Navigare Informati tra i libri

A caccia di libri con il Bookcrossing

Anche se l’estate è ufficialmente terminata, il tempo ci regala ancora giornate meravigliose e noi continuiamo a navigare informati nel nostro oceano di parole, seguendo i consigli del bollettino nautico nel mondo dei libri. Dopo esserci occupati del mercatino dell’usato di ComproVendoLibri, questa stavolta rivolgiamo la nostra attenzione ai libri che GRATUITAMENTE circolano liberi per il mondo, viaggiano di lettore in lettore, senza richiedere alcuna spesa (tempi duri per la scusa del “non leggo libri perchè costano troppo”!)
Si chiama BookCrossing (letteralmente “incrociare un libro”) ed è diventato talmente importante da meritare una voce nel dizionario Concise Oxford English:

bookcrossing: n., the practice of leaving a book in a public place to be picked up and read by others, who then do likewise.
(la pratica di lasciare un libro in un luogo pubblico per essere raccolto e letto da altri, che poi fanno allo stesso modo)

La filosofia che sta alla base del BookCrossing è che se ami un libro, lo vuoi condividere con altri. Non c’è niente che lega di più le persone che partecipare alle stesse passioni, provare le stesse emozioni. Così il BookCrossing riesce a connettere i lettori con le stesse parole dei loro romanzi preferiti.
Ci sono molte iniziative locali in ogni paese per il libero scambio di libri, ma quando si parla di BookCrossing il riferimento è al sito web ufficiale, nato nel 2001 in America, BookCrossing.com
Attualmente risultano registrati 1.653.701 BookCrosser e 11.656.278 libri che viaggiano in ben 132 paesi.
Come andare a caccia di tutti questi libri?

 

BookCrossing read and release

BookCrossing la biblioteca del mondo

Tutto è cominciato verso il 1999, quando si diffuse la moda di abbandonare i libri nelle panchine, perchè qualcun altro potesse raccoglierli e leggerli. Rimaneva sempre il dubbio che il libro fosse stato adottato da un nuovo lettore o gettato senza speranza tra i rifiuti, magari per errore.
Partendo dall’idea del sito Where’s George che traccia la circolazione geografica delle banconote da 1 dollaro (quelle con George Washington appunto) tramite il numero di serie, nel marzo 2001 Ron Hornbaker lanciò la piattaforma BookCrossing.com per registrare e seguire allo stesso modo i viaggi dei libri liberati intorno al mondo.
Ma come si diventa un BookCrosser (o BookCorsaro)?

Prima di tutto occorre registrarsi al sito BookCrossing.com: è accessibile in 15 lingue diverse ed è ovviamente gratuito. Il sistema si mantiene infatti tramite la pubblicità online, la vendita di gadget personalizzati (segnalibri, magliette, borse, portachiavi), le donazioni libere e tutta l’attività di volontariato dei BookCrosser.
Dopo la registrazione, ci comincia a condividere i propri libri, in tre semplici mosse:

1. Etichetta

Tramite il codice ISBN (o inserendo manualmente i dati di titolo, autore, edizione), si censisce il libro nel circuito, ottenendo così un BookCrossing Identity Number (abbreviato in BCID), un codice univoco del tipo 123-456789 che identifica esclusivamente quella copia cartacea, come il numero di serie delle banconote.
Questo BCID deve essere scritto all’interno del libro, ovviamente. E qui entrano in campo le etichette: potete utilizzare quella standard da stampare autonomamente, potete preparare un’etichetta tutta vostra partendo dai file dei modelli oppure ordinare con un piccolo contributo delle etichette già pronte, anche prenumerate con un BCID già a voi intestato (va poi associato il libro).
Il BCID dei libri è visibile solo al BookCrosser che l’ha inserito, non agli altri utenti: quindi per avere il BCID un altro lettore deve trovare prima il libro stesso.

