Young and Naïve

Ci sono racconti, o piccole scene, che ti restano nel cuore anche quando sono solo esercizi, un po’ buttati lì, una parola scritta ogni tanto in mezzo ad una giornata caotica. Ma la storia ti piace e ti entra nell’anima.
Questo in particolare è un esercizio della serie Racconti DiVersi sul blog di Michele Scarparo, basato sul testo di una canzone, Yound and Naïve di Heather Rigdon (che potete ascoltare in fondo), una donna matura costretta a separarsi dall’amante perché troppo giovane e ingenuo.
Autobiografico? Eh… magaaaaaaaari!!

 

Il caffè d’improvviso mi va di traverso, annaspo in cerca d’aria e solo con un colpo di tosse secco riesco a riprendermi. Nel frattempo ho rovesciato il resto del contenuto della tazzina sul tavolo. E sulla mia camicia. La stessa camicia di ieri sera, un po’ stropicciata per carità, ma poteva andare bene anche per oggi. Adesso devo per forza passare da casa prima di andare a lezione.
Affranto guardo la stoffa macchiata, e poi lei. Magari ho capito male. Sai, la stanchezza di una notte di sesso, a volte.
“Cosa hai detto scusa?”
Ride sorniona dietro il bordo del suo mug con Snoopy sognatore. Capelli un po’ arruffati, i seni che ancora mi fissano da sotto quella maglietta troppo trasparente.
“43” E poi lo scandisce lettera per lettera: “Quarantatré”.
“Mi stai prendendo per il culo?”
“No.” Sporge maliziosa sopra la ciotola dei biscotti che ci divide e finge di guardare oltre. “Per quanto io adori il tuo culo perfetto…”
“Ma…ma…non puoi avere tutti quegli anni!”
Sospira, e questa volta intravvedo una piccola ruga di malinconia nel suo viso. “Grazie. Dillo alla mia carta d’identità, lei non è così clemente.”
Prende a sfogliare il quotidiano lì accanto, svogliatamente.
Sono stato con una donna che potrebbe essere mia madre. Ma che dico! Mia madre è una vecchia bisbetica, goffa e impacciata, che veste con lunghi grembiuloni a fiori, forse gli stessi di mia nonna, e non ha mai visto un’estetista in vita sua. Men che meno una palestra. Quella che ho di fronte è una dea, incrociata una sera per caso in sala pesi. Non ha niente a che vedere con… ma nemmeno con le mie compagne d’università, poi. Senza contare i numeri di stanotte. Eh già, proprio questione di numeri.
Sbuffo innervosito. Era meglio se non me lo diceva.
“Il mio corpo va bene, ma la mia età no?”
Oh oh, temporale in arrivo. Ha quella pieghetta tra le sopracciglia che non porta niente di buono.
“Non è questo il punto…” Cerco di minimizzare.
“E invece si.” Ripiega il giornale sullo sgabello a fianco. E si fa seria.
“Se fossimo solo io e te, su un’isola deserta, non sarebbe un problema. Ma la vita è diversa. E’ fatta di relazioni sociali, parenti, amici, lavoro, carriera, studio nel tuo caso. Un sacco di persone abituate a giudicare, in base a degli… chiamiamoli standard. Un uomo più vecchio di una donna non stupisce. Una fidanzata dell’età di tua madre si. E per quanto si voglia essere superiori a tutto questo, un ambiente ostile è logorante. E finisce col distruggere anche le cose più belle.”
“Non si vede differenza tra noi. Ho la fortuna di sembrare vecchio io, a quanto pare.”
“Non importa. Si saprà, prima o poi.”
Si alza per riporre le tazze nel lavandino. Le sue natiche mi fanno l’occhiolino fuori da quel tanga striminzito. Non glielo avevo strappato stanotte?
“Quindi…” e lascia la frase in sospeso tra noi.
“Quindi?”
“E’ meglio se la chiudiamo qui.” Si gira verso di me, glaciale.
“Ma neanche per sogno!” esclamo rabbioso. In un balzo le sono accanto, la afferro per le gambe e me la carico in spalla, mentre lei si dimena e squittisce senza sosta. Il tempo di scaricarla sul letto e finalmente le strappo a brandelli il tanga.
E vaffanculo al professore. Stamattina la mamma stava tanto male e non ho potuto lasciarla sola.

 

 

26 commenti su “Young and Naïve

    1. Non è colpa mia… Colazione e Diana Gabaldon, caffè e Joe Falchetto, pranzo e nuovo video di Outlander, spuntino e arriva un tweet del coach, cena e comincia a girare il mugnaio su messenger (che non è Banderas, ma sempre Fraser che si tuffa nudo per disincastrare il mulino…) E’ la famiglia delle Italian peakers che mi distrae e mi conduce per queste strade buie! 😀 😀 😀

  1. Il tuo racconto l’avevo già letto, apprezzato e votato. È stato piacevole rileggerlo… eh, quando certe storie ci piacciono! 😉

  2. Io non l’avevo letto, infatti. Apprezzo la tua grinta nello sfoderare le unghie, non tanto per strappare slip :D, quanto per affrontare senza mezzi termini una scena erotica. Poi apprezzo la scelta del PdV: quello di mettersi nei panni di un uomo eccitato, per noi donne è un esercizio tra i più difficili 😉

    1. Grazie Rosalia! Il tabù non tanto di scrivere quanto di pubblicare una scena erotica l’avevo affrontato con un altro esercizio di scrittura, dallo stesso blog tra l’altro: Thriller paratattico dei tabù Lì ci trovi una versione del thriller che nel frattempo potrebbe diventare un bel racconto, se mi decido a finirlo…
      Come qualcuno aveva notato tempo fa, spesso io mi metto nel PdV (Punto di Vista per i non addetti ai lavori) maschile, a volte lo trovo più divertente, ma soprattutto mette distanza tra l’autore e la trama (e dovrebbe evitare le chiamate preoccupate – o invidiose – delle amiche: Ma lui… chi è?? 😛 )
      Su questo testo, un uomo che l’ha letto e votato ha poi aggiunto a voce: “Si sente che è scritto da una donna. Un uomo non userebbe mai certe parole…mug, ma che è sto mug? Pieghetta tra le sopracciglia, sarà una ruga… Uhm, noi uomini siamo più basici.”
      Sarà per quello Rosalia che per noi donne l’esercizio è difficile? 😀 😀 😀

  3. e sì, veramente bello con il giovincello che non si lascia intimorire dalla quarantatreenne. Certo che le pantere grige ci sanno fare.
    Complimenti.
    Mi hai messo la voglia di cimentarmi con un tema del genere.

    1. Eh, non ci sono più le quarantatreenni di una volta! 😛
      Tu Gian Paolo te l’eri cavata già bene scrivendo la scena tra Daniele e Natalina 😉 Adesso non ti rimane che cimentarti nella differenza d’età, e magari dal punto di vista femminile!

    1. Beh…la foto della mia ultima conquista, in effetti è così. La mia ultima conquista è un pack foto scontatissimo su DepositPhotos e questa foto viene da lì, quindi è una foto della mia ultima conquista! 😛
      Altro che ventottenni assatanati…
      Grazie Elena!

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