Clanlands New Zealand book 2023 - webnauta.it

Clanlands in New Zealand
e un’altra avventura in Scozia

It’s the journey that you remember, not the destination.
È il viaggio che ricorderai, non la destinazione.
Cameron McNeish – MPC Gala 2019

Quest’avventura inizia molto lontano nel tempo, direi ancora dallo scorso Natale, con una mia richiesta specifica alle varie amiche: “La prima che va su in Scozia, io mi aggrego, non importa dove e non importa quando, mi infilo in valigia!”. Mi manca in effetti di vedere Edimburgo illuminata per le feste, magari con una spolverata di neve.
Da quel Dicembre si arrivò velocemente alla Primavera e nessun viaggio in terra scozzese era stato ancora pianificato.
Attendevamo con ansia anche l’annuncio del My Peak Challenge Gala 2023, ma quest’anno non si è proprio tenuto, nonostante nell’iscrizione di My Peak Challenge sia elencato come evento annuale. Non è stato organizzato come di consuetudine per fine aprile, si presuppone per via dell’incoronazione di Re Carlo III che vedeva già il Regno Unito impegnato in vari festeggiamenti (e nel dispiego delle forze di sicurezza). Si sperava fosse programmato per metà settembre, come era avvenuto per il primissimo Gala nel 2017 a Glasgow, che io purtroppo ho mancato per problemi di salute e di lavoro. Ma a fine maggio abbiamo capito che oramai quest’anno l’evento saltava definitivamente, con immenso rammarico per tutte noi. Non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale, ma sono necessari almeno quattro mesi di preavviso per dare modo anche alle peakers più lontane, le australiane e le giapponesi, di partecipare attivamente, dato anche l’aumento del costo del viaggio aereo in prossimità della data.
Io però avevo bisogno della Scozia. Un disperato bisogno.
L’occasione, manco a dirlo, me la regala un libro di prossima pubblicazione.

FANE Clanlands New Zealand events 2023

Dopo il successo del primo libro Clanlands, un percorso tra la storia, la cultura e le tradizioni della Scozia, il nostro coach Sam Heughan insieme a Graham McTavish, anche lui attore della serie televisiva Outlander nonché amico di scorribande in kilt, raccontano in un nuovo volume la loro esperienza alla scoperta di un’altra terra di meraviglie, la Nuova Zelanda. Da qui l’annuncio dell’uscita di Clanlands in New Zealand con due eventi in esclusiva di presentazione in teatro, il 5 Novembre al McEwan Hall di Edimburgo e il 6 Novembre successivo al Barbican di Londra.
Di più: la prefazione del libro è firmata addirittura da Sir Peter Jackson, regista de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, in virtù del fatto che Graham McTavish ha recitato nella seconda trilogia nel ruolo del nano Dwalin, il primo a bussare alla porta di Bilbo Baggins. E per la verità è stato proprio questo a condurmi ad Outlander, anni fa. 😉

Così quando si è paventata l’idea di partecipare a entrambe le serate, una piccola follia con un paio di amiche, non ci ho pensato poi molto. Avremmo potuto aggiungere un paio di giorni prima ad Edimburgo, magari sarei finalmente salita all’Arthur’s Seat, il grande vulcano spento che domina la città, e che ogni volta mi scansa, nonché un altro paio di giorni a Londra, per me completamente da esplorare. Le premesse erano perfette, ma il destino ha voluto metterci alla prova. Quando ad agosto abbiamo scoperto che la salute di una di noi era compromessa, con un percorso difficile di cura nei mesi davanti, del viaggio non me ne fregava nemmeno più niente. Le priorità erano diventate altre, anche per me. Un periodo travagliato dove ho messo in campo davvero tanta energia di sostegno.
Del viaggio non ne abbiamo parlato più, fino all’ultimo mese quando si è aperto uno spiraglio di luce. Incastrando diverse faccende e rinunciando ai giorni supplementari, ci siamo organizzate per 4 giorni di permanenza e 3 voli aerei. Per me anche 2 ulteriori giorni di spostamento in treno tra Padova e l’aeroporto Malpensa. Un tour de force!
Soprattutto per il mio cervello: 3 voli aerei in 4 giorni, ma sei scema?! continuava a ripetermi. Zitto, stai zitto, è la Scozia, non si discute! rispondevo io.

Qui apro una piccola parentesi: la parte bella di questo viaggio è stata la “sorellanza”. Diverse amiche si sono prodigate verso di me, in ogni modo possibile, dimostrandomi un’amicizia che va ben oltre: Francesca ed Elisabetta in primis, la migliore “compagnia dell’anello” che io potessi mai avere in quest’avventura, rispondendo pure alle mie continue domande sciocche per il bagaglio a mano (“ma posso portare il rasoio usa e getta? e la pinzetta per le sopracciglia? ma le salviette struccanti sono considerate liquidi?” – e tanto poi mi hanno fatto andare scalza ai controlli perché le mie sneakers avevano la chiusura a cerniera… e chi ci aveva pensato?!), la mitica Sandra Faè che mi ha ospitato la notte prima della partenza da Malpensa, addirittura con marito Orso mi ha scortata fino al terminal dell’aeroporto, la mia buddy Paola per il suo incoraggiamento ad andare oltre le nuvole e le mie paure, nonché tutte le ragazze del Clan McPeakers Italian SPeakers senza il cui supporto non sarei manco uscita di casa. Di solito sono io quella che spinge gli altri all’azione, questo giro mi hanno accompagnato tutte loro.