Tutte le informazioni per muovervi nel mondo del bookcrossing le trovate anche nella prima community italiana, nata prima che il sito americano fosse completamente tradotto: BookCrossing Italy 
Qui ci sono molte guide passo passo, materiale gratuito scaricabile (come le etichette in italiano) ed i forum per colloquiare con gli altri BookCrosser italiani. Sono anche presenti su Facebook con una pagina dedicata: BookCrossing Italy

BookCrossing etichetta ufficiale

2. Condividi

E’ giunta l’ora di lasciarlo andare per la sua strada, questo libro. Esistono due tipi di condivisione:

  • rilascio controllato, quando si conosce la destinazione del prossimo passaggio: ad un amico, un parente, un altro BookCrosser incontrato online a cui spedire il libro oppure uno sconosciuto incrociato per strada, con cui il contatto è diretto.
  • rilascio in libertà, quando il libro viene abbandonato in un luogo di passaggio, in attesa che qualche curioso lo raccolga, ritrovi l’etichetta e decida di partecipare al progetto. I posti sono i più disparati: panchine, sedili del tram, fermate dell’autobus, sale d’aspetto, tavolini dei bar, camere d’albergo. L’importante è che il libro sia ben visibile.

La creatività dei BookCrosser ha creato anche interessanti varianti sul tema della condivisione: sono così nati i BookRing, i BookRay e le BookBox, ovvero liste di utenti (ci si iscrive nei forum) che si scambiano i libri per posta. Nel BookRing l’ultimo lettore rispedisce il libro al primo utente, di solito il legittimo proprietario, e viene utilizzato per i libri non più a catalogo. Nel BookRay, l’ultimo in lista deve decidere se rilasciare in libertà il libro o far partire un nuovo cerchio di lettura. Nel BookBox non viaggia un solo libro, ma una scatola intera ed ogni utente può far viaggiare gli stessi libri o cambiarne alcuni a piacere. A volte le BookBox hanno anche un tema: lo stesso autore, lo stesso genere letterario, lo stesso periodo storico.
Se volete approfondire, trovate altre informazioni qui: bookring, bookray e tante altre cose

3. Segui

Una volta liberato il libro, non resta che seguire il suo viaggio di lettore in lettore tramite il suo BCID. Quando una persona rintraccia il libro, legge l’etichetta e si collega al sito per inserire, in vista nella parte superiore, il BCID scritto nell’etichetta stessa, senza doversi iscrivere.
Questo è molto importante e sveltisce le pratiche: per segnalare il ritrovamento non è necessaria l’iscrizione.
Il nuovo lettore può indicare il luogo dove ha rinvenuto il libro, se l’ha letto, se gli è piaciuto e se lo rilascerà a sua volta. Alcuni libri rimangono circoscritti ad una determinata zona, altri viaggiano parecchio, addirittura passano i confini e scelgono una diversa lingua.

Le OCZ

Le Official Crossing Zone (dall’inglese, zone ufficiali di scambio) sono dei luoghi pubblici (bar e birrerie, associazioni locali, bed&breakfast e altre strutture ricettive, le stesse biblioteche) che mettono a disposizione uno spazio, uno scaffale, una mensola dove chiunque può depositare o prelevare dei libri condivisi. La zona è segnalata dall’apposita locandina, in lingua, resa disponibile sul sito.
Le OCZ sono inoltre registrate sul sito, con un proprio nome e indirizzo per essere facilmente rintracciate, e rendono disponibile online l’elenco dei libri attualmente depositati presso di loro (in questo modo siete sicuri di trovare lì proprio quel libro).
E per il gestore del locale qual è il costo? Assolutamente nulla! Anzi, è un ottimo modo per attirare nuovi clienti gratuitamente.

Su Google Maps trovate la geolocalizzazione di tutte le OCZ registrate e verificate in Italia: Mappa delle zone di scambio italiane 

Guardate alcuni dei luoghi più disparati che sono punti di bookcrossing: 10 luoghi e iniziative per lo scambio di libri in Italia e nel mondo
Non sempre sono OCZ ufficiali, ma l’importante è che i libri stessi lo siano, per poter essere recuperati e scambiati.

