Cos'è una cartella editoriale

Cartella editoriale pronta per l’uso

Quando si inizia a studiare il mondo editoriale, curiosando tra i blog degli aspiranti scrittori, i siti professionali di editor e agenzie, i bandi pubblicati dei concorsi letterari e le regole d’invio dei manoscritti alle case editrici, ci si scontra da subito con questa parola: cartella editoriale, in genere associata ad un numero di battute.
Non è la cartella del sistema operativo dove salvate i vostri file. E nemmeno quella brutta borsa rigida in cartone e similpelle con cui ci costringevano ad andare alle elementari (ai miei tempi almeno).

La cartella editoriale è l’unità di misura standardizzata (o quasi) utilizzata in campo editoriale per misurare la lunghezza dei fogli dattiloscritti. Ho lasciato tra parentesi il “quasi” perché con il passaggio dalla macchina da scrivere ai computer, dai tasti meccanici ai font grafici, ha fatto perdere una parte dello standard.
Ecco perché in rete ho trovato svariate spiegazioni di come impostare una cartella editoriale. Ed alla fine ho deciso di preparare dei modelli il più possibile fedeli alla definizione dattilografica. Modelli che potete scaricare gratuitamente. 😉

 

Cos’è un cartella editoriale

La cartella editoriale o tipografica è una pagina composta di 1800 battute (30 righe per 60 battute), dove per battuta intendiamo il singolo carattere digitato, compresi i caratteri speciali, tutta la punteggiatura e gli spazi tra le parole.
Capita anche che qualcuno richieda cartelle alternative da 2000 battute (variabili le righe e le battute per riga) o cartelle commerciali da 1500 battute (25 righe per 60 battute), ma lo standard storico è quello delle 1800 battute per foglio.

Modello cartella editoriale

Le impostazioni di base per una cartella editoriale su un foglio A4 sono dunque:

  • carattere a larghezza fissa, con grandezza a 12 punti
  • spaziatura con interlinea esatta, del valore di 22 punti
  • allineamento giustificato
  • margini impostati fissi: superiore e inferiore 3 cm; destro e sinistro 2,4 cm.

Dove è andato perso lo standard? Nella tipologia dei caratteri utilizzati.
Mentre i tasti della macchina da scrivere erano della stessa dimensione, assicurando che ogni carattere occupasse nel foglio lo stesso spazio, negli attuali programmi di videoscrittura la maggioranza dei font utilizza una “i” che occupa un terzo dell’ampiezza della “m”. Di conseguenza, 60 battute al computer sono più “strette” di 60 battute standard.

Per rispettare i termini, si devono utilizzare caratteri a larghezza fissa, ma sono davvero pochi (perché stilisticamente bruttini).
I soli tipi di carattere TrueType monospazio forniti da Microsoft sono Courier New, fornito con Windows 3.1, e Lucida Sans Typewriter, incluso nel pacchetto di caratteri TrueType. Tutti gli altri tipi di carattere TrueType inclusi in Windows 3.1 e il pacchetto di caratteri TrueType sono tipi di carattere proporzionali.
Personalmente ho scelto Lucida Sans Typewriter.

In realtà, dal momento che nei testi di fantasia, contenenti pezzi di dialogo, ritorni a capo per dare respiro alla prosa e salti di riga tra una scena e l’altra, parecchie battute vanno perse nel conteggio. Quindi di fatto il controllo finale è pur sempre il numero di battute totali richieste dal manoscritto. Se si parla di massimo 20 cartelle editoriali, significa un totale di 20 x 1800 = 36000 battute
E questa verifica si effettua con un semplice click in ogni programma di scrittura, anche se sono 19 o 21 fogli A4 in fase di stampa.

Se un editore o un agente hanno esigenze particolari, lo scrivono chiaramente nelle regole di invio. Se sono troppo pignoli, da rasentare la pazzia isterica, c’è da chiedersi se non stiano ostentando una professionalità che non gli appartiene. Ricordiamoci che devono valutare il contenuto del testo, non il suo formato grafico. 😉

 

Cartella editoriale con Word

Vediamo come impostare la cartella editoriale in ambiente Word. Le mie schermate sono prese dalla versione Office 2010 in lingua inglese.
Prima di tutto controlliamo di visualizzare un foglio A4 dal menù Page Layout > Size (Layout di pagina > Dimensioni, in altre versioni Formato > Pagina).

Office Page size

 

Sempre su Page Layout > Margins (Layout di pagina > Margini), andiamo a modificare i margini del nostro foglio sull’ultima opzione Custom margins… (Margini personalizzati): superiore e inferiore 3 cm; destro e sinistro 2,4 cm.

Office Page setup

 

Selezioniamo il nostro carattere Lucida Sans Typewriter con grandezza a 12 punti, direttamente nella barra principale:

Office Fonts

 

Aggiustiamo lo spazio tra le righe, dal menù Paragraph (Paragrafo, nella mia versione vi si accede con la freccettina in basso, in altre c’è Paragrafo > Formato): scegliamo l’allineamento Justified (Giustificato) del testo (anche se non ve ne sarebbe bisogno con un carattere monospazio), configuriamo l’interlinea Exactly (Esatta) di 22 punti e spuntiamo la casella Don’t add space between paragraphs of the same style (Non aggiungere spazio tra i paragrafi dello stesso stile).

Office Paragraph

 

La nostra cartella editoriale è pronta.
Una volta che abbiamo terminato di scrivere, andiamo a verificare il numero di battute totali dal menù Review (Revisione, in altri programmi di videoscrittura lo trovate sotto Strumenti) > Word Count (Conteggio parole): quello che ci interessa è Characters with spaces (Caratteri spazi inclusi).

Office Word Count

 

 

Cartella editoriale con OpenOffice / LibreOffice

Vediamo invece come impostare la cartella editoriale in ambiente opensource. Le mie schermate sono prese dalla versione LibreOffice 5 in lingua inglese, appena installata. Per impostare le unità di misura in centimetri, basta andare al menù Tools > Options, estendere la voce sulla sinistra LibreOffice Writer e sulla scheda General alla voce Measurement unit selezionare Centimeter:

Libreoffice Options

 

Controlliamo di utilizzare un foglio standard A4 dal menù Format > Page (Formato > Pagina). Nella stessa scheda impostiamo anche i margini corretti dell’area: superiore e inferiore 3 cm; destro e sinistro 2,4 cm.

Libreoffice Page style

 

Selezioniamo il nostro carattere Lucida Sans Typewriter con grandezza a 12 punti, direttamente nella barra principale. Se non avete il font installato a sistema (non è un default di Ubuntu), lo trovate scaricabile gratuitamente qui: myFontFree.com

Libreoffice Fonts

 

Verifichiamo la spaziatura tra le righe dal menù Format > Paragraph… (Formato > Paragrafo…): spuntate la casella Don’t add space between paragraphs of the same style (Non aggiungere spazio tra i paragrafi dello stesso stile) e inserire 0.78 cm come Line Spacing di tipo Fixed (corrisponde ai nostri 22 punti).

Libreoffice Paragraph Spacing

 

Sempre nella stessa finestra, ma al tab successivo Alignment (Allineamento), selezioniamo l’allineamento Justified (Giustificato):

Libreoffice Paragraph

 

La nostra cartella editoriale è pronta.
Terminata la scrittura, per verificare il numero di battute totali utilizziamo il menù Tools > Word Count (Strumenti > Conteggio parole): la voce che dobbiamo considerare è Characters including spaces (Caratteri spazi inclusi).

Libreoffice Word Count

 

 

Modelli pronti per l’uso

Se non vi ritrovate con i menù della vostra versione del programma, ecco i modelli già pronti all’uso per voi. Cliccate per effettuare il download:

Modello cartella editoriale [Word].docx
Modello cartella editoriale [Word 97-2003].doc
Modello cartella editoriale [OpenDocument].odt

Scaricate gente, scaricate! 😀
E poi scrivete però!

Comments (43)

grilloz

Ott 14, 2016 at 8:21 AM

Ricordo che mio zio, che scriveva a macchina, mi spiegò il concetto di cartella, ma era prima dell’era del pc, word neanche esisteva ancora, i più moderni usavano una cosa che si chiamava wordstar.
I template sono sempre utli, anche se alla fine basta tenere il conto dei caratteri spazi completi e fare una piccola divisione, no? 😉
Però l’allineamento dovrebbe essere a destra, sennò word ti frega e dilata gli spazi all’occorrenza 😛

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Barbara Businaro

Ott 14, 2016 at 1:55 PM

Ragazzo, a casa dei miei genitori c’è ancora la mia vecchia Olivetti 82. E non farmi ricordare che in Dattilografia avevo 4—- (si, sono proprio 4 meno!) solo perchè il mio disgraziato mignolo non arrivava con forza alle lettere accentate. La prima volta che ho provato una macchina da scrivere elettronica ero in estati! Il correttore automatico!! (un tasto col “bianchetto” adesivo) Adesso capisci perchè letteralmente adoro i computer e non potrei mai stare su un tablet senza una tastiera decente? 😀
Sulla cartella editoriale originale, non si dovrebbe tener conto del totale delle battiture. Sostanzialmente, non si dovrebbe nemmeno mai andare a capo (il che è assurdo in scrittura creativa, ma un po’ meno nel giornalismo). Inoltre, ci sono concorsi letterari che richiedono un numero di cartelle editoriali, e resta sempre il dubbio che qualche segretaria conti i fogli (perchè richiedono ancora il cartaceo!) e non le battute. Nel dubbio, che si fa? In medio stat virtus. Quindi salviamo capra e cavoli, cercando di rispettare ogni paletto.
L’allineamento giustificato è messo per chi usa Times New Roman (carattere proporzionale) e conta solo il numero di battute totali. Stilisticamente sarebbe brutto inviare delle righe che sembrano un elettrocardiogramma! 🙂

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grilloz

Ott 14, 2016 at 2:33 PM

Grazie per il ragazzo, ma mi sa che più o meno siamo coetanei 😛 Io posseggo ancora una vecchia lettera 35 😉
Se richiedono il cartaceo sicuro contano i fogli, io mai mi metterei a contare le battute 😛

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salvatore

Ott 14, 2016 at 9:45 AM

La maggior parte degli addetti ai lavori sono abbastanza estremisti nella scelta del tipo di carattere, che non deve far male agli occhi dopo lunghe sessioni di lettura, per cui quasi sempre richiedono il Time New Roman. Assolutamente da evitare sono i font “fantasia”.

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Barbara Businaro

Ott 14, 2016 at 1:56 PM

I font fantasia vanno bene solo per loghi aziendali, estetici. Se troppo elaborati non sono leggibili nemmeno in forma pubblicitaria. Il lettore va sempre più di corsa e l’informazione deve essere istantanea.
Però mi fa sorridere l’impuntarsi su un carattere (tra l’altro proporzionale, quindi idealmente scorretto per il concetto di cartella editoriale). Ma nel 2016 è ancora così difficile fare Select All > Change character? 🙂

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grilloz

Ott 14, 2016 at 2:35 PM

“Ma nel 2016 è ancora così difficile fare Select All > Change character?”
Io lo faccio sempre quando mi arriva un manoscritto in Arial 😀

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nadia

Ott 14, 2016 at 11:07 AM

Sai che è stato uno dei primi dilemmi in cui mi sono imbattuta? Sì perché mentre scrivere su carta è facile e svolazzi con la calligrafia, contempli, correggi e stenografi, quando si tratta di trasferire tutto sul pc arriva quel buco nero. La domanda è stata per giorni senza risposte. Figurati non usavo neppure internet all’epoca. Solo un pc con un word datato. Poi un passo alla volta ho esplorato tutti i passaggi del programma e fatto prove su prove per vedere cosa rendesse meglio. Se ricordo quel periodo mi viene da sorridere. Sono un diploma magistrale, per decisione paterna ho fatto nel giurassico un corso di office automation dove mi hanno insegnato come organizzare un magazzino (!!!). Quando ho iniziato a casa ad usare il pc mi divertivo semplicemente a scaricare foto e a chiedermi cosa altro servisse. Mai più immaginavo di imparare a scrivere senza guardare la tastiera, ad impaginare..
Ora arrivi tu e mi risolvi il quesito di partenza e mi viene voglia di baciarti. Ma lo sai a chi è all’inizio quanta vita grama hai sollevato?

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Barbara Businaro

Ott 14, 2016 at 1:56 PM

Ho sollevato probabilmente la stessa vita grama che ho passato io lo scorso agosto a cercare una definizione corretta di cartella editoriale!
Perchè ci fosse confusione tra numero cartelle e numero battute. Perchè chiedono un Times New Roman se poi non rispetta le 60 battute in orizzontale per ogni riga. E questa è niente di più la conclusione a cui sono giunta. 🙂
Temo che gli scrittori affermati me ne vorranno per questo. Mi pare ci sia chi si impunta su queste facezie per sbaragliare la concorrenza…
Ma potrebbe essere peggio.
Potrebbero chiederci di sistemare anche gli stili di Word! Credimi, quello è un inferno!! 😉

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Helgaldo

Ott 14, 2016 at 11:45 AM

Come giustamente fai notare una cartella editoriale standard è costituita da 1800 caratteri, spazi inclusi.

Però se ti chiedono uno scritto di tre cartelle, vuol dire semplicemente un testo di 5400 caratteri spazi inclusi. Come lo impagini non è importante, è preferibile non formattare il testo, ma sbandierare tutto a sinistra. Starà poi a chi lo riceve pensare a come pubblicarlo in base alla sua gabbia grafica.

Diverso è il caso per esempio di un concorso letterario o di una valutazione per la pubblicazione. Poiché verrà valutato lo scritto in base anche alla gradevolezza di come il testo viene disposto sulla pagina bisogna pensare a un tipo di fon adeguato font e interlinea non opprimente. Di fisso resta solo la lunghezza, calcolata sempre in cartelle. Quindi la pagina può contenere anche 4000 caratteri, l’importante è che il numero di battute totali corrisponda a quanto richiesto in numero di cartelle.

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Barbara Businaro

Ott 14, 2016 at 1:57 PM

In effetti Helgaldo i dubbi sorgono per le richieste dei concorsi. Tralasciando il fatto che comunque andrebbe valutata la storia e la struttura narrativa, che ortografia, grammatica e punteggiatura devono essere penalizzanti, ma il formato grafico? siamo sicuri che quello sia compito dell’autore?
Comunque, se un concorso cita nel bando “La lunghezza di ogni racconto non deve essere superare le 20 cartelle dattiloscritte (per una cartella si intendono 30 righe di 60 battute circa)” si pongono due questioni: cartella editoriale non è esattamente cartella dattiloscritta (sennò anche quel 4—- che ho preso all’epoca me lo faccio togliere eh!) e se vogliono ragionare in termini di battute totali dovrebbero riportare quelle in alternativa (La lunghezza di ogni racconto non deve essere superare le 20 cartelle o 36000 battute totali spazi inclusi).
Ma forse i partecipanti sono talmente tanti che anche su questo si basa la selezione. Poco letteraria. 🙁

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Helgaldo

Ott 14, 2016 at 11:50 AM

E poi bisogna sempre rileggere il testo prima di spedirlo, perché come vedi ho lasciato degli errori.

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Barbara Businaro

Ott 14, 2016 at 2:00 PM

Errori di battitura. Per tua fortuna, qui non c’è la mia insegnante di Dattilografia! 😉

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Marina

Ott 14, 2016 at 1:15 PM

Ho sempre seguito la regola delle 60 battute per 30 righe, con la disposizione del testo, invece, sono andata un po’ a caso: credo di non avere mai impostato i margini come spieghi bene tu, ho fatto sempre di testa mia, ma in modo che il risultato fosse ragionevole o, meglio, di gradevole visibilità. Il font che uso è il Times new roman, con grandezza 12, lo standard.
Con la cartella word mi sono sempre trovata bene, un po’ meno con quella di Pages del Mac. Hai qualche consiglio pure per questa?

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Barbara Businaro

Ott 14, 2016 at 1:58 PM

Beh, è curioso. Quando ho chiesto ai Melafan cosa utilizzino per scrivere, mi hanno risposto: Office per Mac! (come se avessi pure fatto una domanda stupida…) Quindi ho creato il modello Word che, mi han detto, va benissimo anche su sistemi iOs. Pages non pervenuto.
Purtroppo non ho accesso a macchine Apple per effettuare prove direttamente (senza contare che rischierei l’ammutinamento dei pinguini di webnauta 🙂 )
Quel poco che leggo in rete, Pages supporta l’apertura anche dei file di Word: hai mai provato a “riciclare” la cartella di Word dentro Pages e vedere come ti lascia scrivere? C’è da dire che dalle immagini, l’interfaccia di Pages mi ricorda di più Publisher di casa Office, adatto a produrre depliant e flyer, prodotti per il marketing, più che videoscrittura.

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Marina

Ott 15, 2016 at 12:54 PM

Io mi trovo bene. Lo schema è più o meno analogo a quello del word, impostazione di pagina, layout, conteggio delle parole, però, devo essere sincera, scrivo e salvo file senza chiedere altro al programma. Quando, invece, devo presentare un racconto per un concorso, allora mi rifugio nel Windows, che mi dà più conforto, però devo convertire il file di Pages perché il sistema non lo legge.
Insomma, vorrei uniformare le due attività. Il fatto è che mi viene comodo scrivere su Pages, perché posso sfruttare l’icloud che mi consente di passare dall’ipad al Mac senza difficoltà (e poi io sono innamorata del Mac!)

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grilloz

Ott 15, 2016 at 1:15 PM

Se usi onedrive puoi usare il cloud anche con office (funziona anche con dropbox) io lo uso a volte per rileggere sul cellulare quando sono in tram (scrivere sul cell è un po’ un’impresa 😛 )

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Barbara Businaro

Ott 16, 2016 at 4:21 PM

Siccome sono per la separazione dei poteri, per questioni di sicurezza, anche se uso Office non salvo su OneDrive e avendo caselle Gmail non salvo nemmeno su Google Drive (se non per l’utilità del riconoscimento vocale che abbiamo visto). Uso DropBox, installato su tutti i miei pc, che hanno tutti installato Office. Senza contare che la maggior parte delle volte inizio a scrivere semplicemente su Blocco note (o Notepad). Solo alla fine passo a Word. 🙂

grilloz

Ott 16, 2016 at 6:26 PM

Anch’io sono per la separazione, anche perchè usavo tutti i servizi di google che man mano ha cancellato, quindi sono già stato bruciato diverse volte 😀
Comunque dropbox è perfettamente integrato in office (esattamente come onedrive) cosa che tra l’altro ti permette di usare anche office online in emergenza.

Lisa

Ott 15, 2016 at 6:17 PM

Salvato nella cartella “strumenti”! Grazie, so che un giorno mi tornerà utile! 😀

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Barbara Businaro

Ott 16, 2016 at 4:23 PM

Spero proprio che ti torni utile. E magari che ci vinci anche qualcosa! 😉

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Giulia Mancini

Ott 15, 2016 at 8:54 PM

Ho scaricato i file word, grazie cara Barbara, *_* con il nuovo pc e con Windows 10 mi sento un po’ persa, dovrò abituarmi, non riesco a vedere bene l’anteprima, è tutto diverso, hai suggerimenti?

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Barbara Businaro

Ott 16, 2016 at 4:27 PM

Si, lo so, Windows 10 è anche una mia piaga…Non è ancora del tutto stabile e ogni volta che mi arriva giù un aggiornamento, il computer si “frizza”, costringendomi al riavvio. Ma di che anteprima parli? Quella del menù Start/Avvio? O dell’anteprima del file scaricato? O dell’anteprima di webnauta su Edge, il nuovo browser/visualizzatore integrato? (Non usare Edge, consiglio Firefox o Chrome)

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maria vittoria

Gen 13, 2017 at 2:56 PM

Grazie!

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Barbara Businaro

Gen 14, 2017 at 12:04 AM

Grazie Maria Vittoria e benvenuta nel blog! Spero che la cartella ti sia utile! 🙂

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Saramaz

Mar 03, 2017 at 8:48 PM

Grazie mille mi è stato molto utile! Addirittura nel 2017 per iscriversi all’università serve sapere cosa sia una cartella dattiloscritta… data la mia giovane età non avevo neanche la più pallida idea di cosa fosse, per fortuna sei stata molto esaudiente 🙂

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Barbara Businaro

Mar 04, 2017 at 2:08 PM

Grazie a te Saramaz per essere passata di qua! 🙂

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Stefano

Mar 05, 2017 at 6:42 PM

Personalmente come impaginazione adoro il LaTex e i primi racconti li scrissi una decina d’anni fa con Lyx. Il tutto esiste “anche” per win. Il risultato in postscript e una gioia (tipografica) per l’occhio. Peccato lo si usi poco. Alcune Università, ch’io sappia, lo vogliono per la tesi.

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Grilloz

Mar 05, 2017 at 6:48 PM

Io ci scrissi la tesi 😉 non era espressamente obbligatorio ma fortemente consigliato. E avevano ragione, a parte la qualità grafica, dopo un certo periodo di apprendimento (insomma tocca impararsi un linguaggio) se devi scrivere molte equazioni poi vai come un treno 😉
Ci ho anche fatto l’impaginazione di un romanzo una volta, è stato un po’ una sfacchinata, devo dire, perchè ho dovuto forzare alcuni suoi meccanismi, ma con un po’ di pazienza si ottiene tutto 🙂

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Unwriter

Mar 08, 2017 at 12:09 PM

Grazie per i tuoi preziosi suggerimenti. Ho scaricato il modello di cartella editoriale Open Office, ma i caratteri per pagina risultano essere 1590 circa. Vanno bene ugualmente?

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Barbara Businaro

Mar 08, 2017 at 10:08 PM

Ovviamente no, non vanno bene. Bisogna riaggiustare i margini per avere esattamente 30 righe di 60 battute. La lavorazione per file l’ho fatta su Libre Office, quindi ho provato a installarmi Open Office (Apache OpenOffice versione 4.1.3 per Windows) e in effetti, rispetto al fratello, non rispetta le impostazioni. Nonostante sia una pagina A4, con gli stessi margini e lo stesso font, nella mia versione ogni riga conteneva 64 battute (quindi più battute delle 1800, un risultato ancora diverso dal tuo). Ho riaggiustato i margini destro e sinistro a 2,80 cm anziché 2,40 cm. Prova a rivedere i margini fino a trovare la misura di 60 caratteri nella prima riga, nel tuo caso prova con i margini a 2 cm.
Grazie comunque della segnalazione Unwriter! 🙂

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cri

Mag 27, 2017 at 4:12 PM

Salve a tutti, devo fare x un esame universitario, una relazione di 8-9 cartelle ma devo farla commerciale o editoriale ? Grazie per l’aiuto

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Barbara Businaro

Mag 28, 2017 at 3:11 PM

Benvenuta nel blog Cri. Devi chiedere al professore del corso, perché anche se in ambiente universitario la cartella delle relazioni dovrebbe essere quella editoriale, qualcuno intende semplicemente il formato del documento standard di Microsoft Word, quello che si apre quando crei un nuovo documento vuoto.

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Pablo Cerini

Set 01, 2017 at 4:11 AM

Grazie mille!

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Barbara Businaro

Set 01, 2017 at 9:15 AM

Benvenuto nel blog Pablo. Spero che la cartella editoriale porti fortuna per …concorso? editore? 🙂

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Eleonora

Feb 04, 2018 at 2:42 PM

Scusami, tre cartelle editoriali allora corrisponderebbero a tre pagine del programma di videoscrittura Word?

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Barbara Businaro

Feb 04, 2018 at 3:21 PM

Benvenuta sul blog Eleonora. Tre cartelle editoriali corrispondono a tre pagine di qualsiasi programma di videoscrittura quando la pagina di quel programma è impostata con le misure delle cartelle editoriale qui descritte. I default dei programmi infatti cambiano per versione e lingua, ed utilizzano caratteri di larghezza proporzionale (la pagina standard del mio Word usa Calibri, 11 punti, per un totale a pagina di 2.485 caratteri) 🙂

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Nestor Neroman

Apr 28, 2018 at 3:45 PM

Ciao a tutti. Avrei due domande.
Premessa: Ho la necessità di raggiungere un certo numero di cartelle senza superarlo di molto (La mia paura è di scrivere “troppo”). Uso LibreOffice Writer. Se faccio conteggio parole (spazi inclusi), poi divido per 1800, arrivo al numero di cartelle.
– 1a domanda: Quando vado a capo, immagino che non vengano conteggiato come un certo numero di spazi equivalente all’andare alla riga successiva. Quindi nella realtà il mio numero di cartelle sarà moooolto maggiore di quello calcolato con il sistema sopracitato. Vero? Oppure nel conteggio dei caratteri e degli spazi ci sono anche gli “a capo”???
– 2a domanda: Il numero di cartelle equivalgono, grosso modo, al numero di pagine di un romanzo stampato e rilegato? Ho cercato di contare le battute di alcune pagine di alcuni libri che avevo in casa. Più o meno siamo sulle 30 righe per 60 battute. QUando questo cambiava, cambiava di poco. Vorrei sapere se è corretto quindi pensare che se uno scrive un romanzo di 400 cartelle equivale CIRCA ad un libro di 400 pagine.
Grazie.
NN

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Barbara Businaro

Apr 28, 2018 at 5:12 PM

Benvenuto nel blog Nestor. In realtà le risposte alle tue domande dipendono dall’uso che farai di quelle cartelle. Perché se devi inviare il manoscritto a un concorso o a un editore per la valutazione, in genere sono loro a chiarire se tengono di più alla cartella in senso stretto o al numero di battute totali (finora ho visto dare entrambe le informazioni). Se invece si tratta di mandarle direttamente in stampa, alla seconda domanda la risposta è no, la cartella editoriale non corrisponde ad una pagina stampata, sia per l’utilizzo di font a larghezza variabile, sia perché ogni casa editrice ha un proprio formato di stampa. Ecco perché nel mondo editoriale non si ragiona in termini di “pagine” di un romanzo, ma in “cartelle” o meglio ancora in “battute”. Dunque, 400 cartelle sono 400×1800 = 720 mila battute, un bel tomo direi! 😉

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Nestor Neroman

Apr 28, 2018 at 7:37 PM

Grazie mille per la risposta, che mi soddisfa anche se non ho capito se quando vado a capo quello va a contare negli spazi oppure no.
E poi quando dici 720mila battute, cioè 400 cartelle… un bel tomo. Io fatico a capire quanto diventa grande. Sarebbe comodo sapere quanto sono grandi alcuni romanzi che si trovano nelle librerie. Quante cartelle (o battute) per intenderci…
Io ho davvero paura di aver scritto troppo, e so che se mando ad un editor o ad un’agenzia un romanzo troppo lungo, di sicuro finisce in un cassetto.

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Barbara Businaro

Apr 28, 2018 at 8:40 PM

Scusa Nestor, nei conteggi automatici sia di Word che LibreOffice l’a capo (o new line) non viene conteggiato tra i caratteri e nemmeno tra gli spazi (basta aprire un nuovo documento vuoto e fare qualche prova 😉 ).
Sulla lunghezza di romanzi, ci scontriamo con un altro annoso problema: mentre in Italia usiamo la cartella editoriale/numero di battute, nel mondo anglosassone conteggiano le parole (“Word count” appunto). Purtroppo finora non ho trovato quante battute ci sono nei romanzi famosi pubblicati, ma si trovano i conteggi in parole. Ne ho scritto qui, in merito alla velocità di lettura (che si misura in “parole al minuto”): Come leggere 200 libri in un anno
Il Libraio ha poi pubblicato un’infografica sempre col numero di parole dei romanzi famosi nella storia: Ecco quante parole compongono i vostri libri preferiti
Poi, ti dirò, se tutto insieme è un romanzo tanto lungo, potrebbe essere un’idea provare a spezzarlo in una saga… 😉

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Nestor Neroman

Apr 28, 2018 at 11:18 PM

Grazie mille. Davvero.

Massimiliano Riccardi

Mag 18, 2018 at 6:23 PM

Ok, grazie Ba, mi hai tolto dei dubbi e aiutato a risolvere dei piccoli casini che da anni mi trascinavo

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Barbara Businaro

Mag 19, 2018 at 11:52 AM

Bene Massimiliano, sono contenta! 🙂

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