La morte e le tasse? Strana accoppiata!

Morte e tasse

Uno di quei giorni.
Uno di quei giorni talmente funesti che quando volgono al termine li guardi di profilo e ti chiedi come hai fatto a resistergli. Altro che sfida, altro che corsa a ostacoli, quando capita una giornata così vorresti un ombrello con la copertura in ferro per limitare le tegole in testa.
Ti alzi la mattina con una mail del tuo modello compilato della dichiarazione dei redditi, lo apri in tranquillità per verificare se sono state inserite tutte le voci e ti accorgi che è previsto un rimborso allo Stato di duemila euro, che saranno presi direttamente dalla busta paga. Praticamente a luglio pagherò addirittura per lavorare, ma è mai possibile? Per poco mi prende un infarto.
Aspetta un po’. Respira. Bicchiere d’acqua. Apri una finestra.
Prendi in mano tutte le ultime cinque cartelline dei modelli precedenti, che l’errore in mezzo a queste scartoffie, tra codicilli e righi, ci scappa facilmente. Fammi vedere un po’. Ottimo, la stessa spesa ripetuta ogni anno, viene messa in detrazione in maniera diversa, a seconda dell’impiegato che mi segue la dichiarazione. Come faccio io a raccapezzarmi in tale caos?
Toh, ecco la formula magica: “è stato ricondotto al limite spettante”. Quindi… quei duemila euro me li ridanno indietro? Ma sono troppi, no? Non ho mai avuto un rimborso così alto. No, non è vero, quando il mutuo era agli inizi, con una salasso di interessi passivi, mi venivano restituite parecchie tasse pagate in più, anche perché negli stessi anni avevo anche accumulato una bella scorta di fatture per spese mediche.
Ma adesso il rimborso è sospetto. E no, non sono contenta no! Se me ne restituiscono troppi per un errore di calcolo del commercialista, finisce che l’anno prossimo li devo tornare indietro io, non è più finita!
Hanno sbagliato ancora tra detraibilità e deducibilità? E’ mai possibile che pago un servizio professionale per dormire tranquilla e alla fine tranquilla non ci sono mai? Tra duemila euro da pagare e duemila euro che ti ritornano c’è una bella differenza, sacripante!
Morte e tasse.
Come dicevano in Joe Black? Al mondo nulla è inevitabile tranne la morte e le tasse. Vero. Soprattutto le tasse, come la morte, sono imprevedibili, non sai mai in che occasione ti colgono, così all’improvviso, una mattina ancora al tavolo della colazione. Era meglio se non aprivo la mail? No, tanto le tasse ti trovano ovunque, alla stessa velocità di come ti scova la morte. Che non è così bella come Joe Black, no davvero. Le tasse poi vanno avanti per tutta la giornata pure a tormentarti.
Ma se fossero da restituire, mi sembra strano di dover rimborsare così tanto, ci sono già copiose trattenute nel cedolino di ogni fine mese. Che poi la morte almeno giunge una volta sola, saluti tutti e fine dello spettacolo. Le tasse invece ti perseguitano a lungo! Appena ti giri, ops, su questo c’è una tassa, anche quest’altro è tassato, scusi qui c’è la tassa della tassa. Però ci sono le detrazioni, che devi presentare così e cosà, no, cosù non va bene, eh mi spiace signora, le converrebbe cambiare casa e contrarre un nuovo mutuo così detrae qualcosina di nuovo.
Nel mentre attendo trepidante, o agonizzante, la risposta dell’impiegato che segue la mia pratica, mi invento di aggiungere alla giornata pure la preparazione di un pacco per gli Stati Uniti, tutto rigorosamente online, ritiro diretto al mio domicilio per evitare l’ennesima rissa fuori dall’ufficio postale. Cosa sarà mai inviare un pacco oltreoceano? Costerà un po’ di più, ma varcato il confine italiano, fuori dalle sgrinfie delle nostre scalcagnate Poste Italiane, dovrebbe essere al sicuro, no?
Accedo al sito al servizio di delivery web, inserisco i primi dati, clicco su Conferma e… forza su… mamma quanto sei lento… e gira gira, ma muoviti però… le hai prese le vitamine stamattina?… forse ce la fa… 502 Proxy Error… stai scherzando?! Senti, oggi c’è già la storia dei duemila euro, che pago, non pago, mi vengono, forse no. Almeno il sito delle Poste me lo puoi fa funzionare? Solo per oggi? Nooo? Chiedo troppo??