Sembrava anche un po’ una pazzia partecipare a due eventi praticamente uguali, sulla carta. A distanza di un solo giorno, per giunta.
In realtà sono state due esperienze completamente diverse, e insieme mi hanno regalato un viaggio eccezionale!

Aeroporto Edimburgo 2023 - webnauta.it

Edimburgo e i suoi Poppy Scotland

Scendiamo dalla scaletta dell’aereo e ci accoglie una giornata assolata, dall’aria frizzantina, nonostante nei giorni precedenti una tempesta di passaggio avesse fatto presagire il peggio per il nostro soggiorno. Respiro a pieni polmoni aria di casa. Particelle minuscole esultano nelle mie vene, richiamo ancestrale di chissà quale avo nordico nel mio albero genealogico. Il volo da Milano è andato meglio di quanto sperassi, ho persino guardato fuori dal finestrino poco prima di cominciare l’atterraggio, un progresso incredibile per la sottoscritta. 😛

Quando arriviamo in Princes Street, sotto l’imponente monumento allo scrittore scozzese Walter Scott, mi accoglie un prato ricoperto di papaveri rossi. Croci di legno disposte in fila, una per ogni Clan scozzese, e coroncine rosse al loro fianco. Un alberello al centro addobbato di papaveri rossi e cartellini di preghiera.
Sono i Poppy Scotland, simbolo di commemorazione e di speranza per un futuro di pace, oltre che un importante strumento di raccolta fondi. Il papavero è utilizzato in tutto il mondo per questo scopo e l’idea nasce nel 1921 da una poesia, “In Flanders Fields” del tenente colonnello John McCrae, una delle più popolari in tema di guerra. Il papavero, protagonista della poesia, era una delle poche piante che sopravvivevano nei campi di battaglia delle Fiandre, crescendo a migliaia in mezzo al caos e alla distruzione. Da allora il papavero è diventato un simbolo della memoria e dei sacrifici compiuti dalle Forze Armate inglesi, sia in tempo di guerra che nel mantenimento della pace. Ogni anno, nel mese di Novembre, si raccolgono fondi per sostenere le esigenze dei veterani e delle loro famiglie.
I poppy scozzesi, prodotti ancora oggi a Edimburgo dai veterani di guerra nella fabbrica di Lady Haig, differiscono dagli altri poppy del Regno Unito: hanno quattro petali e nessuna foglia, per una maggiore somiglianza al vero fiore di papavero (Fonte: BBC News). Forse anche per distinguersi e affermare, ancora una volta, la propria identità.

Edinburgh Poppy Scotland - webnauta.it

Valvona & Crolla, l’emporio di specialità gastronomiche e vini italiani più antico di Scozia, che ho scoperto tra le pagine del romanzo 44 Scotland Street di Alexander McCall Smith, e che non ho tempo di visitare, mi saluta tramite una borsa nel tram!

Il nostro hotel si trova nella Old Town, la parte più storica della città e comoda per i nostri appuntamenti. Usciamo per una passeggiata nella Royal Mile nel tardo pomeriggio, dove sono costretta (!) ad acquistare una nuova sciarpa di lana, in tartan fucsia, avendo dimenticato (volutamente?!) l’altra a casa. Tanti incontri e abbracci lungo la strada, quando riconosciamo diverse amiche arrivate a Edimburgo per il nostro stesso motivo. Lassù nella collina, proprio davanti a noi, il castello spunta nella notte, tutta la sua bellezza esaltata da luci e penombre, sotto la protezione delle stelle.

La convivialità migliore è quella che si sviluppa a tavola, di fronte alle prelibatezze scozzesi. Pranzo con il tanto agognato Fish & Chips (loro usano una pastella alla birra, ecco il segreto della croccantezza) al Tolbooth Tavern sulla Royal Mile, nel quartiere Canongate sotto la caratteristica torre con l’orologio del Canongate Tolbooth. Cena invece appena fuori dal centro storico, al rinomato country pub Sheep Heid Inn nella parte sud di Holyrood Park, ottimi i pasticci di carne. La nostra compagnia è sempre un misto di culture e tradizioni, tra italiano, inglese, francese e tedesco, come rivela il diverso accento, a seconda della provenienza, quando dialoghiamo sul terreno comune della lingua inglese. I sorrisi e le risate invece non cambiano mai.

E comunque anche stavolta non c’è stato tempo per salire all’Arthur Seat…
Toccherà tornare, accidenti! 😀

Edimburgo view - webnauta.it

Clanlands in New Zealand
McEwan Hall in Edinburgh

Clanlands in New Zealand: Kiwis, Kilts, and an Adventure Down Under, il libro che sarebbe stato presentato durante la serata, è solo l’ultimo tassello di un progetto molto più ampio. Tutto è cominciato con l’idea di Sam Heughan e Graham McTavish, colleghi sul set e amici nella vita, di produrre un podcast sulla Scozia, su bellezza, cultura e storia del territorio dove sono nati e cresciuti. Mentre prendevano appunti durante le escursioni insieme, quel podcast è diventato una bozza e i filmati ripresi con la loro GoPro amatoriale sono stati trasformati in una troupe televisiva.

