Intervista col Ghostwriter
Interview with the Ghostwriter

Ho sempre voluto essere un acchiappafantasmi. Correre velocemente per le strade della città a bordo dell’Ecto-1, scortati dalla polizia. Studiare gli incredibili archivi storici per risalire all’origine del fantasma infestante, scoprendo i misteri più oscuri. Spalmarsi un po’ di melma rosa la mattina per sentirsi più felici.

Ma che ci crediate o meno ai fantasmi, dovrete per forza credere agli scrittori fantasmi perchè ne ho intervistato uno!

Uno vero però, non quelli che si fingono ghostwriter e si presentano poi ai lettori come autori di questo o quel libro che in copertina riporta un altro nome. Se sei un fantasma, devi rimanere nell’ombra.

I always wanted to be a ghostbuster. Run fast on the streets of the city on the Ecto-1, escorted by the police. Studying the incredible historical archives to trace the origin of the weird ghost, discovering the darkest mysteries. Spread some pink slime in the morning to feel happier.

But that you believe it or not in the ghosts, you have to believe in the ghostwriters because I interviewed one!

One true though, not those who pretend ghostwriter and then come to readers as authors of this or that book with another name on the cover. If you’re a ghost, you have to stay in the shadows.

 

Chiariamo infatti ai lettori che cos’è un ghostwriter: è uno scrittore che non usa il proprio nome sull’opera che scrive, ma rimane completamente anonimo, mascherato da collaboratore della casa editrice, mentre il libro viene pubblicato a firma di un altro scrittore o personaggio famoso che non aveva il tempo, o le capacità, di scriverselo da solo.

Non sono andata alla ricerca di ghostwriter di calibro, come Andrew Crofs che chiede mediamente 130 mila euro per un libro, per lo più biografie e saggi per conto di politici, inventori, sportivi, attrici, cantanti, personaggi autorevoli, ma raramente romanzi di fiction. Ed è proprio questo che volevo sapere: esistono davvero ghostwriter di narrativa?

Let’s say to readers what a ghostwriter is: a writer who does not use his name on the work he writes, but remains completely anonymous, disguised as a publisher’s collaborator, while the book is published in the signature of another writer or a famous character who did not have the time, or the ability, to write it alone.

I did not look for ghostwriters of caliber, such as Andrew Crofs who asks for an average of 130,000 euros for a book, mostly biographies and essays on behalf of politicians, inventors, sportsmen, actresses, singers, authoritative characters, but rarely fiction novels. And that’s exactly what I wanted to know: are there really ghostwriters of narrative?

 

Che un cuoco sia bravissimo ai fornelli ma assolutamente impreparato con la scrittura creativa è comprensibile, perciò nessun clamore se si fa aiutare da un professionista per il suo libro di ricette dal sapore anche autobiografico. Lo stesso per un tennista che voglia raccontare come ha raggiunto i vertici mondiali del suo sport e quanta fatica gli è costato: Open di Andre Agassi è stato scritto in collaborazione con J. R. Moehringer, giornalista premio Pulitzer, ma in questo caso il suo contributo è riconosciuto pubblicamente e non lo categorizza come ghostwriter. Come pure per il diario del capitano Chesley “Sully” Sullenberger, il pilota che nel 2009 effettuò uno spettacolare atterraggio di emergenza nel fiume Hudson salvando 150 passeggeri: il libro, scritto in soli nove mesi, riporta in copertina la collaborazione di Jeffrey Zaslow, che fu giornalista del The Wall Street Journal. Anche in questo caso, non si tratta di ghostwriting.

La differenza è sostanziale: l’esistenza del ghostwriter è testimoniata solo da un contratto privato con la casa editrice e mai il suo nome risulta tra le pagine del libro. Queste grandi penne del giornalismo, che pure avranno fatto gran parte del lavoro, vengono aggiunte come firme di potenziamento del valore del testo.

That a chef is very good at cooking but absolutely unprepared with creative writing is understandable, so no clamor if he does help from a professional for his book of autobiographical and flavor recipes. The same for a tennis player who wants to tell how he has reached the world’s tops of his sport and how much effort he has cost him: Andre Agassi’s Open was written in collaboration with JR Moehringer, Pulitzer’s journalist, but in this case his contribution is recognized publicly and does not categorize him as a ghostwriter. As well as for Captain Chesley’s “Sully” Sullenberger diary, the pilot made a spectacular emergency landing in the Hudson River in 2009, saving 150 passengers. The book, written in just nine months, covers Jeffrey Zaslow’s collaboration, which was a journalist at The Wall Street Journal. Even in this case, it’s not ghostwriting.