Chiudi tutto e riapri un’altra finestra del browser. Rimetto la login. Eh, non sarà mica che il 502 Proxy Error è sulla login di quella stronza della Businaro?! Reinserisco nuovamente i dati, conferma e… respiro… oh bene, va avanti.
Cosa vuole? Inserisci una descrizione per ogni articolo del pacco. Ok, ce la posso fare. “Regalo” non gli piace, vabbè, sono “braccialetti in silicone”. No, non va bene, mi segna in rosso come la maestra alle elementari. Inserisci il codice Taric. Eh? Il codice Taric? No guarda che io quella cosa lì non ce l’ho. Cosa dovrebbe essere mai? Santo Google, aiutami. Codice doganale per le merci. E come faccio a saperlo io, scusa? Ti pare che lavoro in Dogana? Sbuffo. Ci sarà una ricerca da qualche parte. Inserisco “braccialetti in silicone codice taric” ma niente.
Dopo trenta pagine web e vari tentativi sul portale dell’agenzia delle dogane chiamato Aida (nel senso che a usare quel sito ti viene da urlare forte come nella celebre opera?), mi viene in aiuto un’amica, una donna abituata a correre la maratona tra i codici Taric e gli astrusi incarti doganali. Un codice al volo e via. Ogni tanto un angelo ce lo meritiamo.
Fila veloce a completare tutto l’iter, conferma, scegli, verifica il riepilogo, vai al pagamento, carta di credito. Inserisci il codice OTP. Ripiglia il cellulare, sblocca, leggi, scrivi i numeri. Questa è facile. Adesso inserisci il codice Key6 Plus UltraPower. Ancora? Echiseloricordaquesto! Manca solo che mi chiediate l’Hammurabi per intero e siamo a posto! Se non te lo ricordi, vai sul sito della tua carta di credito, alla sezione Gestisci carta e lì trovi il codice configurato. Perfetto, fallo tu!! Dimmi che senso ha inserire due codici di sicurezza e chiedermi di andarmi a vedere il secondo codice, che non ricordo, dallo stesso computer che me lo richiede?!
Apri un’altra finestra del browser, questo è un test di pazienza sicuramente, vai sull’altro sito, un’altra username e password, sì sono sempre io cavolo, ricordati! Trova la sezione giusta, vedi codice Key6 Plus Ultra Power LeCiapett. Per visualizzare il codice inserisci la chiave che abbiamo inviato al tuo telefono.
… … …
E’ proprio uno di quei giorni.
A saperlo per tempo, bisognerebbe prendersi le ferie e restare tranquilli a dormire fino a tardi, senza andare incontri ai problemi che ti aspettano gaudenti fuori dalla porta. O dentro la casella di posta elettronica.
Un altro codice. Respira. Sei più forte di loro. Li batti in cocciutaggine, lo sai. Prendi il telefono, scrivi questo cavolo di codice numerico, guarda il fatidico Key6 Plus Ultra Power, per solo venti secondi. Sbrigati che poi sparisce! Ah, ecco cosa avevo scelto come numero Key6!
Torna al pagamento sul sito delle Poste, inseriscilo e… Uno dei due codici non è corretto. Come no? Uno me l’hai dato tu, l’altro è quello lì appena visualizzato! Ce li ho qui sotto il naso e accidenti sono giusti!
Calma. Inserisco di nuovo, tutta la trafila. Non ricevo, riprova e controlla, come Clementoni. Non gli piacciono questi codici malefici.
Terza volta e ci rinuncio. Annulla la transazione. Pagare devo pagare se voglio il servizio, ma lo sai come sono queste procedure. Si incastra qualcosa in qualche server bancario e manca poco che ti tocca chiudere casa e rientrare perché decidano che gli va bene.
Ricomincia con un nuovo pagamento, nuovo OTP, di nuovo il Key6 Plus Ultra Power AggiaRottoUPiffero e… Pagamento corretto grazie. Alleluja!
Arrivano due nuove mail, la conferma del ritiro del pacco per l’indomani e la risposta che attendevo sulla mia dichiarazione dei redditi.
Un attimo di suspense, tra poco vi sveleremo chi è il fortunato vincitore…
Miei, sono miei. Mi spettano indietro duemila euro perché in busta paga non sono applicate le detrazioni di diritto, lasciando che il dipendente compili la propria dichiarazione. Ecco perché ogni mese mi sembra di pagare troppe tasse!
Uno di quei giorni, appunto.
Uno di quei giorni in cui non ti sei mosso di un metro dalla scrivania, ma arrivi a sera stanco come se avessi corso una maratona. In salita. Con la pioggia battente. Le suole consumate che scivolano sul ghiaino.
Uno di quei giorni in cui vorresti tornare alla tavoletta di pietra e allo scalpellino.
Ma tanto morte e tasse mi scoverebbero lo stesso.