BookCrossing OCZ volantino

In Italia però non va…

La piattaforma c’è, il sistema è oramai collaudato, eppure qualcosa in Italia non va, il BookCrossing si è “congelato”.
Nel 2010 eravamo tra i primi 10 paesi al mondo per libri scambiati (fonte Kit BookCrossing Media 2010-Q3, senza percentuali):

Top 10 BookCrossing Countries:
USA
United Kingdom
Germany
Canada
Spain
Australia
Italy
Netherlands
France
Portugal

Nel 2016 siamo completamente spariti (fonte Dove si è diffuso il BookCrossing ):

Ecco le 10 nazioni più attive nel BookCrossing:
Stati Uniti 29%
Germania 16%
Regno Unito 13%
Paesi Bassi 11%
Finlandia 10%
Canada 8%
Australia 5%
Francia 4%
Portogallo 3%
Spagna 1%

Cosa è mai successo nel frattempo?
Se io guardo la mia zona, attualmente non ci sono più OCZ attive. C’era un centro InformaGiovani qui vicino, ma non movimenta più libri dal 2013 e non riesco nemmeno a verificare se i libri ci sono ancora (è aperto solo due pomeriggi a settimana).
La giornalista Flavia Amabile de La Stampa ha provato, ancora nel 2014, a capire perchè l’Italia è fanalino di cosa anche in questo: Un libro? No, nemmeno in regalo Interessante anche il video che lo accompagna con le interviste ad alcuni gestori di locali: Bookcrossing, le ragioni del flop in Italia
La sua conclusione però è piuttosto amara:

La verità è che in Italia i libri non interessano a nessuno, nemmeno in regalo.

Che ne pensate? Io non ci credo.
Perchè dal 2013 a Bologna c’è una libreria dove i libri non si vendono e non si comprano, sono gratis! Libri Liberi in Via San Petronio vecchio accoglie i libri che non si usano più e lascia a chiunque la libertà di prendere i libri che interessano, senza alcun obbligo di restituzione tra l’altro. La libreria è ben rifornita e frequentata anche da persone al di fuori del quartiere.
Il progetto non è nuovo, ma si rifà alla libreria Llibres Lliures di Barcellona che funziona con il medesimo principio: ni se compra, ni se vende.

Quindi se il problema non è la gratuità del libro, forse sta nella sua reperibilità.

 

E se bastasse un’app?

Se ha funzionato la caccia ai mostriciattoli e tutti quest’estate sono impazziti per Pokemon Go, perchè non creare un’app per ritrovare anche i libri abbandonati? Chissà che nella foga qualcuno venga anche letto! Per lo meno, la copertina stimolerà la curiosità!
In realtà di applicazioni per mobile per il BookCrossing ne ho trovate due, ma nessuna funzionante.

BookCrossingApp non è legata alla piattaforma ufficiale del Bookcrossing, nonostante il nome. Il suo sviluppo è bloccato a dicembre 2013 e già allora aveva ricevuto parecchie recensioni negative in Google Play. Anche i dati che vengono presentati nella mappa sembrano totalmente obsoleti: va bene che in Italia non funziona il BookCrossing, ma è impossibile che in tutta Europa ci siano solo 50 libri!

L’app Boosha invece è il risultato di una startup italiana del 2014, con sede a Caserta. Ci fu un gran lancio pubblicitario, come potete rintracciare da Google. Ma l’ultima recensione su Google Play è di un anno fa, con soli 500 download dell’applicazione.
Per curiosità, ce la siamo installata io e Nostromo sui rispettivi cellulari. C’è la possibilità di inserire solo 3 titoli cercati e altri 3 titoli da vendere/scambiare. Si dovrebbero quindi vedere nella mappa chi ha i libri che cerchiamo o chi sta cercando i nostri. Appositamente abbiamo inserito titoli “incrociati” tra noi, ma non ci siamo “visti”. Per l’app non risultano altri libri nel circuito, che non è collegato a quello del BookCrossing ufficiale ed è un vero peccato.

