LORO CHI?

“E’ la magia dell’arte: spargi gioia, prendi grana!”

Questa è la frase che l’altra sera mi ha fatto capitolare a vedere un film italiano. Sono sempre prevenuta verso certe produzioni nostrane, perché ho paura di trovarmi davanti il solito cine-panettone trito e ritrito. Mentre io ho fame di storie originali.
Loro chi? era nella programmazione serale l’unico film che non avevo visto e di cui non sapevo nulla (altri non li avevo visti, ma so che non mi interessano). Film con i bravissimi Edoardo Leo e Marco Giallini, regia di Francesco Micciché e Fabio Bonifacci, produzione Picomedia e Warner Bros.
La trama di per sé non diceva molto: “David, 36 anni, ha un’unica ambizione: guadagnare la stima e il rispetto del Presidente dell’azienda presso cui lavora, ottenere un aumento di stipendio e la promozione a dirigente. Un giorno il suo desiderio sembra avverarsi: presenterà un brevetto che gli farà meritare l’apprezzamento da sempre sognato. In una sola notte, però, l’incontro con Marcello, un truffatore molto abile, gli cambierà per sempre la vita. David perde la fidanzata, il lavoro e la casa, dovendo così chiedere aiuto allo stesso Marcello, colui che lo ha messo nei guai.” da Wikipedia.

Vado quindi a vedermi il trailer su YouTube solo per capire il significato di quello strano titolo, Loro chi?, ed è lì che sento questa frase curiosa sulla magia dell’arte, mentre l’attore butta al vento banconote di carta da una Maserati in corsa per la campagna. Lo stesso personaggio che poco prima afferma: “Diciamo che sono un compositore della realtà”. Non vi dice niente questa definizione?

 

Il titolo del film viene dal nome di un complesso musicale, i Loro, usato anche come fantomatico cognome, che poi è il nome della banda dei truffatori. E quando qualcuno chiede “Conoscete i Loro?”, i fans sono tenuti a rispondere “Loro chi?” in una burla assurda e irriverente, favorendo il loro anonimato.
Il film non è nemmeno una novità, una pellicola del 2015, ma non l’ho mai visto citare nei lit-blog. Eppure parla di uno scrittore.
E di come riuscire a farsi leggere un manoscritto e pagare ben 50 mila euro di diritti d’autore dopo due ore dalla lettura.
Non siete un po’ curiosi anche voi adesso? 🙂

 

Loro chi?

Dopo aver sentito quella frase sulla magia dell’arte, ho inserito il timer automatico sul film in programma nel televisore. Sedevo sul divano con il portatile-macchina da scrivere sotto mano, gli occhi allo schermo del computer dove stavo preparando un post per il blog (rimandato a prossima settimana) e colloquiando oltreoceano in inglese con una scrittrice (io finita la cena, lei a colazione), le orecchie sintonizzate sull’audio della sigla del film.
E questa è la prima scena, un prologo che parte dal fondo della storia, quel primo paragrafo che mi ha inchiodata per due ore alla lettura del romanzo, per sapere come diavolo poteva andare a finire.
Purtroppo non ho trovato alcuna clip video di questo inizio clamoroso, per cui dovrete accontentarvi qui della mia stesura. Ma il film è acquistabile per la visione in streaming direttamente su YouTube.

 

 

 
David, il nostro protagonista, con la giacca rossa da cameriere appena recuperata in una lavanderia, bussa ed entra trafelato in un ufficio, reggendo un vassoio con caffè e cornetto, rubato con uno stratagemma al bar della vicina piazza.
“Dottore, la colazione.”
“Ma io non l’ho ordinata” risponde l’uomo seduto alla scrivania, intento a leggere e segnare con la penna il documento sotto mano.
“Gliela offre una collega.”
“E chi?” chiede stupefatto l’altro.
“Non lo so…però, carina!” David avanza e poggia il vassoio sul tavolo, direttamente davanti a lui.
Il dottore si serve del caffè, mentre il cameriere osserva il materiale depositato in ogni angolo dello studio.
“Quanta carta. Ma allora è proprio vero che al giorno d’oggi chiunque scrive un romanzo!”
“Magari…ne scrivono tre, quattro!” osserva il direttore versando lo zucchero nella tazzina.
“Però dottore…il mio è diverso!” Magicamente David estrae da sotto il vassoio un’enorme busta. “Qua dentro è tutto vero, io non ho inventato niente!”
L’altro sbuffa e gli risponde solamente: “Vabbene si, lo lasci là” e indica una colonna di manoscritti giacenti da chissà quanto tempo. “Le faremo sapere”.
David non demorde. “Senta io, preferirei che lo leggesse subito. Perché…purtroppo devo lasciare il paese. Ho bisogno di un contratto di obbligazione entro…quattro ore.”
Il dottore posa di nuovo la tazzina sul vassoio visibilmente contrariato. “Senta, lei non dovrebbe stare nemmeno qua dentro. Se ne vada o chiamo la sicurezza.”
“Peccato però” risponde il cameriere. “Secondo me ha fatto la scelta sbagliata”
“Capolavoro!” sentenzia l’altro sorbendo il suo caffè.
David raggiunge la porta per uscire, la chiude invece a chiave e si gira verso il dottore puntandogli una pistola contro.
“Allora?” lo minaccia. “Dottore, che facciamo?”
L’altro salta in piedi spaventato. “Eh?”
“Lo leggiamo o no questo romanzo?” Il cameriere si avvicina di nuovo alla scrivania porgendo la busta.
“Si si!” risponde l’altro alzando le mani.
“Perché la vedo un po’ nervoso…” prosegue David.
“No no!”
“Forse meglio che lo leggo io?”
“Si si!” Il dottore si risiede in preda al panico.
David si siede a sua volta nella poltrona di fronte, tira fuori un plico di carta dalla busta e sempre puntando la pistola ben in alto, inizia a leggere.
“Comincia così…

Da giovane con le ragazze facevo un gioco: racconta la tua vita in un minuto. Questo è il mio minuto.
Ti chiami David, hai ventisei anni, vivi a Pomezia e hai un sogno: scrivere e sedurre il mondo con i tuoi romanzi. Ne pubblichi uno, spendi duemila euro e seduci solo una tua zia un po’ rincoglionita.
“Ne ho comprati venti anche oggi, me li firmi? Genio! Genio de zia!”
Decidi di fare una piccola deviazione, diventi giornalista. E’ bello ma non ti pagano. Dicono: “Ancora? Fai un bel lavoro, vuoi pure i soldi?”
Altra piccola deviazione, ufficio stampa del futuro sindaco di Velletri. “Hanno beccato Colli con due puttane”.
Nuova piccola deviazione, fai testi via web per un’azienda di vernici al Nord. Un giorno scrivi uno slogan ignobile: Il mio smalto indurisce subito. “Capolavoro! David lei è assunto, le do tutta la comunicazione, si trasferisce qui a Trento, si fa un mazzo così e prende milletrecento euro al mese. Contento eh? Contento? Bravo!”
A forza di deviazioni, hai trentasei anni, una donna e una casa a Trento. Il tuo sogno? Promozione e millesettecento euro al mese, ma li avrai se fai il lancio di un brevetto mondiale.
Però sei incerto…”

 

Loro chi? - David legge il manoscritto (C) Warner Bros 2015

 

Alzi la mano chi…

…dopo questo inizio avrebbe avuto il coraggio di cambiare canale?
Il povero David mi è sembrato così familiare e simpatico da subito.
Non voglio raccontarvi troppo della trama, ma è in questa sua vita di marketing manager che entra in gioco la notte brava con un cameriere in giacca rossa (non è un caso!) di nome Marcello che gli offre una birra e gli chiede aiuto per scroccare un invito a cena dalle seducenti vicine di casa, giovani e dall’accento dell’est Europa.
Come nel trailer, si risveglierà dopo due giorni in una casa vuota, senza portafoglio, documenti, cellulare e chiavi dell’auto. E senza aver presenziato all’evento lancio del nuovo prodotto che gli sarebbe valso la promozione. Viene licenziato in tronco.
Disperato, torna dalla zia, quella zia rincoglionita che gli acquistava tutte le copie del suo primo libro. Trecento euro, un cellulare esaurito e una vecchia Fiat 127 lo rimetteranno in corsa per cercare Marcello, il suo truffatore.
Ma Marcello ha più facce: cameriere, vigile, padre francescano, medico chirurgo e chissà quante ancora. Di lui si sa solo che è un fanatico dei Loro, una band rock che suona senza preavviso in qualche locale della costa laziale. “Loro chi?” si sente continuamente rispondere al telefono.
Alla fine lo trova, anzi, li trova: Marcello e le due donne, Ellen e Mitra. Più che una banda, una famiglia allargata (anche su questo avrete di che sorridere, promesso!).
E li seguirà in assurde avventure, primo per essere ripagato del maltolto e poi perché “quando io sognavo di fare lo scrittore no? beh, sognavo proprio di vivere così, come se fosse un romanzo, non è che ti serve un socio?”