 

La morte e le tasse? Strana accoppiata!
dal film Vi presento Joe Black

Comments (21)

Daniela Bino

Apr 25, 2021 at 11:47 AM

Che avventura! Alle volte, vorrei buttare il pc fuori dalla finestra.
Come sempre, hai ben descritto il tortuoso percorso che spesso dobbiamo percorrere per raggiungere un risultato positivo. Un pizzico di ironia e tutto risulta meno drammatico!

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Barbara Businaro

Apr 25, 2021 at 5:39 PM

Qua capita spesso che io apra la finestra e minacci computer o telefono. “Lo vedi il giardino? Sta pure piovendo. Vedi tu cosa ti conviene…” 😀 😀 😀

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IlVecchio

Apr 25, 2021 at 11:50 AM

L’assurdo di quest’epoca. Persino pagare è diventata un’operazione difficile e tediosa. Immagina più in là, quando la memoria inizierà a perdersi i numeri per strada. : -(

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Barbara Businaro

Apr 25, 2021 at 5:52 PM

Vedo già le difficoltà di persone poco informatizzate, perché adesso per pagare diventa indispensabile avere uno smartphone (per il codice OTP o i codici inviati tramite app attiva), pochi si affidano agli obsoleti sms. E questo non lo trovo corretto. La necessità di sicurezza sta portando un eccesso di confusione e pure di discriminazione sociale. 🙁

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Sandra

Apr 25, 2021 at 12:40 PM

Il male proprio: dogana, poste, 730.
Tutto insieme.
Sul 730 mi sono affidata a diversi commercialisti da quando ho il mutuo, anzi avevo. Prima, in era pre-pre compilato, facevo comunque da me avendo solo CUD e spese mediche e mio papà lo portava al CAF.
Sono riuscita a beccarmi una multa ingiusta quando già me lo faceva uno studio.
Dissero che avevo chiesto troppo rimborso per gli interessi del mutuo.
Ricorso non accettato.
Peccato che: la commercialista aveva due pratiche identiche, due ricorsi capitati su due scrivanie diverse, uno accolto l’altro no.
Dissero che io e mio marito siamo in regime di comunione dei beni, il che è falso, siamo in divisione e poi non c’entra nulla perché si guarda la proprietà dell’immobile e del relativo mutuo a carico.
Rabbia, spese e casini.
Sono felice che tu abbia risolto ma queste cose non dovrebbero capitare. Punto.
E sui taric potrei dirne tante, ma non credo sarebbe interessante, per quanto ci sono teatrini di insana pubblica amministrazione davvero grotteschi. Tipo la sanzione per il codice dello sciroppo d’acero, proprio a un cliente della tua città.

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Barbara Businaro

Apr 25, 2021 at 6:05 PM

Il servizio di Poste Italiane era reclamizzato con “assistenza doganale online” inclusa, ma non l’ho vista. Il codice Taric l’avrebbero dovuto inserire loro, no? Come si fa a pubblicizzare un servizio “facile e veloce”, bloccato per 40 minuti e che mi ha richiesto un’altra ora per un codice sconosciuto?!
Quando si pagava sulla prima casa, mi sono beccata una multa per ICI dichiarata errata dal commercialista a cui mi ero affidata. Siccome c’era di mezzo un parente, mi è toccato pagare l’errore suo di tasca mia. Ma se sei un professionista, dei tuoi errori ti fai carico senza la minima discussione. Tanto più che un professionista serio sottoscrive anche una polizza assicurativa per questi casi.
Rabbia, spese e casini, l’hai detta giusta.

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Giulia Mancini

Apr 25, 2021 at 2:17 PM

Aiuto le tasse! Pensa che lo scorso anno mi sono collegata al sito on line dell’agenzia delle entrate (lo faccio tutti gli anni per scaricare il 730 precompilato ) anche se poi lo faccio attraverso il CAF perché c’è sempre qualcosa di sbagliato e poi perché l’impiegato del caf è un mio amico e mi fa lo sconto sulla tariffa. Bene scopro che ho diritto a un rimborso altissimo! Mi metto a fare i conti e capisco che c’è un errore, così mi scarico il dettaglio e scopro che c’era una ricevuta medica di 60 euro indicata con l’importo di 6000 euro, avevano aggiunto due zeri ed era a mio favore. Lo scorso anno mettersi in contatto con il CAF era un’impresa, anche il mio amico era irreperibile. Alla fine ho scelto di correggere il 730 on line e di correggere il dato, non me la sentivo di incassare circa 1000 euro che non mi spettavano. Ho fatto il 730 on line e pace. In estate ho incontrato il mio amico del CAF, gli ho raccontato la questione, mi ha detto che probabilmente avrò un accertamento in automatico perché non ho accettato il modello 730 così com’era, pensa un po’ , essere onesti non paga, ma quei 1000 euro non erano miei e ho preferito essere onesta…

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Barbara Businaro

Apr 25, 2021 at 6:11 PM

Hai fatto bene Giulia, e pazienza per l’accertamento, ma pensa se non ti fossi accorta dell’errore! Che poi noi abbiamo anche una certa formazione, ragioneria prima e parti di economia all’università, ma un povero cristo che queste materie non le mastica come può cavarsela?! A parte che magari, se non stai bene attento, scambi il 6000 per un 60,00 e pensi sia tutto corretto. Poi comunque viene fatto un controllo e ti tocca, per un errore loro, restituire i 1000 euro più gli interessi legali… Ecco perché ho messo subito le mani avanti, anche quando quei duemila euro mi sembravano troppi e ho chiesto una nuova verifica sugli importi. Sempre meglio andare a dormire da onesti. 🙂

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Brunilde

Apr 26, 2021 at 9:44 AM

Il tuo post mi con sola un po’: quando capitano a me cose simili, al nervosisimo subentra la mortificazione, perchè penso che sia colpa mia, ormai anziana, rimbambita, analfabeta informatica, imbranata cronica, ecc…
Quanto al resto, confesso che il mio rapporto con il commercialista dura da una vita, più solido delle mie relazioni sentimentali. Purtroppo ad oggi gli corrispondo compensi equivalenti a uno stipendio, ma con lui so di essere assolutamente tranquilla: mai un errore, una dimenticanza, una svista. Tutti i ricorsi vinti, tutte le situazioni affrontate e superate con successo.
Vivo nel terrore che vada in pensione ( pure lui, non è più un bambino…).
Però penso che in un paese civile il sistema fiscale debba essere equo e semplificato, perchè pagare a peso d’oro qualcuno per poter pagare le tasse e non avere guai è veramente paradossale!

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Barbara Businaro

Apr 26, 2021 at 1:40 PM

Tieniti stretto quel commercialista, cara Brunilde, perché vale tutto il suo stipendio. Ne avevo uno affidabile qualche anno fa, segue principalmente aziende ma per chi era associato curava anche le dichiarazioni 730 delle persone fisiche. In seguito agli inasprimenti delle multe, facendosi quattro conti sull’assicurazione professionale ulteriore che avrebbe dovuto sottoscrivere, ha scelto di non effettuare più il servizio e da allora mi rivolgo ad un Caf accreditato, anche abbastanza grande. Purtroppo ogni anno il personale cambia e le compilazioni sembrano condotte in maniera differente. 🙁

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Darius Tred

Apr 26, 2021 at 11:20 AM

…tutta colpa degli informatici!

Dietro queste cose da pazzi, ci sono informatici pazzi…
Anzi: pensandoci bene, tutti gli informatici sono pazzi.

😀 😀 😀

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Barbara Businaro

Apr 26, 2021 at 1:42 PM

Dilla bene e dilla tutta Darius. Tutta colpa degli informatici… sottopagati.
Quando appalti e contratti vanno a ribasso, la qualità ne risente. 🙁

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Elena

Apr 26, 2021 at 10:02 PM

Ahi ahi che giornataccia Barbara! Mi hai ricordato le mie peripezie dell’anno scorso con il 730. Mi trovai 1500 euro in meno in busta e mi imbestialii. Mi venne in mente all’ultimo il 730. Avevo avuto due CUD nel 2019 che avevano tirato su irpef e compagnia bella. Un brutto colpo, fu una giornata tremenda. Quasi tutto lo stipendio in tasse! Recentemente ho scoperto il mio problema : pare io abbia il cervello limbico sinistro poco sviluppatore. Significa che devo lavorare per pagarmi qualcuno che mi amministri da capo a piedi! Non ho risolto nulla per ora ma almeno ho capito perché certe cose mi stupiscono e mi sfuggono, sistematicamente! Coraggio. E studiaaaaaaa!

