Leggere fa bene, meglio cominciare da piccoli - Un gioco per invitare alla lettura

Leggere fa bene
Meglio cominciare da piccoli

Ci sono libri che ho letto da adulta di cui non ricordo nemmeno la trama, figuriamoci il titolo o l’autore. Invece i libri che ho letto da bambina sono stampati della mia memoria: alla mia epoca, il jurassico, noi femminucce leggevamo I pattini d’argento di Mary Mapes Dodge, La piccola Lady Jane di Cecilia V. Jamison, tutta la serie di Piccole donne di Louisa May Alcott, Cuore del nostro Edmondo De Amicis, e quello che mi ha traghettato dall’infanzia ai primi amori, Obiettivo Ostrakon di Annamaria Ferretti, oggi introvabile.
Le emozioni di quel periodo si riverberano per il resto della vita, anche se passiamo attraverso altre storie ugualmente intense, anche se nuovi romanzi arriveranno a scuotere il nostro animo.

Ci sono bambini però che per svariati motivi non riescono a creare questo legame forte o lo perdono ai primi segni dell’adolescenza.
Qualche suggerimento di Daniel Pennac nel suo saggio Come un romanzo l’abbiamo visto nel mio articolo Come trasmettere il piacere di leggere (insieme) E in fondo quel professore non fa altro che stimolare la curiosità e l’entusiasmo dei suoi studenti, mostrando loro quanto può essere divertente la lettura. Il medesimo interesse che mi portava a immedesimarmi subito nelle pagine dei libri grandi e colorati, con le pagine spesse e profumate, che ricevevo da piccola ad ogni compleanno, Natale, fine anno scolastico …e qualche extra dalla nonna.

Proprio ripensando a quel periodo, ho accettato di partecipare al gioco proposto da Elena Ferro nel suo blog Volpi che camminano sul ghiaccio, che poi ha spiegato meglio in questo suo post: Leggere fa bene. Meglio cominciare da piccoli
Voglio raccontarvi anch’io come funziona questa iniziativa e com’è andata la mia adesione.
E ho deciso anche di tenere il titolo che lei ha scelto, perché mi piace.
Leggere fa bene, è terapeutico molto più della scrittura ed è meglio cominciare da piccoli per tenersi in salute! 🙂

 

Leggere fa bene eppure…

Nell’ultimo report statistico Produzione e lettura di libri in Italia dell’ISTAT, il nostro Istituto nazionale di statistica, pubblicato lo scorso dicembre, i dati mostrano che solo la metà dei ragazzi sotto i 14 anni leggono almeno un libro all’anno (media tra maschi e femmine). Già questo non è confortante.
Dopo i 14 anni la percentuale si distacca notevolmente tra i due sessi, a favore delle femminucce, per tutto l’arco della vita. Ma comunque l’andamento dopo i 24 anni, e l’entrata nel mondo del lavoro, è al ribasso. In età avanzata sopraggiungono sicuramente per alcuni problemi di salute, per cui non è naturale aspettarsi qui un rialzo.

 

ISTAT Produzione e lettura di libri in Italia Anno 2017

Possiamo ipotizzare che ancora pochi bambini non entrano proprio in contatto con la lettura non scolastica, solo la metà. Quindi già su questo punto dovremmo concentrare i nostri sforzi. Della metà che hanno la fortuna di poter essere avvicinati alla lettura, non tutti riescono a proseguire l’avventura. Non si è sviluppato sufficiente amore per i libri.

Eppure in questo momento i libri sono di facile reperibilità e le tecnologie ci consentono di leggere in ogni modalità.
Abbiamo già visto Come leggere libri gratis (o quasi) online o risparmiare nei cartacei acquistando nel mercatino dell’usato ComproVendoLibri Con le app gratuite possiamo Leggere ebook dal cellulare in ogni momento di attesa fuori casa o Leggere ovunque con gli Audiolibri e un paio di cuffiette, mentre siamo impegnati in altra attività.

Sono però le stesse nuove tecnologie, che ci dovrebbero aiutare a leggere di più, che invece ci distraggono inutilmente. Abbiamo già visto che per leggere 200 libri in un anno, ad una velocità di lettura medio-bassa, occorrono 1000 ore. E secondo la ricerca Digital in 2017 Global Overview di We Are Social gli italiani impegnano in media 4.151 ore all’anno tra social e televisione (ne avevo scritto qui: Come leggere 200 libri in un anno).

