Diario difficile di un lettore sulla spiaggia
Giorno 7 – Finalmente casa

Stamattina la famiglia arriva presto e passa mezza giornata in spiaggia con me, così che riusciamo ad evitare il caos autostradale dei rientri di massa, posticipando il viaggio al pomeriggio. Pare sia bollino nero oggi.
Appena mi vedono, iniziano a farmi i complimenti per l’abbronzatura, nonostante la crema solare 50 sono riuscito a scottarmi le caviglie, due meravigliosi calzini bordò, e per la linea. “Hai visto papà che il mare ti fa bene? Sei persino dimagrito!” Vorrei dirgli che la bilancia della farmacia ieri sera segnava un più due chili, il conto della rosticceria della settimana, ma preferisco lasciargli le sue convinzioni. E rimanere sereno.
Sotto l’ombrellone aiuto mio nipote Mariolino, il più grande, con il quaderno dei compiti delle vacanze, che ha lasciato in disparte per un mese intero e adesso si trova a correre veloce sulle pagine. A dirla tutta, è lui che insegna a me, soprattutto matematica e geometria, che non sembravano così complesse ai miei tempi. Carletto è tutto assorto dal suo Focus Junior, pure se ogni tanto gli scappa qualche esclamazione di stupore, a cui segue rigorosa spiegazione scientifica. Mio figlio, occhiali scuri ben calati, si rovina la vista in acuta osservazione della fauna vicina, anche oggi in topless. Mia nuora inconsapevole legge uno di quei romanzetti serie Harmony, ma almeno legge. Io finalmente mi sono deciso a cominciare Guerra e pace, ma dubito di terminarlo così a breve. Quanti ne ho letti di tutti quelli che mi sono portato appresso? Quasi due libri al giorno, anche se qualcuno era poco più che un fascicolo e alla fine ho ceduto alla rilassatezza e al divertimento. Come mio nipote, mi troverò i compiti delle vacanze all’ultima settimana.
Per pranzo, per concludere in bellezza, mio figlio mi porta in rosticceria. E per fortuna il signor Gino capisce subito, per la verità imbeccato dai miei racconti famigliari di questi giorni, e fa finta di non conoscermi. Anch’io simulo sorpresa e soddisfazione per la bontà della frittura mista.
Il tragitto di ritorno dura sempre la metà di quello di andata, anche se l’orologio dice di no. Appena apro la porta di casa, Amilcare, il mio persiano, sbuffa incattivito alle scarpe di mio figlio e viene a strusciarsi alle mie. Ci siamo mancati a vicenda, pure se la signora Gigliola lo rimpinza per bene in mia assenza. Il frigorifero è di nuovo pieno di cose buone e salutari, il bucato pulito e stirato è già dentro l’armadio, il corriere ha recapitato due libri nuovi. Guardo il braccialetto al polso e penso che quest’anno la spiaggia mi mancherà un po’ di più.
Adesso però devo finire Guerra e pace, come è vero che mi chiamo Pietro.

(Fine)

 

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23 commenti su “Diario difficile di un lettore sulla spiaggia
Giorno 7 – Finalmente casa

  1. Oh finalmente si scopre il nome. Piacere Pietro. E anche che ha un gatto dal nome originale. Allora ben tornato a casa e buon proseguimento di lettura, al nostro lettore in trasferta dalle caviglie scottate.
    Come faremo Barbara senza questo appuntamento? Intenso ma bello.

  2. Degna conclusione di una vacanza da vero lettore. Guerra e Pace è un grande romanzo, ma capisco Pietro che ne rimanda la lettura… non è proprio una lettura da spiaggia. Troppe distrazioni! Grazie Barbara per questo bel “sequel” (non so se è la giusta definizione) :))

    1. Beh, c’è chi lo chiama feuilleton (o romanzo d’appendice) perché usciva a puntate la domenica come appendice ai quotidiani), chi invece blog-novel perché al giorno d’oggi il mezzo di diffusione è un blog in rete. C’è chi dice che funzionano (After di Anna Todd è stato pubblicato a puntate su Wattpad prima di trovare un editore), c’è chi dice che fanno molto “vecchio blog”. Vedremo quanti lettori passeranno di qua 😉

    1. Pietro è un nome che ha fatto parte della mia famiglia, anche se per errore d’anagrafe conosciuto con il secondo nome. Non lo so se sarebbe andato proprio proprio d’accordo con questo vecchietto del diario, ma un po’ me lo ricorda. 😉

  3. anche le vacanze finiscono e Pietro, in nostro arzillo vecchietto, che poi sembra più giovane del figlio, torna fra le mura amiche.
    Sette giorni di full immersion nella vita di un vecchietto al mare.
    Simpatico e accattivante come la sua mamma, Barbara.

  4. Piacere, Pietro! Proprio fino all’ultima riga mi hai tenuta eh …. :))
    Come lui tutti siamo rientrati. Però il figlio poteva anche cucinargli qualcosa, alto che rosticceria….
    A me piace l’idea dei racconti a puntate, ma una volta ogni tanto….
    Buona ripresa, Barbara!

  5. Bello. Confesso di aver aspettato tutte le puntate per leggerle tutte alla fine, una dopo l’altra. Qualcuno chiede il sequel… ma bisogna aspettare la prossima estate?!? Dico: Pietro non fa weekend in montagna? Non a va a funghi? O a raccoglier castagne?

    Altrimenti io voto per il prequel! 😛

    1. Ti pare che i pensionati vadano a fare weekend fuori così allegramente ogni mese? Non è mica un pensionato politico! 😛
      Adesso lo lasciamo leggere Guerra e pace… poi chissà, quando ve ne sarete dimenticati è capace di rispuntare fuori all’improvviso.

  6. Finalmente sappiamo il nome. Bel personaggio che è Pietro. Ora dovrai continuare la sua storia, non solo le sue avventure estive. Brava! Mi ha appassionato questo diario e non sono la sola a pensarlo. 🙂

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