinuare che un personaggio nasconda qualcosa o che un dettaglio sia sfuggito agli investigatori, ovvero creare ipotesi sullo stesso assassinio, errate ovviamente, spostando l’attenzione del lettore dalla verità.
  • Utilizzare i Cliff-hangers: la parola cliff-hanger (trad. appeso ad una scogliera) proviene dal mondo delle fiction televisive, quando un episodio di una serie si conclude con una situazione grave sospesa nel mezzo, proprio come qualcuno appeso con una sola mano ad un dirupo in pericolo di vita. Gli spettatori sono costretti a proseguire con l’episodio successivo per sapere come se la caverà.
    Una delle mie serie preferite, Grey’s Anatomy, lo utilizza spesso, soprattutto ad ogni finale di stagione, e tocca attendere un anno per vedere che succede! Sono note, e parecchio contestate, le ultime scene decise da Shonda Rhymes con disastri aerei, incidenti rocamboleschi, matrimoni interrotti, morti improvvise, personaggi usciti dal cilindro del coniglio. Ma dopo 12 anni quella serie è ancora molto popolare.
    Trasportando questa tecnica alle pagine di un libro, non solo dei romanzi gialli, il cliff-hanger funziona molto bene quando si alternano diverse ambientazioni, differenti punti di vista, movimenti dei vari personaggi, sospendendo nel pieno dell’azione la scena precedente.
    Lo scrittore Dan Brown ne fa uso alla fine di ogni capitolo: taglia l’azione nel mezzo, costringendo il lettore ad iniziare il nuovo capitolo per soddisfare la curiosità impellente. Il riposo della tensione, necessaria per non stancare il lettore, viene spostato così nel mezzo del capitolo, ma sono in pochi a lasciare a metà un capitolo, no? 🙂

Lezione N.3 I personaggi

Popolare il romanzo è uno degli aspetti più divertenti nel mestiere di un giallista; immaginate la possibilità di creare un mondo esclusivo a partire dalla sola immaginazione! Cercate di divertirvi mentre lo fate, i personaggi non solo risulteranno credibili ma finiranno con l’apparirvi come vecchi amici.

L’importanza dei personaggi in una storia mi pare ovvia, non lo è però il valore della loro credibilità. Purtroppo è facile cadere nell’uso di etichette e luoghi comuni nella descrizione dei personaggi (l’informatico annoiato col vezzo della scrittura 😀 ), nella realtà però nessuno di noi è incasellabile interamente in uno stereotipo, tutti abbiamo delle lievi incongruenze che ci rendono unici, delle particolarità che non sono ascrivibili a nessun’altro.
Come molti altri scrittori, anche Camilla Läckberg suggerisce di compilare delle schede dei nostri personaggi, più li conosciamo e meglio potremo immaginarli in azione nella nostra storia. Se sono ben costruiti, sono loro stessi a indicarci la prossima svolta nella trama.

Nome
Sesso
Età
Nazionalità
Tono della (roca, morbida, tesa, profonda, piagnucolante, risonante, etc.)
Dialetto, espressioni particolari (frasi ricorrenti, detti, parolacce, etc.)
Altezza
Colore della pelle
Colore degli occhi
Peso
Aspetto
Caratteristiche fisiche (zoppica? Ha mani grandi? orecchie a sventola?)
Odore
Abbigliamento
Postura
Gestualità
Somiglianza con qualcuno (“sembra X da giovane”)
Hobby
Stato coniugale, figli, relazioni
Fratelli, sorelle, parenti
Educazione
Professione
Situazione finanziaria
Religione
Orientamento sessuale
Cibo preferito
Film preferito
Romanzo preferito
Abitazione, luoghi frequentati
Patente, auto o altri mezzi
Carattere
Dimensioni della cerchia sociale
Cattive abitudini

Sono molti dettagli, alcuni li ho aggiunti io stessa, ma non vanno utilizzati tutti insieme. L’autore deve conoscere il personaggio, ma al lettore sono sufficienti solo alcuni di questi per coprire il vuoto con la propria immaginazione. Alcune caratteristiche poi possono essere mostrate in azione, invece che solo elencate. Un pilota di rally avrà sicuramente la patente e un’auto. 😉

Lezione N.4 I dialoghi

Un dialogo ben scritto non solo aiuta a dare un corpo ai vostri personaggi ma serve anche a far progredire la trama, mentre i dialoghi scritti male rischiano di far cestinare il libro seduta stante.