Non possiamo più dire che non si legge perché i libri costano troppo o perché non c’è tempo per leggere. E’ solo una questione di dare più valore alla lettura e cambiare abitudini, fin da bambini.
Sono convinta che se ci si innamora davvero dei libri da piccoli, è un idillio che dura per tutta la vita.

 

Meglio cominciare da piccoli
con un gioco

Quando un’attività complessa diventa un gioco, il suo successo è assicurato.
La lettura non è un’attività affatto complessa, ma è probabilmente questo pregiudizio che frena i baby lettori.
Non è la prima volta che si pensa alla giocosità affiancata alla lettura: l’esempio più famoso è quello dei Book Hunters.
Nel 2016 sull’onda del gioco di realtà aumentata Pokémon Go, Aveline Grégoire, preside della scuola a Farciennes in Belgio ha creato il gruppo facebook Chasseurs de livres dove le persone pubblicano una foto del luogo dove hanno abbandonato un libro, fornendo più o meno dettagli per guidare la caccia ai lettori interessati. Nel giro di due settimane, il gruppo raggiunse 51.000 persone in due settimane. L’esperienza è stata poi replicata in Grecia e in Francia.
Che poi il concetto di lasciare un libro in un posto pubblico a chi lo voglia raccogliere e leggere già esiste: abbiamo già visto come andare A caccia di libri con il Bookcrossing 
Il gioco l’ha reso più a portata di bambino.

Ecco perché ho apprezzato subito l’idea di quest’altro gioco per diffondere la lettura.
Non è una novità, lo si può rintracciare in rete con il nome di Book Exchange, per scambiare libri tra adulti e bambini.
Chi partecipa, accetta di comprare un libro (con una piccola spesa, 5-10 euro, o anche usato dalla propria libreria) da inviare a un bambino il cui nome, indirizzo ed età vengono inviati vengono forniti in privato da chi vi coinvolge nel gioco (questo per essere sicuri che i dati personali rimangano in un cerchio ristretto).

Allo stesso modo si invitano altre sei persone, tra genitori, nonni, zii, cugini, parenti, amici, baby-sitter o semplicemente motivate dall’idea che stimolare i bimbi alla lettura sia importante per la loro crescita. A questi partecipanti vengono forniti altri indirizzi di bambini che attendono un libro in regalo, più l’indirizzo del vostro bambino. Questo fa sì che il gioco continui il suo ciclo vitale, nonostante le naturali defezioni in alcuni momenti.
Al termine della vostra partecipazione, il vostro bambino dovrebbe ricevere 36 libri a sorpresa (6 x 6 appunto).

Potete acquistare un libro in una libreria fisica dietro casa o sceglierlo dai libri già letti del vostro bambino e poi inviarlo con un piego di libri raccomandato (ne ho scritto qui: Piego di libri, spedire un libro al costo di un caffè). Oppure potete acquistare online e scegliere da lì la spedizione diretta, con tanto di messaggio chiarendo di cosa si tratta (basta scegliere l’opzione Inserisci il tuo messaggio d’auguri gratuito).

Difficile? No, non direi. Forse la parte più complicata è scegliere il titolo da spedire.
Per il piccolo Francesco di 8 anni ho pensato ad un libro fantasy che mi è stato consigliato anni fa, quando uscì: L’atlante di smeraldo di John Stephens, il primo della trilogia I libri dell’inizio (chiamata anche la saga degli Atlanti, insieme con L’atlante di fuoco e L’atlante di tenebra).
Mi hanno informato che il libro è arrivato e che lui è stato molto contento di riceverlo.

 

Non è una catena di Sant’Antonio

Sono rimasta veramente delusa dal rintracciare in rete alcuni articoli che accusano questa iniziativa di essere una catena di Sant’Antonio a schema piramidale, con un’analisi a dir poco superficiale in cui si confondono due concetti diversi.

Una catena di Sant’Antonio è un invito scritto, prima in fotocopia ed ora come messaggio digitale, a recitare una serie di preghiere o effettuare azioni di beneficenza e di inviare lo stesso invito ad un numero determinato di persone, altrimenti si rischiano sventura finanziaria o malattie gravissime. Qualcuno ne imputa il nome a Sant’Antonio da Padova e qualcun’altro a Sant’Antonio Abate, ma nessuna fonte è certa dell’origine.
Non è uno schema piramidale, perché gli ultimi invitati non conoscono le persone che hanno iniziato la catena, che dovrebbero stare in cima alla piramide. Quest’informazione viene persa in pochi passaggi.

Il marketing piramidale invece prevede che ogni elemento dello schema sia incentivato a ricercare nuovi partecipanti, dai quali guadagnare non solo in relazione alla loro adesione, ma incentivandoli a loro volta ad aggiungere altri aderenti, creando una loro nuova base.
Più in alto ci si posiziona nella piramide, più sono gli elementi sottostanti che generano profitto. Chi sta in cima ottiene il massimo da tutto lo schema sotto, mentre chi sta alla base non potrà mai avere lo stesso ricavo.
Ad un certo punto il sistema diventa insostenibile per la difficoltà di reperire nuove reclute.

Come ben capite, questo gioco non è né l’uno né l’altro!
Se non partecipate, non vi accadrà assolutamente nulla. Non riceverete nessun libro, questo è ovvio, ma qualsiasi sfortuna non sarà imputabile alla vostra mancata adesione. 🙂
Dato che gli indirizzi dei partecipanti slittano di volta in volta, ad ogni nuovo giro del gioco, non c’è nessuna struttura piramidale, ma solo un flusso continuo di persone che aderiscono e poi escono dal gioco. Al massimo si ricevono 36 libri, niente di più.
Se credete di diventare milionari, no, non è il gioco giusto!

Soprattutto è un invito alla lettura e si partecipa senza pensare al tornaconto finale.
Personalmente preferisco dare un piccolo aiuto concreto a qualcuno vicino, potendo anche constatare i risultati del mio contributo, che inviare sms solidali o versamenti postali persi in un calderone di cui a distanza di anni ancora non si conosce la destinazione.

Nel momento in cui ho scelto il titolo e concluso l’acquisto, con l’invio a quel bambino che non conosco di persona, mi sono sentita come Babbo Natale, una sensazione meravigliosa. L’ho immaginato mentre torna a casa da scuola, stanco di maestre e compiti, e trova un pacchetto col sorriso (e qui ci sta!) con dentro un libro da leggere a sorpresa, una storia piena di avventure.
Non me lo posso permettere tutti i giorni, va bene, però è un’emozione stupenda.

 

Se volete partecipare

Volete dare il vostro piccolo aiuto? Se volete partecipare, commentate il mio post su Facebook qui sotto e vi invierò gli indirizzi dei bambini a cui spedire il vostro libro regalato. E poi magari tornate qui a raccontarci che titoli avete scelto.

Comments (8)

Giulia Mancini

Feb 23, 2019 at 7:55 AM

Wow, addirittura hai gli indirizzi dei bambini a cui spedire il libro! Ma per il titolo hai suggerimenti oppure seguo il mio istinto? Io aderisco volentieri con un bimbo, comprerei il libro su Amazon e glielo farei spedire a casa. Sul piacere della lettura e sul fatto che bisogna imparare da piccoli sono d’accordo, non so però quanto davvero dipenda dagli stimoli esterni. Per esempio io da bambina mi sono subito appassionata alla lettura delle favole illustrate e dopo dei fumetti, Topolino per la precisione, che leggevo e rileggevo più volte fino a quasi impararle a memoria. Ti racconto un episodio emblematico: in prima elementare la maestra ci assegnava delle letture da fare a casa, ma io le trovavo noiose e non le facevo, invece leggevo Topolino; un giorno la maestra mi chiese se avessi fatto la lettura e io risposi di no, con la sincerità dei bambini, lei allora mi fece leggere con l’aria di volermi dare una punizione, io lessi benissimo. La maestra allora mi guardò stupita e mi disse: ah burlona mi hai fatto uno scherzo, hai detto di non aver letto invece non era vero. Non mi ricordo se replicai che invece avevo letto Topolino, comunque allora capii che potevo sopperire le letture scolastiche con le letture dei fumetti o di quello che più mi piaceva. La cosa strana è che in famiglia sono la sola che legge, anche se le mie sorelle, più grandi di me, leggevano da ragazze ma poi hanno smesso. I miei genitori invece non erano dei lettori, anche se mio padre amava leggere una rivista di un giornalino locale di paese di cui conservava gli articoli. Non mi dilungo oltre. Stimolare i giovani è una bella iniziativa!

