Navigare Informati tra i libri

BookABook, il crowdfunding applicato ai libri

Dopo la prima puntata su Quant’è difficile pubblicare un libro, proseguiamo col bollettino nautico nel nostro oceano di parole, per navigare informati nel mondo dei libri. Questa volta vi racconto di un progetto davvero interessante, completamente italiano: BookABook, il crowdfunding applicato ai libri.
Generalmente, la pubblicazione di un libro è un investimento a carico dell’editore o dello scrittore stesso, mentre il lettore interviene solo nell’atto dell’acquisto, a prodotto finito, potendo solo scegliere tra un titolo e l’altro già presenti in libreria.
Eppure quante volte, cari lettori, vi è capitato di pensare: possibile che trovo sempre gli stessi libri? vorrei una storia diversa, a chi potrei chiederla? perché gli editori non chiedono cosa vogliamo davvero leggere? ecco, questo libro sarebbe stato magnifico se il finale…e poi la protagonista è troppo…
A me si, continuamente! 😉
Quando si giunge a fine lettura però, l’unico intervento possibile è quello di una recensione, positiva o negativa. Non c’è modo per il lettore di convogliare il mercato dell’editoria verso i propri desideri, se non con l’acquisto. Ma già allora è troppo tardi.
Con il crowdfunding è il finanziatore a dire la sua. Perciò in BookABook è il lettore a decidere quale storia pubblicare.

 

Che cos’è il Crowdfunding

Il crowdfunding (dall’inglese “crowd” folla e “funding” finanziamento) è una raccolta fondi sviluppata in maniera collaborativa tra le persone, per sostenere idee e progetti che altrimenti non avrebbero risorse sufficienti per crescere.
Pur essendoci svariati esempi storici di finanziamenti dal basso, soprattutto a favore della realizzazione di opere culturali, del recupero di beni artistici o come sostegno alle comunità povere, il crowdfunding ha avuto un’accelerazione con lo sviluppo della rete Internet e l’avvento dei social network che permettono di raggiungere facilmente e velocemente un elevato numero di individui.
Le piattaforme di crowdfunding più conosciute a livello internazionale sono sicuramente Kickstarter e Indiegogo, che permettono di finanziare diversi ambiti di business, dalla produzione di cd musicali di una band esordiente alla realizzazione di innovativi supporti elettronici dall’estetica particolare.

Qualche numero del fenomeno?
In Italia si contano attualmente 82 piattaforme di crowdfunding. Di queste, 69 sono attive (al 21 Ottobre 2015) e 13 sono in fase di lancio. Sono 100.924 i progetti presentati, di cui 21.384 quelli effettivamente pubblicati, con un 30% come tasso di successo.
Soprattutto, il valore complessivo raccolto dai progetti finanziati attraverso le piattaforme intervistate è pari a quasi 56,8 milioni di euro.
Capite bene che queste non sono cifre da ignorare, anche se prevalgono le campagne di piccolo taglio, tra i 1.000 e i 10.000 euro per l’81% delle campagne pubblicate ed il 91% delle finanziate.
(Fonte: Il crowdfunding in Italia, Report 2015. Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con Starteed e TIM)

Facciamo un esempio pratico.
Andrea ha un’idea originale per una gelatiera a energia solare, economica ed ecologica.
Ma non ha abbastanza denaro per produrla in serie e venderla, già il prototipo gli è costato parte dei suoi risparmi. Le banche non gli concedono credito senza una garanzia solida e non sono comunque disposte a rischiare. Tramite una sito web dedicato, mette in mostra le caratteristiche del suo progetto e magari un video del prototipo funzionante. Chiunque può partecipare al finanziamento, con un importo minimo rispetto all’investimento totale richiesto: in cambio riceveranno una gelatiera quando queste verranno effettivamente prodotte (crowdfunding per ricompensa o reward based) o una quota degli utili in misura della sottoscrizione, diventando soci di Andrea (Equity crowdfunding, regolamentato in Italia da Consob). Più partecipanti, più denaro raccolto, più gelatiere, e la produzione decolla.
Una goccia da sola può fare poco; tante gocce insieme formano…un oceano.

Ora portate questo concetto all’interno dell’editoria e avrete l’idea di come funziona la piattaforma di BookABook. In questo caso più che di crowdfunding, dovremmo parlare di crowdpublishing.

 

BookABook, il primo crowdfunding dei libri italiano

 

Come nasce BookABook

La startup di BookABook nasce nell’aprile 2014 dall’idea di due giovani imprenditori italiani, Emanuela Furiosi e Tomaso Greco, in collaborazione con gli agenti letterari Claire Sabatié-Garat e Marco Vigevani, responsabili in prima battuta della selezione dei contenuti.
Nello stesso anno sono stati nominati al Wired-Audi Innovation Award e nel 2015 sono giunti finalisti (secondo posto su 56 concorrenti) al Renew the book, il contest internazionale per l’innovazione in editoria tenutosi ad Amsterdam presso Rockstart.

 

Come la piattaforma inglese Unbound e la californiana Inkshares, è la comunità di lettori che sceglie il libro tra quelli proposti e ne finanzia dal basso la pubblicazione, partecipando attivamente anche alla fase di editing e interloquendo direttamente con lo scrittore.
Nei primi due anni di attività, ci sono state 36 campagne finanziate, con un tasso di successo del 57%. I libri già pubblicati e distribuiti sono ad oggi 15, altri 17 sono in corso di pubblicazione. I libri prodotti da BookABook li trovate in vendita direttamente nel Bookstore del sito oppure negli shopping online come IBS.

 

Perchè nel frattempo BookABook è diventata di fatto una casa editrice.
Come nell’editoria tradizionale, c’è una prima selezione qualitativa dei testi da proporre ai lettori in campagna raccolta fondi. Al raggiungimento dell’importo fissato, si procede con l’editing del testo, l’impaginazione ed il progetto grafico della copertina. La pubblicazione viene effettuata sia in ebook che in cartaceo ed il libro viene distribuito tramite Directbook nel circuito delle librerie fisiche e direttamente su Amazon.
Ancor prima di evolvere in editore, BookABook operava anche da agenzia letteraria. Collaborando con case editrici come Bompiani, Mondadori, Rizzoli, alcune opere finanziate in primis con BookABook sono approdate poi nel loro catalogo: come Un albero al contrario di Elisa Luv, sostenuto con €4,509 da 142 lettori, che nel 2016 uscirà direttamente per Rizzoli. Se non è un successo questo!

 

BookABook, il team

 

Il libro lo finanziano i lettori!

Vediamo come funziona realmente il percorso del manoscritto all’interno della piattaforma di BookABook e quando è richiesto l’intervento dei lettori:

1. Proposte
Gli autori devono compilare un form per inviare la propria proposta, fornendo la trama e un’anteprima delle prime pagine del testo, specificando se si è già completata la storia o si è scritto solo alcune parti.
Tutti ricevono una risposta (e questo è molto importante, credetemi). Si possono presentare testi appartenenti ad ogni genere letterario, con la sola esclusione di poesie e biografie (almeno per ora).

2. Selezione qualitativa
A differenza del self-publishing e dell’editoria a pagamento, qui vengono fatti una selezione e, successivamente, un editing rigorosi. Solo sulla qualità del testo, però, perchè dell’aspetto commerciale se ne occupano i lettori stessi: saranno loro a decidere quale storia vorranno leggere (e dunque quale la più “vendibile”). L’autocandidatura che passa questa prima fase ha poi il 57% di possibilità di arrivare alla pubblicazione finale.

3. Crowdfunding
Accettato il manoscritto, viene preparata la campagna di raccolta fondi che dura 180 giorni. Vengono fissati l’obiettivo in denaro da raggiungere (il “goal”, mediamente tra i 2.000 e i 2.500 euro) e le ricompense per i lettori, in genere l’ebook a 5 euro, l’ebook e l’accesso alle bozze a 10 euro, il cartaceo a 15 euro, il cartaceo più l’ebook a 18 euro, il cartaceo più l’ebook e l’accesso alle bozze a 21 euro e così via arrivando ai cofanetti di più copie del cartaceo. Anche se alcune campagne hanno avuto premi stravaganti come magliette personalizzate, spettacoli teatrali, eventi esclusivi con l’autore stesso.

I lettori mandano il proprio contributo tramite carta di credito (Visa, Mastercard e American Express) con pagamento gestito da Stripe (simile al circuito Paypal, ma che garantisce la restituzione delle quote anche dopo 180 giorni). Viene creato un accesso al sito per il lettore finanziatore, che gli consentirà di interagire direttamente con lo scrittore e seguire la campagna tramite i social.

Non viene raggiunto il goal alla scadenza? Nessun problema per i lettori: la cifra investita viene totalmente rimborsata in carta di credito. Il lettore non corre alcun rischio ma anzi, diventa orgogliosamente editore del libro che ha sostenuto.

4. Il libro è finanziato
La promozione per raggiungere il goal è compito dell’autore, anche se BookABook mette a disposizione i suoi social, con una comunità Facebook di quasi 40mila persone, ed una strategia studiata appositamente per quel libro. Alla chiusura della campagna, BookABook si trasforma da crowdfunding ad editore.

5. Editing e grafica
Dopo aver raggiunto l’obiettivo finanziario, parte la fase più lunga con l’editing, la revisione e il progetto grafico. BookABook mette in campo professionisti del settore per un risultato finale di qualità. Durante questa fase, i lettori sostenitori hanno accesso alle bozze e possono colloquiare con lo scrittore sulle scelte fatte.

6. Pubblicato!
Il libro viene finalmente dato alle stampe. Gli ebook vengono rilasciati ai lettori nello stesso sito, con loro accesso personale. Il cartaceo e gli altri premi vengono spediti a casa. In contemporanea, inizia la diffusione sugli shop online e la distribuzione nazionale con DirectBook.

 

Crowdfunding o crowdpublishing

Cosa ne pensano gli scrittori?

Diamo anche un rapido sguardo a come si svolge il processo dall’altra parte, dal punto di vista degli scrittori che decidono di affidarsi al crowdfunding e scommettere su se stessi e sul pubblico per il raggiungimento dell’agognato goal.

Nadia Banaudi come “scrittore in corso” (campagna in corso) con il suo “Vita e riavvita. Storie di donne comuni e speciali“:

Questa avventura per me rappresenta il sogno di ogni autore elevato all’ennesima potenza.
I motivi sono innumerevoli.
Innanzi tutto ho scelto di mettermi in gioco, di farmi “criticare”, elogiare e di dissezionare dal pubblico, futuro mio lettore. Semplicemente perché a mia volta avrei spesso voluto chiedere allo scrittore mille cose riguardo al suo libro. Curiosità? Forse, ma di certo per me un libro ha la sua indiscutibile anima e conoscerlo dalla nascita ne amplifica il valore. Così ho voluto concedermi questo spazio prima che il manoscritto venisse pubblicato. Bellissimo intrattenere questo rapporto, prima e dopo la pubblicazione.
Secondariamente, ma non troppo, il fatto di non avere un portafoglio capiente mi ha fatto preferire questa alle altre possibilità di pubblicazione. Al momento mi ritrovo a buon punto del cammino con una percentuale vicina al finale (ma non tirerò il respiro fino al 100%) e qui mi soffermo sul secondo punto. Non avere ancora il libro pubblicizzato dalla casa editrice, nè in carta e copertina non permette di trovare altra forza per trainarlo se non quella che ti ha spinto a scriverlo. Una forza energetica che traspare da ogni cellula del corpo, coinvolge il viso, lo sguardo, arrivando direttamente alla platea che di volta in volta ascolta. Così finisce che incontro spiriti affini, mentre parlo mi lascio guidare da una strana ed innata accomunanza e mi ritrovo a descrivere fatti che avvicinano il futuro lettore al racconto. Capita infatti di leggere la nota di stupore nei loro occhi per poi venire ringraziata di cuore per aver “reso così bene l’idea”.
L’aspetto umano in questo cammino è la parte più importante. Si incontra l’umiltà di mettersi in gioco, di accettare consigli e pacche sulle spalle, i girafaccia di amici e parenti, le soprendenti amicizie che nascono sull’onda dell’affinità elettiva, la legge dell’attrazione…e potrei continuare per ore. Di certo scrivere è esprimere emozioni, fare crowdfunding spiegarne visceralmente le motivazioni, celebrando il libro in tutte le sue sfaccettature.
Nel mio caso poi niente di meglio del tema che tratto. Donne, la loro forza, la capacità di alzare la testa mostrando doti e specialità. Perché una cosa l’ho capita bene e la continuo a spifferare in giro: la vita ha un limite, quello che le si da, ed io ho aperto le braccia per volare.

Silvia Algerino come “Il mentor” (campagna conclusa, pubblicazione in arrivo) con il suo “Come se fossimo già madri“:

Ho condotto la mia campagna di crowdfunding nel 2015. Sono stata fortunata, sono riuscita a chiuderla in poco più di due mesi sui sei a disposizione. Quello che più ho apprezzato è stato l’aspetto umano: vedere pian piano crescere i miei sostenitori e leggere nei loro occhi la voglia di leggere il mio libro mi ha ripagata di ogni fatica. Per questo ho deciso di accettare l’incarico di mentore per i nuovi autori. In veste di motivatrice mi sento particolarmente a mio agio. Nulla è più triste di un sogno deluso, ma niente è più bello di un sogno realizzato.

 

Pronti a entrare nella storia?

Se l’idea vi ha incuriosito almeno un pochino, non vi resta che dare un’occhiata ai libri attualmente in campagna fondi: I libri in crowdfunding
Io ho finanziato Nadia, acquistando la mia copia cartacea del suo futuro romanzo, e sono in attesa di vedere pubblicato il libro di Silvia, dove sono arrivata a campagna già conclusa e quindi devo attendere l’acquisto nel bookstore appena sarà disponibile.
Volete sentirvi anche voi protagonisti di quest’avventura?

Comments (16)

silvia

Lug 01, 2016 at 11:14 AM

Grazie, Barbara, per l’ottimo post e per lo spazio dedicatomi. 🙂

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Barbara Businaro

Lug 01, 2016 at 2:39 PM

Grazie a te per l’aiuto! BookABook mi ha trasmesso un grosso entusiasmo, osservandolo da fuori.

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sandra

Lug 01, 2016 at 1:03 PM

Potrei copiaincollare il mio commento di qualche giorno fa altrove: selezionata alla firma del contratto ho rifiutato per paura di non raggiungere il goal o di andare in ansia durante la campagna. Tutto è congelato, non si sa mai…

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Barbara Businaro

Lug 01, 2016 at 2:51 PM

In effetti, il contatore della percentuale sul goal è un po’ ansiogeno. Il rischio di andare a vederlo ogni giorno, per tutta la durata della campagna, è forte.
C’è anche da fare un’altra considerazione: nero su bianco, la promozione è a carico dell’autore. E tutte le piattaforme di crowdfunding attuali hanno una forte base social, perchè solo attraverso la rete la condivisione del progetto e della spesa può essere così veloce. Ergo, anche all’autore è gioco forza richiesto di essere social, per riuscire nell’impresa.
Insomma, dovresti scendere anche tu a patti col diavolo 😛

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nadia

Lug 01, 2016 at 6:00 PM

Eccomi, dal telefono non mi riesce di commentare e sono appena tornata a casa per connettermi al mio prolungamento pc.
Innanzi tutto grazie per lo spazio e l’opportunità di far conoscere questo sistema innovativo almeno per quanto riguarda l’editoria. Quello che scrivi non solo è tutto vero, ma lascia ben sperare che il famoso mercato libero ricompensi chi ci mette tanto entusiasmo e soprattutto non dia nulla per scontato.
Mi spiace leggere che Sandra non ha intrapreso la campagna scoraggiandosi in anticipo, a tratti devo ammettere che ho paure inconfessabili di non arrivare alla fine, ma ad altri mi sento trascinata dal vento del “tutto è possibile” e come dice Silvia, il mio portafortuna speciale, “Nulla è più triste di un sogno deluso, ma niente è più bello di un sogno realizzato” io mi focalizzo sul lo realizzerò.

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sandra

Lug 01, 2016 at 8:13 PM

Grazie Nadia, per le tue parole.
Non sono molto social, non oserei mai chiedere un contributo a chi conosco, insomma dove vado? Mi sono innamorata del progetto, ma c’è da dire che è cambiato un po’ in corso d’opera, prima metà del goal detratte le spese andava all’autore, ora solo dall’over goal, è una bella differenza che mi ha dato da pensare. Vorrei anche aspettare per vedere la reale distribuzione dei libri, a oggi li ho visti solo al Book Pride. Essendo già pubblicata ciò che mi manca è la libreria se non ci si arriva in maniera capillare neppure con Bookabook lo stress che ne consegue, so che mi stresserei, forse non vale la pena.

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nadia

Lug 02, 2016 at 1:10 AM

Hai ragione Sandra messa così è parecchio imbarazzante. Però in realtà come non è corretto parlare solo di sogno a cui far partecipare i lettori, ma di progetto, è necessario ribaltare il ragionamento.
“Io ho scritto un libro, è bello, ci credo, mi aiuti a farlo diventare realtà? Devi solo comprarne una copia, se lo fai e lo fanno altri mi aiutate a sostenere il costo di pubblicazione, e tempo pochi mesi arriva comodamente a casa.”
Quando lo dici con il cuore, mettendoci dentro il desiderio di realizzarlo esiste anche chi ti nega il suo aiuto, ma per lo più incontri gente che sposa la tua causa.
Per quanto riguarda il contratto invece è cambiato credo dopo il primo anno, infatti Silvia appartiene a quel momento. A me è parso comunque importante non dover sborsare l’intero ammontare della pubblicazione ed arrivare in libreria, meglio se supererò la soglia del 100 % ma solo per mettermi il cuore in pace, non miro ai soldi. Sulla capillarità della distribuzione ci sono buone novità. Cominciano ad essere molte le catene che offrono disponibilità a Bookabook di presentare i loro prodotti. Certo, merito se questo progredirà sarà nel lavoro sinergico di autori ed editori. Meglio usciranno i nostri libri più la casa editrice verrà conosciuta come talent scout. (senza citarmi tra gli elogiati) Quindi tempo poco sarà un nome di tutto rispetto ne sono certa, con opere di ogni genere per soddisfare tutti i gusti dei lettori.

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Barbara Businaro

Lug 03, 2016 at 10:24 PM

Grazie a te Nadia, la testimonianza diretta di chi sta dentro ad una campagna è molto importante.
Documentandomi per scrivere l’articolo, ho visto le differenze in questi due anni di BookABook: per esempio, le primissime campagne duravano solo 30 giorni, ma poi si è visto che è un tempo troppo limitato per questo settore e si è allungato fino a 180 giorni. E’ un progetto ancora in evoluzione, che si adatta alle risposte del mercato.

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nadia

Lug 03, 2016 at 10:36 PM

A questo proposito, in un colloquio telefonico con l’editore, mi è stato spiegato che i tempi allungati tendono a due cose. Permettere all’autore di non sentirsi troppo stretto nella scadenza, e tenere conto dei problemi contingenti di quotidianità (famiglia, imprevisti, salute…).
Sicuramente 30 giorni per sostenere un progetto in crowdfunding editoriale è troppo poco, non si riesce a contattare e coinvolgere neppure tutta la stretta cerchia famigliare, almeno io ho impiegato più tempo, ma ognuno ha il suo curriculum a riguardo.

Marina

Lug 02, 2016 at 9:49 AM

Intanto complimenti a Nadia e Silvia per la loro avventura e per l’entusiasmo con cui hanno colto l’occasione. Conoscevo il crowdfunding e, devo dire, trovo l’idea molto affascinante. Ho solo una curiosità, Barbara e Nadia e Silvia potranno dare sicuramente le risposte che cerco: quando dici “i lettori sostenitori hanno accesso alle bozze e possono colloquiare con lo scrittore sulle scelte fatte” significa che possono dire questo mi piace/questo no, dunque chiedere di cambiare qualcosa? Cioè lo scrittore considera vincolanti questi interventi? Sono consigli o solo considerazioni? Perché immagino sia un po’ complesso gestire tante teste con idee diverse.

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nadia

Lug 02, 2016 at 11:32 AM

Vincolanti credo di no, almeno per me, ma consigli di cui tenere conto assolutamente sì. Il lettore che risponde è colui che fa da termometro sul testo scritto, su quanto in realtà arrivi dopo aver messo su carta l’idea. Non mi risulta ad oggi che un lettore abbia consigliato di cancellare capitoli o personaggi, ma magari di rendere meglio una situazione…anche perché il lettore resta lettore e manca ancora il passaggio dell’editor. Più che altro ti lascia intendere cosa si aspetta dal libro, quanto gradisce e quanto sia disposto a comprare a scatola chiusa. E ti aiuta a capire dove sono stati i tuoi limiti nello scrivere, prima ancora che sia edito.
Posso ancora dirti che è un modo per avvicinare il futuro lettore al tuo mondo, a fartelo amico, cosa futuristica, mettendolo al centro di un’operazione che non è assolutamente solo più marketing, ma molto umana.

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Marina

Lug 02, 2016 at 3:25 PM

Grazie, Nadia, per la risposta. Sì, il rapporto umano e una sorta di legame con il lettore futuro sono due elementi convincenti di questo meccanismo condiviso. Ora vengo a dare un’occhiata più approfondita tra i libri in campagna fondi, compreso il tuo! 🙂

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Barbara Businaro

Lug 03, 2016 at 10:35 PM

Nadia ha già risposto prontamente. Posso solo aggiungere che come lettore non vorrei essere vincolante, non dev’essere un testo scritto a più mani, ma credo piuttosto che si venga a creare un “parco” di beta-reader tra i sostenitori del progetto. In fondo anche normalmente i lettori beta ci segnalano alcuni punti, cosa è piaciuto, cosa andrebbe tagliato o quale personaggio approfondito, ma poi la scelta rimane dell’autore.

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nadia

Lug 04, 2016 at 2:14 PM

Ehi ma hai fatto molto di più che gettare un occhio! Grazie di cuore, Marina.

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Barbara Businaro

Lug 04, 2016 at 5:51 PM

Anche Marina tra i sostenitori? Dai Nadia, che manca poco ormai! Sono curiosa del dopo campagna, quando raggiunto il goal si comincia a plasmarlo questo libro!

nadia

Lug 04, 2016 at 6:18 PM

Ti dirò che non sto più nella pelle! Non vedo l’ora di rivedere il mio “bambino” da cui mi sono staccata intenzionalmente per provare quella distanza emotiva che tutti dicono necessaria nel momento della revisione. Essendo il mio primo editing non so neppure cosa mi aspetta!!! Quindi sarò super pronta ad avere consigli per migliorare il libro e farlo risplendere al meglio.

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