Confidenze numero 46-2022 - Da bambino malato a ricercatore - Storia vera di Stefania Bondi Raccolta da Barbara Businaro

Da bambino malato a ricercatore
In edicola su Confidenze

Una sera di fine luglio, di questa torrida estate che abbiamo avuto, mi arriva una mail qui sul blog, con un oggetto curioso che attira all’istante la mia attenzione: “Vorrei poter raccontare la storia di mio figlio, da bambino malato a ricercatore”.
Una richiesta di aiuto, per raccontare una storia vera. La apro subito, nonostante fossi pure in ritardo per il mio allenamento serale, perché mi aveva colpito quella frase: voi pensate che sia “raccontare la storia”, dato che in genere anch’io scrivo storie, inventate o vere che siano, e invece no. Quello che era rimasto impresso nella mia mente era quel “da bambino malato a ricercatore” e poi ve ne spiegherò bene il motivo.

Scorro velocemente il testo della mail, dove la protagonista della storia, Stefania Bondi di Perugia, mi spiega come abbia già raccontato questa sua vicenda ancora a ottobre 2019, in onda sul canale radio RAI Isoradio, nel programma “Strada Facendo” condotto da Maurizio Costanzo e Carlotta Quadri, all’interno della rubrica “La storia siete voi”. Aveva inviato uno scritto al programma, lo avevano letto in diretta e l’avevano chiamata per una breve intervista.
Da quel giorno le era rimasta quest’idea, quasi una necessità: “Vorrei avere la possibilità di poter raccontare in un libro o altro, la storia che qui è sintetizzata, ma in quasi 3 anni di terapie ci sono stati molti momenti difficili, poi ora a distanza di anni, vedendo mio figlio Riccardo stare bene e riuscito nel suo sogno che ha avuto da piccolo, sono contenta di aver vissuto quei momenti…”

La sua è una storia bellissima, di quelle che ti fa sperare nelle persone e nel futuro. L’ho letta tutta d’un fiato, già sapendo dal titolo esserci un lieto fine, ma sentendo a ogni parola la sofferenza di quei momenti, di quel bambino malato di leucemia linfoblastica acuta negli anni dell’incidente di Chernobyl. Così piccolino e già con una così grande battaglia. Posso solo immaginare quanto è stata dura per tutti loro.
Ho raccolto i miei pensieri, nonché i fazzoletti sparsi sul tavolo vicino al portatile, e le ho risposto nel giro di due ore, saltando proprio l’allenamento per l’urgenza che sentivo di dare un seguito alla sua richiesta.

Perché questa storia vera è arrivata proprio sulla mia strada? Perché sono una peaker, mi sono detta.
Come i miei lettori affezionati sanno, dal 2016 faccio attivamente parte della community internazionale My Peak Challenge (per gli amici abbreviato in “MPC”), i cui partecipanti si definiscono appunto “peaker”. Fondato dall’attore scozzese Sam Heughan, che ho conosciuto quale protagonista maschile della serie televisiva Outlander, tratta dai miei romanzi preferiti di Diana Gabaldon, My Peak Challenge è un movimento globale dedicato a educare e ispirare i suoi partecipanti a vivere vite più sane, più felici e più equilibrate, raccogliendo anche fondi da destinare alla ricerca proprio sui tumori del sangue, inclusi leucemia, linfoma e mieloma, tramite Blood Cancer UK.

Esattamente per questo mi ha colpito forte quella frase di Stefania nella mail, “da bambino malato a ricercatore”. Nei miei sette anni all’interno della community My Peak Challenge, dal 2018 anche come Ambassador del gruppo Clan McPeakers Italian SPeakers, abbiamo raccolto qualcosa come 6 milioni di dollari per la ricerca e altre attività di beneficienza aggiunte in seguito.
L’abbiamo fatto per il piccolo Hugo, che si è ammalato a due anni appena proprio della leucemia linfoblastica acuta, come racconta qui la sua mamma: Hugo’s story: Acute lymphoblastic leukaemia
L’abbiamo fatto anche per la coraggiosa Amy, anche lei colpita dalla leucemia e sostenuta sempre dalla ricerca di Blood Cancer UK e anche da My Peak Challenge, qui in un’intervista direttamente con il nostro coach Sam: Sam Heughan & Amy Carmichael
Ma noi peaker ci impegniamo non solo per loro. Ogni giorno sulla nostra community ci sono notizie buone, e meno buone, di persone che stanno affrontando la malattia direttamente o dei loro piccoli. Hanno bisogno di sostegno materiale, ma anche di una parola di conforto.

Stefania non lo sa, ma questa sua richiesta e questa sua meravigliosa storia vera è arrivata proprio in un momento di smarrimento, anche per la mia attività di peaker e Ambassador all’interno della community. Il suo è stato un sassolino da dio. Mi ha ricordato perché lo faccio e perché è importante che io continui a farlo, senza lasciarmi distrarre dalle futilità.
Se posso contribuire a migliorare anche solo un singolo giorno della vita di queste persone, beh, ne è valsa la pena.
Esattamente e proprio come Riccardo, anche se il suo è decisamente un contributo più importante per tutti noi!