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Barbara Businaro

Feb 24, 2019 at 3:59 PM

Grazie Giulia, ti mando poi via mail i dettagli allora del gioco. Per la scelta del titolo, ti direi di seguire il tuo istinto, anche perché è bello se gli arrivano libri di generi differenti, per spaziare il più possibile e magari scoprire gusti nuovi, no?
Bello il tuo ricordo. Anch’io leggevo tantissimo Topolino e mi piacevano (mi piacciono ancora) le riedizioni dei grandi capolavori letterari in chiave topolinesca, o paperesca: I viaggi di Gulliver con Topolino e Pippo, Guerra e pace con protagonisti Paperino e Paperina. Sarà mica che il merito della nostra passione sia in realtà da attribuire proprio ai fumetti? 😀

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Elena

Feb 23, 2019 at 1:29 PM

Grazie Barbara per aver dato corso al mio post. Hai fatto bene a ricostruire il significato di una catena di Sant’Antonio, alcuni dei miei contatti che avevano aderito si sono poi ritirati adducendo questa scusa. L’ho considerata appunto una scusa. A me entusiasma l’idea che una bambina o un ragazzino ricevano un libro da un donatore che non conoscono e che ha pensato proprio a lei /lui. Mi sono sentita bene nel farlo. Proverete la stessa sensazione se accetterete l’invito di Barbara

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Barbara Businaro

Feb 24, 2019 at 4:05 PM

Grazie a te Elena per avermi coinvolto. E si, anche alcuni dei miei contatti mi hanno scritto privatamente, stupidi del fatto che proprio io, che aborro lo spam, le (vere) catene di Sant’Antonio e le fake news, mi sia messa a propagarne una. Gli ho chiesto come facevano a considerarla una catena, e mi hanno girato il link di un paio di articoli che marcavano questa iniziativa di Book Exchange proprio come catena di Sant’Antonio con schema piramidale, un’assurdità. Proprio da coloro che avevo sempre stimato per l’ottimo lavoro contro lo spam e le fake news, che tristezza. Se si fossero presi la briga di analizzare il funzionamento del gioco, se ne sarebbero accorti subito!

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nadia

Feb 23, 2019 at 10:03 PM

Seguendo tutti e due i blog e i profili avevo visto che vi eravate contagiate a vicenda e questo mi fa molto piacere. Nella vita ho sempre regalato molto volentieri libri ai bambini e mi fa sempre un certo effetto quando ne vedo qualcuno leggere, visto che nella mia famiglia ha preso le sembianze di una parolaccia con i miei figli. A suo tempo ho svuotato la libreria di casa donandola alla scuola nella speranza contagiasse più futuri lettori possibile, ma ne ho uno che forse potrebbe fare al caso di questa bella iniziativa. Ti scriverò in privato per vedere se riesco ad aggiungermi. Grazie quindi a te ed Elena.

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Barbara Businaro

Feb 24, 2019 at 4:07 PM

Grazie Nadia, ti ho già inviato tutti i dettagli e si, il titolo che avevi lì è proprio perfetto per quella bambina che lo sta aspettando! Ma siamo solo noi che trattiamo i libri come piccoli pargoli da dare in adozione ad altri nuovi lettori-famiglie? 😀

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Marina

Feb 25, 2019 at 10:15 AM

Sì, aderisco anch’io. Fammi sapere.
Ho fatto la stessa cosa, con un giro che doveva partire fra adulti: il risultato è naufragato. Io ho spedito il mio libro e ne ho ricevuti giusto un paio che… ho preso e portato subito in cantina: la gente si libera dei libri più brutti e questo abbatte il significato e il valore dell’iniziativa. Immagino che per i bambini sia diverso.

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Barbara Businaro

Feb 25, 2019 at 1:11 PM

No, direi che con i bambini non puoi riciclare libri da adulto, considerando qualsiasi fondo di magazzino ti capiti sottomano. Da questo punto di vista, i libri per bambini impongono serietà. Il rischio è di sbagliare il target dell’età, ma è appunto un dato che viene dato proprio con l’indirizzo a cui spedire.
Ti mando una mail in privato con i dati. Grazie di unirti a noi, cavalieri della lettura! 😉

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