Sto forse vaneggiando?
Assolutamente no, e sono pure in compagnia. Stavamo proprio discutendo con le altre blogger Silvia Algerino di Lettore Creativo e Nadia Banaudi di svolazzi e scritture del BookCrossing, dei PokemonGo e di come associare gioco, divertimento e lettura, che un paio di giorni dopo esce quest’interessante notizia: Aveline Gregoire, una preside di una scuola elementare in Belgio, ha aperto un gruppo su Facebook Chasseurs de livres (cacciatori di libri), una community di oltre 55mila utenti che giocano alla caccia del libro. Come nel BookCrossing più tradizionale, si abbandona un libro, si scatta la foto di dove si trova e si danno suggerimenti per localizzarlo. Il cacciatore lo trova, lo fotografa di nuovo a prova del tesoro scoperto, lo legge e poi può liberarlo di nuovo, ricominciando il gioco. (fonte Bookblister.com)
Diciamolo: manca solo un’app!

 

E se ognuno di noi liberasse un libro?

Dal momento che Leggere non è peccato, se ognuno di noi lettori liberasse un libro per contribuire alla (ri)nascita di un bookcrossing consapevole anche in Italia?
Personalmente ne ho appena “liberati” una trentina: non sono ancora regolarmente iscritti al BookCrossing, ma se ne occuperà Nadia Banaudi di svolazzi e scritture che cercherà di aprire un punto OCZ nel suo paesino di montagna preferito, per condividere con turisti e curiosi un po’ di buone letture.
Altri libri spero di condividerli prossimamente nella mia zona, ma vorrei tornare al rilascio “in the wild” tra le panchine dei parchi o alle fermate degli autobus. Sto studiando la maniera per non abbandonarli alle intemperie e soprattutto…non farmi beccare.
“Ehi, scusa, ti sei dimenticata un libro, tieni!”

Comments (14)

nadia

Set 29, 2016 at 9:27 AM

Oh Barbara, a nome di tutti i lettori, di tutti i libri, liberati ed imprigionati, delle parole nascoste dentro, delle idee in attesa di contaminare…grazie.
Sei quell’essere meraviglioso che non vuoi si sappia in giro!
Ovviamente Leggere non è peccato veicolerà il tuo bellissimo messaggio perché l’intero mondo web ed oltre conosca questo modo alternativo di incappare in un libro. Smack smack corro a dirlo a tutti!

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Barbara Businaro

Set 29, 2016 at 10:47 PM

Grazie Nadia! Questo tuo commento me lo tengo stretto, per i prossimi momenti di sconforto! 😉

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nadia

Set 30, 2016 at 9:58 AM

ah ma basta che mi messaggi e ti riempio di cuoricini e motti per riprendere il sorriso. E’ una promessa (annusa la lavanda che aiuta anche l’umore oltre al mal di testa).

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Barbara Businaro

Ott 01, 2016 at 11:36 AM

Il troppo stroppia! Troppi cuoricini finisce che non ci credo più! 😉
Si, mi sono anche appena presa un profumo che ha una nota di lavanda…vediamo se migliora l’umore anche in ufficio!

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salvatore

Set 29, 2016 at 9:34 AM

I tuoi sono articoli sempre molto interessanti, Barbara. Così ho capito un po’ meglio questa storia di lasciare libri in giro: ad esempio non sapevo che esistesse un sito in cui rintracciare il libro e seguirne le tracce. L’idea dell’app è bellissima, speriamo che qualcuno la realizzi davvero. In Italia, secondo me, il problema è che se lasci il tuo libro su una panchina non solo non lo raccoglie nessuno ma prima o poi finisce nella spazzatura. Questo non perché non siamo interessati ai libri o alla lettura – direi che possiamo pure smetterla di ripetercelo all’infinito, come dice Baricco oggi si legge molto di più di quando era giovane lui – ma perché non c’è nella nostra la cultura della condivisione. Per dire, anche le biblioteche sono sempre vuote (tranne che per gli studenti).

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Barbara Businaro

Set 29, 2016 at 10:55 PM

E pensare che quando l’ho messo a calendario credevo che fosse un articolo scontato, ero davvero convinta che il BookCrossing fosse più conosciuto!
La cosa più triste è sul video che vi ho segnalato: un barista che rammaricato ammette che non ha preso piede nel suo locale notturno. Non solo i libri, ma nemmeno presentazioni di libri recenti, conferenze su vari argomenti, serate di musica o piccola recitazione. “In Italia funziona solo il calcio.” 🙁
Sull’app ci stavo ragionando oggi con qualche collega. E’ bastato dire “cavolo ragazzi, se arriviamo prima facciamo soldi a palate!” e ho avuto subito la loro attenzione 😀

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Salvatore

Ott 02, 2016 at 4:00 PM

Incrocio le dita per voi allora. 😉

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Alessandro Blasi

Set 29, 2016 at 9:32 PM

mi sono iscritto al sito (quello ufficiale non l’italiano) vediamo se riesco a fare qualcosa…

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Barbara Businaro

Set 29, 2016 at 10:56 PM

Sono iscritta anch’io, ho provato anche a creare un’etichetta personalizzata. Mi trovi, ovviamente, come webnauta 😉

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Giulia Mancini

Set 30, 2016 at 6:27 AM

Davvero molto interessante questo articolo, devo assolutamente fare un salto in via Petroni a vedere la libreria dei libri liberi, è in piena zona universitaria e credo sia un ottimo punto strategico. Io ho notato zone di bookcrossing in un paio di locali vicino al mio ufficio e nelle biblioteche di quartiere, non sapevo nulla delle OCZ.

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Barbara Businaro

Ott 01, 2016 at 11:34 AM

Se sei di Bologna sì, devi assolutamente andarci! Poi torni a raccontarci come ti è parso l’ambiente, se ci sono molte persone, che cosa sembrano cercare. Sulle OCZ, molte non lo sono ufficialmente, e vengono censite nel sito come UCZ (Unofficial Crossing Zone). Ma come dico io, l’importante è che i libri siano registrati, così si vede tutto il loro percorso nel mondo.

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Marina

Ott 02, 2016 at 4:57 PM

Bello questo articolo (ma i tuoi sono tutti belli, Barbara, perché molto interessanti!)
Conoscevo il fenomeno delle panchine e dei treni con i libri lasciati per gli avventori interessati alla condivisione e non mi stupisco che in Italia un’idea così intelligente non abbia attecchito nel modo giusto. Non ho mai messo “in circolo” i miei libri, sono molto curiosa, darò un’occhiata alla piattaforma Quella della biblioteca a Bologna è un’idea geniale. Qui a Roma, c’è qualcosa del genere?

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Barbara Businaro

Ott 02, 2016 at 8:22 PM

Grazie Marina. Che io sappia, di librerie libere c’è solo quella di Bologna al momento. Non ho visto altri progetti simili in altre città. C’è da dire che i costi d’affitto sono sicuramente un blocco a iniziative di questo tipo. A Bologna è la stessa Anna Hilbe, tra le fondatrici della storica La libreria delle donne sempre a Bologna, che se ne fa carico personalmente, donazioni a parte. Non tutti ce lo possiamo permettere. L’ideale sarebbe una sovvenzione statale per queste attività senza scopo di lucro. Ma loro ribatteranno che ci sono le biblioteche. Peccato che lì i libri li devi tenere “a tempo” e questo scoraggia molto i lettori meno veloci.

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