E così mi sono offerta di scrivere questa storia vera per la rivista Confidenze, nonostante avessi un periodaccio e la mia mente avesse proprio difficoltà di concentrazione, specie con il caldo intenso di quei giorni. Ma lo dovevo fare, era qualcosa a cui tenevo davvero, una delle storie più belle che io abbia avuto l’onore e il piacere di raccogliere e raccontare. Tanto più che è anche la prima storia vera con i nomi in chiaro dei protagonisti e corredata delle loro bellissime foto.
Oggi arriva finalmente in edicola, per tutti voi. Preparate i fazzoletti, perché è bellissima!
Lo ha detto pure Maurizio Costanzo! 😉

 

La storia di una famiglia
Una conquista per tutti

Nella sua mail, Stefania mi aveva allegato diversi documenti, tutto quello che aveva scritto finora della sua vicenda, sua e del piccolo Riccardo. Ho iniziato a leggere e non sono riuscita a fermarmi, nonostante gli errori di battitura, i refusi, le virgole mancanti. Il suo era proprio quel che in scrittura creativa definiamo un “flusso di coscienza”, i pensieri che scorrono sulla carta senza alcuna interruzione grafica, ma conservando intatta tutta la potenza delle emozioni.
Mi ha toccato il cuore.

Lei aveva cominciato a scrivere tutto da lontano, dall’incontro con suo marito ancora ragazza, le difficoltà della famiglia d’origine e poi del loro matrimonio, la nascita del primo figlio Daniele e del secondo piccoletto Riccardo. Davvero molto materiale che in effetti si presterebbe per un romanzo, e chissà che in un futuro non lo diventi davvero. Non è quello che però potevo offrirle io, che sono molto più agile nell’organizzare e raccontare storie brevi. Così le ho proposto intanto di metterci a lavorare insieme per una storia vera per la rivista Confidenze.

E’ stato un lavoro lungo, perché concentrare in poche righe tutta la sofferenza di quegli anni non è affatto semplice. Si rischia di sminuirla, di lasciare scorrere veloce tutti quei giorni tristi, di sconfitte e pianti, di angoscia e speranza, di sofferenza e di gioia per un piccolo risultato, un barlume su quel futuro incerto. Non sarebbe stato giusto, né per loro che hanno attraversato quel periodo difficile né per tutte le altre famiglie che ahimè ancora ci sono in mezzo e stanno lottando duramente.
Proprio pensando a loro, abbiamo voluto portare questa testimonianza di forza e resistenza.

Grazie a questa indomita famiglia e altrettante persone nelle medesime difficoltà, che non si sono mai arrese di fronte alla malattia dei loro piccoli, sono stati inaugurati prima un reparto nuovo di Emato-Oncologia solo per bambini presso l’ospedale di Perugia e poi nel marzo del 2015 anche un centro di ricerca di eccellenza, il CREO Centro Ricerca Emato-Oncologica, dei cui progressi beneficeremo tutti in futuro.
Per altro, io sono stata nella bellissima Perugia nell’estate 2012, eravamo in vacanza in moto, una casa affittata appena fuori città e abbiamo girato tutti i dintorni per dieci giorni, compresa Assisi e la salita su al monte Subasio. La foto che vedete nel mio racconto Moto dell’anima è stata scattata proprio lassù!

Come dicevo all’inizio, Stefania è andata in onda sul canale radio RAI Isoradio, nel programma “Strada Facendo” condotto da Maurizio Costanzo e Carlotta Quadri, all’interno della rubrica “La storia siete voi”. Qui sotto potete ascoltare direttamente la sua intervista all’interno del programma. 🙂

 

RAI ISORADIO – programma “Strada facendo” condotto da Maurizio Costanzo e Carlotta Quadri
Puntata del 28-10-2019 “La storia siete voi” con Stefania Bondi

 

Da bambino malato a ricercatore in edicola
e in digitale sulla nuova app Confidenze

“Conobbi mio marito Franco nel lontano 1970, nel nuovo ristorante di mio padre a Perugia. Era il fratello minore di uno dei nostri camerieri e lo aveva raggiunto per problemi familiari. Per me fu amore a prima vista, era così diverso dagli altri ragazzi, così indipendente e spigliato. Leggeva molto, era istruito, anche se non aveva potuto studiare, parlava così bene e ogni volta mi batteva forte il cuore, lo ascoltavo rapita. Ci mise un po’ ad accorgersi di me, e dopo esserci dichiarati, per un po’ ci trovammo la mia famiglia contro, specialmente mio padre, che per me desiderava un futuro migliore. All’epoca frequentavo il primo anno di Ragioneria, avrei continuato poi studiando Lingue all’Università, poi interrotta al primo anno, mentre Franco era solo un operaio. Ci sposammo comunque giovanissimi, io 21 anni appena e lui 25, due ragazzini allo sbaraglio, felici e innamoratissimi. Pure così uniti e con tanta buona volontà, il mondo era duro e non ci risparmiò proprio nulla…”

La storia vera continua sul numero 46 di Confidenze in edicola questa settimana, da oggi martedì 15 novembre.
Se passate di qui dopo la lettura, fatemi sapere che ne pensate! Anche con gli occhi lucidi e il fazzoletto in mano, perché sì, nonostante tutta la sofferenza, questa è una storia a lieto fine. 🙂

Confidenze numero 46-2022 - Una nuova storia vera in edicola

Per i lettori più tecnologici, c’è anche la nuova app Confidenze, disponibile sia per Android (cliccate qui: Google Play Confidenze) sia per Apple (cliccate qui: App Store Confidenze). Se siete già abbonati, potrete leggere la vostra rivista anche su tablet e smartphone. Se non siete abbonati, potete acquistare anche un singolo numero, abbonarvi per soli tre mesi o per l’intero anno e leggere Confidenze ovunque, anche con l’edicola chiusa. 🙂

Confidenze numero 46-2022 - La nuova app digitale

 

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Comments (10)

IlVecchio

Nov 15, 2022 at 9:44 AM Reply

Preso e letto, lì al freddo davanti all’edicola del signor Alfonso. Adesso non mi prende più tanto in giro. : -)
Stavolta siete, tu e i protagonisti, addirittura nelle pagine rosse, in evidenza. Complimenti a te per lo scritto, ma bravi loro per la forza e il coraggio di quegli anni, ora anche per la perseveranza in laboratorio. C’è speranza e questo mi rasserena.

Barbara Businaro

Nov 15, 2022 at 3:29 PM Reply

Siamo a pagina 58, si, nella “zona rossa” 😀
Saluti al signor Alfonso. Qui stamane pioviggina anche, quando sono andata io a prendere le mie copie ho rischiato di bagnarle. Storia bagnata, storia fortunata?!

Daniela Bino

Nov 15, 2022 at 9:52 AM Reply

Buongiorno, Barbara. Corro in edicola a prendere la mia copia. Sono davvero curiosa.
Come sempre, conserverò la rivista in attesa dell’autografo.

Barbara Businaro

Nov 15, 2022 at 3:31 PM Reply

Dell’autografo di chi?! Al massimo io scrivo dediche per gli amici… 😛

Darius Tred

Nov 15, 2022 at 9:51 PM Reply

Sei tra le 12 storie vere o sei quell’1 racconto d’autore?
Domani spedisco mammà all’edicola…

Barbara Businaro

Nov 15, 2022 at 11:30 PM Reply

Sono tra le 12 storie vere. Il racconto d’autore è “Laura e la Scia Medea” di Silvia Di Natale, scrittrice pubblicata da Feltrinelli e Piemme.
Eh, ho parecchio da lavorare per arrivare a quel livello lì… 😉
Ringrazio mammà allora!

Giulia Mancini

Nov 15, 2022 at 10:05 PM Reply

Davvero una bella storia vera, la malattia superata per questo bambino è diventata poi maestra di vita e motivo di forza che lo ha portato alla realizzazione del suo sogno di diventare ricercatore proprio in quel campo. Per te è importante raccontare una storia del genere, soprattutto alla luce dell’impegno come peaker, brava

Barbara Businaro

Nov 15, 2022 at 11:37 PM Reply

Grazie Giulia! Sì, questa storia è arrivata al momento giusto. Ho condiviso stasera questa esperienza con i peakers, proprio per ricordarci cos’è alla base di tutto. Non lo facciamo per l’allenamento, non lo facciamo per il programma alimentare, nemmeno per tutte le altre challenge non fisiche. Lo facciamo per la ricerca, il fine di tutto è quello.
Ma a volte siamo così presi che ce ne dimentichiamo.

Sandra

Nov 16, 2022 at 8:18 AM Reply

Comprato ieri tornando dall’ufficio. Mi sono ritagliata il momento settimanale rituale di lettura di qualcosa di diverso + aperitivo (talvolta a casa, talvolta fuori, settimana scorsa la lettura è stata Topolino perché – info di servizio – con il fumetto c’è il puzzle di Natale STUPENDO). Quindi San Bitter, Dixie e Confidenze. Me li sono proprio gustati: la storia vera è molto toccante, c’è anche tutta la vita di quegli anni, per chi come me li ha vissuti da ragazzina, se si aggiunge pure Chernobyl per me è sempre un tuffo al cuore, in quegli anni i tumori soprattutto del sangue e alla tiroide aumentarono tantissimo. Complimenti Barbara per aver colto il messaggio super positivo. La donna dice di voler scrivere un libro ed è in cerca di qualcuno. Ci pensi tu?

Barbara Businaro

Nov 16, 2022 at 7:54 PM Reply

No Sandra, non ci penso io. Come ho scritto nel post, sono più agile nello scrivere storie brevi. Un romanzo è un progetto a lungo termine, al momento non ho proprio spazio per progetti di questo tipo. Per altro, il mio romanzo giace in un angolo in attesa del mio tempo e della mia lucidità, finché lui sta là non troverei corretto occuparmi dei romanzi altrui. Sarebbe una mancanza di rispetto nei suoi confronti, ti pare? I sogni chiedono rispetto avevo scritto in un altro post. 🙂
Intanto adesso sono qui con una voglia matta di Dixie, sbav!!!!

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