Sebbene ci siano alcuni romanzi dove la sceneggiatura dei dialoghi è ridotta al minimo, pur con risultati eccellenti se pensiamo ad alcuni classici, in un poliziesco sono assolutamente necessari, insieme all’azione dei personaggi contribuiscono alla tensione narrativa. Qualsiasi investigatore deve interrogare i suoi sospettati, dopotutto.
Scrivere un buon dialogo è un’arte sopraffina eppure invisibile: un buon dialogo non si nota, scorre all’interno della scena senza che ce ne accorgiamo. E’ sul cattivo dialogo che il lettore incespica e interrompe l’immersione nella storia.
Per scrivere un dialogo credibile si possono usare alcuni accorgimenti, come ce li indica la stessa Camilla Läckberg:

  • considerare le caratteristiche dei personaggi che parlano e tagliare il dialogo a loro misura;
  • dinamicizzare il testo iniziando il paragrafo proprio con un dialogo, seguire il personaggio;
  • non indicare sempre chi sta parlando (“…”, disse Patrik) ma lasciarlo intuire al lettore dal tono della frase; se necessario inserire la specifica, cercate di variare il verbo “disse”;
  • non infarcire il testo di avverbi per chiarire le emozioni di chi parla (“lei sussurrò dolcemente”), fidatevi della capacità del lettore;
  • cercate un dialogo realistico, ma escludete le conversazioni di routine (i “buongiorno” e “buonasera” con i passanti) che non contribuiscono in alcun modo alla narrazione;

Sull’ultimo punto, uno degli esercizi più utilizzati, suggeriti anche in altri manuali e nei corsi di scrittura, è ovviamente origliare di nascosto una conversazione altrui in un luogo e momento qualsiasi della giornata, scriverlo e rileggerlo: avrebbe davvero senso all’interno di una storia? E se sì, per quale tipo di storia?

Lezione N.5 L’ambientazione

Scegliete l’ambiente che conoscete meglio come setting principale. Se siete stati a nord solo un paio di settimane in vacanza, non ambientate il vostro giallo lì: non importa quante ricerche avete fatto o quanti libri avete letto sul Norrland, vi mancano gran parte dei dettagli su quell’ambiente.

Secondo Camilla Läckberg l’ambientazione è una componente rilevante per un giallo, un personaggio a sé stante, con una voce tutta sua. Ecco perché per renderlo al meglio, occorre scegliere un posto che conoscete a fondo, il luogo in cui vivete o dove siete cresciuti per parecchio tempo, di cui ricordate i profumi e i colori, gli angoli più nascosti all’occhio del turista, le atmosfere diverse al variare delle stagioni, la mentalità e le consuetudini della popolazione locale. Particolari che non sono rintracciabili in rete e che non si imparano con una breve vacanza.
Credo abbia ragione, ma solo quando si voglia considerare l’ambientazione importante quanto un personaggio, appunto. Ci sono invece thriller di tutto rispetto in cui la città resta solo da sfondo, senza aggiungere molto alla storia, e al contempo senza sminuirla affatto.

Dovendo comunque inserire l’ambientazione tra i personaggi, ci sono alcuni suggerimenti per tratteggiarla al meglio. Vale innanzitutto la regola aurea “show don’t tell”, mostrare anziché spiegare. Ma possiamo anche:

  • usare il tempo atmosferico come simbolo delle emozioni, come la pioggia per la malinconia del protagonista (personalmente mi appare stra-stra-stra-abusato…);
  • impiegare lo sfondo come parte integrante della scena, soprattutto nel luogo del crimine;
  • utilizzare tutti i cinque sensi, non solo la vista, ma anche olfatto, udito, tatto e, perché no, anche il gusto;
  • inserire anche informazioni storiche, economiche, demografiche, religiose, così come sono vissute direttamente dalle persone che ci abitano.

Lezione N.6 La ricerca

La prima lezione fondamentale è che non tutto quello che scrivete nel vostro libro deve essere vero, ma deve essere credibile. Il trucco è essere padroni dell’argomento che state trattando.

All’interno di un romanzo giallo, le conoscenze da acquisire abbracciano parecchi campi diversi: dalle procedure d’indagine vigenti nel paese dove è ambientato alle nozioni di medicina legale; dalla reperibilità, l’uso e gli effetti delle armi da fuoco agli elementi di psicologia usati da un mentalista. Da aggiungere poi tutte le materie collegate alla vita dell’assassino e delle sue vittime, le loro stesse professionalità dipendono dal vostro apprendimento.
Fortunatamente al giorno d’oggi abbiamo a disposizione strumenti eccellenti per la ricerca, mai come ora: non solo libri e biblioteche, ma la rete internet che collega tutte le fonti d’informazioni autorevoli, a portata di click. La migliore resta però l’intervista diretta con chi in quel determinato campo ci lavora davvero.

Permettetemi comunque una nota personale: questo non è in contrasto con il punto precedente? Se dell’ambientazione dobbiamo scrivere solo ciò di cui conosciamo, non dovrebbe essere lo stesso anche per gli altri argomenti che entrano nel romanzo? Se non sono un avvocato, e non sono mai stato un avvocato, non dovrei usare come protagonista un avvocato, no?! 😀

Lezione N.7 Il protagonista

Sono pochi i giallisti che hanno preferito non avvalersi di un protagonista, che a mio parere serve a stabilire il tono di tutto il racconto. Se state immaginando una saga incentrata su una persona in particolare, è importante che siate in grado di “sentirla” e approcciarvi a essa in modo intimo.

Forse questo sarebbe il primo punto da cui partire, soprattutto se non vogliamo scrivere un unico romanzo giallo, ma un’intera saga incentrata proprio sulle indagini del protagonista.
La prima decisione riguarda il tipo di figura protagonista della nostra storia: un detective professionista, coinvolto direttamente nelle indagini con elementi esclusivi, o amatoriale, con una prospettiva esterna e particolare?
Si tratta di una scelta che potremmo saltare se decidiamo di affidarci ad una coppia di protagonisti, di cui uno professionista (poliziotto, commissario, ispettore, avvocato) e l’altro un amico completamente al di fuori dall’ambiente, che però fornisce la parte più creativa, e magari scanzonata, della ricerca dell’assassino.

Qualche esempio celebre che mi viene in mente:
Professionisti

Hercule Poirot di Agatha Christie, ispettore di polizia
Maigret di Georges Simenon, commissario
Kay Scarpetta di Patricia Cornwell, medico legale
Montalbano di Andrea Camilleri, commissario
Alice Allevi di Alessia Gazzola, specializzando medico legale

Amatoriali

Miss Marple di Agatha Christie, un’anziana curiosa
Robert Langdom di Dan Brown, professore di storia dell’arte
Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, consulente investigativo
Annika Bengtzon di Liza Marklund, giornalista
Mikael Blomkvist di Stieg Larsson, giornalista

Un assaggio di giallo

Come dicevo sopra, in fondo all’ebook sono state inserite le prime pagine dei libri più famosi di Camilla Läckberg, tutti i casi della sua protagonista Erica Falck fino al 2014 (anno di pubblicazione dell’ebook), per un assaggio del suo stile di scrittura:

La principessa di ghiaccio
Il predicatore
Lo scalpellino
L’uccello del malaugurio
Il bambino segreto
La sirena
Il guardiano del faro

Al termine di ogni lezione, l’autrice ha inserito anche delle letture consigliate, non solo romanzi gialli da analizzare per riconoscere gli aspetti trattati, ma anche altri manuali per la scrittura di polizieschi. Sono questi tre libri in particolare:

How to write crime novels di Isobel Lambot (solo in inglese)
Writing mysteries di Sue Grafton, in italiano Scrivere crime story 
How to write mysteries di Shannon O’Cork (solo in inglese e introvabile)

Non sono facili da reperire, occorre spulciare nei mercatini dell’usato. Se ci riuscite però, teneteveli stretti come un autentico tesoro. 😉
Questo è infatti un saggio breve e intenso, ma alcuni argomenti richiedono un approfondimento.
Comunque questa lettura mi ha dato l’opportunità di conoscere meglio questa autrice e mi ha incuriosito a tal punto che La principessa di ghiaccio è già nella mia lista di prossimi acquisti, in partenza per l’ordine. Questa volta un cartaceo! 😀

Una curiosità: le piace ballare! Camilla Läckberg è stata al nostro Ballando con le stelle, condotto da Milly Carlucci, dopo aver spopolato nella televisione in Svezia nello stesso format televisivo, Let’s Dance sul canale TV4.

Chi ha voglia di una partita a Cluedo?

Avete letto qualche romanzo di questa scrittrice? Che ne pensate del suo stile e dei suoi consigli qui?
Per conto mio, mentre leggevo mi è tornato in mente un vecchio, ma ancora giocabile, gioco in scatola: il mitico Cluedo!
Non potrebbe funzionare come ottimo eserciziario? Partire da una partita di Cluedo per costruirci su un romanzo! Tanto si sa, l’assassino è sempre il maggiordomo! 😀

Cluedo. Il gioco per detective più famoso al mondo

Comments (21)

Sandra

Gen 19, 2020 at 1:37 PM

Parto dal fondo: adoro CLUEDO.
Non ho letto nulla di Camilla, ultimamente leggo pochi gialli, una volta li divoravo. Trovo che siano tutti punti di buon senso e riconducibili ai grandi classici del giallo che, per certi aspetti, rimangono imbattibili, come il mio adorato Ellery Queen.

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Barbara Businaro

Gen 20, 2020 at 11:30 PM

Non ho mai giocato a Cluedo, avrei voluto, ma non ce l’aveva nessuno dei miei amici. Ma c’era la pubblicità degli altri giochi tavolo su quelli che avevo io, compreso il Cluedo, che alla nostra epoca aveva una scatola tutta gialla, stile Oscar Giallo Mondadori. 🙂
E non ho nemmeno mai letto nulla di Ellery Queen. Quale suo romanzo mi consiglieresti per assaggiare il suo stile?

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Sandra

Gen 21, 2020 at 7:30 PM

Ho visto giusto stasera al supermercato che la Mondadori li sta finalmente ripubblicando. C’erano tutti titoli belli, nessuno escluso, vedi quale ti ispira di più, tutti sarà difficile trovarli, io ho alcune chicche.

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Elena

Gen 19, 2020 at 10:11 PM

Mai giocato a Cluedo (lo so, mi sono persa qualcosa, ma come rimediare?). Nè ho letto i gialli di Camilla (altro baco). Ma l’articolo è davvero interessante. Non scrivo gialli e credo che non mi cimenterò mai con questo genere, ma ne leggo, di tanto in tanto, e credo che gli insegnamenti di Camilla siano azzeccati. Anche per i romanzi . Da approfondire. Grazie Barbara, al solito un’ottima risorsa!

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Barbara Businaro

Gen 20, 2020 at 11:41 PM

Come rimediare col Cluedo? Trovare una scusa per regalarlo a qualcuno e provarlo appena scartato? 😀
Credo che qualche riflessione di Camilla sia utilizzabile anche per altri generi, come usare l’ambientazione come ulteriore personaggio anche in un romanzo storico, o creare le schede dei personaggi nel dettaglio, in tutte le loro caratteristiche, da usare all’interno di un fantasy. Per non dire che in certi romance la ricerca dell’anima gemella può diventare molto più complessa della ricerca dell’assassino!! 😀 😀 😀

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Giulia Mancini

Gen 19, 2020 at 11:44 PM

Grazie per avermi citato! Era ottobre 2018, accidenti sono angosciata dalla velocità con cui passa il tempo. Ti confesso che dopo aver letto l’ebook sul giallo volevo leggere La principessa di ghiaccio ma poi tutto è rimasto nelle intenzioni, quindi non ho ancora letto altro di Camilla Lackberg. I suoi consigli li ritengo sempre molto validi, anche se leggendo molti gialli (di successo) mi rendo conto che non sempre sono rispettate tutte le regole esposte, spesso è la stessa trama del romanzo che necessita di una struttura leggermente diversa.

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Barbara Businaro

Gen 20, 2020 at 11:45 PM

Guarda, ho ordinato oggi il libro. Ora sto leggendo “Lettera al mio giudice” di Georges Simenon (iniziato lentissimo, a metà entra davvero sul vivo della storia), poi devo affrettarmi a leggere Outlander “Vessilli di guerra” di Diana Gabaldon, prima che inizi la stagione 5 della serie tv. E poi finalmente leggerò Camilla Lackberg. Sono molto curiosa. 🙂

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Nadia

Gen 20, 2020 at 9:00 AM

A Cluedo non ho mai giocato per una sorta di antipatia ai giochi da tavolo mentre i titoli citati li ho letti tutti diverso tempo fa. È una scrittrice assai prolifica che ha saputo creare due trame interessanti in ogni libro. Infatti oltre alla storia legata al caso da risolvere è bello seguire la storia privata della protagonista. Il suo stile è piacevole, fluido e accattivante e spesso è difficile intuire il colpevole. Per me una grande giallista.

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Barbara Businaro

Gen 20, 2020 at 11:54 PM

Antipatia per i giochi da tavolo?! Oibò, e com’è successa questa cosa? Quindi niente “Indovina chi?”, “Forza Quattro”, “Monopoly”, “Hotel”, “Pictionary”, “L’allegro chirurgo” o il classico “Memory” in tutte le varie versioni? 🙂
Dalla descrizione che ne hai dato, sono ancora più curiosa di leggere uno dei suoi romanzi, per vedere all’opera la doppia linea narrativa.

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Darius Tred

Gen 20, 2020 at 11:10 AM

Mi piacciono le regole.
Soprattutto, mi piace romperle.

Anzi: se non ho qualche regola da rompere, quando scrivo non mi diverto… 😛

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Barbara Businaro

Gen 21, 2020 at 12:01 AM

“Giacché ti trovi lì, fai attenzione: sono solo due le regole che contano davvero. Quello che un uomo può e quello che un uomo non può.”
Jack Sparrow, La maledizione della prima luna

Dunque tu non puoi usare le regole, e allora le rompi…
Rompiregole! 😀 😀 😀

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Maria Teresa Steri

Gen 21, 2020 at 10:45 AM

L’ho letto anche io tempo fa, dopo il post di Giulia. Ci sono senz’altro consigli validissimi (come hai illustrato), anche se a essere onesta speravo in qualcosa di più approfondito (del testo è gratuito, di che mi lamento…).
Non ho mai letto nulla di questa autrice, però ho visto la serie tv tratta dai suoi libri e beh è stata una grande delusione: le storie sono praticamente tutte identiche e l’assassino si indovina molto presto. Però non avendo letto i romanzi, può darsi che siano scritti così bene da far dimenticare la trama, che dire?
A Cluedo non ho mai giocano, ma mi piacerebbe visto che amo i gialli!

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Barbara Businaro

Gen 21, 2020 at 7:03 PM

Anch’io quando ho scaricato l’ebook da 60 pagine mi aspettavo qualcosina in più. Del resto l’editore italiano ha preso i testi dal blog della scrittrice e li ha tradotti, né più né meno, per farne uno strumento di marketing su Amazon. Si sa che gli ebook gratuiti li scaricano tutti (ma li leggono?), facendo scalare la classifica. 😉
Però è una buona base di partenza, da qui sta ad ognuno approfondire. Per esempio questa cosa delle 4M, da dove salteranno fuori?! 🙂
Sulla serie tv: spesso per risparmiare sui costi, non pagano le consulenze allo scrittore del romanzo, col rischio di mandare in onda una schifezza…

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Luz

Gen 21, 2020 at 8:04 PM

Credo che mi servirò di questo tuo post in qualche lezione di scrittura creativa a scuola! 🙂
Direi che la Lackberg abbia fatto un ottimo lavoro di individuazione degli ingredienti necessari a un giallo. Credo che si sia formata, fra i classici che avrà letto, anche sul geniale Conan Doyle!
Non l’ho mai letta e… conosco il divertentissimo Cluedo. Io adoro incarnare Scarlett quando è lei l’assassina. 🙂

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Barbara Businaro

Gen 22, 2020 at 8:55 AM

Ottimo Luz, lieta di esserti utile! 🙂
Se poi trovi l’origine di quelle 4M ripassa di qua a scriverne, mi raccomando.
…va a finire che mi compro il Cluedo al prossimo giro di shopping! 😀

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Brunilde

Gen 22, 2020 at 5:18 PM

Chi rompe le regole deve essere talmente bravo da poterne farne a meno!
Ho trovato questo post utile anche per un romanzo non giallo, ne farò tesoro perchè a me le regole sevono eccome!
Ho letto soltanto l’ultimo della Lackberg, La gabbia dorata , che non era neanche un vero giallo. Forse ho sbagliato scelta.
Pare abbia voluto affrontare il tema della violenza ( non solo fisica ) sulle donne.
Si è avventurata in un territorio sconosciuto e non le è andata benissimo: diciamo che non lo consiglierei.

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Barbara Businaro

Gen 22, 2020 at 11:47 PM

Ecco, per andare a pari con Darius che le regole invece le rompe! 😀
Sulla tua lettura, forse è stato un tentativo della scrittrice di provare qualcosa di nuovo, o forse dopo qualche anno diventa difficile mantenere la stessa qualità dei primi anni, col moltiplicarsi degli eventi promozionali (dal suo sito poi si vede che è impegnata in più fronti). Vi saprò dire con il primo libro, ho scelto proprio il suo esordio premiato per capire se può fare per me.

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Grazia Gironella

Gen 23, 2020 at 6:17 PM

Ho trovato il tuo articolo e le indicazioni della Läckberg molto interessanti, nonostante io non legga quasi mai gialli. Le schede-personaggio con le voci che hai elencato mi convincono molto più di quelle troppo dettagliate, che trovo un po’ esagerate. Ho scaricato il libro, mi sa che lo leggerò. 🙂

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Barbara Businaro

Gen 24, 2020 at 12:15 AM

Davvero non leggi gialli? Niente niente?! 🙂
Credo che se hai bene in mente un personaggio, non servano poi delle schede dettagliate. Però in un romanzo molti anni fa trovai la protagonista che al primo capitolo detestava il tè, e verso la fine invece dichiarava di averlo sempre adorato, con il latte. Se decidiamo di inserire dei particolari così netti, allora sì, meglio segnarli da qualche parte.
Mi farai poi sapere che ne pensi di questo piccolo saggio. Magari ti viene voglia di leggere un giallo! 😀

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Grazia Gironella

Gen 24, 2020 at 7:40 AM

Non proprio niente niente… ho letto Uomini che odiano le donne di Larsson, quindi in ambiente nordico ci sono già.

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Barbara Businaro

Gen 25, 2020 at 4:20 PM

Uomini che odiano le donne, della serie Millenium, vorrei leggerlo anch’io. Purtroppo ho visto il film, che mi è piaciuto tantissimo, sia nella versione svedese del 2009 con Michael Nyqvist che quella americana del 2011 con Daniel Craig. Quando vedo il film di un giallo, e conosco la trama, mi diventa difficile mettermi tra le pagine. 🙂

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