Come leggere 200 libri in un anno

Non ho tempo per leggere. A volte capita anche a me di dirla questa frase, non come scusa di fronte all’insistente aspirante scrittore che vuole vendermi il suo esordio (..!), ma piuttosto con triste rammarico per non riuscire a scalare l’enorme lista di titoli in attesa, sparsi per tutta casa. E quelli che ancora mi aspettano in libreria, reale e virtuale.
Finché non mi è capitato nello schermo questo articolo del blogger Charles Chu: In the time you spend on social media each year, you could read 200 books
Ovvero nello stesso tempo che passate sui social ogni anno, voi potreste invece leggere 200 libri.
Impossibile? Ammetto di averlo pensato anch’io quando ho letto il titolo del post.
Praticamente potrei finire tutta la mia coda di romanzi giacenti in un solo anno? Ma figuriamoci!
Poi però il tarlo ha iniziato a scavare: e se fosse vero? Se non fosse il solito articolo acchiappa-visite ma avesse ragione?
Così ho deciso di verificare quello che afferma l’autore, con un po’ di matematica e qualche statistica di casa nostra.
E vi tocca leggere per sapere cos’ho scoperto…

 

Come leggere 200 libri in un anno

E’ una questione di tempo e velocità.
La prima domanda infatti è: quanto tempo occorre per leggere 200 libri? Dipende dalla velocità di lettura.
Nel suo calcolo Charles Chu parte infatti da due dati statistici:

  1. L’americano medio legge 200-400 parole al minuto e lui decide di considerare il valore più alto di 400 wpm (words per minute)
  2. Tipicamente un libro di saggistica (non-fiction) ha circa 50.000 parole

 

Per entrambe i punti, l’autore non cita alcuna fonte. Il Forbes e il DailyMail forniscono entrambi la velocità media degli adulti di 300 words per minute, ma anche questi senza una fonte statistica. Il nostro italiano Wired riporta invece il dato di 250 parole al minuto come normale velocità di lettura, anche qui senza l’origine di questa media.
Mi sono poi chiesta se non ci sia una differenza a livello linguistico: un americano legge più velocemente di un italiano? E quanto questo dipende dalla diversa struttura delle due lingue?
Un amico traduttore mi ha spiegato che in effetti il rapporto parole/caratteri utilizzati è di 1/5 per l’inglese e di 1/6 per l’italiano. Significa che nella nostra lingua abbiamo parole più lunghe, che ci richiedono più tempo in lettura. Inoltre adoperiamo molte più preposizioni e verbi complessi dell’inglese (provate a tradurre frasi di uso comune con Google Translate e ve ne rendete conto subito).
Quindi lo stesso testo in lingua inglese è più veloce da leggere che nella sua traduzione italiana.

 

Ma qual è la vostra personale velocità di lettura? In rete si trovano svariati test, ma io preferisco consigliarvi questo, uno dei pochi che vi presenta un racconto (non un articolo di giornale o un estratto di un saggio) e verifica con delle domande quanto avete davvero appreso del testo appena letto: Test velocità di lettura
Pensavo di essere un lettore bradipo, invece ho una lettura veloce poco più del normale, rispondendo esattamente a tutte le domande del questionario finale.

Volendo potete anche provare con un sito che offre diversi strumenti per aumentare la velocità di lettura, allenando sia la vista che la mente: Faster Reader
Non l’ho utilizzato personalmente, ma se qualcuno decidesse di cimentarsi, mi faccia sapere se davvero funziona e che tipo di incremento si riesce ad ottenere, senza perdere nella comprensione del testo.
Rimane il fatto che la lettura dev’essere un piacere in primis, e come tutti i piaceri non deve sfumare in un attimo.
Ecco perché trovo eccessiva la velocità di lettura indicata di 400 parole al minuto e preferisco considerarne una più bassa, diciamo una velocità di 250 parole al minuto per una lettura comoda e rilassante, nessuna gara a chi finisce prima.

 

Ora dobbiamo capire quante parole dovremmo leggere a questa velocità.
Charles Chu considera una media di 50.000 parole per un libro di saggistica. Ma quante ne contiene un libro di narrativa?

Renato Di Lorenzo nel suo saggio “Scrivete un best seller. Regole e tecniche della narrazione”  afferma che 120.000 parole è la lunghezza ottimale di un romanzo.
In un’interessante infografica de Il Libraio potete vedere il numero di parole dei romanzi più famosi, dai classici, alle saghe, alle novelle più corte. Tra questi, l’esempio più significativo di romanzo contemporaneo è Harry Potter e la pietra filosofale di J.K.Rowling con 76.944 parole, però si tratta di un conteggio in lingua inglese.

Per un dato contestualizzato alla nostra lingua mi sono quindi avvalsa di un ottimo strumento online per statistiche di testo su file in formato epub e pdf, Online Word Counter
Ed ho utilizzato qualcuno degli ebook disponibili dal backup del mio ereader, con questi risultati:

L’assassinio di Roger Ackroyd di Agatha Christie – 60.844 parole
Le Avventure di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle – 57.361 parole
Se niente importa di Jonathan Safran Foer – 99.813 parole
Guida Galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams – 49.968 parole
Mille splendidi soli di Khaled Hosseini – 107.359 parole
La Straniera (Outlander) di Diana Gabaldon – 294.555 parole (!!)
Cinquanta sfumature di grigio di E.L.James – 155.749 parole
Mangia prega ama di Elizabeth Gilbert – 118.933 parole
La più amata di Teresa Ciabatti (finalista Premio Strega 2017) – 58.681 parole

Non ho calcolato una media pesata precisa, ma arbitrariamente ho fissato a 75.000 parole la lunghezza media di un romanzo, considerando che alcuni tomi sono di lunghezza eccezionale e che alcune saghe romantiche, per contenendo più parole, hanno uno stile maggiormente scorrevole.

E adesso non ci restano che i cosiddetti conti della serva, leggermente rivisti rispetto all’articolo di Charles Chu:

200 libri x 75.000 parole per libro = 15 milioni di parole

15 milioni di parole / 250 parole al minuto = 60.000 minuti

60.000 minuti = 1.000 ore

Eh già, il risultato è ben diverso dalle 417 ore prospettate nell’articolo originale. Leggere velocemente dei manuali per assimilare qualche concetto a furia di ripetizioni ed esempi non è la stessa cosa di leggere un romanzo, cogliere la profondità di un personaggio o la complessità della sua storia.
Ci lasciamo quindi spaventare da questo numero? No, perché dobbiamo fare altre considerazioni per capire esattamente cosa sono 1.000 ore nell’arco di un anno della nostra vita.

 

Dove trovare il tempo?

Nel suo articolo Charles Chu inserisce altri due dati statistici importanti, ovvero quanto tempo un americano passa sui social media e a guardare la televisione:

  • 608 ore sui social media all’anno
  • 1.642 ore davanti alla televisione all’anno

per un totale di 2.250 ore all’anno. E noi siamo qui a preoccuparci di ricavare meno della metà di questo tempo per leggere?
Anche in questo caso, l’autore non cita la fonte e così sono andata alla ricerca di qualche dato sulla popolazione italiana.
Sempre Wired sintetizza parte della ricerca Digital in 2017 Global Overview di We Are Social in questi due numeri:

  • 2 ore e 8 minuti al giorno davanti a internet sullo smartphone, ovvero 1.946 ore annuali
  • 2 ore e 25 minuti guardando la televisione, ovvero 2.205 ore annuali

per un totale di 4.151 ore all’anno tra social e televisione, in contenuti non sempre proprio edificanti. A quanto pare, gli americani li stracciamo proprio!
Davvero non è possibile pensare di convertire un quarto di questo tempo nella lettura di libri? Conti alla mano sembra piuttosto facile, il tempo è lì sotto i vostri occhi, va solo modificato il suo utilizzo.
Ma sono la prima ad ammettere che è una questione di abitudine.
E le abitudini si cambiano con piccoli gesti quotidiani.

 

Leggere 200 libri in un anno: a colazione
Come uso io il telecomando durante la colazione 😉

 

Come leggete di solito?

Sempre nel suo articolo Charles Chu ci spiega come è riuscito a leggere 200 libri in un anno, con qualche consiglio pratico.
Soprattutto ci suggerisce di adeguare l’ambiente per facilitarci la lettura, in particolare:

  • rimuovere qualsiasi distrazione attorno a noi (difficile leggere un libro se davanti a voi c’è un tablet acceso con le notifiche dei social che vi tentano come le sirene con Ulisse);
  • rendere i libri accessibili il più possibile: i cartacei nel ripiano dritto davanti a voi, non sull’ultima mensola che vi obbliga a prendere lo sgabello, e un’app sempre pronta per la lettura dal cellulare;
  • utilizzare più strumenti, senza limitarsi ad uno soltanto: leggere libri di carta; leggere sul cellulare, sul computer o sul tablet (magari sincronizzando lo stesso ebook); ascoltare un audiolibro; e questo ovunque vi troviate, in qualunque momento vi sia possibile.

E devo dire che su quest’ultimo punto mi trova davvero d’accordo.
Leggo di più da quando ho deciso di slegare la lettura dalla tipologia del supporto. Leggo cartaceo da sempre, ma ora leggo anche ebook dal Kobo che mi è stato regalato, leggo anche da cellulare sull’Amazon Kindle App quando non ho il Kobo sottomano, leggo da computer durante le pause lavorative. E alla fine leggo di più.

 

Leggere 200 libri in un anno: durante la manicure
Il Kobo è ottimo per leggere durante le asciugature della manicure!

Potreste dirmi che leggere tanto è costoso, ma ho già scritto un articolo su Come leggere libri gratis (o quasi)
Oppure che non potete sempre portarvi appresso un voluminoso cartaceo, ma anche per questo ho scritto un articolo per Leggere ebook dal cellulare ovunque vi troviate, dallo smartphone che comunque è sempre con voi. E insomma, qui le scuse cominciano a scarseggiare! 😉
Oggi abbiamo anche abbattuto la scusa per eccellenza: Non ho tempo per leggere!
Nemmeno io potrò più usarla!

 

Una domanda per voi

Come sono cambiate le vostre abitudini di lettura negli anni? Quali piccole accortezze avete trovato per leggere un pelino in più ogni settimana?
E dall’altra parte, cos’è che vi frena a volte nel leggere durante le pause?
Vediamo se insieme troviamo qualche altro curioso trucco!

38 commenti su “Come leggere 200 libri in un anno

  1. È sicuramente vero che nella vita sprechiamo molto tempo che potrebbe essere impiegato meglio, ma fare stime con la calcolatrice in questo caso mi sembra poco assennato, a meno di non voler fare il solito articolo seo-clickbait come quel tizio americano (non il tuo, si intende).
    Prima di tutto, ritengo che la visione di un buon film, o di una buona serie tv, o l’ascolto di musica, soprattutto per chi lavora con la creatività, siano esperienze importanti al pari della lettura. Sono strumenti e linguaggi diversi, con insegnamenti differenti, tutti utili.
    Secondariamente, è vero che sprechiamo tempo sui social in stupidaggini, ma è anche vero che spesso lo facciamo “tra una cosa e l’altra”. Per esempio, io do spesso occhiate a FB nei secondi o minuti morti del lavoro. Potrei prendere in mano un libro e leggere qualche pagina? Sì, ma che esperienza riceverei in cambio? Una lettura puzzle?

    Quindi sì, è sicuramente vero che potremmo ottimizzare meglio le nostre vite, capita a tutti magari la sera di perdersi dietro qualche idiozia su FB e poi pensare “avrei potuto leggere”. A mio parere, però, quei conti sono al limite del fanatismo o del celodurismo. 🙂
    Per me la lettura è un piacere, non una cosa da misurare. Leggo i libri che voglio e quando voglio, perché mi piace, non per miti fiabeschi per i quali sarebbe una pillola magica che rende migliori e bisogna farlo il più possibile. 🙂

    1. Mi dispiace Daniele che tu l’abbia presa così a vivo, ma in primis questo articolo è per me, perché io cerco di cambiare abitudini sia per la lettura che per la scrittura. E se trovo qualche spunto che mi sia utile, ben venga. E’ anche vero che questo tipo di considerazioni difficilmente si applicano a chi scrive, perché chi vuole scrivere, di sicuro legge e pure tanto. Magari non proprio i 200 libri all’anno (e tieni conto che sul primo articolo si parla di 200 manuali da 50.000 parole, che per lavoro me li divoro in una settimana, proprio a lettura “puzzle” come dici tu), ma anche 100 romanzi all’anno, mischiando vari generi e concedendosi anche qualche storia da ombrellone, sono un ottimo traguardo. Quando ho ripercorso questi calcoli pensavo piuttosto a tutte quelle persone al di fuori del mondo della scrittura, o della creatività in genere, che si trincerano dietro il “non ho tempo per leggere” come se davvero leggere richiedesse un tempo infinito (e guarda che io ne ho 4 in famiglia, per cui ho presente la questione).
      Personalmente, da quando è aperto webnauta e devo gestire tre social, in realtà sui social ci passo meno tempo di prima. E nonostante le insistenze di amici vari, non utilizzo WhatsApp proprio perché vedo quanto tempo porta via a loro.
      Anch’io la sera scorro la guida tv e capita che guardo l’inizio di un film con un libro aperto sotto il naso, finché non decido su cosa concentrarmi. Ma la televisione non è fatta solo di film e serie tv, magari lo fosse! (e uno sceneggiatore non è molto diverso da uno scrittore)
      Leggere non rende le persone migliori, ma leggere è alla base dello studio, consente di apprendere e ampliare le proprie conoscenze. E come disse don Lorenzo Milani: “L’operaio conosce 100 parole, il padrone 1000, per questo è lui il padrone”. Leggere di sicuro aiuta.

      1. Non l’ho presa a vivo figurati, è solo per discutere. E comunque le mie critiche erano dirette all’articolo originale. 🙂 Semplicemente non concordo con gare e classifiche. I numeri da soli non significano nulla, quanto si legge dipende da mille fattori: lunghezza del romanzo (per esempio io preferisco generi in cui spesso i libri sono trilogie o saghe, e anche molto lunghi), approfondimento, etc…
        Chiaro che chi scrive deve leggere, ma non è affatto detto che leggere 200 libri all’anno avendone aperti 8 in contemporanea e spizzicandoli mentre ci si lava i denti perché così si fa il record sia meglio che godersi la lettura, approfondire, capire quello che si legge e non poter vantare certi risultati. Se poi parliamo di manuali e di studio ha ancora meno senso: lo studio richiede anche tempo per apprendere, e soprattutto di pause per far riposare il cervello. 🙂 (certo potendo meglio fare cose diverse da cazzeggiare su FB 😀 ).

        Per quanto riguarda la gente comune: un conto è dire “non leggo mai perché non ho tempo”. Su questo sono perfettamente d’accordo, è una scusa senza senso e il tuo discorso è valido.
        Ma se uno già legge uno/due libri al mese, e nel resto del tempo fa anche altre cose (per esempio guardare buona TV, documentari, o leggere articoli interessanti online, o giocare con i propri figli o con la ragazza/il ragazzo 😛 ) non vedo perché dovrebbe cambiare e puntare a fare grandi numeri per sentirsi migliore. Come sempre non è lo strumento da stigmatizzare o lodare, bensì l’uso, e dire “leggo 200 libri perché non guardo la TV” a me suona vuoto come una zucca di halloween. E molto più inutile. 🙂

        (sulla frase di Don Milani, permettimi di dire che spero, conoscendo il personaggio, sia decontestualizzata e quindi io l’abbia fraintesa, mi occupo quotidianamente di disoccupazione e fasce deboli e detta così è una stupidaggine. 🙂 ).

        1. La frase di Don Milani è slegata dal personaggio (dal momento che non sono cattolica praticante, anzi), ma ha valore soprattutto per me che vengo da una famiglia di contadini, dove mio nonno aveva la terza elementare e i miei genitori hanno la quinta elementare entrambi. E nonostante la cultura sia più accessibile di un tempo, mi capita di leggere curriculum e fare selezione conto terzi e posso assicurarti che una laurea imparata a memoria non aiuta a scrivere un curriculum decente, nemmeno le mail di presentazione. E questo non c’entra niente con le tematiche della disoccupazione e del lavoro che manca comunque in alcuni settori. Ma in quelli dove il lavoro c’è (nella mia azienda si continua ad assumere) sapersi destreggiare con le parole aiuta eccome.

          1. Quello che dici è giustissimo, ma è diverso da dire che i padroni sono padroni perché sono più istruiti. Certamente sensato nel contesto in cui operava Don Milani, con tanti “analfabeti” e pochi “scolarizzati”, non in quello attuale.
            Tornando al tuo articolo, rileggendolo alla luce della tua risposta capisco meglio il tuo intento, io mi ero fermato ai confronto tra numeri, complici anche le polemiche che avevo letto su alcune “competizioni” di lettori.
            Nel senso che tu citi di togliere alibi a chi dice di non aver tempo per leggere è assolutamente condivisibile. 🙂

  2. Anche se ho deciso quest’anno di leggere di meno (25 libri, ma credo che non rispetterò il mio programma) col digitale leggo (leggevo) di più. Per leggere di più basta spegnere la televisione 😉

  3. Non conteggio il tempo, leggo e basta. Si può guadagnare più tempo col toglierlo a abitudini inutili, ma anche con l’eliminazione di persone che francamente non meritano il nostro tempo. E ce ne sono.

  4. Ciao Barbara, grazie per questa sollecitazione,
    Hai ragione, bisogna variare il supporto. Io da quando uso gli audiolibri leggo molto di più. Viaggio tanto per lavoro e per sport, alla guida sono una vera manna!

  5. Qualche anno fa, parecchi anni fa in effetti, mi feci prendere la mano dai libri di Patricia Cornwell. Adoravo il genere medico legale, omicidi, ecc. Ne lessi 7 tra l’estate e l’inverno. Quell’inverno non piovve… ma nevicò tantissimo!!! L’acqua della pioggia non bastava per festeggiare l’evento!
    Poi la casa editrice della Cornwell (o chi per essa) cambiò la persona addetta alla traduzione dei suoi libri a partire da Calliphora se non erro. Questo scriveva molto male (secondo il mio modesto parere) ed ho smesso di leggere i suoi scritti!!

    1. Io credo che ci fosse dietro un Ghost Writer, perché è davvero peggiorata tanto e pure io dopo aver fatto una scorpacciata dei vari Post Mortem, ho chiuso con la Cornwell.

    2. Cavoli Alex! Vista la siccità che incombe da settimane nella nostra penisola…che ne dici di ricominciare a leggere? 😀 😀 😀
      Non hai che da chiedere, e ti spedisco uno scatolone di libri! Di gialli e thriller usati fin che vuoi!

  6. Sono soddisfatta di quanto leggo, in questi primi 6 mesi del 2017 sono a quota 20 libri di cui uno era Anna Karenina, sto pochissimo davanti alla tv, di certo non oltre due ore al giorno, talvolta mezz’ora scarsa. I social (blog) mi portano via un po’ di tempo, quello sì, ma a volte ho voglia di social e non di lettura, richiedono due concentrazioni diverse, come ora, butto un occhio alle novità in attesa che si freddi il riso per l’insalata di riso e non apro il libro. Questione di abitudine ovviamente. Ma allo stesso tempo credo che ci siano persone che potrebbero leggere molto di più, come mio marito che legge tantissimo in vacanza e a spizzichi durante l’anno, ma in effetti col lavoro che fa alla sera è cotto e tv disimpegno + giochini sul cell sono il giusto relax più di certi libri, anche considerato che lui legge soprattutto saggi.

    1. Penso che un libro come Anna Karenina possa “pesare” nella statistica almeno come una ventina di romanzi contemporanei, no? Perché diciamolo: i testi classici hanno una complessità maggiore e richiedono più tempo per apprezzarli, non sono paragonabili ad un tascabile Harmony in edicola! Credo che un’ottima strategia (consigliata da molti, e per certi versi quasi naturale) sia intervallare vari generi, classici e contemporanei, impegnati e leggeri, a seconda anche del proprio ciclo vitale (lavoro, casa, famiglia).
      L’Orso è davvero bravo se riesce a leggere saggistica in vacanza, quando tipicamente si ha voglia di storie più rilassate. Per la sera, potrebbe provare anche lui con gli audiolibri: chiude gli occhi e ascolta. Come ho scritto a Elena, vanno di moda le app che leggono gli ebook, si installano nel cellulare, si carica l’ebook come file e si preme Play. Se riesco ne provo anch’io qualcuna e ne scrivo un articolo.

  7. Io leggo circa 8 libri, romanzi, al mese. Che si tratti di cartacei o digitali e ne sento davvero il bisogno forte per immergermi in nuovi scenari, così come sento il bisogno di guardare film con la famiglia, di ascoltare musica per rilassarmi e quando riesco pure di scrivere. Certo ci vuole tempo libero a disposizione, se ne avessi meno ridurrei il numero di tutto scegliendo i momenti. I social sono invece un piccolo tic che mi piace seguire nei ritagli della giornata, mentre sta finendo di cuocere il pranzo, mentre il bagno è occupato, tanto per dire.
    E comunque al solito che gran lavorone con questo post. Non ti smentisci proprio mai.

    1. Però: 8 romanzi al mese sono ben 96 all’anno, brava! Che invidia!
      Tra le altre cose, dovrei lavorare di meno sui post e leggere (e scrivere) di più. Ma in questo caso dovevo soddisfare prima di tutto una curiosità mia. 🙂

      1. No, tu non devi lavorare meno sui post perché sono molto interessanti e approfonditi e arricchiscono chi li legge, me in primis. Però se si trovasse la bacchetta moltiplicatrice di tempo non sarebbe affatto male. Capisco infatti chi, oberato da troppi impegni,fa davvero fatica, meno chi non ama leggere e trova scusa, ecco io quelli fatico a capirli. Pensare che sono riuscita a convincere a prendere questa abitudine al mio compagno… e ora legge pure il gatto sulla sua pancia!

        1. Ah beh, Simba studiava con me. Il peggio era quando studiavo sul divano a pancia in giù e mi ritrovavo i suoi 8 chili sulla schiena!
          Mosè invece è geloso dei libri e del tablet. Arriva, miagola, cerca di spostare l’oggetto che distoglie il padrone dalle coccole (e pensa che belle le unghie sullo schermo del tablet!), poi fa il giro sulle spalle, ti miagola alle orecchie, e arriva a spostarti pure la faccia con la zampa. Se però ha sonno, puoi leggere indisturbato per giorni. 😀

  8. Anch’io leggo da tempo un po’ su tutti i supporti. È diventato indispensabile per motivi economici, di comodità e di tempo.
    Tuttavia, per quanto mi riguarda, non sono certa che la cosa mi aiuti a leggere di più, anzi a volte temo di subire l’effetto contrario. Un tempo avevo sempre un libro a portata di mano, per questo compravo quasi esclusivamente tascabili. C’era la coda in posta? Ero quasi contenta, ne approfittavo per leggere. Idem dal medico, sui mezzi pubblici o in qualsiasi pausa obbligata. Ora invece non mi porto dietro nemmeno il reader perché tanto leggo sulla app di kindle. Però quello che mi frega è la scelta: ho sempre a portata di mano decine di libri. Quindi sono in posta? Ho caldo? Bene, mi apro un bel libro da spiaggia anche se ne ho già iniziati altri 3/4 in situazioni diverse, con il risultato che leggo troppe cose in contemporanea e anziché velocizzare, rallento i tempi. Ma so che questo è un difetto tutto mio. 😉

    1. Uhm, ho capito quello che dici. Ma anche se “rallenti” la lettura, alla fine hai letto 3/4 libri in contemporanea. Che poi tutto sommato capita anche a me: di solito, ho in lettura due cartacei, un ebook dall’ereader (difficile che legga più ebook insieme dall’ereader, anche se possibile, mi viene da leggerne uno alla volta… dev’essere una reminiscenza del cartaceo, anche se sono in digitale) e un ebook su kindle app/pc. Quelli che ci metto di più sono alcuni manuali, perché a volte li dimentico e torno indietro a rileggere. 😛

  9. Leggo abbastanza e contemporaneamente più libri: certo, una cosa è leggere Fabio Volo in due giorni, una è leggere Proust in tre mesi! Dipende molto dal grado di immersione richiesto dal libro: certe volte riesco a leggere una pagina della Recherche, ma la rileggo, la studio, la assorbo lentamente; altre volte in dieci minuti, che mi ritaglio pure mentre aspetto che si cuocia la pasta a ora di pranzo, mi sparo due capitoli di un romanzo meno impegnativo. Resta il fatto che la lettura va gustata: non faccio gare per arrivare a un record di libri letti in un anno. Ciò che leggo deve rimanermi dentro, nel bene e nel male.

    1. Guarda, tra Fabio Volo e Proust non so cosa richieda più sforzo e tenacia! 😛
      Però come dicevo a Daniele, questo articolo non credo vada proprio applicato a chi legge libri come À la recherche du temps perdu (Alla ricerca del tempo perduto) di Proust. Voi tutti leggete senza problemi, riconoscendo il gusto della lettura.

  10. facciamo un po’ di conti. 1000 ore corrispondono a 42 giorni di lettura senza soste ovvero dedicare il 12% del proprio tempo annuale. Ora io dormo 6 ore al giorno per per 365 fanno 2190 ore annue pari a 91 giorni. per mangiare spreco 2,5 ore al giorno pari a 912 ore annue pari a 38 giorni. Quindi tra mangiare e dormire spreco ben 128 giorni pari al 35% del mio tempo. Il resto del mio tempo non resto a quantificarlo ma so che non basta mai.
    Comunque I libri conteggiati su anobii sono circa 45 all’anno più un’altra dozzina di testi vari. Al di là di tutto 200 libri vuol dire leggerne uno ogni giorno virgola otto. non male come media.
    Conclusione sono un lettore bradipo anche se TV non ne guardo e social, a parte wp, non ne frequento.

    1. No, il termine lettore bradipo l’ho coniato io in merito alla velocità di lettura (e non a quanti libri letti all’anno).
      Anche perché 200 libri annuali è un parametro che ha fissato Charles Chu nel suo articolo, ma lui parla di manuali/saggi, piuttosto brevi e di una velocità di lettura super veloce (400 wpm contro 250 wpm di un adulto medio). Credo che trattandosi di narrativa, già leggere 100 libri all’anno sia un ottimo traguardo.

  11. Io da quando leggo eBook leggo molto di più, arrivo a circa 40 libri l’anno, però passo tempo anche sui social, ma lo faccio per fare un minimo di promozione per i miei libri, il tempo passato davanti alla TV è quasi sempre tempo in cui dormo, iniziò a vedere un film e crollo…

    1. Il tempo speso sui social in promozione certo non è tempo perso, si tratta di marketing alla fine e un autore non ne può fare a meno. 😉
      La tv invece non mi funziona proprio da sonnifero, anche perché certi film interessanti li passano sempre tardi. Alla fine mi segno il titolo e lo guardo in streaming la sera successiva.

  12. Non si può fare un raffronto fra americani e italiani, perché abbiamo lingue diverse. L’inglese è più stringato dell’italiano, quindi ovvio che siano più veloci di noi a leggere.
    Ma poi la velocità di lettura è personale, dipende da cosa leggi e anche da quanto sei concentrato nella lettura.

    Ho fatto il test: 4 minuti e 3 sec., lettura molto veloce, ho commesso un solo errore. Posso accontentarmi.

    Non so quante parole al minuto legga, so che impiego dal minuto e mezzo ai due minuti a pagina.

    Riguardo alla lunghezza dei romanzi ognuno ha i propri metri, a quanto ho letto in giro.

    608 ore sui social all’anno? Io penso di starci circa una decina di ore e è pure troppo. E 550 ore davanti alla TV, più o meno, considerando che vedo solo un film la sera dopo cena e neanche tutte le sere.

    Leggere sul cellulare? Da escludere totalmente. Trovo il cellulare uno strumento scomodissimo per leggere, scrivere e navigare. Leggo libri su carta e raramente in ebook.
    Quest’anno mi sono “imposto” di leggere almeno 80 libri e forse ci riesco, essendo arrivato già a 45.

    1. Eppure avrei detto che se c’è uno di noi che arriva a 200 libri all’anno quello sei tu! 😀
      Probabilmente bisognerebbe anche considerare una lunghezza per genere letterario. Penso al fantasy e ai romanzi storici, alla saghe o alle serie: se uno li predilige magari legge meno titoli ma molte più pagine.
      E poi, Il Signore degli Anelli vale uno o vale tre? 😛

  13. Penso che il tuo sia un approcio troppo ingegneristico 😀 …
    Ma anche quello del tuo blogger di partenza, Charlie Chu.
    Trovo che lui abbia fatto una stima puramente quantitativa tralasciando in toto la “qualità” della lettura.
    Ovviamente per qualità non intendo i romanzi letti ma la qualità del suo modo di averli letti: in altre parole,
    sarebbe un’ottima domanda per Charlie, se davvero afferma di aver letto 200 libri in un anno, quanto ricorda dei libri che ha letto? Oppure: prendendo a caso uno dei 200 libri, sarebbe in grado di raccontarne la trama almeno a spanne? 😀

    Io avrei i miei seri dubbi. E quindi mi chiedo che senso ha leggere così tanto se poi le letture non ti lasciano nulla.

    Se invece vogliamo parlare esclusivamente della quantità del tempo impiegato per fare l’una o l’altra cosa, non mi trovo d’accordo su un punto: il tempo passato sui social potrebbe essere estremamente frammentato. Io ad esempio non passo mai più di 5 minuti su facebook, o su twitter o su altro. Alla fine dell’anno avrò sì passato diverse ore sui social. Convertire quei 5 minuti a botta a leggere anziché pascolare per i social, mi farebbe avere una lettura molto frammentata, cosa che mi guardo bene dal fare. Per leggere mi occorre almeno una buona mezz’oretta continua e questa la trovo solo alla sera a letto o sui mezzi pubblici quando giro per lavoro… 😛
    E con questo credo di aver risposto alla tua domanda sul cosa mi frena dal leggere nelle pause: nulla. Solo valuta bene la durata della pausa.

    Quanto alle abitudini, negli ultimi anni ho affiancato le letture digitali a quelle cartacee. 😛

    1. Uhm, ho idea Darius che invece tu hai letto il post a velocità supersonica, e ti sei perso dei pezzi. 😛
      Charles Chu infatti parla di libri non-fiction, ovvero manuali e saggi, non narrativa. Quindi non ha una trama da ricordare, quanto piuttosto dei concetti. Facile però che di quei 200 libri qualche titolo affronti lo stesso argomento (quindi ripassa le stesse teorie). Penso ai manuali che capita di leggere anche a me per lavoro, o anche ai manuali di scrittura creativa, che non sono tutti uguali per carità, ma alcuni si leggono più velocemente di altri.
      Ti dirò: ci sono romanzi che si leggono anche di cinque minuti in cinque minuti, che poi diventano dieci, quindici, venti…e cavoli ho bruciato tutto!! 😀

      1. Dici che mi son perso i pezzi? Mi hai fatto venire il dubbio. :-O
        Ma no! Me lo sono riletto ora il tuo post per sicurezza e devo dire di no. 😛
        Ho inteso bene che Chu si è riferito a non-fiction e saggistica.

        Resto sempre del parere che quando si legge, un contenuto da capire c’è sempre. Manuale, saggio o narrativa la mia domanda resta: dei 200 libri (o saggi, o manuali o che altro) che si è letto, quanto ricorda le trame (o i concetti) ?

        E poi, quello che ipotizzi tu (cioè leggere 200 libri dello stesso argomento) non vale!
        Deve leggere 200 libri di argomenti diversi! 😀

        Per i romanzi che si leggono di cinque minuti in cinque minuti, bisognerebbe capire quanto tempo passa tra un “cinque minuti” e l’altro: se il tempo è brevissimo, allora potrei essere d’accordo con te. Però personalmente preferisco avere pause più lunghe… anche perché devo sgombrare un po’ il cervello prima di leggere. 🙂

        1. Dovremmo farci dare da Chu la lista dei libri letti nell’ultimo anno e organizzargli un questionario per verificarne la comprensione. Questo sì sarebbe un approccio ingegneristico 😉

  14. Da una parte vorrei leggere di più, dall’altra mi rendo conto che ha poco senso trasformare un piacere in una competizione con se stessi. Di certo è vero che un sacco di tempo buttato dietro a cose che non lasciano nulla potrebbe essere investito meglio con i libri, quindi il discorso ha un suo perché. Con grande rammarico io mi sono resa conto che negli ultimi anni sto leggendo meno di prima nonostante ho a disposizione un nuovo supporto (l’e-reader). Dovrei chiedermi perché ma temo già di sapere che la colpa è proprio della rete (e di una serie di impegni che prima non avevo). Sulla lettura veloce… dipende. Se una cosa mi interessa e mi piace, sono lenta perché voglio assaporarla, mentre se sono veloce è perché la lettura mi annoia. Quindi siamo sicuri che essere lettori veloci sia una cosa buona?

    1. Beh, la mia lettura più lenta, non terminata, era un libro di Fabio Volo. Due anni 21 pagine, perché proprio non mi prendeva. La lettura più veloce erano sicuramente i romanzi di Agatha Christie, che d’estate terminata la scuola potevo leggere in giornata.
      Adesso anche avendo una giornata di ferie…mi sentirei pure in colpa se lo passassi solo a leggere! (o gli altri mi farebbero sentire in colpa?!)

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