I miei primi pensieri

L’immagine, che è un mio disegno, rappresenta appieno il mio processo creativo, i miei pensieri ingarbugliati tutto il sacrosanto giorno.
Questo post partecipa infatti all’iniziativa #imieiprimipensieri lanciata da Chiara Solerio dal suo blog Appunti a Margine. Di cosa si tratta?

Lasciare libero sfogo alla creatività, quella pura, libera da aspettative, ansie da prestazione, giudizi auto-limitanti. Scrivere i primi pensieri senza filtri e lasciarli andare, senza temere l’opinione del pubblico. Scrivere senza uno scopo e senza un tema predefinito. Semplicemente scrivere quel che ci passa per il cervello, tale e quale.
Queste le indicazioni per partecipare al gioco:

  1. Fissate un limite minimo di tempo o di parole e indicatele all’inizio del post.
  2. Evitate di rileggere e cancellare, sia durante sia dopo la stesura.
  3. Rinunciate a giudicarvi.
  4. Pubblicate il post sul blog, e osservate ciò che accade.

Detto fatto. Questi erano i miei primi pensieri quel giorno che Chiara pubblicò il suo post.

 

#imieiprimipensieri

Limite di tempo: pausa caffè

Niente, questa cosa mi ronza in testa. Questa cosa qui che ho letto nell’intervista di S. (un attore che seguo, ma farei prima a dire che sono una stalker…beh ma non mi sono ancora presentata sotto casa…si ma poco ci manca perché probabilmente triangolando saprei dove cercarlo al 90% di probabilità di successo, santo Street View e Social tutti united). Insomma: dice, e crediamoci, che quando aveva tipo 17 anni ha ricevuto dei sonori due di picche da qualche ragazza, perché era un po’ più in carne di adesso. E lo capisco, ah, se lo capisco. Sai com’è la fase adolescenziale e quel gran casino fetido dello sviluppo con gli ormoni che se ne vanno a zonzo tutto il sacrosanto giorno e mai al posto giusto. Vaben. Ora, ha tutta la mia stima perché direi che ne è uscito fuori alla grande, tanto più con un -e mi manca la parola, come cavolo si dice, ah ecco si- complesso del genere si è iscritto a scuola di recitazione e adesso gira in qua e in là per mezzo mondo, definito uno degli uomini più sexy. Ma non è questo il punto. Te immaginati quelle povere deficienti che gli hanno dato il due di picche all’epoca. Se non si sono suicidate ancora (che siano online le statistiche dei suicidi di quella zona nella fascia femminile 35-36 anni?), cosa mai potrebbero pensare a ritrovarselo davanti? Tipo al supermercato? Si, che ci va al supermercato, ci sono le foto su Twitter di un’altra stalker che l’ha visto con una busta della spesa e un pacco da 12 uova (proteine per i bicipiti, mi spiegasse anche come fa col colesterolo, magari…un pallet di Barry Sears ogni due giorni?) Beh, in effetti, mumble mumble, ho qui un racconto da scrivere per San Valentino. E siccome non voglio scrivere la solita palla smielosa di lui, lei e palloncini a cuoricino e sbaciuk vari, dai, un racconto di San Valentino per single. Della serie: mannate a fanculo tutti e pensate alla persona più importante al mondo, voi stessi. Credete alla zia, poi tutto viene da sé…Ma non fate quello che faccio io che sono un pessimo esempio, beh ma loro non lo sanno. Mejo così. Dicevo, la tizia al supermercato che incontra dopo…10 anni? si, dai…il compagno di classe alle superiori che aveva trattato di merda. Non lo riconosce, tipo perché adesso fa il modello, il super-modello. Immagina la mascella scomposta di lei quando lui gli dice “Non ti ricordi di me?” E magari lei nel frattempo è single, tipo lasciata a piedi nel bel mezzo di, uhm, non so. E come finisce? A sbaciuk come al solito? Ciao Speranza, sei di nuovo qui? La Speranza è l’ultima a morire vero, perché mi stai sempre tra i piedi quando scrivo e non ti palesi mai quando servi, ah?! E ma lui potrebbe anche essere arrabbiato eh, potrebbe voler restituire il favore, per dire. La gente cattiva esiste, ne vuoi le prove? Ho un paio di mail…pure fresche di oggi. Insomma, mi ci salta fuori il solito volo pindarico, che se non c’è S. c’è qualcuno che gli somiglia. Mi toccherà pagargli i diritti un giorno? Certo, a cena…in natura. Via, esci da questo corpo, spiritello cattivo. Pausa finita, idee appuntate.

