Non sai cosa scrivere? Dal Libro delle risposte all'Oracolo manuale per scrittrici e scrittori

Non sai cosa scrivere?
Gioca a carte o chiedi all’oracolo!

Avevo già scritto tempo fa sul blocco dello scrittore, citando le parole di Rosa Montero sul suo saggio La pazza di casa (così Santa Teresa d’Avila definiva la fantasia) e proponendo degli strumenti inconsueti per combattere il suddetto blocco, dal sapone per sciogliere i dubbi al cuscino per concentrare le idee.

Però ho poi capito che esistono varie tipologie di blocco delle scrittore, alcune facilmente individuabili, altre più subdole e nascoste: c’è appunto la paura di non rendere al meglio sulla carta il romanzo che abbiamo bellissimo e perfetto nella mente, come spiega Rosa Montero; a volte l’arresto è sulla trama, sia che ci appaia troppo nebulosa per riuscire a concludere la storia o, al contrario, troppo ingarbugliata per noi stessi autori, figuriamoci cosa diventerebbe per i lettori; in altre occasioni è la singola scena a non uscire dalla nostra penna, per un dettaglio mancante, un personaggio incoerente, un dialogo zoppicante; se invece siamo dei pantser (non sapete di cosa parlo? Leggete qui: Plotter, pantser …o plotser?), abbiamo riempito la scrivania di appunti, c’è praticamente tutto il manoscritto, ma non sappiamo mettere in ordine i capitoli per farne un romanzo vero e proprio.

In ogni caso, quel di cui abbiamo bisogno è di un cambio di prospettiva che ci aiuti a vedere il problema in maniera differente, a smettere di ragionarci sempre allo stesso modo e trovare soluzioni alternative, lontane dal nostro ordinario.
E se lasciassimo decidere al destino? Di più, potremmo chiedere aiuto direttamente all’Oracolo, nelle varie sue forme terrene!

Nel corso dei secoli, le varie civiltà hanno sempre fatto ricorso alla consultazione di un essere superiore che li potesse guidare, dalle divinità alle stelle (quando non coincidevano), dai libri sacri agli spiriti dei morti, dal lancio di oggetti all’interpretazione della natura. Per superare il blocco dello scrittore (che colpisce tutti, prima o poi), nell’era moderna si sono studiati metodi più semplici.
Nella foto sopra potete vedere quelli che consulto io al bisogno, essendo comparsi per caso (ma chi crede al caso adesso?) nella mia vita e finiti custoditi nella mia libreria.
Ma se preferite giocare a carte, ci sono dei mazzi che sono stati studiati appositamente per scuotere le idee. Provare per credere!

 

Pesca una carta!

Pensiamo alle carte Probabilità e Imprevisti del famoso gioco da tavolo Monopoli, qual è la loro funzione? Servono a dare una scossa all’andamento del gioco, a ribaltare la situazione patrimoniale dei concorrenti in gara, fornendo opportunità da cogliere oppure ostacoli da superare. Senza quelle carte, la partita rischia di diventare noiosa.
Allo stesso modo un suggerimento casuale può dare una scossa alla nostra scrittura.

Oblique Strategies

Uno dei primi mazzi di carte per la creatività, nonché il più conosciuto, è quello delle Oblique Strategies (trad. Strategie oblique) del musicista Brian Eno e del suo amico pittore Peter Schmidt. Entrambi stavano scrivendo i metodi che li aiutavano ad uscire da un blocco creativo, in sala di registrazione o di fronte alla tela, per poterli riutilizzare nel futuro. Decisero di mettere insieme le proprie esperienze in un unico strumento, con indicazioni a volte criptiche (“If a thing can be said, it can be said simply”, trad. Se si può dire una cosa, si può dire semplicemente) e altre piuttosto dirette (“Think of the radio”, trad. Pensa alla radio, significativo per un compositore).
Nonostante la loro origine musicale, sono cambiate nelle varie edizioni, alcune carte sono state omesse, altre nuove strategie aggiunte, così che nella versione finale, del 1980, possono essere impiegate anche nelle altre attività artistiche.

Oblique strategies di Brian Eno
Potete acquistare l’ultima edizione, un cofanetto nero con delle carte stampate in bianco, sul sito ufficiale di Brian Eno acquistarle: Eno Shop Oblique Strategies
Se però volete curiosare prima, potete consultarle gratuitamente online in molti siti, questo uno dei migliori: oblique strategies
Con un click, ricevete la vostra carta obliqua casuale.

Fabula

Le carte di Fabula nascono da un’idea di Andrea Binasco e Matteo di Pascale (si, Fabula è made in Italy!), che su Kickstarter description ad ottobre 2016 hanno ottenuto più del finanziamento iniziale richiesto per il progetto.
Fabula è un mazzo di 40 carte che aiuta ad analizzare, organizzare e costruire le storie (o scombinarle se siamo alla ricerca di nuove idee). All’interno troviamo infatti 11 carte blu Risorse, ovvero gli ingredienti principali della storia, 18 carte arancioni che seguono lo Sviluppo dell’Eroe, la traccia più utilizzata nelle storie contemporanee, e 11 carte nere Intreccio, che seguono la struttura in tre atti. Il concetto è di disporre le carte su un muro libero, un pavimento, una scrivania e iniziare a comporre la vostra storia inserendo i vostri appunti sotto ogni carta, ma nulla vieta di estrarre una carta casuale dal mazzo e ragionare su ciò che essa propone.

Il video è in inglese, ma le carte sono disponibili anche in lingua italiana, le potete acquistare sul sito ufficiale: Fabula deck
Degli stessi autori potete anche acquistare Intuiti, con carte che aiutano a sviluppare la generazione di idee, e Cicero, una struttura per il public speaking, per costruire e scrivere discorsi in maniera efficace.
Posseggo la versione digitale stampabile di Fabula, ma non ho ancora trovato una parete libera di casa dove potermi sbizzarrire…

Writer Emergency Pack

Il Writer Emergency Pack è un altro progetto nato su Kickstarter, concepito però da chi conosce bene le difficoltà della scrittura: John August è uno sceneggiatore statunitense che ha lavorato con Tim Burton sui copioni dei film Big Fish – Le storie di una vita incredibile, La sposa cadavere, La fabbrica di cioccolato, Dark Shadows e Frankenweenie. Tutti film che adoro, tra l’altro.
Writer Emergency Pack contiene 26 carte illustrate, ognuna con un’idea diversa per sbloccare la scrittura. A differenza degli altri mazzi, questo è specificamente studiato per le persone che scrivono fiction, dai romanzi alle sceneggiature, dalle poesie alle opere teatrali, concentrandosi su storia, personaggio e conflitto. Per ogni carta Idea illustrata, c’è un’altra carta Dettaglio abbinata, con suggerimenti più specifici e, sul retro, dei consigli pratici da provare.

Non sai cosa scrivere? Writer Emergency pack
L’unico difetto è che sono solo in lingua inglese, speriamo che a breve qualcuno pensi ad una traduzione in italiano.
Le potete acquistare su Amazon o direttamente sul sito ufficiale: writeremergency.com

Se pensate che consultare un mazzo di carte per scrivere sia un metodo stupido, ricordate che c’è anche chi ha usato i tarocchi classici per lasciarsi ispirare una storia: Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino è stato composto usando come spunto narrativo un mazzo di Tarocchi di Marsiglia, nelle combinazioni ove era possibile intravvedere una storia di senso.
L’ispirazione può giungere in infiniti modi. 😉

Apri un libro casualmente

Invece di pescare una carta, possiamo anche aprire un libro in una pagina a caso, come facevano i professori per decidere chi interrogare dall’elenco alfabetico dei presenti.
L’unica differenza è che mentre per le carte l’estrazione dal mazzo, ben rimescolato, è davvero casuale, per un libro cartaceo non è proprio così: l’apertura è pilotata dalla nostra mente che sceglie prima se aprirlo alle prime pagine, in mezzo o alla fine (se aprite sempre a metà, state già escludendo alcuni risultati) e poi dalla costa del libro, che farà aprire naturalmente in una posizione piuttosto che in un’altra per come è stato trattato l’oggetto fino ad allora.
Meglio lanciare due dadi e lasciar decidere a loro il numero di pagina giusto. 🙂

Libro delle risposte

Il Libro delle risposte di Carol Bolt è la versione dietetica dei biscotti della fortuna. Basta pensare intensamente ad una domanda, accarezzare il profilo delle pagine e aprirlo a caso: troveremo la risposta al nostro quesito. Nato come gioco divertente da fare in compagnia, questo libricino è diventato un bestseller senza tempo. Ovviamente le sue risposte si adattano a parecchie situazioni, scrittura compresa.
Questo è quello che mi risponde oggi: Cerca sempre di migliorare. Beh, sai che novità! 😀

Libro delle Risposte di Carol Bolt

Manuale del guerriero della luce

Ammetto che il Manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho non è nato per questo scopo, però questa raccolta di riflessioni filosofiche ben si adatta allo scopo. Lo considero una sorta di Libro delle risposte evoluto.
Si tratta di una raccolta di testi brevi di Paulo Coelho, che furono pubblicati tra il 1993 e il 1996 in alcuni riviste e giornali brasiliani, dove si spiega la figura del Guerriero della luce, qualcosa che vive in ognuno di noi e che dobbiamo risvegliare per raggiungere la felicità attraverso un lungo e insidioso cammino. I consigli delle sue pagine però funzionano molto bene per chiunque voglia raggiungere un obiettivo particolare, incluso portare a termine una stesura di un romanzo.
L’ho aperto a caso e cosa dice? Risponde alla domanda di alcuni amici, che mi chiedono perché perdo tanto tempo con un blog di scrittura creativa… 😉

Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho

I Ching, il libro dei Mutamenti

Ho conosciuto l’I Ching per la prima volta dal 2° Manuale delle Giovani Marmotte degli anni ’80 (e poi i grandi mi dicevano che i fumetti sono solo una perdita di tempo!)
Il Libro dei Mutamenti o I Ching è un antico classico cinese, sopravvissuto alla distruzione delle biblioteche e considerato dallo stesso Confucio un libro di saggezza. Viene ancora oggi utilizzato come strumento di divinazione in tutto il mondo.
In origine il responso veniva ricavato dalla manipolazione di steli di millefoglie, rituale complesso e laborioso. Oggi si preferisce il lancio di tre monete uguali, decidendo a priori quale faccia funge da testa (Yang) e l’altra da croce (Yin). Vengono eseguiti sei lanci consecutivi delle tre monete in contemporanea. La somma dei loro valori determina il risultato del lancio, che costruisce l’esagramma del responso partendo dal basso verso l’alto.
Al termine, si consulta il libro, dove per ogni esagramma viene spiegato il suo significato e alcune interpretazioni moderne. Quella che vedete in foto è una stampa particolare dell’edizione Adelphi dell’I Ching a cura di Wilhelm, con la traduzione italiana di Veneziani e Ferrara.
Ho provato oggi a lanciare le mie tre monete, ed ecco il risultato.

I Ching o Il libro dei Mutamenti

In questo sito potete leggere il simbolismo degli esagrammi: Cosa sono i Ching
Sto ancora leggendo il responso dal mio libro, perché mi sono capitate due linee mobili (e quindi quattro probabili esagrammi): descrive alquanto bene la mia situazione attuale, nulla di nuovo, però intravvedo una via d’uscita.

Oracolo manuale per scrittrici e scrittori

Di recente pubblicazione, l’Oracolo manuale per scrittrici e scrittori di Giulio Mozzi vorrebbe semplificarci la vita, fornendo un “metodo rapido ed efficace per la risoluzione di ogni problema narrativo e di scrittura particolarmente adatto ai principianti ma non privo di utilità anche per gli esperti”.
Non è vero. L’unica cosa semplice è che è scritto in italiano, ma questo Oracolo funziona talmente bene che ogni suggerimento rischia di aprire infiniti mondi, e modi, sui nostri testi. Non è un libro del cactus, ma un libro pieno di cactus, perché scrivere è da sempre una questione spinosa. 😀
E’ possibile consultarlo casualmente, ogni pagina vive da sé, ma io ho preferito dargli una prima lettura “normale”. Come potete vedere l’ho riempito di foglietti adesivi nei punti che ho sentito importanti per me (quelli fucsia sono le mie pietre miliari). Una pagina in particolare mi ha dato subito un’idea folgorante per un pezzo di trama ancora immerso nella nebbia.

 

Oracolo manuale per scrittrici e scrittori di Giulio Mozzi

Oracolo manuale per scrittrici e scrittori di Giulio Mozzi - una pagina

Giulio Mozzi, dal suo blog Vibrisse, aveva inoltre indetto un gioco: riflettere sui nostri comportamenti di scrittura, sulle pratiche che utilizziamo durante la stesura o la rilettura, insomma quei pensieri che ci aiutano a sbrogliare la matassa, e provare a scrivere un supplemento al suo Oracolo. Le ultime pagine del libro infatti sono libere, pronte per essere riempite.
Durante la lettura (e la scrittura e/o revisione) nei vari anni mi sono appuntata queste (più mentalmente, che sulla carta). Poi a rileggerle mi sembrano ovvie, scontate, e magari ripetizioni di altre già lette dentro l’Oracolo. Ve le riporto qui, metti mai che a qualcuno possano comunque servire!

Chiudi il cerchio.
E se non vedi il cerchio, prova a smussare gli angoli del quadrato.
O del rettangolo. O del trapezio.

Sia che tu stia usando la struttura narrativa in tre atti di Syd Field o il viaggio dell’eroe di Vogler, al termine della storia il protagonista supera (o fallisce?) gli ostacoli sul suo cammino, raggiungendo un nuovo punto di equilibrio e la consapevolezza delle proprie capacità (o mancanze). In quel momento si chiude il cerchio della trama. Anche quando decidi per un finale aperto, con un’ultima scelta da compiere che rimarrà al lettore.

Prendi il cattivo e difendilo.
Prendi il buono e accusalo.

Ogni cattivo ha delle motivazioni, più o meno nascoste, per i propri atti, qualcosa che l’ha condotto nella via del male.
Ed ogni buono non è mai completamente innocente, senza macchia, senza qualche segreto nel suo passato, o nel suo presente.
Lavora per trovare ciò che le pagine ancora non ti dicono.

Se pensi che sia troppo semplice,
lo stai sottovalutando.

Il detto vuole che qualcosa può essere facile “come bere un bicchiere d’acqua”.
Beh, si può soffocare anche bevendo un bicchiere d’acqua che va di traverso.
Perciò se quella scena o porzione di trama ti appare facile, forse stai rischiando di soffocare.
Rivedila, complicala, dividila in piccoli sorsi.

Ho anche disegnato un cactus a corredo, ispirata dai divertenti disegni di Lise & Talami all’interno del libro. 😀

Oracolo manuale per scrittrici e scrittori - il mio cactus

Cerca l’indizio intorno a te!

Tutto questo alla fine ci riconduce alla teoria dei Sei cappelli per pensare di Edward De Bono: ogni volta che pescate una carta o una pagina, state cercando di cambiare cappello, ovvero la modalità con cui affrontare la questione. Ne avevo scritto qui: Sei cappelli per pensare (e scrivere)
Al contempo siete in attesa di un prompt, una traccia che vi stimoli a continuare a scrivere. Avevo già scritto anche delle matrici di prompt casuali e della loro utilità per produrre nuove idee: Che cosa sono le Matrici di prompt 
Potreste anche aprire il vocabolario e scegliere una parola a caso e ragionare su di essa. Perché uno scrittore bloccato è alla ricerca di un indizio qualsiasi che lo obblighi a cambiare schema, a cercare nuove strabilianti soluzioni.
Che siano carte, dadi, monete, pagine, biscotti o cioccolatini con i messaggi, qualsiasi cosa vi aiuti a scrivere, tenetevela stretta!

Vi lascio con un esempio di scrittore bloccato alla ricerca di nuovi… input! 😀

Comments (22)

Giulia Mancini

Lug 28, 2019 at 9:25 AM

Il libro di Paolo Coelho mi sembra un valido suggerimento, ho letto parecchio di questo autore e conosco la sua filosofia di vita che, in parte, condivido. Sulla scrittura per quello che ho imparato nella mia esperienza è che spesso bisogna mettersi davanti al computer e provare a scrivere, certo bisogna trovarsi anche nello spirito giusto, avere quella spinta interiore che ti porta verso una storia. Io ho vissuto alcuni mesi di vuoto in cui ho deciso di fare altro nel mio tempo libero, poi mi è tornata voglia di scrivere e ho finito una storia rimasta ferma per due anni. Il passo più faticoso è stato proprio quello di tornare davanti al computer, però una volta ripreso ho completato la storia. Altro suggerimento è leggere, se non hai voglia di scrivere puoi leggere, magari qualcosa che desideravi leggere da tanto tempo e che hai lasciato indietro. Di solito dopo aver letto un buon libro mi torna la voglia di scrivere…

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Barbara Businaro

Lug 28, 2019 at 10:56 PM

Quello che descrivi come “mesi di vuoto” sembra proprio il tipo di blocco espresso da Rosa Montero: le idee ci sono, ne è riprova che appena ti è tornata la voglia di scrivere hai completato una storia già iniziata tempo prima. Oppure quella storia era ferma in un punto cruciale, una scena precisa, un punto della trama, per cui eri in attesa di elaborare una soluzione?
Leggere è sempre e comunque un ottima idea! 😉

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Stefano Franzato

Lug 28, 2019 at 11:35 AM

Bella questa carrellata di mezzi per inventare storie. O continuarle. Mi han ricordato Italo Calvino e Queneau e il suo OuLiPo (vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/OuLiPo in italiano “Officina di Letteratura Potenziale”) nonché gli “Esercizi di stile” che son divertentissimi. Per Calvino e il suo periodo di Letteratura combinatoria, mi è venuto in mente “Il castello dei destini incrociati” (del ’69, vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_castello_dei_destini_incrociati), letto ormai tanti anni fa. Lì le storie vengono create dai Tarocchi. A questo proposito, dovrei leggere anche “Le città invisibili” (del ’72, vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Le_citt%C3%A0_invisibili) e “Se una notte d’inverno un viaggiatore” del ’79 (vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Se_una_notte_d%27inverno_un_viaggiatore). Di questi problemi se ne son occupati scrittori del calibro dei summenzionati sin dagli anni Sessanta del secolo scorso. Da ultimo mi viene in mente un racconto di Roald Dahl: “Lo scrittore automatico”, contenuto in “Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra” TEA. Un informatico dei tempi in cui il computer veniva chiamato calcolatore elettronico, ne adatta uno che inventa storie, manipolando le memorie specializzate in grammatica, trame, situazioni, personaggi e così via. Il successo è planetario, le storie mediocri ma si vendono molto bene. E quelle inventate da scrittori umani? Non sono richieste e non si vendono praticamente più. Emblematico di questi tempi.

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Barbara Businaro

Lug 28, 2019 at 11:07 PM

Infatti ho citato nel mio articolo Italo Calvino e il suo “Il castello dei destini incrociati” ispirato dai Tarocchi di Marsiglia. 😀
In quanto alla scrittura automatica, c’è già stato nel 2016 un computer che è arrivato alla selezione finale a selezione del premio letterario giapponese Hoshi Shinichi: La giornata in cui un computer scrive un romanzo
Confido sul fatto che, come esistono i vegani che si discostano dalla dieta della maggioranza, sopravviveranno i lettori che vorranno storie 100% made by humans.

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Stefano Franzato

Lug 29, 2019 at 8:00 AM

I “co-autori umani che hanno fornito ai programmi di scrittura artificiali la trama, lo sviluppo dei personaggi e il tema delle opere; i computer hanno portato a termine la parte faticosa, ovvero l’effettiva scrittura del testo, scegliendo parole e frasi già scritte da persone e combinandole in una forma compatibile con i parametri assegnati. “. Samocome alle prime esaperienze di conversazione (ricordi “Eliza”?). La parte più creativa (trama, sviluppo dei personaggi ecc. ) è ancora umana. E meno male! Le A.I. non hanno inventato niente.

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Barbara Businaro

Lug 29, 2019 at 8:06 PM

Ma era ancora il 2016… con la velocità di sviluppo, chissà dove sono arrivati ora! 😉

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Stefano Franzato

Ago 03, 2019 at 9:40 AM

Ma te l’immagini un Premio Strega o altro vinto da una I.A.? A chi andrebbero i soldi? alla fabbrica che produce quell’I.A.? Ai suoi inventori che l’hanno brevettata?

Barbara Businaro

Ago 03, 2019 at 11:08 PM

Devo cambiare lavoro e settore di applicazione, allora… Se andasse a tutto il team di sviluppo dell’I.A., potrebbe essere l’unica occasione per me di prendere un Premio Strega! 😀 😀 😀

Rebecca Eriksson

Lug 28, 2019 at 5:35 PM

Come sempre ho avuto la piacevole scoperta di curiosità che non conoscevo.
Se Fabula lo conoscevo, di Writer non sapevo nulla. Ho apprezzato anche le scelte letterarie.
Grazie.

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Barbara Businaro

Lug 28, 2019 at 11:26 PM

Grazie a te Rebecca. Il Writer Emergency Pack è stato donato anche alla classi scolastiche che hanno partecipato al NaNoWriMo qualche anno fa e fa parte ora del NaNoWrimo Group Noveling Kit. Mi tenta parecchio l’acquisto di queste carte in effetti, vedremo se in futuro farò l’investimento anche se è in inglese. 🙂

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Brunilde

Lug 28, 2019 at 8:28 PM

Interessanti spunti di riflessione, assolutamente appropriati alla fase di difficoltà scrittoria che sto attraversando.
Credo che l’importante sia trovare la propria personalissima formula, quello che riesce a fare leva sul blocco, a superare l’impasse.
Io non ho certo la soluzione al problema, forse l’unica cosa che mi aiuta è ragionare sul perchè quella storia, quel particolare tema mi sta cuore e voglio scriverne. Allora, risalendo alle motivazioni, forse riesco a mettere a fuoco anche la natura delle difficoltà.
Forse.

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Barbara Businaro

Lug 28, 2019 at 11:42 PM

E’ un bel Forse, che è anche il mio per quanto riguarda il mio progetto IPDP, quello con cui ho partecipato al NaNoWriMo lo scorso novembre.
Una delle pagine de l’Oracolo manuale per scrittrici e scrittori di Mozzi dice: “Ci sono storie che si seccano, come le foglie. Bisogna aspettare che si decompongono e formino nuovo humus.” Così come l’avevamo pensata la prima volta non ci piace, quindi stiamo aspettano l’humus per scriverla nel modo migliore. 🙂

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Marco

Lug 29, 2019 at 8:34 AM

Sino a ora non ho mai avuto alcun blocco. Il mio problema semmai è nel tempo da trovare per scrivere, che tanto per cambiare è sempre molto poco. 🙂

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Barbara Businaro

Lug 29, 2019 at 8:13 PM

Probabilmente le letture particolari che tu preferisci ti aiutano a sviluppare bene le tue storie. Quando arrivi a scrivere, sai già esattamente cosa scrivere. 🙂