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Barbara Businaro

Apr 27, 2021 at 8:17 PM

Ah beh, io l’anno scorso con due CUD e la liquidazione del vecchio TFR precedente ai nuovi fondi pensione, mi sono trovata in effetti da restituire qualcosa io allo Stato, ma in quel caso aveva un suo senso (distorto, ma pur sempre un senso 😀 ).
In questo momento sto ripassando quella brutta bestia del GDPR e la figura del povero amministratore di sistema…

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Elena

Apr 28, 2021 at 7:07 AM

Nuuuuuuuuuu oribbile! Prego per te

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Marina

Apr 27, 2021 at 3:47 PM

Mi è venuta l’ansia! Senti, non ti sto a raccontare quello che non ho fatto per iscrivere mio figlio al primo anno di università, a settembre! Ti dicono che le procedure on line semplificano tutto e invece sono di un complicato che ci vorrebbe un brevetto ad hoc, con siti che non funzionano, codici irreperibili, dati che non si caricano… La banca che non risponde quando compili il format (farlocca) per il pagamento di cosa? Ma delle tasse, naturalmente! Non si stava parlando di quelle?

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Barbara Businaro

Apr 27, 2021 at 8:26 PM

Le procedure online semplificano, è vero. Quando funzionano però. E purtroppo nel flusso di creazione di una procedura informatica si va sempre a risparmio proprio dei test di qualità, sia per costi che per tempistica. “L’ho provata, non ci sono errori!” Sì, ma da solo. Con mille utenti connessi tutti insieme? E i messaggi di errore sono corretti? Se la società è estera, perché mi chiede il codice fiscale che all’estero non esiste? E via così…
Tu pensa che nella cartellina dell’università conservo ancora tutte le ricevute dei bollettini postali delle tasse universitarie! Un cimelio! XD

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Rebecca Eriksson

Mag 01, 2021 at 9:23 AM

Ti mancava di ricercare una banale informazione sul sito dell’INPS e la pazzia sarebbe stata totale.
Io per fortuna per le cose burocratiche ho l’anima pia di mio cognato a cui piace perdersi in queste cose (e lavora pure in dogana). Non perdo più “anni di vita” a cercare di capire, mi fido e che faccia lui.
Sono una creativa, il burocratese non fa proprio per me.

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Barbara Businaro

Mag 04, 2021 at 12:37 PM

Ho già avuto a che fare con il sito dell’INPS, sia per verificare la mia regolarità contributiva (anzi, quella delle aziende per cui ho lavorato) sia per inviare le dimissioni, che sono solo telematiche e necessitano di un codice PIN dispositivo, da richiedere per tempo. Per fortuna che lì è andato tutto liscio! Sarebbe stato grave compilare le dimissioni e vedersi il sito bloccato, con tutte le implicazioni del caso… 🙁

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Grazia Gironella

Mag 01, 2021 at 8:44 PM

Oggi sono stata alle prese con problemi simili, però con il sito INPS. Mi sono innervosita, così ci ho messo del mio e ho impiegato il doppio del tempo a risolvere il problema. Che fastidio, però, dover perdere tempo con cose del genere. Eppure non c’è modo di schivarle.

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Barbara Businaro

Mag 04, 2021 at 12:54 PM

I cittadini si ritrovano a perdere tempo perché il personale che dovrebbe far funzionare il sistema è impreparato all’evoluzione digitale. Il blocco delle assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni e nei vari Enti statali o a partecipazione statale più la mancanza di aggiornamento e formazione del personale esistente ha come conseguenza una degenerazione continua della qualità del servizio e soprattutto la discesa a velocità impressionante di tutto il Paese nell’arretratezza. Mia nonna direbbe: “Gli altri (paesi europei) ci mangiano i risi in testa.”
E anche quando si decide di assumere, lo stipendio è inadeguato alle competenze che sono richieste per superare un banale concorso pubblico, specie nel settore informatico. Per fare un confronto, per un contratto a tempo indeterminato di categoria C, stipendio netto 1300 euro circa per 13 mensilità, si devono avere capacità e professionalità di un laureato con esperienza almeno quinquennale, che nel privato potrebbe valere dai 1600 ai 2500 euro netti su 14 mensilità, più benefit.
Ho più di qualche amico informatico che considera l’idea di lavorare nel pubblico come svilente, mortificante, la fine della propria carriera.
Questo si riflette su tutti i cittadini, tramite servizi scadenti.

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