Mi sono chiesta se ci fosse un libro, prima del film.
No, soggetto e sceneggiatura sono originali ad opera di Fabio Bonifacci, di cui leggo su Wikipedia: “dopo la laurea in filosofia, inizia a collaborare con testate come il Resto del Carlino e L’Unità e con le riviste umoristiche Cuore e Comix… Inoltre lavora nel campo della pubblicità… Dopo aver scritto tre romanzi, rimasti inediti… pubblica per Mondadori il suo primo romanzo Amore, bugie e calcetto, commissionato dopo la sceneggiatura dell’omonimo film…”
Insomma, qualcosa mi dice che quel David nasce un po’ dalla sua esperienza sul campo. E forse forse ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpa. 😉

 

Ma Loro chi sono davvero?

Alla fine del film, quando torniamo nuovamente nell’ufficio dell’editore, ci sembra tutto chiaro e cristallino: David è stato truffato non una, ma ben due volte ed ora è costretto a fuggire all’estero. E gli resta solo una carta da giocare, anzi un manoscritto:

“Loro volevano me. Gli serviva un complice interno. Ti ha scelto perché scrivevi storie, come lui. Ti ha fregato due volte e intanto ti spiegava come. Il truffato deve sempre supplicare per avere la sua truffa, perché io realizzo i suoi sogni… Adesso sei ricercato, ti nascondi e fai l’unica cosa che puoi, l’unica che davvero vuoi: scrivere il tuo secondo romanzo.”

Invece cari miei rimarrete sorpresi dalle ultime battute, e vi chiederete chi è davvero il truffatore e chi il truffato.
Su una cosa il nostro David ha proprio ragione: questo è davvero un bestseller, peccato non sia stato scritto! Sarebbe stato uno di quei libri dove al gran finale ti rendi conto che era tutto lì, sotto i tuoi occhi, caro lettore.
E se il truffato alla fine foste proprio voi? 😉

Send to Kindle

26 commenti su “LORO CHI?

  1. Hai risvegliato il mio interesse anche perché Lui, proprio lui, David mi piace tantissimo come attore. Quindi curiosità alle stelle.
    Che dire… se lo riesco a vedere poi te lo dico.

      1. Ecco finito di guardare ora… che dire… sì mentre leva la maglietta è notevole, ma la fine… non dico nulla non spoilero, ma sottoscrivo parola per parola quello che hai scritto. Davvero interessante il film.

  2. Ho visto il film l’altro ieri. L’inizio è scritto per noi, presa in giro di chi ha il mito della scrittura… E poi il finale sembra preso dai nostri blog: parliamo più degli scrittori che diverremmo che degli scrittori che siamo. 😀

    1. A ben guardare il finale, più che scrivere per diventare scrittore, David scriveva perché voleva essere dentro il romanzo, finché la sua vita diviene talmente avventurosa da rendere superflue le pagine.

  3. Visto anch’io. Un grande finale.
    Pensavo: finiremo per puntare pistole pure noi per ottenere un po’ di attenzione dagli editori? Ma dovremmo anche essere in grado di costruire trame altrettanto efficaci.
    A me è piaciuto molto.

      1. Era così tanta la curiosità che l’ho scaricato e stanotte ho avuto modo di vederlo. Grandissimo Giallini, come sempre.
        Ottimo metodo per farsi pagare i diritti d’autore…
        Diritti d’autore, questi sconosciuti

  4. Bello, l’articolo. Il film deve essere altrettanto. Ho visto un altro film di Bonifacci: “C’è chi dice no”. Ed è un gran bel film, se non lo hai visto, cercalo 🙂 .

  5. Articolo ben scritto, ti ringrazio del suggerimento. Il film così come l’hai descritto è di sicuro da vedere. E mi pare anche molto piacevole. Ottima trovata. Ti saluto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *