36 domande per innamorarsi o per scrivere storie d'amore?

36 domande per innamorarsi
o per scrivere storie d’amore?

Dico sempre che dovrei disiscrivermi dalle newsletter che intasano quotidianamente la mia casella di posta, soprattutto quelle in lingua inglese che riportano per lo più articoli di politica estera, diete dimagranti alquanto discutibili e metodi decisamente opinabili per aumentare la velocità e la qualità di lettura (come quello di Bill Gates, quasi sempre si riferiscono alla saggistica, non alla narrativa!).
Eppure ogni volta che sto per andare a cancellarmi da queste liste, ecco che trovo quell’unico link che mi ispira, che solletica la mia creatività, che rimette in moto le sonnolenti celluline grigie.
Questo era proprio uno di quelli. E infatti ricevo ancora una montagna di newsletter… 🙂

Nel lontano gennaio 2015, quindi molto tempo prima che webnauta.it vedesse la luce, mi devo essere persa un articolo divenuto in pochi giorni virale in rete, in cui una giornalista del New York Times portava alla ribalta uno studio scientifico con il quale si era collaudato un questionario per creare vicinanza emotiva tra due perfetti sconosciuti, una lista di 36 domande per innamorarsi in poco tempo di una persona qualsiasi. Facile comprendere come molti fossero interessati all’argomento (e ancora oggi l’elenco è ribattuto da più parti), viste le difficoltà in campo amoroso che prima o poi ci vedono protagonisti: non si tratta solo di un metodo veloce per scoprire subito se c’è compatibilità con l’altro di fronte a noi, ma si propone di metterci in relazione con la parte più intima e vulnerabile della persona in maniera scientifica, la ricerca dell’amore con un approccio più intelligente, ragionato.

Lo ammetto, pure io al titolo ho sollevato il sopracciglio: l’amore romantico, per definizione, non considera mai la ragione, solo il cuore comanda! Non se ne scrive a sufficienza su questo tema? 😀
Perciò ho scorso quelle 36 domande più per curiosità e con un’enorme dose di scetticismo, come se fosse un articolo preparato per acchiappare click mistificando uno studio in laboratorio che magari aveva altre premesse e soprattutto differenti intenti. Eppure è proprio lì che la magia è iniziata, ed ero pure da sola davanti allo schermo del computer!
Man mano che leggevo una domanda, valutando la mia risposta, o quella del mio partner, o quella che mi sarebbe piaciuto ricevere dall’altra persona di fronte in questo esperimento, completamente sconosciuta, o immaginando quella che poteva essere la replica più assurda, divertente, dolorosa, sconvolgente all’interno di quello stesso laboratorio, nella mia testa andavano formandosi storie.
Tanto che ho preso appunti, perché l’ispirazione, si sa, colpisce all’improvviso.

Però queste domande sono state create e raffinate per aumentare l’intensità e la qualità della relazione tra due sconosciuti, manipolando sulla carta le variabili di comunicazione, esattamente come uno scrittore manipola sul suo testo gli ingredienti per una buona storia.
Da qui il dubbio: stai a vedere che questo, più che un questionario di 36 domande per innamorarsi, in realtà è un elenco di writing prompt per la scrittura di storie d’amore?
Ecco perché ho scritto questo articolo, per non perdermi tutti questi spunti! 😉

 

36 domande per innamorarsi
Dallo studio del Dr. Aron al New York Times

Grazie all’articolo che ho letto dalla mia newsletter su Pocket, Want to Fall in Love With Your Partner Again? Science Says to Ask Them These 36 Questions (trad. Vuoi innamorarti di nuovo del tuo compagno? La Scienza dice di chiedervi queste 36 domande) mi sono incuriosita e sono risalita all’articolo originale del New York Times nel lontano gennaio 2015 To Fall in Love With Anyone, Do This (trad. Per innamorarti di qualcuno, fai questo) della giornalista e scrittrice Mandy Len Catron che aveva sperimentato, quasi per gioco, il questionario con un amico e ne raccontava stupefatta il risultato.

Per la verità lo studio da cui risultano queste 36 domande è piuttosto datato: la ricerca originale è stata condotta infatti dallo psicologo Arthur Aron della Stony Brook University e pubblicata nell’aprile 1997 con il titolo The Experimental Generation of Interpersonal Closeness: A Procedure and Some Preliminary Findings (trad. La generazione sperimentale della vicinanza interpersonale: una procedura e alcuni risultati preliminari). I ricercatori hanno diviso gli studenti partecipanti in due gruppi, quindi le persone sono state accoppiate per parlare tra loro per circa 45 minuti. Un gruppo ha chiacchierato liberamente, senza uno scopo preciso se non quello di conoscersi, l’altro invece ha ricevuto l’elenco di 36 domande a cui hanno risposto una alla volta a turno, con quesiti che diventano sempre più personali. Al termine del questionario, erano richiesti anche quattro minuti di contatto visivo prolungato, senza parlare.
Delle 58 coppie di studenti che avevano utilizzato il questionario, il 57% aveva avuto almeno una conversazione successiva, il 35% aveva fatto qualcosa insieme e il 37% aveva iniziato a sedersi vicino in classe. Ma la conseguenza più incredibile, il dettaglio che ci porta a considerare l’efficacia di queste 36 domande, è che due partecipanti si sono sposati sei mesi dopo dopo essersi incontrati a quell’esperimento e hanno invitato tutti i ricercatori dello studio alla loro cerimonia!

Da diversi anni Mandy Len Catron stava lavorando ad un suo libro sulle storie d’amore, esplorando come i miti dell’amore romantico che creiamo limitano poi la nostra capacità di raggiungere e sostenere l’intimità con un’altra persona. Quando i suoi genitori divorziarono dopo un matrimonio di ventotto anni e poi la sua stessa relazione decennale finì, lasciandola bloccata di fronte all’amore, lesse dello studio del dottor Aron, chiedendosi se potesse in qualche modo aiutarla.
L’occasione si presentò durante un’uscita amichevole con un conoscente universitario, che frequentava la stessa palestra di arrampicata. Intrigati entrambi dall’idea, si sono gettati nel questionario per le due ore successive nel bar dove si erano incontrati. Certo non erano in un laboratorio e non erano nemmeno del tutto estranei l’uno all’altro, ma il questionario, come spiega la stessa giornalista nel suo famoso articolo del New York Times, li ha portati gradualmente ad un livello di intimità sempre più profondo senza che se ne accorgessero, un processo che in genere può richiedere settimane o mesi. Per finire sopra un ponte a mezzanotte per fissare quell’uomo negli occhi per esattamente quattro minuti.

Com’è andato a finire l’esperimento personale di Mandy Len Catron? Si sono innamorati davvero? Sono ancora insieme?
In questo TED Talk la scrittrice spiega cosa è successo, soprattutto che innamorarsi è la parte più facile, rimanere insieme giorno dopo giorno, scegliersi nonostante le differenze rimane invece la parte più complicata. E quella su cui continueremo a scrivere e fantasticare per ancora lungo tempo.

 

Nel frattempo è uscito anche il suo libro, How to Fall in Love With Anyone (purtroppo ancora nessuna traduzione italiana, peccato!).
Trovate anche gli altri articoli di Mandy Len Catron raccolti sul suo interessante sito mandylencatron.com ma soprattutto non perdetevi le sue spassose vignette su Instagram come @mandy_len_catron sulla sua esperienza di scrittrice, come questa sotto. 😉

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Everyone does it this way, right?

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36 writing prompt per storie d’amore

Beh, allora leggiamole insieme queste domande e vediamo se subito vi portano ispirazione o se volete attendere il prossimo appuntamento per mettervi alla prova.
Il primo set di domande è studiato per mostrare all’altro il proprio grado di socialità, tra estroversi e introversi; il secondo set di quesiti evidenzia invece i nostri valori di vita e ciò che desideriamo dal nostro futuro; il terzo set espone le nostre vulnerabilità, ma anche le nostre migliori qualità. In ognuno dei set, sono comprese delle richieste che in realtà sono momenti di condivisione e di avvicinamento all’altro, progressivamente sempre più intensi.

Parte 1

1. Data la scelta di chiunque nel mondo, chi vorresti come ospite a cena?
2. Ti piacerebbe essere famoso? In quale modo?
3. Prima di fare una telefonata, provi mai quello che stai per dire? Perché?
4. Quale sarebbe per te una giornata “perfetta”?
5. Quando hai cantato l’ultima volta solo per te stesso? E per qualcun’altro?
6. Se fossi in grado di vivere fino all’età di 90 anni e mantenere la mente oppure il corpo di un trentenne per gli ultimi 60 anni della tua vita, cosa vorresti tra i due?
7. Hai una sensazione segreta su come morirai?
8. Nomina tre cose che tu e il tuo partner sembrate avere in comune.
9. Di cosa nella tua vita ti senti più grato?
10. Se potessi cambiare qualcosa nel modo in cui sei stato cresciuto, cosa cambieresti?
11. Prenditi quattro minuti e racconta al tuo partner la storia della tua vita nel modo più dettagliato possibile.
12. Se potessi svegliarti domani avendo acquisito una qualsiasi qualità o abilità, quale sarebbe?

Parte 2

13. Se una sfera di cristallo potesse dirti la verità su te stesso, sulla tua vita, sul futuro o su qualsiasi altra cosa, cosa vorresti sapere?
14. C’è qualcosa che sognavi di fare da molto tempo? Perché non l’hai fatto?
15. Qual è il risultato più grande della tua vita?
16. Cosa apprezzi di più in un’amicizia?
17. Qual è il tuo ricordo più prezioso?
18. Qual è il tuo ricordo più terribile?
19. Se sapessi che entro un anno morirai improvvisamente, cambieresti qualcosa nel modo in cui vivi ora? Perché?
20. Cosa significa per te l’amicizia?
21. Quale ruolo hanno l’amore e l’affetto nella tua vita?
22. Condividi qualcosa che consideri una caratteristica positiva del tuo partner. Alternatevi, condividendo un totale di cinque elementi ciascuno.
23. Quanto è vicina e affettuosa la tua famiglia? Pensi che la tua infanzia sia stata più felice della maggior parte delle altre persone?
24. Come ti senti riguardo al tuo rapporto con tua madre?

Parte 3

25. Fate ognuno tre affermazioni vere con il “noi”. Ad esempio: “Siamo entrambi in questa stanza e ci sentiamo _____”.
26. Completa questa frase: “Vorrei avere qualcuno con cui condividere _____”.
27. Se stai diventando molto amico del tuo partner, per favore condividi ciò che sarebbe importante che lui o lei sapesse di te.
28. Dì al tuo partner cosa ti piace di lui o lei; sii molto onesto questa volta, dicendo cose che non diresti a qualcuno che hai appena incontrato.
29. Condividi con il tuo partner un momento imbarazzante della tua vita.
30. Quando hai pianto l’ultima volta di fronte a un’altra persona? E da solo?
31. Dì al tuo partner qualcosa che già ti piace di lui o lei.
32. Che cosa, se esiste, è troppo serio per te per scherzarci sopra?
33. Se dovessi morire questa sera senza avere la possibilità di comunicare con nessuno, cosa ti pentiresti di non aver detto a qualcuno? Perché non gliel’hai ancora detto?
34. La tua casa, con tutto ciò che possiedi, prende fuoco. Dopo aver salvato i tuoi cari e gli animali domestici, hai il tempo di fare un’ultima corsa per salvare qualsiasi oggetto. Cosa sarebbe? Perché?
35. Di tutte le persone della tua famiglia, di chi ti colpirebbe di più la sua morte? Perché?
36. Condividi un problema personale e chiedi consiglio al tuo partner su come lui o lei potrebbe gestirlo. Inoltre, chiedi al tuo partner di riflettere su come ti senti riguardo al problema che hai scelto.

 

Già alla prima domanda possiamo immaginare miliardi di incontri stupefacenti, magari anche con personaggi del passato o qualcuno che provenga dal futuro.
Se pensate che sia assurdo utilizzare queste domande come un’ispirazione per la scrittura, beh, qualcuno ci ha scritto un romanzo completo!
Il romanzo 36 domande per farti innamorare di me di Vicki Grant vede due ragazzi, Hildy e Paul, coinvolti nel medesimo esperimento del dottor Aron all’interno della loro scuola. Ma alla richiesta di condividere il ricordo più brutto, nessuno dei due vuole rivelare qualcosa di così personale e doloroso allo sconosciuto che si trova davanti, così litigano, volano oggetti e Hildy fugge via arrabbiatissima nel bel mezzo del questionario.

Non è poi così originale, dopotutto, utilizzare lo stesso studio scientifico in toto. Noi puntiamo a qualcosa di meglio, lasciando che ogni singola domanda ci apra una porta su una trama diversa.
Magari la prossima volta che vi trovate a cena con amici, senza alcuna implicazione sentimentale, potreste prendere uno solo di questi quesiti e usarlo come un passatempo, al posto del Pictionary se non sapete disegnare. Le risposte potrebbero essere insolite e istruttive, dare forma nuove idee o situazioni per una storia, contribuire alla trama che già state portando avanti.
Se funziona, nessun metodo è sbagliato per scrivere! 😉

Volete provare l’esperimento?

Alla prima lettura del questionario, non vi è scattato qualcosa? La vostra mente non ha iniziato a divagare tra le risposte? Nessuna potrebbe essere usata per una storia futura?
Potete sempre utilizzare l’elenco delle 36 domande per innamorarvi al prossimo appuntamento. Oppure per riaccendere la fiamma con il vostro lui dopo tanto tempo.

Prevedo una moltitudine di fidanzati, compagni e mariti in difficoltà, prossimamente… Non sono stata io! 😀

 

Comments (20)

valentina

Set 27, 2020 at 10:17 AM

Complimenti come al solito articolo scritto benissimo ricco di ogni dettaglio.
MI hai incuriosito e mi prenderò del tempo per leggere bene il questionario, magari potrebbe tornarmi utile

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Barbara Businaro

Set 28, 2020 at 1:09 PM

Grazie Valentina. Nonostante queste domande siano pubblicate e ripubblicate sul web, quasi nessuno è andato alla ricerca dello studio originale o di come sia proseguita l’attività di Mandy Len Catron. C’è un altro suo TED Talks interessante, sull’uso delle parole in amore.

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Stefano Franzato

Set 27, 2020 at 11:38 AM

Leggendo la tua bella prosa giornalistica (te l’ho già detto: saresti un’apprezzata giornalista di costume) mi è venuta in mente una frase che Albert (Camus) che mette in bocca al protagonista del suo dramma “Caligola” lo cito a memoria e ho la pigrizia (confesso) di non andare a controllare ma dovrebbe esser nella 13a scena del III atto: “amare vuol dire esser disposti ad invecchiare insieme”. Altro che questionario o romanticismo e occhi negli occhi!

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Barbara Businaro

Set 28, 2020 at 1:10 PM

Giornalista di costume? Uhm no, devo perdere ancora un paio di chili, vediamo la prova bikini dell’anno prossimo… 😀 😀 😀
Grazie Stefano, concordo con te su quella frase, ma l’amore è anche una questione di tempi.
Per un tredicenne amare vuol dire averla come vicina di banco e un bacetto nel corridoio, per un diciottenne invece andare in ferie insieme la prossima estate e poi vediamo (magari torna a casa con un’altra…), per un trentenne chiedersi se è sopportabile la convivenza, se tocca il matrimonio per far felici i genitori o se rischiare addirittura un figlio senza lavoro stabile. Te l’immagini invece la faccia di un adolescente a cui la fidanzatina chiede “Vuoi invecchiare con me?” 😉

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Elena

Set 27, 2020 at 8:00 PM

Hei Hei hei queste domande servono più a noi per conoscere noi stessi, soprattutto la prima parte. Utili si ma richiedono tempo e disponibilità, anche se alcune sono perfette per uno speed date. Ma bisogna girare con il blocco note per rocordarsele tutte! Però l’idea di usarle per la scrittura è sfruculiante…

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Barbara Businaro

Set 28, 2020 at 1:10 PM

Uno speed date di 45 minuti? Che poi la giornalista e il suo amico hanno superato le 2 ore? Altro che speed!! 😀 😀 😀
Comunque quel racconto lì l’ho già scritto: Speed Date. L’amore in 3 minuti
Ed è da allora che ricevo un sacco di spam a tema… 😉

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Giulia Mancini

Set 27, 2020 at 9:18 PM

Le domande sono molto interessanti, alcune molto serie che portano, in effetti, a una conoscenza approfondita dell’altro, sempre che si accetti di rispondere a tutte (ad alcune io non credo riuscirei a rispondere…)

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Barbara Businaro

Set 28, 2020 at 1:11 PM

Come spiega prima lo psicologo dell’esperimento, e poi anche la giornalista del New York Times, bisogna essere di mentalità aperta e non avere paura per buttarsi in questo questionario. Dal canto mio, penso che comunque l’occhio vorrebbe la sua parte… 😉

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sandra

Set 28, 2020 at 9:57 AM

Per innamorarsi direi di no, perché innamorarsi è bellissimo ma è solo la prima parte di un processo complicato, quello che porta a una relazione sana e stabile, per cui intervengono altri mille fattori.
Le domande sono pazzesche e offrono davvero spunti infiniti di storie, un prontuario secondo me utilissimo e variegato che terrò presente, grazie.

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Barbara Businaro

Set 28, 2020 at 1:11 PM

Infatti nel video del TED Talks, Mandy Len Catron lo dice: innamorarsi è una scelta continua, un insieme di decisioni prese quotidianamente per rimanere insieme, per condividere le proprie vite. Il questionario potrebbe velocizzare solo qualche passaggio, mesi e mesi di appuntamenti e poi scopri solo alla fine… che è sposato o vive ancora con la madre o ha già un figlio o esce con te, ma gli piace la tua amica e al posto del bacio della buonanotte ti chiede il numero di lei. Vedi? Un’infinità di storie. 😉

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Grazia Gironella

Set 28, 2020 at 11:54 AM

Non tento l’esperimento, ma la lista delle domande l’ho salvata. Non si sa mai… 😉

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Barbara Businaro

Set 28, 2020 at 1:12 PM

Non si sa mai… chi potrebbe venire a cena domani! 😀 😀 😀

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Brunilde

Set 28, 2020 at 5:10 PM

Direi che è una traccia perfetta : anch’io la salvo, prima o poi mi verrà da scrivere un romanzo d’amore !

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Barbara Businaro

Set 28, 2020 at 6:32 PM

E io vorrò proprio leggerlo! 😉

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Lisa Agosti

Set 30, 2020 at 5:57 PM

Certe domande sono davvero difficili! Ho letto questo post in tre puntate perché vengo sempre interrotta e avevo pensato a tanti commenti sulla prima parte che oggi non ricordo più, l’unica cosa a cui riesco a pensare è cosa salverei dalla mia casa in fiamme… non mi viene in mente nulla! Sono preoccupata!

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Barbara Businaro

Ott 01, 2020 at 10:55 PM

Cosa salverei dalla casa in fiamme adesso? Qualcosa che è insostituibile, di valore (ma non inteso valore economico) e simbolico. Quindi il backup del computer (ma non il computer), le bandiere firmate del My Peak Challenge e il cartaceo del romanzo non terminato. Non ho gioielli, né cimeli di famiglia. 🙂

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Maria Teresa Steri

Ott 02, 2020 at 9:17 AM

Davvero stimolante questo post! L’idea di usare le domande per fare brainstorming è interessante e mi stuzzica molto. Magari si potrebbe allargare l’idea a qualche altro genere… non so ancora come, ma ci penserò!
Certo però che le domande sono belle impegnative e costringono due persone a un confronto molto intimo, forse anche troppo, no?

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Barbara Businaro

Ott 03, 2020 at 12:07 PM

Allargare l’idea a un altro genere? Beh, queste sono domande per innamorarsi, quindi viene automatica l’associazione con romanzi rosa. Per portarci sul thriller, dovremmo trovare 36 domande inerenti l’indagine magari, qualcosa tipo:
Quali sono gli indizi? Mettetene insieme almeno 3, tutti diversi, magari i 3 oggetti che avete vicino in questo momento.
Se è stato trovato il cadavere, qual è il particolare più raccapricciante che vi viene in mente?
Se la persona risulta ancora solo scomparsa, quale potrebbe essere il luogo più assurdo dove rintracciarla?
… e così via.
Queste 36 domande per innamorarsi devono essere impegnative, esattamente come ogni relazione lo è! 😉

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Rebecca Eriksson

Ott 22, 2020 at 4:54 PM

“Eppure ogni volta che sto per andare a cancellarmi da queste liste, ecco che trovo quell’unico link che mi ispira…”
Non sei l’unica, non sei l’unica. Anzi, devo trovare un modo di organizzare meglio le mail, perchè poi alcune cose importanti si perdono.

Trovo le domande interessanti, anche se fare un vero e proprio questionario di esperimento lo troverei esagerato. Non credo scriverò storie d’amore (ma mai dire mai), però ammetto che ci sono spunti interessanti.
Ammetto anche che ad alcune non sarei in grado di rispondere con immediatezza.

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Barbara Businaro

Ott 22, 2020 at 8:20 PM

Per le mail, mi trovo bene con la categorizzazione principale di Gmail, il Principale con le mail personali e dirette, Social con tutte le notifiche social e le newsletter dai siti italiani, Promozioni con le newsletter da shopping, informazione, risorse straniere. Tanto se voglio trovare qualcosa comunque devo usare la ricerca. 🙂
Tutto in questionario insieme per scriverci qualcosa no, il maggior input secondo me arriva da una domanda alla volta, al massimo due o tre insieme, ma lasciar comunque vagare la mente, in cerca di diverse possibili risposte, anche non nostre.
Sul tempo, in effetti non so come sia possibile stare solo 45 minuti a rispondere a tutte, in due! 😀

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