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Sandra

Lug 29, 2019 at 9:31 AM

Conoscevo molto bene le strategie oblique di Eno, mentre ho sperimentato una tecnica che utilizza il tatto, arricchendola con una mia personale che utilizzi anche gli altri tre sensi ad esclusione della vista, si fa bendati, perchè l’80% passa per la vista e gli altri sensi sono davvero troppo poco considerati. Secondo me il bloccone “non ho idee di partenza” è difficilmente superabile, o meglio si può fare ma è una forzatura che porta a dubbi risultati mentre si fa una fatica incredibile, mentre i blocchi qua e là quando la scrittura è già cominciata, il classico “come vado avanti” possono essere superati con tutto ciò che ci hai raccontato così bene. Brava!

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Barbara Businaro

Lug 29, 2019 at 8:20 PM

Interessante quella di scrivere? o immaginare? bendati. In effetti Diana Gabaldon nel suo Outlander usa la Regola del Tre anche per i sensi nelle scene erotiche (ne avevo scritto qui: E adesso prendimi. Come scrivo le scene di sesso di Outlander) non solo la vista, ma anche le sensazioni di tatto, olfatto, udito e gusto dei personaggi.
A volte mi metto ad occhi chiusi per concentrarmi, ma dato che mi viene naturale non so dire se sia quello parte dell’intuizione successiva. 😀

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Darius Tred

Lug 29, 2019 at 4:31 PM

Molto interessante. Io, quando non so cosa scrivere, semplicemente non scrivo.
Prima o poi l’inspirazione arriva. E quando è copiosa, segno le idee-guida.

Però qualcuno dei tuoi metodi merita di essere tenuto al calduccio, non si sa mai… 😛

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Barbara Businaro

Lug 29, 2019 at 8:31 PM

Nel tuo caso, vale la pagina dell’Oracolo manuale per scrittrici e scrittori che dice: Scorcia! 😀 😀 😀

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Darius Tred

Lug 29, 2019 at 10:04 PM

Quindi mi stai suggerendo l’Oracolo di Mozzi, ovvero il “metodo rapido ed efficace per la risoluzione di ogni problema narrativo e di scrittura particolarmente adatto ai principianti”.

Ci vedo quasi un messaggio subliminale… 😉

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Barbara Businaro

Lug 29, 2019 at 11:46 PM

Mah… c’è un’altra pagina che dice: Non leggere nessun manuale di scrittura creativa! 😀 😀 😀

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Grazia Gironella

Ago 02, 2019 at 9:26 PM

Ottima carrellata sulle possibili soluzioni al blocco dello scrittore. Ci sono periodi in cui scrivo agile, altri in cui mi sembra di muovermi nella pania, altri in cui continuo a procrastinare. Non lo chiamo blocco, perché sennò… mi sentirei più bloccata, immagino. Di solito per me funziona dedicarmi a qualcosa di completamente diverso, tipo fare una scorpacciata di film, oppure pasticciare con i colori. Il libro di Mozzi l’ho comprato qualche minuto fa. Prima Elena, poi tu… se lo devo leggere, che sia! 😉

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Barbara Businaro

Ago 03, 2019 at 11:35 PM

Beh, fare una scorpacciata di film, cioè di storie, di sicuro aiuta a trovare altre prospettive e soluzioni inconsuete alla pagina in attesa. Mentre pasticciare con i colori rilassa la mente e aiuta a pensare in maniera differente. Nello stesso modo di quando vado a camminare con la musica nelle orecchie che mi ispira trame, scene, personaggi… Questi invece sono una sorta di pronto intervento d’emergenza.
Il libro di Mozzi è una sorta di libro delle risposte studiato appositamente per scrittori. Ed è strano che non ci abbia pensato nessuno prima! Forse ci avevano pensato, ma nessuna casa editrice aveva azzardato l’impresa… 🙂

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