Quelle giornate in camper attraversando la Scozia, tra castelli e campi di battaglia, tra distillerie e antiche tradizioni sono finiti in una docu-serie e un primo libro: Men in Kilts: A Roadtrip with Sam and Graham e Clanlands: Whisky, Warfare, and a Scottish Adventure Like No Other (qui con la prefazione di Diana Gabaldon, adorabile!)
Qualche mese dopo, visto che rimaneva ancora molto materiale di approfondimento, per il periodo natalizio è uscito l’almanacco, dove storia e tradizioni vengono raccontati mese per mese, nelle date importanti per la Scozia: Clanlands Almanac: Seasonal Stories from Scotland

Visto il successo ottenuto, con i libri primi in classifica per il New York Times, hanno deciso di proseguire con una seconda stagione, esplorando la Nuova Zelanda, una seconda casa per Graham McTavish dopo la sua partecipazione alla trilogia de Lo Hobbit, girata proprio in questo paese spettacolare. Così Sam e Graham sono di nuovo partiti in camper per scoprire i legami di questa terra con la Scozia, in quello che è diventato Men in Kilts 2. Le memorie di questa nuova avventura sono state poi raccolte in questo nuova pubblicazione, Clanlands in New Zealand. E probabilmente non finirà qui: gli scozzesi, dopo la terribile Battaglia di Culloden sono emigrati in ogni parte del globo, c’è ancora molto da scoprire.
Tutte le informazioni dei libri di questo progetto le trovate nel sito ufficiale: www.clanlandsbook.com

It’s not my cup of tea. Continuavo a ripetermi questo, mentre la data del nostro viaggio si avvicinava e non sapevo bene cosa attendermi. Non frequento molto il fandom di Outlander e di Sam Heughan, non è il mio ambiente naturale, sono decisamente più a mio agio in palestra. Come dico spesso: sono molto più peaker che fan, dopo più di otto anni in My Peak Challenge. Sono più legata ai romanzi di Diana Gabaldon, nonostante ritenga la serie televisiva un prodotto di alto livello. Nei libri c’è sempre quel qualcosa in più.
Per questa occasione avevo pure preparato un piano B, nel caso qualcosa andasse storto: la fuga verso uno dei tanti accoglienti pub aperti in città, mi sarei messa in un angolino a scrivere e chissà, magari l’eco di Harry Potter presente in queste zone mi avrebbe portato un bestseller! 😀

La presentazione si sarebbe tenuta domenica sera al McEwan Hall, la storica sala di laurea dell’Università di Edimburgo, un edificio in stile rinascimentale italiano (!) che viene utilizzato anche per conferenze, discorsi pubblici e recital, potendo disporre anche di un organo.
Sapevamo ci sarebbe toccata una lunga attesa, perché i biglietti distinguevano solo l’accesso in platea o in galleria, senza numerazione del posto. Per accedere alle prime file quindi occorreva munirsi di pazienza all’ingresso, secondo la regola “chi prima arriva, meglio alloggia”. Avevamo appuntamento con un altro gruppo di peakers per un dram di whisky, ma alla fine ci siamo ritrovate proprio lì in Bristo Square. Quando siamo arrivate, verso mezzogiorno, già c’erano alcune persone sedute davanti all’alto portone principale dell’edificio, su quelle seggioline pieghevoli da pesca, coperta di lana sulle gambe e thermos di tè bollente tra le mani. Sembrava una pazzia resistere tutte quelle ore all’aperto agli inizi di Novembre. Fino alle quattro del pomeriggio ci ha assistito un bel sole caldo, ma al tramonto è diventata una sfida, ogni tanto facevo qualche squat e qualche saltello per riscaldarmi e sciogliere i muscoli irrigiditi delle gambe.
Si poteva anche uscire dalla fila, lasciando qualcun altro a presidio, per una breve passeggiata o per salutare i nuovi arrivati. Quando proprio non ne potevamo più, ci siamo organizzate con un giro di caffè per tutti e, immancabile in queste situazioni e orgoglio completamente italiano, una pizza margherita fumante!

Clanlands Edinburgh queue 2023 - webnauta.it

Finalmente alle sette di sera entriamo! Qualche furbetto ritardatario si imbuca nella fila ordinata, ma riusciamo ad entrare senza drammi e giungiamo a sederci in quarta fila sotto al palco. Non male, considerando la prima riga di poltroncine strettamente riservata.
Nella mezz’ora che precede lo spettacolo mi ritrovo a salutare altre amiche e peakers, alcune nemmeno sapevo sarebbero state all’evento. E anche qui, prese dal nostro reciproco entusiasmo, ci siamo dimenticate almeno un selfie di ricordo, accidenti. Davanti a noi, due poltroncine in velluto vuote e una sedia per l’intervistatrice. Cambiano le luci in sala, tutti si apprestano al proprio posto, si comincia.

Clanlands New Zealand Edinburgh theather - webnauta.it

L’ingresso sul palco di Sam Heughan e Graham McTavish è trionfale, vestiti di tutto punto nei loro kilt con gli sporran fissati alla cintura, così come tante volte li ho osservati dallo streaming di eventi simili, compresi i diversi panel per le stagioni di Outlander.
Dovrei urlare impazzita, strapparmi i capelli, trattenere la tachicardia, perché le amiche questo si aspettano da me. E invece no, non succede. Affascinanti sono affascinanti, sia Sam che Graham, ognuno per la sua età, niente da dire. E infatti ascolto divertita le esclamazioni femminili molto colorite, le comprendo anche se in altra lingua. Statura possente, spalle larghe, muscoli guizzanti, mani grandi, pure i pollici sono interessanti, e cosa non farebbero a quelle ginocchia scoperte… Prendo appunti, potrebbero fornirmi ispirazione per qualche racconto romance. Ma quanto a me, sono più spaventata di non capire un accidente di quello che diranno in inglese, se cominciano a parlare veloci, inserendo idioms, phrasal verbs e slang. In ogni caso, non ci saranno extra burpees da fare, sono salva! 😛

Quando l’intervista comincia e studio i loro volti con l’aiuto dello zoom della fotocamera, mi rendo conto che qualcosa non va. La moderatrice non è molto sciolta nel condurre la conversazione, può succedere, ma noto qualcosa di strano sul viso di Sam. Sbatte gli occhi in continuazione, in alcuni momenti il suo sguardo sembra quasi assente, anche quando è puntato verso Graham che sta raccontando qualche spassoso aneddoto. Muove la testa a destra e a sinistra verso chi parla, è seduto proprio nel mezzo. Non rivolge però mai un’occhiata al pubblico, che per altro non può vedere per le forti luci di scena puntate addosso, ma di solito un attore è abituato a questa presenza scenica. Non sorride mai, non per davvero almeno, non quel sorriso largo e naturale, di quell’ingenuità fanciullesca quando è realmente divertito. Le sue espressioni sembrano tirate, forzate, stanche.
Dopo una breve pausa di dieci minuti, rientrano tutti sul palco per rispondere alle domande inviate dal pubblico. Adesso sembrano leggermente più rilassati, riesco a scattare un paio di immagini dove gli occhi di Sam sorridono sereni in direzione di Graham e verso il pubblico. Appare più disteso, poi però comincia a sfregarsi il ginocchio destro con la mano, un movimento nervoso proprio in concomitanza con alcuni quesiti strettamente personali. A cui alla fine non risponde affatto, sviando il discorso.

Clanlands New Zealand Edinburgh stage 1 - webnauta.it

Clanlands New Zealand Edinburgh stage 2 - webnauta.it

Clanlands New Zealand Sam Heughan Edinburgh - webnauta.it

Dal canto suo, Graham deve aver intuito la situazione. Con un’eleganza senza eguali, ha tenuto in piedi tutto lo spettacolo quella sera, sempre con la sua gioiosa autoironia, è stato veramente eccezionale. Purtroppo ho poche sue foto, sia perché ho cercato ossessivamente di catturare un sorriso spontaneo di Sam, sia perché dalla mia posizione la luce forte dei riflettori di scena abbagliava proprio la sua …fronte spaziosa. 😀
Devo ammettere che siamo uscite dal palazzo un po’ deluse e fortemente preoccupate. Tutte, nessuna esclusa, delle altre amiche sedute in platea nelle prime file hanno avuto la stessa percezione. Sam Heughan assolutamente sotto tono, appena più disteso nella seconda parte, Graham invece straordinario tutto il tempo. Con alcune ci saremmo trovate a Londra, per la seconda presentazione la sera successiva, e non sapevamo proprio cosa attenderci.

Curiosità per gli amici autori: i libri consegnati a questi eventi, compresi nel biglietto, hanno una sovracoperta speciale, non è la stessa con cui i volumi verranno venduti normalmente dopo nelle librerie. Sono firmati dagli autori in penna proprio sulla pagina del frontespizio, mentre altre edizioni vendute col bollino “Signed by the authors” in realtà sono firmate su un adesivo (chiamato “bookplate” in inglese, corrisponde al nostro “ex libris”) che poi viene incollato su una delle prime pagine, dipende dalla grandezza e dagli spazi bianchi. L’uso delle etichette per le firme si è intensificato durante la pandemia, quando non si potevano più organizzare eventi firmacopie.

Clanlands in New Zealand
Barbican Centre in London

Dopo un volo alquanto burrascoso, pieno di scossoni nonostante il cielo terso e l’assenza di vento (chi cavolo gli ha dato la patente a questo pilota?!), arriviamo a Londra, dove mi perdo ad osservare la complessità della linea metropolitana, la Tube più antica al mondo, inaugurata nel 1863. Non solo intricata quanto a estensione geografica, ma anche come profondità, raggiungendo quasi 70 metri sotto il suolo. Eccezionale, per un claustrofobico come me! 😀
Stavolta la presentazione si sarebbe tenuta al Barbican Centre, il più grande centro teatrale d’Europa, all’interno del complesso residenziale Barbican Estate, a nord della City. Questo edificio polifunzionale contiene un enorme teatro con pannelli di legno e un’acustica eccezionale, diverse gallerie d’arte e sale cinematografiche, una biblioteca pubblica, tre ristoranti e parecchi bar. Ospita anche la London Symphony Orchestra e la BBC Symphony Orchestra.

