E adesso prendimi. Come scrivo le scene di sesso di Outlander
di Diana Gabaldon

“È veramente molto tardi”, dissi, alzandomi a mia volta. “Forse dovremmo andare a letto.” “D’accordo”, fece lui, strofinandosi la nuca. “A letto? O a dormire?” Alzò un sopracciglio interrogativo, con aria malandrina. La straniera, Diana Gabaldon I lettori che mi seguono da un po’ sanno che tra le mie letture preferite in corso c’è la

Tu non puoi capire perché non sei

Quand’ero bambino, poco più di un soldo di cacio, e mia madre mi imponeva delle regole che non mi piacevano o non comprendevo, la sua spiegazione era “tu non puoi capire perché sei piccolo.” Quand’ero adolescente e come tutti gli adolescenti furiosamente critico verso il sistema che mi veniva imposto, sia per studio, famiglia, religione

Writemonkey. Scrivi, scimmietta!

Avevo già toccato l’argomento del free writing, la scrittura libera dalle distrazioni dei nostri computer, sempre connessi in rete e eccessivamente ricchi di notifiche. Potremmo pensare di disabilitare il wi-fi, ma in realtà quando scriviamo anche la sola barra degli strumenti diventa una tentazione micidiale per le nostre sinapsi. Dopo avervi mostrato il sito Noisli

I miei primi pensieri

L’immagine, che è un mio disegno, rappresenta appieno il mio processo creativo, i miei pensieri ingarbugliati tutto il sacrosanto giorno. Questo post partecipa infatti all’iniziativa #imieiprimipensieri lanciata da Chiara Solerio dal suo blog Appunti a Margine. Di cosa si tratta? Lasciare libero sfogo alla creatività, quella pura, libera da aspettative, ansie da prestazione, giudizi auto-limitanti. Scrivere