The difference is substantial: the existence of the ghostwriter is only witnessed by a private contract with the publishing house and its name never appears in the pages of the book. These great journalism pens, which will have done a great deal of work, are added as signatures for enhancing the value of the text.

 

Ma se riesce bene con la scrittura romanzata della vita reale di un’altra persona, cosa succede quando il ghostwriting si applica alla narrativa? Scrivere storie, anche se totalmente inventate, è pur sempre una questione personale e quel testo, volente o nolente, è parte dell’autore.

Come può abbandonarlo al destino, senza la protezione del suo cognome, senza sentirsi un po’ in colpa?

Questo volevo sapere e la mia ricerca mi ha portato fuori dall’Italia, perché nel nostro paese il ghostwriting nonfiction non ha mercato (anche se i maligni sostengono il contrario, Fabio Volo scrive da solo i suoi romanzi). Oltreoceano invece ci sono intere agenzie di ghostwriter preparati, anche di narrativa.

But if go well with the writing of another person’s real life, what happens when ghostwriting applies to fiction? Writing stories, even though totally invented, is still a personal matter, and that text, willing or nil, is part of the author.

How can he abandon him to fate, without the protection of his last name, without feeling guilty?

This I wanted to know and my research brought me out of Italy, because in our country ghostwriting nonfiction has no market (although the malicious argue the opposite, Fabio Volo writes alone his novels). Across the ocean, however, there are entire agencies of prepared ghostwriters, including narratives.

 

Come spiega l’agenzia Priceonomics, la Arbor Books stima che il 35% del suo commercio in servizi di ghostwriting è per la narrativa. Alcuni scrittori bestseller sono diventati nel corso del tempo talmente un marchio, che il loro nome è stato sfruttato con l’intensificarsi delle pubblicazioni grazie ai ghostwriter: come Tom Clancy, tenuto in vita nel mondo letterario anche dopo la sua morte da contenuti inediti, o come James Patterson, che riesce a scrivere una media di sei romanzi all’anno, tra romanzi singoli e sequel di serie, con l’aiuto di co-autori.

Ma loro, i sottoposti, come se la passano?

Così ho rintracciato un ghostwriter straniero, per capire se è vero che si scrive meglio senza pensieri, se è vero che si è pagati di più, se è vero che si fa carriera velocemente, se è tutto oro quel che luccica da lontano.

As the Priceonomics agency explains, Arbor Books estimates that 35% of its trade in ghostwriting services is for narrative. Some best-selling writers have become such a mark over time that their name has been exploited with the intensification of publications thanks to ghostwriters: like Tom Clancy, kept alive in the literary world even after his death from unpublished content, or like James Patterson, who can write an average of six novels per year, including single novels and series sequels, with the help of co-authors.

But they, the subjects, how they doing?

So I traced a foreign ghostwriter, to see if it’s true that it’s better to write without thoughts, if it’s true that you’re paid more, if it’s true that you make a career fast, if it’s all that glitters is not gold afar.

 

Dato che il nostro ghostwriter è americano, questa intervista è riportata in italiano e in inglese, con le domande originali che ho posto al nostro scrittore. La parte tradotta è scritta in corsivo per evidenziare l’intervento di traduzione.

Since our ghostwriter is American, this interview is reported in Italian and English, with the original questions I have put to our writer. The translated part is written in italics to highlight translation.

 

Intervista col Ghostwriter

Interview with the Ghostwriter

Mi hai detto che stai scrivendo nell’anonimato un libro di narrativa, una storia fantasy per ragazzi nell’età 8-12 anni. E’ il tuo primo libro o il tuo primo libro in ghostwriting?

You told me you’re ghostwriting a fiction book, a children’s fantasy story for the age group of 8-12. Is this your first book or your first ghostwriter’s book?

GhostWriter: This is my first ghostwriting book. I have written a few short stories and I am also currently writing my own novel.

GhostWriter: Questo è il mio primo libro ghostwriting. Ho scritto un paio di racconti brevi e sto anche attualmente scrivendo il mio romanzo.

 

I racconti brevi e il romanzo sono dello stesso tipo, per ragazzi? Perché scrivere nell’anonimato questo libro e non scrivere da autore, con il tuo vero nome? E’ una richiesta dell’editore?

Are short stories and novel of the same type, for children? Why ghostwriting this book and not writing like author, with your real name? Is it a request of the publisher?

GW: This is my first children’s story. I’m ghostwriting at the request of the publisher. I do freelance writing work so this is one of my jobs

GW: Questa è la mia prima storia per bambini. Sto scrivendo in anonimato su richiesta dell’editore. Faccio lavori di scrittura freelance, quindi questo è uno dei miei lavori.

 

Secondo te perché l’editore ha voluto un ghostwriter? Si tratta di un libro in una collana sotto pseudonimo? (penso a Geronimo Stilton, lo conosci?)

For you, why the publisher has wanted a ghostwriter? Is this a book in a series under a pseudonym? (I think of Geronimo Stilton, do you know?)

GW: The publisher has previously only done screenplays and didn’t find success with them, so they wanted to try an actual book. They didn’t feel they had the skill to write an actual story, so they hired me.

GW: L’editore aveva già scritto solo le sceneggiature e non ha avuto successo con queste, quindi hanno voluto provare con un vero e proprio romanzo. Non sentivano di avere l’abilità di scrivere una storia reale, così hanno assunto me.

 

Com’è il rapporto con questo libro? Non ti sembra di lasciar andare qualcosa di tuo, senza diritti di rivendicarlo pubblicamente? Gli scrittori di solito tengono ai loro libri quanto ai loro figli 😉

How is the relationship with this book? Does it seem to let go of something of you, without rights to claim it publicly? Writers usually keep their books as much as their children 😉

GW: I am having a bit of struggle with it because the publisher gave me a lot of creative freedom, and I found myself becoming attached to the characters in the story. There have been times when the publisher wanted me to write something that I felt the characters wouldn’t do, or it would be something I felt a reader of the story wouldn’t understand.

GW: Sto facendo un po’ di fatica con il libro perché l’editore mi ha dato molta libertà creativa, e mi sono trovato che sto diventando attaccato ai personaggi della storia. Ci sono stati momenti in cui l’editore voleva che io scrivessi qualcosa che ritenevo i personaggi non avrebbero fatto, o sarebbe stato qualcosa che io sentivo un lettore della storia non avrebbe capito.

GW: But since it is technically their story, I have to write it. So I sort of distance myself from the story, while still writing it, if that makes sense.

GW: Ma siccome è tecnicamente la loro storia, io devo scriverla. Così io distacco me stesso dalla storia, pur continuando a scriverla, se questo ha un senso.

 

Certo, ha un senso. Anche se questo tipo di scrittura è molto difficile in questi termini. Mentre con un editor di un tuo libro si può discutere se apportare questa o quella modifica, con un editore di un libro in ghostwriting il dialogo diventa complicato e l’autore perde “forza” per ciò che sente. D’altro canto, dal momento che non ci sarà il tuo vero nome sopra la copertina, non ti senti più libero dalle critiche, dalle vendite, dal successo o dal fallimento che avrà il libro?

Of course, it makes sense. Although this type of writing is very difficult in these terms. While with editor of you own book you can discuss whether to make this or that edit, with a publisher of a ghostwriting book, the dialogue becomes complicated and the author loses “strength” for what he feels. On the other hand, since there will not be your real name above the cover, do not you feel free from criticism, sales, success or failure that the book will have?

GW: Since my name will not be on the book, I do mostly feel free from any criticism the book may receive, but as a writer I will also have to deliberately distance myself from any negativity the book may receive. My own personal feelings would be that I would feel badly if the book was not received well, because I know I wrote it. I am confident that I can distance myself, and just focus on getting the job done for the publisher.

GW: Dal momento che il mio nome non sarà sul libro, mi sento libero da ogni critica che il libro possa ricevere, ma come scrittore dovrò anche distanziarmi deliberatamente da ogni negatività che il libro possa ricevere. I miei stessi sentimenti personali sarebbero che mi sentirei male se il libro non fosse ricevuto bene, perché io so che l’ho scritto. Sono fiducioso che posso distaccare me stesso, e concentrarmi solo sul portare a termine il lavoro per l’editore.

 

Quindi come i fantasmi restano legati alle loro questioni in sospeso, anche i ghostwriter rimangono comunque legati ai loro libri, da un filo invisibile ai lettori. Torniamo indietro un momento. Quando hai cominciato a scrivere narrativa? E quando hai deciso di farne una professione, non solo un hobby?

So as the ghosts remain tied to their pending issues, ghostwriters are still bound to their books, from a wire that’s invisible to readers. Let’s go back a moment. When did you start writing fiction? And when you decided to make it a profession, not only an hobby?

GW: I started writing fiction around the age of 8. I had read Little Women and The Hobbit, and my love of reading and creating merged into the love of telling a story. I would write stories about all sorts of things, but I always gravitated toward fantasy and science fiction. I decided to make fiction writing a profession about three years ago, but it has been a slow journey. I am still overcoming fears and doubts, as I believe most writers do, and I am also going to school specifically for creative writing, just to help me get familiar with the entire process of writing as a career.