 

#imieisecondipensieri (su carta)

I miei secondi pensieri su carta

 

E il racconto?

San Valentino è domani. Vi tocca aspettare 😉

Send to Kindle

16 commenti su “I miei primi pensieri

  1. Che belli questi pensieri spontanei, mi sono divertita un sacco a leggerli! 😀 E voglio assolutamente sapere chi è “S.”, dai dimmelo all’orecchio!
    Hai una bella calligrafia, molto ordinata. Si vede che scrivi molto anche a mano. La mia è diventata orribile, perché ormai mi limito a scarabocchiare più che a scrivere.

    1. Allora S. è pstpstpssstpst! Capito? 😀
      Si, scrivo molto a mano, ma per me scrivere è disegnare, e il disegno rimane sempre il mio primo amore. Davanti al computer ho sempre un blocco di carta da brutta per gli appunti di giornata, che poi si riempiono di sghiribizzi, dai fiorellini alle punte diamantate (più punte, più rotture in corso). Ai tempi, ero il disegnatore assoldato per le caricature da papiro universitario. 😛

  2. Grande Barbara! Aspetto il tuo racconto per domani allora e mi lustro gli occhi. Bellissima calligrafia io quando scrivo a mano faccio anche i pasticci vicino!

  3. Ahah, a proposito di trasformazioni… il contrario è molto più all’ordine del giorno, tipo compagni di scuola bellissimi e sbavatissimi ai tempi del liceo, ridotti a panzoni su teste calve adesso che li rivedo dopo trent’anni.

    1. Dovevi vedere le mie espressioni quando ho aperto l’account Facebook e ho cominciato a rintracciare le vecchie conoscenze. 😀
      Diciamo che la maggioranza ha avuto un decadimento, forse percepibile proprio perché avevano promesso bene e ci si aspettava faville. Ma qualche sorpresa c’è stata, qualche brutto anatroccolo diventato cigno c’è!

  4. Fantastici questi tuoi primi pensieri! Mi immagino la tipa che incontra il superfusto e si pente di avergli dato il due di picche, una situazione molto divertente, se la tipa non sono io 😉 (no io non ho mai dato due di picche a super fusti, anzi ammetto che mi è capitato più di frequente la situazione di cui parla Marini, bellissimi ai tempi della scuola diventati bruttini assai…allora aspetto il racconto!

    1. Bisognerebbe proprio fare una statistica di questi bellissimi che tornano rospi! E i principi azzurri dove si sono nascosti nel frattempo?!
      Tanto per dire: io la Fibra Telecom l’ho presa, ma di Patrick Dempsey manco l’ombra! :/

  5. Bello Barbara! Nel frattempo che aspetto il tuo nuovo racconto, mi immagino un S che vaga al supermercato… mio figlio mi ha appena presentato la lista della spesa ; Vado!

  6. Dopo aver letto questo post, mi scuso per il mio commento: non avevo proprio capito cosa intendessi fare, sono stata precipitosa, credendo di trovare solo il racconto finito. Invece, hai proceduto per gradi, ed è stato molto divertente leggere questo flusso di coscienza. Alla prossima pausa sigaretta, mi butterò nel racconto. 😉

    1. Figurati Chiara, probabilmente mi sono espressa male io. 🙂 Comunque questo è sempre il mio modo di procedere con i racconti, i primi appunti sono flussi di coscienza, qualche pezzo di dialogo, mezza trama, idee con punti di domanda, parole che mi riportano l’immagine. E poi vado per gradi, la lascio fermentare. Quando arrivo a scriverla oramai la storia è già completa.

    2. Io lavoro in modo simile, anche se spesso i “primi appunti” sono già una bozza di scena, che nella seconda stesura assume già una forma definita. 🙂
      Mi è piaciuto moltissimo il tuo modo di affrontare questo gioco. Grazie mille!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *