Storie di carta, il riciclo delle parole

Riciclo tutto, anche le parole

Sono una riciclona, lo ammetto.
Provengo da famiglie di origine contadina (i miei nonni, sia materni che paterni, erano coltivatori) che avevano patito anche la fame del dopoguerra, quindi sono stata abituata sin da subito a non buttare via niente, non solo in cucina. Se proprio si deve buttare, che sia il meno possibile.
Così bevo l’acqua del rubinetto (dopo aver fatto analizzare l’impianto), acquisto il latte sfuso e lo faccio bollire (ho lo stesso dischetto bollilatte di nonna Rina), utilizzo detersivi sfusi negli stessi contenitori di plastica da ben dieci anni, e se non li trovo sfusi uso la modalità ricarica, la carta stampata viene tenuta come brutta copia sul retro, le magliette lise diventano stracci per la manutenzione della moto, i vasetti di vetro lavati e sterilizzati ospitano le marmellate o diventano ottimi portacandeline natalizie con le vernici apposite, le latte del caffè ricoperte di carta adesiva colorata sono portaoggetti indistruttibili. Persino i bastoncini di polistirene della macchinetta del caffè diventano comodi segnapiante per l’orto.
Riciclo tutto, anche le parole.
Ed è per questo che sono finita dentro l’antologia “Storie di carta” realizzata dal Consorzio Comieco.

 

Riciclare è un’arte

La parte più interessante del riciclo è il riciclo creativo e lì ho iniziato prestissimo. Tutti i rotolini di carta igienica esaurita erano miei, base per portapenne multidimensionali tutti incollati. Qualsiasi scarto dei vestiti di nonna dovevano passare da me, prima di essere buttati davvero nel cestino. Non mi è mai importato del ricamo, ma l’ago ho imparato ad utilizzarlo di necessità, che le bambole non si possono lasciare al freddo e i vestitini li cucivo da sola prendendo il catalogo di Barbie come cartamodello.
Poi utilizzavo molto cartone, quello che trovavo in un angolo al supermercato, per chi voleva portarsi via la spesa senza acquistare le borse di plastica. Dalla parte non stampata, era anche utile per provare i colori delle tempere e teneva meglio l’acqua della carta da disegno di scuola!
La cosa più fantasmagorica che ho costruito?
Dato che Babbo Natale non ha mai compreso le mie letterine e quella volta che gli ho chiesto la casa di Barbie mi è poi arrivata la piscina di Barbie (e pure bucata, così ho allagato il bagno dove mi avevano preventivamente messa a giocare…), ho deciso di fare da me.
Scatolone grande e spesso dei detersivi come base, più altre scatole di scarto per pezzi complementari, tutta la carta da regalo vecchia (ottima quella rossa natalizia per il tetto), forbici con la punta (con quelle arrotondate da bambini non si possono fare i buchi!), colla vinavil e colla stick, nastro adesivo di tutti i tipi e misure (compreso quello isolante di papà, che prendevo di nascosto), calcolo spannometrico dei pesi, delle superfici, e soprattutto del tempo senza genitori curiosoni in giro.
Et voilà: il cottage di campagna di Barbie con tanto di porte scorrevoli, sempre di cartone. Un capolavoro!
Purtroppo non ho foto, ma testimoni quelli si. Oltre alla soddisfazione che mi porto dietro da allora.
C’è da dire che arrivavo già da anni e anni di esperienza nel campo della progettazione avanzata. Con i Lego. 😉

E poi la carta serve a creare in maniera diversa: scrivere storie. Salvarle dai nostri ricordi o dalla nostra immaginazione, e imprimerle in un supporto che dura nel tempo (a volte più di qualsiasi sistema informatico, che teme acqua e fuoco allo stesso modo). Si inizia dal “C’era una volta”, passando per il “Caro diario” e, per alcuni fortunati, continuare con la ricerca del proprio incipit ideale.
Ma nell’agosto 2016 successe una cosa straordinaria: la carta stessa mi chiedeva di raccontare una storia!

 

Note di carta

Stavo lavorando da casa in una di quelle mattine post temporale notturno in cui la temperatura è ancora mite e si può lasciare aperta la finestra e il climatizzatore spento. La massima concentrazione di fronte al solito algoritmo che sfuggiva al buon senso fu disturbata da una canzone lamentosa. Chiusi la finestra convinta che fosse il bambino dei vicini col flauto di scuola sollecitato a impegnarsi nei compiti estivi. La musica era ancora lì. Guardai ogni aggeggio elettronico della mia scrivania, controllati più volte il sonore del mio portatile e che gli altri computer fossero davvero spenti, osservai con perizia l’altra scrivania alle mie spalle, quella incasinata, alla ricerca di qualche componente elettronico lasciato acceso per errore. Niente. E allora lì diventò un fatto personale: da dove diamine arrivava questa melodia insistente e pure storpiata? La sveglia? Il tablet? S’è impazzito il televisore? Tutto spento.
Stavo ribaltando casa peggio di un ladro alla ricerca della catenina d’oro della nonna.
Alla fine, nel fondo del fondo di un cassetto un vecchissimo biglietto d’auguri musicale, di quelli con la batteria a bottone che fanno partire la canzoncina quando li apri, stava suonando. Solo che questo era chiuso. Dentro la busta. Dentro una cartellina. Sotto una pila di carte, e un manuale. Roba da citofonare a Carlo Rovelli e chiedere che te la spieghi.

Scrivere esattamente questo sarebbe risultato noioso e inutile, pure a me (e io scrivo per divertirmi in primis).
Però l’evento mi colpì, e iniziai a pensare in che occasione straordinaria un biglietto simile al mio avrebbe potuto cambiare davvero le cose. Suonando proprio al momento giusto, volendo mandare un messaggio più forte di quello musicale.
Nacque in quel momento il racconto che potete leggere qui: Note di carta

 

Storie di carta: il contest

Lo scorso maggio mi arrivò la segnalazione di un contest di scrittura indetto dal Consorzio Comieco: #storiedicarta.
Per chi non lo conoscesse già, Comieco è il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, ovvero raggruppa produttori, importatori, trasformatori e recuperatori di carta e cartone, e gestisce il sistema della raccolta e dell’avvio a riciclo dei rifiuti cartacei provenienti dalla raccolta comunale. Se ci fate caso, vi capiterà di ricevere qualche consegna all’interno di uno scatolone con marchio Comieco, perché quel cartone viene prodotto e riciclato da uno dei suoi consorziati.
Storie di carta era un concorso nato per unire due passioni: la carta e la voglia di esprimersi. Comieco l’ha promosso per riportare l’attenzione di cittadini, scuole, istituzioni, aziende e associazioni sulla cura nel fare la raccolta differenziata, distinguere dalla carta che si può, e si deve, riciclare da quella che proprio non si può, quella che conserveremo per tutta la vita. Romanzi e racconti nel cassetto compresi.

Storie di carta, Note di carta… C’era qualcosa in comune tra quei due! Sembrava il concorso nato apposta per il racconto (e il biglietto). Così ho deciso di partecipare, anche se tagliare il testo originale a soli 2000 caratteri, lasciando intatta la struttura, è stata un’impresa ardua. Potete leggere la nuova versione qui: Note di carta su storiedicarta.org
Alla fine ho riciclato anche le parole!

Note di carta al concorso Storie di carta per Comieco

Storie di carta: il libro a Bookcity

Tutto qui? Così sembrava. Mi arrivò una mail a luglio dove mi informavano che non ero tra i dieci vincitori del contest, ma avendo raccolto così tante storie, tutte di altissimo valore e cariche di emozioni, Comieco stava valutando l’idea di raccoglierle in un libro.
Passarono mesi e mi dimenticai della cosa. Finché lo scorso 7 novembre mi scrivono per la richiesta di poter indicare anche gli altri dati anagrafici in un articolo che sarebbe uscito su Il Corriere della Sera in merito ai risultati del concorso. Ho detto di sì, tanto i miei dati sono pubblici in questo blog (e poi vedrai che mi sbaglieranno il cognome).
Due giorni dopo mi arriva un’altra mail dall’ufficio marketing di Comieco: Storie di carta è davvero diventato un libro!
Centotrenta delle storie inviate al concorso sono state selezionate e raccolte in un volume edito da Le Piccole Pagine a cura di Andrea Kerbaker (scrittore, segretario del Premio Bagutta e direttore di Tempo di Libri), con le illustrazioni di Massimiliano Aurelio, e suddivise in capitoli sulla base del materiale di carta protagonista del ricordo (lettere, biglietti, documenti e imballaggi).
Dentro quest’antologia c’è finito anche il mio Note di carta. Così.

 

Storie di carta, antologia realizzata da Comie

 

Poi domenica scorsa mi sono davvero ritrovata su Il Corriere della Sera, supplemento La Lettura, pagina 25, primo trafiletto (lo dico per i parenti, che continuano a prendere il quotidiano ogni mattina e non mi trovano 😛 ) Beh, un certo effetto te lo fa, non si può negare.

Storie di carta sul Corriere Della Sera - particolare

 

L’antologia sarà presentata a Milano, nell’ambito di BookCity, questo venerdì 17 novembre alle 18.30 presso la Kasa dei libri, dallo stesso Andrea Kerbaker e dal presidente di Comieco Piero Attoma.
Sono stata invitata a ritirare la mia copia e sono contenta di essere riuscita ad organizzare la mia partecipazione. Perciò vi aspetto!

Comments (30)

Sandra

Nov 16, 2017 at 8:27 AM

E’ tutto assolutamente meraviglioso e sono felicissima per questo tuo successo. L’invito è delizioso, passa una splendida giornata, ma di certo lo sarà.
Vaiiiii
ps. riciclona pure io, eh.

Reply

Barbara Businaro

Nov 16, 2017 at 12:23 PM

Grazie Sandra! Però “successo” è una parola grossa, almeno come la si intende normalmente. Vorrei rassicurare tutti che io continuo ad andare a lavorare tutte le mattine eh! 😀
Meglio considerare “successo” ogni volta che riusciamo a terminare un racconto, o un romanzo, ed emozionare anche uno solo dei nostri lettori. 😉

Reply

Marco Amato

Nov 16, 2017 at 8:58 AM

Beh lasciamelo dire: storia da scrittrice. Complimenti, è un gran risultato. 🙂

P.s. Da bambino, con i miei cuginetti, rubavamo a mia nonna i rotolini di cartone della carta igienica per compiere giochi epici. Tagliavamo a metà il cartoncino così da ricavarne due pezzi. Poi con un taglio longitudinale li aprivamo e creavamo due braccialetti. Li colorovamo, li mettevamo ai polsi e così avevamo ottenuto i braccialetti di… Megaloman!
Altro che playstation… 😛

Reply

Barbara Businaro

Nov 16, 2017 at 12:24 PM

Grazie Marco! E’ una piccola soddisfazione si. 🙂
Megaloman non me lo ricordo proprio, ma a guardare in rete mi sembra l’antenato dei Power Rangers, cambia solo il pantalone a zampa dei costumi colorati. 😛

Reply

Maria Teresa Steri

Nov 16, 2017 at 10:06 AM

Che meraviglia, complimenti Barbara! Ho letto ora la nuova versione del racconto, sei stata brava a condensare tutte le emozioni in così poco spazio.
Questo è un bellissimo riconoscimento sia per la tua scrittura che per la tua storia personale. Anche io amo molto riciclare, secondo me è un’espressione pratica di creatività, ma anche un gesto di rispetto per l’ambiente e per chi non ha tante cose. E la copertina dell’antologia è molto graziosa 🙂

Reply

Barbara Businaro

Nov 16, 2017 at 12:26 PM

Grazie Maria Teresa! Accorciare quel racconto è stato tedioso. Ci sono riuscita credo perché erano passati mesi dalla prima stesura, così l’ho potuto sottoporre ai beta, che nel frattempo non se lo ricordavano più. 😉
Se devi riutilizzare qualcosa che era nato con un’altra funzione, per forza di cose devi mettere in gioco intuizione e fantasia. Quindi riciclare è proprio un’arte!

Reply

Darius Tred

Nov 16, 2017 at 11:41 AM

Complimenti, davvero. Potrei esserci quel giorno in quel de Milan, dovrei essere nei paraggi.

P.S.: però, dottoressa, non mi può cadere su questa frase: “la carta stampata viene tenuta come brutta copia sul retro”. Una come lei mi deve tassativamente stampare fronte e retro, sempre e comunque!
Corregga, corregga subito prima che leggano quelli di Comieco…
😀 😀 😀

Reply

Barbara Businaro

Nov 16, 2017 at 12:27 PM

Caspita Darius! E mica lo puoi scrivere così pubblicamente che potresti essere nello stesso posto dove sono io! E se poi arrivano gli alieni di Focus tutti insieme? 😀 😀
PS: La stampante di casa mia effettua fronte-retro in automatico, quella dell’ufficio no. Se Comieco riuscisse a imporre l’acquisto aziendale di sole stampanti con funzionalità fronte-retro sarei la prima ad esultare! Dove si firma?? 🙂

Reply

Darius Tred

Nov 16, 2017 at 2:05 PM

Non ti preoccupare. Noi alieni di Focus abbiamo il mantello dell’invisibilità. B-)

Reply

nadia

Nov 16, 2017 at 12:33 PM

Evviva, un brindisi a te Barbara la riciclona, o riciclosa, o scrittrice! Mi hai fatto sorridere con la storia del riciclo, e del montaggio della casa di Barbie. Ho riconosciuto il racconto e sono davvero felice presto di leggerlo nel volume cartaceo. Me lo spediranno a casa, almeno così mi hanno promesso e potrò dire di avere uno scritto di Barbara pubblicato anche io!
Continua così super Barbara.

Reply

Barbara Businaro

Nov 16, 2017 at 3:32 PM

Ma tu hai già uno scritto di Barbara pubblicato! C’è l’antologia Storie di gatti!
Pensa: Storie di gatti, Storie di carta… in quali altri Storie finirò prossimamente? 😀

Reply

Nadia Banaudi

Nov 16, 2017 at 8:11 PM

È vero sono a quota due!

Reply

Mister E.

Nov 16, 2017 at 12:47 PM

della serie “come dovrebbe essere gestita un’iniziativa”: nata come Contest (fattosi, conclusosi con relativi vincitori) e poi tramutata in un libro, con dentro gran parte dei partecipanti (130 racconti non sono pochi! quante raccolte pubblicate possono arrivare a questi numeri?) e comunque a tutti (oltre a questi 130 pubblicati) arriverà una copia del libro a casa (ovviamente alla base vi saranno dei fondi disponibili per questa iniziativa, altrimenti difficile).
I complimenti li faccio al racconto (ovviamente) ed alla tenacità dell’autore sul volersi mettere in gioco e provare. A volte si rimane sorpresi di quanto accade.

Reply

Barbara Businaro

Nov 16, 2017 at 3:33 PM

Comieco non ha solo fondi da gestire per attività di comunicazione come questa, ma anche un ufficio marketing di tutto rispetto. All’epoca del contest, il sito non riusciva a caricarmi l’immagine originale del mio biglietto. Bastò scrivere una mail e in poche ore avevano già provveduto a caricarla manualmente. Anche per questo articolo: è bastato chiedere se c’erano delle immagini da utilizzare per l’evento, e gentilissimi mi hanno inviato quello che vedete (solo la foto di testata l’ho dovuta rielaborare per dimensioni richieste dal mio tema).
Grazie per i complimenti. In effetti questo racconto ha preso la sua strada (quasi) da solo! 🙂

Reply

Alessandro Blasi

Nov 17, 2017 at 11:02 AM

Veramente congratulazioni per questo traguardo!! Fa sempre piacere essere menzionati su un giornale … poi vogliamo il selfie con il libro e, magari, con qualche esponente del Comieco!!

Reply

Barbara Businaro

Nov 17, 2017 at 1:11 PM

Nostromo te la fai troppo grande, eh! A lavorare!! 😛

Reply

Giulia Mancini

Nov 17, 2017 at 7:42 PM

Che bella questa storia vera nonché … di carta, fantastico come da un biglietto musicale sia nato un racconto Note di carta che poi attraverso un concorso di un ente che si occupa di riciclo di carta sia nato un bellissimo libro di carta. Complimenti Barbara!

Reply

Barbara Businaro

Nov 18, 2017 at 1:06 PM

Grazie Giulia! Alla presentazione ieri tante emozioni poi. Ve ne racconterò in un altro articolo più avanti, devo raccogliere tutte le foto e (spero) video! 😉

Reply

Grazia Gironella

Nov 17, 2017 at 8:24 PM

Riciclona? Faccio anch’io gran parte delle cose che fai tu, ma sono meno brava. 🙂 Complimenti per il racconto arrivato in porto. Verrei molto volentieri a salutarti al BookCity; anzi, ci sono parecchie persone che vorrei incontrare… perché state tutte a Milano? 😉

Reply

Barbara Businaro

Nov 18, 2017 at 1:23 PM

Perché stanno tutti a Milano?! E’ in queste occasioni che mi rendo conto che la piazza di Milano (probabilmente anche Torino e Roma) offre molto di più che la mia amata Padova. I luoghi non mancano, tra sale comunali storiche e sale universitarie ancora più antiche, ma evidentemente manca qualcuno che organizzi. 🙁

Reply

Daniela Bino

Nov 17, 2017 at 9:14 PM

Cara Barbara, sapessi quanti ricordi sepolti finora in fondo ad un cassetto della mente ed ora tornato a suonare improvvisamente e perentoriamente grazie a questo tuo post! Che dire di più se non: “Brava! Ben scritto!”. Io riciclavo l’argento delle carte che avvolgevano la cioccolata profumata della mia infanzia, quel sentore di mamma che sforna dolcezze per me, che stanco arrancavo, sotto il peso della mia cartella, su per le scale di casa… l’argento che utilizzavo piegandolo e rispiegandolo con la punta delle forbicine per ottenere anelli – sigillo da re… che bei ricordi! Grazie, Barbara!

Reply

Barbara Businaro

Nov 18, 2017 at 1:29 PM

Chissà quante storie con quel sigillo da re! Grazie a te Cutroth!
Alla presentazione Kerbaker ha sottolineato come la carta sia il materiale più prezioso perché quello che maggiormente ci lega ai ricordi. Nel tuo caso (l’anello dalla carta di cioccolata) come nel mio (la casa di Barbie dallo scatolone del supermercato) anche quando si tratta di un “rifiuto”. 🙂

Reply

Marina

Nov 18, 2017 at 1:38 PM

Intanto complimenti, mi piace la copertina, molto!
Il riciclo è stato per anni il campo di azione del laboratorio artigianale che avevo a Caltanissetta, “Ali di carta”: con la plastica riciclata abbiamo fatto di tutto, borse, portaocchiali, borsellini, bijotteria e abbiamo partecipato a un concorso con un pannello in cui abbiamo riprodotto i colori e i sapori della Sicilia, con tanto di mare, vulcano, pale di fico d’India realizzate con pezzettini di plastica colorata ricavati da bottiglie di ogni tipo. Un lavoro bellissimo. Poi anch’io fissata con il riciclo di tutto: ho usato persino i contenitori delle uova e le basi dei flaconi di shampoo e bagnoschiuma.
Va beh, mi fermo, del resto la vera notizia qui è la pubblicazione della raccolta con il tuo racconto. Il riciclo ti ha portato fortuna!

Reply

Barbara Businaro

Nov 19, 2017 at 3:14 PM

Grazie Marina! Adesso che ho il volume in mano, posso dirti che dentro ci sono altre belle illustrazioni dello stesso disegnatore all’interno. E’ proprio una bella edizione rilegata in cartoncino spesso, e ha pure un buon profumo! 🙂
Io riciclo i flaconi di bagnoschiuma grandi del Dove: diventano ottimi portacellulari da parete! E dopo che hanno visto il mio, gli amici ne hanno voluto tutti uno! 😛

Reply

newwhitebear

Nov 18, 2017 at 9:57 PM

felicissimo per te. Il brano – immagino quello pubblicato nel post – mi è piaciuto molto. La tua è una soddisfazione doppia: libro e citazione sul Corriere della sera.

Reply

Barbara Businaro

Nov 19, 2017 at 3:15 PM

La mia è una soddisfazione tripla: alla presentazione ho potuto leggere il brano, e me lo sono fatta chiedere pure due volte da Kerbaker in persona! 😛
Appena ho tutte le foto, vi racconterò meglio!

Reply

Rosalia Pucci

Nov 20, 2017 at 11:35 PM

Brava Barbara, complimenti per il racconto! Una sorpresa che ti donerà sicuramente una bella dose di energia nel percorso della scrittura ^_^

Reply

Barbara Businaro

Nov 21, 2017 at 1:06 PM

Grazie Rosalia! Come ha detto qualcuno, sono belle cose, fa piacere, ma non è che cambiano molto. L’entusiasmo per la scrittura bisogna tenerselo stretto ogni giorno, con o senza menzioni! 😉

Reply

iara R.M.

Nov 21, 2017 at 2:45 PM

Bravissima Barbara! Tanti tanti tanti complimenti.

Reply

Barbara Businaro

Nov 21, 2017 at 6:37 PM

Grazie iara! 🙂

Reply

Leave a comment