GW: Ho iniziato a scrivere narrativa intorno all’età di 8 anni. Ho letto Piccole donne e Lo Hobbit, e il mio amore per la lettura e la creazione si sono fuse nell’amore di raccontare una storia. Vorrei scrivere storie di ogni tipo, ma ho sempre gravitato attorno al fantasy e alla fantascienza. Ho deciso di fare della scrittura creativa una professione circa tre anni fa, ma è stato un viaggio lento. Sto ancora superando timori e dubbi, come credo la maggior parte degli scrittori fanno, e sto andando anche a scuola in modo specifico per la scrittura creativa, solo per aiutarmi a familiarizzare con l’intero processo di scrittura come carriera.

 

In questo tuo percorso, è una scelta di essere un ghostwriter? Oppure ti è capitato per caso e hai deciso di provare, visto che questo è il tuo primo libro in ghostwriting?

In this your path, is it a choice to be a ghostwriter? Or this happened by chance and you decided to try, since this is your first ghostwriting book?

GW: It is not my path to be a ghostwriter. This happened by chance so I decided to take it and see how it went. I believe that after this project is done I won’t do anymore fiction ghostwriting, because I keep my characters and stories close to home, and would prefer to write my own.

GW: Non è il mio percorso essere un ghostwriter. E’ accaduto per caso, così ho deciso di prendere l’occasione e vedere come va. Credo che quando questo progetto sarà terminato non scriverò più fiction in anonimato, perché tengo con me i miei personaggi e storie, e preferirei scriverne di mie.

 

Credo in effetti ci voglia molto coraggio per il ghostwriting. Hai conosciuto altri ghostwriter prima di iniziare? Ti hanno dato qualche consiglio su questa attività? Ti sembravano più distaccati dalle loro storie?

I think ghostwriting takes a lot of courage in this sense. Did you know other ghostwriters before you start? Did they give you any advice on this type of writing, on this business? Did they seem more detached from their stories?

GW: I didn’t know any ghostwriters, so I sort of went in blindly. I did do a bit of internet research beforehand, but it was all on my own.

GW: Non ho conosciuto nessun ghostwriter, così vado un po’ alla cieca. Ho fatto un po’ di ricerca su internet prima, ma poi ho fatto tutto da solo.

 

Ancora più difficile. Te l’ho chiesto perché, cercando informazioni sul mondo del ghostwriting, ho trovato che in rete esistono varie associazioni, per esempio questa: Association of Ghostwriters Qui in Italia non abbiamo questo tipo di organizzazione, i ghostwriter sono collaboratori della casa editrice, noti solo agli addetti ai lavori. Il tuo contatto con la casa editrice com’è stato? Ti hanno chiamato loro? Come ti hanno trovato?

More difficult too. I asked you because, looking for information about the world of ghostwriting, I found that there are various associations on internet in USA, for example this of NY: Association of Ghostwriters Here in Italy we don’t have this kind of organization, ghostwriters are simply collaborators of the publishing house, known only to insiders. How was your contact with the publisher? Did they call you? How did they find you?

GW: I am a member of a website called Guru, where people can go and search for jobs that require specific skills, and I applied for the ghostwriting position because it seemed a good way to get some writing experience. The publisher hired me via the website.

GW: Sono un membro di un sito chiamato Guru, dove le persone possono andare e cercare per lavori che necessitano di particolari competenze, e io ho fatto domanda per la posizione di ghostwriter perché sembrava una buona strada per avere qualche esperienza di scrittura. L’editore mi ha assunto tramite il sito web.

 

Anche in Italia abbiamo siti di questo tipo, come per esempio Twago.it, però non credo che le nostre case editrici cerchino lì i ghostwriter italiani. L’editore per cui stai lavorando lo definiresti piccolo (locale), medio (nazionale) o grande (internazionale) nel panorama statunitense?

We also have websites of this type in Italy, such as Twago.it, but I don’t think our publishers search ghostwriters there. The publisher with you’re working on, would you define it small (local), medium (national) or large (international) in the US market?

GW: I would define it as small. It’s someone who is looking to break into the ebook world and self-publish.

GW: Lo definirei come piccolo. È qualcuno che sta cercando di entrare nel mondo ebook e self-publish.

 

Questo ci porta proprio a una domanda che mi ero dimenticata di farti. Hai mai pubblicato qualcosa in self-publishing, magari i tuoi racconti brevi?

This brings us to a question that I forgot about doing. Have you ever published anything in self-publish, maybe one of your short stories?