Dopo la serata di ieri, il morale è un po’ bassino. Per fortuna non siamo solo qui per lo spettacolo, ma anche per incontrare le amicizie più lontane. Ci attendono infatti altre amiche e peaker francesi per un aperitivo al Martini Bar (quando sono all’estero mi accorgo che l’Italiano viene spesso associato alla convivialità, dai gelati alle bollicine la qualità viene evocata dalle nostre parole! 😉 )
Siamo molto più tranquille perché non dobbiamo più affannarci per metterci in coda, si entra direttamente nel teatro presentando il biglietto, cercando la propria fila per lettera e il proprio posto numerato sulla poltrona. Del resto è talmente enorme che sarebbe stato impossibile gestire gli ingressi senza un’organizzazione precisa.
Siccome siamo comunque le solite raccomandate, sediamo in terza fila, posti centralissimi, visuale eccellente.
Non vi preoccupate, erano ben vestiti sotto il kilt… 😛

Clanlands New Zealand Barbican 2023 - webnauta.it

Non mi aspettavo molto dall’evento, ero un po’ rassegnata. Ma quando la moderatrice è entrata sul palco, mi è apparsa molto carica, voce forte e sicura. Al loro ingresso anche Sam Heughan e Graham McTavish sembravano due persone completamente differenti: saluti entusiastici verso il pubblico, sia in platea che alle gallerie, sguardi aperti e sorridenti. Non è bastata nemmeno l’introduzione che sono cominciate le loro solite amichevoli scaramucce, quelle a cui ci hanno abituato in questi anni. Era un vero piacere osservarli e ascoltarli, era impossibile trattenere le risate. Non hanno raccontato qualcosa di più della serata precedente in merito al libro, ma diversi momenti sono stati riferiti in maniera completamente differente, con maggior enfasi da parte di Graham e miglior interazione di Sam.

Clanlands New Zealand London stage 1 - webnauta.it

Clanlands New Zealand London stage 2 - webnauta.it

Clanlands New Zealand stage London Barbican - webnauta.it

Questa è stata una serata grandiosa! Ha valso tutto il viaggio e, dopo le cattive sensazioni di domenica, ci ha lasciato un ricordo prezioso.
Le foto mostrano chiaramente sia i volti raggianti di Sam e Graham, ma pure l’ilarità senza freno della moderatrice, quando rovesciava la testa all’indietro. Si stavano divertendo davvero, e noi del pubblico eravamo alle lacrime. Si sono talmente lasciati andare alle chiacchiere, e alle battutacce, da finire oltre l’orario della chiusura dello spettacolo. La seconda parte, in realtà senza pause, di risposta alle domande inviate dal pubblico è stata la migliore, decisamente spassosa.
Potete vedere qui sotto, in questo spezzone, quanto erano rilassati, entusiasti e divertenti, senza alcun affanno. Una vera gioia assistervi. 🙂

La mia prima passeggiata per Londra

Anche per questa seconda tappa del viaggio, non abbiamo avuto tanto tempo da dedicare alla città. Abbiamo scelto un hotel tra Piccadilly Circus e Covent Garden, i due centri facilmente raggiungibili a piedi, ma comunque comodo alla metropolitana per gli altri spostamenti. Però anziché correre avanti e indietro nei classici luoghi da cartolina di Londra, come Buckingham Palace, il Big Ben, il ponte di Westminster, il London Eye o i Kensington Gardens, abbiamo preferito inoltrarci per una passeggiata libera nei dintorni, senza fretta e senza ansie. Mi organizzerò in futuro per un altro viaggio nella City, più turistico.

Tanto per cominciare bene, girato l’angolo ci troviamo davanti al Palace Theatre dove è in scena lo spettacolo “Harry Potter and the Cursed Child”. Nella stessa zona sono molti i negozi a tema magia, come Wizard and Wonders oppure House of Spells con le vetrine piene di meraviglie, pure uno Snaso, il mio “animale fantastico” preferito!
In pochi passi abbiamo raggiunto Soho, che ospita anche la Chinatown di Londra, con i suoi caratteristici viali di lanterne rosse appese tra i palazzi. Qui ho mangiato una zuppa di noodle, bollente e squisita, con verdure, gamberetti e tempura a parte, al ristorante giapponese Misato Ve lo consiglio davvero, è piuttosto piccolino da fuori, rischiate di non notarlo, ma vale la pena fermarsi.

Allunghiamo verso Piccadilly Circus, con la statua del Cupido che vi guarda dall’alto, al centro della fontana (ahimè chiusa per manutenzione) e gli enormi schermi pubblicitari nel famoso angolo ripreso in ogni pellicola cinematografica che si rispetti. Stranissimo trovarsi lì, dal vivo.
Percorriamo anche Regent Street, una delle vie più lussuose mi dicono, piena di negozi di alta marca e con le luminarie natalizie già accese. Subito dopo attraversiamo Carnaby Street: da adolescente questo nome era sinonimo di musica, dai vinili in edizione speciale ai locali con rock dal vivo, ma adesso è diventato un quartiere commerciale, silenzioso, pochi passanti tra vetrine di calzature, abbigliamento, cosmetica. Un vero peccato.

London city 1 - webnauta.it

Girovaghiamo in qua e in là, tanto che non saprei tracciarvi il percorso sulla mappa, oltre alle linee metropolitane. Usciamo dalla stazione di Covent Garden, che in questo periodo è un luogo bellissimo dove perdersi. Subito a destra scrutiamo il tetto vetrato del celebre mercato coperto, tre piani di negozi, ristoranti e spettacoli, già completamente addobbato per le festività natalizie. Al suo interno, sotto le grandi arcate centrali, troviamo diversi banchetti di artigianato locale, prodotti di maglieria, stampe e dipinti, bigiotteria fatta a mano, pure oggetti creati ridando vita alla vecchia posateria, alquanto curiosi.
Un vero peccato avere solo il bagaglio a mano in aereo e la valigia già piena zeppa di libri!

Poco più a Nord, nascosta ad occhi indiscreti, mi mostrano la piccola piazzetta di Neal’s Yard, con gli infissi colorati sui muri di mattoni, con tante piante alle finestra. Un piccolo angolo che colpisce sempre i turisti ed è infatti uno dei luoghi più “instagrammati” del quartiere.
In una piccola viuzza laterale di Charing Cross, mi sono invece persa a curiosare le vetrine di Alice Through The Looking Glass e gli altri negozi di libri, tra edizioni contemporanee o stampe antiche. Non la troveresti mai quella via, se non per caso, ed è proprio questo a renderla così preziosa.

Tra i mille scatti del mio soggiorno spunta anche una statua di Batman, a grandezza naturale. Ci osserva dall’alto del cinema Odeon di Leicester Square. Sembra talmente vero che resto lì a fissarlo per qualche minuto, sperando si muova!
In un altro palazzo più avanti si può vedere Wonder Woman, in versione Marvel, uscire con un balzo dalla parete, mentre nel piccolo parco della piazza sono ospitate le statue bronzee di Indiana Jones, Harry Potter e Mary Poppins, con l’ombrellino e la sua capiente borsa.
E poi non potevo non fotografarmi con le Barbie giganti in vetrina! Stavano aspettando proprio me! 😀

London city 2 - webnauta.it

E adesso quando tornerò?!

Rientrare a casa è stato ancora più faticoso stavolta. Al termine dei quattro giorni, eravamo alquanto esauste, tanto da sbagliare linea metro due volte, per raggiungere l’aeroporto di partenza. Fortuna che, ravvisando il sopraggiungere della stanchezza, ci siamo mosse con largo anticipo. Il volo verso Milano è andato molto bene, nonostante la il decollo accelerato da Gran Premio F1. A un certo punto ci era preso pure un momento di “stupideria”, non riuscivamo più a trattenere battute e risate, alle lacrime.
Eravamo sfinite fisicamente, ma soprattutto c’era la felicità di un’avventura riuscita perfettamente. In ogni dettaglio.

Clanlands New Zealand friends - webnauta.it

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Comments (23)

Odile

Nov 22, 2023 at 6:55 PM Reply

Grazie !!! Leggerti è come ci ero ! Fortunatamente, ci sei stata 2 serate !!! Ci vediamo spesso !

Barbara Businaro

Nov 22, 2023 at 7:17 PM Reply

Sono contenta di averti portato con me Odile! Chissà che al prossimo viaggio in Scozia possiamo davvero essere insieme! 🙂

Daniela Bino

Nov 22, 2023 at 10:57 PM Reply

Che scatti meravigliosi! E con le tue descrizioni così precise e coinvolgenti, mi sembra quasi di essere stata anch’io seduta alla presentazione di un libro che sembra essere molto interessante.
In Inghilterra sono stata benissimo, malgrado il superlavoro. Ma un viaggio in Scozia me lo ero promessa… solo che la vita mi ha riservato altro, per ora! Attenti, scozzesi, che, dopo questo racconto, arriverò prima o poi pure io!

Barbara Businaro

Nov 24, 2023 at 3:51 PM Reply

I libri del progetto Clanlands li sto usando per leggere direttamente in lingua inglese. Il primo libro, con la descrizione di tutte le battaglie dei clan scozzesi, è davvero interessante, oltre che difficile (ogni tanto cedevo al dizionario online). L’Almanacco l’ho letto lo scorso anno, mese per mese, e lì ci sono molte tradizioni che persistono ancora oggi nella loro quotidianità. Adesso sono curiosa di cominciare questo sulla Nuova Zelanda, altra terra affascinante.
La Scozia per certi versi è più vicina di Londra. Se riesci a trovare il volo diretto giusto, Edimburgo è molto più vivibile di Londra, a mio parere. Senza contare tutte le altre meraviglie disseminate fuori città, fin su nelle Highlands. 😉

Brunilde

Nov 23, 2023 at 11:51 AM Reply

Aspettavo il tuo reportage! La sciarpa scozzese fucsia in abbinamento al rossetto e al sorriso raggiante dicono tutto, e tre voli in quattro giorni non sono niente , se ne vale la pena. Personalmente, quello che mi rende più felice in assoluto é andare in giro e stare con gli amici. Tu sei riuscita a unire entrambe le cose collegando il tutto alla partecipazione di eventi interessanti. Praticamente il massimo!
Sono felice per te, la tua avventura mi invoglia a fare programmi analoghi…ti terrò informata!

Barbara Businaro

Nov 24, 2023 at 3:51 PM Reply

Ci ho messo un po’ a scrivere tutto, perché sai, il “mal di Scozia” ogni volta colpisce sempre più forte. Rivedere le foto e rivivere le emozioni con le parole, mi ha fatto consumare qualche fazzoletto.
Ecco, non avevo notato di avere il rossetto abbinato alla sciarpa, ma pensa te! In realtà avevo scelto la sciarpa per abbinarla al cappello, acquistato al primo viaggio, stesso negozio per altro!
Sui tuoi programmi di viaggio… ricordati che qui c’è Emme che vuole conoscerti. Ma potrei anche pensare ad una gita per vedere Bologna con i mercatini di Natale. E magari convinco pure Sandra! 😉

Sandra

Nov 23, 2023 at 5:28 PM Reply

La mitica Sandra (grazie) e Orso marito sono stati felici di averti e di accompagnarti.
Anche se conoscevo già un po’ tutto, eh sì che io e Barbara poi ci siamo riviste al ritorno, mi sono gustata questo post con tante belle foto così evocative di un viaggio magico.
Londra sotto Natale è stata uno dei miei primissimi viaggi, vidi addirittura addobbata una gru in Trafalgar Square.
L’amicizia è bella quando va oltre, o meglio, l’amicizia deve andare oltre, altrimenti va benissimo eh ma magari sono solo conoscenti, parola che non si usa più ma che dovrebbe connotare più realisticamente molte relazioni.
Quindi W la Scozia, W MPC, W NOI!

Barbara Businaro

Nov 24, 2023 at 3:54 PM Reply

Chissà che non diventi davvero una tradizione quella di ritrovarci in stazione dei treni a Milano quando sono di ritorno dalla Scozia, prima di rientrare a Padova! Tu sei quella che raccoglie le mie stelline negli occhi più brillanti! 😀
Ecco, devo segnarmi anche Trafalgar Square da vedere, nel viaggio turistico. Devo trovare una guida cartacea di Londra (di solito le Mondadori DK, con quei bellissimi disegni dei palazzi storici) e cominciare a studiare per bene.
In tutti i viaggi fatti finora verso la Scozia, l’amicizia e il sostegno sono sempre stati fortissimi, del resto sono valori fondanti del My Peak Challenge, non potrebbe essere altrimenti. Poi vabbè, capita che le distanze qui in Italia e la quotidianità portino qualcuno ad allontanarsi, talvolta anche ad uscire dalla community perché, in qualche modo, il percorso e il “My Peak” sono cambiati. Un po’ dispiace, ma almeno sappiamo di aver avuto un impatto positivo sulle vite altrui.

Grazia Gironella

Nov 23, 2023 at 5:45 PM Reply

Che racconto! Non dico che ti invidio, perché già lo sai. In qualche modo la situazione in famiglia, che fino a pochi anni fa era del genere “quando torniamo in Scozia?”, adesso suona più come un “chissà se riusciremo a tornare in Scozia!”. E’ un cambiamento che mi piace poco, tanto più che ho le Ebridi e Skye in mente. A Skye in realtà sono stata due volte, ma c’era sempre uno strato di nebbia basso e fittissimo, che ci faceva aggirare come fantasmi alla cieca. Belle le foto, in particolare l’ultima sprizza armonia. Ma quanto vale la compagnia di persone okay?

Barbara Businaro

Nov 24, 2023 at 3:56 PM Reply

La compagnia delle persone a noi affini vale tutto il viaggio, direi, no? 🙂
Capisco molto bene il tuo discorso Grazia. Primo perché all’inizio, a giugno, quando si è prospettato il viaggio, ero molto insicura di accettare la proposta. Speravo ancora, da irriducibile ottimista, di avere una data per il Gala MPC per fine settembre, metà ottobre. Poi dovevo incastrare diversamente le ferie con vicino il nostro ponte dei Santi. Non ultimo, in realtà primo, mi disturbavano parecchio tre voli, uno in più di quelli che comunque mi toccano per arrivare in Scozia. Ma se non vado, è un’occasione persa. E ricordo bene proprio le parole della nostra Sandra: “La vita non ci mette un cavolo a farti sgambetti, bisogna approfittare per essere felici quando ci sono le opportunità e questa lo è.” Gli sgambetti li conosco anch’io, e ho accettato.
Secondo, lo sgambetto è arrivato ad agosto, e da lì anche per noi era “chissà se riusciremo a tornare in Scozia!” 
Nei miei sogni ci sono la West Highland Way da fare a piedi in 8 giorni, zaino in spalla e diversi ostelli, ma anche un viaggio in auto (anche se guidano dalla parte sbagliata!! 😛 ) su nelle Highlands, tra castelli e distillerie, e tutti i selfie possibili con le hairy coo!
Prima o poi…

Grazia Gironella

Nov 24, 2023 at 4:39 PM Reply

Cavoli, la West Highland Way… ma qui colpisci duro! Fare alcune trails nel Regno Unito è il mio Sogno Principe. In cammino con lo zaino in spalla, vedendo i piedi che avanzano uno davanti all’altro… non so, per me è ipnotico e magico insieme. Auguri di cuore, a te e anche a me. 🙂

Grazia Gironella

Nov 24, 2023 at 4:46 PM Reply

(Mi sono comprata il primo Clanlands… lo avevo rimandato, ma a sentirlo nominare, sai com’è…)

Barbara Businaro

Nov 24, 2023 at 7:59 PM

Ti innamorerai ancora di più della Scozia… e vedrai quante volte è citata l’Italia! 😀
Io devo procurarmi gli audiobook, l’insegnante di Inglese mi ha detto che devo aumentare le ore di ascolto. Quindi questi Clanlands, ho ancora da leggere pure Waypoints: My Scottish Journey, autobiografia di Sam Heughan. E poi mi devo procurare l’audiobook in inglese di Harry Potter and the Philosopher’s Stone, letto da Stephen Fry, ho letto l’estratto gratuito e Fry è grandioso!

Barbara Businaro

Nov 24, 2023 at 7:52 PM Reply

Per me sarebbe una bella sfida, non mi preoccupa la camminata, quanto lo zaino sulle spalle (anche se non ho ben presente cosa ci si porti dietro e quanto può pesare). Vedo continuamente nella community MPC diverse peakers che fanno quel percorso, con i video dove il vento batte forte in alcuni punti, come pure la pioggia, anche se dipende dal periodo scelto. Però i panorami sono impagabili. Qualcuno lo fa in solitaria, ecco, quello non riuscirei. Preferisco essere in compagnia, e non solo per questioni di sicurezza.
Chissà Grazia… sarebbe pure bello farla insieme. Mettiamola lì nel cassetto dei sogni, ma vicina vicina all’apertura. 😉

Grazia Gironella

Nov 24, 2023 at 8:32 PM

Chissà! 😀

Giulia Mancini

Nov 24, 2023 at 9:26 AM Reply

Che bel racconto, mi hai fatto venir voglia di visitare la Scozia e di tornare a Londra (entrambe le ipotesi molto difficili ma mai dire mai), si sente tutto il tuo entusiasmo e hai fatto davvero bene a organizzare, è bello anche che i problemi di salute della tua amica lo abbiano permesso (e spero siano in risoluzione ). Grande cosa la sorellanza.

Barbara Businaro

Nov 24, 2023 at 3:56 PM Reply

Mai dire mai! Un assaggio di Edimburgo in un weekend allungato, cinque giorni coi voli compresi, che per te da Bologna sono pure diretti, vale la pena! 😉
Incrociando le dita, il percorso di guarigione della mia amica sta andando bene. E nel suo caso la sorellanza è ancora più importante.

Darius Tred

Nov 24, 2023 at 11:27 PM Reply

…ma quindi non ti sei fermata da Olivander a prendere la bacchetta?

Barbara Businaro

Nov 25, 2023 at 4:03 PM Reply

No, mi hanno mandato una strillettera dall’Italia per avvisarmi che avevo già speso troppo sulla carta di credito. E la Gringott era pure chiusa! 😛

Paola Sposito

Nov 30, 2023 at 12:00 PM Reply

Buongiorno. Grazie Barbara per questo bellissimo reportage di viaggio, colorato e dettagliato, che ha dato anche a me la sensazione di essere lì a visitare i luoghi magici della Scozia. Grazie anche per avermi fatto conoscere questo progetto di divulgazione delle tradizioni e della cultura scozzese portato avanti da Sam Heughan e Graham McTavish che conoscevo già come attori. Sono andata a curiosare tra i video promozionali dei libri e li ho trovati molto divertenti, oltre che fantastici per i luoghi e le esperienze che raccontano. E comunque anche la sola prestanza fisica dei due attori sarebbe stata un ottimo motivo per volare in Scozia, direi!

Barbara Businaro

Dic 01, 2023 at 4:18 PM Reply

Felice di averti portato in viaggio con me, almeno in questa pagina. 🙂
Sì, loro sono divertenti nelle loro continue sfide e scaramucce, dalle quali però traspare una buona amicizia. Ad ogni episodio di Men in Kilts, con uno spericolato Sam Heughan che trascina Graham McTavish in situazioni assurde, io mi schiero spesso dalla parte di Graham, abbiamo la stessa predilezione per il “latte” (il nostro cappuccino) e il medesimo terrore per le altezze (vedi la discesa su corda del Kilt Rock, non ci riuscirei mai!) Però ogni tanto anch’io ho il guizzo avventuroso di Sam, perché se non ci provi, se non vai oltre i tuoi limiti, poi non hai nemmeno belle storie da ricordare. Questo l’ho imparato proprio in My Peak Challenge e il merito alla fine è tutto di Sam Heughan.

Luz

Dic 13, 2023 at 7:04 PM Reply

Mi sono gustata questo lungo racconto immaginandoti fra quelle meraviglie.
Non saprei dire perché la prima serata lui sia stato strano, basta magari una discussione dietro le quinte, chissà.
Bene per la seconda, per la gioia di tutte le migliaia di fan.
Ti si legge la gioia nello sguardo, bellissimo. 🙂

Barbara Businaro

Dic 13, 2023 at 8:26 PM Reply

Un’amica mi ha detto di recente: “Quando parli della Scozia, ti si accendono gli occhi in una maniera incredibile!” Un collega invece, appena rientrata al lavoro, mi da: “Sembri addirittura più giovane!” Probabilmente a conferma che è una terra magica, dove mi ci sento veramente a mio agio. Parlo un po’ meno di Londra, è vero, ma devo scoprirla meglio. Mi sono presa la guida turistica Mondadori-DK e me la sono sfogliata per bene, riempiendola di post-it nei punti che vorrò vedere al prossimo viaggio. 🙂
Però il mio cuore resta a Edimburgo! ❤

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