(wo)men at work

L’estate è finita. Anche se l’equinozio è fissato al prossimo venerdì 22 settembre, per me l’estate finisce al Gran Premio F1 di Monza.
Dopo quell’ultima domenica di motori ronzanti del primo pomeriggio sapevo che l’indomani sarebbe cominciata la tiritera del “finita la pacchia, adesso si torna a scuola!”, intervallando l’eccitazione per gli acquisti in cartoleria con la paura del nuovo anno, dei nuovi libri, dei nuovi compiti, della nuova pagella. Addio giochi (e libri) spensierati!
Ma io a lavorare ci vado tutti i giorni, ti ricordavano gli adulti.
E adesso che sono da un po’ nel fantastico mondo lavorativo potrei rispondere che, proprio come a scuola, anche qui c’è chi scalda solo la sedia.
Ancora oggi poi, quando vado al supermercato, mi aggiro con gli occhi a stellina tra le corsie del reparto scuola, che poi allestiscono proprio all’entrata del negozio e non mi occorre nemmeno la scusa per passarci attraverso. Mi ritrovo tutto comodamente a portata.
– Cosa hai preso?
– Un evidenziatore.
– Perché, non ne hai abbastanza a casa?
– Ma non di quel colore lìììììììì!
Quindi non è cambiato nulla.
Se non fosse che quest’anno il mio rientro è stato più traumatico del previsto e ho dovuto persino cambiare casa…

 

Se mi chiudi la porta…

Nel bel mezzo della pubblicazione del Diario difficile di un lettore sulla spiaggia, che eccezionalmente vedeva un post giornaliero per un’intera settimana, webnauta è stato messo offline proprio dal suo provider ospitante, con questo bellissimo errore di Bad Gateway:

bad-gateway-error

 

Questo messaggio viene restituito dalle macchine dove è depositato il sito per dire che non riescono a comunicare correttamente e dunque a rispondere alla richiesta del client per quel dominio chiamato. Non è un problema del mio computer e nemmeno del vostro, ma del provider che non ha configurato correttamente la sua rete.
Questa cosa si è verificata negli ultimi mesi ciclicamente, come da rilevazioni di Google Analytics che verifica ogni ora l’esistenza in vita del sito, ad ogni 25-28 del mese (e qui le battute dei colleghi si sprecano, che l’unico server mestruato l’ho beccato io…)

L’ultimo ticket aperto al 28 giugno presso l’assistenza, e non più risolto, recava come ultima comunicazione questa: La questione si sta rivelando molto più complessa del previsto. Il problema è stato individuato e sono state applicate tutte le azioni previste. Sfortunatamente si stanno verificando circostanze scatenanti ancora non completamente identificabili anche in virtù del fatto che si tratta di un ambiente condiviso da diversi utenti. Le microinterruzioni sono sostanzialmente dovute alle nostre operazioni.

Che dal punto di vista informatico è una barzelletta: è banale che su uno stesso webserver siano funzionanti più siti web, è la sua funzione! (Solo colossi come Facebook hanno macchine completamente dedicate, ma credo mi ci vorrà ancora un pochino per arrivare a quel livello…) E’ vergognoso invece che il problema persista per mesi, senza che i siti vengano migrati e divisi su altre macchine perfettamente funzionanti, e il server incriminato venga analizzato e sistemato dai tecnici.
Un sito web deve essere visibile! Se lo “spegni” proprio quando un utente lo cerca, è facile che quell’utente non torni più. Un lettore perso.

Ovviamente questo accade per chi ha un blog su spazio hosting proprietario. Chi utilizza un blog all’interno di piattaforme gratuite (wordpress.com o Blogspot) non soffre di questi malanni, perchè loro dispongono certamente di macchine dedicate, dato il numero di utenti serviti. Come rovescio della medaglia però, un blog di quel tipo non è altamente personalizzabile. Come la differenza tra andare al lavoro in autobus o con la propria auto.

 

…io cambio server!

Appena rientrata dalla ferie, con un bel po’ di scartoffie che ti aspettano sulla scrivania, ho dovuto prendere una decisione difficile: migriamo!
Che tradotto significa: acquistare un nuovo spazio hosting, chiedere il trasferimento dei domini (che sono due, webnauta.it e barbarabusinaro.it 😉 ) e procedere allo spostamento dei file delle pagine e dell’archivio database.
Era già in programma la migrazione del sito, rimandata per questioni personali proprio a questo autunno, da pianificare con calma, ed eravamo ancora al primo step: la scelta del nuovo service provider dove appoggiarci, che fosse fisicamente solido.
Ma al diavolo le scalette: il 29 agosto sera ore 23 ho acquistato il nuovo spazio “tanto lo spostiamo con calma domani notte, e non se ne accorge nessuno”.
Il nuovo provider ha attivato invece la migrazione automatica ed il Nic.it (Network Information Center, il registro di tutti i domini che terminano con .it) ha accelerato l’autorizzazione a sorpresa. La mattina dopo alle 8.59 webnauta era di nuovo “spento”: stavano trasferendo i file! (e il cardiofrequenzimetro al mio polso squillava)

Quindi, se webnauta è migrato alla velocità della luce, quasi senza intoppi (la legge di Murphy è sempre in agguato, si sa), dobbiamo ringraziare il buon Andrea Apollonio di Tribit, più conosciuto però come co-founder di Sitterlandia (avete bisogno di baby o pets-sitter, di colf o di badanti? dateci un occhio, sono appena stati citati addirittura da Il Sole 24 Ore 😉 )
Se non era per lui, con una migrazione così improvvisa giusto al rientro delle attività lavorative di tutta la ciurma, a quest’ora stavamo ancora svuotando la stiva a suon di secchi d’acqua.

 

(wo)men at work

E adesso? Beh, stiamo lavorando al nuovo blog: webnauta è in cantiere (se siamo bravi, stavolta non dovreste accorgervi di nulla…), perché dopo quasi due anni di navigazione dobbiamo lavare lo scafo, carteggiare le incrostazioni dall’opera morta, una mano di primer e due di antivegetativa, già che ci siamo rinnoveremo la verniciatura. Ma non solo: anche i motori hanno bisogno di cavalleria in più, va controllata la resistenza del sartiame e le vele andranno sostituite con materiale di maggior durata e leggerezza.
Vogliamo viaggiare veloci ed essere agili.
Soprattutto io non voglio più preoccuparmi della parte tecnica, ma solo dei contenuti.
Voglio scrivere.
Semplice, no? 😉

Dimenticavo: com’è andato il vostro rientro?

17 commenti su “(wo)men at work

  1. Non essendo mai andata via tutto bene, ma se mi fosse accaduto qualche cosa di simile a te ora sarei nel panico e invocherei il miracolo o l’esorcista.
    Allora aspetto curiosa le modifiche che apporterai al Blogger e nel frattempo ben tornata e buona scrittura.

  2. Eh… quando i server fanno le bizze è una bella rottura… sia di rapporti con il provider storico che ti ha “servito” per anni, che di scatole perché, lo sappiamo tutti noi che abbiamo a che fare con internet, le migrazioni non sono mai semplici al 100%, soprattutto con siti dinamici, database, ecc…

    Comunque ora l’imbarcazione va alla grande… e presto anche oculus migrerà!!!

  3. Posso dire che ti capisco. Negli ultimi due mesi ho migrato tre server in contemporanea, per un totale di 70 siti web con annessi domini di posta. Ho smanettato di brutto anche con WordPress che sarà pure una gran piattaforma ma certi temi che cablano di nascosto le path meriterebbero di essere banditi…

    Sottoscrivo in pieno che “le migrazioni non sono mai semplici”… 😀

    Nonostante tutto, ho fatto un buon rientro, grazie. 😛

      1. Per carità, qualche path cablato ce l’hanno tutti. Ma quando *tutti* i path sono cablati è evidente che chi ha fatto il tema non ha mai fatto migrazioni WordPress in vita sua… 😀

  4. Come ti capisco!
    Quanto ti capisco!
    Quando la nave è im mezzo alla tempesta non serve nemmeno buttare olio in mare. Che se poi finisce l’olio sei preda dei marosi.
    E balli, preda della nausea alla quale non vuoi cedere.
    “Non va”. “Inutile inserire altri post, aspetta che resetto”.
    E il pensiero che freme per farsi parole deve aspettare, trasformarsi in appunti, memoria di concetti.
    Deve mettersi in fila tra un “mi pagheranno?” e un “ho finito l’olio”.
    Cambiare mare, navigando a vista.
    Con la mia fida pipa, miro ad un approdo tenendo saldo il timone. “Niente panico”.
    Buona navigazione.

  5. Sono stata via talmente poco che quasi non me ne sono accorta, in agosto poi faccio sempre molto poco, riposo e letture. Sono rientrata al lavoro già da due settimane e mi sento già immersa nel tran tran. Io con blogger non ho particolari problemi, però non faccio cose troppo sofisticate 😉

    1. Giulia, ti invidio quel “molto poco” di riposo e letture! Il mio agosto è stato un intenso impegno fisico, a seguire la tinteggiatura di casa. Poi torno al lavoro …e devo seguire la tinteggiatura del blog. 😀

  6. onestamente non me ne sono accorto perché tra il 29 agosto e ieri ho avuto una falla nella gestione della mail con thunderbird. Per questo motivo l’account su cui ricevo le tue news l’ho lasciato spento, non volevo perdere nessuna mail. Ieri ho sbloccato la situazione e oggi ho letto women at work.
    Però l’altro sito barbabrabusinaro.it non è ancora attivo o sbaglio?

  7. E com’è andato il rientro… è andato con tutore e stampelle fino al 27 settembre. Però, a onor del vero, parcheggiata sotto l’ombrellone in prima fila e poi coccolata da mia madre in campagna, me la sono passata alla grande e rientrare ha significato la fine dei miei privilegi.
    Buona ripresa dei lavori!

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