GW: I haven’t published anything outside of my own personal blog website, but I do plan on self-publishing my first novel when I have finished writing it 🙂

GW: Non ho pubblicato nulla al di fuori del mio blog personale, ma ho intenzione di pubblicare in self il mio primo romanzo quando ho finito di scriverlo 🙂

 

Hai iniziato a scrivere il tuo primo libro sul sito inkshares.com. Non conosco molto bene questo sito, ma mi pare di capire che è un crowdfunding per i libri, giusto? Hai utilizzato questa esperienza su inkshares come referenza per l’editore? Può averlo letto per capire il tuo stile, preparazione, inclinazioni e qualsiasi altra cosa sul tuo modo di scrivere?

You started writing your first book on the site inkshares.com. I don’t know this site very well, but I guess I understand it’s a crowdfunding site for books, right? Did you used this experience on inkshares as a reference for the publisher? Can the publisher read it to understand your style, preparation, inclinations, and anything else about your writing?

GW: I used Inkshares at first in a publishing contest, but I didn’t win. I kept it on there in case I decide to use Inkshares as a publishing platform once my book is finished. I did use it as a reference for my ghostwriting and I believe it did help the publisher decide to have me write for them.

GW: Ho inizialmente utilizzato Inkshares in un concorso di pubblicazione, ma non ho vinto. L’ho mantenuto lì, in caso io decida di utilizzare Inkshares come piattaforma di pubblicazione una volta che il mio libro è finito. L’ho usato come riferimento per la mia scrittura di ghostwriting e credo che abbia aiutato l’editore a decidere di farmi scrivere per loro.

 

Però non hai pensato, terminato questo progetto in ghostwriting, di proporre il tuo romanzo allo stesso editore?

Didn’t you think, finished this ghostwriting project, to propose your novel to the same publisher?

GW: No I’m not going to use the same publisher. I am very close to my own work, and want to make sure it’s in very good hands.

GW: No, non ho intenzione di utilizzare lo stesso editore. Sono molto legata al mio lavoro e voglio assicurarmi che sia in ottime mani.

 

Quindi ritieni che il self-publishing sia un’alternativa migliore delle case editrici tradizionali? Qui in Italia è una continua lotta tra blogger self-publisher per scelta e blogger alla ricerca della casa editrice vecchio stile, un dibattito feroce ogni volta 😉 E’ lo stesso da voi in USA?

So do you think that self-publishing is a better alternative than traditional publishing houses? Here in Italy is a continuous struggle between self-publishing bloggers, for choice, and bloggers in search of the old style publishing house, a fierce debate every time 😉 Is it the same from you in USA?

GW: It is definitely the same here in the USA! I think that self-publishing is good for authors starting out and wanting to get their name out there, and then moving to publishing houses once an author is established.

GW: È decisamente lo stesso qui negli Stati Uniti! Penso che il self-publishing vada bene per gli autori che iniziano e vogliono mettere il loro nome là fuori, e poi spostarsi verso le case editrici una volta che un autore si è affermato.

 

Curioso quello che dici. Perché qui in Italia abbiamo invece la sensazione che le case editrici snobbino gli autori self, soprattutto perché le nostre piattaforme sono effettivamente piene di testi di scarsa qualità e in quel mare gli autori validi si perdono. Però il mercato italiano del self-publishing non è maturo come quello americano. Tornando al tema del ghost-writing, hai detto che questa occasione ti è capitata per caso. Hai deciso poi di accettare il progetto per mettere alla prova la tua scrittura oppure per guadagnare qualcosa dalla scrittura? (magari per finanziare il tuo prossimo self-publishing)

Curious what you say. Because here in Italy we have the feeling that publishing houses snub self authors, especially because our platforms are actually full of poor quality texts and in that sea valid authors are lost. But the Italian self-publishing market is not as mature as the American one. Returning to the theme of ghost-writing, you said that this opportunity happened to you by chance. Did you then decide to accept the project to test your writing or to earn something from writing? (maybe to finance your next self-publishing)

GW: Yes I took the project so I could gain experience for my own writing and so I could have more to add to my writing CV.

GW: Si, ho preso il progetto così posso acquisire esperienza per la mia scrittura e posso aggiungere altro al mio curriculum di scrittura.

 

Se posso chiederti, come vieni pagato come ghostwriter? Fisso per questo libro-progetto o a percentuale sul venduto?

If I can ask you, how do you get paid as ghostwriter? Fixed for this book-project or a percentage of sales?

GW: For this project I am being paid a fixed price. I’m not sure if I will do ghostwriting again after this, but if I did I would want to be paid a percentage of sales.

GW: Per questo progetto mi viene pagato un prezzo fisso. Non sono sicura se farò di nuovo ghostwriting dopo questo, ma se lo facessi vorrei essere pagata una percentuale sulle vendite.

 

Questo significa che per il progetto in corso non ti ritieni pagato a sufficienza e che una percentuale sulle vendite sarebbe, secondo te, maggiore? Qui in Italia abbiamo la sensazione (perché nessuno parla esplicitamente di ghostwriting e di cifre) che i ghostwriter siano pagati con un fisso maggiore, e sicuro, di quanto un autore possa incassare in royaltes sul venduto. Anche se quando ci riferiamo al ghostwriting si tratta in maggioranza di biografie e memorie di personaggi famosi, difficilmente narrativa.

Does this mean that you think you aren’t paid enough for the current project and that a percentage of sales would be greater? Here in Italy we have the feeling (because no one speaks explicitly about ghostwriting and amounts) that ghostwriters are paid with a bigger and more secure price, than an author can cash in royaltes on the sales. Though when we refer to ghostwriting it is mostly biographies and memories of famous characters, hardly narrative.

GW: It may be different for biographies and similar genres, but here in the US, if you aren’t an established writer, it’s not considered a well-paid career. Or at least when I tell people my prices they usually think I’m asking too much because they don’t realize what goes into writing.

GW: Può essere diverso per biografie e generi simili, ma qui negli Stati Uniti, se non sei uno scrittore affermato, non è considerata una carriera ben pagata. O almeno quando dico alla gente i miei prezzi, pensano che chiedo troppo perché non capiscono cosa richiede la scrittura.

 

Non riescono a dare un prezzo ad una cosa che non comprendono. Qui in Italia quando richiedi un editor professionale o un copywriter di tipo business (articoli tecnici per siti aziendali), il prezzo è espresso “per cartella editoriale” (uno standard di 1800 battute, 30 righe da 60 battute ciascuna). Per il ghost writing invece, dato che non si conosce a priori quando sarà lungo un romanzo, ci si accorda per un prezzo fisso su tutto il progetto, con un minimo e massimo di cartelle editoriali.

Solo per capire, come vi siete accordati con la casa editrice per questo progetto? Esiste anche da voi uno “standard” delle pagine? O hai mantenuto la paga oraria indicata nel sito Guru, dove la casa editrice ti aveva contattato?

They can not give a price to something they don’t understand. Here in Italy when you request a professional editor or a business copywriter (technical articles for corporate sites), the price is expressed “by publishing page” (a standard of 1800 keystrokes, 30 lines of 60 keystrokes each). For ghost writing instead, because you con’t know first when going along a novel, you agree to a fixed price on the whole project, with a minimum and maximum of publishing pages.

Just to understand, how did you agree with the publishing house for this project? Do you also have a “standard” page? Or did you keep the hourly pay shown on the Guru website, where the publisher contacted you?

GW: The publisher set a project price for the entire book via Guru. For my personal pricing I prefer being paid hourly.

GW: L’editore ha fissato un prezzo di progetto per l’intero libro, tramite Guru. Per il mio prezziario personale, preferisco essere pagata all’ora.

 

Trovo però difficile scrivere narrativa a tariffa orario. Va bene per un post su un sito, ma per la narrativa non sai mai se una scena da scrivere t’impegnerà una o due ore o addirittura una giornata intera, no? (Sto pensando a come scrivo io 😉 )

However, I find it difficult to write narrative hourly. It’s okay for an article on a website, but for narrative you never know if a scene will impel one or two hours or even a full day, right? (I’m thinking of how I write 😉 )

GW: Yes, a scene can take so much more time or less time than you think. When I’m writing my fiction I can never set a time limit because I will either go past it, or I will not meet the time limit. I definitely keep hourly writing to writing articles or web content.

GW: Sì, una scena può richiedere molto più tempo o meno tempo di quanto pensi. Quando scrivo la mia narrativa, non posso mai fissare un limite di tempo perché andrò oltre, o non arriverò nemmeno al limite di tempo. Sicuramente voglio tenere la tariffa oraria per scrivere articoli o contenuti web.

 

Concludendo, possiamo dire che anche da ghostwriter non è così facile vivere solo di scrittura, anche nel mercato americano, sebbene sia più florido del nostro. Certamente ci sarà qualcuno che ci riesce, ma sono pochi fortunati, esattamente come accade qui in Italia. Io ti ringrazio per avermi dato la possibilità di conoscere questa tua esperienza e dare uno sguardo oltreoceano. Alla fine mi pare di capire che in qualsiasi parte del mondo, se vuoi fare lo scrittore, devi avere molta pazienza e tenacia.

In conclusion, we can say that even by ghostwriter is not so easy to live only with writing, even in the American market, though it is more flourishing than ours market. Certainly there will be someone who succeeds, but they are few lucky, just as it does in Italy. I thank you for giving me the opportunity to know your experience and take a look overseas. In the end, it seems to me that everywhere in the world, if you want to be a writer, you have to be very patient and persevering. And strong. 😉

GW: Yes I agree! And thank you for the interview as well!

GW: Si concordo! E grazie anche per l’intervista!

 

 

Cosa ne penso io?

What I think about it?

E’ stata un’esperienza interessante. Scoprire anche che a migliaia di chilometri, con un fuso orario ben distaccato e una cultura diversa dalla nostra, alla fine gli scrittori hanno gli stessi dubbi e paure, gli stessi blocchi creativi, le stesse difficoltà, anche da ghostwriter, è confortante.

Anche in un mercato di ghostwriting florido come gli Stati Uniti, c’è da sgomitare parecchio anche per diventare un ghostwriter ben pagato (se qualcuno pensava che da ghostwriter si vive di scrittura più di uno scrittore riconosciuto).

It was an interesting experience. also discover that thousands of miles, with a well-spaced time zone and a different culture from ours, writers have the same doubts and fears, the same creative blocks, the same difficulties, also as ghostwriters, is comforting.

Even in a flaming ghostwriting market like the United States, there is a lot of shaking to become a well-paid ghostwriter (if someone thought ghostwriters are living writing more than a recognized writer).

 

Tutto il mondo è paese. E scrivere rimane un lavoro difficile.

The whole world is country. And writing is a hard work.

 

Se poi ci serve un po’ di grinta, un tostapane che balla è la soluzione! 😉

If we then need a little bit of grit, a dancer toaster is the solution! 😉

 

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17 commenti su “Intervista col Ghostwriter
Interview with the Ghostwriter

  1. Intervista interessante.
    Mi lascia perplesso il perchè uun piccolo editore dovrebbe appoggiarsi a un ghost writer (insomma, lo capisco per WilburSmith, me per un autore sconosciuto un nome sulla copertina vale l’altro) a meno che non si tratti di un aspirante autore, il sospetto mi nasce quando lei dice: “I would define it as small. It’s someone who is looking to break into the ebook world and self-publish”, la qual cosa mi lascia comunque perplesso ma per motivi diversi 😛

    translated: Interesting interview. Makes me perplex because a small publisher should rely on a ghostwriter (in short, I understand for Wilbur Smith, for an unknown author a name on the cover is worth the other) unless it’s an aspiring author. The suspect is born when she says: “I would define it as small. It’s someone who’s looking to break into the ebook world and self-publish”, which makes me perplex but for different reasons (ndr: because for us, the word “self-publish” is in contrast with “publisher”)

    1. Ecco la risposta:
      La persona che pubblica il libro è qualcuno che sente di non avere le capacità per scrivere la prosa. Hanno idee per storie e libri, ma non sanno come mettere insieme queste idee in un modo che il lettore possa goderne, per cui hanno assunto un ghostwriter (in questo caso io) per mettere le loro idee in una storia coesiva e divertente. E sì, sono aspiranti, piuttosto che un autore o editore affermato.

      Here is the answer:
      The person publishing the book is someone who feels they do not have the skills to write prose. They have ideas for stories and books, but don’t know how to put those ideas together in a way that the reader would enjoy, so they hired a ghostwriter (in this case, me) to put their ideas into a cohesive, entertaining story. And yes, they are aspiring, rather than an established author or publisher.

  2. Bella intervista e complimenti per l’inglese. Il mestiere affascinante del ghostwriter ora è meno misterioso anche oltre oceano. Faccio tanti in bocca al lupo alla carriera del tuo ospite e mi auguro presto riesca ad avere onori legati al nome come si auspica anche lui. È inutile chi scrive un pizzico di orgoglio lo mostra nel vedere comparire il proprio nome sull’opera.

    translated: Nice interview and compliments for English. The fascinating craft of the ghostwriter is now less mysterious even overseas. I wish good luck to the career of your host and I hope soon he/she have honors related to the name as he/she also hopes. It is useless for those who write a pinch of pride to show it as they see their name appear on the work.

  3. Concordo nel sentirsi consolati sul fatto che anche oltreoceano le difficoltà sono le stesse. Non che goda delle difficoltà altrui, sia ben chiaro! 😉
    Però almeno ci si sente sulla stessa lunghezza d’onda…

    ***

    I’m not having pleasure for anybody else’s doubts, but I agree to feel comforted about knowing to have same doubts and difficulties, here (Italy) and there (USA). The whole world is country, sure.

  4. Oh che gran lavoro hai fatto Barbara.
    Davvero interessante questa intervista, ciò che alla fine trovo irritante è lo sguardo di sorpresa di chi – esiste – quando affermi “sai, il libro del tale non è stato scritto proprio da lui, lo vedi vero che fatica a mettere insieme soggetto e predicato” chiaramente non lo sospettava.
    Per il resto io libri che chiaramente sono stati scritti da altri li snobbo, ma trovo e non una contraddizione che quella del Ghostwriter sia un’occupazione dignitosa.

    translated: Oh, what a great job you did Barbara.
    Really interesting this interview, in the end what I looking irritating is the surprise look of who – exists – when I say “you know, the book of that was not written by him, you see it true that he struggles to put together subject and predicate” he clearly did not suspect.
    For the rest I snobberies books that have clearly been written by other, but I find it rather, than it’s not a contradiction, that Ghostwriter is a dignified occupation.

    1. Abbiamo iniziato questa intervista il 17 aprile, botta e risposta via Messenger, difficilmente connessi alla stessa ora. Si, è stato un lavorone.
      Qui da noi i ghostwriter lavorano sicuramente con certi personaggi dello sport e dello spettacolo 😛
      We started this interview on April 17, Q&A via Messenger, hardly connected at the same time. Yeah, it was a great job.
      Here, ghostwriters are certainly working with come characters of sports and entertainment 😛

  5. Mi scuserete se sono passata a tradurre i vostri commenti, ma mi sembrava giusto nei confronti del Ghostwriter. Anche se con un fuso orario 7 ore indietro al nostro, gli ho chiesto se vuole passare a leggere e commentare 😉

    translated: You will excuse me if I went to translate your comments, but it seemed right to me with the Ghostwriter. Although with a time zone 7 hours back to ours, I asked him/her if he/she wanted to read and comment 😉

  6. Ciao Barbara, da noi il mestiere del ghost writer non è riconosciuto nè ufficializzato, ma questo non significa che non esista. CI sono talmente tanti titoli scritti da persone anonime venduti come romanzi di persone famose… Ma non mi cimenterei mai con un mestiere come questo, forse sono troppo narcisista, ma mi piace che sappiate che ci sono io dietro a ciò che vedete raccontato…
    Certo che se dovessero pagarmi a ore per ciò che scrivo, sarei di sicuro milionaria ! :))

    translated: Hi Barbara, the ghost writer’s profession is not recognized or authenticated here by us, but that doesn’t mean it does not exist. There are so many titles written by anonymous people sold as novels of famous people… But I would never run into a trade like this, maybe I’m too narcissistic, but I like you know that I’m behind what you see written…
    Of course, if they paid me hourly for what I write, I would be a millionaire! :))

    1. Sono convinta infatti che ci siano anche in Italia i ghostwriter, ma non nella narrativa, solo saggistica e biografie, non a caso. 😉
      I’m convinced that there are ghostwriters in Italy too, but not in fiction, only essay and biographies, not by chance. 😉

  7. Intervista molto interessante, un lavoro enorme per di più con la traduzione in inglese, brava Barbara! La figura del ghost writer secondo me in Italia viene usata dalle case editrici per biografie di personaggi famosi, la penso come te. Un ghost writer per la narrativa non trovo abbia molto senso, a meno che non sia un’operazione mediatica abbinata a un personaggio famoso…

    translated: Very interesting interview, a huge job with English translation, good Barbara! The figure of the ghost writer in Italy for me is used for me by publishers for biographies of famous characters, I think like you. A ghost writer for fiction doesn’t find much sense, unless it is a media operation coupled with a famous character…

    1. Grazie Giulia! Mi piacerebbe molto in futuro poter agganciare un ghostwriter nostrano, uno di quelli convinti della propria scelta, se ce ne sono.
      Thanks Giulia! I would love to be able to catch up an italian ghostwriter in the future, one of those convinced of their choice, if theree are any.

  8. Buongiorno Barbara e complimenti per questa splendida intervista.
    A me piacerebbe il lavoro di ghostwriter, scrivere senza la fatica di dover gestire la fama.
    Good morning Barbara and congratulations for this wonderful interview.
    I would love to work as a ghostwriter, write without the hassle of having to manage fame.

    1. Beh, ci sono scrittori che pur avendo fama, non si presentano al pubblico (Elena Ferrante, che non sappiamo chi sia davvero). Quindi più che col ghostwriting, potresti trovare uno pseudonimo con cui firmare le tue opere 😉
      Well, there are writers who, while having fame, are not present to the public (Elena Ferrante, who we don’t know who she really is). So, more than ghostwriting, you might find a pseudonym with which to sign your works 😉

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